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per favore, svegliamoci e facciamo cose concrete
Sono sempre più scandalizzata dalla situazione della psicologia e psicoterapia in italia, è una vergogna, per i seguenti validi motivi:
1. facoltà di psicologia ridicole (a parte alcune isolate eccezioni), con ridicola formazione, che non danno altro che vaghe nozioni teoriche che non sono affatto esaustive nè tantomeno utili. Facoltà da cui esce gente che non sa cosa significa e come si svolge un colloquio clinico, che non sa e non conosce concetti basilari. Facoltà da cui esce gente che davanti alla pratica non sa dove mettere le mani, perchè si apprende tanta teoria e nessunissima forma di pratica. Facoltà che insistono in modo vergognoso su esami di analisi dei dati, analisi che viene svolta automaticamente dai programmi appositi e che può essere, da chi vuole, approfondita con specifici corsi post-laurea, e che toglie spazio ad altri esami molto più utili
2. modalità di svolgimento del tirocinio vergognose, che si caratterizzano spesso per uno sfruttamento senza limiti, totale mancanza di rispetto per il titolo che abbiamo (signori, siamo colleghi di quei tutor che ci fanno da tirocinanti, non siamo sottoposti, e come loro esigono rispetto così altrettanto ce ne devono); tirocini che solo in rari casi insegnano veramente qualcosa, ma che nella maggioranza dei casi si rivelano come un qualcosa che tanto devi fare per forza, e loro lo sanno bene...sanno che siamo costretti a farlo e se ne approfittano spudoratamente, e nessuno controlla il loro operato, tranne le rare volte che qualcuno ha le palle di andare a sporgere denunce o far sentire la propria voce; tirocini NON PAGATI, a differenza di altri paesi della comunità europea in cui invece vengono pagati eccome...non si chiede qui cifre astruse, ma voglio ricordare a lor signori che spesso dobbiamo andare lì ogni giorno come fosse un part-time e non viene data alcuna minima retribuzione; e infine tirocini che a volte (come nell'infausto caso di firenze) vengono fatti fare post-laurea tanto per togliere ulteriore tempo nel percorso già abbastanza arduo dello psicologo. E oltretutto togliendo tempo ad un eventuale attività lavorativa dato che, fino a prova contraria, arrivata alla fine dei 5 anni una persona avrebbe anche esigenza di lavorare e rendersi minimamente indipendente
3. vogliamo parlare della vergogna delle scuole di specializzazione? Scuole che all'estero svolgi in 3-4 anni (e che qui si vuole portare addirittura a 5!!!) e in cui vieni pagato come i medici specializzandi e che qui costano un occhio della testa? Ne spuntano fuori come funghi in autunno, dato che le scuole di specializzazione sono nient'altro che un vergognoso business finalizzato a raccattare più denaro possibile che nemmeno si sa dove va veramente a finire...uno si sveglia la mattina e fa una scuola, ce ne sono centinaia e centinaia di psicoterapeuti che vengono sfornati ogni anno per andare a rinfoltire le fila del numero già vergognosamente elevato dei disoccupati del settore...mi spiegate a che cavolo serve buttare 16mila euro quando in tutto il resto della comunità europea sono loro a pagarti per farla? ma vogliamo ancora accettare questa vergogna? Pensano che siamo tutti figli di papà mantenuti che vogliono/possono stare a casa di mammina fino a 40 anni? Obbligandoti a ritmi di lavoro (tra tirocini, lezioni due we al mese e studio) inconciliabili con uno straccio di lavoro che possa essere anche solo lontanamente definito tale?
4. E sono ancora più sdegnata dal vedere che le suddette scuole di psicoterapia fanno a gara a tirare fuori una panoplia di scuole di counseling, corsi e corsetti di dubbia validità, alimentando e saturando ancora di più un mercato già traboccante, dato che lor signori permettono l'accesso ai suddetti corsi anche all'elettricista dell'officina, alla casalinga col diploma, al fruttivendolo e alla cameriera...senza offesa per loro, ma vogliamo difendere un minimo la nostra professionalità o vogliamo essere invasi da una turba urlante di counselor di ogni genere e grado che magari esce da queste scuole e si fa i clienti in un mese perchè magari nel suo negozio sparge la voce di poter fare colloqui di sostegno? Assolutamente nulla contro il counseling, all'estero funziona e ci sono corsi appositi, ma sono regolamentati, la figura del counselor è riconosciuta e l'accesso a queste scuole è permesso solo a determinate figure professionali, mentre qui, in assenza di regolamentazione, gli abusi di professione sono all'ordine del giorno. Quindi si al counseling, ma non può farlo chiunque, è una professione di aiuto in cui sono necessarie competenze-base che sono alcuni corsi di laurea possono dare, non si può aprire l'accesso in queste scuole a chiunque solo per il vergognoso interesse economico. Ci sono scuole di counseling (di cui non mi permetto di fare nomi) che fanno una pubblicità a dir poco scandalosa pur di accaparrarsi persone di qualunque ordine e grado che vogliano "crearsi una nuova professione", ma dietro in realtà c'è solo un goccio di interesse economico a cui qualcuno che ha le mani in pasta non desidera rinunciare). E ciò fa male e nuoce al counseling stesso che invece è un valore aggiunto (se si capisce di cosa parliamo e non se forniamo un'accozzaglia di nozioni vaghe e mescolate tra loro in modo scadente) alle professioni di aiuto e che tra l'altro gli psicologi possono fare senza essere costretti a seguire un costoso corso triennale di 6000 euro complessive in alcuni casi. Si fa credere agli psicologi di poter fare counseling solo seguendo questi sedicenti corsi e si fa credere all'elettricista di poter diventare counselor allo stesso modo (quando le competenze che ci stanno alla base sono ben diverse), mentre il counseling dovrebbe essere il valore aggiunto SOLO di determinate figure professionali, senza nulla togliere ad altri professionisti, ma cerchiamo di tenere distinti i piani. E i corsi e corsetti che si moltiplicano come le cellule in fase di mitosi, master di dubbio valore e con costi elevati che servono solo a rinfoltire il curriculum e le tasche di chi li inventa ma che poi hanno spendibilità pari a zero nel mondo del lavoro, perchè di quanto è gonfio il tuo curriculum non frega una cippa a nessuno (frega solo sapere se sei figlio di)
5. vogliamo poi solo accennare alla vergogna imperante nelle strutture? Strutture quali cooperative che ti fanno nella migliore delle ipotesi contratti a progetto e quando non gli servi più vai fuori dalle balle (non è una novità sentir parlare di novelli psicologi assunti a progetto da queste sedicenti strutture che poi dopo un par d'anni di sfruttamento a prezzo ridicolo ti danno un bel calcio nel sedere per farti rimpiazzare dal dott. psicoterapeuta figlio di tal dei tali). O le asl e gli ospedali, in cui la figura dello psicologo sembra un'eccezione talmente rara da essere diventata un pezzo di antiquariato del mercatino rionale, e in cui la minima parte è costituita da psicoterapeuti figli di tal dei tali entrati con sonora spinta e la massima parte invece è costituita da psicologi che dovrebbero avere una PROFESSIONALITA' e si svendono facendo volontariato tutti i santi giorni come fosse un lavoro, nella speranza vana di farsi fare un contratto di chissà quale genere o magari che venga indetto apposito bando ad hoc. Ma ci rendiamo conto? Siamo professionisti, santo dio, non operatori di solidarietà sociale o del fatebenefratelli, siamo PSICOLOGI LAUREATI, il volontariato lasciamolo fare ad altre persone nelle apposite associazioni, non nelle strutture dove dovrebbero operare figure professionali qualificate, o se noi abbiamo la vena di farlo andiamolo a fare altrove, non come PSICOLOGI. Finchè continuerà ad esserci gente che si svende per fare la leccapiedi del pezzo grosso ci sarà sempre chi si approfitterà di noi, chi ci considererà mezze cartucce da sfruttare come bestie da soma, e la nostra professionalità verrà sempre più sottovalutata e burlata. Del resto a loro non pare il vero di avere gente che gli fa lavoro gratis, è così difficile da comprendere questo concetto? Signori, questa non si chiama gavetta, abbiamo confuso un pò i termini, questo si chiama SFRUTTAMENTO GRATUITO. Ma avete presente come i medici e gli operatori sanitari considerano gli psicologi? fate tirocinio in una struttura sanitaria e fatevi un'idea...volete continuare ad alimentare questa svalutazione della nostra professione? Basta essere conniventi di questo sistema, basta continuare ad alimentare il clientelismo a discapito della meritocrazia!!! E' una vergogna vedere operare nelle strutture pubbliche delle persone di una incompetenza e di una sbalorditiva superbia tali da far accapponare la pelle, e vedere magari fare la commessa una persona che avrebbe le qualità ma che però non è figlia di o non aveva la lingua abbastanza lunga e umidificata. Chi fa così fa soltanto ridere e contribuisce solo allo schifo e al tracollo della professionalità dello psicologo. Vorrei fare presente che all'estero si entra per merito, se non vali un cavolo vai a fare altro, se non hai capacità, non sei intraprendente e non hai competenze non c'è babbino o conoscenza che tenga, puoi avere tutti i calci che ti pare e aver fatto tutti i possibili arrampicamenti sociali, ma non verrai mai assunto. E questo perchè all'estero vale il merito, la capacità, perchè la professione di uno psicologo è rispettata e anche ricercata e ben pagata. So di ospedali in germania in cui la figura dello psicologo è prassi e vengono profumatamente pagati. Solo qui si fa volontariato...ma per cortesia.
