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Paziente minorenne
Salve, vi scrivo in quanto vorrei raccogliere informazioni su esperienze pratiche di colloqui che avete fatto con pazienti minorenni....per farmi un'idea...la pratica è sempre diversa dalla teoria:
- primo approccio e primo colloquio
- primo incontro...presenti anche i genitori? (anche per la firma del consenso)
- consenso scritto fornito dai genitori
- tutela della privacy del minore sui contenuti degli incontri
-audioregistrazioni degli incontri, come dirglielo...
-(scusate l'ignoranza)...fattura a nome di?
Grazie a tutti coloro che condivideranno con me la loro esperienza :approved:
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Riferimento: Paziente minorenne
Ciao. Con un paziente minorenne bisogna essere molto attenti al consenso scritto da parte dei genitori e alla tutela della privacy, ma anche alla collaborazione con i genitori stessi: si prende in carico il ragazzo, ma bisogna avere la loro fiducia, anche solo per il fatto che sono loro che pagano...
Io di solito faccio un colloquio preliminare con loro, prima di vedere il figlio; se sono una coppia separata, chiedo se preferiscono vedersi insieme o divisi.
Mi presento, illustro il mio modo di lavorare, cercando di farli sentire sicuri del fatto che mi occuperò del loro figlio in maniera professionale e rispettosa.
Faccio firmare il consenso a entrambi, aggiungendo che, per poter svolgere al meglio il mio lavoro, e solo per questo, potrà succedere che registrerò i colloqui.
Fisso degli incontri periodici con loro, per monitorare l'andamento del percorso col minore, tenendo a precisare che non si parlerà del contenuto dei colloqui, ma dei modi che i genitori possono attuare per favorire il cambiamento terapeutico del figlio.
A seconda dei casi, se vedo che c'è la necessità, invio i genitori per un percorso di genitorialità, mantenendo costanti i contatti con il professionista che se ne occupa.
Infine, per la fattura, puoi farla a suo nome. Se però i genitori sono separati, e il figlio è in carico a uno solo dei due, chiedi come preferiscono muoversi, se preferiscono intestarla a loro nome o meno.
In sintesi, io faccio così con i minorenni.
Sono stato un po' schematico e freddo, mi rendo conto. Se hai dubbi o domande, chiedi pure.
Buona giornata!
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Riferimento: Paziente minorenne
Citazione:
Originalmente inviato da
zefiro1980
Ciao. Con un paziente minorenne bisogna essere molto attenti al consenso scritto da parte dei genitori e alla tutela della privacy, ma anche alla collaborazione con i genitori stessi: si prende in carico il ragazzo, ma bisogna avere la loro fiducia, anche solo per il fatto che sono loro che pagano...
Io di solito faccio un colloquio preliminare con loro, prima di vedere il figlio; se sono una coppia separata, chiedo se preferiscono vedersi insieme o divisi.
Mi presento, illustro il mio modo di lavorare, cercando di farli sentire sicuri del fatto che mi occuperò del loro figlio in maniera professionale e rispettosa.
Faccio firmare il consenso a entrambi, aggiungendo che, per poter svolgere al meglio il mio lavoro, e solo per questo, potrà succedere che registrerò i colloqui.
Fisso degli incontri periodici con loro, per monitorare l'andamento del percorso col minore, tenendo a precisare che non si parlerà del contenuto dei colloqui, ma dei modi che i genitori possono attuare per favorire il cambiamento terapeutico del figlio.
A seconda dei casi, se vedo che c'è la necessità, invio i genitori per un percorso di genitorialità, mantenendo costanti i contatti con il professionista che se ne occupa.
Infine, per la fattura, puoi farla a suo nome. Se però i genitori sono separati, e il figlio è in carico a uno solo dei due, chiedi come preferiscono muoversi, se preferiscono intestarla a loro nome o meno.
In sintesi, io faccio così con i minorenni.
Sono stato un po' schematico e freddo, mi rendo conto. Se hai dubbi o domande, chiedi pure.
Buona giornata!
Ti ringrazio tantissimo per aver condiviso con me la tua esperienza.
