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Certo che ne hai di curiosità sulle donne tu, eh?....:D
Senti a me: parafrasando una celebre frase della nostra storia nazionale, si può dire che capire una donna per un uomo non è difficile... :nono:
È inutile...:sisi:
Rispetto la tua opinione e mi piacerebbe riuscire a esporre il mio punto di vista, ma per quanto io sia molto riflessivo sono anche un pessimo comunicatore.
Una donna ha delle esigenze molto diverse da quelle maschili. Perchè subiamo condizionamenti sociali diversi. Se non capiamo queste esigenze continueremo ad offrirgli cose che a lei non servono. Ti faccio un esempio. Sapevi che per gli uomini la dipendenza sessuale è 5 volte maggiore che nelle donne? Le donne spesso esternano poco e sembra non siano interessate al sesso. Tuttavia lo sono realmente molto meno che gli uomini. Anche quando lo sono magari per loro sentirsi desiderate ha un peso notevole.
Perché? Questa differenza?
Altro esempio. Quanto conta per te l'immagine? L'approvazione dei tuoi genitori? Senti il bisogno di non lasciare la tua ragazza perchè siete fidanzati in casa? Per me conta 0. Non sto esagerando, ho soppesato bene le parole. Mi infastidisce l'ingerenza dei genitori nelle mie scelte e vorrei che non mi provocasse sensi di colpa.
Ancora un altro esempio. Una ragazza che si iscrive su badoo riceve 10 - 12 messaggi privati all'ora. Alcuni uomini si incazzano e offendono quando una donna non gli risponde :-). Io temo che questi uomini non abbiano contatto con la realtà (rispondere a 10 messaggi l'ora non è educazione.. è un lavoro).
Vado avanti? Io posso dirti che non mi sono mai impegnato prima a capire le donne e ne ho pagato lo scotto in passato. Sicuramente gli uomini a cui non interessa capirle erano tanto fortunati da poterle dare per scontate. Io invece ci tengo a capirle, e poi, francamente, mi intriga pure.
La mia era, naturalmente, una battuta...:D
Capire le donne è un impegno meraviglioso ed intrigante, che occupa un uomo per tutta la vita...:sisi:
Si comincia con la madre, si continua con le fidanzate, poi, eventualmente, con la moglie e si finisce ( come nel mio caso...) con una figlia...:love:
Ovviamente, è un percorso che non ha mai un approdo definitivo..
E meno male, vuoi mettere il gusto di continuare ad essere sempre sorpresi da loro?...:D
:Ops:
greg, non vedo il collegamento tra l'essere misterioso e il capire le donne...
puoi fare il misterioso e allo stesso tempo comprendere benissimo una donna... caso mai sarà lei a non comprendere te!! :)
io credo che ognuno tenga nascosta una parte di sé, per paura, per timidezza, per diffidenza, o per mille altri motivi... poi può decidere di mostrare questa parte solo a pochissime persone.... e comunque, in alcuni casi, una persona enigmatica può essere stimolante!
Passatemi la forma, userò delle generalizzazioni con cognizione che ci sono mille eccezioni.
Per le donne esistono degli uomini "diversi" da tutti gli altri.. Uomini "speciali" che loro vedono come dei principi azzurri.
La mia tesi è che uomini e donne siano molto diversi, non possano condividere gli stessi valori perchè i condizionamenti sociali sono DIVERSI e la fisiologia sia DIVERSA.
Gli uomini vorrebbero la donna che brama il sesso e vedono le altre come frigide e complessate, le donne vogliono sentirsi brave (a me verrebbe da dire che tengono molto alla loro "immagine" sociale, ma forse non è precisa come definizione). Le donne si sentono in colpa e si preoccupano se la loro immagine pubblica viene compromessa. Gli uomini si preoccupano al MASSIMO delle conseguenze di cosa penseranno gli altri..
Pensa a un uomo che lascia una donna al giorno. L'uomo lo fa senza pensare alle conseguenze. La donna in una situazione speculare si racconterebbe che lei è nel giusto. L'uomo non ne ha bisogno, la società non gli chiede di essere etico, neppure pubblicamente. La donna viene condannata anche se, semplicemente, si sente libera di fare sesso.
