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psicoterapeuta donna o uomo?
Ciao a tutti sn appena iscritta, mi rivolgo in particolare ai professionisti del campo.
Per una ragazza che soffre di problematiche affettive in particolare dipendenza affettiva
è meglio intraprendere un percorso di psicoterapia cn una terapeuta donna o uomo?
grazie
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Riferimento: psicoterapeuta donna o uomo?
Ciao, alicevera. Non c'è una "scelta migliore" in termini assoluti o teorici perchè nel campo della psicologia e della psicoterapia è la paziente/cliente a sentire che per lei è quella la scelta giusta. Ciò significa che è importante per lei non sentirsi "forzata" in una specifica scelta, ma ascoltare le sensazioni e le emozioni che prova rispetto ad un terapeuta uomo o donna (ovvero ciò che il terapeuta, se uomo o donna, suscita in lei) ed assecondarle..
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concordo!.........meglio u na persona che..ispiri fiducia! ;)
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Riferimento: psicoterapeuta donna o uomo?
Grazie Giunone avevo bisogno di alcuni consigli perchè io è da poco che ho iniziato a fare psicoterapia
e mi è capitato casualmente un terapeuta uomo perchè ho fatto una ricerca tramite internet sui centri più
vicini alla mia abitazione. Devo dire che all'inzio ero soddisfdatta di questa scelta perchè ho trovato una persona professionale
e competente, ma è da qualche settimana che invece inzio a credere che per le problematiche che ho nel relazionarmi cn il maschile
il fatto che lui sia uomo potrebbe inziarmi a creare dei problemi, invece ho pensato che con una terapeuta donna potrebbe essere tutto più semplice.
Grazie ancora
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Cara Alicevera, mi ha colpito il tuo livello di introspezione. E' vero che occorre scegliere chi ci ispira fiducia, ma è ancora più vero che per alcune situazioni la scelta uomo / donna è importante. Nel caso di problematiche con l'altro sesso, l'ideale è uno psicoterapeuta del proprio sesso. Qualcuno a volte pensa che con il sesso opposto si possa vedere in vivo le proprie dinamiche, ma i risultati sono sempre deludenti, indipendentemente dalla bravura del terapeuta.
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Riferimento: psicoterapeuta donna o uomo?
Citazione:
Originalmente inviato da
alicevera
Grazie Giunone avevo bisogno di alcuni consigli perchè io è da poco che ho iniziato a fare psicoterapia
e mi è capitato casualmente un terapeuta uomo perchè ho fatto una ricerca tramite internet sui centri più
vicini alla mia abitazione. Devo dire che all'inzio ero soddisfdatta di questa scelta perchè ho trovato una persona professionale
e competente, ma è da qualche settimana che invece inzio a credere che per le problematiche che ho nel relazionarmi cn il maschile
il fatto che lui sia uomo potrebbe inziarmi a creare dei problemi, invece ho pensato che con una terapeuta donna potrebbe essere tutto più semplice.
Grazie ancora
Ciao, alicevera. Nel corso della terapia emerge sempre un insieme molto variegato di vissuti personali e relazionali..Questo fa parte del percorso terapeutico e conoscitivo in quanto ne rappresenta proprio il terreno fertile. E' importante poter esplicitare al terapeuta le proprie sensazioni perchè tutto ciò che emerge è materiale prezioso (sensazioni, emozioni, schemi cognitivi, meccanismi di difesa, ecc..) per il prosieguo del proprio cammino...Se vuoi, puoi quindi parlarne con lui.:approved:
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Riferimento: psicoterapeuta donna o uomo?
E' vero quello che dite da una parte la penso come blooby gosh cioè ho paura pure io che per quanto sia un bravo terapeuta nn riuscirà ad aiutarmi
in quanto uomo.
Daltra parte anche tu Giunone hai ragione quando mi dici che tutto ciò che provo per lui devo rivelarglielo, solo che è cosi difficile per me.