Quindi,per quanto riguarda la fattura, posso farla a nome del minore se loro non specificano niente di diverso. Ma tu per quanto riguarda il pagamento, è una questione diretta con i genitori, nel senso che ti pagano loro tutti gli incontri quando vedi loro o, nel caso ad esempio di un adolescente, ti viene consegnato l'importo anche da lui stesso? Scusa mi sono un attimo intrecciata con le parole, spero di essere stata abbastanza chiara...ti ho fatto cmq quella domanda perchè l'argomento pagamento secondo me è delicato, da gestire bene.
Avrei un altro dubbio: se al primo incontro dovesse presentarsi un solo genitore, non per forza perchè sono separati, magari è solo più vicino alle necessità del figlio, devo farmi contattare dall'altro per fissare un app.to con lui in quanto è bene conoscerli entrambi e perchè mi serve anche la sua firma? E' giusto?
E il consenso al trattamento dei dati chi lo deve firmare? Il minore o i genitori?
Le registrazioni le conservi e basta o le trascrivi anche?
Scusa per il bombardamento di domande.....grazie ancora per la tua disponibilità:approved:
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Riferimento: Paziente minorenne
Sul pagamento, la soluzione più comoda è dare ai genitori il proprio Iban e fargli fare un bonifico online, così da evitare incroci poco carini. Se il Paziente ha un minimo di entrata economica, concordate chi e quanta parte paga.
Per la questione genitori, è importante la firma di entrambi in quanto ti permette di proteggerti da triangolazioni loro (tipo "non ho mai autorizzato che lei vedesse mio figlio e quindi pagherà solo mia moglie/mio marito").
Sulla trascrizione invece metti tutto sul modulo da far firmare: indica che utilizzerai la registrazione e la trascrizione dei colloqui sarà uno dei tuoi strument di lavoro e loro danno il consenso all'utilizzo.
Magari ti mando, appena riesco, il modulo che uso io.
Buona giornata
Luigi
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Riferimento: Paziente minorenne
Si grazie mille,mi sarebbe molto utile anche per rendermi conto di come è strutturato, perchè ho visto che sul sito dell'ordine ne è presente uno con un sacco di punti da modificare/cancellare se non servono, ma non ha la struttura necessaria per essere rivolto alla coppia genitoriale.
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Riferimento: Paziente minorenne
E se i genitori sono separati e uno dei due risiede a 600 km di distanza come si procede? grazie
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Riferimento: Paziente minorenne
Citazione:
Originalmente inviato da
ciliegina888
E se i genitori sono separati e uno dei due risiede a 600 km di distanza come si procede? grazie
si procede allo stesso modo, facendosi inviare il consenso firmato via fax, mail, scanner..
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Riferimento: Paziente minorenne
Citazione:
Originalmente inviato da
arwen
si procede allo stesso modo, facendosi inviare il consenso firmato via fax, mail, scanner..
Il fax ha valore legale. La mail solo se è una mail certificata o una raccomandata RR spedita tramite l sito delle poste italiane.
Buona vita
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Riferimento: Paziente minorenne
Citazione:
Originalmente inviato da
willy61
Il fax ha valore legale. La mail solo se è una mail certificata o una raccomandata RR spedita tramite l sito delle poste italiane.
Buona vita
Sì scusa, intendevo nel senso che il genitore inviava via mail il documento firmato e scannerizzato :)
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Riferimento: Paziente minorenne
Questa discussione mi dà lo spunto per porvi questa domanda: mi occupo da anni di psicologia scolastica, ma nel tempo la questione della doppia firma richiesta ai genitori per consentire l'accesso allo sportello di ascolto è diventata piuttosto spinosa soprattutto per i frequenti divorzi mal gestiti dai genitori. Posto il fatto che la mia consulenza è prevista dal POF delle scuole con le quali collaboro, è però vero che si stanno verificando troppo spesso casi per i quali reperire la doppia firma dei genitori è quasi impossibile (vedi padre che vive da anni in Brasile e non sa un'acca di italiano, padri che si eclissano totalmente dalla vita dei figli e sono irreperibili da anni, ma ciononostante conservano ancora la patria potestà ecc...). Sapete per caso se, tramite qualche riferimento di legge, è possibile che l'unico genitore in grado di firmare possa assumersi la responsabilità anche per l'altro che non può farlo, sottoscrivendo qualche dicitura particolare? Ve lo chiedo perché ho diversi ragazzi in attesa di colloquio, ma, se in passato per casi particolari ho talvolta soprasseduto sulla doppia firma, ho sempre più timore di espormi a situazioni a rischio.....
