Salve a tutti, vorrei iniziare a lavorare come ctp ma nn so bene da dove iniziare...c'è qualcuno che svolge tale ruolo e può indirizzarmi?
Grazie
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Salve a tutti, vorrei iniziare a lavorare come ctp ma nn so bene da dove iniziare...c'è qualcuno che svolge tale ruolo e può indirizzarmi?
Grazie
ciao ci sono altre discussioni in merito, in ogni caso è utile avere un supervisore (che ti insegni il lavoro nella pratica più che fare dei corsi puramenti teorici) e cmq è necessario in questo caso avere un giro di avvocati che ti commisionano le perizie
in bocca al lupo
Grazie, ho visto altre discussioni ma mi farebbe piacere confrontarmi con un collega che adesso sta svolgendo questo tipo di incarico.
Buona giornata
ciao mezzaluna, io come te mi sto imbattendo solo da poco tempo nell'ambito delle CTP, mi sono un po confrontata con un collega più esperto...non ho chiesto una vera e propria supervisione però.
posso dirti quello che so: per la ctp vieni chiamato direttamente dall'interessato per la valuzione danno psicologico in seguito, ad esempio ad incidente stradale. bisogna condurre un primo colloquio in cui si valuta appunto l'entità del danno sopra citato. per poterlo valutare occorre un buon colloquio e se si ritiene opportuno l'ausilio di un questionario.
i miei dubbi adesso sono relativi alla realzione scritta... ho delle difficoltà perchè non so bene, schematicamente parlando, come si imposta... ho scritto molte relazioni in passato ma non per questo scopo.
qualcuno può darmi una mano? per esempio quali sono gli elementi che nella relazione di questo tipo non devono mancare?
formaz, forse un solo colloquio è un po' pochino... :sbonk:
tu dici "è un pò pochino" ma che si fa quando a primo acchito con il cliente non si riscontra nessuna particolare problematica? mi è capitato di fare una valutazioni di sinistro non troppo problematica e ad un primo colloquio non ho ritenuto opportuno ulteriore approfondimento, a questo mi riferivo. Mi piacerebbe sapere invece come procedi tu , magari io mi sbaglio. buona giornata
ciao formaz, purtroppo io non procedo poiché ancora non lavoro nel campo :sbonk: Ho solo fatto 2 master (uno annuale, uno biennale), più corsi minori, brevi tirocini e studiato molti libri che ho citato in altre discussioni. Tendenzialmente, a quello che ho capito in questi anni di formazione...ma magari ho capito male :sbonk:...un colloquio non può bastare, poiché serve appena a formulare una prima ipotesi, che poi va, diciamo, sottoposta a validazione/falsificazione attraverso altri strumenti e colloqui. Cioè mettiamo che al 1° colloquio (che già di per sé attiva particolari dinamiche inquinanti), non emerge niente, quindi uno si fa l'ipotesi che la persona non abbia sviluppato un dpts, questa ipotesi non si può prendere subito come vera, senza trovare altri dati che la supportino o melgio, in ottica popperiana, che non la falsifichino. Mi rifaccio molto al falsificazionismo di Popper poiché verificare, cioè cercare info a conferma, è troppo facile, mentre la tenuta di un'ipotesi è meglio dimostrata cercando di falsificarla..sempre in quest'ottica, utilizzata da alcuni periti...ovviamente ciò non vuol dire che sia la migliore. Altrimenti sarebbe come fermarsi alla prima impressione quando si conosce una persona, basandosi magari su come è vestita, il tono di voce e pochi elementi e prenderla per vera, senza dare tempo e modo alla sua vera personalità di esprimersi. E visto che in base alla nostra relazione la persona ottiene o meno qualche risarcimento (dico in generale), e la nostra relazione verrà sottoposta alle critiche del controperito per essere smontata punto per punto...se non si approfondisce un minimo e subito si esclude senza avere altri dati se non quelli di un solo colloquio, duranteil quale magari i sintomi non hanno avuto modo di manifestarsi...sarà contenta la controparte, gli facciamo un favore ;). Quindi io personalmente, approfofondirei e non mi limiterei mai ad un solo colloquio, a maggior ragione se non sembra mergere niente. Però ripeto, questo è quello che ho capito, magari ho capito tutto male! Sicuramente sbaglio a pensarla così, poiché non ho esperienza ma solo formazione nel campo, quindi sono affamata di info da persone esperte...ho così tanti dubbi che nonostante corsi e controcorsi, non me la sentirei ancora di fare nessun passo :sbonk: . Quindi prendi tutto questo come unasemplice e inutile opinione personale a scopo di confronto per imparare :sbonk:
Ciao a tutti.
