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Il "counseling" , come rapportarsi e rischi deontologici
Il counseling apre ad una riflessione circa il nostro lavoro, a quanto ho capito il counsoler non ha un proprio albo, deve lavorare sotto la supervisione di uno psicologo o psicoterapeuta..non si sa bene facendo cosa...questa supervisione comporta inoltre una presa di responsabilità da parte di un professionista che deve rispondere deontologicamente al proprio ordine professionale..del suo operato ed in questo caso anche di quello del counselor..stanno proprio così le cose..o mi sfugge qualcosa...forse occorre un pò di chiarezza..
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Riferimento: Il "counseling" , come rapportarsi e rischi deontologici
purtroppo nessuno obbliga i sedicenti "counselor" a lavorare sotto supervisione di uno psicologo o psicoterapeuta...magari! Non è una professione regolamentata da una legge dello stato come quella di psico, tutti gli "albi di counselor" sono del tutto privati, così come i vari codici etici o deontologici, quindi nessuno è obbligato a niente, chiunque può farlo senza rendere conto a nessuno e neppure a un supervisore. Io e te domani mattina ci possiamo alzare e fondare una "scuola triennale di couseling", rilasciare un attestato di frequenza, uno pseudo supermegacertificato di "counselor" (se ne trovano già precotti su google image), fare un albo privato dove facciamo l'elenco delle persone che partecipano ai nostri corsi e accroccare un codice deontologico. E' perfettamente lecito! Poi se qualche psico-coso ci rompe le scatole, possiamo sempre dire che le tecniche da noi insegnate si concentrano sul "qui e ora", su problemi circoscritti e sull'esplorazione delle risorse...pensa com'è facile! :sbonk:
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Riferimento: Il "counseling" , come rapportarsi e rischi deontologici
grazie, ora ho le idee più chiare..cioè che qualcuno ci potrà rubare facilmente il mestiere senza poter fare nulla, dimostrare che un counselor vada oltre il suo lavoro è una operazione difficilisima; ho denunciato all'ordine un counselor che lavora in uno spazio privato dove all'ingresso c'è un bel cartello con scritto ...."Centro di psicologia.( segue nome del centro)......."....ma anche in questo caso probabilmente basterà un collega compiacente che collabori..ed il gioco è fatto....
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Riferimento: Il "counseling" , come rapportarsi e rischi deontologici
comunque, come diceva qualcuno in un altro thread, i counselor nei loro siti, bigliettini da visita, ecc....spesso scrivono che si occupano di disturbi di ansia, fobie, attacchi di panico....quindi non sono dei "piccoli psicologi", ma dei "piccoli psicoterpaeuti/psichiatri".
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Il problema è uno: che ai counsellor viene insegnata la discplina dagli Psicologi e, a volte, dai Medici-Psichiatri. Il nostro è un ordine fantoccio che tutela solo gli interessi dei sanitari e dei baroni della psicologia. Fosse per me lo abolirei domani l'ordine degli Psicologi...
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sai ..hai ragione sul fatto che non ci tuteli abbastanza..figurati..una consuelor mi ha scippato un progetto che stavamo portando avanti assieme..(mi aveva detto che era una collega, ma mica potevo chiedere il diploma di laurea)..ma vedi..l'ordine non lo abolirei affatto..anzi va rafforzato..certo mica è facile farlo....ma proviamoci..
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Riferimento: Il "counseling" , come rapportarsi e rischi deontologici
sai ..hai ragione sul fatto che non ci tuteli abbastanza..figurati..una consuelor mi ha scippato un progetto che stavamo portando avanti assieme.:swear:.(mi aveva detto che era una collega, ma mica potevo chiedere il diploma di laurea)..ma vedi..l'ordine non lo abolirei affatto..anzi va rafforzato..certo mica è facile farlo....ma proviamoci..
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Riferimento: Il "counseling" , come rapportarsi e rischi deontologici
Io sono un pò stanco di sentire che l'ordine non fa niente...è un pò lavarsene le mani.....culturalmente, per esempio, dobbiamo far uscire meglio la nostra professione. Guardate i siti per esempio: quelli dei counsellor sono sempre più comprensibili e chiari dei nostri e riescono a dare una immagine di vera promozzione del benessere. in quella degli psicologi si parla sempre di depressione ansia ecc. Ma è solo un esempio. Alla collega derubata del progetto.....basta guardare sull'elenco dell'ordine e vedi chi è iscritto e chi non senza bisogno di chiedere curriculum in giro e comunque vale la legge di mercato che bisogna stare attenti a chiunque.