E intanto loro aspettano.....
Grazie del vostro aiuto!
:Ops:
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Riferimento: Paziente minorenne
Secondo me si potrebbe chiedere alla scuola stessa l'autorizzazione a fare colloqui senza la doppia firma dei genitori.
All'atto di iscrizione del ragazzo, la scuola potrebbe far firmare un modulo in cui si dichiara che il genitore concede che si facciano colloqui di tipo psicoeducativo anche senza la loro firma, per esigenze di riservatezza del minore e di organizzazione del servizio.
Per non farli allarmare, si potrebbe comunque aggiungere che sarà garantita la professionalità e la restituzione finale.
Credo che potrebbe funzionare in questo modo. Certo, la scuola si dovrebbe prendere questa responsabilità, ma credo che abbia l'autorità adeguata per farlo
Citazione:
Originalmente inviato da
Trottola65
Questa discussione mi dà lo spunto per porvi questa domanda: mi occupo da anni di psicologia scolastica, ma nel tempo la questione della doppia firma richiesta ai genitori per consentire l'accesso allo sportello di ascolto è diventata piuttosto spinosa soprattutto per i frequenti divorzi mal gestiti dai genitori. Posto il fatto che la mia consulenza è prevista dal POF delle scuole con le quali collaboro, è però vero che si stanno verificando troppo spesso casi per i quali reperire la doppia firma dei genitori è quasi impossibile (vedi padre che vive da anni in Brasile e non sa un'acca di italiano, padri che si eclissano totalmente dalla vita dei figli e sono irreperibili da anni, ma ciononostante conservano ancora la patria potestà ecc...). Sapete per caso se, tramite qualche riferimento di legge, è possibile che l'unico genitore in grado di firmare possa assumersi la responsabilità anche per l'altro che non può farlo, sottoscrivendo qualche dicitura particolare? Ve lo chiedo perché ho diversi ragazzi in attesa di colloquio, ma, se in passato per casi particolari ho talvolta soprasseduto sulla doppia firma, ho sempre più timore di espormi a situazioni a rischio.....
E intanto loro aspettano.....
Grazie del vostro aiuto!
:Ops:
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Riferimento: Paziente minorenne
Anche io ho fatto un anno di sportello a scuola, e a inizio anno i genitori firmavano un documento in cui davano l'autorizzazione affinchè il figlio frequentasse tutte le attività previste dall'istituto, tra i quali anche il mio sportello ;) potrebbe essere un buon escamotage per evitare di richiedere la firma, anche perchè spesso sapere che si può chiedere aiuto ad uno psicologo senza per forza informare i genitori può essere molto rassicurante (ad esempio per tutti i casi di maltrattamento e abuso) ;)
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Riferimento: Paziente minorenne
Carissimi, innanzitutto vi ringrazio dei vostri contributi. Purtroppo, però, la faccenda è più complicata. In primis perchè le scuole non sono sempre ben disposte a prevedere che nel documento fatto firmare a inizio anno venga inserito il discorso sportello. E poi, in ogni caso, confrontandomi anche con una vicepreside con la quale ho un ottimo rapporto di fiducia e collaborazione, pare che questo documento venga firmato da un solo genitore e non obbligatoriamente da entrambi, per cui il problema non verrebbe risolto!
Pensate che in questi giorni sto raccogliendo i consensi e mi sono accorta che in alcuni casi la firma di entrambi viene fatta da una sola persona (non sono nemmeno furbi:sbonk:), oppure che i nuovi compagni dei genitori si autodefiniscono "padre" o "madre". E' lampante il caso di una ragazzina orfana di madre di cui ho conosciuto padre e nuova compagna (che lei detesta perchè le manca molto la sua mamma) l'anno scorso.... quest'anno il consenso è stato firmato dal padre e dalla compagna che si è identificata come madre!!!! Al di là delle questioni legali, ma come può sentirsi questa ragazzina nel leggere che la donna che lei detesta si spaccia nei documenti ufficiali come sua madre?????!!!!!!:swear:
Inoltre, pensate che alcuni ordini regionali prevedono che per lo sportello d'ascolto venga fatto firmare un documento dove i genitori/tutori indicano anche data e luogo di nascita e estremi di un documento di identità! Questo mi sembra un pò eccessivo.....
