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come dire al dottore che ha fallito?
dopo due anni e mezzo di terapia il mio dottore mi crede all'estero, realizzata e felice finalmente. Invece sono di nuovo qui in italia. Ma non l'ho chiamato. Non posso dirgli che ha fallito, che non sono riuscita a pensare solo alla mia felicità, a dare una svolta alla mia vita. Lo sapevo, non aveva molta esperienza di terapia, ma io mi sono fidata lo stesso,...alla fine gli ho anche spiegato in cosa aveva diciamo sbagliato nei miei confronti ( il transfert, sì, una stecca pazzesca). E' stato sempre accogliente, comprensivo, buono con me,....ora non posso dirgli che ha fallito, che non è riuscito a farmi trovare la forza di dire NO. Ora penso che può anche chiamarmi un giorno di questi, e cosa faccio? gli dico che sono qui ma che non lo voglio più come dottore? e come la prenderà? Mi dispiacerebbe dirglielo. Mi dispiace non aver fatto quello che mi aveva detto, cioè scegliere di essere libera e di pensare alla mia felicità Mi sono lasciata coinvolgere dai bisogni altrui e ho finito col savrificarmi di nuovo. Se solo lui avesse fatto qualcos'altro! Ho cercato anche di farglielo capire durante la terapia, ma i miei segnali non sono stati compresi. Così alla fine gliel'ho detto, e lui è stato contento di sapere ciò che non era andato bene nella mia terapia. Ma poi gli ho detto che andavo via, che partivo. Così ora crede di aver fatto il miracolo, invece io son qua e sto peggio di prima :(
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Riferimento: come dire al dottore che ha fallito?
Citazione:
Originalmente inviato da
diamanda
dopo due anni e mezzo di terapia il mio dottore mi crede all'estero, realizzata e felice finalmente. Invece sono di nuovo qui in italia. Ma non l'ho chiamato. Non posso dirgli che ha fallito, che non sono riuscita a pensare solo alla mia felicità, a dare una svolta alla mia vita. Lo sapevo, non aveva molta esperienza di terapia, ma io mi sono fidata lo stesso,...alla fine gli ho anche spiegato in cosa aveva diciamo sbagliato nei miei confronti ( il transfert, sì, una stecca pazzesca). E' stato sempre accogliente, comprensivo, buono con me,....ora non posso dirgli che ha fallito, che non è riuscito a farmi trovare la forza di dire NO. Ora penso che può anche chiamarmi un giorno di questi, e cosa faccio? gli dico che sono qui ma che non lo voglio più come dottore? e come la prenderà? Mi dispiacerebbe dirglielo. Mi dispiace non aver fatto quello che mi aveva detto, cioè scegliere di essere libera e di pensare alla mia felicità Mi sono lasciata coinvolgere dai bisogni altrui e ho finito col savrificarmi di nuovo. Se solo lui avesse fatto qualcos'altro! Ho cercato anche di farglielo capire durante la terapia, ma i miei segnali non sono stati compresi. Così alla fine gliel'ho detto, e lui è stato contento di sapere ciò che non era andato bene nella mia terapia. Ma poi gli ho detto che andavo via, che partivo. Così ora crede di aver fatto il miracolo, invece io son qua e sto peggio di prima :(
Dal mio punto di vista fatico a vedere un "fallimento" sia da parte tua che del terapeuta. La terapia non e' una cura o un 'fix' che si applica e poi non ci si pensa piu'! Terapia o no, la vita continua e continuera' a proporci/ti situazioni + o - difficili che faremo/farai fatica ad affrontare.
Poi penso che sia importante guardarsi da aspettative 'salvifiche', rischieremmo di idealizzare il terapeuta e la terapia stessa.....se ci aspettiamo miracoli poi finiremo per rimanere amaramente delusi. E anche noi terapeuti, credimi, siamo nella stessa barca: tutti noi, sotto sotto abbiamo desideri messianici ma si spera che questi elementi (come anche la frustrazione per eventuali 'fallimenti') siano elaborati durante le sedute di terapia personale. E sono sicuro, lo spero almeno, che il tuo "dottore" sara' in grado di accettare ed elaborare il tuo ritorno in italia!
Il tuo caso specifico e' interessante e sarebbe bello discutere aspetti piu' profondi pero' credo che questo non sia il luogo piu' adatto........si correrebbe il rischio di imbarcarsi in speculazioni teoriche a spese tue!
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Riferimento: come dire al dottore che ha fallito?
eh no...non sono d'accordo.
il tuo terapeuta ha fallito? e su cosa?
la terapia è una cosa che si fa in due. si riesce in due e si fallisce in due.
l'assunzione di responsabilità è la B A S E.
mi chiedo a cosa ti serva il fatto di avergli detto cose non vere, ma queste sono cose tue. le mie sono solo riflessioni.
ciao ciao
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Riferimento: come dire al dottore che ha fallito?
è impossibile dare un parere a questa storia perché, oltre ad essere proibito dal regolamento del forum, quello che succede tra il paziente e il terapeuta è impossibile da sapere.
Poi bisogna anche dire che non è obbligatorio proseguire in una terapia se non ha effetti; si può cambiare terapeuta e approccio.
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Riferimento: come dire al dottore che ha fallito?
beh...a me comunque fa una tenerezza incredibile...
E' tenero pensare che una paziente (e in questo caso posso anche vedermici io agli inizi)in cura da uno psicoterapeuta possa credere di "non poter dire" al suo terapista che ha fallito(se di fallimento si tratta). io, in qualità di pz agli inizi avevo difficoltà anche a dire che non ero d'accordo alla mia analista........Ora ovviamente non più......ma ci sono volute delle sedute per capirlo e per esplicitarlo.....In teoria, cara DIAMANDA il tuo terapeuta ha obbligo di terapia (A sua volta), quindi nel caso in cui tu le dicessi la verità...avrebbe modo di essere supervisionato da un SUO psicoterapeuta anche sulle reazione alla notizia... quindi su questo, mi sento di traqnuillizzarti!
Inoltre, metterlo davanti alla verità aiuterebbe lui/lei a riflettere sul perchè una terapia non ha funzionato.......
E...quoto: hai tutto ild iritto di sceglierti un nuovo terapeuta!
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Riferimento: come dire al dottore che ha fallito?