La realtà è che le donne sono molto riflessive. Analizzano ogni cosa e capiscono benissimo le altre donne. Sono tutto fuorché ingenue. Ma proiettano sugli uomini le loro convinzioni (quelli che chiamano valori) e quando scoprono che un uomo è diverso lo vedono come uno zerbino, un mdf e lo odiano perchè gli ha rovinato una convinzione. Così cercano un uomo "diverso" un uomo che abbia le loro stesse convinzioni. Ma non esiste... al massimo fingerà di averle. Quello è un seduttore. Un seduttore farà felice la donna.
mi dispiace greg, non riesco a seguire il tuo discorso. per me non ha molto senso.
se sai che ci sono mille eccezioni, perché ti poni questi problemi?
uomini e donne sono diversi per tanti motivi e siamo d'accordo. ma poi?
non so se esistano ancora donne che credono nel principe azzurro!! :D magari a vent'anni!!
la realtà è che alcune volte tra un uomo e una donna può esserci la convinzione di essere uguali, e per questo sembra essere tutto perfetto. poi quando si scoprono le differenze, perché ci sono sempre, anche nella coppia più in sintonia, bisogna elaborare. accettare le differenze e apprezzarle? riuscire a compensarsi? creare un incastro talmente stimolante da diventare davvero una coppia solida? oppure essere delusi dalla realtà e mettersi di nuovo alla ricerca della persona ideale, intesa come quella che sia esattamente come la desideriamo? che poi il partner ideale e perfetto non esiste, e se una persona, uomo o donna, non è disposta a convincersi di questo, passerà tutta la vita a cercarlo, rimanendo sola. però non è solo l'incastro tra somiglianze e differenze che fa funzionare una coppia... c'è molto altro.
sul fatto che la donna venga condannata se va in giro a fare sesso con la stessa leggerezza che ha l'uomo... sono d'accordo. ma la donna può anche fregarsene dell'opinione comune, fare quello che vuole ed essere responsabile delle proprie scelte. basta essere consapevoli e responsabili.
Secondo me è inutile fare questo tipo di generalizzazioni... Spesso basta essere introversi per apparire misteriosi (vale per uomini e donne), sul fatto delle differenze abissali non sono affatto d'accordo, come non lo sono su altre generalizzazioni (es. gli uomini che non capiscono le donne, le donne che devono sentirsi dire 'brave', le donne che necessitano di un seduttore per essere felici....). Tra l'altro dovresti specificare a che età ti riferisci perchè il seduttore può avere fascino per una ragazza di 16 anni ma a 30 magari si da importanza a valori più alti.
Preciso una cosa.
Io ho un immenso lavoro da fare su me stesso e ho una certa età. Sento un forte impulso a insistere per chiarire meglio il mio punto di vista, ma non posso permettermelo.
Volevo ribadire solo che quando un bambino generalizza è convinto che tutte le donne abbiano determinate caratteristiche, quando generalizzo io intendo che mi sembra che ci sia una parte statisticamente significativa (quindi anche solo un 1%) di donne che hanno determinate caratteristiche.
Io credo che moltissimi uomini siano scarsamente empatici verso i problemi femminili (vedi chi considera il feto un insieme di cellule e di conseguenza non vede alcun trauma nell'aborto) e parimenti moltissime donne non siano empatiche verso gli uomini (vedi le donne che disprezzano gli zerbini o li vedono come persone scarsamente orgogliose).
L'orgoglio potrebbe anche essere visto come la paura di essere considerati deboli dagli altri o da se stessi. In quanto paura rientrerebbe nelle fragilità. Uno zerbino e un paraculo sono identici, fatto salvo che il primo da meno peso all'opinione altrui e più peso alla sincerità, e il secondo ha maggiori skill sociali e azzecca la strategia vincente. Essere emarginati può costituire una immensa motivazione a mettere da parte l'orgoglio e l'attrazione sessuale maschile è 5 volte più forte di quella femminile. Una ragazza conturbante, a 20 anni... altro che zerbini. Per chi ha poche esperienze sessuali potrebbe essere motivante quanto una minaccia armata :-(
Personalmente, preferisco un uomo magari meno misterioso, ma che non tende a generalizzare..;)
Non ho capito bene qual è il senso della discussione, potrebbe potenzialmente essere interessante ma forse bisognerebbe dargli una direzione più netta..
