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Consulenza Psicologica dopo l'abilitazione!
Salve a tutti/e di questo stupendo forum.
Come da titolo ho appena ottenuto l'abilitazione in psicologia, quindi sono uno psicologo. Nel contempo mi sono iscritto a un corso di Mediazione Familiare (durata biennale) e ad un Master in Gestione e sviluppo delle Risorse Umane.
Molti colleghi/e mi hanno però detto che in teoria potrei già fare consulenza (e quindi guadagnare qualcosina, anche perchè questi corsi sono da 2000€ l'uno!!!).
Cos'è la consulenza? Nel senso si sono laureato ma non ho mai fatto esperienze di consulenza vera e propria neanche durante il tirocinio... come posso impararla per utilizzarla in questo periodo formativo? Schiaritemi le idee!!
Grazie!
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Riferimento: Consulenza Psicologica dopo l'abilitazione!
"consulenza" significa tutto e niente ;) . Il consulente è un professionista che offre una competenza per soddisfare un certo bisogno di una certa categoria di utenti. Quindi, basta individuare le tue competenze, il bisogno che soddisfano e gli utenti portatori di questo bisogno, per poi pianificare una sorta di "campagna di marketing" per raggiungere questi utenti e comunicare in cosa puoi essergli utile. Come psicologo puoi essere utile in moltissimo modi, basta leggere il tariffario e vedrai che sono elencate più di 150 attività! Non aspettare la fine dei master, perché se non acquisisci gli strumenti per organizzare e proporre i tuoi servizi, ti troveresti punto e a capo. Ad esempio, in quale ambito hai maggiori conoscenze, competenze o interessi? Se hai approfondito l'età evolutiva, puoi organizzare un corso pre-parto, gruppo di sostegno per neomamme, colloqui di informazione e psicoeducazione sullo sviluppo (tutto questo ricade sotto la dicitura generica "consulenza"). Se vuoi occuparti di benessere e crescita personale, puoi organizzare un seminario sull'autostima, un gruppo esperienziale con esercizi di sviluppo delle abilità psicosociali, un training individuale per potenziare l'autostima (anche questo è..."consulenza"). Ce n'è da fare...basta individuare il tuo personale punto di partenza, dunque le tue abilità, interessi e attitudini, e valutare anche il mercato in cui ti inerisci, per vedere come incrociare il tuo profilo professionale con i bisogni del contesto ;)
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Riferimento: Consulenza Psicologica dopo l'abilitazione!
Ciao Grumioco, anch'io sono abilitata da poco e in futuro vorrei affittare una stanza per fare consulenza. Secondo me, però, prima sarebbe necessario un tirocinio ulteriore, ad esempio, in un consultorio o all' Asl, per poter osservare direttamente le modalità di conduzione dei colloqui di consulenza.
Questo almeno è ciò che vorrei fare io prima di poter esercitare la professione.
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leggere il tariffario e vedrai che sono elencate più di 150 attività...dove posso consultarlo?
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ciao, puoi trovarlo sull'ordine nazionale, sugli ordini regionali, e in tanti siti cercando su google. Ti lascio questo link dove sono elencate http://www.humantrainer.com/psico-cl...-psicologi.PDF Considera che si tratta di "categorie" di attività, e all'interno di ogni categoria possono ricadere decine di tipologie di servizi. Quindi in realtà sono più di 150
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Capisco il tuo discorso... ma io non ho molta esperienza in quest'ambito, perchè a parte la laurea in psicologia ho fatto ben poco di pratico in tal senso. Non posso mettermi a fare un qualsiasi tipo di consulenza se non ho esperienza...
L'unico modo probab è il tirocinio in un posto dove FAI qualcosa e non OSSERVI SOLO fare ma questo è a dir poco introvabile... Quindi chiedo a voi!
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Riferimento: Consulenza Psicologica dopo l'abilitazione!
la penso come grumioco, io nn sarei in grado di affrontare una consulenza,eppure ho una laurea specialistica, ma di pratico nn so fare molto....o meglio il nostro corso di laurea nn ci insegna NIENTE a livello pratico,ma tanta tanta e inutile teoria
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Riferimento: Consulenza Psicologica dopo l'abilitazione!