Inoltrerò la presente a tutti i forum di psicologia, al MIUR, alle università, lo spargerò attraverso catene via mail e su facebook...è ora di svegliarsi, non di lamentarsi a vanvera e allo stesso tempo stare al gioco del sistema. Non si può protestare e favorire allo stesso tempo, o l'uno o l'altro. pretendiamo per cortesia che la nostra professionalità venga riconosciuta da tutti, dall'intero stato, cominciamo a dire basta veramente a tutto questo schifo...finchè staremo al loro gioco a loro andrà più che bene così, perchè ci prosciugano di energie e soldi e noi stupidi che ci stiamo a far frustare in silenzio.
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Riferimento: per favore, svegliamoci e facciamo cose concrete
Sì, beh, io aggiungerei anche l'esame di stato al tuo elenco di criticità...
Basterebbe essere un attimo più selettivi durante i corsi di laurea, piuttosto che pretendere che gli studenti(dopo esami d'ammissione e tesi) sborsino altri soldi per formalizzare un titolo che già potrebbero avere!Basterebbe che la tesi di specialistica fosse più strutturata e che non facessero laureare tutti indiscriminatamente.
Comunque, tutto ciò che hai scritto è assolutamente condivisibile, però...hai proposte concrete?
Non si può certo chiedere agli studenti di non iscriversi alla facoltà di psicologia...
Poi per quanto riguarda i tirocinii, posso dire che a me è sempre andata molto bene e molto lo devo al rapporto che ho instaurato con i professori. Quindi, il fatto che ci siano tirocinii orribili, non vuol dire necessariamente che uno studente sia obbligato a svolgere quelli. Spesso gli studenti di fronte alla scelta del tirocinio non riflettono a fondo, quindi si ritrovano a far fotocopie.ma di questo non si può incolpare il "sistema", no?
Per le scuole di specializzazione, hai ragione, quelle statali durano 5 lunghissimi anni e quelle private hanno prezzi proibitivi. Basterebbe integrare la specialistica con altri 2 annetti più specifici ed eliminare le specializzazioni.
Purtroppo è TUTTO legato alla logica del denaro...esami d'ammissione, lauree, esami di stato, ecc...
Proprio per questi motivi, direi che, una volta usciti da questo tunnel e con il nostro titolo di psicologi ben stretto tra le mani, dobbiamo contare sulle nostre forze e cominciare la carriera dei liberi professionisti. In questo modo possiamo fare davvero ciò che vogliamo, anche determinare i prezzi per le prestazioni erogate (entro i limiti fissati dal tariffario).
E questa è la strada che sto prendendo io.
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Riferimento: per favore, svegliamoci e facciamo cose concrete
Secondo me il peggior nemico siamo noi stessi come categoria infatti.. la formazione è autoreferenziale...ovvero i corsi sono per psicologi fatti da psicologi...mentre basterebbe aprirsi verso l'esterno per occuparsi di Formazione nel più ampio senso della parola...ovvero lo sviluppo personale (e non di insegnamento di tecniche che tra l'altro è deontologicamente vietato) magari nell'ottica della psicologia positiva..
Altra questione per la quale siamo nemici di noi stessi a partire dal livello più "basso" ovvero chi si è appena neo-abilitato (e qui Luthien ci ha veramente illuminato!!!) è il volontariato..semplice ragionamento
premessa
se i servizi pubblici sono intasati e si reggono sui volontari
allora
se non ci sono volontari i servizi pubblici non funzionano
ergo
il cittadino si incxxxxxa
se
il cittadino si incxxxxxa il politico di turno ci rimane male
allora
forse il politico di turno "illuminato" potrebbe mettere mano a quel servizio
ecc....
Io seguendo questo ragionamento proporrei di diffidare qualunque psicologo che faccia volontariato in strutture pubbliche (attività dimostrabile ad es. dal fatto che occorre pagarsi l'assicurazione, tra l'altro di tasca propria credo...altro smacco!!)
P.S.
Io nel volontariato ci credo, e l'ho fatto ma non come psicologo. Il volontariato ha senso quanto si ragiona in termini di associazionismo e crescita del sistema comunitario...non ha senso ed crea meccanismi perversi quando il ragionamento è centrato solo su se stessi come esemplificato nel punto 5 di Luthien..
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Riferimento: per favore, svegliamoci e facciamo cose concrete
Secondo me il peggior nemico siamo noi stessi :sbonk: come categoria infatti.. la formazione è autoreferenziale...ovvero i corsi sono per psicologi fatti da psicologi...mentre basterebbe aprirsi verso l'esterno per occuparsi di Formazione nel più ampio senso della parola...ovvero lo sviluppo personale (e non di insegnamento di tecniche che tra l'altro è deontologicamente vietato) magari nell'ottica della psicologia positiva..
Altra questione per la quale siamo nemici di noi stessi a partire dal livello più "basso" ovvero chi si è appena neo-abilitato (e qui Luthien ci ha veramente illuminato!!!) è il volontariato..semplice ragionamento
premessa
se i servizi pubblici sono intasati e si reggono sui volontari
quindi
se non ci sono volontari i servizi pubblici non funzionano
poi
il cittadino si incxxxxxa :swear: se i servizi non funzionano
e
se il cittadino si incxxxxxa il politico di turno ci rimane male
allora
se ci rimane male, forse il politico di turno, "illuminato", potrebbe mettere mano a quel servizio
ecc....
Io seguendo questo ragionamento proporrei di diffidare qualunque psicologo che faccia volontariato in strutture pubbliche (attività dimostrabile ad es. dal fatto che occorre pagarsi l'assicurazione, tra l'altro di tasca propria credo...altro smacco!!) poichè egli per primo (inconsapevolmente) nuoce al bisogno di riconoscimento sociale e pecuniario della professione...:Ops:
P.S.
Io nel volontariato ci credo, e l'ho fatto ma non come psicologo. Il volontariato ha senso quanto si ragiona in termini di associazionismo e crescita del sistema comunitario...non ha senso ed crea meccanismi perversi quando il ragionamento è centrato solo su se stessi come esemplificato nel punto 5 di Luthien..:approved:
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Re: Riferimento: per favore, svegliamoci e facciamo cose concrete
Citazione:
Originalmente inviato da
nudaveritas
Sì, beh, io aggiungerei anche l'esame di stato al tuo elenco di criticità...
Basterebbe essere un attimo più selettivi durante i corsi di laurea, piuttosto che pretendere che gli studenti(dopo esami d'ammissione e tesi) sborsino altri soldi per formalizzare un titolo che già potrebbero avere!Basterebbe che la tesi di specialistica fosse più strutturata e che non facessero laureare tutti indiscriminatamente.
Comunque, tutto ciò che hai scritto è assolutamente condivisibile, però...hai proposte concrete?
Non si può certo chiedere agli studenti di non iscriversi alla facoltà di psicologia...
Poi per quanto riguarda i tirocinii, posso dire che a me è sempre andata molto bene e molto lo devo al rapporto che ho instaurato con i professori. Quindi, il fatto che ci siano tirocinii orribili, non vuol dire necessariamente che uno studente sia obbligato a svolgere quelli. Spesso gli studenti di fronte alla scelta del tirocinio non riflettono a fondo, quindi si ritrovano a far fotocopie.ma di questo non si può incolpare il "sistema", no?
Per le scuole di specializzazione, hai ragione, quelle statali durano 5 lunghissimi anni e quelle private hanno prezzi proibitivi. Basterebbe integrare la specialistica con altri 2 annetti più specifici ed eliminare le specializzazioni.
Purtroppo è TUTTO legato alla logica del denaro...esami d'ammissione, lauree, esami di stato, ecc...
Proprio per questi motivi, direi che, una volta usciti da questo tunnel e con il nostro titolo di psicologi ben stretto tra le mani, dobbiamo contare sulle nostre forze e cominciare la carriera dei liberi professionisti. In questo modo possiamo fare davvero ciò che vogliamo, anche determinare i prezzi per le prestazioni erogate (entro i limiti fissati dal tariffario).