Io però continuo a non capire a cosa ti serva fare una statistica di questo tipo.... Il rapporto uomo-donna non può e non deve essere risolto razionalmente. L'universo è fatto di polarità che si attraggono e tanto basta. Sapere che il 99% delle donne (dato inventato) ha determinate convinzioni non credo possa aiutarti. Nella vita puoi comunque incontrare quell'1% e te la devi risolvere a prescindere dalle statistiche (che comunque ti ricordo spesso sono condizionate dalla volontà di compiacere l'intervistatore!).
Personalmente sono d'accordo su ciò che dici riguardo all'aborto e all'attrazione sessuale, forse sono le 2 differenze più evidenti tra uomo e donna. Ma sono 2 differenze che nascono da una differenziazione biologica evidente ed è difficile avere empatia su qualcosa in cui non ci si può immedesimare. Per il resto non mi pare ci siano problemi irrisolvibili se si riesce a lasciare da parte il ragionamento logico-razionale.
Io sono un pessimo comunicatore :-(
Metto sempre troppa carne sul fuoco :-(
Mi concentro esclusivamente sugli elementi NON banali, e pecco nella forma (generalizzo solo nella forma, ometto di ripetere che i miei ragionamenti valgono per una percentuale di persone e tutti pensano che la mia sia una generalizzazione concettuale). :-(
Secondo me la discussione è persa.. avremo modo di confrontarci su altre.
Guarda. Ho avuto parecchi scambi di vedute con delle ragazze e mi sono accorto che spesso usiamo la razionalizzazione in maniera diversa.
Alcune ragazze, molte di quelle che ho incontrato, subiscono due grandi pressioni sociali:
- L'immagine in senso estetico
- L'immagine in senso di valori
Le ragazze (di cui sto parlando che non sono assolutamente tutte) sono adattive e malleabili in tal senso. Ma viviamo in una società individualista ed edonista. La gente dice di amare mentre vuole essere amata. (L'amore è anche abnegazione e sacrificio, mentre per la gente è passione.. da altruismo diventa egoismo.)
La gente non è disposta a vivere come San Francesco, ma queste donne tengono a volersi sentire "apposto" (gli danno più peso di quanto gliene diano gli uomini) e al contempo sono giudici severi. Come si conciliano queste due esigenze? Si scende a patti e lo si fa in maniera semplicissima. Razionalizzazione. Ci si racconta che, ad esempio, gli zerbini sono pessimi, così come i morti di figa, che non hanno orgoglio (e che l'orgoglio è una caratteristica totalmente positiva). Tutto questo è funzionale a poter condannare (senza sentirci in colpa) chi è diverso da noi.
Ancora, si condanna chi pensa solo al sesso. Mentre chi pensa solo al matrimonio è ok. Ancora, ci si "racconta" che le esigenze proprie sono ok, quelle altrui sono pessime. Faccio un esempio: la dipendenza degli uomini dal sesso è 5 volte maggiore di quella femminile (posso citare la fonte). Se un uomo tradisce o va ad amsterdam in una casa chiusa per una donna è squallido. Tuttavia la donna non accetta di essere giudicata quanto lascia un uomo splendido, semplicemente perchè ne ha trovato un altro da cui è più attratta (non è egoismo? non lo fa per la propria felicità? anche qui molte razionalizzano. Si sa poi che durante l'innamoramento sono tutte rose e fiori). Ancora la donna non accetta di essere giudicata quando attua comportamenti evitanti, quando dopo il matrimonio diventa nevrotica (sottolineo comportamenti disfunzionali che spesso sono più diffusi tra le donne).
