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scelte professionali..
buongiorno a tutti!
avrei bisogno di un consiglio.. mi hanno proposto una collaborazione nell'ambito di un centro polispecialistico "alternativo" nel quale lavorerebbero professionisti omeopati, naturopati, ecc. Non so che immagine potrei dare della psicologia lavorando in un centro di questo tipo....
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Riferimento: scelte professionali..
beh non è un'immagine squalificante, anzi molti psicologi collaborano con naturopati, perché spesso durante la seduta di naturopatia (non so cosa si faccia :sbonk:) emergono problematiche, ecc, che il naturopata non può trattare e quindi invia il paziente allo psico. Capita anche con altri professionisti cosiddetti "alternativi", quindi secondo il mio modesto parere, potresti essere una risorsa per i pazienti di questo centro e avere anche un'ottima visibilità, cosa in genere molto faticosa da acquisire. Magari puoi orientarti organizzando anche seminari di crescita personale, comunicazione, assertività, autostima e altre cose assolutamente psi, che si integrano bene nel contesto, promuovono il benessere e in genere incontrano subito il favore della tipologia di clienti che si rivolgono a questi centri. Che fortuna ad aver ricevuto la proposta...poi se proprio ti fa schifo, puoi anche girare la proposta a me, non la rifiuto mica :D
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ste203xx
beh non è un'immagine squalificante, anzi molti psicologi collaborano con naturopati, perché spesso durante la seduta di naturopatia (non so cosa si faccia :sbonk:) emergono problematiche, ecc, che il naturopata non può trattare e quindi invia il paziente allo psico. Capita anche con altri professionisti cosiddetti "alternativi", quindi secondo il mio modesto parere, potresti essere una risorsa per i pazienti di questo centro e avere anche un'ottima visibilità, cosa in genere molto faticosa da acquisire. Magari puoi orientarti organizzando anche seminari di crescita personale, comunicazione, assertività, autostima e altre cose assolutamente psi, che si integrano bene nel contesto, promuovono il benessere e in genere incontrano subito il favore della tipologia di clienti che si rivolgono a questi centri. Che fortuna ad aver ricevuto la proposta...poi se proprio ti fa schifo, puoi anche girare la proposta a me, non la rifiuto mica :D
Ciao cosa intendi per seminari di crescita personale?
io avevo pensato di proporre corsi per aumento dell'autostima e mi piace molto questa tua idea di proporli nei centri benessere per una collaborazione.. secondo te oltre ai centri benessere in quali altri luoghi poter proporre tematiche di questo tipo?
per il resto sono d'accordissimo anche io, per me non è niente affatto squalificante anzi..!
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ciaoa tutti! Io ho in "serbo" da mesi un mio progetto (pensato, creato e scritto da me) di cui vado abbastanza "fiero" (hihihih) perché secondo me è TOTALMENTE NUOVO che dopo mille contatti (non mi arrendo MAI!) è finalmente piaciuto molto ad un'assessore di un Comune che mi ha rilasciato il patrocinio e finalmente dovrei realizzarlo l'anno prossimo prorpio a 4 mani con una bravissima naturopata. Loro si occupano di un approccio olistico e naturale alla salute della persona. CIoè nel modo più completo e integrato possibile utilizzano tecniche come i massaggi antistress, tecniche bioenergetiche, fiori di Bach, tecniche di rilassamento, fitoterapici e altro....secondo me la collaborazione con loro (ovviamente dipende poi dall'incontro "singolo" cioè dalla persona con cui collabori!) può essere molto molto interessante e proficua. CIAO
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caramellina84
Ciao cosa intendi per seminari di crescita personale?
io avevo pensato di proporre corsi per aumento dell'autostima e mi piace molto questa tua idea di proporli nei centri benessere per una collaborazione.. secondo te oltre ai centri benessere in quali altri luoghi poter proporre tematiche di questo tipo?
per il resto sono d'accordissimo anche io, per me non è niente affatto squalificante anzi..!
