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Corsi abilitativi per psicologi per fare il counselor
Ciao a tutti.
Vorrei condividere con tutti voi una mia preoccupazione che sta sorgendo a causa del rinomato casino delle professioni in Italia che, nella fattispecie, è riferito alle professioni del counselor e del life coach.
Da quello che mi risulti, infatti, l'attività del counseling e del coaching sono attività integranti e primarie della professione dello psicologo che, senza entrare nella diatriba sul fatto che certe competenze possano essere trasmesse anche a non-psicologi, non richiedono nessuna qualifica aggiuntiva o tiolo o abilitazione oltre ad aver superato l'esame di stato ed essere iscritti all'ordine degli psicologi.
La cosa sconcertante è girano voci per le quali uno psicologo abilitato ed in regola non potrebbe fare il counselor o il coach senza aver svolto corsi di abilitazione extra-universitari. A me sembra una panzana terrificante, probabilmente voci messe in giro da persone scorrette (anche docenti universitari avidi, che tengono illegalmente o legalmente attività extra-academiche) per indurre le persone a seguire corsi più per il timore di essere sanzionati per abuso professionale che per le effettive comepetenze che si possono apprendere. Un po' la versione in piccolo della specializzazione in psicoterapia, che molte volte sembra richiesta anche quando in realtà non serve.
Voi cosa ne pensate? Potete citare riferimenti normativi e-o legali a riguardo? io ricordo la gazzetta dell'ordine della Sardegna di qualche mese fa dove veniva fatto il punto su nuove figure abusive come il "consulente" che non potevano esistere senza la laurea in psicologia (e quindi a mio sostegno), oltre che per una chiara non-scientificità come nel caso del "consulente psico-estetico" (non è uno scherzo).
Aspetto commenti, grazie!!
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Ho i brividi! Scopro ora che la Psicoestetica è qualcosa di simile alla fisiognomica di Lombroso, e non come immaginavo sbagliandomi un incrocio tra psicologo ed estetista. Comunque basta digitare due parole su google e si trova di tutto. Qui c'è una laureanda in psicologia, laureata in economia e commercio che fa "consulenza psicosomatica" ... Bah http://www.consulenzapsicosomatica.c...personale.html
Come si fa a segnalare certa roba?
Igor
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No, purtroppo quello che intendevo io era quello che intendevi tu per sbaglio, ovvero l'incrocio... Ma non perdiamo di vista l'argomento importante, ovvero la presunzione di certi corsi di abilitarci a mansioni per le quali siamo già abituati con l'abilitazione alla professione.
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0rion1979
No, purtroppo quello che intendevo io era quello che intendevi tu per sbaglio, ovvero l'incrocio... Ma non perdiamo di vista l'argomento importante, ovvero la presunzione di certi corsi di abilitarci a mansioni per le quali siamo già abituati con l'abilitazione alla professione.
Ok, se ho capito bene non c'è niente di ufficiale in queste abilitazioni, sono i soliti corsi che inventano professioni?
I soliti corsi di coaching, counseling, etc?
Brivido la psicoestetica... Rischia di fare più danni che altro
Credo siano voci, persone che si autonominano
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sono d'accordo Orion, tradotto in italiano, il counseling sarebbe la consulenza o il sostegno, che sono già voci del tariffario. Solo che qua, basta sostituire una parola poco accattivante (sostegno) o troppo formale (consulenza) con un termine inglese tanto figo ed ecco che automaticamente si crea una nuova professione! Tra l'altro, ultimamente, nelle slide consegnate all'esame di Tecniche di counseling di una nota università telematica, c'è scritto che lo psicologo che volesse diventare counselor deve seguire "un corso di 2 anni post-laurea". Beh se gettano confusione già durante il corso di studi, chiaro che poi tutti ci credono e si riversano nei corsi. Il corso lo ammetto, ma solo per acquisire una competenza per un servizio si è formalmente autorizzati a fare, ma appunto da neabilitati non è detto che si sappia fare, ma solo se il corso in questione è rivolto solo a psico...non se è un corso per tutti, per illudersi di fare lo psico sotto mentite spoglie o per ricevere un'autorizzazione su qualcosa che siamo già autorizzati a fare.
