"bambini impiccati" a Milano...la chiamano "arte"!
ciao a tutti!
L'arte ha trovato un "nuovo modo" di esprimersi!....INCOMMENTABILE! Preferisco riportare qui di seguito la notizia ANSA, che si commenta da sola:
(ANSA) MILANO, 7 MAG- I fantocci dei bimbi impiccati esposti a Milano attendono in un laboratorio le perizie sui danni subiti mentre la Codacons presenta un esposto. L'associazione chiede di 'verificare se esistano profili penalmente rilevanti in particolare per la condotta del Comune che ha permesso l'esposizione di un'opera che ha offeso il pudore dei milanesi e che era visibile dai minori'. Il sindaco Albertini non ha dubbi sulla scelta fatta: 'Non abbiamo il ministero della cultura popolare e non lo rimpiangiamo'.
stefanocif
Re: Re: Re: Re: ri-bambocci
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Originariamente postato da Iggy
E cosa hanno lasciato?
Hai mai studiato la storia dell'arte? Questa tua domanda è inquietante...
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L'evoluzione artistica è da sempre accompagnata da un cambiamento tecnico figlio di eventi storici e correnti di pensiero da questi evolutesi, non certo da chi si è pubblicizzato con un'opera artistica.
Il "cambiamento tecnico" che citi, è semplicemente un modo nuovo di utilizzare i materiali già a disposizione, e sebbene non sia *questa* opera di Cattelan ad rappresentare il "modo nuovo", si inserisce in un modo di creare opere d'espressione artistica che non è poi così vecchio, e che si è di certo evoluto rispetto ai giorni della sua creazione
Re: Re: Re: Re: Re: ri-bambocci
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Originariamente postato da Dreamstalker
Hai mai studiato la storia dell'arte? Questa tua domanda è inquietante...
Se tu l'hai studiata come hai studiato matematica prima di affermare che "la chimica non è matematica", stiamo freschi...
Ad ogni modo, mi sembra di aver capito che a tuo avviso l'arte non ha bisogno di trasmettere un messaggio. Bene, allora di che parliamo? Per te l'arte non è un mezzo di comunicazione, dunque ti trovi all'antitesi della mia posizione. La discussione tra me e te non può aver luogo, pena una perenne girandola di inconcludenza.
P.S.: Noto con piacere che ti sei informato sul vocabolario:
Censura, s.f. : (2) Controllo preventivo delle opere da diffondere o da rappresentare in pubblico.
Esatto, ho chiesto proprio questo. Il controllo preventivo è fatto ad opera di istituzioni, dato che - appunto - è il pubblico il destinatario dell'oggetto. Il tuo Devoto-Oli forse non lo cita, ma il Garzanti ho notato che invece sottolinea come sia una istituzione a operare una censura, che si presume nasconda al pubblico. Se il movimento denigratorio parte dal pubblico, semplicemente non si può parlare di censura. Capito la differenza? E' fondamentale comprenderla.
Re: Re: Re: Re: Re: Re: ri-bambocci
Citazione:
Originariamente postato da Iggy
Se tu l'hai studiata come hai studiato matematica prima di affermare che "la chimica non è matematica", stiamo freschi...
Oooh... devo pregare qualche chimico di venire qui ad esprimere la sua opinione? :P
Citazione:
Ad ogni modo, mi sembra di aver capito che a tuo avviso l'arte non ha bisogno di trasmettere un messaggio. Bene, allora di che parliamo? Per te l'arte non è un mezzo di comunicazione, dunque ti trovi all'antitesi della mia posizione. La discussione tra me e te non può aver luogo, pena una perenne girandola di inconcludenza.
Allora, prima di tutto dovremmo chiarire cosa si intende per "trasmettere un messaggio"
Io la vedo piu' o meno così:
1) formulazione del messaggio nella mente di chi comunica
2) codifica del messaggio
3) ricezione del messaggio da parte dei "soggetti riceventi"
4) decodifica del messaggio da parte degli ultimi
Ora, siccome qualunque interazione tra due persone può essere definita "comunicazione", almeno stando alla scuola di palo alto, bisogna chiarire cosa si intende per "comunicazione" quando non c'è prossimità fisica tra chi emette il messaggio e chi lo riceve, e in questo senso io intendo "comunicare un messaggio *esplicito*"
Ora, molte delle opere di epoche passate e di culture diverse, ci sono arrivate senza "libretto di istruzioni", che viene (spesso) ricostruito su basi filologiche, antropologiche, ermeneutiche, eccetera.
In questo caso il messaggio viene attivamente recuperato dai destinatari.
Siccome dubito che Cattelan abbia avuto il vuoto pneumatico all'interno dei suoi pensieri mentre lavorava a questa istallazone, devo presumere che esista un messaggio, non esplicitamente espresso, e che questo ponga l'opera d'arte nella stessa situazione delle opere prima citate.
Per i problemi derivanti da questo modo di procedere, consiglio di leggere un libretto di Perniola, uscito da poco in libreria, "contro la comunicazione", che fondamentalmente sostiene la tua posizione, mi pare di capire, ma è estremamente ben scritto (penso).
Citazione:
P.S.: Noto con piacere che ti sei informato sul vocabolario:
Censura, s.f. : (2) Controllo preventivo delle opere da diffondere o da rappresentare in pubblico.
Esatto, ho chiesto proprio questo. Il controllo preventivo è fatto ad opera di istituzioni, dato che - appunto - è il pubblico il destinatario dell'oggetto. Il tuo Devoto-Oli forse non lo cita, ma il Garzanti ho notato che invece sottolinea come sia una istituzione a operare una censura, che si presume nasconda al pubblico. Se il movimento denigratorio parte dal pubblico, semplicemente non si può parlare di censura. Capito la differenza? E' fondamentale comprenderla.
E io non ho detto che ci sia stata censura, ma che tu la volessi. Almeno, così mi pare