ciao caramellina, sì ad esempio l'autostima è un argomento che rientra nel grande calderone della crescita personale, "tira" molto, anche se è un po' inflazionata. Ci sono però sotto-nicchie scoperte, che sono emerse da una mia breve e recente analisi di mercato. Dove puoi fare questi incontri? Dove vuoi, sicuramente se le proponi ad associazioni, centri olistici, palestre, ecc, ti risparmi parecchia fatica riguardo al marketing, ad esempio magari il 1° incontro lo fai gratis in palestra, poi se piace (ma piace, te lo assicuro!) si iscrivono al corso completo chennesò, di 5 incontri. Stando in palestra, avresti già visibilità, flusso di persone, e sarebbe la palestra a gestire le iscrizioni, ecc. Altrimenti, puoi gestire tutto da sola, facendoli nel tuo studio privato, cioè prendi una stanzetta in subaffitto. E' più faticoso, però ha altri vantaggi perché nel tempo puoi costruirti un database di contatti e poi saranno proprio gli ex partecipanti, a un certo punto, a chiederti altri corsi proponendoti altri argomenti. Oppure fai entrambe, sia in studio che in un centro benessere ecc ecc, in un'altra città :)
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ste203xx
ciao caramellina, sì ad esempio l'autostima è un argomento che rientra nel grande calderone della crescita personale, "tira" molto, anche se è un po' inflazionata. Ci sono però sotto-nicchie scoperte, che sono emerse da una mia breve e recente analisi di mercato. Dove puoi fare questi incontri? Dove vuoi, sicuramente se le proponi ad associazioni, centri olistici, palestre, ecc, ti risparmi parecchia fatica riguardo al marketing, ad esempio magari il 1° incontro lo fai gratis in palestra, poi se piace (ma piace, te lo assicuro!) si iscrivono al corso completo chennesò, di 5 incontri. Stando in palestra, avresti già visibilità, flusso di persone, e sarebbe la palestra a gestire le iscrizioni, ecc. Altrimenti, puoi gestire tutto da sola, facendoli nel tuo studio privato, cioè prendi una stanzetta in subaffitto. E' più faticoso, però ha altri vantaggi perché nel tempo puoi costruirti un database di contatti e poi saranno proprio gli ex partecipanti, a un certo punto, a chiederti altri corsi proponendoti altri argomenti. Oppure fai entrambe, sia in studio che in un centro benessere ecc ecc, in un'altra città :)
Ti ringrazio per le idee!
io non ho studio privato, essendo alle prime esperienze preferisco cercare collaborazioni!
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io credo che le collaborazioni con altre figure professionali siano molto interessanti, l'importante è che la collaborazione sia tesa comunque al rispetto delle diversità professionali, anche io collaboro con un medico omeopata...se ti va facci sapere come sta andando
ciao
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Cioè collaborazione nel senso che il medico omeopata prescrive un po' di febbre per curare la febbre e tu fai un'analisi al medico omeopata per quello che fa e dice?
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donatidott
buongiorno a tutti!
avrei bisogno di un consiglio.. mi hanno proposto una collaborazione nell'ambito di un centro polispecialistico "alternativo" nel quale lavorerebbero professionisti omeopati, naturopati, ecc. Non so che immagine potrei dare della psicologia lavorando in un centro di questo tipo....
complimenti, è un'occasione da sfruttare ! se ogni professionista lavora in modo corretto e aperto alla collaborazione tra psicologia e cure alternative credo non ci sia niente da temere, anzi, un approccio olistico sulla persona è proprio interessante non solo per gli utenti ma anche per gli stessi professionisti del centro :approved:
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Originalmente inviato da
haidiPsy
complimenti, è un'occasione da sfruttare ! se ogni professionista lavora in modo corretto e aperto alla collaborazione tra psicologia e cure alternative credo non ci sia niente da temere, anzi, un approccio olistico sulla persona è proprio interessante non solo per gli utenti ma anche per gli stessi professionisti del centro :approved:
Mi sa che sono un pò controcorrente, ma lavorare in un centro del genere mi suona squalificante. Anche perchè purtroppo nella mia zona ci sono brutte esperienze con naturopati che si movono in un ambito prettamente medico-psicologico.