Fino a qualche mese fà l'oggetto della mia terapia era tutt'altro ora invece avrei tanta voglia di parlare del nostro rapporto, ma nn so se ci riuscirò mai.
Avevo pensato per nn soffire più di sparire senza spiegazioni ma anche questo nn riesco a farlo perchè mi sento molto legata a lui e nn farei mai una cosa del
genere nei fatti.
Nn pensavo che la psicoterapia comportava la formazione di questi sentimenti altrimenti nn l'avrei intrapresa anzi quando ho deciso di inziarla ne avevo
bisogno perchè stavo malissimo,ho agito senza pensare.
Lui stesso mi ha detto che io nn ho avuto paura di intraprendere questo percorso effettivamente all'inzio è stato cosi,per
quanto mi sentivo a mio agio mi sarei aperta anche cn un terapeuta più freddo, ora invece sn spaventata per tutto quello che mi
sta succedendo.
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Ciao alicevera,
son d'accordo con Giunone. Il tuo psicoterapeuta è ben conscio delle dinamiche emotive che possono crearsi durante una terapia, pertanto, sono convinto che saprà accettare le tue scelte. E' fortemente probabile che lui abbia l'interesse che la terapia venga proseguita, tenendo conto anche, che se cambi terapeuta, dovrai un po ricominciare da capo. D'altronde, se con lui non riesci a proseguire, non hai scelta.
Se però sono le emozioni che provi durante la terapia a spaventarti, beh, da profano, mi verrebbe da dire che forse rientrano un po nel percorso che stai affrontando.
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Riferimento: psicoterapeuta donna o uomo?
Ciao Big fish, non sono d'accordo quando dici che il terapeuta è conscio e saprà gestire. Purtroppo non è sempre così. Alicevera ha una capacità introspettiva molto alta. un bravo terapeuta, monitora sempre lo stato della relazione con il paziente. Lei scrive che vorrebbe parlargli della realazione, ma dovrebbe essere lui a farlo! Se si accorgesse che sta agendo le sue dinamiche su di lui, potrebbe farne materiale di lavoro..... molti si spaventano perchè temono di non saper gestire la cosa. Ricominciare non è un problema, continuare e rovinarsi si.
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Riferimento: psicoterapeuta donna o uomo?
Scusa Blooby gosh, ma non mi è chiaro il tuo punto di vista quando dici che il terapeuta non sempre è conscio delle dinamiche interne ( ed esterne) al rapporto terapeutico.. Stiamo parlando di transfert e contro tranfert, nello specifico, oltre che di tutto l'apparato teorico e tecnico che costituisce lo specifico bagaglio di competenze che pertengono al professionista. Dire che non tutti ci riescono mi sembra fuorviante:argh:. Il terapeuta lavora costantemente su ciò che emerge, a tutti i livelli ( dall'unconscio al conscio) ed anche in supervisione. Quando parliamo di "come reagirà il terapeuta se gli dico che.." parliamo della sue "reazioni" psicoaffettive e quindi di controtransfert che, insieme al transfert, costituiscono la base operativa del percorso terapeutico, unitamente ad altri elementi emergenti nel rapporto clinico. Mi sembra un pò denigratorio dire che in realtà non sappia gestire ciò che emerge o che forse solo alcuni ci riescano, forse può valere per qualche caso di cui si conosca personalmente l'incompetenza, ma qui stiam parlando in termini generali.
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Riferimento: psicoterapeuta donna o uomo?
Sorry, Ho dimenticato la parola sempre (non è sempre conscio). Ma a parte questo, conoscere la teoria, non corrisponde a saperla mettere in pratica. Non tutti gli indirizzi lavorano con concetti quali l'inconscio, ci sono le dinamiche, l'abc, etc. A fare un buon terapeuta, oltra alla pratica è anche una buona analisi personale, serenità interiore. A volte ci sono terapeuti che seguono l'idea che hanno in testa e non quella che ha in testa il loro cliente (come nel ns caso, detto da alicevera).