E questa è la strada che sto prendendo io.
Sono d'accordo che dovremmo fare proposte concrete, il problema è che, per la maggior parte delle quoestioni è la logica del sistema intero che dovrebbe cambiare...perchè le scuole di specializzazione, i vari corsi e corsetti, tutto si basa sulla logica del danaro e non su quella della professionalità. Sul discorso del volonariato invece sarebbe il caso di far ragionare i nostri colleghi che fare volonariato nelle asl, negli ospedali ecc è un danno grave alla professione, perchè l'idea che passa è che noi valutiamo talmente poco il nostro lavoro che siamo disposti a svenderlo gratis
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Riferimento: per favore, svegliamoci e facciamo cose concrete
Per quanto riguarda la questione volontariato, io considero i miei tirocinii come volontariato...:asd:
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Re: Riferimento: per favore, svegliamoci e facciamo cose concrete
per me il tirocinio andrebbe pagato, ci sfruttano come bestie da soma e non ci danno una lira....e in tutto il resto della comunità europea c'è sempre una retribuzione
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Riferimento: per favore, svegliamoci e facciamo cose concrete
infatti....tirocinio pre laurea triennale,specialistica e poi quello annuale...e pensare che prima la laurea a ciclo unico 5 anni prevedeva solo il tirocinio annuale...
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Riferimento: per favore, svegliamoci e facciamo cose concrete
Altra vergogna è l'ordine degli psicologi, sistema corporativistico ed obsoleto, che ha creato più danni che altro.
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Re: Riferimento: per favore, svegliamoci e facciamo cose concrete
Si davvero, l'ordine è solo uno schifo!! Siamo laureati, ci vuole un altra firma per attestare che io posso operare come psicologo? NO, è solo un modo per spillare altri soldi, da buono stile italiano
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Riferimento: per favore, svegliamoci e facciamo cose concrete
Sottoscrivo! Pero', partendo dal presupposto che trovo giustissime tutte le considerazioni fatte.... anche noi dovremmo fare molto piu' casino. Sono le stesse Scuole di Psicoterapia ad organizzare corsi di Counseling, Coatching, Mediazione, e chi piu' ne ha piu' ne metta! Corsi ai quali spesso si puo' partecipare pure con il diploma di maturità! E queste sono persone che poi, spesso, esercitano dopo il corso non specificando affatto che non sono psicoterapeuti! E la gente è confusa. I pazienti certe cose non le sanno! E si perdono potenziali clienti cosi! E se le persone non hanno le idee chiare si allontanano dalla categoria! Siamo i primi a non tutelarci! Voi mi spiegato perche' un laureato in Medicina si puo' iscrivere ad una Scuola di Specializzazione? Io da laureato in Psicologia potrei specializzarmi in Chirurgia?
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Riferimento: Re: Riferimento: per favore, svegliamoci e facciamo cose
Citazione:
Originalmente inviato da
LUTHIEN
Si davvero, l'ordine è solo uno schifo!! Siamo laureati, ci vuole un altra firma per attestare che io posso operare come psicologo? NO, è solo un modo per spillare altri soldi, da buono stile italiano
non serve una firma, serve un esame di stato, che tutela sia te, sia il cliente, perché essendo iscritto ad un albo professionale si è tenuti a rispettare un codice deontologico.
Non è l'ordine in sè, ma il modo in cui questo opera, semmai, a poter avere delle carenze...
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Riferimento: per favore, svegliamoci e facciamo cose concrete
Scusate se faccio la voce fuori dal coro, capisco le magagne, capisco le stanchezze ma...
-io sono d'accordo con la necessità di un'abilitazione dopo la laurea per poter esercitare. Dal'università si esce con una preparazione teorica e spesso insufficiente (quanti post ci sono per passarsi riassunti di libri/domande di esame/varie? Io se vado da un professionista preferirei che la sua preparazione non si basasse su un riassunto del libro...), tanto che a volte non basta nemmeno il tirocinio per rimediare. Ma li leggo solo io i post di gente che fa dei test senza nemmeno aver letto il manuale e poi posta i punteggi chiedendo con candore -cosa significano? O ancora di quelli che dicono: -sto vedendo un bambino/ragazzo/adulto con il problema X: cosa devo fare? Cosa devo dirgli? Quali test gli faccio?
Se siamo messi così dopo un'abilitazione che comporta un tirocinio di 6 mesi/un anno e dopo un esame di stato, non oso immaginare cosa potrebbe essere appena usciti dall'università...
-tirocinio retribuito: sarebbe sicuramente bello, ma se il tirocinio è osservativo (forse per tutela verso i pazienti, no?) capisco che uno dedichi del tempo, ma se il senso del tirocinio dovrebbe essere quello di imparare osservando un professionista abilitato ed esperto (se non sbaglio per essere tutor ci vuole un'iscrizione all'albo da almeno un tot) forse la richiesta di essere pagati per imparare rischia di essere un pò troppo...
In teoria il tempo che viene dedicato dovrebbe essere ripagato dalle conoscenze che se ne ricavano...
Certo non discuto che non tutti i tirocini siano così formativi ma in questo caso più che riformare il sistema riformerei QUEL tirocinio, segnalando la sede o il tutor come inadeguati.
Per quanto riguarda invece i tirocinii di psicoterapia, in cui in effetti si ha un ruolo attivo e si svolge un lavoro in tutti i sensi, ricordo però che si tratta di 200 ore l'anno (cioè 4/5 ore alla settimana) e che ho spesso visto fare 1 ora di colloquio, 1 ora di trascrizione della seduta, 1 ora di supervisione, 2 ore di equipe ed ecco finite le mie 5 ore (che fra l'altro spesso nessuno controlla, quindi anche se ne fai 3... insomma tutto è lasciato alla buona volontà).
Sono invece molto d'accordo con chi invitava a riflettere sul ruolo deleterio dei "volontariati", che finiscono con il trasmettere il messaggio che il nostro lavoro non vale poi molto (tanto da non meritare riconoscimento economico), che non siamo poi così capaci di svolgerlo (tanto da offrirci di farlo gratuitamente perchè ancora non ci sentiamo sufficientemente competenti) e con l'avallare la sopravvivenza delle strutture sul volontariato: se ho 4 volontari che fanno ognuno 5 ore a settimana, ho la copertura di un part-time da 20 ore a costo zero, perchè dovrei indire un bando e pagare qualcuno per svolgere lo stesso lavoro che attualmente mi viene offerto gratuitamente?
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Riferimento: per favore, svegliamoci e facciamo cose concrete
Vimae ha colto l'essenza del problema. Il tirocinio è fondamentale, e questo stesso forum è pieno di richieste che nessun neolaureato in medicina o in ingegneria farebbe mai ("ma devo conoscere i test, per aprire uno studio ?", "mi hanno chiesto una consulenza, cosa devo fare ?", chiesti da persone che hanno studiato per 5 anni a livello universitario la disciplina che adesso sono chiamati ad applicare). L'esame di stato e l'ordine idem; sono l'unica tutela formale (e spesso sostanziale) dell'identità e delle garanzie professionali, proprio contro l'ondata di "figure alternative" di cui ci si lamenta (giustamente) più sopra. Quindi, se sicuramente ordini, università, tirocini possono e devono essere migliorati e migliorabili, l'eliminarli non è certo la soluzione più intelligente.
Aggiungo due riflessioni. 1. Prima si dice che l'università da una preparazione solo teorica, poi ci si lamenta quando vengono proposti tirocini prelaurea e prespecialistica per dare più concretezza al percorso teorico. Curioso. 2. Se è vero che, ad esempio, vi sono tirocini in cui si impara poco, chi costringe a rimanerci per un anno ? Se vi è una forte responsabilità degli enti, vi è spesso una fortissima responsabilità degli studenti/tirocinanti: siamo adulti e vaccinati, con una laurea e discrete capacità cognitive. Se ci si rende conto che il posto dove si fa tirocinio è insoddisfacente, perchè rimanerci per un anno e poi lamentarsi, invece di cambiare posto ? 3. Idem per gli ordini. Se si ritiene che gli Ordini funzionano poco o male, perchè non parteciparvi di più, invece che lamentarsene e basta ? Fare proposte, fare segnalazioni, partecipare ai gruppi di lavoro, andare a votare, partecipare alla vita politico-professionale, tenersi informati sugli aspetti normativi della professione... Alle ultime elezioni ordinistiche, è andato a votare tra il 10 ed il 20% degli aventi diritto, tra cui pochissimi giovani. Questa non è colpa degli ordini, è colpa di chi si lamenta di cosa non va ma poi non fa niente per farlo andare diversamente.