E' solo una mia opinione
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Peterpan1977
Mi sa che sono un pò controcorrente, ma lavorare in un centro del genere mi suona squalificante. Anche perchè purtroppo nella mia zona ci sono brutte esperienze con naturopati che si movono in un ambito prettamente medico-psicologico.
E' solo una mia opinione
dipende sempre dalla correttezza dei professionisti ;se ciascuno opera senza invadere il campo che è di competenza di un'altra figura professionale, non dovrebbero esserci problemi. :rolleyes:
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Opinioni sono i pensieri se bisogna o no collaborare con omeopati e naturopati, dati di fatto sono invece l'inefficacia del tipo di cure, non superiori al semplice effetto placebo. Dati di fatto sono anche le persone morte perchè affidatesi a questo tipo di cure hanno rifiutato la medicina tradizionale (che poi diciamo, di medicina ce ne è una sola). Se non si vuole essere così rigidi, si può sempre dire che finchè va bene un effetto placebo per curare un mal di testa e finchè non si addentrano nel dare consigli (gli omeopati) su malattie più gravi, li si può lasciar fare..
Ma, sarò io che distinguo troppo tra metodo scientifico e deliri, non mischierei nemmeno lontanamente uno psicologo con un omeopata che diluisce soluzioni di zucchero in acqua calda. E' un autogol per una categoria che cerca di farsi valere in ambito scientifico e viene presa delle volte così poco sul serio per questo.
Non tutti faranno questo tipo di ragionamento, tantomeno tra le persone comuni, ma per quei pochi che pretendono di lasciarsi alle spalle il medioevo sarà una bella delusione vedere lo psicologo vicino a certe figure col cervello esente da critica scientifica.
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Anche se personalmente avrei usato toni più pacati, mi sento di sottoscrivere pienamente quanto espresso da Giulio_MZI
Non credo assolutamente nell'omeopatia, per cui eviterei di lavorare nell'ambiente.
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Giulio, da come parli mi pare non ti sia chiara la normativa in materia e la distinzione tra naturopata ed omeopata: da un punto di vista formale omeopata è chi abbia conseguito regolare laurea in Medicina e Chirurgia, si sia abilitato alla professione medica, sia iscritto all'Ordine dei Medici, e infine abbia seguito corsi di formazione specifica in Medicina Omeopatica della durata di almeno tre anni, sotto la guida e la supervisione di docenti di comprovata esperienza clinica. Il naturopata può fare una semplice scuola per diventare un generico specialista del benessere (Boh? vi ricorda qualcosa?), sembra un po' la distinzione tra psicologo e counsellor...:asd:
Un omeopata non può dare consigli generici o approssimativi su una malattia o prescrivere lo zucchero per il cancro, semplicemente perchè è un medico e ha tutte le conoscenze necessarie e approfondite per poter fare invii e comprendere la gravità di un disturbo! Sa come utilizzare la sua area di competenza e i limiti del suo intervento, in quanto iscritto all'albo dei medici e vincolato al suo codice. Diverso è per tutte quelle figure strane, paraprofessionali, ambigue e ciarlatane che gravitano attorno alla sofferenza della gente, ma nel rispetto della categoria dei medici va fatta questa puntualizzazione!
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Riferimento: scelte professionali..