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Sì, Ste: è questo il discorso che sto facendo anche io. Un conto è l'abilitazione, un altro le competenze: quindi se ci sono corsi di approfondimento per psicologi dedicati all'attività del counseling, ben vengano! Ma che siano separati da quelli per abilitare non-psicologi al counseling (con tutti i crisimi! Io son contro) e che non si faccia cattiva comunicazione all'interno di questi corsi. Lo psicologo iscritto all'albo è già abilitato di suo a fare il counselor e non necessita di nessun altro corso abilitativo: se qualcuno ha delle fonti che smentiscono quest'affermazione, vi prego di condividerle :)
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Non esistono corsi abilitativi per psicologi per diventare counselor. Esistono corsi che ti dicono che puoi fare il counselor, che è una professione inesitente, come esistono corsi per diventare astrologo. Non si chiamamo professioni, anche se ti reclamizzano il corso per diventare professionista del counsleing, dell'astrologia, del massaggio thailandese, ecc. Lo psicologo è già counselor. Il counselor, se lavora in ambito psicologico, abusa della professione, come il massaggiatore thailandese abusa della professone di fisioterapista se fa fisioterapia, ecc. Io non mi preoccuperei troppo dei dei coach e dei counselor. Non fanno gli psicologi. Se lo fanno, abusano della professione, come tanti in Italia che abusano della professione di odontoiatra, veterinario, ecc. Il problema è che ci sono associazioni ed entiu che organizzano corsi di counseling o caching che ufficiosamente dicono ai corsisti che potranno fare gli psicologi senza prendersi la laurea, cambiano una parolina lì e un'altra là e via, per bypassare i termini inerenti la profesisone di psicologo. Io personalmente me la prenderei con gli psicologi che organizzano questi corsi, psicologi che non fatturnao abbastanza come professionisti e che devono ridursi a fare i corsi di counseling per la parrucchiera e l'estetista e il ragioniere. Per incirso poi, il counselor lo può fare pure mio nonno che ha la quinta elemerntare e che non ha mai fatto nessun corso di counseling. Così come io domani potrei mettermi na fare l'astrologo. Anche se questi corsi spesso decantano albi, non esistono albi professionali per queste professioni, sono autoreferenziali, sei iscritto a una lista che ti puoi fare tu stesso e inventartela, come di puoi inventare un diploma di counseling stampandotelo direttamente dal tuo pc in formato word. sono profesisoni non riconosciute e in Italia ce ne sono tante. Per esempio il programmatore informatico. Sono legali, ma non riconosciuti, Tu ti autoproclami esperto programmatore o massaggiatore thailandese. altra cosa è l'abuso di professoni riconosciute, come lo psicologo. Alcuni che fanno i counselor potrebbero abusare della profesisone di psicologo.
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0rion1979
non richiedono nessuna qualifica aggiuntiva o tiolo o abilitazione
Ciao, è così infatti. La figura del counselor e del coach (o life coach) non sono figure regolamentate dalla Legge, dunque chiunque le può esercitare a prescindere dal titolo professionale eventualmente posseduto.
Come di certo saprai è da anni in essere una diatriba infinita su queste figure (in particolare su quella del counselor), ma a tutt'oggi rimangono professioni autonome. Anzi, ci sono state in Italia già due sentenze definitive che hanno stabilito che esercitare il counseling non è esercizio abusivo della professione di psicologo.
Detto questo, una cosa è il "poter fare", altra cosa è il "saper fare". Nel senso: uscito dalla facoltà di psicologia non si è in grado di fare né il coach né il counselor. Dunque, in effetti, se intendi lavorare anche con queste competenze, probabilmente è bene che le acquisisci da qualche parte.
Ciao
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max.nettuno
Esistono corsi che ti dicono che puoi fare il counselor, che è una professione inesitente, come esistono corsi per diventare astrologo. .
Ciao Max, non è corretto parlare di professione inesistente. Si tratta di professione non regolamentata, che è una cosa un po' diversa...
Ciao
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quattrostracci
Ciao, è così infatti. La figura del counselor e del coach (o life coach) non sono figure regolamentate dalla Legge, dunque chiunque le può esercitare a prescindere dal titolo professionale eventualmente posseduto.
Come di certo saprai è da anni in essere una diatriba infinita su queste figure (in particolare su quella del counselor), ma a tutt'oggi rimangono professioni autonome. Anzi, ci sono state in Italia già due sentenze definitive che hanno stabilito che esercitare il counseling non è esercizio abusivo della professione di psicologo.