Citazione:
Originalmente inviato da
diamanda
dopo due anni e mezzo di terapia il mio dottore mi crede all'estero, realizzata e felice finalmente. Invece sono di nuovo qui in italia. Ma non l'ho chiamato. Non posso dirgli che ha fallito, che non sono riuscita a pensare solo alla mia felicità, a dare una svolta alla mia vita. Lo sapevo, non aveva molta esperienza di terapia, ma io mi sono fidata lo stesso,...alla fine gli ho anche spiegato in cosa aveva diciamo sbagliato nei miei confronti ( il transfert, sì, una stecca pazzesca). E' stato sempre accogliente, comprensivo, buono con me,....ora non posso dirgli che ha fallito, che non è riuscito a farmi trovare la forza di dire NO. Ora penso che può anche chiamarmi un giorno di questi, e cosa faccio? gli dico che sono qui ma che non lo voglio più come dottore? e come la prenderà? Mi dispiacerebbe dirglielo. Mi dispiace non aver fatto quello che mi aveva detto, cioè scegliere di essere libera e di pensare alla mia felicità Mi sono lasciata coinvolgere dai bisogni altrui e ho finito col savrificarmi di nuovo. Se solo lui avesse fatto qualcos'altro! Ho cercato anche di farglielo capire durante la terapia, ma i miei segnali non sono stati compresi. Così alla fine gliel'ho detto, e lui è stato contento di sapere ciò che non era andato bene nella mia terapia. Ma poi gli ho detto che andavo via, che partivo. Così ora crede di aver fatto il miracolo, invece io son qua e sto peggio di prima :(
Mi dispiace davvero per come ti senti e non voglio esprimere troppi pareri in merito dato che con così pochi indizi non si può dire molto...
L'unica cosa che mi sento di darti è uno spunto di riflessione: come mi sembra di capire dalle tue poche parole hai anteposto i bisogni altrui ai tuoi non riuscendo a scegliere di essere felice, hai deciso di prenderti cura degli altri piuttosto che di te stessa ( questo probabilmente è il modo che hai di relazionarti e che hai utilizzato anche in terapia??), hai deciso di "prenderti cura del terapeuta" più di te stessa anteponendo la sua realizzazione (di sentirsi efficacie come professionista data la tua ritrovata serenità fittizia) al tuo benessere personale? Ti sei sacrificata di nuovo come tu stessa dici, hai accudito gli altri con la convinzione che gli altri non sarebbero stati in grado di accudirti, e che quindi lui non sarebbe riuscito a fare quello che avrebbe dovuto?? ti sei presa in carico della salvezza altrui a discapito della tua, convinta che l'altro non sarebbe stato comunque capace di raggiungerti e di darti quello di cui avresti avuto bisogno, cosicchè sei stata di nuovo costretta a essere tu stessa la salvatrice del terapeuta e quest'ultimo ti ha deluso come probabilmente ti aspettavi? Stai cercando di sottolineare il suo fallimento per avere un ulteriore conferma che nessuno sarà in grado di aiutarti e che mai per una volta potrai essere tu finalmente "quella salvata"?.
Insomma sono domande a cui solo tu puoi dare una risposta e mi scuso se magari ho azzardato troppo non conoscendo nulla di te e della tua storia, comunque ho pensato che fosse stato costruttivo scrivere ciò che ha suscitato in me il tuo messaggio...
un abbraccio
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Riferimento: come dire al dottore che ha fallito?
Potresti vedere in quello che chiami fallimento, un'opportunità: partire dalle difficoltà del raccontare al tuo terapeuta, come una modalità tua da approfondire; dici che ti sei sacrificata di nuovo (andandotene via e fallendo) e la stessa cosa la stai facendo con il tuo terapeuta, non gli parli (sacrifichi il tuo benessere). I terapeuti veri sanno che non ci sono attacchi personali ma espressione delle modalità dei loro pazienti. Parlagli e dai a te la possibilità di ritrovare il benessere, il tuo terapeuta e lì per te, non per raccogliere plausi e amore.
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Riferimento: come dire al dottore che ha fallito?
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Originalmente inviato da
Blooby gosh
Potresti vedere in quello che chiami fallimento, un'opportunità: partire dalle difficoltà del raccontare al tuo terapeuta, come una modalità tua da approfondire; dici che ti sei sacrificata di nuovo (andandotene via e fallendo) e la stessa cosa la stai facendo con il tuo terapeuta, non gli parli (sacrifichi il tuo benessere). I terapeuti veri sanno che non ci sono attacchi personali ma espressione delle modalità dei loro pazienti. Parlagli e dai a te la possibilità di ritrovare il benessere, il tuo terapeuta e lì per te, non per raccogliere plausi e amore.
Concordo, un bravo terapeuta deve saper affrontare frustrazioni e critiche che porta il paziente per utilizzarle come materiale conoscitivo...
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Riferimento: come dire al dottore che ha fallito?
Ciao a tutti e grazie per le vostre risposte. Vorrei specificare meglio in cosa ha fallito il mio ex terapeuta ( perchè non vado più ormai da tempo. Ho preso la scusa di un viaggio all'estero e lui sapeva che io sarei rimasta all'estero, invece appena tornata non mi sono fatta viva; poi gli ho mandato una mail per dirgli che non c'ero riuscita, cioè che non ero riuscita a rimanere là scegliendo di fare finalmente qualcosa per la mia felicità). Per quasi tutto il periodo della terapia questo dottore è stato buono, sì, p vero, gentile, anche, e sempre disponibile. La cosa però che lo ha fregato è stata la paura. Proprio la paura di avvicinarsi troppo a me lo ha fatto tenere ad una distanza tale da sembrare alla fine che stesse cercando in tutti i modi di sfuggire anche a se stesso. Questa paura io l'ho percepita e mi ha bloccato. Gli ho parlato di alcuni sogni fatti in cui lui era coinvolto, e dal chiaro significato sessuale, ma a partire da lì lui si è impaurito ancora di più fino a vestirsi persino di grigio per mostrarsi neutrale e freddo nei miei confronti. Alla fine gli ho detto ciò che aveva fatto e cosa mi aveva dato fastidio in questo suo comportamento e lui è rimasto meravigliato di aver fatto ciò, che presumo era fatto in buona fede, ossia per non essere invischiato da me. Quindi nelle ultime sedute ha cercato di avvicinarsi, di non avere paura e mostrarsi anche "umano" ma io ormai ero chiusa e bloccata ed era troppo tardi per prendermi per mano e farmi uscire dal mio tunnel, visto che lui stesso mi ci aveva spinto di nuovo, anche se non se n'era accorto. Gli ho anche detto fin troppo, credetemi, perchè io di solito nemmeno comunico con le parole ma con la pittura. Quindi il dialogo c'era da parte mia, fin dall'inizio, e anche alla fine non sono riuscita a tenermi dal comunicargli che ero rimasta in italia. Però Questo gesto l'ho fatto anche per fargli capire che non c'era riuscito, cioè è riuscito a farmi prendere coscienza dei miei bisogni ma non è riuscito a farmi sentire la forza di poter spiccare il volo perchè ha avuto paura di tenermi per mano. Tempo fa per caso l'ho visto al supermercato, con la sua ragazza, e ho fatto anche finta di non averlo visto e mi sono spostata. In cuor mio ho pensato che quello era il motivo per cui aveva avuto tanta paura, cioè temeva per la sua relazione. Credo che voi tutti sappiate che il rapporto terapeutico è una specie di relazione no? Quindi la minaccia di una cosa sconvolgente come un sentimento porta scompiglio. Lui si è riparato usando tutta la sua tecnica accademica e tenendosi a distanza. Io sono stata lasciata da sola ad affrontare un transfert fortissimo che ho dovuto eliminare con fatica per evitare di soffrirne più di quanto avrei potuto sopportare. In pratica ho dovuto fare molto, e da sola, per tutt'e due. Chi ne ha fatto le speso sono stata io, ecco perchè non son voluta tornare da lui. Un dottore che non ha coraggio di affrontare i propri sentimenti non può avere più la mia piena fiducia. Il guaio è che non ho nemmeno cercato un altro dottore, perchè ho perso la fiducia nella terapia stessa e ho paura di dovermi ritrovare nella stessa situazione, anche se scegliessi magari una donna. Inoltre adesso non ho una situazione economica che mi permette di affrontare il costo di varie sedute. Purtroppo i dottori fanno tironicio di ogni tecnica terapeutica ma spesso tralasciano questo aspetto "umano" della relazione terapeutica.
