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Psicologi scolastici
Cari colleghi,
ho provato a fare una ricerca su internet per vedere in che modo è considerata in Italia la figura dello psicologo scolastico. In particolare speravo di trovare il sito dell'Associazione Italiana Psicologi Scolastici attivo. Non ho trovato molto e mi chiedo se esiste un organismo che regolamenta la figura dello psicologo scolastico considerando che indubbiamente l'intervento a scuola richiede tutta una serie di parametri differenti da quelli necessari per operare all'interno dei nostri studi o dei contesti clinici classici. In particolare per lo psicologo che opera all'interno della scuola si pone il problema del committente che è la scuola, dell'utente che un minorenne, del rapporto con le famiglie, del rapporto con gli insegnanti ecc.... Mi chiedevo allora se non sia possibile utilizzare questo forum per creare un confronto e diffondere notizie utili sull'argomento (se conoscete libri, siti internet, riviste ecc...).
Grazie per chi di voi vorrà e potrà rispondere
Buon lavoro e buono studio
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Riferimento: Psicologi scolastici
Sono molto interessata all'argomento e ho lavorato per un po' con diverse progettualità all'interno delle scuole.
Questo è una comunicazione dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia rispetto ad un tentativo di accordo con il comune di Milano: http://www.opl.it/showPage.php?template=news&id=435
Questa è la conclusione del protocollo d'intesa:
"E’ convincimento condiviso dell’Assessorato alle Politiche Sociali e ai Servizi per la Salute del Comune di
Milano e dall’Ordine Psicologi della Lombardia che sia nell'interesse dei cittadini e della Scuola
implementare e garantire negli Istituti di ogni ordine e grado un’attività di ascolto e di prevenzione,
anche nella forma di intervento indiretto attraverso i gruppi classe, i genitori e i docenti. Tale intervento è
riservato agli Psicologi al fine di garantire i minori e i cittadini ed è auspicata in tutte le scuole del
territorio della città di Milanese. "
Quali siano i risvolti pratici di tutto questo non lo so.
Io continuo a presentare progetti nelle scuole, ma è molto difficoltoso che queste abbiano i fondi per pagarti.
E' molto più facile ottenere finanziamenti altrove (Fondazioni, etc.), ma spesso bisogna costituire cooperative ed associazioni per farlo.
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Riferimento: Psicologi scolastici
Ciao Veronica,
intanto grazie per la risposta.
Mi fa molto piacere leggere le parole del protocollo d'intesa con il Comune di Milano, credo a questo punto uno dei più all'avanguardia. Non amo molto guardare fuori dalla nostra nazione ma devo dire che sull'esempio del mondo anglosassone prima o poi la figura dello psicologo scolastico dovrà essere riconosciuta....
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Riferimento: Psicologi scolastici
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Originalmente inviato da
Stefydam79
Ciao Veronica,
intanto grazie per la risposta.
Mi fa molto piacere leggere le parole del protocollo d'intesa con il Comune di Milano, credo a questo punto uno dei più all'avanguardia. Non amo molto guardare fuori dalla nostra nazione ma devo dire che sull'esempio del mondo anglosassone prima o poi la figura dello psicologo scolastico dovrà essere riconosciuta....
:ciao:
Lo spero anch'io :crossed: ho appena terminato un master in psicologia scolastica, ma purtroppo il riconoscimento di questo ruolo all'interno della scuola dipende dall'approvazione di quel decreto di legge archiviato nei meandri della politica italiana.....
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Riferimento: Psicologi scolastici
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Originalmente inviato da
Haidy2009
:ciao:
Lo spero anch'io :crossed: ho appena terminato un master in psicologia scolastica, ma purtroppo il riconoscimento di questo ruolo all'interno della scuola dipende dall'approvazione di quel decreto di legge archiviato nei meandri della politica italiana.....
Quale master hai frequentato?Io aspetto che riparte quello della Galton ad ottobre...
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Riferimento: Psicologi scolastici
Ciao Kyara,
ho frequentato il firera-liuzzo; ho sentito pareri positivi sul Galton.... non so se hai letto recensioni anche nella stanza 'orientamento post laurea' .
:)
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Riferimento: Psicologi scolastici
Io lavoro a Roma ormai da ben 4 anni nelle scuole come psicologa scolastica e quindi vi posso assicurare... che ci si può riuscire :-)
In bocca a lupo a tutti! :-)
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Riferimento: Psicologi scolastici
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Originalmente inviato da
Faby78
Io lavoro a Roma ormai da ben 4 anni nelle scuole come psicologa scolastica e quindi vi posso assicurare... che ci si può riuscire :-)
In bocca a lupo a tutti! :-)
ciao faby78....grazie per il tuo messaggio rassicurante.:approved: potresti raccontarmi il tuo percorso formativo e soprattutto quello lavorativo?come ti sei proposta?come hai iniziato?grazie in anticipo....:approved:
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Riferimento: Psicologi scolastici
mmh è una lunga storia :-)
Per farla breve... Il mio percorso formativo è stato laurea in Psicologia, specializzazione in psicoterapia e master in psicologia giuridica.
Professionalmente... ho fatto tanta, ma proprio tanta gavetta come la maggior parte degli psicologi facendo l'aec (assistente educativo culturale) e l'assistente domiciliare nei progetti di sostegno alla genitorialità. E proprio in una scuola nella quale lavoravo come aec lavoro adesso da 3 anni come psicologa :-)
Con le altre scuole sono entrata in contatto attraverso il tirocinio, oppure presentandomi personalmente e dando la disponibilità per il primo anno a svolgere delle ore (10, massimo 20) gratuite... e come strategia ha funzionato visto che poi mi hanno tenuto e ora mi pagano ;-)
Cercate di stabilire sempre un buon rapporto con il docente referente dei progetti per l'area della salute e con gli insegnanti in generale... il loro parere e la loro stima e fiducia sono fondamentali ;-)
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Riferimento: Psicologi scolastici
ma per fare l'assistente educativo culturale hai seguito qualche corso?come sei riuscita a lavorarci nelle scuole,non so c'è una graduatoria?
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Riferimento: Psicologi scolastici
Per lavorare come aec ho semplicemente presentato il curriculum a tantissime cooperative di Roma... fino a quando mi hanno chiamato. Devi vedere qual'è la cooperativa che gestisce il servizio degli aec nella zona che ti interessa... e poi contattarli e sperare che ti chiamino (magari all'inizio per le sostituzioni). Questo almeno a Roma... ;)
Per lavorare nelle scuole come psicologa non ci sono graduatorie, o ti presenti come libera professionista o contatti cooperative e associazioni che ci lavorano attraverso bandi comunali o progetti.
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Riferimento: Psicologi scolastici
non sono di roma ma... possibile che pur scandagliando TUTTE e dico tutte le cooperative della provincia non ci sia stato uno straccio di telefonata??? e che cacchio!! scusate lo sfogo :)
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Riferimento: Psicologi scolastici
Notizia di oggi! http://www.opl.it/showPage.php?sarat...te=news&id=505
Citazione:
non sono di roma ma... possibile che pur scandagliando TUTTE e dico tutte le cooperative della provincia non ci sia stato uno straccio di telefonata??? e che cacchio!! scusate lo sfogo
Hai inviato solo il tuo curriculum? Perché talvolta è meglio presentare direttamente un progetto, che potrebbe essere proprio quello di cui hanno bisogno!
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Riferimento: Psicologi scolastici
Ciao , ho letto il tuo post.. posso chiederti una mano? per favore puoi spiegarmi cosa fai nelle scuole e come hai cominciato? io das qualche anno mi occupo di uno sportello scolastico.. ma sono semplicemente una tirocinante... come ci si può proporre e cosa si può proporre oltre allo sportello d'ascolto o gruppi tematici nella scuola?
Grazie mille
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Riferimento: Psicologi scolastici
Ciao, si possono proporre tantissime cose... tipo la formazione e la supervisione con i docenti, giornate formative con i genitori, interventi nelle classi segnalate dai docenti... La cosa importante è indagare e partire dalle esigenze della scuola, oltre ovviamente che dai propri interessi e dalle proprie competenze ;-)
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Re: Psicologi scolastici
Ho letto di un test per l'orientamento realizzato dal centro per l'orientamento di trieste. E' composto da 140 affermazioni a cui il candidato deve dare un gradimento con scala 0-3, dove 0 è nessun interesse e 3 è molto interesse. So che è molto efficace ma non è in vendita. Come reperirlo? qualcuno di voi potrebbe mandarmelo con l'email? scrivetemi in pm e vi lascio il contatto. grazie.
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Riferimento: Psicologi scolastici
Ciao, posso chiederti dove hai fatto il master in psicologia scolastica e se sei stata soddisfatta della formazione?
grazie!
Citazione:
Originalmente inviato da
Haidy2009
:ciao:
Lo spero anch'io :crossed: ho appena terminato un master in psicologia scolastica, ma purtroppo il riconoscimento di questo ruolo all'interno della scuola dipende dall'approvazione di quel decreto di legge archiviato nei meandri della politica italiana.....
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Riferimento: Psicologi scolastici
Ciao Dalia Argento,
ho risposto nella tua pagina-profilo.
:ciao:
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Riferimento: Psicologi scolastici
Ciao a tutti, c'è qualcuno che lavora come psicologo scolastico, o a contatto con lui/lei, e ha voglia di scrivere qualche impressione su questa figura e sull'interazione con altre figure nella realtà complessa della scuola?
In particolare credo che potrebbe essere interessante capire meglio non sono quali sono gli ambiti di intervento dello psicologo scolastico ma anche se e come lui/lei riesce ad inserirsi all'interno delle relazioni di una scuola, quali sono i problemi che avverte maggiormente, come vengono vissuti e affrontati da coloro che vivono la realtà scolastica, quali sono la sua posizione e il suo ruolo in tutto questo, come viene vissuta la sua presenza, ecc.
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Riferimento: Psicologi scolastici
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Originalmente inviato da
Lyanne
Ciao a tutti, c'è qualcuno che lavora come psicologo scolastico, o a contatto con lui/lei, e ha voglia di scrivere qualche impressione su questa figura e sull'interazione con altre figure nella realtà complessa della scuola?
In particolare credo che potrebbe essere interessante capire meglio non sono quali sono gli ambiti di intervento dello psicologo scolastico ma anche se e come lui/lei riesce ad inserirsi all'interno delle relazioni di una scuola, quali sono i problemi che avverte maggiormente, come vengono vissuti e affrontati da coloro che vivono la realtà scolastica, quali sono la sua posizione e il suo ruolo in tutto questo, come viene vissuta la sua presenza, ecc.
io avrei da fare delle domande, così, nell'attesa che intervengano i tuoi colleghi con osservazioni sul loro ruolo.
Intanto, per esempio, a scuola nostra intervengono sia operatori laureati in Psicologia, con esperienze alle spalle, anche in altre strutture, quindi molto esperti, e questi lavorano con noi in classe.
a volte incontriamo Psicologi o anche Psichiatri, in via eccezionale, che seguono privatamente o attraverso l'Asl i nostri alunni, e che in questo caso fanno delle riunioni, con noi, con i genitori,con gli insegnanti di sostegno, con quelli di classe di tutte le materie, col coordinatore del sostegno e a volte anche alla presenza del Dirigente.
Io ho percepito spesso un rapporto di convenienza, in queste riunioni, poco costruttivo,c'è troppa gente ad assistere, c'è un pubblico e tutti sono tirati e sulle sue.:)
E' un rapporto come dire, ipocrita, i genitori non dicono la verità, quel che pensano, degli insegnanti, gli insegnanti non si azzardano a dire le loro difficoltà, il fine praticamente diventa la riunione stessa, che vada bene e che possibilmente possiamo fare tutti la figura delle persone che collaborano, dagli psicologi ai genitori al Dirigente.
Siamo tutti abbastanza attenti, ecco, a quel che si dice, e poi non siamo tutti d'accordo sul bimbo in questione.
le difficoltà ci sono eccome, nel rapporto con gli operatori, anche con quelli interni, anche con quelli che conosciamo, forse perchè ognuno ha il suo carattere, e mica tutto si può guidare, insomma.
C'è chi giura che il bimbo tale con lui è meraviglioso, e chi mugugna ( sottovoce per non farsi sentire), guarda che con me è insopportabile.
E poi i suggerimenti strategici dello Psicologo, anche a distanza: qui bisognerebbe aprire un capitolo a parte.
Non voglio dire che non funzionino, però su quelli si scatenano le reazioni più varie, ad esempio sul "sistema a premi" c'è chi dice che è diseducativo e che diventa un ricatto del bambino, alla lunga. Solo per dire, non so se c'entri.
Ciao!
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Ciao Giovanna, grazie per il tuo intervento intanto. Interessante quello che scrivi.
In classe con voi lo psicologo che cosa fa?
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Originalmente inviato da
Lyanne
Ciao Giovanna, grazie per il tuo intervento intanto. Interessante quello che scrivi.
In classe con voi lo psicologo che cosa fa?
Dunque, intanto diciamo che fa l'insegnante di sostegno, integrando con un orario piuttosto ampio, di 26 ore anzichè di diciotto, perchè è pagato dal Comune, la mancanza di insegnanti di sostegno che coprano tutto il fabbisogno che c'è.
Quindi si divide tra i vari alunni, e si unisce alla programmazione degli insegnati di sostegno, facendo le varie materie nelle ore specifiche, esempio se c'è l'ora mia, sta con me in classe e fa fare una lezione diversa o uguale aiutando, a seconda dei casi.
Inoltre segue la lezione come osservatrice, ma questo non è concordato, è sottinteso diciamo, e fa i suoi interventi, partecipa, parla con la classe, con i vari alunni, interviene su quello che dico io o dicono loro, aiuta anche a tenere la disciplina se ci vuole, perchè no, li richiama, fa quello che si fa tutti insomma.
Se ci sono problemi particolari esempio di conflitto, tra alunni e un alunno in particolare, per esempio, può capitare che ci si divida, si parla con l'uno o con gli altri in separata sede e si cerca di risolvere la questione, si fa in parole povere quella che si chiama contemporanea presenza.
Poi se c'è confidenza, è capitato anche l'operatrice psicologa ti dica guarda sbagli a fare così, a volte si perde anche tempo, eh, quando c'è lei, perchè ti racconta le sue esperienze nel campo, quindi.
Poi a volte partecipa anche dove non è in classe, perchè le cose circolano nei corridoi, quindi se c'è un alunno difficile anche se non lo segue, qualcosa ti dice lo stesso, così.
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Riferimento: Psicologi scolastici
ah, mi ero dimenticata, abbiamo anche un progetto dell'Asl, si chiama progetto ventaglio, praticamente viene una psicologa a scuola, ed è a disposizione di genitori, alunni e insegnanti, ha uno sportello d'ascolto, e per esempio una volta l'anno chiama i ragazzi uno per volta e credo chieda se hanno problemi, come si trovano a scuola, ecc.
quindi io l'ho vista una volta, si è affacciata e mi ha chiesto se le mandavo i bimbi uno per volta.:)
lì per lì le volevo dire di no, che era la mia ora, poi ho soprasseduto, scherzoooo:))))
Questo era per dire che secondo me uno psicologo scolastico dovrebbe andarci coi piedi di piombo, perchè sono importanti le dinamiche che suscita!
E non tener conto solo degli alunni, ma anche di tutto l'ambiente, infatti dopo una cosa del genere di solito si commenta, della serie " E' venuta da te quella?" " Moh? io stavo facendo una cosa importante, arriva quella e ti porta via il Tizio, già ha difficoltà, poi ha perso la spiegazione, poi figuriamoci cosa ci capisce dopo" ecc.:)
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Riferimento: Psicologi scolastici
ciao a tutti...
Io lavoro (ho lavorato e non so se quest'anno lo rifarò per vari motivi personali) come psicologo in classe. Sono entrata attraverso un progetto.
Concordo e quoto tutto ciò che dice Giovanna, soprattutto ciò che dice accadere nei consigli di classe (ancora di più nei GLH).
Passo a cosa facevo io...
noi(io e latri operatori, sia psico che consulenti, psicoterapeuti, pedagogisti e psichiatri ognuno nel suo ruolo)lavoravamo sia in classe (attraverso dei circle time) sia con gli insegnanti e con altre figure nella scuola. Con i bambini, le tematiche erano diverse....alcune erano legate al periodo di sviluppo(lavoravamo con bambini delle elementari fino alle superiori) altre invece erano legate a particolari esigenze della scuola o venivano direttamente da richieste delle insegnanti che ci chiedevano consiglio su situazioni particolari.
Ciò che mi è tanto piaciuto di questo progetto è..che dopo la diffidenza iniziale di ognuno (insegnanti, bambini e anche noi operatori) abbiamo collaborato davvero nel vero senso del termine.
Sceglievo (parlo della mia esperienza)insieme all'insegnante (che fungeva da tutor) un'argomento da trattare....insieme programmavamo le varie attività che IO avrei svolto in classe (in sua presenza e dopo aver spiegato ai bambini che siamo tutti alla pari: io, insegnante e loro..infatti TUTTI nessuno escluso era seduto sulle sedioline piccole......) e quelle che LEI avrebbe svolto nelle settimane successiva per prolungare e approfondire il tema.
Ovviamente le attviità che facevo io avevano un taglio psico, le sue...erano prettamente didattiche..e ogni volta che tornavo...si predisponeva un attività di "mezzo" che ci facesse capire (sia a me che all'insegnante) se e come quell'argomento era "passato"....ed è proprio questo, questa continua fiducia, collaborazione..che ha dato i suoi frutti!!!!!!!!
Detto questo..le principali difficoltà le ho incontrate all'inizio quando (come già detto) ho notato diffidenza!
Insomma...molti ci vedevano come "quelli che vogliono risolvere la situazione.."....
a questo proposito....abbiamo previsto due incontri dove onguno (in maniera anonima) ci dava un "appellativo"...una sorta di giochino ;)
(non immaginate cosa è venuto fuori....) e da lì, la volta successiva siamo partite con la definizione dei ruoli.....con i rispettod ei confini e della competenze di tutti...anche perchè, per inciso sono STRA CONVINTA che buona parte del progetto riesce se gli insegnanti capiscono che non si devono sentire giudicati, (non è il ns ruolo), anzi, valorizzati ...ciò che secondo me molte volte penalizza tanti psico e tanti porgetti è che si parte col piede sbagliato. Chi meglio di un insegnante cha lavora in classe per 5, 6 ore al giorno con quei bambini/ragazzi..conosce le loro reazioni, le loro difficoltà e la situazione scolastica?.....Certo ogni parere è soggettivo....ma credo che valorizzare la risorse di ognuno(compreso quelle delle insegnanti) sia, per noi psico, una carta vincente!
scusate la lungaggine...ma questo argomento..mi piace proprio!!!!!!!!!!!!!!!
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Riferimento: Psicologi scolastici
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Originalmente inviato da
Giovanna11
ah, mi ero dimenticata, abbiamo anche un progetto dell'Asl, si chiama progetto ventaglio, praticamente viene una psicologa a scuola, ed è a disposizione di genitori, alunni e insegnanti, ha uno sportello d'ascolto, e per esempio una volta l'anno chiama i ragazzi uno per volta e credo chieda se hanno problemi, come si trovano a scuola, ecc.
quindi io l'ho vista una volta, si è affacciata e mi ha chiesto se le mandavo i bimbi uno per volta.:)
lì per lì le volevo dire di no, che era la mia ora, poi ho soprasseduto, scherzoooo:))))
Questo era per dire che secondo me uno psicologo scolastico dovrebbe andarci coi piedi di piombo, perchè sono importanti le dinamiche che suscita!
E non tener conto solo degli alunni, ma anche di tutto l'ambiente, infatti dopo una cosa del genere di solito si commenta, della serie " E' venuta da te quella?" " Moh? io stavo facendo una cosa importante, arriva quella e ti porta via il Tizio, già ha difficoltà, poi ha perso la spiegazione, poi figuriamoci cosa ci capisce dopo" ecc.:)
ed è proprio per queste dinamiche che io eviterei il classico sportello! oltre in fatto che, sempre a mio avviso, lo sportello....non aiuta i ragazzi/bambini. Chi ci va..viene poi spesso etichettato come problematico..(questo è emerso dai ns questionari....)...poi boh...dipende molto da come viene svolto. Io in particolare preferisco la presenza in classe....
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Riferimento: Psicologi scolastici
Ciao a tutti.
Credo che Giovanna tocchi parecchi punti nevralgici.
Personalmente ho qualche ricordo, non molti, in questo campo (ora svolgo il mio lavoro in ospedale): nei primi anni ho lavorato nei doposcuola e nella scuola estiva (allora gestiti dai Comuni). In entrambi i casi c'era uno psicologo/a con cui avevamo delle riunioni di programmazione, un po' si parlava dei casi. E va bene. Questo circa vent'anni fa (1994-1995).
Poi ho iniziato a lavorare come insegnante di classe, avevo situazioni toste, come molti altri colleghi, e un anno o due c'era una psicologa che teneva uno specie di sportello, per bambini, genitori, insegnanti. Ricordo il caso di un bambino, i genitori erano consapevoli della situazione, e l'intervento è stato utile (la psicologa avdeva incontrato anche loro).
In un'altra scuola, invece, l'intervento si è rivelato meno positivo. Era una classe con una storia tutta sua: una quinta, genitori in gran parte "bene", insegnanti che li avevano presi dalla prima, al momento tutt'e due assenti. Pare che negli anni precedenti ci fossero stati problemi tra loro due. L'anno prima i bambini avevano avuto due supplenti alle quali si erano molto affezionati. io e la mia collega eravamo nuove per loro. E' stato tutt'altro che facile. Quando la psicologa, il cui incarico comprendeva sia lo sportello sia il lavoro nelle classi, ha iniziato le sue ore da noi (c'era un calendario), era appena morto, per un incidente sul lavoro, il padre di un bambino.
Non l'hanno accettata, ritenevano che non li aiutasse e forse non avevano tutti i torti. Quando lei veniva in classe, o la ignoravano o erano "arrabbiati". Ripensandoci, ora anche io affronterei la realtà di quella classe in altro modo. Tutto serve.
Sono ruoli delicati, sia quello dell'insegnante, sia quello dello psicologo scolastico. La realtà della scuola è in continuo fermento.
Credo che le risorse, se ben combinate, possano svolgere un buon lavoro, ma bisogna che ci sia chiarezza su chi fa cosa e avere l'umiltà di lavorare insieme (non con l'idea di "io farei di meglio con i bambini" oppure "mi fa perdere tempo"), cosa non certo semplice.
Le potenzialità, come si dice oggi, ci sono, eccome, ma ci sono anche i rischi: che ci si chiuda, che si voglia prospettare una realtà migliore di quella che è, che ci si senta sotto esame, che si veda lo psicologo come un fastidio o che, al contrario, insegni, "tappi i buchi" perché non c'è personale. Sono rischi di una realtà in fermento e di una figura secondo me ancora poco definita.
La poca chiarezza, in questi tempi, rischia di creare attriti con figure per certi versi affini: vedi la discussione ins. di sostegno/psicologi e alimentare le tensioni, anziché appianare i contrasti.
Poi c'è un'altra questione: l'insegnante di per sé deve avere competenze psicologiche.
Ok, un'altra figura, ponendosi da un'altra prospettiva, può vedere le cose in un altro modo e apportare un proprio contributo nell'ottica del miglioramento delle relazioni, ad esempio, ma bisogna porre attenzione a tutte le dinamiche. Che non diventi il "nemico che osserva", "l'amicone", o quello che dice "cosa deve fare l'insegnante", ecc. Possibilità, certo.
Ci vogliono tatto da una parte e disponibilità ad ascoltare dall'altra, ma non solo.
Guardiamo il contesto scuola: com'è? I bambini devono stare bene, gli insegnanti anche, si dice, no?
Ok, ma intanto da una parte bisogna stare attenti al singolo bambino e al suo percorso, ai suoi problemi, effettuare percorsi personalizzati, gestire rapporti con le famiglie nel "modo migliore" (e già lì ce n'è...) e nel frattempo "sottostare" alla valutazione nazionale (famigerate prove INVALSI), che alla fin fine vogliono significare. "La tua classe è così"; "Tu sei così" "Gli altri sono così".
Vogliono,ok: lì entra in gioco "il tronco", la struttura della persona. Però, ragazzi, non sono bruscolini. La "pressione" c'è. Poi, ovviamente, ci sono le possibilità di risposta.
Chi ha assistito alla comparazione dei grafici tra classi ai collegi docenti, credo abbia un ricordo indelebile.
Scuola "armonia" e scuola competizione.... e bisogna far quadrare il cerchio. E poi che altro?
In questa realtà, la scuola stessa "ci mette" uno psicologo......
Fa riflettere la cosa, non trovate?
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Riferimento: Psicologi scolastici
Memole (scusa, avevo letto solo il tuo ultimo post, dopo aver scritto): la tua esperienza mi sembra molto significativa e in effetti tu stessa tocchi parecchi punti forti, collaborazione tra insegnanti, progettazione comune, sentirsi pari, insomma lavorare insieme. E' rincuorante leggere esperienze di questo tipo.
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Riferimento: Psicologi scolastici
Ciao! Sono nuova... Vi ringrazio per le cose che state mettendo a disposizione... Si tratta sicuramente di una discussione molto utile! Anch'io ho lavorato nelle scuole, avendo avuto modo di iniziare a rendermi conto dell'utita e del significato dello psicogo nelle scuole.. Ma al di la di qualsiasi altra considerazione vorre che mi aiutaste - se potete- a capire una cosa: come si fa ad entrare a lavorare nelle scuole? C'è chi ha parlato di psicologo come insegnante di sostegno ... Io ho potuto fare varie esperienze nelle scuole solo come tirocinante ... C'è bisogno del master in psicologia scolastica?
Grazie in anticipo
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Riferimento: Psicologi scolastici
no, se vuoi lavorare come psicologo scolastico(sportelli, circle time, osservazione...) puoi proporti come libero professionista oppure cercare di entrare in progetti (già attivi o che proponi tu)..mentre per lavorare come insegnante di sostegno(NON psicologo...) devi avere l'abilitazione (ex scuole magistrali, ex SISS o scienze formazione primaria).....
Ma l'insegnante di sostegno è un insegnante, NOn uno psicologo (che poi alcuni insegnanti di sostegno abbiano la laurea in psicologia ok..ma di base sono insegnanti) :)
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Riferimento: Psicologi scolastici
Da noi credo, ma non ne sono sicura, che sia entrata come educatrice, cioè noi come scuola e come Collegio credo possiamo chiedere o ci viene proposto l'intervento di educatori esterni, al Comune, il Comune immagino attinga a delle Cooperative o cose così, poi il Collegio approva dopo le varie intermediazioni. Questi interventi vengono proposti o richiesti, a seconda dei casi, la scuola è aperta, basta che si trovino le risorse e, naturalmente, tutto passa dall'approvazione in sede di collegio.
Come poi queste risorse vengono utilizzate nella pratica, sta un po' alla disponibilità dell'operatore esterno, un po' alle sue competenze, un po' ad accordi inter-nos, a seconda di che cosa si concorda.
Credo che come educatore il vincolo del titolo di insegnante la scuola non lo possa richiedere, non ne sono sicura, ma penso di no, essendo un esterno è più libero da vincoli, basta abbia il titolo di educatore, ma ripeto, non ne sono certa. E' chi lo paga che dice alla scuola ti mando questa figura,ha questi titoli e queste competenze, questa sarebbe la logica, almeno.
una cosa che NON può fare come qualsiasi operatore esterno, è stare da solo a contatto con la classe, cioè la responsabilità della classe è sempre e solo dell'insegnante che deve essere sempre presente, quando c'è l'operatore!
E questo secondo me è un altro nodo, cioè che noi siamo responsabili pure di ciò che fa l'educatore, anche se è psicologo:))
Un'altra figura presente in classe è sempre impegnativa, c'è come si diceva, un osservatore che cambia le cose! Succede quando si fa compresenza, è tutto diverso.
bisogna praticamente presentare ai ragazzi questa figura, loro devono sapere cosa fa, gli va spiegato, nel caso nostro loro conoscono l'educatrice, la riconoscono perchè la vedono sempre, quindi è una di noi, fa parte del quadro della scuola, e quindi è un po' un'insegnante, che però non dà i voti, ma aiuta, i voti belli o brutti li dà l'insegnante della materia, è buffo ma è così:) Piacerebbe anche a me fare la parte della buona, confesso:)))
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Riferimento: Psicologi scolastici
Stamani ho avuto la riprova che lo Psicologo a scuola ci vorrebbe anche per un altro motivo: siccome anche gli insegnanti sono materiale umano e non sono numeri, e hanno momenti di crisi forte della loro vita, e questo è un lavoro a contatto col sociale, ci sono situazioni in cui sarebbe necessaria una figura intermediaria.
Ora, noi come colleghi siamo bravi, nel senso che abbiamo preso il problema di una collega e lo abbiamo condiviso in sala insegnanti con lei, a porte chiuse, accordandoci che quando sta male ci fa un avvertimento, e si ritira dalla classe, ovviamente finchè non troverà una soluzione al suo problema, ma ci sarebbe stato bisogno di una figura competente, è vero che siamo abituati ai problemi psichici, però insomma..
la funzione dello psicologo l'ha fatta il coordinatore del sostegno, che è un uomo molto in gamba, ha preso una situazione critica in mano, e l'ha gestita molto bene ma lo Psicologo non c'era, e anzi, ha detto chiaramente che si è rotta di essere mandata a fare sostegno agli insegnanti!!!:(((
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Riferimento: Psicologi scolastici
nooooooo Giovanna...questa cosa è assurda!
Intanto complimenti per la comprensione verso una vostra collega...e complimenti al coordinatore per avre gestito la stuazione (magari ci dai qualche dettaglio? senza ovviamente entrare nel merito delle persone!)...ma...questa psicloga che si rompe perfare sostegno alle insegnanti???????????ma lo sa questa tipa che il sostegno (che poi è consulenza) rientra nei suoi ambiti?...e che un insegnante che lavora bene, contento, felice avrà una buona classe??????????vabeh..stendiamo un velo pietoso che è meglio!
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Riferimento: Psicologi scolastici
Citazione:
Originalmente inviato da
Giovanna11
la funzione dello psicologo l'ha fatta il coordinatore del sostegno, che è un uomo molto in gamba, ha preso una situazione critica in mano, e l'ha gestita molto bene ma lo Psicologo non c'era, e anzi, ha detto chiaramente che si è rotta di essere mandata a fare sostegno agli insegnanti!!!:(((
spesso accade che la psicologa venga chiamata SOLO per fare sostegno agli insegnanti (tipo crocerossina), SOLO quando la situazione è degenerata in modo conclamato e che questa psicologa venga messa da parte, anzi considerata un problema, quando si può intervenire in modo precoce e lavorare sulla prevenzione, quindi evitando che le situazioni degenerino...
ecco è anche per questo che gli psicologi nelle scuole non sono ben accetti dagli insegnanti (non tutti per carità) e dai genitori (ancora, non tutti)...perché il nostro lavoro è anche quello di mettere in discussione degli equilibri che, pur essendo disfunzionali, finché durano danno una parvenza di stabilità, finché poi accade che qualcuno non ce la fa più e ha una crisi emotiva, allora ecco che ci si ricorda dello psicologo (quando va bene) altrimenti c'è qualcun altro che ci mette una pezza e si va avanti fino alla prossima crisi o finché qualche insegnate si licenzia o altro. Con buona pace della salute mentale degli insegnanti, alunni e personale vario a seconda di chi è, di volta in volta, la vittima designata e valvola di sfogo del sistema
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Originalmente inviato da
Johnny
spesso accade che la psicologa venga chiamata SOLO per fare sostegno agli insegnanti (tipo crocerossina), SOLO quando la situazione è degenerata in modo conclamato e che questa psicologa venga messa da parte, anzi considerata un problema, quando si può intervenire in modo precoce e lavorare sulla prevenzione, quindi evitando che le situazioni degenerino...
ecco è anche per questo che gli psicologi nelle scuole non sono ben accetti dagli insegnanti (non tutti per carità) e dai genitori (ancora, non tutti)...perché il nostro lavoro è anche quello di mettere in discussione degli equilibri che, pur essendo disfunzionali, finché durano danno una parvenza di stabilità, finché poi accade che qualcuno non ce la fa più e ha una crisi emotiva, allora ecco che ci si ricorda dello psicologo (quando va bene) altrimenti c'è qualcun altro che ci mette una pezza e si va avanti fino alla prossima crisi o finché qualche insegnate si licenzia o altro. Con buona pace della salute mentale degli insegnanti, alunni e personale vario a seconda di chi è, di volta in volta, la vittima designata e valvola di sfogo del sistema
La psicologa, (naturalmente io parlo dell'educatrice, cioè di quella che veramente c'è dentro, cioè lavora a stretto contatto con noi, che è laureata in Psicologia e ha molte esperienze anche esterne nei centri, anche d'estate segue i ragazzi con problemi, al di fuori della scuola, conosce le famiglie e le loro problematiche ed è in contatto con servizi sociali e Asl), diciamo che in questo caso è informata dei fatti, ma di primo acchito ha reagito con stizza, dicendo: "Ma quanti ce ne sono nella scuola di persone così, cioè che sono fuori controllo.." Sembra che le persone che hanno problemi siano solo lì.
Va beh, d'altro canto ci saranno anche altrove, insomma, starà al datore di lavoro giudicare.
Queste sono reazioni che non mi piacciono da parte di un professionista, come dire, ma quanti malati ci sono, e poi, per rincarare la dose "Poveri ragazzi".
Non lo so, qui si va fuori del campo di discussione, sulle impressioni ed esperienze di lavoro, quindi è terreno un po' difficile, non saprei quali riflessioni fare in senso costruttivo come insegnante.
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Ciao..Giovanna, come insegnante potresti dirci tu (da insegnante) cosa ti saresti aspettata da un professionista serio e competente! ;)
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Originalmente inviato da
Giovanna11
La psicologa, (naturalmente io parlo dell'educatrice, cioè di quella che veramente c'è dentro, cioè lavora a stretto contatto con noi, che è laureata in Psicologia e ha molte esperienze anche esterne nei centri, anche d'estate segue i ragazzi con problemi, al di fuori della scuola, conosce le famiglie e le loro problematiche ed è in contatto con servizi sociali e Asl), diciamo che in questo caso è informata dei fatti, ma di primo acchito ha reagito con stizza, dicendo: "Ma quanti ce ne sono nella scuola di persone così, cioè che sono fuori controllo.." Sembra che le persone che hanno problemi siano solo lì.
Va beh, d'altro canto ci saranno anche altrove, insomma, starà al datore di lavoro giudicare.
Queste sono reazioni che non mi piacciono da parte di un professionista, come dire, ma quanti malati ci sono, e poi, per rincarare la dose "Poveri ragazzi".
Non lo so, qui si va fuori del campo di discussione, sulle impressioni ed esperienze di lavoro, quindi è terreno un po' difficile, non saprei quali riflessioni fare in senso costruttivo come insegnante.
io non mi riferivo allo specifico caso riportato da te, anche perché non potrei esprimere opinioni su persone e situazioni che non conosco ...era solo uno sfogo mio.
è anche vero però che lo psicologo di riferimento dovrebbe essere veramente "esterno", cioè non lavorare come educatore all'interno della struttura. Il massimo sarebbe avere uno sportello a disposizione di tutti (alunni, insegnanti, genitori)...come tu appunto dici, "queste reazioni non mi piacciono da un professionista"...ma il "professionista" in questione, che "professione" svolge nella struttura? educatore, psicologo, animatore...un po' di tutto? difficile poi restare distaccati. Ovvio che possono scappare delle frasi confidenziali, come se si parlasse tra colleghi...perché, effettivamente, se lo psicologo fa anche l'educatore, effettivamente oltre a essere una figura di riferimento esterna è anche un collega.
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Originalmente inviato da
Johnny
io non mi riferivo allo specifico caso riportato da te, anche perché non potrei esprimere opinioni su persone e situazioni che non conosco ...era solo uno sfogo mio.
è anche vero però che lo psicologo di riferimento dovrebbe essere veramente "esterno", cioè non lavorare come educatore all'interno della struttura. Il massimo sarebbe avere uno sportello a disposizione di tutti (alunni, insegnanti, genitori)...come tu appunto dici, "queste reazioni non mi piacciono da un professionista"...ma il "professionista" in questione, che "professione" svolge nella struttura? educatore, psicologo, animatore...un po' di tutto? difficile poi restare distaccati. Ovvio che possono scappare delle frasi confidenziali, come se si parlasse tra colleghi...perché, effettivamente, se lo psicologo fa anche l'educatore, effettivamente oltre a essere una figura di riferimento esterna è anche un collega.
Hai intuito perfettamente la situazione! L'educatrice è una di noi, una collega, diventa un'amica, non ci avevo mai pensato, sta con noi, ci conosce,pranza con noi, parliamo di tutto, conosce anche il nostro privato, però ci guarda, è una situazione molto ambigua:)), al tempo stesso mentre noi non abbiamo contatti diretti con i servizi esterni, Asl, servizi sociali,famiglie ecc, lei sì:)) quindi per ipotesi io posso viverla con preoccupazione.
Lo psicologo scolastico quindi deve essere esterno?
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beh..almeno uno che abbia SOLO quel ruolo!Lo psicologo (se lavora da psicologo) deve necessariamente seguire un codice deontologico (Ed etico)....avere due ruoli(educatrice e psicologo) crea false convinzioni, aspettative diverse sia in lei stessa che negli utenti....Inoltre...secondo me, avendo anche lavorato come educatrice....si cera anche un "conflitto di interessi"..............e comunque è diffiicle rimanere distanti (ma al tempo stesso empatici) eds oggettivi..se si è all'interno di una situazione!
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MEMOLEMEMOLE
beh..almeno uno che abbia SOLO quel ruolo!Lo psicologo (se lavora da psicologo) deve necessariamente seguire un codice deontologico (Ed etico)....avere due ruoli(educatrice e psicologo) crea false convinzioni, aspettative diverse sia in lei stessa che negli utenti....Inoltre...secondo me, avendo anche lavorato come educatrice....si cera anche un "conflitto di interessi"..............e comunque è diffiicle rimanere distanti (ma al tempo stesso empatici) eds oggettivi..se si è all'interno di una situazione!
beh, abbiamo in comune molte cose, anche l'insegnante deve seguire un codice deontologico, che non è specificato da un Ordine, ma più o meno penso che avendo a che fare col sociale, sia simile, ha delle regole etiche, di comportamento!
Anche noi siamo all'interno di una situazione, e anche molto delicata, rimanere empatici ma oggettivi, è difficile!!
E per di più noi andiamo a naso, e non abbiamo studiato per quello, va beh, mi consolo dicendo che siamo doppiamente bravi:)
Però lo Psicologo, se venisse, dovrebbe schierarsi da una parte, e credo che tutelerebbe il soggetto più fragile per definizione, cioè i ragazzi, insomma, l'insegnante se la deve cavare in privato con mezzi suoi, se ha qualche problema, penso che il principio sia quello.
Guardate il caso ultimo di cronaca, quello di Saluzzo, l'insegnante è sotto la gogna, ma le allieve che ci andavano, non hanno nessun disturbo familiare o sociale?
scusate la provocazione, ma noi a casa parliamo, facciamo delle considerazioni anche insieme alle nostre famiglie, e troviamo dei punti incogniti, ecco.
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la relazione insegnante allievo è asimmetrica: l'insegnante ha a che fare con un soggetto la cui personalità è in via di formazione, con delle fragilità che possono essere più o meno accentuate. Non è una relazione con un suo pari.
Giovanna, non capisco proprio come si possa fare una considerazione del genere sul rapporto tra docente e allievo (mi riferisco al commento sulla questione di Saluzzo).
Per quanto riguarda lo psicologo, ammesso che ci sia, io credo che non debba schierarsi con nessuno: dalla situazione che descrivi tu, però, mi pare che, ahimé, oltre ad un gran casino di ruoli, lo schieramento ci sia, eccome.
A mio avviso ci vogliono molto tatto, umiltà e sensibilità, oltre alla preparazione, ovviamente, ma quella da sola non basta. Se uno viene lì con la puzza sotto, il naso e con l'aria del "so (e fo) tutto io", fa più danni che altro.
io penso che la scuola sia terreno fertile per lo sviluppo di certi problemi, per quello credo ci vogliano consapevolezza e volontà di affrontarli insieme e questo, oltre che dagli insegnanti, dipende molto anche dai dirigenti (che però sono sempre più manager e spesso guardano più che altro bilancio e visibilità).
Per forza che poi l'insegnante "si arrangia", nel bene o nel male, e in certi casi son dolori, per tutti. Se nessuno riconosce un problema o vi interviene per tempo, poi può essere troppo tardi.
Ma bisogna che cambi la mentalità, che lo star bene delle persone diventi veramente un bene comune e prezioso, al di là delle belle parole e degli "eventi da impatto mediatico".
Non è questione di mercato, insomma, per questo c'è tutta questa difficoltà ad affrontarla.
O forse, più che difficoltà, è mancanza di interesse. E questo parte "dall'alto".