Detto questo, una cosa è il "poter fare", altra cosa è il "saper fare". Nel senso: uscito dalla facoltà di psicologia non si è in grado di fare né il coach né il counselor. Dunque, in effetti, se intendi lavorare anche con queste competenze, probabilmente è bene che le acquisisci da qualche parte.
Ciao
sono d'accordo con quello che dici.
Permettimi però di esprimere una mia opinione: la "troppa teoria e poca pratica" degli psicologi neolaureati non è dovuta all'impostazione dell'unviersità, al fatto che ci sono troppi studenti, e al fatto che spesso i tirocini non sono formativi?
A parte i (pochi) casi in cui lo studente psicologo ha la fortuna di affiancare un bravo tutor che gli insegna veramente a fare lo psicologo.
Se veramente questi docenti avessero a cuore che ci sia gente che SA fare counseling, non sarebbe meglio che isitituissero corsi BREVI (pochi mesi max un anno) esclusivi per psicologi?
Oppure che riducano il numero di iscrizioni alle facoltà di psicologia (ma questo dipende dalla politica quindi non dipende dai singoli docenti, credo).
Il dubbio è che i baroni delle università vogliono che sia così, in questo modo prendomo MOLTI soldi dai MOLTI studenti di psicologia (perché la facoltà di psicologia interessa e affascina quindi attira molti studenti), ma SENZA dare a questi studenti strumenti concreti per esercitare la professione in modo da non sfornare futuri potenziali concorrenti.
Inoltre gli stessi docenti delle università poi, oltre ad essere titolari e docenti in scuole di PSICOTERAPIA, contemporaneamente sfornano COUNSELOR in corsi DI 3 ANNI (a pagamento) aperti a tutti, prendendo anche qui soldi.
Il dubbio che tutto questo sia dovuto alla volontà di fare soldi mi viene. Tu cosa ne pensi?
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Quattrostracci, forse hai dimenticato un "non" nella frase. Cito dalla sentenza Zerbetto vs. Ordine P. Lombardia: "l’insegnamento dell’uso degli strumenti a persone estranee (alla professione di psicologo) equivale in tutto e per tutto a facilitare l’esercizio abusivo della professione" il che fa intendere proprio un movimento contro l'insegnamento dell'attività di counseling a non-psicologi. Inoltre, scusa ma non sono d'accordo: in Italia vi è una situazione a macchia di leopardo dove ci sono alcuni laureati che sanno tutto ma devono imparare a saper fare, saper essere e saper gestire; altri che invece hanno già gli strumenti di base per operare.
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purtroppo la professione di counseling esiste eccome..ed è anche propria dei NON -psicologi..testimonianza personale: ne conosco due: una è laureata in lettere, l'altro è un ex militare. con alurea in economia e commercio presa sotto le armi.......
Per carità bravissimi nel loro lavoro(il che dimostra la diffrenza fra competenza e titoli..) ma....comunque non sono psicologi eSONo counsellor!
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La sentenza infatti non dice che non si può essere counselor ma solo che non si può più insegnare il counseling a chi non ha una laurea in psicologia. Del resto, una sentenza con valore retroattivo averebbe un impatto enorme e non oso mettermi nei panni di un giurista davanti ad una simile prospettiva. Mi chiedo però come, dopo quella sentenza, siano ancora ammissibili corsi dove accettano non-psicologi!
MA, del resto, viviamo in uno Stato dove la PNL viene insegnata da agenzie di formazione che si dichiarano serie, nonostante essa abbia fallito qualunque tipo di verifica empirica....
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Orion, chi non può insegnare tecniche di counseling? Gli psicologi non possono insegnare tecniche psicologiche ai non psicologi, questo è stato decretato ed è anche prescritto nel codice deontologico. A me sembra una burla: se la professione non è regolamentata e può essere praticata da altre figure professionali o gente che nella vita si è dedicata ad altri studi e lavori, significa che non c'è affatto un divieto ad insegnarla. Semplicemente, tu psicologo non puoi insegnarla perchè quei quattro geni degli ordini credevano di ottenere giustizia e battersi per la professione ed invece si sono dati la zappa sui piedi con la conseguenza che ognuno fa come gli pare tranne gli psicologi! A me non pare un risultato fantastico da sbandierare con esultanza.