La tematica riguardante l'omeopatia e l'utilizzo dei prodotti di cui i medici omeopati si avvalgono nelle loro prescrizioni è certamente materia molto controversa in ambito medico. Ciò è dovuto soprattutto alla mancanza di una chiara spiegazione dei meccanismi di azione attraverso i quali questi agiscono. Quello su cui non vi è dubbio è comunque il fatto che questa pratica medica possa vantare moltissimi anni di esperienza clinica da parte di chi la utilizza; oltre, in anni più recenti, di molte ricerche cliniche e sperimentazioni, anche su animali in omeopatia veterinaria. La pretesa di liquidare l'attività di questi professionisti, con una solida formazione scientifica alle spalle, come cialtroni e imbonitori, è prevalentemente espressione di bieca ignoranza da parte di persone convinte di parlare in nome della scientificità delle proprie asserzioni. In realtà si limitano a fare sfoggio di castronerie come quelle dello zucchero in acqua calda, non avendo la minima cognizione dell'argomento oggetto di discussione.
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Riferimento: scelte professionali..
Ma poi io dico: perchè non pensiamo ai cavoli nostri? Come se non avessimo già abbastanza problemi e cialtroni nella nostra stessa categoria, qualcuno ha la presunzione di giudicare il lavoro di omeopati, psichiatri, medici di base, senza capire niente di omeopatia, psichiatria e medicina... A questo punto perchè non giudichiamo anche il lavoro degli ingegneri e non andiamo a correggere i loro calcoli per la costruzione dei ponti?
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Vedo che con la retorica te la cavi molto bene ninfaverde! Cerchi di includermi in chi giudica tutto il mondo, quando io sto giudicando solo l'omeopatia, materia di cui ho letto abbastanza per essermi fatto la mia idea stabile.
Ammetto che non conoscevo il percorso che deve compiere un omeopata, e sinceramente sono molto incuriosito da tutta la faccenda. Per me l'omeopata è un ciarlatano per definizione e se è una figura regolare della formazione italiana, o devo cambiare la mia definizione di omeopata, o cambio in peggio quello della formazione. E non è da escludere la seconda....
Ma vediamo le argomentazioni: per iscriversi al corso di tre anni da omeopata è necessario essere un medico. Vorrei immaginare un paragone: domani mi invento un corso di telepatia della durata di 10 anni, e metto dei paletti per le matricole, devono avere 5 lauree per entrare, questo non avvalora il corso ma solo i criteri di iscrizione. Quindi potrebbe benissimo essere un corso serio, ma con argomenti miseri, come quelli che già conosco sulla materia.
Per chi sostiene che l'omeopatia funzioni invito a portare dei dati che avvalorano le tesi in questione, perchè fino ad oggi non è stato superato il traguardo dell'effetto placebo.
Ho trovato questo articolo con centinaia di commenti a procedere, sia pro che contro, per chi non si è ancora fatto un'idea. http://leganerd.com/2011/09/07/omeop...ali-dei-denti/
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Riferimento: scelte professionali..
Adesso voglio invitare i medici che ci stanno leggendo (prego che qualcuno per sbaglio sia finito qui) ad esprimere la loro più sincera considerazione sulla validità della consulenza psicologica e vedi cosa ti risponderà la maggior parte di loro. Conclusione: il mondo è pieno di pregiudizi, a volte di giudizi frettolosi e troppo superficiali, che non abbiamo la premura di approfondire. Pensiamo a fare bene il nostro lavoro che a fare gli omeopati ci pensano loro! Poi se questa è una tua opinione che scrivi qui va benissimo, però non fare l'errore nel caso ti capiti un paziente che usa l'omeopatia di dare del ciarlatano a nessuno, potrebbe essere molto spiacevole. Tutto qui.:P
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Riferimento: scelte professionali..
No ti sbagli, io ho approfondito, e proprio per questo mi sono fatto una certa idea! Certo quando ci sono degli interessi che vengono meno se si esprime il proprio pensiero intimo, non lo si può esprimere. Altre volte le esperienze bloccano la critica razionale: persone miracolate (diciamo fortunate), criticano meno, così come chi ha una figura di riferimento nell'ambito (un padre ad es), o la prospettiva di uno svantaggio blocca il naturale corso dei pensieri verso certe assurdità senza prove!
Mi metto comodo ad aspettare qualche fanatico della materia che mi reputa un pericolo...
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Riferimento: scelte professionali..
