-
Ma 25 mila euro in una specializzazione oggi hanno senso?
Scusate la brutalità della considerazione. Sono psicologo iscritto all'albo regolarmente abilitato nella sezione cosiddetta "A". Da anni faccio counseling, supporto psicologico, diagnosi, crescita personale. Negli ultimi anni ho avuto più clienti-pazienti io di 3 colleghi psicoterapeuti che fanno "la" psicoterapia col bollino a costi più alti dei miei, che non si fanno pubblicità, che stanno a tutto quello (e solo a quello!) che la scuola gli dice. In 3, hanno avuto ad oggi 2 pazienti. Uno dei 2 ha interrotto il percorso di psicoterapia per motivi economici. Io lavoro sulle risorse e non sui deficit, sull'autostima e sulle emozioni, in un ottic "riabilitativa" dei punti di forza della personalità, utilizzando tecniche di rilassamento e tests. Mi sento in confronto a loro più libero, più creativo, meno legato ai dictat delle scuolette, specialmente quando si ha l'impressione - parlando con alcuni allievi specialmente giovani - che quella dalla quale provengono sia l'unica valida. AL momento la realtà è che non ci sono iscritti ai primi anni, gli allievi scarseggiano perché non tutti hanno 20-25 mila euro da investire. E da investire in un percorso di 4 anni che, se per caso deve essere interrotto, viene inesorabilmente vanificato. COme a dire: se inizi, devi finire. Il mercato, invece, è totalemnte fermo. A voi commenti e considerazioni (non parlatemi di strumenti tecnici: i colleghi di cui sopra sono molto delusi ed io sono sempre più convinto che se uno è motivato ed ha passione, con tanti corsi, letture, supervisioni e confronti possa crearsi da sé il proprio stile di lavoro). Ciao
-
Riferimento: Ma 25 mila euro in una specializzazione oggi hanno senso?
Io ho deciso da tempo che non voglio fare la psicoterapeuta (in quel caso avrei fatto medicina e poi psichiatria) e sto cercando anche grazie al book di self -marketing (grazie Nico!), di capire con quale target di persone voglio lavorare e come crearmi il mio lavoro, per cui io concordo e quoto :) .
Solo una cosa, in termini di tempo e fatica, da 1 a 100, quanto ce ne hai messo per farti il tuo giro?
Ho la sensazione che, nostro malgrado, essendo Italiani, abbiamo una percezione contrattualistica lavorativa che non si addice al nostro lavoro di Psicologi.
Soprattutto credo che se si vuole lavorare con continuità si debba per forza di cose, giostrarsi su più fronti.
mi confermi?
Ciao e congratualzioni per la tua riuscita lavorativa, è di ispirazione!
-
Riferimento: Ma 25 mila euro in una specializzazione oggi hanno senso?
Ha senso spendere questi soldi se si vuole fare lo psicoterapeuta ovviamente:asd:
-
Riferimento: Ma 25 mila euro in una specializzazione oggi hanno senso?
Bhe certo :)
Credo però che la "provocazione" di Dadedidò, fosse relativa alla considerazione costi --->guadagni, portando esempio sulla propria esperienza e magari anche sentire l'opinione di colleghi psicoterapeuti in una condizione differente da quella dei suoi amici.
-
Riferimento: Ma 25 mila euro in una specializzazione oggi hanno senso?
Sono d'accordo, ma se posso esprimere una mia personale considerazione, su questo forum come in altri siti leggo molto di saturazione del mercato, di forte offerta di psicoterapia a fronte di una domanda che è diversa e richiede servizi prettamente psicologici di altro tipo, di marketing, nicchie e via dicendo... Sono ragionamenti pratici giustissimi, ma non credo che tutti gli psicoterapeuti effettivamente siano in grado di offrire un servizio qualitativo elevato così come non credo che tutti gli psicologi che vivono sotto la soglia di povertà in italia abbiano una motivazione e competenza così forti da far loro costruire giorno per giorno la professione. Io dico che è giusto guardare le statistiche, ma forse dobbiamo anche impegnarci a dare un senso ai numeri e alle percentuali prima di demonizzare le scuole di psicoterapia, tanti professionisti si buttano quasi subito in altri campi o fanno la scuola come forma di ripiego perchè pensano che sia l'unica strada, non comprendendone la portata e il valore, quindi non utilizzano quegli anni di formazione nel modo più proficuo per costruirsi intanto una possibile applicazione delle enormi risorse professionali e umane mobilitate. Io continuo a sostenere che per chi ama la professione di psicoterapeuta non ha senso scoraggiarsi, sono strumenti in più che non fanno mai male anche se poi di fatto non si farà solo quel tipo di lavoro, si resta di base psicologi e si può anche lavorare su più fronti, come fanno i colleghi non specializzati e intanto si può congegnare un modo di spendere la propria specializzazione in tanti modi diversi. Sì, sei psicoterapeuta, ma l'orientamento, i costrutti ideologici, le tecniche, la clientela e le peculiarità non sono uguali per tutti, anche in quel caso si può costruire molto una nicchia e non pubblicizzarsi in modo quasi anonimo come psicoterapeuti. Insomma, per me è un'opportunità di formazione, è vero che non è l'unica strada percorribile (e ci mancherebbe altro), ma se ci si vuole occupare di clinica trovo molto importante sposare e personalizzare un approccio che si senta più consono alla propria personalità e modo di essere, in relazione al paziente. Poi faccio un'ultima considerazione: la terapia non è necessariamente per gente "malata" nel senso più pervasivo del termine, trovo ci sia solo bisogno di fare un po' familiarizzare le persone con questa realtà.
-
Riferimento: Ma 25 mila euro in una specializzazione oggi hanno senso?
Citazione:
Originalmente inviato da
Dadedidò
Scusate la brutalità della considerazione. Sono psicologo iscritto all'albo regolarmente abilitato nella sezione cosiddetta "A". Da anni faccio counseling, supporto psicologico, diagnosi, crescita personale. Negli ultimi anni ho avuto più clienti-pazienti io di 3 colleghi psicoterapeuti che fanno "la" psicoterapia col bollino a costi più alti dei miei, che non si fanno pubblicità, che stanno a tutto quello (e solo a quello!) che la scuola gli dice. In 3, hanno avuto ad oggi 2 pazienti. Uno dei 2 ha interrotto il percorso di psicoterapia per motivi economici. Io lavoro sulle risorse e non sui deficit, sull'autostima e sulle emozioni, in un ottic "riabilitativa" dei punti di forza della personalità, utilizzando tecniche di rilassamento e tests. Mi sento in confronto a loro più libero, più creativo, meno legato ai dictat delle scuolette, specialmente quando si ha l'impressione - parlando con alcuni allievi specialmente giovani - che quella dalla quale provengono sia l'unica valida. AL momento la realtà è che non ci sono iscritti ai primi anni, gli allievi scarseggiano perché non tutti hanno 20-25 mila euro da investire. E da investire in un percorso di 4 anni che, se per caso deve essere interrotto, viene inesorabilmente vanificato. COme a dire: se inizi, devi finire. Il mercato, invece, è totalemnte fermo. A voi commenti e considerazioni (non parlatemi di strumenti tecnici: i colleghi di cui sopra sono molto delusi ed io sono sempre più convinto che se uno è motivato ed ha passione, con tanti corsi, letture, supervisioni e confronti possa crearsi da sé il proprio stile di lavoro). Ciao
interessante post dadedidò
Anche io sono picologo iscritto all'albo A e non faccio una scuola di psicoterapia.
Per carità, ora campo in altro modo, ma non so se in futuro scegliero di farne una.
Al di là dei costi proibitivi, e al di là della formazione che uno può riceverne (non sempre ottima, ho tanti amici che sono iscritti a scuole di vari orientamenti e non sempre ne sono soddsifatti) credo che spesso le scuole siano principalmente un business che sfrutta egregiamente quella che è la legge italiana in merito all'esercizio della psicoterapia.
Non fraintendetemi, non credo che uno psicologo possa fare meglio il lavoro di uno psicoterapeuta (anzi, non può proprio farlo perché non è di sua competenza fare terapia).
Ma quello che mi chiedo è, oggi, è così vantaggioso iscriversi ad uno di questi corsi, spendere 25.000 euro (più o meno), per poi spesso (non sempre ovviamente) essere di nuovo allo stesso punto dal punto di vista lavorativo?
Proprio non riesco a sopportare che queste scuole facciano pagare tutti questi soldi...è più forte di me.
in realtà mi semba ancora più assurdo che degli specializzandi debbano pagare per specializzarsi.
I medici vi sembra che paghino per fare psichiatria? Premetto che non ho nulla contro i medici, anzi, credo che l'accorpamento della facoltà di Medicina con quella di Psicologia (come a Roma) sia positivo perché mette in risalto il grandissimo lavoro che gli psicologi fanno nel campo della ricerca (un accorpamento con altre facoltà avrebbe probabilmente sminuito questo aspetto!).