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Guarda, è reperibiel il PDF della sentenza on-line e a me non sembra sia riportato in questi termini... per me è già qualcoa che se ne parli e spero che si continui la battaglia per arrivare a risultati ottimali, nell'interesse del professionista e dell'utente. Oppure, se vogliamo aprire la professione del counseling, ammettiamo anche filosofi, sociologi e pedagogisti ma il punto è sempre la disonestà potenziale di troppo italiani che non effettuerebbero mai un invio del paziente dal collega veramente capace nemmeno in caso di ravvisato bisogno... discorso lungo, dove però preferisco non entrare e restare ottimista per un futuro più equo.
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0rion1979
Quattrostracci, forse hai dimenticato un "non" nella frase. Cito dalla sentenza Zerbetto vs. Ordine P. Lombardia: "l’insegnamento dell’uso degli strumenti a persone estranee (alla professione di psicologo) equivale in tutto e per tutto a facilitare l’esercizio abusivo della professione" il che fa intendere proprio un movimento contro l'insegnamento dell'attività di counseling a non-psicologi. Inoltre, scusa ma non sono d'accordo: in Italia vi è una situazione a macchia di leopardo dove ci sono alcuni laureati che sanno tutto ma devono imparare a saper fare, saper essere e saper gestire; altri che invece hanno già gli strumenti di base per operare.
Ciao, conosco perfettamente la sentenza di cui parli, ma siamo su piani totalmente diversi: la sentenza in questione non si è espressa sul merito del counseling (non poteva farlo, peraltro), ma sull'insegnamento delle tecniche psicologiche ai non psicologi. Peccato che le uniche due sentenze definitive che esistono in Italia sull'argomento (Tribunale di Catania e Tribunale di Lucca) dicano che il counseling non è una tecnica psicologica. E peccato che l'Ordine degli psicologi, in così tanti anni di esistenza, non abbia ancora saputo definire cosa sia "atto tipico" della professione, demandando di fatto - fino ad oggi è stato così - ai Tribunali di definire la professione. Tribunali che ad oggi hanno riconosciuto solo un'esclusiva allo psicologo ovvero la somministrazione di test ai fini di selezione del personale (Cassazione di Milano, sentenza "Platè").
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Johnny
sono d'accordo con quello che dici.
Permettimi però di esprimere una mia opinione: la "troppa teoria e poca pratica" degli psicologi neolaureati non è dovuta all'impostazione dell'unviersità, al fatto che ci sono troppi studenti, e al fatto che spesso i tirocini non sono formativi?
A parte i (pochi) casi in cui lo studente psicologo ha la fortuna di affiancare un bravo tutor che gli insegna veramente a fare lo psicologo.
Se veramente questi docenti avessero a cuore che ci sia gente che SA fare counseling, non sarebbe meglio che isitituissero corsi BREVI (pochi mesi max un anno) esclusivi per psicologi?
Oppure che riducano il numero di iscrizioni alle facoltà di psicologia (ma questo dipende dalla politica quindi non dipende dai singoli docenti, credo).
Il dubbio è che i baroni delle università vogliono che sia così, in questo modo prendomo MOLTI soldi dai MOLTI studenti di psicologia (perché la facoltà di psicologia interessa e affascina quindi attira molti studenti), ma SENZA dare a questi studenti strumenti concreti per esercitare la professione in modo da non sfornare futuri potenziali concorrenti.
Inoltre gli stessi docenti delle università poi, oltre ad essere titolari e docenti in scuole di PSICOTERAPIA, contemporaneamente sfornano COUNSELOR in corsi DI 3 ANNI (a pagamento) aperti a tutti, prendendo anche qui soldi.
Il dubbio che tutto questo sia dovuto alla volontà di fare soldi mi viene. Tu cosa ne pensi?
Fermo restando che la media dei docenti universitari italiani di psicologia è di medio-basso livello, va anche detto che i programmi delle classi di laurea li fanno al CUN (Consiglio Universitario Nazionale), non in facoltà...
Detto questo non credo tuttavia che vi sia dietro un disegno concertato in cui si insegna volutamente poco e male per poi rivendere la formazione buona dopo l'università (e sempre a pagamento). Credo semplicemente, come sempre ho detto du questo forum ormai non so più da quanti anni, che la società si organizza per conto suo e va avanti indipendentemente dalle paturnie riserviste più o meno esplicite.
Insomma, è la categoria degli psicologi che perde i treni e arriva dopo, non sono gli altri che li buttano fuori dal tavolo, poiché gli altri vanno ad occupare un tavolo che è di fatto vuoto.