Io sto studiando psicologia giuridica e la questione che state affrontando in merito alla metodologia mi affascina.
In poche parole, da quel che capisco, state considerando due approcci diversi:
- formazcp dice: io vado avanti passo passo, ma se già al colloquio non trovo niente (o trovo qualcosa), mi fermo e non faccio altre verifiche;
- Ste203xx invece dice: io applico tutto l'iter procedurale (quindi colloquio sia con il soggetto che con i parenti, test di livello, proiettivi, di personalità e neuropsicologici) poi la valutazione la faccio solo alla fine, non passo dopo passo.
Ho compreso bene?
Ok, diciamo di si.
Ora, ovviamente, dipende anche dal tipo di danno che stiamo valutando. Ad es. nel danno psichico sto studiando le linee guida che hanno un iter abbastanza preciso, mentre, per la valutazione della percentuale del danno esistenziale, c'è un metodo per il calcolo che viene fuori solo dopo una serie di attività che lo psicologo forense deve fare. Quindi il calcolo lo puoi fare solo alla fine dell'iter.
Da queste considerazioni, io ne ricavo che non sia possibile saltare fasi della metodologia.
Cioé, lo puoi fare, intendiamoci, ma rischi parecchio durante la presentazione della valutazione.
Voi che ne pensate?
Tra l'altro, oltre al codice deontologico degli psicologi forensi, se esistono delle linee guida o dei calcoli da effettuare, immagino che, se non li seguo, il primo dei problemi che avrò è che la mia valutazione sarà "attaccabile".
Personalmente, ho deciso che svolgerò questo tipo di lavoro solo dopo aver ultimato i master specifici poiché penso che sia sicuramente un mestiere affascinante, ma si cammina su un terreno molto scivoloso e che, in questo specifico campo, lo psicologo rischi davvero molto.
Ma datemi le vostre impressioni a questo proposito perché penso che questo spazio sia davvero utile per le nostre riflessioni.
A presto.
Patrizia.
Ciao a tutti, mi intrometto anch'io in questa discussione.
Io ho seguito un master annuale per la consulenza tecnica, ma capisco di non essere preparata per affrontare questo mondo. Anch'io nutro le vostre stesse perplessità, perchè ho paura che mi stia addentrando in un campo in cui non ho le competenze.
Capisco benissimo che una formazione clinica ed un master annuale non siano sufficiente per essere ben preparati a lavorare in questo campo. Tuttavia, c'è anche l'aspetto economico e capisco che per fare altri corsi mi ci vogliono altri soldi, che ora come ora non ho. Sicuramente fra un po' di tempo, intraprenderò un altro corso, ma non vorrei aspettare fino ad allora per fare i primi passi.
Tra un mesetto mi affiancheranno ad un CTP esperto per aiutarlo nella consulenza (naturalmente senza essere pagata), ma questo fatto non mi rende lo stesso competente.
Secondo voi rischio ad addentrarmi in questo mondo? Dovrei fare ancora corsi prima di iniziare?
Ps. Patrizia67. Che testi stai facendo per le linee guida per la valutazione dell danno? Hai qualche consiglio da darmi?
Ciao Sara,
personalmente penso che affiancare sul campo un CTP esperto sia un'ottima possibilità.
Io sto per fare l'esame di psicologia giuridica all'università dell'Aquila (magistrale in psicologia della devianza e sessuologia).
Ho pensato che, a parte i master post lauream, un indirizzo di specialistica più mirato (sia in abito clinico, che giuridico o sui metodi di valutazione) mi avrebbe aiutato ad entrare già nel vivo dell'ambito della psicologia forense, fermo restando che poi ci dovrebbe essere anche una competenza pratica. Il corso di studi è bellissimo.
La valutazione del danno, oltre alle lezioni della Prof., l'ho trovata nel libro ABAZIA L.,La perizia in ambito civile e penale.Storia, sviluppi e pratiche, Franco Angeli, 2011 e DE LEO G. , PATRIZI P., Psicologia giuridica, Il Mulino, 2002. Il primo è fatto benissimo e lì c'è un criterio per il calcolo elaborato da Tatiana Crespi.
Poi ci sono libri più specifici, come La valutazione neuropsicologica del danno psichico ed esistenziale Bianchi A., 2005, CEDAM e altri..