Sostieni di essere una persona che ha approfondito l' argomento. Posizione alquanto curiosa, devo dire, per qualcuno che prima che glielo facessero sapere nella discussione su un forum sembrava non distinguere naturopatia da omeopatia, ne sapeva che gli omeopati fossero dei medici...:asd::asd:
Se cerchi ricerche cliniche sull'efficacia dei trattamenti omeopatici puoi trovarle persino su internet...vedi pubmed. Ma nel sentire affermazioni così perentorie quanto completamente infondate appare persino futile continuare in discussioni di questo genere...
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Riferimento: scelte professionali..
Come ho già detto, personalmente non credo nell'omeopatia o meglio, non credo nella reale efficace dei vari medicinali omeopatici. Ho un conoscente omeopata, che mi ha spiegato come alla base dell'efficacia della cura ci sia la relazione medico-paziente. Il farmaco da solo non serve. E da una sommaria descrizione di come si svolgono le visite dall'omeopata mi pare che non ci si discosti molto da una seduta dallo psicologo. Per cui non metto in discussione l'efficacia delle cure omeopatiche, solo che in base ai dati che ho a disposizione, mi sembra ragionevole pensare che questa efficacia sia dovuta più che altro ad un effetto placebo, o alla suggestione esercitata da una figura particolarmente carismatica, oppure al senso di benessere e liberazione che derivano dal potersi trovare davanti ad una persona con cui poter parlare delle proprie questioni personali.
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Riferimento: scelte professionali..
Non ho mai mischiato le due discipline. E' una tua distorsione percettiva che operi su quello che scrivo! Sei invece molto esperto in tema di infondatezza, deduco che fai parte della categoria dei diluitori senza fine di acqua e zucchero..
Inoltre hai fissato il concetto di "profondità di conoscenza" dulla materia sul sapere o no che i corsi di laurea hanno delle iscrizioni post laurea in medicina.
Credo che il concetto vada fissato sugli argomenti della materia invece, dove ho già capito quanto c'è da capire..
Ad esempio una meta-analisi di The lancet del 2007 su 220 casi clinici non dimostra alcuna efficacia oltre l'effetto placebo.
Ha ragione edobianchi, questo è quello che succede: dal medico si ha spesso un clima asettico, freddo e distaccato, nelle altre figure in questione si ha più interesse e coinvolgimento da parte del professionista, questo coinvolge il paziente che si sente ascoltato.
Chi dovrebbe fare questo? bravi ci siete arrivati subito---> lo psicologo!
Perchè si il paziente si sente ascoltato, ma come si valuta la qualità dell'ascolto? Immaginate una signora che parla dei suoi disturbi fisici ad un omeopata che con grande attenzione la rilassa e le consiglia di sbarazzarsi delle sue aspirine. Quello che sta avvenendo è il problema controverso in molti campi: come influisce l'ascolto in questa signora? quali meccanismo sblocca che la fanno guarire? come funziona l'autoconvincimento? quali sono i limiti? Bene non credo che l'omeopata coinvolto nella scenetta abbia di questi pensieri, ma gode della sua pseudoscienza, si compiace dei suoi metodi senza nessuna indagine per la verità. In una consulenza psicologica i pensieri di chi sta di fronte alla signora sono ben altri e molto più complessi. Già che non sono su quanto adrà diluito il principio attivo del medicinale li distingue nella scala di scientificità.
Credo che è nell'interesse di ogni psicologo vincere la competizione con figure parallele che svolgono un surrogato del mestiere, per tutti quelli che dicono: non c'è problema, ognuno fa il suo e siamo tranquilli. Sono occasioni perdute!
Figuriamoci, ho anche lasciato la facoltà e non dovrei avere interesse personale! Ma solo per difendere la scienza e l'intelligenza vale la pena andar contro certe teorie!
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Riferimento: scelte professionali..
che assurde generalizzazioni, edobianchi e GiulioMzi .
Scardinate una professione e professionisti che nemmeno conoscete.