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Sulla comunicazione ti do ragione: gli Psicologi fanno molto spesso usano un linguaggio molto tecnico che è frutto, a mio avviso, del retaggio culturale nel quale se hai una laurea devi per forza dimostrarlo in qualche modo (un bisogno di identificazione), e dell'orgoglio di appartenere a una professione certificata dallo stato. Tutto questo svanirebbe se non esistesse l'ordine, che non garantisce alcunché, ma delle associazioni di professionisti in sana competizione tra loro, in cui per iscriverti si vede in primis cosa sai fare e cosa hai fatto. Detto questo io, personalmente, mi batterei per l'abolizione dell'ordine perché non credo nei cambiamenti di organismi nati solo per tutelare i più potenti. Per assurdo gli Psicologi sono i primi che vorrebbero un ordine ancora più coercitivo e determinante, quando non si rendono conto che l'era dei privilegi è finita per quest'ultimi costano troppo alla società e alle persone.
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Riferimento: Il "counseling" , come rapportarsi e rischi deontologici
Sinceramemente non capisco qual'è l'era dei privilegi e quali erano...il discorso è un pò generico e forse qualunquista....credo che sia più costruttivo fare esempi praticie proporre idee che possano essere realmente praticabili
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Riferimento: Il "counseling" , come rapportarsi e rischi deontologici
Ad esempio, l'ordine non prende mai posizione sul proliferasi delle scuole di formazione, sul numero chiuso (tutela dei baroni universitari), non ci sono politiche di rilancio professionale, nè tantomeno sul rilancio dei giovani psicologi. I fondi pensionistici dell'Enpap potrebbero essere investiti su progetti sanitari privati (RSA, comunità, o centri di medicina specializzata) affinché si possa premere per l'assunzione di psicologi. Due anni fa il mio presidente regionale disse a lezione: "probabilmente sarete un esercito di straccioni e casalinghe frustrate perchè ne siete tanti e poco preparati". In quell'occasione, con un ghigno presuntuoso e beffardo, il caro presidente, ci raccontò anche della sua tribolazione per la figlia maturanda che aveva intenzione di seguire le orme del Papà. Naturalmente riuscì a dissuaderla dalla scellerata decisione. Se questo ti sembra normale o qualunquistico, fai un pò te. Io ribadisco la mia posizione: abolire l'ordine!
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Citazione:
Originalmente inviato da
Zakketto
Ad esempio, l'ordine non prende mai posizione sul proliferasi delle scuole di formazione, sul numero chiuso (tutela dei baroni universitari), non ci sono politiche di rilancio professionale, nè tantomeno sul rilancio dei giovani psicologi. I fondi pensionistici dell'Enpap potrebbero essere investiti su progetti sanitari privati (RSA, comunità, o centri di medicina specializzata) affinché si possa premere per l'assunzione di psicologi. Due anni fa il mio presidente regionale disse a lezione: "probabilmente sarete un esercito di straccioni e casalinghe frustrate perchè ne siete tanti e poco preparati". In quell'occasione, con un ghigno presuntuoso e beffardo, il caro presidente, ci raccontò anche della sua tribolazione per la figlia maturanda che aveva intenzione di seguire le orme del Papà. Naturalmente riuscì a dissuaderla dalla scellerata decisione. Se questo ti sembra normale o qualunquistico, fai un pò te. Io ribadisco la mia posizione: abolire l'ordine!
premettendo che l'enpap è un'altra cosa, non c'entra niente con l'odine e sinceramente non so nenche come funzionano i regolamenti per gli investimenti....le tue idee sono buone, ma non hai detto come faresti.
A quale legge ci si deve appellare per limitare le scuole ovvero la libera offerta di formazione?
A quale legge ci si deve appellare per chiedere il numero chiuso?(tra l'altro per me il lavoro c'è ma bisgna cercare o inventarselo)
Quali pilitiche di rilancio suggerisci?