E poi...leggendo i curriculum di chi ci insegna in alcune scuole, nutro spesso dubbi sulla loro validità.
Vorrei proprio vedere quali sarebbero i costi che questi signori applicherebbero nelle loro scuole se nessuno si iscrivesse più per i prossimi 5 anni (facendo calare la domanda).
Magari ne guadagnerebbe pure la qualità e la serietà della formazione impartita.
E' un mercato perverso.
Psicoterapeuti che campano sulle spalle di (futuri) psicoterapeuti.
-
Riferimento: Ma 25 mila euro in una specializzazione oggi hanno senso?
Antoniozuf, sono d'accordo sull'assurdità dei costi, perchè purtroppo questo mestiere non deve essere più facile per chi ha soldi, ma per chi ha le potenzialità e i presupposti per farlo (buona stabilità mentale, risorse, creatività, logica). Il criterio più corretto per valorizzare una professione così delicata a contatto con gente sofferente non è di certo questo :zott:
-
Riferimento: Ma 25 mila euro in una specializzazione oggi hanno senso?
25000 intendete una formazione con training analitico, analisi personale, analisi didattica e supervisione, vero? Perché dal mio piccolo - e posso pure sbagliarmi - si trovano anche scuole di specializzazione da 2500-3000 euro annui...
-
Riferimento: Ma 25 mila euro in una specializzazione oggi hanno senso?
Citazione:
Originalmente inviato da
ninfaverde
Antoniozuf, sono d'accordo sull'assurdità dei costi, perchè purtroppo questo mestiere non deve essere più facile per chi ha soldi, ma per chi ha le potenzialità e i presupposti per farlo (buona stabilità mentale, risorse, creatività, logica). Il criterio più corretto per valorizzare una professione così delicata a contatto con gente sofferente non è di certo questo :zott:
infatti ninfaverde...inoltre credo che l'utenza di molti docenti delle scuole siano gli studenti stessi e non clienti esterni (non sempre...e non per tutti i docenti ovvio)...
per questo dico che mi sembra un mercato perverso
-
Riferimento: Ma 25 mila euro in una specializzazione oggi hanno senso?
Citazione:
Originalmente inviato da
Dadedidò
Scusate la brutalità della considerazione. Sono psicologo iscritto all'albo regolarmente abilitato nella sezione cosiddetta "A". Da anni faccio counseling, supporto psicologico, diagnosi, crescita personale. Negli ultimi anni ho avuto più clienti-pazienti io di 3 colleghi psicoterapeuti che fanno "la" psicoterapia col bollino a costi più alti dei miei, che non si fanno pubblicità, che stanno a tutto quello (e solo a quello!) che la scuola gli dice. In 3, hanno avuto ad oggi 2 pazienti. Uno dei 2 ha interrotto il percorso di psicoterapia per motivi economici. Io lavoro sulle risorse e non sui deficit, sull'autostima e sulle emozioni, in un ottic "riabilitativa" dei punti di forza della personalità, utilizzando tecniche di rilassamento e tests. Mi sento in confronto a loro più libero, più creativo, meno legato ai dictat delle scuolette, specialmente quando si ha l'impressione - parlando con alcuni allievi specialmente giovani - che quella dalla quale provengono sia l'unica valida. AL momento la realtà è che non ci sono iscritti ai primi anni, gli allievi scarseggiano perché non tutti hanno 20-25 mila euro da investire. E da investire in un percorso di 4 anni che, se per caso deve essere interrotto, viene inesorabilmente vanificato. COme a dire: se inizi, devi finire. Il mercato, invece, è totalemnte fermo. A voi commenti e considerazioni (non parlatemi di strumenti tecnici: i colleghi di cui sopra sono molto delusi ed io sono sempre più convinto che se uno è motivato ed ha passione, con tanti corsi, letture, supervisioni e confronti possa crearsi da sé il proprio stile di lavoro). Ciao
Scusami Dadedidò,
non ho capito se la tua è veramente una domanda (in tal caso ha il senso che tu vorrai dargli, non il senso che potremmo trovarti rispondendoti), oppure è un'autocelebrazione?
Un saluto
P.S. Rivolto un po' a tutti, una professione deve permettermi di vivere non solo di sopravvivere, comprendo perfettamente certi discorsi; tuttavia i termini come "mercato", quantità di pazienti, costi, ricavi, ..., sono molto limitativi e fuorvianti, sanno tanto da registro di cassa, da mercato delle vacche. L'atteggiamento verso il nostro lavoro, la serietà, la dedizione e soprattutto la passione con cui lo facciamo (che non traspaiono certo dalla terminologia usata ma da un modo di relazionarsi agli altri), si riverbera sugli altri, sulle persone che ci invieranno i pazienti e sui pazienti stessi. In un percorso terapeutico che abbia tempi medi o lunghi e che preveda l'instaurarsi di un certo tipo di relazione, non possiamo trascurare di curare il fattore umano e relazionale e di chiederci costantemente perché lo facciamo (perché il paziente coglie perché siamo li con lui, se è perché dobbiamo pagare un mutuo o perché gli siamo umanamente vicini).
-
Re: Riferimento: Ma 25 mila euro in una specializzazione oggi hanno se
Citazione:
<< P.S. Rivolto un po' a tutti, una professione deve permettermi di vivere non solo di sopravvivere, comprendo perfettamente certi discorsi; tuttavia i termini come "mercato", quantità di pazienti, costi, ricavi, ..., sono molto limitativi e fuorvianti, sanno tanto da registro di cassa, da mercato delle vacche. L'atteggiamento verso il nostro lavoro, la serietà, la dedizione e soprattutto la passione con cui lo facciamo (che non traspaiono certo dalla terminologia usata ma da un modo di relazionarsi agli altri), si riverbera sugli altri, sulle persone che ci invieranno i pazienti e sui pazienti stessi >>.
Caro Megiston, per me i termini mercato, quantità di pazienti, costi e ricavi non sono fuorvianti, né tantomeno da mercato delle vacche. So bene che sono associati concettualmente ed emotivamente al campo dell'economia (spesso vista come puro calcolo razionale al servizio del "vile" denaro), ma sono anche i termini (che vuoi farci, siamo in una società capitalistica) che consentono la sopravvivenza.
Pienamente d'accordo sul discorso che non bisogna solo sopravvivere ma anche vivere.
E pienamente d'accordo sul fatto che il nostro atteggiamento si riverberi sugli altri.
Ma non vedo come parlare dei costi delle scuole, della loro qualità, e del poco mercato in psicologia e in psicoterapia possa sminuire la nostra serietà o addiritttura la nostra passione.
Credo sia normale che uno psicologo voglia guadagnare dal suo lavoro e avere degli incassi. Magari degli alti incassi. Non lo vedo limitante. Anzi.
Se ho molte persone che vengono da me (non mi è mai piacuto più di tanto il termine paziente), forse vuol dire che sono un po' bravo e faccio qualcosa di utile. Mi sembra il minimo voler avere un buon introito da quest'attività.
Nessuno credo che nei post precedenti abbia voluto sminuire il valore della relazione terapeutica o altro.
E, se nel fare un ragionamento dei miei futuri guadagni, ci devo anche mettere il computo delle spese di una scuola di specializzazione, ecco che allora ha senso il post di Dadedidò.
Io personalmente sono convinto che quello delle scuole sia un mercato perverso che è popolato da psicologi\psicoterapeuti che vogliono guadagnare su altri psicologi\futuri psicoterapeuti.
Non c'è niente di illegale in questo.
Solo che 5 anni passati a pagare (profumatamente) questi signori mi sembrano molti.
E non credo che sia sempre un buon investimento (economico e di formazione personale).
Ecco tutto.
Se a questo poi associ la qualità della formazione impartita (non sempre soddisfacente) i dubbi su quanto convenga intraprendere la strada della psicoterapia, almeno in Italia, mi vengono.
Io attualmente mi trovo per studio all'estero, e non ho ancora conosciuto nessuno, dico nessuno, che sia intenzionato a venire in italia a formarsi in psicologia o in psicoterapia.
E questo mi fa molto riflettere.