Mi spiace di essere molto "diretto", ma anche io come Vimae sento spesso lamentazioni di ogni sorta, e quando chiedo "e tu cosa hai fatto per fare andare le cose diversamente" mi si dice: "ah, boh, niente". Ecco, appunto.
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Re: Riferimento: per favore, svegliamoci e facciamo cose concrete
Citazione:
Originalmente inviato da
sbisio
Sottoscrivo! Pero', partendo dal presupposto che trovo giustissime tutte le considerazioni fatte.... anche noi dovremmo fare molto piu' casino. Sono le stesse Scuole di Psicoterapia ad organizzare corsi di Counseling, Coatching, Mediazione, e chi piu' ne ha piu' ne metta! Corsi ai quali spesso si puo' partecipare pure con il diploma di maturità! E queste sono persone che poi, spesso, esercitano dopo il corso non specificando affatto che non sono psicoterapeuti! E la gente è confusa. I pazienti certe cose non le sanno! E si perdono potenziali clienti cosi! E se le persone non hanno le idee chiare si allontanano dalla categoria! Siamo i primi a non tutelarci! Voi mi spiegato perche' un laureato in Medicina si puo' iscrivere ad una Scuola di Specializzazione? Io da laureato in Psicologia potrei specializzarmi in Chirurgia?
D'accordo in ogni tua parola!! Non esiste e non può esistere che un diplomato all'ITI possa fare questo mestiere....se senti i counselor (agguerritissimi, non potete avere idea), loro fanno un lavoro completamente diverso dal nostro...si, un par di p****...secondo me invece al 90% dei casi è proprio la stessa cosa. E d'accordo anche sul fatto che siamo noi a dover fare casino, e grosso...se guardate i siti delle scuole di psicoterapia, quasi tutte, tranne casi oramai sempre più rari, promuovono corsi di counseling aperti a cani e porci...ma vi sembra normale?
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Re: Riferimento: per favore, svegliamoci e facciamo cose concrete
Citazione:
Originalmente inviato da
Dispodaspo
Vimae ha colto l'essenza del problema. Il tirocinio è fondamentale, e questo stesso forum è pieno di richieste che nessun neolaureato in medicina o in ingegneria farebbe mai ("ma devo conoscere i test, per aprire uno studio ?", "mi hanno chiesto una consulenza, cosa devo fare ?", chiesti da persone che hanno studiato per 5 anni a livello universitario la disciplina che adesso sono chiamati ad applicare). L'esame di stato e l'ordine idem; sono l'unica tutela formale (e spesso sostanziale) dell'identità e delle garanzie professionali, proprio contro l'ondata di "figure alternative" di cui ci si lamenta (giustamente) più sopra. Quindi, se sicuramente ordini, università, tirocini possono e devono essere migliorati e migliorabili, l'eliminarli non è certo la soluzione più intelligente.
Aggiungo due riflessioni. 1. Prima si dice che l'università da una preparazione solo teorica, poi ci si lamenta quando vengono proposti tirocini prelaurea e prespecialistica per dare più concretezza al percorso teorico. Curioso. 2. Se è vero che, ad esempio, vi sono tirocini in cui si impara poco, chi costringe a rimanerci per un anno ? Se vi è una forte responsabilità degli enti, vi è spesso una fortissima responsabilità degli studenti/tirocinanti: siamo adulti e vaccinati, con una laurea e discrete capacità cognitive. Se ci si rende conto che il posto dove si fa tirocinio è insoddisfacente, perchè rimanerci per un anno e poi lamentarsi, invece di cambiare posto ? 3. Idem per gli ordini. Se si ritiene che gli Ordini funzionano poco o male, perchè non parteciparvi di più, invece che lamentarsene e basta ? Fare proposte, fare segnalazioni, partecipare ai gruppi di lavoro, andare a votare, partecipare alla vita politico-professionale, tenersi informati sugli aspetti normativi della professione... Alle ultime elezioni ordinistiche, è andato a votare tra il 10 ed il 20% degli aventi diritto, tra cui pochissimi giovani. Questa non è colpa degli ordini, è colpa di chi si lamenta di cosa non va ma poi non fa niente per farlo andare diversamente.
Mi spiace di essere molto "diretto", ma anche io come Vimae sento spesso lamentazioni di ogni sorta, e quando chiedo "e tu cosa hai fatto per fare andare le cose diversamente" mi si dice: "ah, boh, niente". Ecco, appunto.
Allora, questione tirocini: non dico che andrebbero eliminati, perchè purtroppo sono l'unica cosa pratica che abbiamo opportunità di fare dopo tanta teoria (spesso inutile) all'università. Ma secondo me dovrebbe essere pagato, così come avviene all'estero, anche poco, ma va retribuito, perchè stai comunque prestando il tuo tempo. E' come nelle scuole di specializzazione per i medici, li pagano e anche tanto, e il tirocinio all'estero viene in tutti i casi pagato, come conferma chi lo ha svolto in germania.
Questione dell'ordine: può anche essere che serva da tutela, ma allora perchè all'estero non esiste l'ordine degli psicologi? Eppure le cose funzionano meglio che da noi, i professionisti sono tutelati e le figure tipo counselor ecc hanno le loro regolamentazioni.
Riguardo al fatto che la gente esce dall'università e si mette a postare domande imbarazzanti sul forum, credo che questo di per sè sia un indice sufficiente del fatto che la preparazione che ci danno le università di psicologia è davvero ridicola e quindi sarebbe necessaria pure una riforma dei percorsi di studio
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Riferimento: Re: Riferimento: per favore, svegliamoci e facciamo cose
Citazione:
Originalmente inviato da
LUTHIEN
Allora, questione tirocini: non dico che andrebbero eliminati, perchè purtroppo sono l'unica cosa pratica che abbiamo opportunità di fare dopo tanta teoria (spesso inutile) all'università. Ma secondo me dovrebbe essere pagato, così come avviene all'estero, anche poco, ma va retribuito, perchè stai comunque prestando il tuo tempo. E' come nelle scuole di specializzazione per i medici, li pagano e anche tanto, e il tirocinio all'estero viene in tutti i casi pagato, come conferma chi lo ha svolto in germania.
Questione dell'ordine: può anche essere che serva da tutela, ma allora perchè all'estero non esiste l'ordine degli psicologi? Eppure le cose funzionano meglio che da noi, i professionisti sono tutelati e le figure tipo counselor ecc hanno le loro regolamentazioni.
Riguardo al fatto che la gente esce dall'università e si mette a postare domande imbarazzanti sul forum, credo che questo di per sè sia un indice sufficiente del fatto che la preparazione che ci danno le università di psicologia è davvero ridicola e quindi sarebbe necessaria pure una riforma dei percorsi di studio
1. Tirocinio. Per il percorso di specializzazione post-lauream pubblica, possiamo essere d'accordo. Per quello privato, in teoria sì, in pratica no (i posti delle specializzazioni pubbliche sanitarie sono a carico dello Stato, e sono insostenibili quelli delle private). Per quanto riguarda tutti gli altri tirocini pre/post laurea, no: è solo un'esperienza di apprendimento, in cui non vi è attività professionale autonoma (seppur supervisionata), e nessuna professione riceve rimborsi per i tirocini abilitanti.
2. Attenzione, non è vero che solo l'Italia ha l'Ordine: in quasi tutti i paesi esiste una forma di organizzazione, certificazione ed abilitazione all'esercizio delle professioni, e che dipendono - e in questo sono omogenee tra le varie professioni al ivello nazionale - dagli ordinamenti pubblicistici locali.
3. La preparazione è appunto teorica, e questo sicuramente può essere un limite; ma il problema è che la maggior parte delle domande fatte è relativa ad aspetti applicativi della professione, che dovrebbero appunto trovare risposte importanti nel percorso di tirocinio.
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Riferimento: per favore, svegliamoci e facciamo cose concrete
[Aggiungo due riflessioni. 1. Prima si dice che l'università da una preparazione solo teorica, poi ci si lamenta quando vengono proposti tirocini prelaurea e prespecialistica per dare più concretezza al percorso teorico. Curioso.
penso sia diretto a me...credo nn ci siamo capiti..io sono favorevole a tutti i tirocini fatti,anche perchè senza quelli di pratico nn si fa nulla, e devo essere sincera,nn posso lamentarmi di nessuno dei tre..xò alla base credo che fare tanti esami alla triennale e tanti alla specialistica con in più i tirocini (fondamentali) credo sia perdere del tempo..parlo dell'univ di padova...credo che di per sè il corso di studi deve essere modificato..
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Riferimento: Re: Riferimento: per favore, svegliamoci e facciamo cose
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Originalmente inviato da
Johnny
non serve una firma, serve un esame di stato, che tutela sia te, sia il cliente, perché essendo iscritto ad un albo professionale si è tenuti a rispettare un codice deontologico.