Scambiare un omeopata per una sorta di sciamano carismatico, bhè, davvero un insulto a chi studia questa disciplina dopo anni e anni di impegno e ricerca. Certo, come in ogni categoria può esserci il professionista serio e quello meno serio, ma non fate di ogni erba un fascio!
Ultima cosa: se vi interessa la mia personale esperienza posso assicurarvi che l'omeopata al quale anni fa si era rivolto mio padre (persona assolutamente non influenzabile, non suggestionabile ) l'ha curato da una dermatite che nemmeno il dermatologo più conosciuto della città era riuscito a curare :). Una persona molto pragmatica e ben distante da presunte caratteristiche persuasive,carismatiche di vostra immaginazione. Oltretutto i farmaci omeopatici vengono venduti in farmacia e non credo proprio che si venda acqua fresca-effetto placebo!
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Riferimento: scelte professionali..
E' determinante invece conoscere il percorso di studi e la formazione di un professionista per potersi formare un'opinione che non consista solo in fumo, sentiti dire e pregiudizi! Un medico omeopata spesso e volentieri ha un'altra specializzazione, quindi non ha alcun interesse a vendere granuli di zucchero se un paziente ha bisogno di altro o ha una malattia che va curata in modo diverso. Conosce bene i farmaci e sa quando prescrivere cure omeopatiche e quando invece è necessaria la collaborazione o l'invio ad altro specialista. E' come uno psicologo che fa consulenza, se gli si presenta un caso problematico o che deve fare psicoterapia sa riconoscere il proprio limite (e quando non lo fa non è colpa della psicologia come disciplina, ma della persona incompetente) e sa fare un invio!
E' proprio diverso l'approccio rispetto ad un naturopata o a vanna marchi, perchè una persona che non ha una formazione medica non sa neanche dove mettersi le mani per inviare il paziente o ipotizzare una diagnosi. Se hai la base medica, sei in regola... Il resto è una tua opinione che non ci interessa.
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Originalmente inviato da
Giulio_MZI
Non ho mai mischiato le due discipline. E' una tua distorsione percettiva che operi su quello che scrivo! Sei invece molto esperto in tema di infondatezza, deduco che fai parte della categoria dei diluitori senza fine di acqua e zucchero..
Inoltre hai fissato il concetto di "profondità di conoscenza" dulla materia sul sapere o no che i corsi di laurea hanno delle iscrizioni post laurea in medicina.
Credo che il concetto vada fissato sugli argomenti della materia invece, dove ho già capito quanto c'è da capire..
Ad esempio una meta-analisi di The lancet del 2007 su 220 casi clinici non dimostra alcuna efficacia oltre l'effetto placebo.
Ha ragione edobianchi, questo è quello che succede: dal medico si ha spesso un clima asettico, freddo e distaccato, nelle altre figure in questione si ha più interesse e coinvolgimento da parte del professionista, questo coinvolge il paziente che si sente ascoltato.
Chi dovrebbe fare questo? bravi ci siete arrivati subito---> lo psicologo!
Perchè si il paziente si sente ascoltato, ma come si valuta la qualità dell'ascolto? Immaginate una signora che parla dei suoi disturbi fisici ad un omeopata che con grande attenzione la rilassa e le consiglia di sbarazzarsi delle sue aspirine. Quello che sta avvenendo è il problema controverso in molti campi: come influisce l'ascolto in questa signora? quali meccanismo sblocca che la fanno guarire? come funziona l'autoconvincimento? quali sono i limiti? Bene non credo che l'omeopata coinvolto nella scenetta abbia di questi pensieri, ma gode della sua pseudoscienza, si compiace dei suoi metodi senza nessuna indagine per la verità. In una consulenza psicologica i pensieri di chi sta di fronte alla signora sono ben altri e molto più complessi. Già che non sono su quanto adrà diluito il principio attivo del medicinale li distingue nella scala di scientificità.