-
Riferimento: Re: Riferimento: Ma 25 mila euro in una specializzazione
Chiunque la pensi come antoniozuf e dadedidò è giusto non faccia la scuola di specializzazione, io la metto molto sul pratico. Nella vita ci sono scelte che si devono sentire parte del proprio percorso professionale e naturale, se qualcuno non è convinto o reputa che i costi siano superiori ai benefici, è giusto che non si forzi a pensarla diversamente e che anzi cerchi nei colleghi e nella realtà circostante conferma della propria visione delle cose. Io personalmente vedo molti dati contrastanti, tante percentuali non approfondite a dovere e statistiche che purtroppo non fanno che svilire la qualità del nostro lavoro. Non devo fare la psicoterapeuta perchè il mercato è saturo? Ma se dovevo essere tanto pragmatica di sicuro non mi iscrivevo a psicologia, andiamo pure alla radice del problema! Se fosse solo la psicoterapia ad accusare la crisi sarei anche d'accordo, ma non mi risulta che uno psicologo con un master in giuridica o psicodiagnostica se la passi bene, ha speso comunque una barca di soldi per poi doversi spesso buttare anche in una scuola di specializzazione! Per evitare ogni tipo di problemi a questo punto ci si poteva proprio non iscrivere a psicologia e trovare settori più redditizi. Costi-benefici è un bilancio soggettivo, dipende dalla disponibilità, dalle risorse, dalle aspettative ecc... Per qualcuno la formazione in psicoterapia non ha senso, per altri è tutto...Uno psicologo che lavora con pazienti senza aver fatto un' analisi personale per esempio a me fa inorridire, altra questione di punti di vista!:asd:
-
Riferimento: Ma 25 mila euro in una specializzazione oggi hanno senso?
ciao
mi aggiungo, non avendo però il tempo di leggere tutta la discussione. Io riassumo la mia opinione in merito in questo modo:
RAGIONAMENTO DI TIPO 1:
Faccio la scuola perchè non c'è mercato, al tirocinio post-laurea mi sembra di non aver imparato nulla, ho provato a mandare i curriculum a 80000 coperative che nemmeno mi hanno risposto.
RAGIONAMENTO DI TIPO 2:
Faccio la scuola perchè reputo che, al di là di alcune abilità di counseling "di base", ho bisogno di una preparazione teorica più profonda, che mi permetta di affrontare con la dovuta preparazione QUALUNQUE caso mi arrivi, sia che io lavori in uno studio privato oppure che io riesca a trovare in un posto pubblico. Non penso che grazie alla scuola riuscirò a trovare lavoro, perchè per quello ci vuole auto-promozione, voglia di mettersi in gioco e di formarsi continuamente, sicurezza in se stessi e nelle proprie competenze (sebbene ancora embrionali), competenze che si possono acquisire/mantenere/irrobustire solo con tanta tanta formazione, di cui la scuola è solo l'Esempio (con la E maiuscola).
...se uno fa il ragionamento 1, meglio lasciar stare. A chi invece si sente in linea con il ragionamento 2, io dico che investire 25000€ nella scuola ha senso.
Personalmente ho sempre seguito il ragionamento 2, e se tornassi indietro rifarei assolutamente la scelta della scuola che ho iniziato (ora sono al terzo anno).
Prometto che torno e poi mi leggo tutto bene bene bene ;)
baci
Chiara
-
Riferimento: Ma 25 mila euro in una specializzazione oggi hanno senso?
Citazione:
Originalmente inviato da
Dadedidò
Scusate la brutalità della considerazione. Sono psicologo iscritto all'albo regolarmente abilitato nella sezione cosiddetta "A". Da anni faccio counseling, supporto psicologico, diagnosi, crescita personale. Negli ultimi anni ho avuto più clienti-pazienti io di 3 colleghi psicoterapeuti che fanno "la" psicoterapia col bollino a costi più alti dei miei, che non si fanno pubblicità, che stanno a tutto quello (e solo a quello!) che la scuola gli dice. In 3, hanno avuto ad oggi 2 pazienti. Uno dei 2 ha interrotto il percorso di psicoterapia per motivi economici. Io lavoro sulle risorse e non sui deficit, sull'autostima e sulle emozioni, in un ottic "riabilitativa" dei punti di forza della personalità, utilizzando tecniche di rilassamento e tests. Mi sento in confronto a loro più libero, più creativo, meno legato ai dictat delle scuolette, specialmente quando si ha l'impressione - parlando con alcuni allievi specialmente giovani - che quella dalla quale provengono sia l'unica valida. AL momento la realtà è che non ci sono iscritti ai primi anni, gli allievi scarseggiano perché non tutti hanno 20-25 mila euro da investire. E da investire in un percorso di 4 anni che, se per caso deve essere interrotto, viene inesorabilmente vanificato. COme a dire: se inizi, devi finire. Il mercato, invece, è totalemnte fermo. A voi commenti e considerazioni (non parlatemi di strumenti tecnici: i colleghi di cui sopra sono molto delusi ed io sono sempre più convinto che se uno è motivato ed ha passione, con tanti corsi, letture, supervisioni e confronti possa crearsi da sé il proprio stile di lavoro). Ciao
Se sei un docente o titolare della scuola ha senso eccome $$$$$$$$$$$$$$$$$$$ :asd:
-
Riferimento: Ma 25 mila euro in una specializzazione oggi hanno senso?
vade retro, satanaaaa.
Certo i soldi sono i soldi,eh?
Va beh, tanto al terapeuta gli dai del laido e non batte ciglio.
-
Riferimento: Re: Riferimento: Ma 25 mila euro in una specializzazione
Citazione:
Originalmente inviato da
antoniozuf
Caro Megiston, per me i termini mercato, quantità di pazienti, costi e ricavi non sono fuorvianti, né tantomeno da mercato delle vacche. So bene che sono associati concettualmente ed emotivamente al campo dell'economia (spesso vista come puro calcolo razionale al servizio del "vile" denaro), ma sono anche i termini (che vuoi farci, siamo in una società capitalistica) che consentono la sopravvivenza.
Pienamente d'accordo sul discorso che non bisogna solo sopravvivere ma anche vivere.
E pienamente d'accordo sul fatto che il nostro atteggiamento si riverberi sugli altri.
Ma non vedo come parlare dei costi delle scuole, della loro qualità, e del poco mercato in psicologia e in psicoterapia possa sminuire la nostra serietà o addiritttura la nostra passione.
Credo sia normale che uno psicologo voglia guadagnare dal suo lavoro e avere degli incassi. Magari degli alti incassi. Non lo vedo limitante. Anzi.
Se ho molte persone che vengono da me (non mi è mai piacuto più di tanto il termine paziente), forse vuol dire che sono un po' bravo e faccio qualcosa di utile. Mi sembra il minimo voler avere un buon introito da quest'attività.
Nessuno credo che nei post precedenti abbia voluto sminuire il valore della relazione terapeutica o altro.
E, se nel fare un ragionamento dei miei futuri guadagni, ci devo anche mettere il computo delle spese di una scuola di specializzazione, ecco che allora ha senso il post di Dadedidò.
Io personalmente sono convinto che quello delle scuole sia un mercato perverso che è popolato da psicologi\psicoterapeuti che vogliono guadagnare su altri psicologi\futuri psicoterapeuti.
Non c'è niente di illegale in questo.
Solo che 5 anni passati a pagare (profumatamente) questi signori mi sembrano molti.
E non credo che sia sempre un buon investimento (economico e di formazione personale).
Ecco tutto.
Se a questo poi associ la qualità della formazione impartita (non sempre soddisfacente) i dubbi su quanto convenga intraprendere la strada della psicoterapia, almeno in Italia, mi vengono.
Io attualmente mi trovo per studio all'estero, e non ho ancora conosciuto nessuno, dico nessuno, che sia intenzionato a venire in italia a formarsi in psicologia o in psicoterapia.
E questo mi fa molto riflettere.
Caro Antoniozuf,
la psicologia (clinica, per gli altri indirizzi non saprei come vanno le cose) e la psicoterapia non sono mai state in Italia valorizzate, non hanno mai conosciuto un momento d'oro; da sempre, quando ti iscrivevi in una facoltà come quella di psicologia (io mi sono iscritto che era ancora un corso di laurea di magistero, è passata in corso di studi ad essere facoltà autonoma) non sapevi come ti sarebbe andata a finire. In molti fra i colleghi che frequentavano nel mio stesso periodo sono affluiti nell'insegnamento, altri fanno un lavoro che niente ha a che fare con ciò che hanno studiato, solo una piccola minoranza è giunta a fare lo psicologo clinico e/o lo psicoterapeuta.
In Italia non c'è una mentalità diffusa e favorevole riguardo alla psicoterapia e non c'è alcuna sensibilità al problema da parte dello Stato (si stipulano convenzioni con cliniche che erogano terapie mediche, che fanno esami diagnostici come una TAC, una Risonanza Magnetica, un elettroencefalogramma, ma non esiste nessuna convenzione con chi pratica la psicoterapia) e da parte delle assicurazioni, che non riconoscono un trauma psicologico come un danno da risarcire magari pagando alcune sedute psicoterapiche.
Il problema, come vedi, c'è sempre stato, adesso è acuito dalla crisi economica in atto e molti miei colleghi integrano l'attività privata con qualcos'altro, visto che gli studi tendono a svuotarsi e se non hai una buona rete di conoscenze sul territorio non è facile reggere la botta. Questo potrebbe spiegare almeno in parte il motivo per cui molti giovani colleghi non sono propensi a venire a formarsi qui in Italia, ma la questione non è così semplice, non si tratta semplicemente del fatto che qui non esistano scuole eccellenti, esistono eccome, così come esistono scuole serie e docenti di tutto rispetto, con esperienza, passione, curiosità, idee da trasmettere.