Non è l'ordine in sè, ma il modo in cui questo opera, semmai, a poter avere delle carenze...
l'ordine è una corporazione, un malcostume tutto italiano, ha contribuito alla frammentazione e medicalizzazione della psicologia, il codice è obsoleto, come già scrisse una volta quattrostracci, addirittura ha subito più di una volta dei richiami dall'antitrust per l'articolo 21.
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Re: Riferimento: Re: Riferimento: per favore, svegliamoci e facciamo c
Citazione:
Originalmente inviato da
Dispodaspo
1. Tirocinio. Per il percorso di specializzazione post-lauream pubblica, possiamo essere d'accordo. Per quello privato, in teoria sì, in pratica no (i posti delle specializzazioni pubbliche sanitarie sono a carico dello Stato, e sono insostenibili quelli delle private). Per quanto riguarda tutti gli altri tirocini pre/post laurea, no: è solo un'esperienza di apprendimento, in cui non vi è attività professionale autonoma (seppur supervisionata), e nessuna professione riceve rimborsi per i tirocini abilitanti.
2. Attenzione, non è vero che solo l'Italia ha l'Ordine: in quasi tutti i paesi esiste una forma di organizzazione, certificazione ed abilitazione all'esercizio delle professioni, e che dipendono - e in questo sono omogenee tra le varie professioni al ivello nazionale - dagli ordinamenti pubblicistici locali.
3. La preparazione è appunto teorica, e questo sicuramente può essere un limite; ma il problema è che la maggior parte delle domande fatte è relativa ad aspetti applicativi della professione, che dovrebbero appunto trovare risposte importanti nel percorso di tirocinio.
Ma come mai allora all'estero il tirocinio nelle strutture viene pagato? Evidentemente ricevono rimborsi? Se così fosse sarebbe il caso che l'italia seguisse l'esempio
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Riferimento: per favore, svegliamoci e facciamo cose concrete
@Merysile: non mi stavo riferendo a te in particolare (o ad altri in particolare) nelle mie riflessioni, ma sintetizzavo un "mood" presente in vari thread di questi forum. Sul cambio dei percorsi di studio: certo, può essere. Però su questo forum vedo continuamente interventi di persone che dicono che hanno imparato troppe poche cose ("come si fa il test" ? "come si organizza la consulenza" ? "come faccio un referto" ? "come si inquadrano questi disturbi" ?), tali da chiedersi se forse al contrario lo studio teorico non sia stato insufficiente; ed al contempo, molti che dicono "troppo tirocinio", quando poi è appunto il tirocinio che trasforma la competenza teorica in competenza professionale (o almeno, dovrebbe).
@bella primavera: L'Ordine è un organismo di autotutela della categoria, e di tutela pubblica della qualità dei servizi professionali. Come tale, forme analoghe esistono in quasi tutti i paesi del mondo; in Italia ha questa forma - trasversalmente a molte altre professioni - che non è di per sè negativa. Se la domanda è "l'Ordine può funzionare meglio ?", la risposta credo che sia sì (anche se poi, è necessario chiarire nel dettaglio "cosa dovrebbe fare meglio" l'Ordine: sarebbe un interessante dibattito). L'Ordine degli Psicologi, come quello dei Medici, o degli Ingegneri, etc., al momento garantisce che esistano dei "limiti certi" agli abusi di professione; che sia verificabile il percorso di formazione e qualificazione di un professionista; che in caso di abusi da parte dei professionisti, sia possibile "bloccarli" tempestivamente a tutela dei pazienti; che le esigenze delle categorie possano essere rappresentate con gli enti e le istituzioni. Tutto questo si può fare meglio ? Certo, l'Ordine può migliorare. Ma, al contrario, "togliere" l'ordine significa perdere tutto questo, senza sostituirlo con niente, a fronte di una realtà professionale già debole e frammentata - che necessita di tutele intelligenti, non di perdere anche le pochissime di cui ancora dispone.
Quando qualcuno fa una proposta di abolire qualcosa che esiste, mi chiedo sempre "cui prodest".
Togliere l'Ordine, allo stato attuale, è una richiesta/proposta che, se noti, a volte viene proprio da chi ha interessi dal fatto che le professioni "psi" siano deregolamentate: ovvero, ad esempio, che non esistano più differenze tra psicologi abilitati e con percorsi formativi stabiliti per legge, e "professionisti" quali i counsellor, i consulenti filosofici, i coach, etc., via tutti in unico calderone confuso e privo di discrimini normativi.... esattamente quello che porta via lavoro a tutti gli psicologi che si sono fatti anni di studi e tirocini "nel modo corretto".
La vera frammentazione della psicologia, la vuole chi vuole togliergli l'identità professionale e le tutele normative... attenzione !
@Luthien: il tirocinio viene non sempre pagato o rimborsato: in alcune realtà locali viene sostenuto economicamente, ma si parla sempre di percorsi di specializzazione post-lauream, quando lo studente è già un professionista autonomo; non certo per lo studente ai primi anni di università. Questo vale anche per altre professioni, sia chiaro: l'infermiere, l'avvocato, etc. fanno anni di faticosissimi tirocini e praticantati (molto più duri di quelli degli psicologi) senza vedere un euro.
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Riferimento: per favore, svegliamoci e facciamo cose concrete
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Originalmente inviato da
Dispodaspo
Aggiungo due riflessioni. 1. Prima si dice che l'università da una preparazione solo teorica, poi ci si lamenta quando vengono proposti tirocini prelaurea e prespecialistica per dare più concretezza al percorso teorico. Curioso. 2. Se è vero che, ad esempio, vi sono tirocini in cui si impara poco, chi costringe a rimanerci per un anno ? Se vi è una forte responsabilità degli enti, vi è spesso una fortissima responsabilità degli studenti/tirocinanti: siamo adulti e vaccinati, con una laurea e discrete capacità cognitive. Se ci si rende conto che il posto dove si fa tirocinio è insoddisfacente, perchè rimanerci per un anno e poi lamentarsi, invece di cambiare posto ? 3. Idem per gli ordini. Se si ritiene che gli Ordini funzionano poco o male, perchè non parteciparvi di più, invece che lamentarsene e basta ? Fare proposte, fare segnalazioni, partecipare ai gruppi di lavoro, andare a votare, partecipare alla vita politico-professionale, tenersi informati sugli aspetti normativi della professione... Alle ultime elezioni ordinistiche, è andato a votare tra il 10 ed il 20% degli aventi diritto, tra cui pochissimi giovani. Questa non è colpa degli ordini, è colpa di chi si lamenta di cosa non va ma poi non fa niente per farlo andare diversamente.
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Io ho notato un altra cosa "curiosa", quando si chiede se qualcuno vuole presentare un argomento in pubblico, da 4 anni che sto in università non si propone nessuno, mai! Eppure è una cosa pratica che lo psicologo del lavoro deve saper fare... Quando sento gli studenti di psico del lavoro quasi tutti mi dicono di voler fare formazione ma poi non si propone nessuno per parlare in pubblico (ovvero fare pratica con un esperto a fianco gratuitamente)... E poi si lamentano che non c'è pratica. Si fa solo teoria bla bla bla
Sfogliavo poi il topic di un esame di counseling nella magistrale di psicologia clinica a Padova, in buona sostanza l'esame comprende lavori "pratici" di gruppo, il problema per gli utenti era quello di dover sommare questi lavori pratici allo studio....E parte il lamento per i lavori pratici....Poi in altra sede le stesse persone si lamentano che si fa "solo teoria"...
Mah! Lo trovo "curioso", come dice dispodaspo
Non che l'università non sia migliorabile su questo punto di vista...Anzi... Però non trovo neanche questa voglia di cercare attivamente i lavori pratici, in fondo noi lavoriamo con le persone non abbiamo bisogni di strumentazioni da laboratorio da milioni di euro, dunque le occasioni di lavorare con le persone sono molte se si aprono gli occhi
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Riferimento: per favore, svegliamoci e facciamo cose concrete
Posso essere provocatoria???la verità, a mio modesto parere, è che a tutti (me compresa) piacerebbe avere il posto fisso è basta!!!tutto il resto è un optional!!per cui come dice ewmpowered le occasioni di lavoro ci sono, faticoso, poco remunerativo a voltre frustrante ma ci sono!!l'università si sa è così,è un magna magna generale, io ho professori infilati nella qualsiasi perchè più si ha e più si vuole, per cui sono all'università, alle scuole di spec. hanno lo studio, scrivono libri etc...è più facile che cerchiamo noi nel nostro piccolo a fare qualcosa o che il sistema politico, economico cambi?io non credo che faccia piacere a questi benedetti signori perdere tutto questo forse se noi, come è già stato detto, smettissimo di lamentarci e pensasissimo non a cose astratte (scusate ma a me sembrerebbe tutto bellissimo ma una mission impossibile cambiare tutto il sistema) ma a cose concrete come ad esempio più che abolire l'ordine fare proposte all'ordine ma no io, mammete e tu ma tante persone insieme, i tirocini si possono scegliere appunto non è detto che bisogna farlo solo all'università (o forse per essere cattivella si fanno lì con l'idea di restare??) ma anche in altri ambiti. Certo è innegabile che ci siano le raccomandazioni almeno ripeto per quel che riguarda la sicilia in special modo palermo, ma per es. presentarsi di presenza più che mandare solo la domanda già fà. E poi sopratutto cogliere quello che c'è di buono, se ti fanno solo osservare, osserva ma fatti delle schede tue, impara quanto puoi imparare da quell'esperienza mica ci sarà solo quella...si spera....