Io sono aperto ad ogni idea, ma ripeto idee non al "piove governo ladro" siamo tutti psicologi e dobbiamo fare la nostra parte portando idee concrete e fattibili...a dire che tutto va male lo può dire chiunque.Sembrano i discorsi da bar dove dopo che è stata asfaltata una strada, tutti che si lamentono perchè potevano asfaltare anche quei dieci metri in più senza pensare che magari 10 metri sono 10 mila euro e il comune non li ha nel budget.
Servono idee concrete e fattibili.serve il come fare non il cosa fare, quello lo sanno tutti
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Allora non mi spiego, o forse tu non capisci. Per me tutti i problemi che tu citi potrebbero essere superati con l'abolizione degli ordini professionali, la creazioni di federazioni private di professionisti in sana competizione. Il modello di riferimento è quello Inglese, in cui ogni associazione ha dei criteri e degli standard, secondo i quali viene regolato l'accesso. Massima libertà di scelta, è la concorrenza che selezione i migliori professionisti. Questa è la mia idea.
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Riferimento: Il "counseling" , come rapportarsi e rischi deontologici
Allora non mi spiego, o forse tu non capisci. Per me tutti i problemi che tu citi potrebbero essere superati con l'abolizione degli ordini professionali, la creazioni di federazioni private di professionisti in sana competizione. Il modello di riferimento è quello Inglese, in cui ogni associazione ha dei criteri e degli standard, secondo i quali viene regolato l'accesso. Massima libertà di scelta, è la concorrenza che selezione i migliori professionisti. Questa è la mia idea.
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Originalmente inviato da
Zakketto
Allora non mi spiego, o forse tu non capisci. Per me tutti i problemi che tu citi potrebbero essere superati con l'abolizione degli ordini professionali, la creazioni di federazioni private di professionisti in sana competizione. Il modello di riferimento è quello Inglese, in cui ogni associazione ha dei criteri e degli standard, secondo i quali viene regolato l'accesso. Massima libertà di scelta, è la concorrenza che selezione i migliori professionisti. Questa è la mia idea.
Senza entrare nel discorso che la struttura inglese è completamente diversa ad ogni livello da quella italiana ed è come paragonare le mele con le noci (neanche le pere).....allora non mi sono spiegato io, quello che servono sono idee concrete non sparate tipo voglio la pace nel mondo.
Mi ritiro da questo sterile dibattito, se qualcunaltro è più concreto con proposte attuabili sono apertissimo al dialogo.
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Fatti tuoi, se pensi che avere opinioni radicali riguardo alla professionalità degli psicologi sia demagogia. Sicuramente il tuo atteggiamento da grande intellettuale che si ritira nei suoi simposi tra grandi i pensatori della psicologia, non è molto costruttivo...
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Comprendo bene le divagazioni..ma inviterei chi vuole intervenire a tornare ad avvicinarsi alla traccia della discussione..il moderatore ha fornito una chiara indicazione circa lo stato delle cose...non ha certo potuto offrire una soluzione...magari da questa discussione potrebbero nascere proposte ed idee sul come difenderci...da chi con un titolo triennale inquina la nostra professione...e magari capire bene cosa rischia chi è "protetto" ma anche "controllato" da un ordine professionale nel caso di collaborazioni con un consuelor, che appunto è libero di agire come vuole ..magari creando disatri che potrebbero poi ricadere su di noi
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Comprendo bene le divagazioni..ma inviterei chi vuole intervenire a tornare ad avvicinarsi alla traccia della discussione..il moderatore ha fornito una chiara indicazione circa lo stato delle cose...non ha certo potuto offrire una soluzione...magari da questa discussione potrebbero nascere proposte ed idee sul come difenderci...da chi con un titolo triennale inquina la nostra professione...e magari capire bene cosa rischia chi è "protetto" ma anche "controllato" da un ordine professionale nel caso di collaborazioni con un consuelor, che appunto è libero di agire come vuole ..magari creando disatri che potrebbero poi ricadere su di noi
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Riferimento: Il "counseling" , come rapportarsi e rischi deontologici