Mi pare realistico, non denigratorio, dire che molti fanno gli psicologi, ma pochi lo sanno fare bene.
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Riferimento: psicoterapeuta donna o uomo?
Non possiamo dare valutazioni sul "caso" di alicevera, poichè non ne abbiamo gli elementi e, per regolamento, si deve restare sulla teoria generale. Pertanto, basandomi su di essa, sappiamo quali sono gli obblighi formativi di un terapeuta e penso che, così come conosciamo cosa sia il transfert ed il controtransfert, non si possa associare il vissuto del cliente (materiale di lavoro!), legittimo nella poliedricità delle tonalità affettivo-emotive, soprattutto se di sconcerto, sgomento, disagio tout court all'errore/incompetenza/fallacia di un terapeuta che per definizione "lavora" con le relazioni e tutti gli aspetti psicoaffettivi che ne supportano le dinamiche. Tale materiale (vissuti del cliente verso il terapeuta e viceversa, quindi transfert e controtransfert) non costituisce uno "sbaglio" del terapeuta, ma rientra a pieno titolo nei "giochi terapeutici" in quanto ne costituisce le "carte in tavola".
Che poi in una categoria professionale ci sia un professionista incompetente, vale per tutti i settori, ma non è certamente il vissuto anche di disagio di un utente a poter dire tout court che il terapeuta stia sbagliando, in quanto rientra in una specifica categoria clinica (transfert) utile al lavoro in corso.
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Riferimento: psicoterapeuta donna o uomo?
Parli un linguaggio tipico di un indirizzo terapeutico specifico, non in generale, trascurando il fatto che ci sono (e lo ripeto) tanti approcci/ linguaggi. Valutazioni sul caso non ne ho dati, mi sembra più una tua interpretazioneho riportato il riferito della persona . Trovo anche ingenuo credere che basta un titolo o la conoscenza per saper fare un determinato lavoro. Mai parlato di sbaglio del terapeuta. Vi siete chiesti come mai lui fa un percorso e lei un altro? (lo scrive la cliente) Il lavoro dovrebbe essere concordato e condiviso; la conoscenza è del cliente, non del terapeuta.
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Riferimento: psicoterapeuta donna o uomo?
Piccolo O.T. : da non psicologo e semplice spettatore di questa interessante discussione, mi permetto di far notare che forse state usando termini e concetti un po' troppo tecnici per la nostra amica Alicevera... La quale onestamente non credo sarà in grado di recepire appieno i contenuti dei vostri punti di vista e trarne beneficio per risolvere il problema per cui ha chiesto consiglio.
Fine O.T. e fine della mia intromissione....:)
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Riferimento: psicoterapeuta donna o uomo?
Ciao a tutti joker. the.mad è vero che ci sono parole troppo tecniche in questo discorso da ignorante del campo e basandomi
su quello che sto vivendo appoggio tutti i pareri che sn subentrati in questa discussione.
Altrimenti nn mi ritroverai a metà percorso con il dubbio se lasciare la terapia o meno.
Non posso raccontare nei particolari il mio caso nn si sa mai il mio terapeuta frequenti questo forum:-)
cmq in linea generale posso dire che il motivo che mi ha spinto ad andare è stata la dipendenza affettiva nn c'è bisogno che specifico perchè
si sa quali sn le sue conseguenze e i dolori che comporta nel relazionarmi agli altri essendo una ragazza in particolare nei confronti del maschile.
Proprio all'inzio della terapia nn a caso lui mi disse alla fine è fortunata che gli è capitato un terapeuta uomo perchè grazie a me potrà ricostruire un
nuovo modo di relazionarsi con gli uomini.
Fino ad adesso abbiamo parlato pochissimo del nostro rapporto è pure vero che nn sn tanti mesi che faccio la terapia, però credo che sia anche
colpa mia è perchè sn io per prima che nn accenno a niente. Anzi lui stesso delle volte ha parlato del nostro rapporto dicendomi che nn vede la mia aggressività
che quando lui mi rimanda quello che gli dico io nn lo contraddico mai, sempre da profana immagino che lui volesse dire che se mi comporto cosi in terapia, lo faccio anche fuori.