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Riferimento: Paziente minorenne
Come gestite voi il primo incontro quando sono presenti tutti o quasi? Poniamo l'esempio che si presentino entrambi i genitori e che quindi dopo poco siano state sbrigate le pratiche di privacy e autorizzazione dei genitori per il figlio minore...dopo aver parlato tutti insieme, cercate del tempo all'interno dell'incontro per parlare soli con il minore o soli con i genitori? O direttamente finite il primo incontro tutti insieme e poi dalle volte successive vedete solo il minore e, solo negli incontri concordati con i genitori di tanto in tanto, vedete solo loro a parte?
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Riferimento: Paziente minorenne
Io prima di vedere il minore faccio un incontro con i genitori, per spiegare chi sono (lasciare il proprio figlio ad un perfetto sconosciuto non è incoraggiante:P), come lavoro, qual è il problema secondo loro e quali sono le strategie che ritengono più utili. Inifne programmo una prima restituzione al termine dei primi cinque colloqui.
Dalla volta successiva vedo il bambino\ragazzo, prima per una fase conoscitiva, poi per capire quale sia la sua visione del problema (che raramente coincide con quella dei genitori) e per delineare insieme il modo milgiore per affrontarlo.
Evito di radunare tutta la famiglia, anche solo perchè la terapia familiare non è il mio campo, e poi mi lascia troppa confusione rispetto agli obiettivi della terapia.
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Riferimento: Paziente minorenne
Io se possibile vedo subito entrambi i genitori e il bambino, mi presento e faccio spiegare il problema dai genitori e nel frattempo chiedo al bambino di intervenire e di dirmi cosa ne pensa al riguardo e alla fine rimango 10 minuti da sola col bambino in cui gli dico in che modo penso di risolvere il problema e chiarisco eventuali dubbi. In qst'occasione faccio firmare il consenso informato e descrivo contratto terapeutico.
Dalla volta successiva vedo solo il minore.
Durante la il corso della terapia, se il minore è consenziente e se lo ritengo opportuno, faccio dei colloqui con genitori e figlio o con i soli genitori.
E' interessante questa discussione, io alle domande di Miamimau allargherei questa discussione anche al modus operandi terapeutico,
-che obiettivi vi ponete con pazienti minori, adolescenti,
- su quali binari procedete
-quali strumenti o in che modo perseguite gli obiettivi
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Riferimento: Paziente minorenne
Concordo su quanto sia interessante questa discussione :approved:
quindi, riprendendo gli spunti di levais,
-che obiettivi mi pongo con pazienti minori e adolescenti: beh, prima di tutto ascolto la loro richiesta o di chi per loro; dopodichè il primo obiettivo è la creazione dell'alleanza terapeutica, di un clima di fiducia e rispetto reciproco con lui e con tutta la rete attorno, quindi non solo genitori, ma anche insegnanti, allenatori, educatori, e tutte le persone che possano gravitare in maniera significativa attorno al ragazzo.
Poi, di per sè, tendenzialmente lavoro in direzione di facilitare il percorso di crescita fisiologica del paziente che ho di fronte. Detta così sembra banale, ma credo ci stia tutta l'essenza della psicoterapia infantile; non tanto cura, quanto accompagnamento.
Chiaro che poi si va da caso a caso, ma tendenzialmente credo sia questo l'obiettivo principe della terapia.
- su quali binari procedo. Ho già detto della rete attorno al minore, del valore delle singole persone adulte che sono presenti nella sua vita.
Il lavoro che faccio, quindi, è essenzialemente di far andare i binari tutti nella stessa direzione, io col mio pezzo, i genitori con il loro, i prof con il loro, ecc...