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0rion1979
La sentenza infatti non dice che non si può essere counselor ma solo che non si può più insegnare il counseling a chi non ha una laurea in psicologia.
Ma non è affatto così, la sentenza non dice assolutamente questo, banalmente poiché non entra nel merito.
Se il counseling fosse giuridicamente considerato una tecnica psicologica tout-court, il problema non si porrebbe: gli Ordini regionali potrebbero intasare le Procure della Repubblica con X segnalazioni e ottenere X condanne. Ma non è così, e infatti le uniche due sentenze italiane arrivate al grado ultimo di giudizio dicono il contrario.
Credimi, giuridicamente parlando, il quadro è un tantinello più complesso di come te lo stai prefigurando.
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Mah, a questo punto non so che dire. Gli articoli che ho letto a riguardo sembravano porre la questione in ben altri termini e nemmeno mi risulta che siano strumenti esclusivi i soli test per la selezione del personale. Che dire allora di tutti quelli in ambito clinico? Certo che, condividendo alcune competenze con psichiatri, psicoterapeuti, sociologi e pedagogisti, parlare di "esclusività" diventa problematico... ma non sono nessuno per poter affrontare questa disucssione sul piano giuridico.
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La verità è che tutto è colpito da interessi economici: il counselor deve sborsare migliaia di euro in un corso triennale o quantomeno annuale, perciò nessuno vieterà mai in senso assoluto dei corsi del genere a persone con lauree diverse da quelle che noi reputeremmo giuste, è una grave perdita economica per molti e così le lauree accettate saranno di più rispetto a quelle consuete in psicologia e medicina. La motivazione che addurranno è che queste due figure professionali non sono le sole ad aver bisogno di competenze specifiche nel counseling ed in ciò si inseriscono assistenti sociali, operatori sanitari, pedagogisti e gli stessi filosofi, che però generalmente hanno interesse ad occuparsi del loro counseling filosofico di competenza che ha una sua precisa connotazione. Gli ordini professionali hanno ottenuto come esito restrizioni ulteriori e regolamentazioni sull'operato dei loro iscritti, di noi psicologi che veniamo bacchettati anche per le scemenze ormai, non del mondo intero! Così se viene scoperto uno psicologo che insegna il counseling (sua materia) viene punito con una sanzione, mentre un medico e un ingegnere possono insegnare di tutto. A me fa più rabbia questa situazione che non tutta la diatriba sul counseling in sè, perchè in assenza di regolamentazioni serie e di leggi (non chiacchiere e sentenze parziali) almeno gli psicologi possono limitare il danno di questa falla!!
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0rion1979
Mah, a questo punto non so che dire. Gli articoli che ho letto a riguardo sembravano porre la questione in ben altri termini e nemmeno mi risulta che siano strumenti esclusivi i soli test per la selezione del personale. Che dire allora di tutti quelli in ambito clinico? Certo che, condividendo alcune competenze con psichiatri, psicoterapeuti, sociologi e pedagogisti, parlare di "esclusività" diventa problematico... ma non sono nessuno per poter affrontare questa disucssione sul piano giuridico.
Ciao Orion, il problema è questo: le comunicazioni "politiche" attorno alla sentenza hanno seguito la logica della propaganda e della demagogia, ma la sentenza dice, appunto, altro. Non foss'altro perché il linguaggio giuridico ha un suo registro.
Quanto alle esclusive purtroppo è così: è infatti andata anche a decadere la presunta esclusiva della diagnosi psicologica, poiché i medici l'hanno rivendicata in occasione del lavori parlamentari sulla Legge per la psicoterapia convenzionata. In sostanza hanno detto: OK che anche lo psicologo psicoterapeuta possa operare in convenzione con il SSN, ma la diagnosi di ingresso la deve fare comunque un medico. Il che significa, va da se, che non solo lo psicologo è autorizzato a fare diagnosi psicologica.
Io torno a ribadire quello che da anni ormai scrivo su questo forum: la psicologia è una disciplina talmente trasversale che è totalmente inutile riservarla in via esclusiva ad una categoria. Quello che se mai si può fare, è individuare degli atti tipici ed esclusivi che, però, devono: a) essere ben circoscritti; b) essere facilmente individuabili; c) non ledere il diritto di esistere ad altre professioni.