Io sinceramente (che il counseling lo faccio in studio..) la proposta ce l'avrei e da mesi e mesi.....perché il nostro ordine nazionale così come è finalmente riuscito a creare e divulgare un protocollo d'intesa con le maggiori associazioni dei consumatori (La carta dei diritti del cliente/paziente delle prestazioni psicologiche, un'ottima e validissima iniziativa a cui aderisco e che serve a contrastare il pervasivo abusivismo che inquina credibilità e pratica della nostra professione) non mette a punto una "Carta del counseling psicologico" (termine che mi è stato detto di utilizzare per definire ciò che faccio distinguendolo - giustamente - dai vari counselings praticati da chi psicologo non è) in cui definire metodologie, presupposti anche teorici (perché mai chi non è psicoterapeuta non dovrebbe essere legittimato ad avere un orientamento teorico che guida la sua pratica? Lotrovo da sempre scorretto tecnicamente e deontologicamente!), compiti, diritti e doveri e - perché no - istituire un albo come esiste quello degli psicoterapeuti? E' ora che il nostro ordine non difenda e tuteli solamente gli psicoterapeuti ma anche gli psicologi in quanto tali, restituendo dignità e spazi al settore clinico, che si trova nella surreale situazione di avere da una parte una gran richiesta implicita d'intervento e dall'altra di non essere messo in luce dal suo stesso ordine professionale ed essere soffocato da scuole e scuolette private di sedicenti counselors che non sanno nemmeno cosa sia un TAT! ciao
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Originalmente inviato da
Peterpan1977
Senza entrare nel discorso che la struttura inglese è completamente diversa ad ogni livello da quella italiana ed è come paragonare le mele con le noci (neanche le pere).....allora non mi sono spiegato io, quello che servono sono idee concrete non sparate tipo voglio la pace nel mondo.
Mi ritiro da questo sterile dibattito, se qualcunaltro è più concreto con proposte attuabili sono apertissimo al dialogo.
Volevo solo segnalare un articolo che afferma la possibilità concreta della pace nel mondo, e che un giorno le noci, forse, potranno essere paragonate alle mele.
http://altrapsicologia.com/abolizion...ologi/2011/06/
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Riferimento: Il "counseling" , come rapportarsi e rischi deontologici
Scusami ma non ho capito cosa c'entrerebbe con quello che si diceva. Ciao Ciao
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Riferimento: Il "counseling" , come rapportarsi e rischi deontologici
La sentenza di cassazione n. 14408 dell’11/4/2011, cui l’Ordine degli Psicologi dell’Emilia Romagna è arrivato dopo aver intentato un processo contro la dott.ssa Alessandra Guerra per esercizio abusivo della professione di psicologo e attività di psicoterapeuta, rappresenta un punto fondamentale nella storia della difesa dei nostri confini professionali.
Viene, infatti, finalmente sancito che “ai fini della sussistenza del reato di cui all’art. 348 c.p., l’esercizio dell’attività di psicoterapeuta è subordinato ad una specifica formazione professionale della durata almeno quadriennale ed all’inserimento negli albi degli psicologi o dei medici (all’interno dei quali è dedicato un settore speciale per gli psicoterapeuti). Ciò posto, la psicanalisi, quale quella riferibile alla condotta della ricorrente, è pur sempre una psicoterapia che si distingue dalle altre per i metodi usati per rimuovere disturbi mentali, emotivi e comportamentali. Ne consegue che non è condivisibile la tesi difensiva della ricorrente, posto che l’attività dello psicanalista non è annoverabile fra quelle libere previste dall’art. 2231 c.c. ma necessita di particolare abilitazione statale”.
Riporto questa parte della recente sentenza per sottolineare un aspetto per me importante. Quanto è sancito nella frase: la psicanalisi...è pur sempre una psicoterapia che si distingue dalle altre per i metodi usati per rimuovere disturbi mentali, emotivi e comportamentali. sta anche a dire che che la psicoterapia usa metodi per rimuovere disturbi mentali, emotivi e comportamentali. Ci dice che è attività riservata, quindi qualsiasi metodo che usi un counselor (non psicologo o psicoterapeuta) per raggiungere tale scopo è abuso della professione. Per intenderci, un counselor non può assolutamente usare metodi per rimuovere disturbi mentali, emotivi e comportamentali.