E allora significa che l'esperienza te la devi fare tu. Inizi con il tirocinio - che va scelto con estrema attenzione -, continui facendo esperienze molto mirate di stage, o con un master di qualità professionalizzante (anche qui scegliendo con grande attenzione un buon posto di tirocinio collegato), inizi a fare esperienze lavorative semplici confrontandoti con colleghi e tutor, ti trovi un bravo supervisore per le prime fasi della tua attività. Se poi vuoi dedicarti alla psicoterapia, o ad aree cliniche, è necessario/fortemente consigliato l'avvio di una scuola di psicoterapia.
So che non è facile, ma lo sviluppo di capacità operative è un percorso graduale e complesso, che dobbiamo gestire in maniera molto attiva e responsabile.
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L'art. 1 della Legge 56/89 definisce:
"La professione di psicologo comprende l'uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione-riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità. Comprende altresì le attività di sperimentazione, ricerca e didattica in tale ambito."
Cosa fa lo Psicologo?
Lo psicologo è un professionista che opera per favorire il benessere delle persone, dei gruppi, degli organismi sociali e della comunità.
Si occupa di psicopatologia, ma non solo. Altre importanti aree di intervento riguardano una molteplicità di situazioni, personali e relazionali, che possono essere fonte di sofferenza e di disagio.
L’attività dello psicologo ha l’obiettivo di favorire il cambiamento, potenziare le risorse e accompagnare gli individui, le coppie, le famiglie, le organizzazioni (es. scuola, azienda, ecc.) in particolari momenti critici o di difficoltà.
Tra i molteplici ambiti di applicazione della psicologia si possono indicare gli ospedali, i consultori, le scuole, il tribunale, i servizi per l’infanzia e l’adolescenza, le comunità terapeutiche, le residenze per anziani. Nuovi settori sono quelli della psicologia penitenziaria, transculturale, della neuropsicologia, dell’emergenza, del traffico, dello sport e del benessere in senso lato.
(Fonte: http://www.opl.it/showPage.php?templ...uzionale&id=13)
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Citazione:
Originalmente inviato da
G. Salzillo
L'art. 1 della Legge 56/89 definisce:
"La professione di psicologo comprende l'uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione-riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità. Comprende altresì le attività di sperimentazione, ricerca e didattica in tale ambito."
Cosa fa lo Psicologo?
Lo psicologo è un professionista che opera per favorire il benessere delle persone, dei gruppi, degli organismi sociali e della comunità.
Si occupa di psicopatologia, ma non solo. Altre importanti aree di intervento riguardano una molteplicità di situazioni, personali e relazionali, che possono essere fonte di sofferenza e di disagio.
L’attività dello psicologo ha l’obiettivo di favorire il cambiamento, potenziare le risorse e accompagnare gli individui, le coppie, le famiglie, le organizzazioni (es. scuola, azienda, ecc.) in particolari momenti critici o di difficoltà.
Tra i molteplici ambiti di applicazione della psicologia si possono indicare gli ospedali, i consultori, le scuole, il tribunale, i servizi per l’infanzia e l’adolescenza, le comunità terapeutiche, le residenze per anziani. Nuovi settori sono quelli della psicologia penitenziaria, transculturale, della neuropsicologia, dell’emergenza, del traffico, dello sport e del benessere in senso lato.
(Fonte:
http://www.opl.it/showPage.php?templ...uzionale&id=13)
So benissimo cosa può fare lo psicologo e cosa dice il codice Deontologico, anche perchè ho appena ottenuto l'abilitazione e la 4a prova consisteva proprio nel leggere il Codice. Quello che ho detto io è che uscendo dall'Università siamo in questa situazione:
1) Nessuna o minima esperienza PRATICA in nessuna o poche delle attività sopra citate.
2) Tantissimi e diversificati corsi che non si capisce quali scegliere e quali serviranno davvero!
Ecco la mia domanda è questa: per fare consulenza cosa consigliate di fare dopo la laurea e la successiva abilitazione?? Per poi magari lavorare...
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Quindi? Nessuno dice nulla?
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un consiglio basato sulla mia (poca) esperienza... secondo me i corsi vanno fatti DOPO aver acquisito un minimo di esperienza (sono appunto una specializzazione) . per fare consulenza la cosa migliore è cominciare (le basi teoriche se hai studiato bene le possiedi, anche se a volte non ne sei consapevole) e richiedere la consulenza/supervisione di colleghi più esperti, sfruttando al massimo anche il periodo di tirocinio (va bene osservare, ma è ancora più importante discutere di ciò che hai visto) .