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Riferimento: come dire al dottore che ha fallito?
Questo post ribalta molto la situazione iniziale e ci dice qualcosa di te. La sensazione è che da "vittima" del primo post, ti sei trasformata nell'opposto. E' questo il tuo gioco relazionale?
P.S. I conflitti con l'altro sesso meglio affrontarli con un terapeuta dello stesso sesso.
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Riferimento: come dire al dottore che ha fallito?
Citazione:
Originalmente inviato da
Blooby gosh
Questo post ribalta molto la situazione iniziale e ci dice qualcosa di te.
Questo aspetto spinge però la discussione al limite del regolamento, come già precedentemente da qualcuno ricordato.
Le stanze tematiche di questo forum, come da regolamento, sono state create per intavolare discussioni su tematiche generiche, dove per generiche intendo: aspetti teorico/pratici/esperienziali che pertengono alla disciplina della psicoterapia.
Non sono invece utilizzabili per discutere di casi personali, anche per evitare il rischio che, indipendentemente dalla formazione e dalla preparazione di ognuno, ci si lanci in considerazioni, ipotesi diagnostiche, osservazioni che riguardano, come ad esempio in questo caso, una relazione terapeutica pregressa che, per ovvi motivi, non può essere oggetto di giudizio da parte di persone esterne, all'interno di un forum, e i vissuti emotivi che ne derivano.
Per come è stata aperto questo thread, si può discutere di che cosa si può intendere per "fallimento terapeutico", delle responsabilità che entrambi gli attori hanno in un eventuale fallimento, commisurate al ruolo che ognuno riveste all'interno della relazione terapeuta/paziente (o cliente, o, come preferisco dire io, persona che si avvicina ad un percorso di psicoterapia), della complessità delle dinamiche relazionali all'interno di un simile contesto relazionale.
Vi chiederei di rimanere su questa linea di discussione :)
Per consulenze on line è possibile invece consultare questo sito: http://www.benessere4u.it/
Buona continuazione
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La mia era una riflessione. Quello che hai scritto dovresti rivolgerlo a diamanda. Ciao
Carissimi, un piccolo OT. Andate nella sezione sessuologia - post schiavo (o qualcosa del genere)..... e poi dite se non sono una brava terapeuta!!!!!! :inchino:
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Riferimento: come dire al dottore che ha fallito?
Citazione:
Originalmente inviato da
Blooby gosh
La mia era una riflessione. Quello che hai scritto dovresti rivolgerlo a diamanda. Ciao
Che la tua fosse una riflessione mi era chiaro, grazie :) detto ciò, ho quotato la tua considerazione perchè mi era funzionale come spunto per il mio "richiamo" che, in realtà, vale per tutti.
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Riferimento: come dire al dottore che ha fallito?
Ciao a Tutti!
Cercherò di seguire le buone di regole di discussione e prendere la vicenda riportata da diamanda come spunto di riflessione, senza entrare nel merito della sua storia, datosi che non è questo il contesto.
Inoltre a diamanda è stato già suggerito di confrontarsi con il suo terapeuta.
Comunque provare dei sentimenti di qualsiasi tipo, per lo psicologo o la psicologa, è piuttosto ovvio, qualsiasi sia l'orientamento terapeutico o d'intervento, la relazione è sempre un aspetto principale, e per molti modelli teorici di psicoterapia la relazione è lo Strumento di lavoro.
Ma è anche l'oggetto del lavoro.
Per questo provare sentimenti erotici è abbastanza comune ed è tutto materiale utile per il lavoro terapeutico.
Certo può essere molto doloroso per un paziente sentirsi non corrisposto, ma tutta la frustrazione, la rabbia e il senso di fallimento che ne consegue, sono tutte emozioni che sono materiale preziosissimo per il percorso terapeutico.
Purtroppo non sempre i pazienti si sentono pronti per affrontare il cosiddetto transfert erotico, perché spesso al desiderio erotico, si accompagna a volte una rabbia potente contro il terapeuta, che i sentimenti amorosi servono solo a mascherare.
Confrontarsi con la rabbia e la paura di non essere desiderati (o anche la fantasia di essere desiderati, ma come oggetti erotici, non amati per ciò che si è) per alcuni pazienti può essere difficile.
Ed è difficile anche per un terapeuta gestire certe situazioni.
Ci vuole esperienza e la capacità di farsi "usare", analiticamente parlando, dal paziente per rimettere in gioco le sue dinamiche relazionali, ma riuscire ad intervenire in modo puntuale per fornire la cosiddetta esperienza emotiva correttiva.
Ovviamente parlo secondo il mio modello psicoterapeutico di riferimento.
ciao a tutti!:ciao:
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Riferimento: come dire al dottore che ha fallito?