La verità per me è che entrambi i sessi mancano di empatia verso l'altro. Perchè manca la comunicazione. Difficilmente siamo coscienti di quanto siamo diversi. E tutto questo si dovrebbe studiare a scuola. La nevrosi tanto diffusa è lo specchio di aspettative personali che cozzano con l'individualismo e l'edonismo degli altri. Viviamo in un'immensa arena, siamo diventati troppo competitivi. Inseguiamo modelli ASSURDI: veline e tronisti.
Rispetto la tua opinione, qualunque essa sia. Ma non credo di poter proseguire oltre... non sono così mentale, tendo più a vivere che a ragionarci su. Molte delle parole che usi per me non hanno alcun senso (a meno che uno non voglia "filosofeggiare", cosa che io detesto). Ah, inoltre mi ritengo fuori da ogni ragionamento femminile tu abbia incontrato fino ad ora. Per fortuna!
Ti spiego il "per fortuna" riferito sia al discorso delle tue amiche sia ad altri discorsi pescati da te non so dove:
a)mi ritengo fortunata a non dare più al mio aspetto estetico tutto questo potere (gliene davo moltissimo a 14-15 anni e infatti pur essendo carina non piacevo a nessuno), verso i 18 ho visto che, come a me potevano piacere ragazzi bruttini ma simpatici e interessanti, la cosa poteva essere reciproca
b)mi ritengo fortunata a poter dire che del matrimonio non me può fregare di meno e che il sesso mi piace tanto quanto a un uomo, senza che la cosa mi crei problemi morali o d'immagine sociale
c)non trovo pessimi quelli che tu chiami 'zerbini', penso che se in una fase della vita si ha voglia di calpestare qualcuno lo zerbino sia il benvenuto (in fondo a loro fa piacere)
d)non trovo squallida la prostituzione purchè sia VOLONTARIA da parte dell'offerente e non mi sento di giudicare un fenomeno di questo tipo non avendolo mai sperimentato
e)non condanno neanche il tradimento purchè sia un comune accordo tra 2 individui che amano o ritengono di amare in questo modo, anche qui non posso giudicare non avendo mai sperimentato
f)mi fa sentire fortunata il fatto di non etichettare o giudicare ciò che non conosco o che è diverso da me, trovo presuntuoso ergersi a giudici quando non siamo nei panni degli altri.
g)matrimonio non è necessariamente uguale a nevrosi. Basta convivere per tirare fuori lati poco carini di se che nella fase pre-convivenza non si vedono (nevrosi mi pare eccessivo!!). Se ciò mi viene fatto notare la vedo come la caduta di una barriera e non mi sento messa in croce/offesa. Inoltre ho il dono dell'ironia quindi se mi viene dato di nevrotica mi ci faccio sopra una bella risata.
h)Lasciare un uomo per un altro da cui siamo + attratte non è egoismo ma salute mentale e correttezza. Mica si sta insieme per fare beneficenza, no? e si, questo tipo di cose si fanno per la nostra propria sacrosanta felicità, come è giusto che sia dato che si vive una volta sola.
i)ho un'ottima comunicazione con gli uomini e mi sento capita e anche se non mi ci sentissi l'importante è che mi capisca io!
j)veline e tronisti: se spegni la tv non avrai più questo tipo di problema :) Sono parole inesistenti. Quella non è la realtà ne un modello, ne un'arena di vita.. è solo una caxxxta inventata dalla De Filippi
p.s. conosco più di una persona che la pensa come me su quanto ti ho detto fin'ora.
Ma no, basta "inquadrare" meglio la questione probabilmente e renderla meno filosofica e più concreta.
Anche perchè dal significato dell'essere misteriosi siamo arrivati alle differenze uomo-donna..
Lo dico giusto per dar modo a chi passa da qui di esprimere la sua..
Grazie. Come promesso non rispondo, mi limito ad apprezzare il fatto che tu abbia condiviso il tuo pensiero. Apprezzo il fatto che eviti di condannare ciò che non conosci.
Se ti va di sapere cosa ne penso, chiedimelo senza problemi.
Posso chiederti un ultima cosa? quanti anni hai e se studi psicologia.