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Ciao a tutti,
anche io mi sto chiedendo cosa vuol dire offrire la propria "consulenza" o "sostegno"
Leggendo su un altro post qui sul forum, un collega fa la distinzione tra consulenza (ossia pochi incontri e ravvicinati nel tempo con il paziente al fine di inviarlo da uno psicoterapeuta o psichiatra) e tra il sostegno (periodo di incontri più lungo e diluito nel tempo, 1 volta ogni 15-20 giorni, per offrire continuità non terapeutica ma appunto di sostegno alle problematiche quotidiane).
Da quel che mi sembra di capire, quindi, la consulenza presuppone una valutazione globale del paziente (anamnesi, esame psichico, somministrazione di test, ecc), mantre il sostegno no?
ora mi chiedo (e sicuramente la mia domanda sembrerà stupida a molti):
ma noi psicologi quanti incontri siamo "legittimati" ad avere con un paziente prima di un invio ad altro specialista o per evitare che il nostro lavoro di sostegno sia confuso con la psicoterapia?
In pratica: ci sono regole standard per durata, tempi tra un incontro e l'altro, ecc?
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non ci sono regole standard per distinguere psicoterapia da sostegno poiché la differenza non la fa il numero di sedute, ma il tipo di lavoro che fai con il paziente. Se stai facendo un lavoro circoscritto, su una problematica focalizzata, obiettivi "limitati", in assenza di una psicopatologia strutturata, siamo nel versante del sostegno, se stai facendo un lavoro di ristrutturazione più pervasivo, più "radicale", approfondito ed esteso per numero e tipologie di problematiche, con obiettivi terapeutici, poiché stai cercando di rimuovere sintomi patologici e intervenire in modo più strutturale, ti stai pericolosamente avventurando nel campo psicoterapeutico senza averne la qualifica e gli strumenti :sbonk: . Mi scuso se ho semplificato fino a banalizzare. Cmq, la consulenza o il sostegno o come vuoi chiamarli, ognuno può impostarli come vuole e facendo riferimento a modelli che vuole (purché scientifici, come ci impone il codice deontologico), con o sensa test. Ad esempio chi utilizza il modello dell'analisi della domanda di Carli, tendenzialmente non usa test, altri li usano, ecc. Dipende quello che vuoi fare e soprattutto comunicare in modo chiaro e comprensibile al cliente cosa puoi fare per lui e spiegare come agisci...infatti se già noi "addetti ai lavori" abbiamo difficoltà a spiegare cos'è la "consulenza" (visto che è un termine generico che vuol dire tutto e niente) figuriamoci la persona esterna all'ambito ;). Cmq non esistono soltanto i "problemi", il disagio e la malattia, non è detto che lo psicolgo debba sempre e solo intervenire sui problemi, anzi quasi per niente, considerando poi che attualmente c'è una crescente domanda di un altro tipo, cioè di crescita: sviluppare abilità sociali, migliorare l'assertività, acquisisre strumenti di problem solving e decision making efficace, aumentare l'autostima, gestire lo stress, ecc...questo emerge da molte indagini recenti (Ordine Psicologi Lazio, Emilia Romagna, Toscana, Lombardia). Tutto questo...rientra nella macrocategoria generale di "consulenza" ed è alla portata di tutti! Ci sono anche programmi già strutturati e pronti. Gli spazi...ci sono!
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Riferimento: Consulenza Psicologica dopo l'abilitazione!
Hai semplificato ma sei stata chiarissima, grazie.
Mi riferisco, appunto, agli interventi possibili in assenza di patologie (in questi casi invierei senza esitazioni, ma come essere certi che non ci siano?) in cui si offre sostegno circoscritto nell'affrontare una problematica specifica, nel miglioramento dell'autostima,ecc..........di crescita appunto!
Credo, però, che la semplice laurea in psicologia non sia sufficiente per questo..........
Un'ultima cosa: ma cosa intendi che ci sono programmi già strutturati e pronti?