Se prendi ad esempio altre professioni vedrai che hanno chiaramente ben definito i loro atti, nero su bianco ed in maniera analitica: è il caso dei geometri e degli architetti, dei commercialisti e dei tributaristi, etc. Lì non ti puoi sbagliare: una DIA per una ristrutturazione la può presentare anche un geometra, una richiesta per un recupero edile, invece, la può presentare solo un architetto. E, se vai a vedere, è spiegata chiaramente la differenza tra "ristrutturazione" e "recupero edile".
Domandiamoci anche perché l'Ordine degli psicologi, in ventanni e passa di esistenza, ancora non è riuscito a metterli nero su bianco questi atti.
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Su questo sono perfettamente d'accordo e, anzi, credo che la confusione delle professioni in Italia si estenda anche ad altre professioni meglio regolamentate della nostra. A complicare le cose contribuiscono non sono solo le norme giuridiche ma anche l'immaginario collettivo e la mentalità fraudolenta di molti italiani, incentivata dalla fame. Sarei comunque curioso di sentire la tua risposta alla domanda che ti poni da solo: di sicuro, vedo anche io una difficoltà intrinseca alla professione ma ho il sentore anche di altro.
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0rion1979
Sarei comunque curioso di sentire la tua risposta alla domanda che ti poni da solo: di sicuro, vedo anche io una difficoltà intrinseca alla professione ma ho il sentore anche di altro.
Ciao, ecco le mie risposte:
a) Ritengo che la psicologia sia una disciplina talmente trasversale che possa essere difficilmente regolata da una legge e ingabbiata in un regolamento.
b) Uno dei motivi per cui l'Ordine, senza dubbio, non ha fatto niente, è per la mancanza di materiale umano di livello a disposizione (per fare queste cose non ci vogliono psicologi politicanti, ma fior fior di comitati scientifici).
c) Un altro dei motivi è che storicamente il CNOP è a maggioranza AUPI (dipendenti pubblici) ai quali non gliene frega un tubo di tutte queste storie, e comunque non vogliono certo andare allo scontro con i medici. Quegli stessi medici che sono i loro primari nelle asl dove lavorano...
Ciao
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Perfettamente d'accordo, il che si ricolegga ad alcune vergogne come il fatto che i medici possano iscriversi al nostro albo senza la laurea in psicologia....
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0rion1979
Perfettamente d'accordo, il che si ricolegga ad alcune vergogne come il fatto che i medici possano iscriversi al nostro albo senza la laurea in psicologia....
Possono cioè essere annotati nell'elenco degli psicoterapeuti presso il loro Ordine. E questo dipende dal fatto che i medici, per consentire la nascita dell'ordine degli psicologi, hanno preteso di mantenere la psicoterapia (ex art. 3, L. 56/89).
Ma quel che è peggio è che un medico psichiatra, neuropsichiatra e neurologo NON deve neppure fare la scuola di specializzazione in psicoterapia, poiché ex lege è già di per sé psicoterapeuta.
Mi spiace darti così tante brutte notizie tutte insieme... :-)
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No no, questa la sapevo sin troppo bene. Poi sai, sta anche lì alla sensibilità della persona... conosco alcuni medici psichiatri che sono bravissimi anche nel campo psicologico. Altri... beh :) Non farmi continuare.
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ok, a questo punto qualcuno mi sa dire per quale motivo è stato istituito l'ordine degli psicologi?
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quattrostracci
Fermo restando che la media dei docenti universitari italiani di psicologia è di medio-basso livello, va anche detto che i programmi delle classi di laurea li fanno al CUN (Consiglio Universitario Nazionale), non in facoltà...
.
e perché non si ribellano, non protestano, non fanno sentire la loro voce a riguardo? Non c'è mai stato un docente che si sia dimesso come segno di protesta per l'inadeguatezza dei programmi stabili dai CUN? Non mi pare, forse perché gli fa comodo così, alla fine è sempre una questione di soldi.