Oggi però accade che anche nella clinica, anche in psicoanalisi ... e da tempo, non puoi più sostenere le tue idee soltanto sulla tua esperienza clinica e sul tuo personale prestigio, fascino, carisma o quant'altro; è necessario appoggiarti su dati scientifici, sulla ricerca e molta parte della ricerca clinica, evolutiva, ecc. viene fatta nei paesi anglosassoni ... non credo troverai molti colleghi che vogliano andarsi a formare in Spagna, in Grecia, in Portogallo, in Francia ... per lo stesso motivo, oltre che in Italia, chi può va negli Stati Uniti, o in Inghilterra, o in Svizzera, o in Australia, o in Scandinavia (Svezia, Danimarca ...).
Non conosco la situazione delle scuole di psicoterapia, molti indirizzi psicoterapici non prevedono l'analisi didattica come obbligatoria, ciò accade solo nelle scuole psicoanalitiche di ogni genere e indirizzo esse siano, o nelle scuole psicodinamiche in genere, e anche fra queste bisogna fare delle distinzioni, c'è chi ti obbliga a fare un'analisi con un analista con una certa esperienza, ma non ti obbliga a scegliere fra i didatti del centro, o fra gli associati, ti lascia libero di scegliere (è ciò che è successo a me), così come c'è chi di mattina ti fa lezione e di pomeriggio ti ascolta sul lettino (commistione che io eviterei, perché le due figure devono rimanere distinte, chi ti istruisce e ti valuta non può essere la stessa persona che ti analizza, come sostiene anche Otto Kernberg in quest'articolo: http://www.psychomedia.it/pm/modther...kernberg-1.htm).
In conclusione, ciò che volevo dire non è che non sia importante vivere (e non soltanto sopravvivere), non che non sia importante guadagnare quanto basta al tuo benessere, alla tua formazione (che io intendo come permanente, un analista non può fare una formazione episodica, deve perseguire una formazione permanente), ma che deve scegliere di essere (o non essere) analista non in base a questo tipo di considerazioni (nessuno avrebbe scelto la psicoterapia in base a considerazioni puramente razionali, al calcolo dei costi-benefici, o al puro buonsenso). Scegli di fare lo psicoterapeuta solo ed esclusivamente per passione, questo è ciò che dovrebbe guidare nella scelta, perché qualsiasi altro professionista nel campo della salute guadagnerà sempre e comunque più di noi e avrà necessità di formazione molto minori della nostra; quando lavoravo in un poliambulatorio ero sbalordito dal numero di pazienti in un'ora che riuscivano a visitare gli specialisti in medicina e gli onorari che ne ricavavano: in un paio d'ore tiravano su somme che io mettevo insieme nell'arco di tutta la giornata, anche perché le loro visite sono una tantum o si tratta comunque di cicli brevi, mentre le nostre terapie durano per anni e non puoi chiedere cifre molto elevate.
In ultimo, è vero che c'è poco mercato per molte ragioni, ma questo non perché non ci sia necessità, ma perché in Italia (eccetto che nelle grandi città dove la mentalità è più aperta) la gente che ha problemi preferisce non chiedere alcun tipo di aiuto (riversando pari pari il proprio disagio sulla famiglia, sui servizi sanitari, o sui servizi sociali o interessando la legge e le forze dell'ordine), oppure si rivolge alle religioni, ai maghi, agli stregoni, ai ciarlatani, alle terapie esotiche ed orientali, a soluzioni magiche e miracolistiche. Il mercato in gran parte dovremo crearcelo, questa è la sfida, avvincente per molti versi a cui siamo chiamati; e questo non avviene soltanto con le persone poco acculturate, molto spesso sono ignoranti in materia o molto scettiche anche persone di una certa cultura e fa specie non trovare molte sponde persino nei medici di base (che tendono a gestire loro molti pazienti con tranquillanti vari o inviando ai neurologi), fra gli insegnanti e fra i preti.
Un esempio ad alti livelli, tempo fa si è vista passare in tv una pubblicità progresso che riguardava i problemi di impotenza maschile che diceva di rivolgersi senza vergogna alcuna alla medicina, quando gran parte dei problemi di impotenza ha spiegazione psicologica e uno psicoterapeuta o un sessuologo possono inquadrare meglio di qualsiasi medico di base o di qualsiasi urologo il problema ... ignoranza di Stato?
Un saluto
P.S. Volevo anche aggiungere che non è accettabile prendere a pretesto (magari esagerandolo) lo stato delle cose per la psicoterapia, dire che tutto è uno schifo, che c'è chi se ne approfitta, che vivono solo di studenti e sugli studenti, per non fare una scuola di psicoterapia e poi di fatto improvvisarsi psicoterapeuti (giocando sul fatto che è ambigua la distinzione fra terapia di sostegno e psicoterapia e sul fatto che nessuno verrà ad indagare ciò che fai davvero nel tuo studio). Questo accade con psicologi che non sentono l'esigenza di specializzarsi, ma accade anche con sedicenti counselor che di fatto fanno psicoterapia e si fanno pagare come psicoterepeuti.
-
Riferimento: Re: Riferimento: Ma 25 mila euro in una specializzazione
Se gli psicologi continuano a svalutare la specializzazione in psicoterapia in questo modo, solo perchè spesso inaccessibile dal punto di vista economico (problema che non si risolve parlandone male come la volpe e l'uva), non vedo perchè gente profana della materia dovrebbe valorizzarla.
-
Re: Ma 25 mila euro in una specializzazione oggi hanno senso?
Caro Megiston
Interessante discutere con te.
Condivido veramente quello che hai scritto. Soprattutto per quanto riguarda la formazione all'estero (paesi anglosassoni, ma la francia non la sottovaluterei...).
Non credo (e spero di non esser stato frainteso nei miei post precedenti) che la psicoterapia sia uno schifo.
Anzi. Secondo me uno psicoterapeuta, molto probabilmente, saprà fare meglio il lavoro di "aiuto" di uno psicologo.
Ciò che, ripeto, non mi scende giù (ma è la mia opinione) sono tutti quei soldi che gli specializzandi devono versare per specializzarsi. Mentre questo non avviene per altre discipline come la medicina (e ripeto: non ho niente contro i medici, anzi ho visto molti lati positivi nell'accorpamento con la facoltà di Medicina a Roma, perché così si potrà valorizzare ancora di più l'enorme contributo che la psicologia dà nella ricerca).
Solo questo: pagare una barca di soldi (almeno per me), per una fomazione che in italia, spesso, non è qualificante (soprattutto se paragonata con quella che si fa all'estero).
La cosa che mi "spaventa" è l'impressionate numero di scuole private che c'è in italia...mi dà proprio l'idea del business! Business che forse non si accompagna sempre alla qualità (molti miei colleghi si lamentano delle loro scuole, e sono dei più svariati indirizzi).
Per inciso, quando mi sono iscritto a psicologia volevo fare lo psicoanalista. Poi con il tempo ho cambiato un po' la mia visione del mio percorso professionale.
Ma per il futuro chissà... Ora sicuramene questa idea è abbastanza lontana da me.
-
Re: Riferimento: Re: Riferimento: Ma 25 mila euro in una specializzazi
Citazione:
Originalmente inviato da
ninfaverde
Se gli psicologi continuano a svalutare la specializzazione in psicoterapia in questo modo, solo perchè spesso inaccessibile dal punto di vista economico (problema che non si risolve parlandone male come la volpe e l'uva), non vedo perchè gente profana della materia dovrebbe valorizzarla.
Cara NInfaverde
almeno per quello che mi riguarda, non è il caso della volpe e l'uva.
Ho scelto di investire i miei soldi e il mio tempo in un altro tipo di percorso professionale (dottorato).
Che sicuramente, te lo assicuro, è molto meno remunerativo rispetto all'essere psicoterapeuti un domani...
Ma credo mi possa formare meglio per quello che voglio fare.
Sul fatto di svalutare le scuole di psicoterapie?
Ho espresso la mia opinione (magari anche simile a quella di altri colleghi), spero argomentandola abbastanza chiaramente.
Non credo che tacendo si faccia il bene di una disciplina.
Certo, io non ho esperienza diretta in una scuola, ma già il business che le circonda (da opsonline risulta che solo nel lazio ce ne sono 66!!) mi spinge a stare (almeno per ora) lontano da loro.
Magari sarò prevenuto senza motivo.
Magari no.
-
Riferimento: Ma 25 mila euro in una specializzazione oggi hanno senso?
sono d'accordo con Magiston, che le scelte vanno fatte per passione e non solamente guardando l'aspetto econo èmico, però pur vero che anche il confronto entrate/uscite, in un momento di crisi come il nostro, non può essere non considerato.
Quindi sì alla scuola specialistica, ma occhio alla spesa..
-
Riferimento: Re: Ma 25 mila euro in una specializzazione oggi hanno se
Citazione:
Originalmente inviato da
antoniozuf
Caro Megiston
Interessante discutere con te.