In rete puoi trovare le linee guida dell'ordine degli psicologi del Lazio, ma immagino che tu le conosca:
http://www.ordinepsicologilazio.it/b...1259923098.pdf
E' chiaro che ci vuole anche una formazione forte sui test, quindi personalmente vorrei seguire dei master anche e soprattutto su questo ambito.
Se ti fa piacere possiamo scambiarci info anche in pvt.
A presto e in bocca al lupo per tutto.
Patrizia.
Ciao a tutti,
qualcuno conosce degli studi di psicologia giuridica o studi legali a Milano e/o provincia a cui posso rivolgermi per affiancare qualcuno in qualità di ctp? grazie!
ciao a tutti! qualcuno di voi saprebbe indicarmi un buon master in psicologai giuridica in puglia? Grazie
ciao...sto leggendo i vari post che riguardano il ctp perchè mi ha da sempre affascinato l'ambito della psicologia giuridica...mi sorge un dubbio: per avviare la carriera di ctp è sufficiente la laurea triennale e poi master e corsi specifici o è necessaria la laurea magistrale e l'iscrizione all'albo?grazie a chi chiarirà le mie idee...
magistrale e iscrizione all'albo A, poiché solo tale iscrizione ti qualifica come psicologo. Se infatti sei un ctp psicologo, essendo appunto psicologo, occorre Albo A. Non occorre obbligatoriamente altro per essere ctp, a livello formale. E poi ovviamente occorre conoscere avvocati che ti affidino l'icarico :)
Ciao a tutti,
qualcuno conosce degli studi di psicologia giuridica a Cagliari e/o provincia a cui posso rivolgermi per affiancare qualcuno in qualità di ctp come tirocinante? grazie!
Ciao,
in questi anni ho seguito diversi corsi anche biennali sulla psicologia forense e giuridica, però mi manca la parte pratica. Dopo varie ricerche non sono riuscita ancora a trovare qualcuno da poter affiancare per fare un po' di esperienza pratica... qualcuno può segnalarmi degli studi di psicologia giuridica a Firenze o in zone limitrofe a cui posso rivolgermi per affiancare qualcuno esperto in qualità di ctp come tirocinante? grazie!
Ragazze scusate se mi permetto ma gli studi non vengono segnalati!! anche gratuitamente o ci si va per conoscenza (che è la cosa che di solito capita) o si cerca nelle pagine gialle (e varie) e ci si presenta. Però ripeto se non conosci direttamente difficilmente ti viene dato un incarico, non è per scoraggiarvi ma putroppo la realtà è questa. Cmq in bocca al lupo
e poi non esistono studi di psicologia giuridica ma avvocati, quindi studi legali.
nel senso che se esistono colleghe che fanno mestiere anche lì difficolmente prendono tirocinanti, tranne sono sono di una certa età e e molto piene!!
Qualcuno di voi conosce il corso di giuridica dell'Istituto di terapia familiare di Bologna?? Info al riguardo??
ciao a tutti :)
sono la nuova Mod di questa stanza, con la scusa mi presento :D
Psicologa, Psicoterapeuta in formazione, seguo da quasi 4 anni ragazzi per la preparazione all'esame di Stato e mi interesso da sempre di Psicologia Giuridica, ahimè finora solo in via teorica, per questioni economiche... :sbonk: in questo momento sto rivalutando la cosa in termini possibilistici, per il semplice fatto che mi piace moltissimo da un lato, e che ho la fortuna di avere un compagno Avvocato dall'altro, cosa per cui spero, prima o poi, di riuscire a realizzarmi sotto questo aspetto. Chissà.
Sinceramente, dopo tanti anni di lavoro non pagato o sottopagato, non investirei in altro se non avessi un minimo di supporto :sbonk:
Premesso questo, sto ancora cercando di valutare bene quale master mi convenga fare, perché a mio avviso per svolgere una perizia seria è assolutamente necessario somministrare una batteria di test, oltre a saper fare un colloquio di valutazione e saper scrivere una relazione ad hoc... sto quindi cercando un master il più completo possibile, che sia in psicodiagnosi ma anche specifico in psicologia giuridica per la valutazione del danno ecc.
Non me la sentirei mai di lavorare in un ambito così delicato, se non fossi formata a sufficienza.