Per questo integro la terapia con incontri periodici, nei limiti del possibile, con tutte le persone significative, per collaborare e verificare cosa funziona e cosa no.
Mi rendo conto che sconfino un po' nel campo educativo, ma, con buona pace dei sacri testi, facilita il lavoro terapeutico in studio sapere che il ragazzo VIENE PENSATO e che c'è un progetto comune attorno a lui\lei.
-quali strumenti o in che modo perseguo gli obiettivi: questa non l'ho capita :argh:...cioè, cosa faccio oltre al colloquio clinico? Beh, mi ripeto (scusate se sono noioso...), faccio rete!
Spero di aver risposto!
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Riferimento: Paziente minorenne
Mi fa piacere che questa discussione si stia arricchendo e risulti utile per altri....è un ottimo scambio di info ed esperienze....
A proposito di questo volevo porvi una domanda più tecnica diciamo....come gestite voi il fatto delle registrazioni? Essendo un aspetto molto importante e delicato....ed essendo obbligatorio...
- le registrazioni possono essere trascritte e questo ha valore sostitutivo o vanno conservate? se si per quanto tempo?
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Riferimento: Paziente minorenne
Zefiro, grazie della risposta, in effetti mi rivedo molto in quello che dici. Il termine accompagnamento lo sento proprio mio.
Anche io mi rendo conto che a volte sconfino a livello educativo e a volte mi sono chiesta se questo sia giusto o meno, se questa sia terapia o meno. E la risposta che mi sono data è che il lavoro terapeutico con bambini e adolescenti comprenda anche un lavoro educativo.
Per quanto riguarda l'ultima domanda mi chiedevo oltre al colloquio clinico si cosa utilizzavate soprattutto con gli adolescenti. (disegni, role playing etc)
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Riferimento: Paziente minorenne
Mi fa piacere che la mia idea sulla terapia come accompagnamento sia condivisa!
Con gli adolescenti di solito lascio che siano loro a decidere cosa utilizzare...soprattutto se hanno un atteggiamento diffidente aspetto che abbiano finito di guardare la stanza, controllare ogni oggetto, provarne un po'. Alla fine solitamente trovano da soli il loro strumento di lavoro....L'altro giorno un ragazzino ha usato la plastilina per decorare i quadri appesi....
Mi sono reso conto che è abbastanza inutile prepararsi un elenco di strumenti con gli adolescenti: loro sono così creativi e capaci di spiazzarti che troveranno da soli la modalità di espressione che noi adulti neanche ci saremmo sognati...
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Riferimento: Paziente minorenne
Io ho trovato molto utile l'uso del disegno e della musica con gli adolescenti. Come gestisci il problema della privacy degli adolescenti nel fare colloqui con i genitori? Fai partecipare anche gli adolescenti ai colloqui oppure concordi con loro cosa dire?
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Riferimento: Paziente minorenne
Io, invece, ho qualche difficoltà con il disegno; spesso gli adolescenti lo collegano con l'idea di essere trattati come bambini e rifiutano di disegnare (più i maschi che le femmine). Concordo invece sull'utilità della musica e delle loro canzoni preferite!
Sulla privacy, di solito concordo con loro i contenuti del colloquio con i genitori, specificando che quello che preferiscono che non venga detto non lo dirò.
Evito di fare colloqui con i genitori e il ragazzo\a presenti, secondo me confonde e favorisce i giochi.
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Riferimento: Paziente minorenne
Qualche idea sulla scrittura creativa invece? Ne sto venendo a conoscenza ultimamente e mi incuriosisce molto, c'è qualcuno che la usa o sa come si dovrebbe usare?
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Riferimento: Paziente minorenne
scusa la mia ignoranza, ma cosa intendi per scrittura creativa? Sembrerebbe in effetti uno strumento interessante...
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Riferimento: Paziente minorenne
Ciao zefiro, per quello che io so la scrittura creativa è un modo di parlare di sè o delle proprie emozioni, scrivendo un tema, una poesia, una canzone. Quindi a partire da una traccia si invita il paziente a scrivere nel modo che preferisce o che sente pià vicino a sè. Altro non so perchè come dicevo sto venendo a conoscenza proprio recentemente di questo strumento
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Riferimento: Paziente minorenne
Bella idea quella della scrittura creativa! Ma si applica in seduta oppure si da una consegna e poi la volta successiva si consulta il materiale portato dall'adolescente?