Però a parte questo parliamo di altro, lui nn mi ha posto mai delle domande tipo che cosa ne pensa del nostro rapporto o di lui ecc.
Io mi comporto sempre da brava paziente ad esempio se ho bisogno di lui per qualche motivo al di fuori della seduta nn l'ho mai chiamato, anzi anche quando dovrei chiamarlo
per delle cominicazioni nn ci riesco a farlo, quindi comunico in altro modo.
Nn ho mai saltato un incontro, il problema nn è cm mi sento quando sto in seduta è il dopo e l'angoscia che provo nell'attesa di una nuova seduta.
Ora sto avendo uno stato di chiusura, forse potrei provare ad esternare per vedere se c'è una svolta e magari mi passa anche questa idealizzazione che ho di lui
se poi non funziona dovrò per forza cambiare terapeuta.
Lui è una persona molto professionale ed empatica, fino ad adesso nn abbiamo mai avuto una discussione.
Forse lui sta aspettando che venga fuori anche l'altra parte di me quella meno razionale e controllata è come se stesse aspettando qualcosa.
vorrei aggiungere altre cose ma sn troppo private e nn posso per privacy.
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Riferimento: psicoterapeuta donna o uomo?
Citazione:
Originalmente inviato da
alicevera
il problema nn è cm mi sento quando sto in seduta è il dopo e l'angoscia che provo nell'attesa di una nuova seduta.
Se può tranquillizzarti, posso dire che in una fase particolare della mia vita, in adolescenza, ero in terapia da un terapeuta e anch'io provavo quest'angoscia in attesa della successiva seduta. Pensavo di non riuscire a fare nulla senza i suoi consigli e pensavo che lui dovesse fornirmi "il libretto d'istruzioni della vita".
Con il tempo ho imparato (mi ha insegnato?) ad essere indipendente da lui e ad affrontare pian piano alcune difficoltà che avevo.
Ovviamente non conosco la tua storia ed è giusto che tu mantenga sul forum un giusto riserbo.
Quello che mi sento di dirti, a livello personale e non professionale, è che qualsiasi cosa ti passi per la mente è importante, e credo tu debba condividerla. Forse potresti addirittura scriverle e poi fargliele leggere.
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Riferimento: psicoterapeuta donna o uomo?
Cara alicevera,
Donna o uomo che sia, la terapia e la relazione con il terapeuta scatenano emozioni forti e imprevedibili. E meno male, direi, sennò come facciamo noi psy a lavorare, se ai pazienti va tutto bene? Non si arrabbiano mai? Non si spaventano mai? Non si appassionano mai?
Qualsiasi siano le tue emozioni e i sentimenti che provi, parlane con il terapeuta.
Perché, vedi, gli psicologi non hanno la sfera magica e non possono fare tutto da soli, se i pazienti non partecipano attivamente.
A volte con i pazienti ho detto stupidaggini o fatto interventi fuori luogo, loro me l'hanno fatto notare e da questi episodi più difficili sono nati spunti di riflessione importanti per la vita dei pazienti e partendo da li abbiamo iniziato a trovare nuove soluzioni al disagio su cui lavoravamo magari da mesi.
Un caro saluto
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Riferimento: psicoterapeuta donna o uomo?
Ciao Alicevera :)
Citazione:
Originalmente inviato da
alicevera
Non posso raccontare nei particolari il mio caso nn si sa mai il mio terapeuta frequenti questo forum:-)
Si giusto :asd: , come potrebbe anche accadere l'opposto, dato che questo è un forum pubblico e aperto a chiunque vi si voglia iscrivere.