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Riferimento: per favore, svegliamoci e facciamo cose concrete
Gli ordini non tutelano nulla, coach e counselor proliferano, spesso le cause tentate dagli ordini hanno fatto flop, richiamati più volte dall'antitrust per l'articolo 21, in realtà più è presente il corporativismo e più aumentano le frammentazioni, ciò non significa che ognuno possa lavorare senza regole..ma paradosalmente questo organismo ne ha peggiorato la situazione, e poi non possiamo paragonare gli ordini Italiani con altri paesi, a parte che dovremmo vedere se esite l'obbligatorietà al'iscrizione oppure essa sia facoltativa. Penso che sia più propensa la seconda ipotesi visto che ad esempio in Francia l'ordine esiste, ma in quel paese la psicologia e psicoterapia non sono regoalmentate, basti pensare che in quel paese una scuola (eviterò di citarne il nome) esercita come scuola di psicoterapia, mentre in Italia fanno solamente coaching, in Spagna esistono i master postlauream, mica mille scuole di specializzazione in psicoterapia.
Ma è l'università che andrebbe riformata, troppe nozioni teroiche, servirebbero meno anni di studio e più laboratori pratici ed eliminare tutte queste scuole di psicoterapia che fanno solamente fare cassa...
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Riferimento: per favore, svegliamoci e facciamo cose concrete
e pensare che magari c'è qualcuno che vorrebbe essere al vostro posto :P
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Riferimento: per favore, svegliamoci e facciamo cose concrete
e pensare che magari c'è qualcuno che vorrebbe essere al vostro posto :P
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Riferimento: per favore, svegliamoci e facciamo cose concrete
@Bella Primavera: la tua posizione è legittima: non ti piacciono gli Ordini.
Ti chiedo però, sinceramente, di rispondere a queste domande.
1. Dici che in Europa la situazione è totalmente diversa. Ok. Conosci davvero le situazioni normative europee di dettaglio (quanto meno di Francia, Spagna, Germania, Inghilterra, Olanda...) delle figure professionali che citi ? Sei sicuro che non vi siano limiti normativi tutelati dallo Stato per l'esercizio di determinati ruoli professionali ? Una ricerca diretta potrebbe rivelarti qualche sorpresa.
2. Dici che l'Ordine non tutela abbastanza, che ogni tanto perde dei procedimenti, e coach e counsellor proliferano. Bene. L'Ordine siamo noi, e l'Ordine agisce quando è a conoscenza dei fenomeni. Quante - esattamente - segnalazioni di counsellor e coach hai fatto al tuo Ordine regionale ? Quanti casi di esercizio abusivo hai segnalato, con carta e penna, ai consiglieri del tuo Ordine, affinchè possano verificare ed eventualmente agire ? Possiamo lamentarci dell'Ordine se segnaliamo casi che poi non vengono approfonditi; possiamo lamentarcene se l'Ordine non agisce; non possiamo lamentarcene se siamo i primi a non fare niente per tutelare la professione e facilitarne la tutela.
3.Non credi che ci sia qualche contraddizione sul fatto che la soluzione a che non tutti i procedimenti per esercizio abusivo sono stati vinti, debba essere... l'autoabolire da soli i vincoli che invece definiscono cosa è e cosa non è l'esercizio professionale abusivo, e così facendo dare mano libera a tutti gli autonominati "counsellor", "coach", "consulente filosofico ed esistenziale" ?
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Riferimento: per favore, svegliamoci e facciamo cose concrete
Se chi agisce non è uno psicologo l'ordine può fare ben poco, il soggetto non è legato a nessun codice deontologico e che comunque si presta a mille interpretazioni essendo lacunoso, d'altronde le uniche riserve che competono allo psicologo sono la diagnosi e la somministrazione dei test.
Poco tempo fa la facoltà di psicologia è stata incorporata a quella di medicina, (con l'ordine che se n'è lavato le mani).
Questo che ti dico io, questi sistemi corporativi, hanno peggiorato la situazione, quando poi dici l'ordine siamo noi, mi viene da ridere, i sistemi corporativi, sono per stessa natura chiusi ed impermeabili, con le stesse facce radicalizzate da anni, basta veder eche in nostro admini Nico, sis ta battendo per cambiare la situazione, con tutte le difficoltà del caso.
sulle altre nazioni so che l'ordine non è obbligatorio (è opzionale), nel frattempo ho trovato questo documento specifico sulla Francia, da come potrai leggere l'ordine non esiste http://www.mopi.it/archivio/articoli...te.asp?cod=345
Comunqe l'ordine è solamente uno dei tanti aspetti controversi del nostro paese, dove burocrazie a poteri forti la fanno da padrone.
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Riferimento: per favore, svegliamoci e facciamo cose concrete
Scusami Bella Primavera, ma qui vi è una certa confusività di livelli.
1. Se una persona non è uno psicologo, e svolge attività da psicologo, l'Ordine può intervenire - eccome ! Può denunciare per esercizio abusivo della professione, che è un reato penale; e diversi Ordini regionali stanno portando avanti procedimenti legali contro persone che hanno fatto questo. Alcuni di questi sono già arrivati a conclusione, con condanne penali. Ma se queste situazioni non vengono segnalate, gli Ordini - che non hanno la palla di vetro - possono fare ben poco.
2. La facoltà di Medicina e Psicologia che vanno insieme a Roma (e non certo in tutta Italia) c'entrano poco; quello è un discorso prevalentemente universitario, in cui l'Ordine può intervenire assai poco. Dividiamo le responsabilità e le competenze, altrimenti il rischio è di fare generalizzazioni che ci portano fuori strada, anche se in buona fede (mentre questo è un terreno in cui è necessario essere precisissimi).
3. Controlla la situazione normativa a livello europeo senza fermarti al primo risultato... come ti ho detto... potresti stupirti.
Un suggerimento, però: le fonti che citi sono del MOPI. Il MOPI, non a caso, è noto anche perchè per anni ha portato avanti la più energica politica antiordinistica d'Italia (oltre ad avere notoriamente una posizione politica di fortissimo supporto, e correlazioni funzionali importanti nelle attività di formazione e promozione dei counsellor non psicologi...). Come dire: non è esattamente la fonte più neutrale della situazione, anzi... è da anni impegnato a lavorare politicamente contro la struttura degli Ordini, e a sostenere figure come i counsellor, che dall'abolizione degli Ordini avrebbero forti facilitazioni a "invadere" il campo psicologico, con profili di qualificazione diversi e più ridotti rispetto a quelli degli psicologi. Ciascuno ne tragga liberamente le sue conclusioni. :-)
4. Indubbiamente in Italia burocrazie e poteri forti la fanno da padroni, ma questa non deve diventare una generalizzazione, altrimenti si butta via il bambino con l'acqua sporca. Appurato che il "sistema fa schifo", quello che possiamo e dobbiamo fare è cercare di capire come, dove, in che modo possiamo migliorarlo; ciascuno per il suo, ciascuno con impegno e determinazione.
Il sistema è refrattario al cambiamento ? Certo ! ...e allora ? Ci si impegna a cambiarlo, non a ripetersi che fa schifo !
Si va a votare alle elezioni ordinistiche. Si partecipa al dibattito politico. Ci si informa. Ci si attiva. Ci si candida.
Basta poco; come esempi generali: sai di qualcuno che esercita abusivamente ? Lo segnali, con dettagli, all'Ordine. Sai di psicologi che formano counsellor in corsi "selvaggi" e senza attenzione al Codice Deontologico ? Li segnali, con dettagli, all'Ordine. E così via.
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Riferimento: per favore, svegliamoci e facciamo cose concrete
Secondo me, si sta perdendo di vista il problema..
Non sono l'ordine o i tirocinii ad essere superflui.
C'è bisogno di un ordine per identificare la nostra professione.
C'è bisogno del tirocinio per avere l'esperienza necessaria ad affrontare la vita lavorativa "reale".