Grazie mille!
Due o tre notazioni veloci ( l'ora è tarda... ), ma, rispetto a quelle che ho fatto all'inizio di questo thread, più "serie" se mi passate il termine...
1) il problema della questione affrontata da Greg è che, anche premettendo ogni due parole qualche pezza giustificativa del tipo "non tutte" "la maggior parte" "spesso" etc. etc., non si può nascondere che si tratta di una discussione basata su una serie infinita di generalizzazioni, di una analisi dei comportamenti maschili e femminili fondata su stereotipi più o meno aderenti alla realtà.. E, come è ovvio, destinata a suscitare la giusta reazione di chi in quegli stereotipi, soprattutto se percepiti come negativi, non ci si riconosce.
2) È vero che essere misteriosi, o, meglio, "riservati" può, anche se non certo necessariamente, aumentare il "fascino" di una persona, ma questo è valido allo stesso modo sia per le donne che per gli uomini, a mio parere senza alcuna differenza tra i due sessi. E, comunque, deve essere il portato della natura intrinseca di una persona, non un atteggiamento artificiale, "costruito", destinato quindi inevitabilmente a non durare nel tempo... Col rischio che il successivo, repentino cambio di immagine risulti poi disastroso per il rapporto che si fosse, eventualmente, instaurato nel frattempo.
3) Obiettivamente, caro Greg, le tue opinioni sull'universo femminile sono un tantinello superate...o, meglio, forse possono ancora mantenere una qual certa validità in determinati ambienti socio-culturali, particolarmente arretrati... Sicuramente non sono validi in una società metropolitana avanzata con un buon livello di scolarizzazione ( come quella cui in larga parte appartengono coloro che frequentano questo forum... ) dove la parità sostanziale tra uomo e donna ( almeno sul terreno dei comportamenti in campo affettivo, in quello economico purtroppo non è ancora così...:( ) è un dato largamente acquisito.
@ joker.the.mad : esattissimo!!!
@greg : mancio1980 sta per 'nata nel 1980', quindi 32. E si, sono iscritta da quest'anno a psicologia ma non considerarmi un'esperta del settore perchè sono veramente all'inizio e ne sò ancora troppo poco.
Greg, non vorrei che il mio intervento ti abbia condizionato. Ti invitavo solo ad indirizzare meglio la discussione, sei liberissimo di esprimerti come vuoi. Anche perchè se manca il confronto di opinioni, compresa la tua che hai aperto il thread, diventa una discussione sterile, non trovi?
Mi pare che Joker stia fornendo degli spunti interessanti per la discussione..:)
Mi sarebbe piaciuto farti una marea di domande su quelle che la psicologia cognitiva definisce le tue convinzioni. Non è tanto importante ciò che penso io, ma capire perché pensiamo cose diverse. Posso?
Grazie. Ma ho promesso a mancio1980 che non le avrei risposto (il motivo è che ero interessato alla sua opinione più che a dire la mia, e a non farla sentire "giudicata"). E poi non sono un bravo comunicatore. Non saprei rispondere a Joker in maniera costruttiva.
Se mancio è daccordo preferirei farle altre domande per capire meglio le sue convinzioni.
Greg.. in tutta onestà: non ho idea di cosa sia la psicologia cognitiva! O almeno, lo so a grandi linee ma non nello specifico. Idem per la convinzione. Se vuoi un parere da 'persona comune' chiedimi pure ma tieni presente che non stai parlando con un'esperta!! come ti ho detto sono una neo iscritta al cdl in scienze e tecniche psicologiche, ho dato 2 esami fino ad ora e le convinzioni non le ho proprio studiate (almeno non ancora). Inoltre anche se sono una studentessa non prendo la psicologia come 'Bibbia' o risposta ai miei perchè, ho opinioni molto personali e le risposte le trovo spesso nella banalità del quotidiano. Ovviamente dovendo dare un esame me le tengo per me certe opinioni e mi attengo ai manuali. La prendo come una cosa in più ma non la sola da considerare.