Si accettano anche consigli in privato, su Roma ;)
Un saluto a tutti :)
rispetto ai test, i migliori formatori a roma sono paolo capri e anita lanotte...capri è presidente dell'assoc.italiana di ps. giuridica...fanno corsi sia di giuridica che di psicodiagnostica..quello sulla psicodiagnosi dicono sia ottimo...io nn amo particolarmente i test e ho scelto, per ora, il corso della scupsis (dove insegnava de leo) in ps. giuridica perchè mi avevano detto che il corso di capri è aperto a 70 iscritti e onestamente mi sembrano troppe persone... quindi per la psicodiagnosi avrei scelto assolutamente loro, per la ps. giuridica ho deciso per un corso più piccolo, cmq ben organizzato, con l'approccio strategico di de leo. in bocca al lupo
Grazie mille! Come ti trovi alla SCUPSIS?
Di Capri so già belle cose, il corso è quello del CEIPA, anche se alcuni si lamentano della metodologia, che pare sia molto lenta, comprenda pochi test e l'utilizzo della dettatura letterale di intere relazioni da trascrivere a mano, parola per parola, durante ore di corso... oggettivamente non so se sarei disposta a trascorrere ore intere di formazione a scrivere sotto dettatura, basterebbero delle fotocopie da studiarsi a casa propria ed utilizzare il tempo delle lezioni per fare altro :sbonk: poi, per carità, sarà anche una metodologia utile per fissare i concetti (direi marchiarli a fuoco :asd: ) però mi sento insofferente in merito :look:
beh, io so che il corso di psicodiagnosi è ottimo (ceipa) e ne ho di svariate di testimonianze al riguardo, di + che rispetto al corso di giuridica (aipg)...due sigle per due corsi fatti sempre da loro...tu parli di psicodiagnosi, giusto? mah...cmq se è come dici tu, effettivamente anche io avrei resistenze a fare relazioni sotto dettatura! cmq ognuno parla della sua esperienza, quindi non avremo mai notizie certe ed obiettive sul miglior corso...io, per esempio, ho scelto quello della scupsis anche per questioni "concrete": iniziava prima, finirà quindi prima ( a giugno, otto mesi di lezioni, capri ne fa sette, ma iniziando dopo finisce a luglio) e poi conoscevo chi l'ha organizzato e so che è una persona preparata. Per ora mi sto trovando abbastanza bene, ma ho fatto pochissime lezioni...
cmq a rigor di cronaca, ti dico che se sei specializzata, con le nuove linee giuda dell'ordine del lazio per fare il ctu è necessario avere solo il corso in ps. giuridica, non per forza anche quello in psicodiagnosi (perchè, non so in base a quale principio, presuppongono che i tests li studiamo nella specializzazione..muah), mentre sono entrambi necessari se non si è specializzati. Credo che se una persona è specializzata e ha fatto solo il corso in psicodiagnosi, neanche va bene, perchè preferiscono il corso in giuridica... Per aiutarti a scegliere e decidere meglio.
ciao
Ciao Immarella, riguardo all'obbligo di aver fatto la specializzazione per essere ctu, è un vincolo che stanno discutendo solo nel Lazio, non l'hanno ancora inserito e non si sa se lo inseriranno, e vale solo per essere ctu e solo in ambito minorile. Per essere ctp non ci sono obblighi di nessun tipo, né in ambito minorile né adulto. Sul corso in psicodiagnostica Ceipa confermo il racconto di Melody sulla questione della dettatura, sono al 2° anno e sto finendo. La formazione in psicodiagnostica sì, la rifarei, la trovo davvero utile, se non necessaria per fare ctp, e neanche basta, ma credo mi organizzerei diversamente. Aspetto che finisco per trarre le conclusioni definitive di questa esperienza al ceipa.
si si, che sia una novità (inserita o meno ammetto di non saperlo) e che riguardi solo il ctu lo sapevo..
beh, visto che tu fai quel corso ne sai + i noi e ci stai confermando la metodologia a cui accennava melody, quindi..sono contenta di non averlo fatto! Piuttosto, posso dirvi che domenica ho fatto un altro incontro alla scupsis con paolo roma e ha fatto diventare interessante la lezione sui test, che, come accennavo, non mi piacciono... lui è tra quelli che sostiene che, per esempio, la siglatura exner del rorschach è l'unica che abbia tutti e 4 i criteri di scientificità richiesti ad un test per essere appunto affidabile e scientifico... poi ci ha detto tante altre cose interessanti...è molto preparato,si vede. Io resto dell'idea che per ora il corso in psicodiagosi non lo farò (ho fatto già mille corsi in vita mia), anche perchè anche paolo roma suggeriva di non fare mai i test in prima persona, anche se si è ctu, per avere la possibilità di un confronto esterno, quindi se cmq dovrò farmi aiutare da un testista, tanto più...poi, certo, è importante conoscerli, sapere leggerne le relazioni e capirci qualcosa, ma spero di riuscire ad impararlo in questo corso e soprattutto con la supervisione di qualche bravo collega esperto...