Inoltre, come spesso mi trovo costretto a ricordare, questo forum non è fatto per affrontare casi o situazioni di tipo personale, come da regolamento. Le stanze tematiche di questo forum (che nasce e cresce negli anni come una delle più importanti risorse on line per studenti e neo laureati) servono appunto a discutere in via teorica dei diversi aspetti, risvolti, applicazioni, criticità della disciplina, in questo caso della psicoterapia. Quindi tu giustamente parli di privacy, ma è il regolamento stesso che non permette di portare la propria situazione nel dettaglio e di farla diventare il fulcro della discussione.
Di sicuro, quella che tu esponi è comunque una interessante criticità, per affrontare la quale ovviamente bisogna partire da una premessa che costituisce il contesto entro cui dare il via alla discussione: la scelta del sesso del terapeuta in relazione alla problematica per cui si decide di avviare un percorso di terapia.
Entro velocemente in un piccolo "paradosso" e, per restare sul generico (come da regolamento) senza entrare nel merito della tua storia relazionale con il tuo terapeuta, ti racconto un pizzico della mia :) : quando mi sono trovato a dover scegliere il mio terapeuta ci ho messo diverso tempo, vi erano molti criteri che avevo messo come condizioni necessarie per poter fare la mia scelta e iniziare a restringere il campo e anche io, all'epoca, mi sono affidato ad internet (oltre alle conoscenze che avevo e ai passaparola sui professionisti della zona). tra i criteri c'era appunto anche il sesso del terapeuta, che per quanto mi riguarda, preferivo fosse maschio.
aspettative verso il terapeuta, il percorso di terapia, verso me stesso in relazione alla terapia e alle attese sui risultati: tante, spesso non realistiche, spesso fuorvianti. talvolta queste stesse aspettative mi facevano sentire costretto in un ruolo. Per cui, di conseguenza, sono arrivate anche le messe in discussione: su di me, su di lui, sulla terapia (sia la mia, sia sulla terapia in generale)...e tieni conto che all'epoca ero già in formazione come psicoterapeuta e avevo scelto di mia iniziativa di entrare in terapia, dato che la mia scuola non la prevedeva.
sia da un punto di vista esplicito sia implicito i miei dubbi sono comunque emersi tutti e ci siamo ritrovati a parlare di aspetti di cui, magari in quella specifica seduta, non pensavo avrei parlato. Ad un certo punto ho iniziato a mettere in atto dei piccoli sabotaggi e a partire da questi si è iniziato ad affrontare e rendere esplicito ciò che non lo era, ma che comunque era evidente, ad un qualche livello, agli occhi di entrambi...e così abbiamo passato almeno un paio di sedute a capire perchè, tra i tanti, avevo scelto proprio lui.
La terapia è relazione e ogni relazione è unica ed è caratterizzata da dinamiche, tempi, emozioni in gioco che concorrono a renderla tale.
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Riferimento: psicoterapeuta donna o uomo?
Per il mio caso ho preferito un uomo. Mi avrebbe creato imbarazzo parlarne con una donna estranea. Secondo me dovresti stare tranquilla. In seduta nessuno ti giudica.Il terapista e' li per aiutarti e sostenerti
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Riferimento: psicoterapeuta donna o uomo?
Si forse quello che devo fare è aprirmi a lui, non è facile ma prima o poi verrà qualcosa fuori rispetto
all'inizio sta cambiando il mio rapporto cn lui e sn sicura che lui se ne sia accorto.
Ma che cosa significa quando un terapeuta dice al paziente il nostro è un rapporto umano?
cmq cercherò di nn parlare più del mio caso personale però mi piacerebbe trarre dei spunti di
riflessione utili sia per noi pazienti che per voi professionisti in base all'esperienza che sto vivendo.
Quindi vorrei orientare la discussione in rapporto al sesso del terapeuta e determinate patologie.
Ovvero in generale io penso che le donne hanno una sensibilità nn paragonabile all'uomo, le donne
hanno la capacità di andare in profondità e rispetto agli uomini sono più intuitive hanno la capacità di
mettersi in discussione, poi certo ci sn sempre dei casi a parte sia dell'uno che dell'altro sesso.