Diamanda io su alcune cose ti capisco perchè sn le stesse che sto vivendo io e da quello che hai scritto anche io ho la
problematica che nella vita antepongo i bisogni altrui ai miei e la stessa cosa la sto facendo in terapia.
Però se vogliamo cambiare veramente il nostro modo di relazionarci agli altri dobbiamo inziare a cambiare in terapia, so
che nn è facile io ancora nn riesco ad essere diversa.
Se poi dovessi decidere di rifare la terapia devi essere pronta anche tu a presentarti in un modo diverso, per trarne i giusti benefici.
Purtroppo è il transfert che si vive che ti porta ad amare e odiare il terapeuta spesso anche quando nn ci sono dei motivi, io pensa sn arrabbiata
cn lui perchè è sposato e vorrei essere al posto della moglie, ma poi cerco di ragionare e mi dico posso darle la colpa di questo? sto solatno proiettando
su di lui problematiche irrisolte che ho io.
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Riferimento: come dire al dottore che ha fallito?
Citazione:
P.S. I conflitti con l'altro sesso meglio affrontarli con un terapeuta dello stesso sesso.
Parto da questo consiglio dato da "blooby gosh, che dice di essere una terapeuta, cercando di rimanere entro i limiti della discussione. Io credo che sia un consiglio di "fuga" quello che mi dai Blooby, perchè scegliere un terapeuta dello stesso sesso per evitare certe situazioni mi fa credere, e rafforza la mia idea, che nessun uomo riuscirebbe ad affrontare una relazione terapeuta di questo tipo. Cosa si deve pensare che tutti gli psicologi maschi non siano in grado di condurre una terapia solo perchè si trovano davanti una donna e non un uomo? La mia scelta del terapeuta inoltre non è stata mia e spontanea ma obbligata, ovvero mi hanno affibbiato questo dottore al Csm e poi dopo un primo periodo in struttura pubblica lui mi ha offerto di continuare in studio privato. Quindi non sono andata apposta da un dottore con l'intento di sedurlo. Inoltre se attrazione c'è stata, con conseguente transfert erotizzato mio e controtransfert negativo da parte sua, non è stata sicuramente una cosa che poteva esser prevista da me, visto che era la prima volta che avevo a che fare con un terapeuta.
Vi ringrazio per il consiglio sul sito per le consulenze ma ho già contattato uno psicanalista, che si trova in una città vicina a me, con la speranza di poter iniziare un nuovo percorso. Un fallimento terapeutico forse all'inizio frena e fa temere che non si possa trovare appunto la persona giusta che possa capire che tutto l'amore che viene fuori in seduta non è indirizzato al dottore ma ad una figura molto legata all'infanzia del paziente. Quindi spero che ogni terapeuta sia cosciente di ciò e non si creda il "bel principe" che ogni paziente femmina ama alla follia.
Se ho dato un giudizio negativo è perchè io non sono digiuna di psicologia, avendo fatto anch'io un percorso universitario, e quindi mi sono soffermata sull'aspetto della paura, più che del rifiuto. Perchè la paura è la prima causa e il rifiuto nei confronti del paziente è solo una conseguenza. Si veda bene il caso della Spielrein e Jung, il quale Jung ha miseramente offerto solo una fuga e un ritorno in famiglia, a quella che è la pulsione fortissima di vivere un sentimento in libertà e al di fuori delle regole imposte dalla società del tempo.
Io credo che oggi un dottore abbia molti più strumenti per affrontare un percorso ricco di ostacoli o trappole, e come dice Aldo Carotenuto nella sua "lettera ad un apprendista stregone" dovrebbe sempre attingere alla sua ferita, e usare proprio quella parte di sè irrisolta per guarire il paziente. Ma se il terapeuta ha paura di ferirsi ancora di più allora nasconde quella ferita e per paura di infettarsi manda tutto all'aria.
Io il transfert l'ho superato benissimo, non mi ci sono fissata più di tanto. Semmai è stato dall'altra parte che si è fissato su quel punto e non ha concesso di poter andare avanti, causando un fallimento prevedibile. Perchè se un terapeuta non si mette in gioco vuol dire che è solo il paziente a giocare e alla fine ci si sente da soli ad affrontare tutto.
Spero di esser rimasta entro i confini e mi spiace se ho fatto ancora qualche riferimento ad un professionista, che stimo ancora e ho consigliato anche ad altre persone, ma spero che sia da esempio per chi affronta la professione di terapeuta o che magari si è trovato nella mia situazione e ha sofferto tanto.
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Riferimento: come dire al dottore che ha fallito?
Ieri ho dimenticato di dire una cosa essenziale, ossia che sono bisessuale, quindi il discorso del sesso del terapeuta è piuttosto irrilevante, visto che posso avere attrazione per entrambi i sessi :)
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Riferimento: come dire al dottore che ha fallito?
Diamanda ma sei sicura della scelta dello psicanalista? perchè se nn sei abituata alla psicoanalisi rischi di vivere un rapporto terapeutico
ancora più freddo, sarà che a me l'idea di starmene sdariata su un lettino a fissare un muro e a parlare ad un fantasma nn è che mi
aggraderebbe molto, poi vabbè ognuno sceglie i metodi con cui si sente a più agio. Però facevo questa osservazione perchè tu da quanto hai
scritto parli di un rapporto molto intimo tra paziente e terapeuta e se già hai avuto difficoltà a trovarlo in una pscioterapia figuriamoci nella
psicoanalisi. Ovviamente non voglio dare giudizi anche perchè nn sn esperta di queste cose è solo per confrontarci.
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Riferimento: come dire al dottore che ha fallito?
Ciao Alicevera,
ti sarei grata se tentassi di argomentare in modo un po' più concreto le tue fantasie riguardo ad un percorso psicanalitico, altrimenti parliamo di aria fritta.
Grazie
Susanna
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Riferimento: come dire al dottore che ha fallito?
Credo che Alicevera non abbia sbagliato nel dire che la psicoanalisi ha un approccio più neutrale con il paziente, proprio per far emergere l'inconscio e interpretarlo valorizzando di più il passato e poco il presente, invece la psicoterapia dinamica prende in considerazione si l'aspetto passato, ma anche il presente, esaminando la persona nella sua totalità ed è risaputo che è importante per la psicoterapia la relazione e l'empatia fra paziente e terapeuta... si gioca tutto lì. Comunque ognuno deve scegliere ciò che più gli sembra adatto magari un percorso psicoanalitico può essere più profondo e quindi creare una certa intimità con se stesso e risultare più appagante. Ciao
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Riferimento: come dire al dottore che ha fallito?