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Riferimento: Consulenza Psicologica dopo l'abilitazione!
la laurea in psicologia (più ovviamente esame di stato e iscrizione all'albo), è sufficiente per fare questi percorsi, ovviamente partendo dal basso. Un incontro sulla comunicazione, basato su una simulazione, un gioco psicologico da far fare ai partecipanti, che poi viene discusso, è alla portata di tutti, anche dei triennalisti. Poi da lì, di incontri ne organizzi 3, e dagli incontri passi a proporre un training individuale sulla comunicazione efficace costituito da 5 incontri. E' solo un esempio ovviamente. Per "programmi strutturati" intendo dei percorsi o dei training già organizzati, con esercizi da proporre ad ogni incontro. Ad esempio la FrancoAngeli ha pubblicato il training sull'assertività, sullo sviluppo di abilità sociali e una serie di percorsi indicando, per ogni incontro, quale esercizio proporre e come strutturare l'incontro. Per dire: non dobbiamo neanche "faticare" a inventarci tutto il percorso, esistono già "pronti", validati, testati, solo da adattare, giustamente, alla persona. Ci sono vari libri cneh risportano anche repertori di giorchi psicologici da proporre in gruppo. Infatti spesso pensiamo sempre ad un incontro individuale...ma anche i piccoli gruppi sono una grande risorsa per lavorare ;)! L'esperienza...si fa da soli, partendo dal nulla (=incontro sulla comunicazione, ad esempio) e organizzando attività sempre più complesse (e comunque non cliniche), anche in base ai bisogni che emergono dalle persone, che spesso sono diversi da quelli che ci aspettiamo.
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Riferimento: Consulenza Psicologica dopo l'abilitazione!
Grazie ste sei stata veramente gentilissima..
Se non ti chiedo troppo mi/ci potresti mandare tutti i "programmi strutturati" che conosci? Nel senso come si chiamano, dove possiamo trovarli ecc.
Magari tutti sarebbe buono per orientarsi meglio. E poi ovvio che sta a noi buttarci a capofitto nel provarli e nel rischiare di fare errori... così si fa esperienza! :)
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Riferimento: Consulenza Psicologica dopo l'abilitazione!
Ciao! Chiedo una curiosità che ho: se in uno studio arriva una persona che vive, ad esempio, un disagio o sentimenti di inadeguatezza in un determinato ambito o semplicemente tristezza, lo psicologo non psicoterapeuta può prenderlo in carico o deve valutare la presenza di un disturbo maggiore (depressione) per poi fare l'invio ad uno psicoterapeuta?
Grazie!
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Citazione:
Originalmente inviato da
Alessya79
Ciao! Chiedo una curiosità che ho: se in uno studio arriva una persona che vive, ad esempio, un disagio o sentimenti di inadeguatezza in un determinato ambito o semplicemente tristezza, lo psicologo non psicoterapeuta può prenderlo in carico o deve valutare la presenza di un disturbo maggiore (depressione) per poi fare l'invio ad uno psicoterapeuta?
Grazie!
Deve capire se è un problema più grande e se è in grado di gestirlo
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Empowered, certamente se il problema fosse più grave, si avvia la persona ad uno psicoterapeuta. Ma come avviene l'invio, se non si conosce nessun altro professionista?
Mi sono venuti alcuni dubbi....grazie!
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Citazione:
Originalmente inviato da
Alessya79
Ciao! Chiedo una curiosità che ho: se in uno studio arriva una persona che vive, ad esempio, un disagio o sentimenti di inadeguatezza in un determinato ambito o semplicemente tristezza, lo psicologo non psicoterapeuta può prenderlo in carico o deve valutare la presenza di un disturbo maggiore (depressione) per poi fare l'invio ad uno psicoterapeuta?
Grazie!