Condivido veramente quello che hai scritto. Soprattutto per quanto riguarda la formazione all'estero (paesi anglosassoni, ma la francia non la sottovaluterei...).
Non credo (e spero di non esser stato frainteso nei miei post precedenti) che la psicoterapia sia uno schifo.
Anzi. Secondo me uno psicoterapeuta, molto probabilmente, saprà fare meglio il lavoro di "aiuto" di uno psicologo.
Ciò che, ripeto, non mi scende giù (ma è la mia opinione) sono tutti quei soldi che gli specializzandi devono versare per specializzarsi. Mentre questo non avviene per altre discipline come la medicina (e ripeto: non ho niente contro i medici, anzi ho visto molti lati positivi nell'accorpamento con la facoltà di Medicina a Roma, perché così si potrà valorizzare ancora di più l'enorme contributo che la psicologia dà nella ricerca).
Solo questo: pagare una barca di soldi (almeno per me), per una fomazione che in italia, spesso, non è qualificante (soprattutto se paragonata con quella che si fa all'estero).
La cosa che mi "spaventa" è l'impressionate numero di scuole private che c'è in italia...mi dà proprio l'idea del business! Business che forse non si accompagna sempre alla qualità (molti miei colleghi si lamentano delle loro scuole, e sono dei più svariati indirizzi).
Per inciso, quando mi sono iscritto a psicologia volevo fare lo psicoanalista. Poi con il tempo ho cambiato un po' la mia visione del mio percorso professionale.
Ma per il futuro chissà... Ora sicuramene questa idea è abbastanza lontana da me.
e come mai in Italia non è qualificante per voi terapeuti?
E' vero o è il solito vizio di dire che all'estero è tutto meglio, quando invece per esempio lo studioso che a Ginevra ha fatto quella scoperta sui neutrini viene da un "povero" liceo vicino a casa mia.
-
Riferimento: Ma 25 mila euro in una specializzazione oggi hanno senso?
volevo chiedere come si conciliano le critiche alla propria formazione, col "rispetto" che, diciamo, tutti i terapeuti portano al proprio maestro, o formatore, o come lo volete chiamare, tenuto conto che a noi pazienti spesso ci chiamano discepoli o giù di lì, presi mano nella mano.
e molti terapeuti serbano una forma di affetto/gratitudine per il proprio analista, ho sentito qualche testimonianza in proposito, che poi trasmettono a loro volta.
che rapporto avete con i vostri "insegnanti"?
-
Riferimento: Ma 25 mila euro in una specializzazione oggi hanno senso?
Citazione:
Originalmente inviato da
complicata
volevo chiedere come si conciliano le critiche alla propria formazione, col "rispetto" che, diciamo, tutti i terapeuti portano al proprio maestro, o formatore, o come lo volete chiamare, tenuto conto che a noi pazienti spesso ci chiamano discepoli o giù di lì, presi mano nella mano.
e molti terapeuti serbano una forma di affetto/gratitudine per il proprio analista, ho sentito qualche testimonianza in proposito, che poi trasmettono a loro volta.
che rapporto avete con i vostri "insegnanti"?
Ma che gente hai frequentato?
-
Riferimento: Ma 25 mila euro in una specializzazione oggi hanno senso?
Un sacco di gente psi col nome che scrive sui forum, e lascia via via le sue testimonianze, perchè?
e' gentaccia?
-
Re: Ma 25 mila euro in una specializzazione oggi hanno senso?
Citazione:
e come mai in Italia non è qualificante per voi terapeuti?
E' vero o è il solito vizio di dire che all'estero è tutto meglio, quando invece per esempio lo studioso che a Ginevra ha fatto quella scoperta sui neutrini viene da un "povero" liceo vicino a casa mia.
Cara complicata
Non sono uno psicoterapeuta, quindi credo che il "voi" non fosse riferito a me.
Provo comunque a darti una risposta sulla questione "qualità-estero".
Solitamente leggo vari articoli scientifici che si occupano di psicolgia e/o di psicoterapia.
E non è così comune trovare autori italiani (purtroppo conta sicuramente molto il fattore lingua, ovvero scrivere in lingua inglese, ma un sacco di giapponesi, tedeschi, olandesi, etc. pubblicano importanti ricerche).
Solitamente i "grossi" nomi, purtroppo, non lavorano in italia.
Un esempio è proprio quello che hai citato tu.
Il Prof. Antonio Ereditato, che è a capo del gruppo che ha scoperto che i neutrini viaggiano più veloci della luce, è italiano, ma insegna all'università di Bern (Svizzera).
Nessuno sta dicendo che gli italiani non siano bravi (anzi, all'estero sono molto apprezzati per la ricerca).
E' la ricerca (e di conseguenza la formazione che da essa discende) che si fa in italia che, per me, non sempre è all'altezza di quella all'estero.
Questo non vuol dire che non ci siano in Italia centri di eccellenza.
Ci sono.
Eccome!
Pubblici e Privati.
Ma se vedo che ci sono 66 scuole private di psicoterapia solo nel lazio... ho un po' di dubbi sul fatto che si punti sull'eccellenza...ma di più (secondo me) sul business.
Ma ripeto.
Questo è il mio punto di vista sulle scuole di psicoterapia in Italia.
E questo, unitamente ai loro esosi costi, mi lascia a volte il dubbio sulla bontà di intrapendere questo percorso formativo.
So che ci sono alcune buone scuole private (non faccio i nomi per non fare pubblicità) e i loro prezzi sono sui 25.000 per cinque anni.
A questo punto si possono aprire alcuni scenari:
1- Se uno vuole fare lo psicoterapeuta, e ha i soldi, secondo me, fa bene ad iscriversi ad una di queste scuole in Italia. Ma può anche andarsene all'estero.
2- Se uno non sa se vuole fare lo psicoterapeuta, ma ha i soldi, secondo me, dovrebbe pensarci molto ma molto bene sulla bontà di tale investimento.
3- Se uno vuole fare lo psicoterapeuta, ma non ha i soldi, secondo me, dovrebbe pensarci bene sulla bontà di tale investimento. Soprattutto in Italia. Forse, ancora di più in quest'ultimo caso, mi farei un paio di conti se non vale la pena investire i miei soldi (quei pochi..) all'estero (es. Inghilterra, Olanda) dove le probabilità di lavoro future sono sicuramente maggiori.
Ovvio non sto considerando relazioni sentimentali che possono incidere sulla scelta di non partire. Ma se uno non ha forti legami, allora nello scenario 3, il discorso di formarsi all'estero prenderebbe sempre più valore (almeno per me).
Devo fare una spesa? Tanto vale farla bene e provare ad andarmene in un centro di reale eccellenza.
Ciao
-
Riferimento: Ma 25 mila euro in una specializzazione oggi hanno senso?
Rileggendo tutti gli interventi, mi viene spontaneo aggiungere qualcosa e specificare (spero tra l'altro che il richiamo a "certa gente" non fosse riferito a me ma non credo, perché non vedo motivi : ) ). La mia idea che ho espresso come inizio di questa discussione non ha a che fare con TUTTE le scuole di psicoterapia. E' ovvio che ce ne sono molte di buon livello, almeno credo. Ma sfido chiunque a non riconoscere il fatto che la formazione in psicoterapia in questo paese sia diventata solo e soltanto un problema di SOLDI.La verità purtroppo è che il 99% di noi (percentuale "metaforica") vive facendosi sfruttare da qualche cooperativa sociale oppure sopravvivendo in un'onlus oppure cercando di fare l'educatore magari privatamente. Se poi è più sfortunato (e non è ricco di famiglia) vende panini al Mc Donald's o lavora 8 ore al giorno in un call center. Secondo voi è giusto che, dopo aver sborsato milioni e milioni per gli anni universitari, gli si chieda pure di spendere 25-30 mila per "completare" la sua formazione che gli viene costantemente inquadrata come "incompleta"? Non è un discorso da volpi e da uve. E' la constatazione che a fronte di un mercato saturo e sostanzialmente immobile (perché nel momento in cui ci accingiamo a campare della nostra libera professione nel 2011 non possiamo ignorare che un mercato ESISTE e che bisogna "farci i conti"..) la psicoterapia al momento NON HA ABBASTANZA MERCATO. Questo significa che raramente troverete uno psicoterapeuta che campa esclusivamente dei proventi del suo lavoro. Ma troppo spesso ci dimentichiamo (e io ancora non capisco perché ancora oggi ci facciamo convincere che non sia così..!) che LO PSICOLOGO NON FA SOLAMENTE PSICOTERAPIA. La verità è che lo psicologo dovrebbe saper fare anche altro, e cioè consulenza, counseling psicologico (non sono la stessa cosa, meglio ricordarlo sempre), testing, diagnosi, supporto, riabilitazione. Tutte prestazioni che SE FATTE CON ONESTA' E COMPETENZA non sono servizi "venduti al posto della psicoterapia", sono ALTRO. Tutto sta ovviamente in COME SI LAVORA, con quali presupposti teorici e con quale impostazione tecnica. Ma tutti noi giovani psicologi penso dovremmo iniziare a renderci conto che il "mercatino" della formazione ha raggiunto in Italia dei livelli incredibili, dei costi senza controllo. Dovremmo inizare NOI a rivalutarci IN QUANTO PSICOLOGI (vi ricordo che in questo paese esiste l'ablo degli psicologi, non quello degli psicoterapeuti; il fatto di esercitare o meno la psicoterapia è solamente una specifica che ha a che fare con il fatto se si utilizza o meno un certo strumento), formandoci anche scegliendo da sé il proprio percorso di corsi, conferenze, seminari, letture, autori, supervisioni mirando a costruirci una personale identità professionale che ci possa anche aiutare a differenziarci gli uni dagli altri, a differenziare i servizi che offriamo (chi ha detto che servano solo psicoterapeuti?) e ad essere il più possibile consapevoli dei nostri punti di forza e dei nostri limiti. ciao ciao
-
Riferimento: Ma 25 mila euro in una specializzazione oggi hanno senso?