Per quanto mi riguarda puoi rispondere a tutto e a tutti, chiedi pure e non preoccuparti riguardo al farmi sentire giudicata, sono proprio oltre. Sarebbe bello che partecipassero anche gli altri alla discussione, sicuramente abbiamo molto da imparare sia io che te :) Non mi pare carino che parliamo solo io e te delle mie convinzioni, potrebbe non interessare tutti e alla fine ci chiederebbero di andare in privato, non credi?
Mica siamo tutti degli ottimi comunicatori, qui sul forum...però partecipiamo lo stesso. Questo per dirti che in un forum non si giudicano le capacità comunicative degli utenti, anzi..non si giudica proprio. Se manca lo scambio e il thread si trasforma un semplice domanda-risposta (tra te e mancio, tra l'altro), non so quanta vita potrà avere tutto questo.
Sei in un forum..perchè tutta questa resistenza ad esporti?
Grazie per la tua perspicacia!!:smile:
In effetti non avrebbe senso un thread di "botta e risposta" tra due utenti, di cui uno fa solo domande per capire meglio!In quel caso nulla vi vieta di continuare privatamente..:)
Ma voglio dare ancora fiducia a questa discussione..;)
Provo a seguire il consiglio di SfumatureBlu..
Sono d'accordo sul fatto che essere misteriosi possa avere una validità anche nella seduzione maschile. Ma non concordo moltissimo sul fatto che un atteggiamento artificioso sia negativo.
Come ho detto non sono un bravo comunicatore, ma sono bravissimo in quanto a razionalità (e modestia.. :p).
C'è un libro intitolato "Il metodo Mistery" parla del rapporto tra uomo e donna e afferma qualcosa del genere: "se non siete protettivi verso i vostri genitori e la vostra famiglia fingete di esserlo finché non lo diventerete davvero".
è una frase che, giusta o sbagliata, suscita una riflessione. Ne "L'arte della seduzione" tutto il libro riporta episodi di seduzioni realmente avvenute in cui vengono sottolineate le dinamiche psicologiche che hanno portato a rendere possibili tali amori.
Qui andrebbe fatta una premessa. Che intendi per costruito? Un genio ci nasce, ci diventa o è costruito? Un tempo ero convinto che un seduttore "fingesse" / recitasse. Oggi penso che il discorso sia un tantino più complesso. Conosco una gatta morta e ho forti motivazioni di credere che alcuni dei suoi gesti siano inconsapevoli. Questa frase è fraintendibile. Sarebbe lungo spiegare cosa intendo, tieni semplicemente conto che è facile fraintenderla e saltare a conclusioni sbagliate.
Ci sono diverse sfumature tra recitare, fingere, essere falsi, introiettare, essere spontanei, trasparenti, sinceri, schietti, ecc.
Io credo che pochissimi siano realmente "spontanei". Sai chi sono veramente spontanei? Gli animali. Tutti gli altri danno più o meno peso a pressioni sociali, condizionamenti, giudizi, ecc. Per assurdo già il lavarsi quotidianamente risponde ad una esigenza sociale. Lo facciamo per non disgustare gli altri. Quest'esigenza viene introiettata e quindi lo facciamo perchè ci fa stare meglio.
La stessa cosa può avvenire per il truccarsi, il vestirsi bene, ecc. Cosa è artificioso e cosa non lo è? Forse artificioso è qualcosa che facciamo controvoglia.. non saprei dirlo.
Immagina una bella ragazza e immagina di essere spontaneo e di perderla. Quanti uomini smussano alcuni lati del loro carattere per le donne? Hai mai visto un uomo che si comporti con la propria donna come si comporta con gli amici? Si potrebbe dire quindi che il comportamento in presenza di una donna, o, ancor più, della propria donna è leggermente artificioso poichè meno spontaneo di quando si è tra amici e perchè a lei?
Per Greg: vorrei risponderti in privato ma quando tento di farlo mi compare la seguente scritta:
To be able to send PMs your post count must be 15 or greater.
Ergo, non posso, mi spiace!!
Mi piacerebbe rispondere ad una domanda che trovo interessante.