Ciao Fiona partendo sempre dal presupposto che non sn una professionista del campo,
quando affermo che sn contraria alla psicoanalisi non sto dicendo che ne sn contraria in modo assoluto
ma solo per determinati pazienti.
Da quello che scrive Diamanda lei vorrebbe un rapporto umano tra lei e il suo terapeuta ovvero oltre il dottore
vuole vedere anche una persona che l'accompagna in modo empatico in questo viaggio.
Credo che la psicoterapia non sia la terapia giusta per lei come afferma anche ludovicamaria, però il mio è solo un parere ovviamente.
Nel senso che io già sento distacco nella psicoterapia figuriamoci nella psicoanalisi.
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Riferimento: come dire al dottore che ha fallito?
Vi ringrazio per i consigli che mi state dando e devo dire che anch'io mi aspettavo che la psicoterapia dinamica fosse più "umana" ma ho avuto la sorpresa di un terapeuta distaccato e molto neutrale. Quindi chi lo sa se poi uno psicanalista si rivelerebbe completamente all'opposto? Del resto non ho ancora firmato un contratto con nessuno e sono libera di scegliere se mi va o no. So che la psicanalisi attua un certo metodismo ma nulla toglie che possa provare una seduta e poi decidere cosa fare no? :P
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Riferimento: come dire al dottore che ha fallito?
Quello che ho scritto non lo dico io ma i manuali. E non si chiamano consigli di fuga ma terapeutici. Ogni terapeuta è più abile in certi settori piuttosto che in altri, non siamo tuttologi. Siccome non possiamo entrare nel tuo caso specifico, non posso esprimere esattamente il mio pensiero. Però posso dire che ci vedo un gioco relazionale che stai agendo per dimostrarti qualcosa. Per esperienza, i giochi di forza, fanno perdere entrambi i giocatori senza beneficio per nessuno dei due. Uscendo dal tuo caso, Uno può anche schiacciare il proprio terapeuta/ sedurlo/ umiliarlo/etc, ma poi si ritrova con la dolorosa considerazione che nessuno è in grado di aiutarlo e peggiora. Anche in questo forum, ti sei posta come una povera ragazza smarrita per poi tirare fuori gli artigli e dimostrare che siamo tutti alla tua merce. Non è così io esco dal tuo gioco. Buona fortuna
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Riferimento: come dire al dottore che ha fallito?
Mi spiace che la discussione abbia preso questa piega, non era mia intenzione graffiare nessuno. Ho letto anch'io molti manuali e siccome quello che c'è scritto lì è da prendere con le pinze, visto che ogni paziente poi è un caso a sè, non vedo proprio il motivo di dover fuggire la possibilità di scelta di uno psicologo uomo visto che, come dicevo sopra, con una donna attuerei lo stesso comportamento. Inoltre se il comportamento che attuo con il terapeuta è lo stesso, ed è un comportamento che mi viene naturale e che è conseguenza di un conflitto interiore patologico, dovrebbe essere il terapeuta a scoprire le cause di tale comportamento (seduttivo, demolitore, chiamatelo come volete,...)e guidarmi verso un comportamento diverso e più sano, sia nei suoi che nei miei confronti. Se una persona scappa o si trincera dietro una corazza quando io esco gli artigli allora vuol dire che non sa come affrontare certe situazioni in modo adeguato. Chiudo la discussione qui, visto che ci sono delle reazioni spropositate. Il mio intento era solo fare una riflessione su quello che può succedere durante una terapia, gli ostacoli esterni o interni, e il modo migliore per affrontarli insieme ma mi rendo conto che chi dovrebbe ascoltare poi se ne tira fuori. Io ho un carattere dominante, è chiaro, e se tengo il discorso con una certa forza lo faccio in maniera inconscia, non lo faccio apposta. Mi scuso se invece qualcuno la prende come una cosa personale :(
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Riferimento: come dire al dottore che ha fallito?
Ciao Diamanda, ti ho risposto in privato per non fare un OT.
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Riferimento: come dire al dottore che ha fallito?
Mi sembra che ci sia una certa confusione su cosa sia il modello psicoterapeutico psicoanalitico. Non capisco chi siano questi psicoanalisti nel 2013 che indagano il passato, tipo il primo "ricordo dell'infanzia" , il complesso edipico, ecc.
Forse nei film americani e qualche psicoanalista freudiano ortodosso. Senza nulla togliere al grande Freud, da quell'epoca sono passati 100 anni, e gli oggetti del lavoro psicoanalitico sono altri.
Voi parlate di una psicoanalisi dell'immaginario comune, più legata agli esordi, niente a che vedere con la realtà attuale. Poi vorrei capire cosa s'intende per psicoterapia dinamica: cioè ?
Credo che certi stereotipi siano imprecisi e confusivi, ma non ve ne faccio una colpa, forse la responsabilità e' di noi psy che non facciamo sufficiente informazione su cosa sia la psicoterapia.
Ciao ciao :)
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Riferimento: come dire al dottore che ha fallito?
[QUOTE=fiona774;2712017]Mi sembra che ci sia una certa confusione su cosa sia il modello psicoterapeutico psicoanalitico. Non capisco chi siano questi psicoanalisti nel 2013 che indagano il passato, tipo il primo "ricordo dell'infanzia" , il complesso edipico, ecc.
Forse nei film americani e qualche psicoanalista freudiano ortodosso. Senza nulla togliere al grande Freud, da quell'epoca sono passati 100 anni, e gli oggetti del lavoro psicoanalitico sono altri.
Voi parlate di una psicoanalisi dell'immaginario comune, più legata agli esordi, niente a che vedere con la realtà attuale. Poi vorrei capire cosa s'intende per psicoterapia dinamica: cioè ?
Credo che certi stereotipi siano imprecisi e confusivi, ma non ve ne faccio una colpa, forse la responsabilità e' di noi psy che non facciamo sufficiente informazione su cosa sia la psicoterapia.
Ciao ciao :)[/QUOTE
Certo adesso la psicoanalisi si è "adattata" a curare altre patologie non solo le nevrosi, ma la differenza secondo me con la psicoterapia sta nel fatto che il transfert viene meno manipolato e suggestionato dallo psicanalista e con la sua neutralità favorito meglio.Comunque questo discorso mi piacerebbe che venisse discusso anche con altri magari più esperti di me. Intanto ho trovato questo... www.humantrainer.com> Articoli di psicologia.
C'è riferimento a Lancan (una sola "spolveratina"). Grazie
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Riferimento: come dire al dottore che ha fallito?