Citazione:
Originalmente inviato da
complicata
Un sacco di gente psi col nome che scrive sui forum, e lascia via via le sue testimonianze, perchè?
e' gentaccia?
Purtroppo lo puoi dire forte...:tajo:
-
Riferimento: Ma 25 mila euro in una specializzazione oggi hanno senso?
Dadedidò, il tuo discorso sostanzialmente è condivisibile, ma ricordiamo che non è lo psicologo a poter fare anche psicoterapia (per legge non è possibile), bensì è lo psicoterapeuta a poter fare anche lo psicologo (o medico a seconda dell'albo di appartenenza e della propria formazione). E' giusto ricordare l'importanza del proprio percorso di studi e valorizzare al massimo i titoli, ma la scuola di specializzazione in psicoterapia per chi voglia lavorare con patologie pervasive o percorsi di cambiamento la ritengo molto importante, oltre a ritenere di cruciale importanza la terapia fatta in prima persona (visto che a psicologia ce sono a bizzeffe di pazzoidi :jd:). Poi se si vogliono offrire altri servizi, che nulla hanno a che vedere con la psicoterapia, la scuola è uno spreco di soldi.
-
Riferimento: Ma 25 mila euro in una specializzazione oggi hanno senso?
Citazione:
Originalmente inviato da
Dadedidò
Ma sfido chiunque a non riconoscere il fatto che la formazione in psicoterapia in questo paese sia diventata solo e soltanto un problema di SOLDI.
Non funziona così in genere, se uno fa un’affermazione del tipo: “la formazione in psicoterapia in questo paese è diventata soltanto un problema di SOLDI” è lui a dover dimostrare la sua tesi con degli argomenti, si spera solidi, non è che se ne può uscire con uno “sfido chiunque a dire che sia falso”.
Comunque, se vogliamo fare un discorso serio sul problema io sono favorevole e inizierei col porre la questione: “Perché le specializzazioni in medicina sono corroborate di borsa di studio (esigua certo, ma esiste), mentre quelle di psicologia non lo sono ... anzi bisogna pagare pure per accedervi?”, e poi: “Perché non è riconosciuto un danno psicologico per cui lo Stato e le assicurazioni retribuiscano prestazioni psicoterapeutiche anche facendo affidamento agli studi privati, visto che di fatto la legge 180, che prevedeva la diagnosi e la cura (prestazioni prettamente psicologiche), non è applicata visto che mancano proprio gli psicologi assunti nei centri di salute mentale e nei CPS, tanto da essere nella maggior parte dei casi soltanto dei distributori di psicofarmaci (come già i SerT sono diventati distributori di metadone), con psichiatri che ti dedicano (quando possono) 15 minuti ogni tre mesi, non guardandoti in faccia, rigirando la penna fra le mani, facendoti domande di routine per monitorare il farmaco, visto che sono nell’impossibilità di erogare terapia psicologica?
Le scuole di psicoterapia colmano il vuoto, è ovvio che c’è chi istituisce una scuola per sbarcare il lunario, è possibile che cerchino di guadagnarci anche qualcosa (ma la mia esperienza è che in altri casi lo si fa per pura passione, e il gettone di presenza per le lezioni spesso copre appena le spese di trasferta, a meno che non sei una star internazionale della psicoanalisi ... Lacan, ad esempio, quando veniva in Italia esigeva soltanto hotel e ristoranti di lusso).
Sulla consuetudine inveterata di mischiare l’attività didattica con quella terapeutica, ho già detto sul commento precedente, non trovo corretto che il docente sia anche analista di alcuni dei suoi discenti.
Ribadisco che di scuole serie, guardando nel mucchio, chiedendo in giro a chi le frequenta o a chi le ha frequentate, e soprattutto fidandosi del proprio naso, ce ne sono; ribadisco che se vuoi fare clinica davvero non puoi fare a meno di fare una scuola di psicoterapia (in Italia o altrove); dico che questa svalutazione estrema delle scuole, o la questione dei prezzi elevati di formazione potrebbe essere in alcuni casi, non in tutti, un comodo alibi per fare psicoterapia senza fare una specifica formazione.
In molti aprono bottega senza arte né parte, o con brevi formazioni pseudo-psicoterapiche in cui si parla di sostegno, di valorizzazione delle risorse ... in cui in sostanza si semplificano pericolosamente problemi seri e serissimi ... salvo poi scaricarli alla prima avvisaglia di tempesta.
Abbiamo a che fare con persone che soffrono, con persone con cui dobbiamo essere disposti a esplorare mondi psichici inesplorati, con persone che ci affidano le loro angosce, le loro tristezze, la fatica estrema di vivere e anche la loro stessa vita.
Non avere una preparazione adeguata può essere catastrofico, per noi e per lui, e nel migliore dei casi può inficiare quella fiducia che sarà estesa all’intera categoria e che può mettere a serio rischio la possibilità di un nuovo intervento psicoterapeutico serio.
Spesso vedo gente che si improvvisa psicoterapeuta non essendolo o che apre il suo setting a situazioni nuove (la coppia, la famiglia, il gruppo, l’adolescente, il bambino) senza avere una preparazione seria alle spalle, sulla base della lettura di libri, sul sentito dire, sul: “ti do io qualche dritta” del collega che almeno lui un master l’ha frequentato, o spinto dalla necessità di avere pazienti!
Citazione:
Originalmente inviato da
Dadedidò
(vi ricordo che in questo paese esiste l'ablo degli psicologi, non quello degli psicoterapeuti; il fatto di esercitare o meno la psicoterapia è solamente una specifica che ha a che fare con il fatto se si utilizza o meno un certo strumento)
Esiste un albo degli psicoterapeuti, esercitare una psicoterapia senza aver frequentato e essersi diplomati in una qualsiasi scuola di psicoterapia è un reato e si rischia inoltre la radiazione dall’albo degli psicologi. Molti aprono bottega e queste botteghe sono, purtroppo, parte in causa nella svalutazione che si fa oggi della terapia psicologica ... un paziente puoi anche mistificarlo per un certo periodo di tempo, presentargli come mirabolanti rimedi che al massimo sono equiparabili ai pannicelli caldi in caso di febbre tifoide ... però prima o poi capisce l’inganno e quando lo capisce s’incavola di brutto .. ho sentito di studi psicologici completamente sfasciati ... persino le pietre laviche usate calde da apporre sulla schiena nei punti del chackra del paziente sono finiti in mezzo alla strada e lo stereo con la musica rilassante è finito in mille pezzi contro la parete.
Au revoir mes amis
P.S. Io "campo" esclusivamente con i proventi della mia attività professionale ... non campo "solo" di psicoterapia ... mi piacciono molte altre cose.
-
Riferimento: Ma 25 mila euro in una specializzazione oggi hanno senso?
Gentile "Megiston Matema" (...che nomignolo inquietante..!) mi vedo costretto a ribattere a tante imprecisioni ed esagerazioni. Dunque, prima di tutto credo che il primo e più pertinente "argomento solido" sia la quantità di denaro che viene richiesta in media agli iscritti alle suddette scuole, in un momento di crisi economica come questo durante il quale la stragrande maggioranza di noi "campa" facendo l'educatore (se è fortunato) altro di non attinente alla psicologia se è più sfortunato (e non proviene da una famiglia ricca!). Per il tuo "campare" di libera professione, bene: complimenti. Purtroppo non è così per molti. E molti, te lo assicuro, di quelli che non riescono a vivere esclusivamente dei proventi della propria libera professione sono pure bravi. Ribadisco: non esiste un albo degli psicoterapeuti. Informati meglio; l'unico albo riconosciuto dallo stato italiano è quello degli psicologi. Quello degli psicoterapeuti è un elenco tenuto da ogni ordine regionale per quanto riguarda i propri iscritti. Per quanto riguarda"panicelli caldi" o "pietre calde" o impianti stereo fracassati contro i muri....bah! A parte la mia valutazione personale di un'ironia sciocca, insulsa e pure fuori luogo (nessuno qua "difendeva" sedicenti "terapie alternative" o pratiche new age) vorrei sottolineare per l'ennesima volta che, a fronte della folla di sedicenti counselors diplomati in scuole e scuolette private, ci sono anche tanti PSI-CO-LO-GI che praticano il COUNSELING PSICOLOGICO, la consulenza, la diagnosi e il supporto con serietà e competenza (dunque, senza "venderli" come fossero psicoterapia e non al posto di essa cioè rifiutando di prendere in carico casi con una psicopatologia diagnosticata).