Il problema fondamentale sta nel modo in cui sono strutturate triennali e specialistiche, che, spesso, non forniscono la sicurezza necessaria per far fronte ai pazienti.
Ripeto quanto detto nel mio precedente intervento, bisognerebbe organizzare i 5 anni pre-esame di stato, inserendo più aspetti clinici e non destinare le tecniche terapeutiche solo alle scuole di specializzazione, perchè non tutti gli psicologi le fanno e avere psicologi abilitati che non sono in grado di gestire una patologia è assolutamente vergognoso...
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Riferimento: Re: Riferimento: per favore, svegliamoci e facciamo cose
D'accordo con tutto ciò che avete postato e condivido la rabbia e il senso di frustrazione per non poter svolgere un lavoro per il quale abbiamo investito tanto tempo e soldi (soprattutto!!)!!Sono iscritta ad un corso di specializzazione e abilitata ma le mie paure e dubbi crescono ogni giorno di più!!Cosa fare, come, a chi rivolgersi???L'impressione che ho è che tutto ciò che possiamo dirci rimane tra di noi!!E' un pò, come qualcuno di voi ha già detto, si è così ma cosa posso fare io??Boh non lo so!Quello che mi intristisce di più è vedere e prendere consapevolezza che il miglior marketing al momento attuale sulle professioni di psicologo sono gestiti proprio da psicologi!!!Mi sembra tanto una guerra tra poveri..nel senso che diventa un "mangiarsi a vicenda": cosa faccio adesso?Organizzo corsi di formazione per psicologi!E' qui escono le cose più assurde!!Ci avete fatto caso?Non è anche questo un modo per squalificarci da soli!!E cosa fare??A chi urlare la propria rabbia!!Neanche io volevo iscrivermi ad una scuola e non perchè non credo nella formazione che può offrirmi ma perchè mi sono chiesta:come farò a mantenermi se nn trovo lavoro?E dopo, una volta terminata, mi servirà ad avere più possibilità??
I medici recentemente hanno scritto una lettera all'ordine per lamentarsi della difficoltà nell'inserirsi nel mondo del lavoro (loro e noi?!)!Il punto è che per gli psicologi esistono per la maggior parte scuole private, quelle pubbliche sono poche e con pochi indirizzi..perchè qsto??Per questioni economiche..è ovvio!!E perchè non far nulla allora??Ma perchè andrebbe a toccare gli interessi di chi per anni ci campa su qsto e ha fatto il maggior margine di guadagno!!
Scusate i toni..ma sono arrabbiata e demoralizzata come voi, so che che potete capire!
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Riferimento: Re: Riferimento: per favore, svegliamoci e facciamo cose
Citazione:
Originalmente inviato da
Celeste
(...)Cosa fare, come, a chi rivolgersi???L'impressione che ho è che tutto ciò che possiamo dirci rimane tra di noi!!E' un pò, come qualcuno di voi ha già detto, si è così ma cosa posso fare io??Boh non lo so! (...) E cosa fare??A chi urlare la propria rabbia!!Neanche io volevo iscrivermi ad una scuola e non perchè non credo nella formazione che può offrirmi ma perchè mi sono chiesta:come farò a mantenermi se nn trovo lavoro?E dopo, una volta terminata, mi servirà ad avere più possibilità?? (...) Scusate i toni..ma sono arrabbiata e demoralizzata come voi, so che che potete capire!
Trovo comprensibilissimo lo scoramento e la rabbia che emergono da questa tua; e le riflessioni che poni sono sicuramente più che condivisibili.
Farei però una cosa un pò diversa: invece di chiedere e chiedermi (comprensibilmente, sia chiaro) A chi urlare la propria rabbia!!, che è uno sfogo che ha una sua logica, ma ha anche scarsissima utilità operativa, inizierei gradualmente a domandarmi - e a cercare di rispondermi - alla domanda "come, operativamente, faccio a costruirmi il lavoro" ? Ovvero, rubando la nota citazone, "meglio costruirsi una candela che maledire l'oscurità".
Visto che il mercato del lavoro fa schifo, l'importante è capire come, concretamente, si può navigare in un contesto del genere.
Questo si fa iniziando a porsi una serie di domande, ad acquisire una serie di competenze, ad iniziare a risolvere una serie di "step" importanti che aiutino ad orientarti allo stato attuale del mercato della professione. Non so in che sottoarea della professione ti muovi, ma alcuni aspetti sono trasversali.
Ad esempio, si fa con l'iniziare (graduale) a costruirsi una rete professionale (sia di psicologi, che di figure extrapsicologiche); a rimanere molto aggiornata sul quadro anche normativo della professione e della politica professionale (a livello regionale e nazionale); ad acquisire skills e competenze in ambiti fondamentali quali il marketing professionale, e l'analisi del mercato della professione di psicologo; nel definire delle aree di expertise specialistica nel quale muoverti, fare esperienza, iniziare a conoscere il mercato e farti conoscere dal mercato (e senza seguire sempre le "mode" del momento, cosa che capita purtroppo a molti giovani psicologi); acquisire competenze normative nel settore in cui vuoi lavorare; acquisire competenze e conoscenze relative a forme organizzative del lavoro, a tecniche di business planning, a tecniche di progettazione professionale per psicologi, a modalità organizzate di ricerca e richiesta di finanziamenti pubblici (regionali, nazionali, europei, etc.).
Sono tutte competenze concrete, specifiche e tecniche, che sono complementi assolutamente essenziali per un giovane psicologo che si sta avviando alla libera professione. Già iniziare ad acquisirle può contribuire in parte a modificare la percezione di questo "mare di oscurità" (per proseguire con la metafora di prima) che ti sembra sia il mercato del lavoro in questo momento.
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Riferimento: Re: Riferimento: per favore, svegliamoci e facciamo cose
Citazione:
Originalmente inviato da
Celeste
(...)Cosa fare, come, a chi rivolgersi???L'impressione che ho è che tutto ciò che possiamo dirci rimane tra di noi!!E' un pò, come qualcuno di voi ha già detto, si è così ma cosa posso fare io??Boh non lo so! (...) E cosa fare??A chi urlare la propria rabbia!!Neanche io volevo iscrivermi ad una scuola e non perchè non credo nella formazione che può offrirmi ma perchè mi sono chiesta:come farò a mantenermi se nn trovo lavoro?E dopo, una volta terminata, mi servirà ad avere più possibilità?? (...) Scusate i toni..ma sono arrabbiata e demoralizzata come voi, so che che potete capire!
Trovo comprensibilissimo lo scoramento e la rabbia che emergono da questa tua; e le riflessioni che poni sono sicuramente più che condivisibili.
Farei però una cosa un pò diversa: invece di chiedere e chiedermi (comprensibilmente, sia chiaro) A chi urlare la propria rabbia!!, che è uno sfogo che ha una sua logica, ma ha anche scarsissima utilità operativa, inizierei gradualmente a domandarmi - e a cercare di rispondermi - alla domanda "come, operativamente, faccio a costruirmi il lavoro" ? Ovvero, rubando la nota citazone, "meglio costruirsi una candela che maledire l'oscurità".
Visto che il mercato del lavoro fa schifo, l'importante è capire come, concretamente, si può navigare in un contesto del genere.
Questo si fa iniziando a porsi una serie di domande, ad acquisire una serie di competenze, ad iniziare a risolvere una serie di "step" importanti che aiutino ad orientarti allo stato attuale del mercato della professione. Non so in che sottoarea della professione ti muovi, ma alcuni aspetti sono trasversali.
Ad esempio, si fa con l'iniziare (graduale) a costruirsi una rete professionale (sia di psicologi, che di figure extrapsicologiche); a rimanere molto aggiornata sul quadro anche normativo della professione e della politica professionale (a livello regionale e nazionale); ad acquisire skills e competenze in ambiti fondamentali quali il marketing professionale, e l'analisi del mercato della professione di psicologo; nel definire delle aree di expertise specialistica nel quale muoverti, fare esperienza, iniziare a conoscere il mercato e farti conoscere dal mercato (e senza seguire sempre le "mode" del momento, cosa che capita purtroppo a molti giovani psicologi); acquisire competenze normative nel settore in cui vuoi lavorare; acquisire competenze e conoscenze relative a forme organizzative del lavoro, a tecniche di business planning, a tecniche di progettazione professionale per psicologi, a modalità organizzate di ricerca e richiesta di finanziamenti pubblici (regionali, nazionali, europei, etc.).
Sono tutte competenze concrete, specifiche e tecniche, che sono complementi assolutamente essenziali per un giovane psicologo che si sta avviando alla libera professione. Già iniziare ad acquisirle può contribuire in parte a modificare la percezione di questo "mare di oscurità" (per proseguire con la metafora di prima) che ti sembra sia il mercato del lavoro in questo momento.