Hai ragione Ludovicamaria, credo sarebbe importante confrontarsi sulle differenze metodologiche della psicoterapia, presupponendo che siamo tutti esperti nel campo, altrimenti c'è il rischio che uno dice fischi e l'altro risponde fiaschi. Credo anche che sia compito di noi specialisti informare ed aiutare gli individui a comprendere l'importanza del benessere psicologico e promuovere i vantaggi di una piena consapevolezza di se', di una crescita personale improntata all'autorealizzazione. E comunque qualunque sia l'orientamento psicoterapeutico, ciò che conta e' la meta.
Non tutte le psicoterapie sono idonee a tutti i pazienti e non tutti i pazienti sono idonei a tutte le psicoterapie.
Avrei altro da dire per fare un po' di luce su cosa sia la psicoanalisi, datosi che intuisco dalla risposta di Ludovicamaria che usa termini come "nevrosi" , che nessun psicoterapeuta usa più per indicare patologia da almeno 30 anni e che per psicoanalisi " adattata" , io intendo dagli anni 40, cioe' da Freud in poi, che forse molti parlano di psicoanalisi senza averne una più pallida idea (non per niente viene citato Lacan, un outsider, non certo un rappresentante classico della psicoanalisi odierna), ma andrei fuori OT.
Saluti :)
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Riferimento: come dire al dottore che ha fallito?
Buongiorno a tutti :)
Citazione:
Originalmente inviato da
ludovicamaria
Comunque questo discorso mi piacerebbe che venisse discusso anche con altri magari più esperti di me. Intanto ho trovato questo... www.humantrainer.com> Articoli di psicologia.
C'è riferimento a Lancan (una sola "spolveratina"). Grazie
quoto questa parte di messaggio di Ludovicamaria solo per dire che se avete voglia discutere di questo ben venga :) vi inviterei però ad aprire una discussione apposita sull'argomento, in quanto si discosterebbe parecchio dall'argomento del thread aperto da Diamanda incentrato sulla sensazione di fallimento terapeutico.
Interessantissimo discutere di modello psicoanalitico e, sono d'accordo, andrebbe fatto con consapevolezza e cognizione.
Mi raccomando, se qualcuno ha dei pareri su una certa corrente terapeutica, può esplicitarli in modo che chi è più esperto, se ne ha il tempo e la voglia, possa chiarirli e ampliare il quadro con conoscenze più approfondite. Cerchiamo però di evitare consigli e pareri personali specie se questi sono riferiti alle scelte terapeutiche di altri utenti che non conosciamo se non per i pochi frammenti di storia che condividono con noi su questo forum.
Grazie e buona continuazione :)
P.S. per eventuali chiarimenti contattatemi in privato, onde evitare off topic
EDIT: ho postato assieme a Fiona e non avevo letto la sua *ottima* risposta, grazie :)
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Riferimento: come dire al dottore che ha fallito?
Citazione:
Originalmente inviato da
crissangel
EDIT: ho postato assieme a Fiona e non avevo letto la sua *ottima* risposta, grazie :)
:D Eravamo davvero fuori OT ormai!
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Riferimento: come dire al dottore che ha fallito?
Vorrei dare un ultimo consiglio, perchè al posto mio poteva trovarsi una persona più debole e certe parole, anche se dette in privato, possono ferire molto: moderate i toni e non usate parole forti o giudizi personali. Vorrei dire a Crissangel, moderatore, di spiegare bene che se uno viene in questo forum lo fa perchè ha problemi e che ricevere certe parole forti non è sicuramente un modo nè carino nè professionale per rivolgersi ad una persona che soffre. Spero che in futuro sia messo l'accento su questo, visto che ho vissuto questo sulla mia pelle qui, da quando ho aperto il topic. Mi spiace per il gioco-forza che si è venuto a creare e spero che i toni si modifichino, visto che siamo persone "umane" e nessuno è perfetto. :)
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Riferimento: come dire al dottore che ha fallito?
Citazione:
Originalmente inviato da
diamanda
Vorrei dare un ultimo consiglio, perchè al posto mio poteva trovarsi una persona più debole e certe parole, anche se dette in privato, possono ferire molto: moderate i toni e non usate parole forti o giudizi personali.
Ecco, mi sarebbe piaciuto non si fosse arrivati a dover discutere di questo. E' per evitare, o per lo meno per arginare e attutire, esperienze e vissuti di questo genere che esiste il punto 14 del regolamento: siamo in un forum di discussione che è aperto a tutti e che nasce come bacino di informazioni e sostegno per studenti e per neo laureati, non è prevista la possibilità di fare consulenza o diagnosi on line; questi ultimi sono dei servizi che hanno delle regolamentazioni ben precise e implementarle e renderle disponibili significa modificare gli assetti e apire stanze dove sarebbe ipotizzabile persino limitare l'accesso solo a chi è un professionista (oltre a chi, ovviamente, richiede una consulenza).
Non è mai per pedanteria che vi ricordo che le discussioni in queste stanze devono essere incentrate sulle tematiche e non sulle storie delle persone. In questo forum tra gli utenti ci sono anche professionisti in gamba e con molta esperienza, come alcuni degli utenti che vi hanno preso parte, ma la linea di confine tra il dare il proprio parere basato sul proprio background teorico e professionale ed il fare una vera e propria consulenza, all'interno d un forum è molto sottile.
Citazione:
Vorrei dire a Crissangel, moderatore, di spiegare bene che se uno viene in questo forum lo fa perchè ha problemi e che ricevere certe parole forti non è sicuramente un modo nè carino nè professionale per rivolgersi ad una persona che soffre. Spero che in futuro sia messo l'accento su questo, visto che ho vissuto questo sulla mia pelle qui, da quando ho aperto il topic. Mi spiace per il gioco-forza che si è venuto a creare e spero che i toni si modifichino, visto che siamo persone "umane" e nessuno è perfetto. :)
Vedi Diamanda, io lo spiego spesso questo punto. Parto però anche dal presupposto che gli utenti che navigano sul forum da parecchio tempo leggano il regolamento. Ricordo a tutti che nel momento in cui ci si iscrive a questa community si accetta e si sottoscrive il regolamento, che andrebbe letto e rispettato.
Detto questo, è anche vero che, come non ci si dovrebbe lanciare in pareri/giudizi che possono ferire, non si dovrebbe nemmeno usare questo forum per portare le proprie storie personali, perchè nel momento in cui lo si fa, ci si prende anche la responsabilità di esporsi a dei pareri di persone estranee che comunque si sentono di dare una risposta pensando di essere di aiuto alla persona che fa una richiesta.