A bientot
-
Riferimento: Ma 25 mila euro in una specializzazione oggi hanno senso?
Citazione:
Originalmente inviato da
Dadedidò
Gentile "Megiston Matema" (...che nomignolo inquietante..!)
Trovi? Io, invece, trovo molto più inquietante Dadedidò ... mah, de gustibus, non disputandum est ... gentile Dadedidò :D.
Vorrei precisare che non sono docente in nessuna delle scuole oggi esistenti sul suolo nazionale, né ho altri incarichi di alcun genere, non ho nessun tipo di interesse con alcuna di loro, al momento attuale non ho in terapia nessuno per un’analisi cosiddetta “didattica” e non ho né ho mai avuto agevolazioni dalle scuole, ne continuo a frequentare una solo a titolo di proficuo scambio professionale e umano, per simpatia, per stima ... ed è la scuola presso cui mi sono formato.
Volevo aggiungere anche che io non difendo le scuole in genere, difendo soltanto le scuole che formano con serietà e passione.
Questo per sgombrare il campo dai facili fraintendimenti che si possono verificare.
Io sono profondamente convinto che un laureato, uno specializzato, una persona qualificata nel suo campo sia in genere una ricchezza per il Paese presso cui lavora; uno Stato serio non soltanto dovrebbe promuovere delle condizioni formative allettanti, investire in formazione e ricerca, attirare persone da altre parti del mondo a formarsi e a lavorare nel nostro territorio, dovrebbe anche incentivare economicamente chi, avendone le capacità, non può permettersi i costi elevati di formazione.
Questo da noi non avviene per niente o avviene parzialmente secondo logiche lobbistiche (vedi le specializzazioni mediche universitarie, non esistono specializzazioni mediche al di fuori dell’università e degli ospedali pubblici e privati ma convenzionati ... e penso ad esempio al San Raffaele di Milano, ma non solo).
Chi vuole una specializzazione in psicoterapia (qualcosa si sta muovendo in ambito psicologico, ma la psicoterapia è un altro discorso) deve rivolgersi ad istituti privati; il Ministero chiede il rispetto di alcuni requisiti formali, ma sulla qualità dell’insegnamento e sui costi nessun Ministero può sindacare, ammesso che una burocrazia ministeriale possa essere in grado di valutare la qualità e di imporre dei costi.
Ribaltando la questione, proprio i vituperati costi (purtroppo) mi garantiscono una buona qualità d’insegnamento, perché le strutture costano, la formazione dei docenti anche, far venire delle grosse personalità e inserirle nel contesto educativo pure, e costa anche organizzare eventi.
Io posso dire che nei quattro anni in cui ho frequentato la mia scuola ho avuto modo di incontrare quanto di meglio ci sia in giro in ambito psicoanalitico, ho partecipato a seminari, corsi di studio, sezioni puramente cliniche, ho incontrato cultori di altre discipline che hanno via via arricchito il mio punto di vista teorico e il mio modo clinico di lavorare, ho partecipato ad un congresso internazionale dove ho potuto ascoltare e ho potuto confrontarmi col gotha della psicoanalisi mondiale, ho avvertito i nuovi fermenti, le nuove frontiere di ricerca, ho assorbito punti di vista dell’epistemologia, della ricerca sull’età dello sviluppo, delle neuroscienze, del cognitivismo, delle teorie sistemiche, della psicologia sociale, delle ricerche sui processi e sugli esiti delle varie psicoterapie, ... e tutto ciò è stato un ottimo punto di partenza per arricchire sempre di più la mia preparazione e lanciarla in una formazione permanente.
Per far questo ci vogliono i SOLDI e non rimpiango nessun centesimo di ciò che ho speso; pensa che oltre ai costi delle tasse annuali rateizzate in tre tranches (che non erano poi così elevate, a giudicare dai corrispettivi di altre scuole), pagavo un’analisi a tre sedute settimanali, le supervisioni, il costo dei libri e del materiale didattico, e i costi elevati delle trasferte ogni volta che c’era lezione (perché vista la distanza era tale che dovevo fermarmi fuori sede ogni volta).
Non essendo discendente di alcuna delle italiche famiglie di miliardari né il rampollo di qualche ricco bananiere sudamericano, né figlio di Bill Gates o di Steve Jobs (“Stay foolish, stay hungry” diceva lui che era miliardario ... praticamente il suo idolo, quello che più di tutti incarna questa filosofia di vita, era Hannibal Lecter), ho fatto i salti mortali per portare avanti tutto questo ed uscirne vivo.
Sull’albo hai ragione tu a livello formale, ho ragione io a livello sostanziale ... in Veneto di fatto esiste un albo degli psicoterapeuti con tanto di numero che chi vuole può verificare ... è riconosciuto dallo Stato? Non lo so e francamente non me ne frega niente, mi basta poter dare ai miei pazienti le informazioni corrette circa la mia formazione e i miei titoli, se lo desiderano e sono contento che tutto questo possano verificarlo.
Sul Counseling esiste un dibattito fiume su cos’è in realtà e se non si intersechi in realtà con la psicoterapia, se si tratta di qualcosa che nulla ha a che fare con la patologia e con la terapia, allora trovo inspiegabile tutta la questione che stai ponendo: se tu produci vino e io produco pane, la gente verrà da te se vuole il vino e da me se vuole il pane, non capisco perché un vinaio dovrebbe lamentarsi sui costi delle scuole per diventare panettiere e, soprattutto, non capisco perché un vinaio debba dire ai panettieri che lui ha più clienti-pazienti (l’uso del termine paziente sarebbe improprio per il counseling), che è più libero, che può farsi la pubblicità, che lui utilizza le “risorse” e non il “deficit” (mio caro ma che informazioni hai sulla psicoterapia, forse dovresti un po’ rivederle, rinverdirle, e non confrontarti con gli psicoterapeuti per pregiudizi o cercando di stabilire quanto è meglio ciò che fai tu ...).
Tu fai pensare, soprattutto nel primo messaggio (ma anche negli altri) che ci sia molta sovrapposizione fra ciò che fai tu e una psicoterapia analitica, che non è soltanto terapia (nel senso di “occupiamoci dei tuoi problemi”) ma è soprattutto un percorso di crescita esistenziale di una persona. Forse cambia il modo in cui questa cosa viene portata avanti, ma in definitiva l’obiettivo è una maturazione dell’essere umano paragonabile alla paideia greca, all’askesis, a ciò che si insegnava nelle grandi scuole filosofiche dell’antichità, agli esercizi spirituali che alcuni ordini monastici fanno periodicamente, alle botteghe artigiane del rinascimento (da cui sono venuti fuori Leonardo, il Perugino, Michelangelo, Raffaello, ...).
Il sintomo, ciò per cui una persona si rivolge ad uno specialista, è soltanto un grido d’allarme e nel contempo un tentativo maldestro e inefficace di soluzione di un problema esistenziale; quando hai affrontato questo il sintomo decade e diventa obsoleto come un cappotto nel mese di luglio, perché non ha più alcuna ragione d’essere.
Ciao
-
Riferimento: Ma 25 mila euro in una specializzazione oggi hanno senso?