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Riferimento: per favore, svegliamoci e facciamo cose concrete
L'ordine può portare sotto procedimento penale un suo iscritto, con persone esterne può denunciare alla magistratura, false professioni, ma per fare ciò non serve l'ordine può farlo qualsiasi cittadino.
Tornando alla diatriba coach counselor, il problema non è dato dallo pseudo professionista in questa professione parallela, (che magari sbarca il lunario), quelli che spostano realmente gli equilibri, sono le scuole di psicoterapia che aprono ed organizzano corsi per queste altri professioni, spesso dirette da psicologi e psicoterapeuti, anche di alto livello, o le strutture di coaching, che con una serata riempono le sale dei mega alberghi di lusso, e che spesso si vantano di seguire personaggi importanti del mondo sportivo, o addirittura politici si rivolgono a loro.
Bene, considerando che la 56/89 è precedente all'entrata in campo di queste nuove figure (verificatasi con prepotenza, metà anni 90, prima erano solo accenni), perchè l'ordine, non si è mosso allora, per limitare l'accesso a queste figure? allora erano agli albori, sicuramente si poteva fare molto, ed invece no, ha proseguito per la sua direzione medica,visto che addrittura, un ex presidente dell'ordine voleva far diventare la psicologia, una specializzazione della medicina, seguendo quindi il filone psicologo=problema psicologico, lasciando purtroppo il campo, del benessere emozionale e pensiero positivo, a queste nuove figure che furbamente ne hanno approfittato, per poi cercare ultimamente di opporsi, ho rifacendosi all'articolo 21 o intentando cause, di dubbia riuscita giuridica.
l'ORDINE HA DEL TUTTO FALLITO, nel suo compito di tutela della categoria, non ha funzionato né come controllo, né come filtro e garanzia. D'altronde il pensare che la qualità e la tutela verso il cittadino vengano date da un codice, spesso superabile e passibile di molte interpretazioni, come già accaduto in diversi contesti giuridici, è un qualche cosa che rimane legato a vecchi standard e sistemi corporativi, che ti chiedono solamente di sganciare la quota annuale.
Sul MOPI, loro riportano su quel documento, la situazione Francese, se pensi che scrivano il falso perchè sono di parte, è una tua associazione di fatti ed eventi.
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Re: Riferimento: per favore, svegliamoci e facciamo cose concrete
Io trovo assurde due cose:
1) uno, questo profluvio di corsi di perfezionamento e master, a chi serve davvero?? A noi che ci possiamo gonfiare il curriculum o a loro che ci gonfiano il portafoglio?? Perchè se senti loro oggi la laurea non basta più (cioè, allora se non basta andavo a zappare la terra dopo le superiori..) e allora come discriminante guardano se hai non non hai frequentato questo e quel corso. Per me sono tutte menate. Innanzitutto se l'università non basta più permettetemi di far notare che sussiste un problema. Se non serve allora che ci vado a fare?? Nel senso, la laurea non vale più come discriminante perchè a mio avviso ci vanno cani e porci. Onestamente fosse per me entrerebbe all'università solo e solotanto chi supera un test attitudinale e motivazionale notevole, sarei molto più selettiva agli esami e vi farei vedere come non c'è più il problema di 70000 psicologi iscritti all'albo in italia (la cifra è esatta eh, non un numero sparato a caso!!). C'è gente che si accontenta del 18 e va a casa col suo libretto, per me questo non è ammissibile. La motivazione e la serietà con cui si porta avanti una professione, se ci si crede davvero, si vede già da quando sei all'università. Vi farei vedere che con criteri molto restrittivi e ferrei sopravviverebbe all'università solo chi ha reali e forti motivazioni in questa professione, tutti gli altri a casa. Per me l'università fatta così sta solo nuocendo alle figure professionali, non si può andare all'universitò e agli esami a timbrare il cartellino col 18, mi spiace ma non è essere seri. Se ci fossero poche ma buone persone che la fanno seriamente forse la laurea riacquisterebbe un pò di valore e non darebbe più vita facile a questi magnauffo che promuovono quintali di corsi e master dal dubbio valore effettivo (facendoti tra l'altro credere che con quei titoli diventi il re del mondo...ma de che??? )
2) seconda cosa, l'ordine tutela sè stesso, non gli altri. La vergogna più lampante è il fatto che le scuole di psicoterapia si facciano promotrici di un profluvio di corsi di counseling, ma gente ci vogliamo prendere per i fondelli?? Ma che si fa, si lotta per qualcosa che noi stessi promuoviamo nelle scuole? Credo di aver detto tutto a tal proposito e la logica conseguenza che ne segue e che loro hano capito bene che facendo così gli arrivano cani e porci a questi corsi di counseling perchè sono aperti a chiunque senza discriminanti di alcun genere...ma che serietà è questa??? E alla fine dei conti, questi sedicenti signori escono da due anni di formazione e si mettono a fare quel che dovremmo fare noi dopo sei...non esiste, è semplicemente vergognoso
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Riferimento: per favore, svegliamoci e facciamo cose concrete
Sui corsi io ho un'opinione differente: posto che nessuno ci obbliga a frequentarli (dato che è ormai chiaro che il nostro non è un lavoro da dipendente in cui più sei formato più lungo è il tuo curriculum: come libero professionista dobbiamo saper fare delle cose e saperle proporre ai committenti e questo si può imparare anche con un tirocinio o con studio personale, non necessariamente solo con corsi), se ci si iscrive è perchè forse rispondono ad un bisogno.
Che poi sia bisogno di sicurezza/conoscenza (e le domande -devo vedere un paziente, che test gli faccio? mi sembra dimostrino che non sempre si è tanto preparati), bisogno di continuare a sentirsi studenti (perchè dopo la laurea ti prende un pò di panico), bisogno di esaudire alcuni sogni impossibili che dovremmo imparare a confrontare con la realtà (perchè chi si iscrive al master in criminologia e pensa davvero di andare a fare il criminologo come in CSI forse è meglio che rimanga all'interno delle 4 mura del master e non esca nel mondo del lavoro dato che non sembra abbia le idee chiarissime su cosa sia/faccia lo psicologo),... questo non lo so.
Però ad iscriversi siamo noi, quindi se assurdità c'è è in parte anche responsabilità nostra.
Poi per esperienza personale io ho fatto dei corsi utilissimi, che mi hanno dato molto anche a livello lavorativo (idee, competenze, strumenti, spendibilità): certo bisogna cercarli bene, avere dei criteri di valutazione.
E comunque ancora adesso, a 10 anni dall'inizio della mia attività e con un lavoro abbastanza consolidato, mi iscrivo ad almeno un corso di aggiornamento all'anno e ne sono sempre soddisfatta.
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Riferimento: per favore, svegliamoci e facciamo cose concrete
Ciao Vimae, scusa (è una mia curiosità), tu sei anche psicoterapeuta? Come hai iniziato la tua carriera? Grazie!
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Riferimento: per favore, svegliamoci e facciamo cose concrete
Sì sono anche psicoterapeuta, ma ho iniziato la scuola dopo circa 3 anni di attività come psicologa e attualmente il lavoro psicoterapeutico mi impegna per un pomeriggio a settimana: tutto il resto della mia attività è quella che avevo iniziato come psicologa.
Quindi mi occupo di gruppi per genitori (sono una psicologa evolutiva), formazione per docenti e operatori, consulenze diagnostiche in ambito scolastico, riabilitazione cognitiva per dsa o problemi relativi allo studio, consulenza a genitori in difficoltà rispetto alla crescita dei figli.
Lo faccio sia privatamente (in studio), sia lavorando per associazioni e cooperative: questo significa che magari un'associazione mi commissiona un tot di ore o mi chiama per una consulenza, poi magari non si fa sentire per qualche mese ma intanto mi ha chiamato un'altra associazione.
Io non perdo occasioni per propormi e presentare nuovi progetti, stabilire nuove collaborazioni (con altre associazioni o colleghi che magari sono agganciati ad un'associazione e hanno bisogno di collaborazione) e appunto seguire corsi di aggiornamento che mi danno nuove competenze e la possibilità di conoscere colleghi per invii futuri (miei a loro, visto che occupandomi solo di alcune fasce d'età sopra o sotto invio, e loro a me).
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Riferimento: per favore, svegliamoci e facciamo cose concrete
mi permetto di intervenire per diffondere un'ottima notizia riguardo il counseling e la tutela della nostra professione, prego leggete :yahoo: era ora!!!
http://networkedblogs.com/gl6Cd
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Riferimento: per favore, svegliamoci e facciamo cose concrete
Hai visto mai che forse qualcosa si sta muovendo? Certo l'Ordine del Lazio DORME! Ma altri si stanno mobilitando!!!!
http://www.ordinepsicologi.piemonte....ne-dellordine/