Citazione:
Originariamente postato da korianor
Ikaro, nonostante abbiamo due posizioni diametralmente opposte, rispetto il tuo approccio clinico/idiografico (come ho già discusso con Lety), ma devo fare qualche precisazione (forse andando un po’ off topic, scusatemi)
Io continuo comunque a sottolineare che 1 formazione classica (che continui autonomamente dopo il liceo, perchè non ha fine) è 1 buona premessa per la psicologia, per il futuro della psicologia, che sta andando sempre più alla deriva, a quanto pare a furia di giocare a fare i medici ci stanno depredando pure della Psicologia Clinica, e allora è bene puntare su 1 formazione più analitica, sui metodi clinici/idiografici, molto più prossimi alle scienze storiche che non alle scienze naturali
In questo passaggio mi trovi in disaccordo. La formazione classica è una buona premessa per il futuro della psicologia clinico/idiografica (io direi psicodinamica) e, ovviamente, ancor di più se uno vuole diventare psicoanalista, ma chi l’ha detto che la psicologia deve coincidere con la psicologia dinamica e/o clinica? Il divario storico tra scienze della natura e scienze dello spirito da sempre ha caratterizzato la psicologia, ma è tanto difficile capire i pregi e i difetti di questi 2 diversi approcci in modo da rispettarci a vicenda senza guerreggiare di continuo? Il comportamento umano, la mente, etc è un oggetto di studio talmente complesso che, inevitabilmente, richiede differenti approcci: visualizzandolo in un continuum da una parte c’è la scienza pura, dall’altra l’approccio umanistico puro. La psicologia è SIA dinamica SIA scientifica: criticandoci tra di noi, non facciamo altro che togliere dignità alla nostra disciplina nel suo complesso, e ci rimettiamo tutti. Finché non smettiamo di fare questa guerra civile tra noi, non potremo difenderci dalle disciplini affini (così mi ricollego ai medici che vogliono depredarci della psicologia clinica). In sintesi la psicologia è una disciplina variegata, con metodi, approcci, oggetti di indagine differenti nelle sue varie declinazioni…perché non iniziare a riconoscere potenzialità e limiti di ogni sua parte in modo da rispettarci a vicenda?
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a quanto pare a furia di giocare a fare i medici
chi gioca a fare i medici? Se ti riferisci alla psicologia sperimentale o alle neuroscienze cognitive, la medicina c’entra molto poco (forse un po’ nelle seconde, ma a quel punto l’impostazione è più neurobiologica e non medica). Quello che voglio ribadire è che la psicologia sperimentale tout court ha un’impostazione scientifica allo stesso modo delle scienze dure come la fisica, etc, ma ha poco a che vedere con la clinica e la medicina. E' chiaro che se pensi che TUTTA la psicologia ha a che vedere con la clinica, viene spontaneo dire che lo psicologo sperimentale è simile ad un neurologo; ti assicuro però che non è così!
Tornando in topic, Caxixi, se non vuoi prendere questo ramo più scientifico della psicologia, stai tranquilla: per superare gli esami base di statistica che si fanno a psicologia servono solo gli strumenti matematici della scuola media (quindi no integrali, derivate, equazioni di secondo grado..)
Sono sostanzialmente d'accordo con quanto dici, ma non sono stato certo io ad aprire questo post sul forum di Psicologia Clinica, se Caxixi ha aperto il post qui e non sul forum di Neuroscienze e Scienze Cognitive (dove, mi sembra chiaro, non avrei mai scritto di approcci idiografici) 1 motivo ci sarà, fino a prova contraria "klinè" significa "disteso", riferito al paziente... o sono io che ho sbagliato stanza?