Credo che è nell'interesse di ogni psicologo vincere la competizione con figure parallele che svolgono un surrogato del mestiere, per tutti quelli che dicono: non c'è problema, ognuno fa il suo e siamo tranquilli. Sono occasioni perdute!
Figuriamoci, ho anche lasciato la facoltà e non dovrei avere interesse personale! Ma solo per difendere la scienza e l'intelligenza vale la pena andar contro certe teorie!
A questo punto siamo veramente al ridicolo. Non solo ti ho segnalato l'esistenza di ricerche cliniche al riguardo. Ti ho anche detto dove è possibile in generale andarle a cercare. Cosa che ovviamente tu, quello che ha approfondito l'argomento ed è convinto che i medici omeopati siano una sorta di sciamani andini che non sanno neanche cosa sia una facoltà di medicina, non ti sei neppure lontanamente preoccupato di verificare.
Riguardo la tanto sbandierata meta-analisi pubblicata sulla rivista Lancet, se ti fossi preoccupato di analizzare la questione oltre il sensazionalismo di qualche telegiornale, avresti saputo quanto sia stata in realtà contestata nel metodo. La maggior parte delle ricerche cliniche prese in considerazione sono state condotte con criteri di prescrizione e somministrazione dei preparati che con l'omeopatia non avevano nulla a che vedere. Non a caso la prescrizione di un prodotto omeopatico avviene sulla base di un' accurata valutazione clinica individuale. Ma di questo ovviamente la superficialità della stampa generalista e di chi non pensa di doversi informare minimamente per farsi un'idea, non possono tenerne conto. Questo a proposito di esperti di infondatezza.
A titolo di semplice informazione, non rientro nella categoria dei cosiddetti "diluitori di acqua e zucchero" alla quale nella tua povertà di tesi argomentative mi hai inserito; tra l'altro esistente solo nelle tue distorsioni percettive. Sono semplicemente una persona alla quale piace informarsi prima di sputare sentenze.
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Riferimento: scelte professionali..
E' chiaro che è sempre relativo il concetto di approfondire un argomento, non posso raggiungere il livello massimo perchè non ho studiato per intero la materia.
Proverò, per vostro rispetto, ad approfondire di più e continuare a cercare oltrepassando lo spesso muro di inesistenza di prove e teorie bizzarre che già possiedo.
La mia decisione però si basa su:
-escludere l'evidenza di un singolo caso di persone significative che conosco
Il fatto che si guarisce per una dermatite dopo che c'è stato l'intervento di un omeopata non spiega come la dermatite è passata, non da significato alle cause, non indaga i processi, da solo una correlazione di causa-effetto, per cui l'effetto potrebbe non essere causato da quello che si pensa.
-non considerare le ricerche su pubmed
E' un database libero, domani potrei inserire dei dati su una personale ricerca sugli asini volanti, nessuno la vaglierebbe prima di inserirla ne è assicurato un controllo nello svolgimento, stesura dei dati ecc.
-non tenere in considerazione gli anni o il titolo di studio
ripeto distolgono dalle cose importanti che sono i meccanismi e le cause dei fenomeni
Visto che ci sono vari esperti in materia approfitto subito per farmi indirizzare su una ricerca che mi illumini dal mio buio di scetticismo.
Puoi portarmi una ricerca statisticamente significativa a doppio cieco su una metologia/farmaco usato comunemente in materia?
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Riferimento: scelte professionali..
Citazione:
Originalmente inviato da
donatidott
buongiorno a tutti!
avrei bisogno di un consiglio.. mi hanno proposto una collaborazione nell'ambito di un centro polispecialistico "alternativo" nel quale lavorerebbero professionisti omeopati, naturopati, ecc. Non so che immagine potrei dare della psicologia lavorando in un centro di questo tipo....
Non capisco il tuo problema.
Non c'è nulla di degradante a collaborare con queste figure professionali, alla fine sono medici mica cartomanti!
Mi sembra un'interessante proposta, fossi in te non me la lascerei sfuggire, penso sia formativa! xD