"Cosa è artificioso e cosa no?"
Artificioso ritengo sia tutto ciò che maschera il sé in maniera consapevole e inconsapevole (in quest’ultimo caso non ritengo però vi sia l’assioma del sempre).
Esempio persona che si trucca -> usa un metodo per mascherarsi fisicamente per quel che è. Fisico e mente sono strettamente, anche se vi sono eccezioni e sovente molteplici sfumature, correlate. E’ un metodo artificioso? Dipende. Dipende da cosa scaturisce questa sua voglia di trucco, se lo fa per abitudine, etc.
Se lo fa per abitudine. E si, e qui mi riaggancio al mascherarsi in maniera inconsapevole. Dipende anche e non da meno se l’arteficiosità è talmente entrata in circolo da diventare naturale. Naturale, tanto per dare un altro esempio, come può essere per una persona cercare ogni week end sempre un partner diverso.
In tali casi l’arteficiosità è diventata naturale, ma derivante, con tutta probabilità, da uno scompenso interiore. E, forse, è lo scompenso interiore da prendere in esame piuttosto che l’arteficiosità, o no?
Arteficiosità e naturalità ha, nella vita comune, un confine molto labile. Ma possono, entrambe, non coincidere con il sé, tant’è se si considera la parte esterna e visibile della persona (comportamento, etc.) uno specchio dell’io molto variabile (basti pensare a come ci si comporta in ufficio piuttosto che a casa) e le variabili sono molteplici.
Proprio per il fatto che siamo esseri sociali, è inevitabile il crearsi molteplici maschere, ma direi più crearci tanti sé e solo da un esame il più continuo possibile, possiamo meglio farci il quadro più completo del proprio sé, anch’esso inevitabilmente mutabile nel tempo.
E da qui mi riaggancio alla domanda del comportarsi con il proprio partner e/o con gli amici in maniera differente. Se si crea una situazione del genere, come e in quale contesto risalta di più l’artificiosità? Da cosa scaturisce il bisogno di indossare la maschera nell’uno, nell’altro o in entrambi?
A volte penso che l’essere umano abbandona l’ego più spesso di quanto non si creda per far posto ad altro, lasciando i propri bisogni irrisolti.
Ok, chiudo qui la mia riflessione a ruota libera, ringrazio greg per lo spunto.
Mi è piaciuta moltissimo la tua riflessione, che condivido in pieno. Ne approfitto per farti un'altra domanda.
Credo che quando si esprime un'opinione ci siano diversi "livelli": si può descrivere la realtà, giudicarla (cioè sentirsi in grado di "proiettare" la realtà su un asse etico), condannarla (cioè rimarcare nella nostra mente tale giudizio, non saprei come dirlo meglio..), accusare (cioè sentirsi liberi di esternare la condanna), accusare sentendosi migliori (schivi da quel difetto ed altri dello stesso calibro) e infine aggredire.
E il giudizio può essere bilanciato o meno (un tempo io avevo coniato il termine di analisi fatte per confronto). Nel senso che se si vedono difetti solo, ad esempio, nelle donne, anche se l'analisi fosse corretta, non vede i difetti (paragonabili) dell'altro sesso. E quindi è sbilanciato.
Credo che la condanna derivi sempre da una manifestazione di disagio (o empatia per chi sperimenta un disagio). Quindi tendenzialmente saremo più caritatevoli con chi ci somiglia e condanneremo chi è diverso da noi. Ad es. una ragazza condanna gli zerbini perchè è orgogliosa e crede che gli zerbini non lo siano.
Infine credo che una ragazza possa condannare gli zerbini per sentirsi, come posso dire, legittimata ad odiarli senza provare sensi di colpa.. Come dire... hai presente gli xenofobi o gli omofobi? Il principio penso sia sempre il medesimo. Per condannare gli altri e mantenere alta l'immagine che abbiamo di noi stessi abbiamo prima bisogno di condannarli.
Ho buttato un po' di carne sul fuoco... un po' frettolosamente.. ma ho sempre tempo per precisare.. volevo sapere cosa ne pensi..