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Io mi trovo pienamente d'accordo con Orion, e mi irrito se penso che potremmo svolgere attività equivalente anche solo con la triennale, iscrivendoci all'albo B, ma non lo facciamo e non prendiamo una posizione concreta. La dicitura sulla loro partita iva è "altre attività paramediche indipendenti", quando in realtà svolgono attività di consulenza psicologica, cosa che potremmo fare anche noi, con le dovute accortezze potremmo farlo anche solo con la triennale. Cavilli legali, tribunali che emanano sentenze a cui i counsellor si possono aggrappare, ma rimane comunque il fatto che viviamo passivamente questa situazione e ci facciamo togliere lavoro ed esperienza da chi ha preferito saltare il percorso "universitario". D'accordo che ( scusate il gioco di parole, non l'ho fatto apposta ) l'esperienza fa effettivamente la differenza, ma mi viene da pensare che noi l'esperienza abbiamo paura di farla. Il mio discorso è molto rozzo, ma parlo di lavoro concreto, di sporcarsi le mani e andare incontro anche a rogne, ma farci perlomeno riconoscere uno spazio vitale in cui poter guadagnare qualcosa.
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Mi è capitato di conoscere una psicologa, regolarmente iscritta all'albo, che si è iscritta ad un corso per counselor aperto a cani e porci!!! a pagamento ovviamente! non solo.. questa psicologa si sottoponeva anche a dei colloqui con un counselor (titolo di studio del suddetto counselor: DIPLOMA!!!)
Purtroppo è l'ignoranza che porta a questo.. è veramente triste che una persona esca dall'università piena di nozioni teoriche ma poi si perda in queste cose..
Diversi sono invece i corsi di counseling riservati ai soli psicologi, sui quali sono anche d'accordo..
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Certo! Se uno vuole fare quello nella vita e c'è lavoro, allora ben venga la formazione che ti consolida le competenze, ne aggiunge di nuove e rappresenta un investimento per il professionista e il paziente/utente. Un saluto a tutti
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Originalmente inviato da
caramellina84
Mi è capitato di conoscere una psicologa, regolarmente iscritta all'albo, che si è iscritta ad un corso per counselor aperto a cani e porci!!! a pagamento ovviamente! non solo.. questa psicologa si sottoponeva anche a dei colloqui con un counselor (titolo di studio del suddetto counselor: DIPLOMA!!!)
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:tajo: no ti prego, quando sento ste cose, mi rotolo dalle risate (poi mi deprime). Dimostra altresì che ho ragione che non tutte le persone laureate in psicologia sono psicologi. Ma ve la vedete st'oca che fa terapia personale con un coach/ counselor che ha un diploma chessò di perito???? A queste persone occorre stracciare la laurea, rendono ridicola tutta la categoria! VIA!
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Conoscete l'Aspic?Eroga Master in Counseling della durata di 4 anni alla modica cifra di circa 2000 euro al mese a cui possono partecipare cani e porci!!!
Io sono andata ad una presentazione di suddetto master, perchè conosco chi lo organizzava e lo fa ancora, quando mi sono trovata di fronte a gente con il diploma volevo alzarmi ed andarmene!E' davvero vergognoso!:swear::swear:Non è possibile pensare che una persona con un diploma potrebbe fare quello che di diritto dovrei fare io!!Ho visto che ci sono diverse sentenze su questa questione e spero che presto la situazione si risolverà. Il counseling riservato solo agli psicologi!!
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ragazzi, senza polemica (sono d'accordissimo con voi...) MA voglio riflettere su una cosa che mi è stata detta da una psicoterapeuta....Lei sosteneva che oggi il counselling sta dievntando un po' una specializzazione...che ne pensate? aldilà che a questi corsi oggi si possono isctivere davvero cani eporci.....dall'idea della specializzaione....che ne pesnate?
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Ciao.... una specializzazione dovrebbe essere aperta a chi ha una laurea, per esempio nell'ambito delle professioni sanitarie....mi sembrerebbe più logico, non è giusto che basti il diploma.....dovrebbero fare più chiarezza con i destinatari del counseling....
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si, infatti...premesso questo!!!!
Volevo invece riflettere proprio sull'idea che un compito (che per legge) è già proprio dello psicologo..diventi (o stia diventando) una specializzazione.....
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se vi interessa la sentenza Zerbetto è stata confermata in appello
http://opl.it/showPage.php?template=news&id=569
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lady georgie
Ho visto che ci sono diverse sentenze su questa questione e spero che presto la situazione si risolverà. Il counseling riservato solo agli psicologi!!
Le uniche due sentenze esistenti passate in giudicato (Tribunale di Messina e Tribunale di Lucca) danno ragione ai counselor... e in Sicilia l'Ordine ha dovuto addirittura pagare i danni... Il counseling - attualmente e da un punto di vista normativo - non è riservato agli psicologi. Domani vedremo...