Sgomberando il campo - senza offesa ovviamente, è solamente la mia impressione - dall'alone di pesante autoreferenzialità e ridondanza che traspare e aleggia sul commento precedente, vorrei specificare per l'ennesima volta che quando il counseling è fatto bene e cioè con attenzione, competenza, serietà, deontologia e onestà si guarda bene dal sovrapporsi alla psicoterapia, che è una cosa diversa. Tanto è vero che nel nostro tariffario quest'ultima è presente in 2 o 3 voci distinte dalla consulenza e dal supporto psicologico (prestazioni vicine al counseling propriamente detto). Personalmente, pur non avendo disponibilità economica tale da potermi permettere il "gotha" delle scuole psicanalitiche o convegni internazionali o costosissime analisi personali (e sono sempre più convinto che siamo in molti ahimé in questa triste situazione!) cerco con enormi sacrifici di continuare a formarmi per ciò che faccio nella mia professione (libri, corsi, supervisione ed un percorso di terapia personale..quella sì!). Il mio discorso di "confronto" tra chi pratica la psicoterapia e chi pratica il counseling (che è pienamente autorizzato dal nostro ordine con la corretta dicitura "counseling psicologico") come altre volte non è stato compreso. Curioso che tutte quelle volte avessi a che fare con psicoterapeuti "col bollino" ministeriale, tutti accomunati da un atteggiamento di sostanziale sprezzo e superiorità nei confronti del counseling. Counseling che - ormai sviluppatosi e affermatosi in molti paesi esteri (quelli VERAMENTE evoluti e moderni, dove la cultura non è "ostaggio" delle lobby, dove i costi della formazione non raggiungono livelli vergognosi, dove la cultura psicoterapeutica sta evolvendo DAVVERO verso un modello integrato). Convinto che il famoso discorso del grande Steve Jobs abbia davvero molto da insegnare e soprattutto a noi abitanti di questo piccolo paese così malconcio in termini di progettualità, modernità e prospettive, continuo a fare del mio meglio impegnandomi a crescere umanamente e professionalmente con le piccole risorse economiche che ho a disposizione. E con umiltà, passione per questo lavoro e onestà. Spero solamente (ma credo che sarà comunque il mercato stesso a breve a "scuotere" bene la situazione) di incontrare sempre meno convinzioni antiche (e fondamentalmente errate) sulla psicoterapia come unico percorso valido e necessario. CIAO
P.S. Senza offesa, ma il tuo non comprendere il discorso su "deficit" e "risorse" a proposito del counseling e della psicoterapia mi conferma quanta ignoranza e quanti pregiudizi gravino sulla (e alcune volte "nella") nostra professione.
DADEDIDO'
-
Re: Ma 25 mila euro in una specializzazione oggi hanno senso?
Citazione:
Forse cambia il modo in cui questa cosa viene portata avanti, ma in definitiva l’obiettivo è una maturazione dell’essere umano paragonabile alla paideia greca, all’askesis, a ciò che si insegnava nelle grandi scuole filosofiche dell’antichità, agli esercizi spirituali che alcuni ordini monastici fanno periodicamente, alle botteghe artigiane del rinascimento (da cui sono venuti fuori Leonardo, il Perugino, Michelangelo, Raffaello, ...).
Ma de che stamo a parlà?
Della paideia greca e dell'askesis? Delle botteghe artigiane?
Me so perso...
-
Riferimento: Ma 25 mila euro in una specializzazione oggi hanno senso?
non preoccuparti, succede, nei forum:argh::asd:
Te leggi l'ultima frase, nun te curà di lor ma guarda e passa....
Se scrivessero dei post più corti, invece dell'"ODISSEA" e dell'"ILIADE" messe insieme, forse si capirebbe di più.
E per forza uno se perde!:))))
-
Riferimento: Ma 25 mila euro in una specializzazione oggi hanno senso?
ciao, Complicata e AntonioZuf...un saluto e una bella stretta di mano....ho la sensazione che voi abbiate compreso in pieno quello che cercavo di dire all'inizio; .....GRAZIE. : )
-
Riferimento: Ma 25 mila euro in una specializzazione oggi hanno senso?
Caro Didò (anche tu sei ridondante con tutte ‘ste D + vocale; perdonami se abbrevio il tuo nick, perché se no poi mi dicono che scrivo iliadi e odissee ... e meno male che qualcuno le ha scritte, insieme alla Commedia ... perché adesso abituati ai xché e ai ki dei messaggini cellulari se non si parla per slogan non ci si capisce),
io volevo solo ribadire che, così come ci sono counselor seri ci sono scuole serie, scuole per cui val la pena di investire tempo, affetti e denaro. Questo per non scadere nella tentazione di fare di tutta l’erba un fascio, di dare informazioni prive di fondamento a chi sta pensando al suo futuro e di penalizzare professionisti che lavorano seriamente.
Per il resto, mi pare sempre più chiaro che il motivo di questo tuo thread sia il tuo problema rispetto ai colleghi psicoterapeuti e non, come vorresti farlo apparire, una questione di serietà, di malcostume diffuso o d’altro.
Non ho alcuna intenzione di farti da sponda ulteriormente in questa polemica sterile e stucchevole, dunque, chiudo col commento e col tuo thread facendoti semplicemente e umilmente osservare che la questione “deficit”/”risorse” è una questione vetusta, superata, forse l’unico scopo che credo possa avere oggi è quello di aumentare a buon mercato l’autostima di qualcuno che crede di essere più in gamba di qualcun altro solo perché lui lavora con le “risorse”, mentre gli altri sono fermi al “deficit” ... qui l’unico deficit mi sembra quello di conoscenza, esistono ottimi manuali che parlano delle psicoterapie, come operano, cosa fanno ... non troverai nemmeno più questi termini, perché sono paleo-psicoterapia, la questione deficit/risorse è stata sollevata qualche decennio fa e oggi non ha più senso di esistere.
Ciao
-
Riferimento: Re: Ma 25 mila euro in una specializzazione oggi hanno se
Citazione:
Originalmente inviato da
antoniozuf
Ma de che stamo a parlà?
Della paideia greca e dell'askesis? Delle botteghe artigiane?
Me so perso...
Antoniozuf,
c'hai ragione, buttate li 'ste cose vogliono dire poco, andrebbe dedicato loro un respiro un po' più ampio perché non sono sciocchezze, ma al momento non ne ho né voglia né tempo. Ti do solo qualche indicazione generale, Jung ha fatto risalire le origini della Psicologia Analitica agli antichi alchimisti; non si trattava solo di trovare la pietra filosofale o l'elisir dell'eterna giovinezza, attuavano un processo di crescita spirituale e si tramandavano il sapere da maestro ad allievo; lo stesso accadeva nei cenacoli delle antiche scuole filosofiche, lo stesso accadeva nelle botteghe artigiane del rinascimento, lo stesso presso alcuni ordini monastici, lo stesso accade adesso nelle scuole di psicoanalisi. Lo so, è fuori dal tempo un discorso del genere, oggi prevale l'impresa sulla bottega artigiana, oggi l'artigiano fa solo ridere, oggi basiamo il nostro sapere sulle tecniche, sulle competenze professionali, oggi non ci chiediamo più cosa vuol dire vivere e se esiste ancora una scientia bene vivendi. Oggi se uno ha l'ansia vuole qualcuno che gliela tolga, se uno ha un problema si rivolge a chi gli può dare dei consigli per risolverlo ... quasi più nessuno si chiede cos'è l'ansia, perché mi è venuta, che senso ha nella mia vita adesso, cos'è questo problema che ho, perché non mi si accende la scintilla della curiosità e mi rivolgo a qualcuno che mi aiuti a capire e a capirmi?
Ciao
-
Riferimento: Ma 25 mila euro in una specializzazione oggi hanno senso?
"in medio stat virtus" e seguendo proprio la locuzione latina, cerchiamo di trovare aspetti corretti in entrambe le tematiche.
La psicoterapia, è sicuramente uno strumento fantastico di cambiamento personale,ed è anche vero che considerarla legata al deficit, è un concetto vetusto;lo scriveva già Polster 40 anni fa (terapia della gestalt integrata). è però anche vero che è importante rivalutare la figura dello psicologo puro, eludendolo dalla psicoterapia, è proprio la ricerca spasmodica di specializzazione in psicoterapia, che ha creato le nuove professioni di (COUNSELOR E COACH) che hanno riempito il vuoto professionale lasciato dagli psicologi, su competenze che già riguardano la laurea in psicologia, (empowerment, problem solving, riabilitazione, psicologia positiva).
-
Riferimento: Ma 25 mila euro in una specializzazione oggi hanno senso?
Grazie anche a te Bellaprimavera per il confronto....rivedrò le mie posizioni su deficit e risorse....se vecchie di 40 anni forse è tempo di farlo.... : ) !!
Che bello confrontarsi tra professionisti sentendo il profumo fresco e sempre nuovo dell'umiltà. Sarà un'altra sciocca e ingenua idea da volgare e insignificante PSICOLOGO che non ha partecipato a faraonici convegni, a mastodontiche conferenzone, a trionfali consessi di altissime menti o a fulgidi studi sull'astropsicotecnicaanaliticaalchemica (...beh! Oddio... che però ha come supervisore del suo orrido e incompetente agire clinico uno degli autori del DSM-IV ma non ha bisogno di sbandierarlo alla rosa dei venti..!) ma forse, è proprio un pò più di "stucchevole" umiltà e di moderna ampiezza di vedute [oltre la dicotomia provinciale e tutta italiana: specializzati-competenti-(ricchi) versus non specializzati-incompetenti-(poveri) ] ciò di cui ha bisogno oggi il nostro settore....ciao
-
Riferimento: Ma 25 mila euro in una specializzazione oggi hanno senso?
Un saluto anche a te, Trismegisto Anatema, grazie comunque e se e quando vorrai confrontarti con umiltà e chiarezza io sono sempre disponibile! Saluti e ...GaIa ScIeNzA!!! :asd::tajo: