Noto che il forum accoglie “rubriche” di letture preferite. Bella idea, già.
Comunque, ammettetelo:
quante volte scartando quell’ involto avete forzato la mascella in un ghigno di cortesia, fingendo di sfogliare avidamente il libercolo appena ricevuto. Nella vostra testa già circolava quel disperato interrogativo “Che diavolo ne faccio”?
chissà quante volte a metà del guado, durante una pausa avvilita, avete accennato il gesto di soppesare ciò che ancora vi aspettava, calcolando spasmodicamente il numero di pagine che vi separava dalla fine dello strazio?
E quante volte al secondo capitolo appena avete cominciato a fantasticare sulla possibile vittima a cui rivogarlo per natale ?
Che fare poi di quei cadaveri di carta che continuano a saltar fuori da ogni cassetto, che si aggirano senza pace da una mensola all’altra, da un pertugio all’altro?
Una brutta, sporca faccenda.
Buttare un libro nel primo cassonetto no, non si può. Quando uno ci prova piombano alle spalle tutte quelle foreste scandinave spelacchiate dall’industria dell’editoria e l’incubo del disastro ecologico ti alita sul collo. se ti si para davanti l’oasi di un cassonetto differenziato e finalmente stai per separartene, la mano comincia a sudare, parte qualche occhiata fugace per controllare lo sguardo dei testimoni, la loro disapprovazione.
E improvvisamente cominci a sentirti un torquemada in borghese, o ti cala addosso quello squallore da scellerato che abbandona il pargolo per la via. Sicché rinunci, e torni a casa col malloppo indesiderato.
Restano poche alternative: l’amico dell’amico a natale (selezionare accuratamente l’amico che non legge, e non si accorgerà mai del torto) o qualche dignitoso impiego domestico (riciclare l’infelice come zeppa al tavolino sbilenco, accanto al telefono come blocco per appunti urgenti, come album dove incollare foto e amenità del genere).
Da qui ecco l’idea, un posticino qui, caldo e confortevole, dove abbandonare spietatamente quei libri che vi hanno annoiato, infastidito, raccapricciato. Una bella ruota virtuale dove mollare i miserabili orfanelli, in attesa che qualcuno passi e decida di prenderseli a cuore, e che dio li benedica.
Se preferite, un immondezzaio a cielo aperto.
Comincio con “Il Profumo” di P. Süskind che per quanto accolto dal plauso di grandi e piccini, continuamente citato (pare sia piaciuto proprio a tutti...) e apprezzato dalla critica ufficiale, mi è rimasto indigesto, con tutta quella patetica storia del profumiere sgorbio che riscatta la sua deformità....
Con tutti quei “cuori” a profusione e massime accattivanti. Uno libro dal ritmo così scorrevole che in effetti, ti scivola addosso con tale scioltezza, da farti dubitare che sia mai esistito.
Numero pagine lette: 182 su un totale di 259 (Longanesi),
impiego attuale: vassoio da caffè.
Spero che osiate il prossimo giro, io me la svigno.