Ci sono discussioni in cui è palese che un utente posta la sua storia solo ed esclusivamente per avere una "consulenza" e in questo caso, sia per la tutela della persona, sia per evitare di contravvenire al regolamento, ci troviamo costretti a chiuderle, spiegando i motivi della chiusura, in pubblico o in privato.
Sono d'accordissimo con te sulla questione dei modi e dei toni che vengono utilizzati, questo in generale, in qualunque stanza del forum, a maggior ragione nelle stanze tematiche e, dal punto di vista umano, comprendo benissimo l'esigenza di utilizzare l'enorme mezzo comunicativo che è il web e cercare degli spazi appositi per confrontarsi su aspetti e situazioni che ci riguardano. La questione è già stata sollevata e se ne sta discutendo.
Rimane tuttavia il fatto che questa stanza è riservata alle discussioni tematiche sulla disciplina, non è stata creata per dare sollievo a chi ha dei problemi, a meno che non se ne riesca a parlare, come spesse volte ricordato, in termini generali, evitando di essere colpiti o feriti in prima persona.
Tutti dovrebbero quindi imparare a moderare i propri interventi in questo spazio...a partire dai professionisti che vi partecipano, su questo hai pienamente ragione.
Avresti voglia di spiegarmi più in dettaglio, in privato, che cosa ti ha maggiormente ferita? Rimango disponibile anche per chiunque altro abbia dei dubbi su questo punto. Per favore però, come detto sopra, usate i messaggi privati, altrimenti si apre un OT (off topic) infinito. Grazie.
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Riferimento: come dire al dottore che ha fallito?
Crissangel hai perfettamente ragione che Diamanda come me ed altre persone non devono utilizzare questo forum per parlare dei propri casi, ma
se è successo è perchè sapevamo che venendo in questo forum avremmo trovato professionisti competenti, soprattuto per chì è da poco che fà psicoterapia
ha bisogno di avere dei pareri non dalle persone qualunque che magari ti danno anche consigli sbagliati ma dalle persone competenti.
Ti faccio l'esempio sul mio caso io ero veramente in crisi stavo per lasciare la psicoterapia e mi è servito molto confrontarmi con professionisti in particolare mi riferisco a Giunone che mi ha trasmesso molta determinazione e grazie ai suoi consigli mi ha fatto ragionare e capire i miei sbagli.
Purtroppo anche se è nella seduta che tutto dovrebbe essere rivelato, non sempre succede e quindi i pazienti rimaniamo con parecchi dubbi e perplessità, per questo
è più facile per noi trovare sostegno e sfogarsi al di fuori della seduta, ma so che è sbagliato quindi cercheremo di non parlare più di noi.
A questo punto però vorrei domandarti ma non possiamo fare domande solo su di noi o anche in riferimento a domande generali sulla psicoterapia?
Grazie
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Riferimento: come dire al dottore che ha fallito?
Ciao Alicevera
Citazione:
Originalmente inviato da
alicevera
Crissangel hai perfettamente ragione che Diamanda come me ed altre persone non devono utilizzare questo forum per parlare dei propri casi, ma
se è successo è perchè sapevamo che venendo in questo forum avremmo trovato professionisti competenti, soprattuto per chì è da poco che fà psicoterapia
ha bisogno di avere dei pareri non dalle persone qualunque che magari ti danno anche consigli sbagliati ma dalle persone competenti.
in realtà non è in questione se io abbia o meno ragione, nel senso, non sono io a dettare le regole qui, solamente, il mio ruolo di moderatore è quello di richiamare i partecipanti al regolamento interno del forum. Qui ci sono persone molto competenti: Blooby gosh, Fiona774; Axamer_Ibk; GIUNONE (che abbiamo la fortuna di avere nello staff di moderazione) e altri che non nomino per non dilungarmi troppo. Ma ci sono anche molti studenti, molti neolaureati e persone che magari nella vita fanno altro e si sono avvicinate a questo forum per una loro propensione naturale al dialogo e all'ascolto o solo perchè appassionate di psicologia e che, oltre a leggere libri in materia, decidono di iscriversi ad un forum: non chiediamo il curriculum a nessuno per potersi iscrivere e postare nel forum e se qualcuno decide di rispondere ad una discussione delicata e personale come questa, o come quella da te aperta, è libero di farlo, con i rischi che ciò può potenzialmente comportare. Quindi magari una persona entra in questo forum con delle aspettative relative a ciò di cui si può parlare e al tipo di professionisti che si possono trovare e alla tipologia di sostegno che si può ricevere per poi ritrovarsi una realtà differente, questo lo dico in generale.
Citazione:
Ti faccio l'esempio sul mio caso io ero veramente in crisi stavo per lasciare la psicoterapia e mi è servito molto confrontarmi con professionisti in particolare mi riferisco a Giunone che mi ha trasmesso molta determinazione e grazie ai suoi consigli mi ha fatto ragionare e capire i miei sbagli.
Purtroppo anche se è nella seduta che tutto dovrebbe essere rivelato, non sempre succede e quindi i pazienti rimaniamo con parecchi dubbi e perplessità, per questo
è più facile per noi trovare sostegno e sfogarsi al di fuori della seduta, ma so che è sbagliato quindi cercheremo di non parlare più di noi.
Sono molto contento che si sia verificato questo, ma se noti, gli interventi di GIUNONE sono in linea con il regolamento del forum: lei è stata molto abile nel darti degli spunti su cui riflettere e tu sei stata altrettanto abile nel fare tesoro di questi spunti e nel riportarli al tuo caso personale traendone beneficio.
Rispetto alla terapia però, questa ha i suoi tempi, le sue dinamiche, la tua terapia al momento consiste nella relazione che tu adesso hai con quel terapeuta...che puoi sempre decidere di cambiare, come puoi decidere di continuare, di fermarti a pensare e poi riprendere. Ma un professionista all'interno di un forum di discussione non può dirti che cosa fare nè può permettersi di dare giudizi sull'andamento di un percorso terapeutico ancora in atto.
La terapia, lo sottolineo di nuovo, è una tipologia di relazione tra due persone. Sarebbe più utile riflettere a due sul decidere o meno se continuare oppure no il percorso, o quantomeno analizzare gli effetti che un elemento esterno come il discutere con degli estranei (per quanto professionisti) ha creato, sia in positivo sia in negativo. E' anche una questione etica, oltre che professionale. In ogni caso, sia in positivo sia in negativo, la decisione è la tua. Io penso sia necessario dare tempo a se stessi, alla terapia, al rapporto terapeutico, senza troppa fretta e senza troppe interferenze esterne, anche per capire se la terapia sta funzionando o meno, passo dopo passo...è un percorso duro: io ne ho fatte due, la prima disastrosa, la seconda migliore...