ti ha risposto già Empowered...Cmq io agirei di prevenzione, cioè evita di trovarti nella situazione di non sapere se il problema è più grande, più piccolo, medio, se sai affrontarlo, se ci vuole il test, se ci vuole lo psicoterapeuta e co. Meglio, credo, se cerchi di attrarre un'utenza specifica, proponendo un servizio specifico. Se ti immetti sul mercato in modo generico come "psicologa", rivolgendoti ad un'utenza indifferenziata, molto probabilmente ti troverai nei "guai", nel senso che non puoi sapere chi viene, cos'ha, ecc, anche perché ogni persona esterna interpeta a modo suo cosa fa lo psicologo, fa le sue proiezioni, ha le sue aspettative spesso irrealistiche, insomma portatori delle più svariate domande che all'inizio non si riescono a valutare bene...ti complichi la vita. Meglio incanalare verso di te categorie specifiche per attività specifiche, creando tu la domanda per attivare un'utenza. Per rimanere sul discorso "crescita personale" (molto apprezzato e richiesto, più della clinica), prepara un incontro gratuito e semplice sull'assertività (proponendo un esercizio che puoi trovare nei numerosi manuali in commercio), e ai partecipanti proponi un training individuale di 5 incontri per aumentare l'assertività. Ben diverso e meno rischioso che aprire la porta e dover capire di volta in volta se e cosa puoi fare, cosa si apetta la persona e chissà cosa vuole e chiede, sempre ammesso che venga perché la concorrenza tra psicologi generici in stile "faso tuto mi", "ndò cojo cojo", "apriamo la porta e vediamo chi entra", è davvero alta ed è difficile che le persona siano disposte a scegliere un giovane psicologo, pagandolo, senza neanche sapere cosa può fare per loro. Tu andresti da un dentista appena abilitato, che non sa se e cosa può farti? Non sa se usare il trapano, se devitalizzarti un dente, se cavarlo, ma intanto ti vede, magari ti fa qualche danno perché posiziona male l'aspirasaliva, e poi magari si accorge che non ha gli strumenti e ti manda da qualcun altro e tu devi ricominciare daccapo. Non è il massimo della vita. Se invece fa un incontro su come curare l'igiene dentale, con indicazioni semplici, e poi propone ai partecipanti una pulizia dei denti, operazione semplice, sono più sicuri e invogliati. Insomma, credo, meglio individuare un'attività, semplice, non clinica, e attrarre utenza specifica cui proporre tu una cosa specifica. C'è tempo per la clinica "hard" ;). Ovviamente è solo un esempio e un'opinione.
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Citazione:
Originalmente inviato da
Grumioco
Grazie ste sei stata veramente gentilissima..
Se non ti chiedo troppo mi/ci potresti mandare tutti i "programmi strutturati" che conosci? Nel senso come si chiamano, dove possiamo trovarli ecc.
Magari tutti sarebbe buono per orientarsi meglio. E poi ovvio che sta a noi buttarci a capofitto nel provarli e nel rischiare di fare errori... così si fa esperienza! :)
per Grumioco: i manuali si trovano dovunque. Per i giochi psicologici, puoi cercare su google Sabrina Manes, ferrari Sinibaldi, oppure i titolo Un'arancia per due, Gioco e dopopogioco, 80 giochi per i gruppi. Alcuni capitoli puoi leggerli gratis da google book ;). Di specifico, che io conosco e ho usato, ci sono Training sull'assertività della Franco Angeli appunto per l'assertività, la comunicazione, ecc, oppure 5 Percorsi di Crescita personale della rebuffo, edito da Erickson, oppure il Metodo Beck per suportare le persone che sono a dieta (io l'ho modificato e riorganizzato perché è troppo strutturato, addirittura giorno per giorno!). Insomma chiediti cosa vuoi fare, con chi vuoi lavorare, qual è il gradicno più basso da cui puoi partire per costruirti esperienza. Per i manuali, basta cercare, cercare, cercare e selezionare, operazione semplice grazie a internet ;).
per Alessya: come si fa a inviare a un ospicoterapeuta se non si conosce nessuno psicoterapeuta? beh sempre meglio conoscerne qualcuno e lavorare in rete, restare in contatto con altri professionisti così da ricevere invii e inviare a propria volta. Difficile lavorare isolati. Se propio non conosci, puoi cmq segnalare ad esempio il portare benessere4u.it dove possono trovare psicologi e psicoterapeuti divisi per città, chiedere un colloquio conoscitivo e valutare con chi si trovano meglio.
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Ciao Ste! Grazie innanzitutto per i consigli! Io vorrei farmi conoscere, come hai consigliato giustamente, proponendo incontri sull'assertività o sulla comunicazione efficace, ma a chi ci si deve rivolgere per proporli?