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Riferimento: Paziente minorenne
Penso si applichi in seduta, ma ripeto non ne so molto
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Salve a tutte, anche io sto avendo la mia prima paziente ed è minorenne.
Ho capito che devo far firmare il consenso ad entrambi i genitori, e che posso fare la fattura al minore.
ma:
- per il primo incontro è necessario per forza che ci sia un genitore?
- la privacy la faccio firmare anche quella ai genitori?!
mamma che confusione...
per la scrittura creativa: la scrittura è la mia passione da una vita. Ho tenuto anche corsi di scrittura creativa all'unitre, ed è davvero un mezzo liberatorio. Purtroppo le scuole le scuole di arteterapia - che già non so o scuole di psicoterapia - non la contemplano, e me ne spiace. Delle volte vorreiutilizzare musica anche io, malo psicologo può? O rischia di trovari l'arteterapeuta fuori casa infuriato? graIe
ps E se i genitori chiedono informazioni, che gli posso dire? Uh signur, proprio minorenne!!
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Riferimento: Paziente minorenne
Ciao Amarilis,
- la firma del consenso informato sono necessari entrambi i genitori
Io personalmente vedo in primo colloquio sempre i genitori e il bambino o al massimo solo i genitori
- Si anche la privacy va fatta firmare da entrambi i genitori
Per quanto riguarda gli strumenti che puoi utilizzare in terapia, direi che sono infiniti e a meno che non richiedano certificazioni specifiche non hai nessun limite nello scegliere quale mezzo utilizzare.
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Riferimento: Paziente minorenne
grazie levais! è quello che pensavo anche io. e se può venire solo un genitore al primo incontro? E quando nel tempo chiedono informazioni, noi cosa possiamo dirgli o non dirgli? Cioè, ovvio che la privacy del paziente è sacra, ma se i genitori fanno domande? Grazie mille
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Riferimento: Paziente minorenne
Ciao!
Io di solito faccio così:
Nel primo colloquio sarebbe importante vedere entrambi i genitori, magari senza bambino. Se viene solo un genitore con il bambino va bene ugualmente, durante il primo incontro spieghi che è necessaria la firma di entrambi i genitori per il secondo colloquio con il bambino. Legalmente sei a posto così. Se c'è la firma di entrambi, al secondo colloquio puoi procedere con il bambino.
Io tento di lavorare molto con i genitori all'inizio e a volte nelle brevi consulenze i bambini non li ho neanche visti. È importante valutare se gli svantaggi del colloquio psicologico con il bambino superino i vantaggi.
Detto questo, se inizi un percorso con un bambino e sei alle prime armi TROVA UN SUPERVISORE.
I genitori certamente ti chiederanno di rendere conto e per questo che per imparare la diplomazia e mantenere l'alleanza con il minore ci vuole una certa esperienza. Un collega più esperto potrà guidarti e aiutarti a condurre il tuo intervento al meglio!
Ciao ;)
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Riferimento: Paziente minorenne
grazie mille! in effetti è una faccenda delicata, perchè si tratta di un'adolescente! grazie ancora
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Riferimento: Paziente minorenne
Anche io procedo in questo modo e cerco di rendere partecipi i genitori fin dove è possibile rispettando la privacy del minore. QUalche volta faccio dei colloqui con i genitori per fare il punto della situazione e lavorare anche con loro se lo ritengo utile.
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Riferimento: Paziente minorenne
Io vedo i genitori con una certa regolarità, per informarli su quello che sto facendo (e quindi rassicurarli che loro figlio sta lavorando in una direzione precisa), e per concordare insieme il lavoro da fare, io con la mia parte, loro con la loro.
Questo sempre nell'ottica di privilegiare l'alleanza con il paziente: quindi se il minorenne mi dice che qualcosa che è venuto fuori non vuole che sia detto, non mi sogno di dirlo ai genitori, ovviamente...
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Riferimento: Paziente minorenne