Citazione:
A questo punto però vorrei domandarti ma non possiamo fare domande solo su di noi o anche in riferimento a domande generali sulla psicoterapia?
Grazie
Riferimento a domande generali sulla psicoterapia assolutamente si: qui si discute della disciplina "psicoterapia" in tutte le sue sfaccettature. Altrimenti, per usufruire di consulenze on line, bisogna utilizzare il sito linkato precedentemente www.benessere4u.it.
Adesso scusatemi, ma da regolamento devo davvero chiedervi di contattarmi in privato se avete altri dubbi o questioni inerenti il regolamento in merito a quanto emerso in questo thread, altrimenti entro in una sorta di "loop paradossale" per cui vi chiedo di non andare fuori tema, andando di fatto fuori tema io per primo rispondendo ai vostri quesiti :)
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Riferimento: come dire al dottore che ha fallito?
Ciao a tutti,
anche se sono iscritta al forum da diversi anni è da poco che seguo le stanze specifiche. Ho un po' di difficoltà, per carattere, a prendere parte alle discussioni (soprattutto nel rompere il ghiaccio) ma seguo con interesse soprattutto questa stanza e in generale il settore clinico.
Mi trovo d'accordo con i contenuti e i toni che Crissangel ha espresso, cercando da una parte di richiamare tutti alle regole generali e dall'altra di manifestare apertura e comprensione nei confronti delle richieste che possono provenire dalle singole persone.
Nello stesso tempo mi sento vicina a quanto espresso da diamanda.
Credo che nelle discussioni si debba tenere certamente conto della cornice delle regole (senza le quali non si può vivere), senza mai dimenticare che siamo prima di tutto esseri umani e che, specialmente in settori "sensibili" come questo, il bisogno di aiuto,legato al disagio, possa, a volte, occupare temporaneamente il campo.
A me sembra importante, nel nostro caso, tenere conto anche del fattore schermo, per cui si può incorrere nel rischio che "l'altro", in fondo sconosciuto, venga spersonalizzato e che, magari, gli si risponda in base a una reazione "a pelle" o secondo riferimenti teorici e tecnici senz'altro validi ma che forse, in quello specifico contesto, poco hanno a che fare con la richiesta (problema) della persona.
Mi sembra che la risposta di Crissangel sia nello stesso tempo contenitiva ed empatica, in grado di rispondere in maniera consona e orientativa alla persona -che non conosciamo e non vediamo - che ci rivolge una richiesta attraverso uno schermo, specialmente se questa è collegata ad un bisogno personale, che in quel momento per lei/lui è particolarmente importante.
(Mentre scrivevo alicevera e crissangel hanno postato i loro interventi.
La mia era una riflessione sulla discussione generale, scusate se sono andata OT.)
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Riferimento: come dire al dottore che ha fallito?
Citazione:
ci si prende anche la responsabilità di esporsi a dei pareri di persone estranee che comunque si sentono di dare una risposta pensando di essere di aiuto alla persona che fa una richiesta.
Il mio riferimento non era ovviamente per i pareri dati dagli altri utenti ma per altre parole, dure e pesanti, che mi sono state dette in privato. Ti ringrazio per aver bacchettato me soltanto!
La mia storia personale l'ho scritta solo come riferimento non come un esempio assoluto. Se ho sbagliato a scrivere troppi particolari ok, mi spiace. Però aver ricevuto insulti non me lo immaginavo da parte di una persona che sta qui e detta legge solo perchè è una professionista.
Sto parlando di insulti, ripeto, e non pareri.
Citazione:
La mia era una riflessione sulla discussione generale, scusate se sono andata OT
Eh eh, a quanto pare siamo in tanti a non saperci contenere :P
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Riferimento: come dire al dottore che ha fallito?
Citazione:
Originalmente inviato da
Cinzia A.
A me sembra importante, nel nostro caso, tenere conto anche del fattore schermo, per cui si può incorrere nel rischio che "l'altro", in fondo sconosciuto, venga spersonalizzato e che, magari, gli si risponda in base a una reazione "a pelle" o secondo riferimenti teorici e tecnici senz'altro validi ma che forse, in quello specifico contesto, poco hanno a che fare con la richiesta (problema) della persona.
Concordo sull'effetto schermo, ma anche per gli utenti che si propongono, non solo per chi risponde. Sulla reazione a pelle, ni, perchè da come si scrive, si parla, ci si pone, emergono delle caratteristiche della persona: questo è parte del lavoro del terapeuta. I campi semantici delle persone ci parlano di loro. I costrutti sono scientifici.
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Riferimento: come dire al dottore che ha fallito?
Citazione:
Originalmente inviato da
diamanda
Il mio riferimento non era ovviamente per i pareri dati dagli altri utenti ma per altre parole, dure e pesanti, che mi sono state dette in privato. Ti ringrazio per aver bacchettato me soltanto!
sono molto sorpreso da questa tua affermazione. Io non ho *veramente* bacchettato nessuno, semplicemente ho richiamato alle regole tutti i partecipanti per la tutela soprattutto dell'utente che posta la sua storia e questo l'ho fatto facendo un discorso in generale, come è giusto che sia, dato che mi baso su quanto voi avete scritto in questo thread. Ognuno rispetto alla sua posizione e al proprio ruolo all'interno della discussione!
Forse ti è sfuggita la parte dove riprendo i professionisti del forum e dove ti do ragione rispetto ai toni usati, in alcuni casi, perchè in altri casi mi pare tu abbia ricevuto risposte di comprensione e di empatia. Forse ti è anche sfuggita la richiesta di indicarmi privatamente i passaggi in cui ti sei sentita offesa e insultata: se questi scambi sono avvenuti in privato, se non me li indichi io non lo posso sapere. E se vuoi farlo ti chiedo di farlo in privato perchè pubblicare un pm di un utente porta al ban.
Se sei stata insultata e offesa me ne dispiace molto, per te ovviamente, ma anche per il fatto che le offese, gli insulti e gli attacchi ad personam non sono consentiti, nè in pubblico nè in privato! Quindi ti rinnovo davvero l'invito a farmi sapere in privato. Capisco la tua rabbia e delusione, ma io non posso accedere ai vostri scambi in privato e dunque, ad ora, non so bene a cosa si allude.
Per il momento preferisco chiudere la discussione. Gli interessati, se vogliono, sono pregati di contattarmi privatamente.