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a nessuno, dovrai organizzarli tu da zero. "Purtroppo" essendo una professione autonoma, nessuno ci imbocca come una madre benevola, bisogna fare da sé, ciascuno dovrà pensare anche a progettare e promuovere i suoi servizi, senza cercare nessuno che glieli faccia fare, che gli dica cosa fare o che provveda per lui. O melgio, ci sono 2 modi. Uno è completamente autonomo, cioè: individui a chi vuoi proporlo, ad esempio adolescenti? Giovani? Adulti? Donne? Ecc. E ti promuovi laddove "circola" la categoria a cui ti rivolgi. Se ti rivolgi a giovani, puoi fare locandine all'università, un sito, ecc, insomma i canali pubblicitari variano in base all'utenza e a dove si "assiepa". Le strategie promozionali sono fondamentali e puoi impararle dagli ebook gratuiti che in questo forum sono stati più volte consigliati (puoi leggere gli altri messaggi) e poi applicare con enorme costanza. Oppure ti rivolgi ad un'associazione che già organizza corsi e iniziative affini, proponendo di aggiungere al loro paniere di servizi anche un seminario in più. Oppure puoi chiedere ad un pub, alla tua estetista (se ti rivolgi alle donne) e quant'altro. Ovviamente è tutto difficile, faticoso, frustrante, sfiancante e nonè detto che subito parta. Ma s'ha da fà.
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Grazie Ste, hai ragione! E' fondamentale inizialmente farsi conoscere e l'unico modo è quello di proporsi con corsi o incontri anche gratuiti (ma si spera non sempre gratuiti!!) focalizzati sul benessere psicologico.
Secondo me è poi anche un modo per farsi esperienza in certi settori!
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Riferimento: Consulenza Psicologica dopo l'abilitazione!
Seduta di consulenza e/o sostegno psicologico individuale
Seduta di consulenza e/o sostegno psicologico alla coppia e alla famiglia
Seduta di consulenza e/o sostegno al gruppo
Consulenze psicologico-cliniche a enti pubblici o privati con impegno orario predeterminato
Consulenza di’orientamento scolastico per classi, rivolta a ragazzi, genitori e/o insegnanti
Consulenza/formazione psicologica per insegnanti, educatori o genitori (per incontro)
....
e così via. Sono circa una sessantina le tipologie di consulenze, che per "uso e costume" puoi fare come psicologo. Per me, mi ripeto, sono tutte quelle che comprendono "l'uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione-riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità. Comprende altresì le attività di sperimentazione, ricerca e didattica in tale ambito" e che rispettano la legge Italiana ed Europea e il Codice Deontologico della nostra professione. Punto. Cioè, a partire da queste premesse è possibile declinare tutte le consulenze che vuoi!
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Riferimento: Consulenza Psicologica dopo l'abilitazione!
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è un bell'articolo e anche molto pratico ...
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Riferimento: Consulenza Psicologica dopo l'abilitazione!
.................................................. ......................
anche questo può servire ...
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Riferimento: Consulenza Psicologica dopo l'abilitazione!
è sufficiente, solo che non se ne ha coscienza finchè non si prova, ve l'assicuro!se il tirocinio non vi ha dato questa opportunità (a me si fortunatamente), fate i volontari, dopo l'abilitazione, negli ospedali ecc..e vi accorgerete quante cose sapete fare che mai avreste immaginato. le basi ci sono. buttatevi un po', e vedrete che vi stupirete da soli. Io TUTTI me compresa quelli che conosco che durante il tirocinio si sono trovati in questa situazione si sono accorti, sorpresi, di quanto si sarebbero sentiti sicuri di condurre loro, ti quante cose gli venivano in mente durante il colloquio a cui assistevano.Si possono fare miliardi di cose come psicologo..la psicoterapia è solo una cosa in più, il resto è psicologia. Poi quando tocchi con mano sei un vulcano di idee..e questo perchè le basi le avevi.Coraggio!
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Riferimento: Consulenza Psicologica dopo l'abilitazione!
che sola essere psicologi!! Paghi e non lavori mai come psicologo, è un miraggio...poi se si aggiunge la sfiga come mi è successo -ovvero 5 6 anni di specializzazione in psicoterapia che non valgono nulla- è ancora peggio
silvia
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Riferimento: Consulenza Psicologica dopo l'abilitazione!
Leggendo i post di questa discussione, mi sento un un pò confusa, e mi sovviene in mente questa domanda, a cui non sò dare una risposta precisa, per cui chiedo aiuto: " Che differenza c'è tra lo Psicologo e lo Psicoterapeuta?".
psicom