Questa capacità delle donne è nota in tutti campi lavorativi e si percepisce ancora di più in un ambito psicologico
dove nn ci si deve mai dimenticare che si lavora cn le persone.
Non voglio dire che il terapeuta uomo nn sia competente soltanto che è sempre un uomo e agisce in maniera
molto più meccanica e se vogliamo egoistica.
Ovviamente le mie generalizzazioni possono anche essere fuorvinati però delle differenze inevitabili ci sono tra uomo e donna.
Rispetto al tema di questa discussione poi nn so dire quali sn le problematiche che sà meglio risolvere un terapeuta uomo o donna, perchè
nn ho la competenza per affermare una cosa del genere.
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Riferimento: psicoterapeuta donna o uomo?
Ciao, non credo che le generalizzazioni siano di grande aiuto in questo caso.
Se stessimo facendo una ricerca, allora sarebbe utile sapere cosa è stato trovato su larga scala riguardo a... ma credo che quello che conti qui sia come ti senti tu e che tu ti senta libera di parlarne con il tuo terapeuta.
Come ti è già stato detto...se certe cose vengono fuori, beh, meglio no?
"C'è tutto un movimento lì dentro"- come direbbe Benigni- sennò mica l'avrebbero chiamata "dinamica" :)
Calma e coraggio :approved:
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Riferimento: psicoterapeuta donna o uomo?
Ciao Cinzia A. grazie per l'incoraggiamento perchè mi serve molto per lo stato in cui mi trovo.
Dal tuo discorso ho capito che tu intendi dire che questo scombussolamento emozionale è causato
proprio dal tipo di terapia che sto facendo?
All'inzio volevo scappare ma dopo aver avuto il sostegno di questo forum ho deciso di proseguire
e affrontare tutto quello che mi aspetta, spero di nn pentirmene e rimetterci le penne perchè
voi professionisti avete la capacità di uscirne indenni noi pazienti no.
Grazie ancora:-)
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Riferimento: psicoterapeuta donna o uomo?
Ciao alicevera, cosa vuol dire che i professionisti ne escono indenni?
Io sono una utente del forum come te.
Indenni da cosa?
Se si decide di affrontare una psicoterapia significa che qualcosa dentro risuona, che si è avvertita l'esigenza di cambiare qualcosa dentro di sé e nelle sedute si lavora su quello, sul "materiale" che il paziente porta spontaneamente sulla base del rapporto di fiducia creato con il terapeuta.
Poi chiaramente è solo la persona che può sentire - e decidere- se vale la pena intraprendere e proseguire quel cammino, mettendo realisticamente in conto che nessuna strada è priva di ostacoli e che "Roma non fu fatta in un giorno".
Ciao :)
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Riferimento: psicoterapeuta donna o uomo?
Citazione:
Originalmente inviato da
alicevera
questo scombussolamento emozionale è causato
proprio dal tipo di terapia che sto facendo?
Si, è proprio questo che si vive in un percorso terapeutico, non stai "sbagliando" nulla...Ci saran momenti più facili, momenti più difficili che fan parte di questo meraviglioso viaggio che hai intrapreso per costruire il tuo benessere. Il tuo percorso terminerà quando avrai raggiunto un nuovo equilibrio per te più soddisfacente e quindi funzionale. Sarai accompagnata per tutto il viaggio dal tuo terapeuta.
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Riferimento: psicoterapeuta donna o uomo?