in bocca al lupo ragazze.
buon natale
Ciao Immarella, sono d'accordo che il metodo Exner sia il più scientifico, o melgio, non è neanche una mia opinione, è proprio quello oggettivamente più scientifico e più statistico! Infatti tornassi indietro preferirei imparare Exner che Rizzo. Anche se poi, pensavo, in Italia ci sono molti più psicologi formati su Rizzo che su Exner (ci sono pochissimi corsi), quindi se uno dovesse fare il ctp è molto più probabile che il testista del ctu o delal controparte abbia usato Rizzo e se uno non lo conosce non saprebbe neanche controllare se l'ha fatto bene o contestarlo. Questa però, ehm, potrebbe essere benissimo una scusa del mio inconscio per dare un senso ai 2 anni appresso alla siglatura Rizzo e farmi digerire i soldi spesi in master :sbonk:... Per il resto, anche i prof del master in giudica che ho fatto 2 anni fa, e che lavoravano o come ctp o ctu, dicevano tutti di servirsi di un testista invece di fare loro i test, proprio per "avere un terzo occhio". In ogni caso, penso che la differenza vera la faccia la competenza e l'esperienza del testista, perché se usa un metodo puramente statistico, ma lo usa a cavolo, è peggio di uno che usa un metodo sia statistico che clinico, ma lo usa correttamente, con scienza e con prudenza. Si vede certa roba in giro da accapponare i capelli...E lo capisco perché non è affatto facile imparare i test, un master biennale in psicodiagnostica, per quanto eccellente, resta pur sempre e solo una base minima, non basta affatto.
ma, levatemi una curiosità, davvero il Rorschach viene utilizzato per le perizie in ambito giuridico? Io ho amici che lavorano come CTP, e non si sognerebbero mai di relazionare un test del genere in quel contesto :look:
comunque, è vero che alcuni CTP-CTU fanno somministrare i test da altri e stendono solo le relazioni peritali, ma immagino che chi si può permettere di lavorare così stia, come dire... messo bene ad agganci e tutto il resto, o magari sia il classico "nome" che viene chiamato continuamente a relazionare... perchè la maggior parte delle persone che conosco io, per una o due perizie che gli entrano, fanno tutto da soli e non guadagnano comunque abbastanza da pagare anche qualcun altro...
sì il rorschach è il più usato, anche perché è il più completo e validato, ovviamente insieme ad altri, in genere un test cognitivo tipo wais, uno di personalità tipo mmpi, un grafico tipo figura umana, e un neuropsicologico in caso dil esioni e co. O almeno le linee guida del lazio, i vari manuali, le varie linee guida e i vari master e co, suggeriscono come prassi ideale una batteria di base di questo genere, più colloqui e quant'altro. Poi è chiaro che un conto è l'ideale, un conto la realtà, hanno fatto anche delle ricerche sulle prassi effettive dei consulenti e sono uscite nefandezze inenarrabili, valutazioni approssimative, uso degli strumenti "a muzzo", relazioni senza capo né coda...pastrocchi talvolta così gravi da essere segnalate agli ordini (a Roma e Velletri ci sono molti casi del genere, alcuni anche balzati agli onori della cronaca nazionale). Lo stesso Dominici, che è uno che a differenza mia che sono una capra nonostante 3 anni di formazione specifica, se ne intende "un tantino di più" di danno biologico, nel suo libro non riesce a capacitarsi di come facciano alcuni ctu ad essere ctu e ad essere richiamati sempre...d'altronde i giudici si abituano e via, mica capiscono se in una siglatura ci sono determinanti secondarie o se magari qualcuno ha invertito qualche determinante. Poi che molti non si sognino di usare un signor test come il rorschach, che con tutti i suoi limiti, è un signor test, ed è uno strumento a nostra disposizione, ricco e con enormi potenzialità...può essere che magari non sanno usarlo, non hanno fatto un training specifico e non sono aggiornati su quello. Alla fine i consulenti usano quello che sanno usare, si arrangiano con gli strumenti che hanno e che conoscono. Ci sono pure alcui che come unico test usano l'MMPI, versione coputerizzata, e sbatacchiano al giudice la relazione automatica fatta dal software Panda...e i giudici lo prendono per buono perché si tratta di consulenti di fiducia. Beh allora sono capace pure io,, scaricavo il sofware da emule e mi risparmiavo 3 anni di soldi e di fatica :mmh?: :-O.