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Riferimento: Il "counseling" , come rapportarsi e rischi deontologici
ecco, noi ci preoccupiamo se specificare l'ambito nel quale operiamo sul nostro biglietto da visita (es. psicologo scolastico, psicologo forense..)sia giusto o sbagliato, mentre sti counselor non psicologi se ne sbattono e fanno sentire la loro voce anche senza un titolo di studio...a volte mi chiedo se la nostra onestà non ci abbia fatto diventare un pòchetto troppo rimba....
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Claudia, grazie per l'intervento..io non penso che sia una questione di essere un pò "rimba", certe volte capita chiaro...io ho avuto a che fare per mesi con una counselor che si era spacciata per psicologa e ci sono cascato da pollo...ma il fatto è che siamo disarmati davanti a chi invade il nostro campo in quanto è facile invaderlo da parte di alcuni counselor ( e dico alcuni poichè conosco dei couselor veramente attenti al rispetto del loro ruolo e molto preparati) e è al contrario assolutamente complesso dimostrarlo...
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Citazione:
Originalmente inviato da
sm.psicoia
..io ho avuto a che fare per mesi con una counselor che si era spacciata per psicologa e ci sono cascato da pollo...ma il fatto è che siamo disarmati davanti a chi invade il nostro campo in quanto è facile invaderlo da parte di alcuni counselor
ma lo hai denunciato?
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Originalmente inviato da
sm.psicoia
Claudia, grazie per l'intervento..io non penso che sia una questione di essere un pò "rimba", certe volte capita chiaro...io ho avuto a che fare per mesi con una counselor che si era spacciata per psicologa e ci sono cascato da pollo...ma il fatto è che siamo disarmati davanti a chi invade il nostro campo in quanto è facile invaderlo da parte di alcuni counselor ( e dico alcuni poichè conosco dei couselor veramente attenti al rispetto del loro ruolo e molto preparati) e è al contrario assolutamente complesso dimostrarlo...
Citazione:
Originalmente inviato da
Peterpan1977
ma lo hai denunciato?
ragazzi dire di essere Psicologo quando non è vero è un REATO, perché per conseguire questo titolo (ugualmente al titolo di Avvocato, Medico, ecc..) bisogna iscriversi ad un Albo professionale a cui si accede trmite Esame di Stato.
Il fatto che questa counselor dicesse di essere psicologa è grave, è un reato ed è truffa nei confronti dell'ente in cui si è proposta!!!
Se non siano noi i primi a denunciare questi abusi (questo è un abuso in piena regola...non per le sue competenze di counselor -su questo non mi esprimo- ma per aver detto di essere "psicologa senza esserlo!)
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Riferimento: Il "counseling" , come rapportarsi e rischi deontologici
è difficillismo beccare un counselor, sono molto abili a non esssere troppo spudorati, questo è stato uno sprovveduto....puoi descrivere la situazione?magari si può beccare......ragazzi dobbiamo essere più svegli
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Riferimento: Il "counseling" , come rapportarsi e rischi deontologici
....ci si conosce ad un convegno....nome cognome..titolo..e lei.ahh anche io lo sono.., e che fai ti metti a controllare sul sito...! ad un certo punto l'ho fatto, ma l'ordine non può mica intervenire su un non iscritto se non denunciarlo , e così è stato, ma racoglere prove non è certo facile, questa persona nel frattempo è corsa ai ripari...avevamo aperto una associazione di psicologia ed ha trovato due esimi colleghi che le tengono il goco, dopo che chiaramente io sono andato via una volta che ho visto che mi aveva preso in giro e le serviva qualcuno con i titoli in appoggio..servirebbero testimonianze da pazienti..io so che ne ha e ne ha avuti..anche a casa sua..ma non si può denunciare senza prove e poi questi titoli danno sempre il diritto di poter dire che si è intervenuti solo sul "qui ed ora" e noi siamo fregati..
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Riferimento: Il "counseling" , come rapportarsi e rischi deontologici
poco fa ho letto e commentato la sentenza del tribunale lombardo che finalmente chiarisce che la professione di psicologo può essere esercitata solo da chi è iscritto all'albo..(e tanto ci voleva)...ho commentato l'articolo e spero che sia la volta buona che passando ancora oggi per una certa strada di roma non ci sarà più un cartello con scritto..."Centro di psicologia............" o se ancora esistente ci lavorino colleghi e non counselor!