Ciao Cinzia A. tu hai ragione a dire che se una persona và in terapia vuol dire che dentro di lei c'è uno stato di sofferenza che nn
sa più gestire da sola. Però quando dico che i professionisti ne escono indenni perchè da quello che sento in giro
mi sembra che anche dopo che le terapie finiscono sn i pazienti quelli che rimangono in uno stato di
sofferenza o delusione perchè nn sn riusciti a distaccarsi dal terapeuta, sn rimasti cn un transfert che devono gestirsi da soli. Invece almeno
fino ad adesso ho sentito di meno che uno psicoterapeuta è rimasto attaccato ad un paziente nn dico che nn ci sn casi in questione però rispetto
ai pazienti molto meno. Allora riprendendo anche quest'utlimo discorso di Giunone che il terapeuta ti deve accompaganre per tutto il viaggio, se
alla fine di questo viaggio il paziente rimane nello stato di angoscia per transfert, dipendenza dell'analista mi viene da pensare che il terapeuta
non ha svolto bene il suo lavoro giusto? Da quanto ho capito il transfert è normale che avvenga è anche necessario per alcune terapie però poi
dovrebbe scomparire e se rimane? il paziente è fottuto :rolleyes: questo è il senso del mio discorso io vedo la psicoterapia come un rapporto di
coppia, una persona investe in quel dato rapporto ma deve sempre tener presente che può rimanere anche deluso da questo investimento.
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Riferimento: psicoterapeuta donna o uomo?
Il percorso terapeutico ha l'obiettivo di rendere la persona autonoma, ovvero capace di camminare con le proprie gambe. Questo può sembrare devastante e terrificante per il paziente/cliente/utente (soprattutto in base alle sue condizioni di partenza, se ad es. di dipendenza affettiva), sia all'inizio del viaggio che nel corso di esso, quando "il gioco si fa duro". La persona può portare dentro di sè questo timore per molto tempo, finanche sabotando inconsciamente l'evoluzione del rapporto. Il percorso richiede un cambiamento, molto spesso non indolore e difficile da metabolizzare e gestire. Il timore di non farcela o di non volerlo o di essere abbandonati fa parte di una serie di dinamiche che si sviluppano in un modo unico ed irripetibile solo all'interno di quel specifico rapporto.La terapia è una danza che si fa in 2 per riuscire a raggiungere la possibilità di far dipendere il proprio benessere solo da se stessi e non da altri.
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Riferimento: psicoterapeuta donna o uomo?
Concordo cn te Giunone hai colto il mio problema è vero che in fondo la psicoterapia è una situazione di privazione,
e io nè risento in modo particolarmente sensibile proprio perchè soffro di dipendenza forse anche per questo ho delle pretese
assurde nei confronti del mio terapeuta, pretese soprattutto affettive.
Lui invece è molto empatico ma si mantiene sempre professionale credo che non arriverà mai ad abbracciarmi cosa che vorrei tanto.
Ho una curiosità Giunone ma tu li chiami ogni tanto i tuoi pazienti per sapere come stanno anche al di fuori della seduta?
Vorrei che mi spiegassi forse in modo da prenderla meno sul personale perchè secondo te uno psicoterapeuta potrebbe chiamare
lui il paziente o no e dirmi i motivi che sono a favore o meno di questo comportamento.
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Riferimento: psicoterapeuta donna o uomo?
No, non chiamo i pazienti proprio per non confondere i nostri ruoli nè nutrire aspettative altre (amicali, sessuali, ecc) che andrebbero a rinforzare il transfert, ad alimentare/distorcere fantasie di ruoli e rapporti, colludendo con dinamiche che van affrontate e risolte nell'ambito delle sedute. Il nostro lavoro è lì. L'obiettivo come ti dicevo consiste nel raggiungimento dell'autonomia e dell'indipendenza psicoaffettiva. Sottolineo come sia importante riportare in seduta tutti questi vissuti, le ambivalenze, i timori, ecc.
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Riferimento: psicoterapeuta donna o uomo?
Si effettivamente forse chiamare per sapere come sta un paziente non è corretto.
Ma su questo ci sono diverse visioni, alcuni psicoterapeuti chiamano al di fuori dell sedute.
Se fossi una psicoterapeuta probabilmente non chiamerei, certo da paziente è un po' diverso
ci sono sempre delle aspettative, ma grazie ai tuoi consigli sto tornanando nel piano di realtà,
diciamo che il transfert fà fantasticare un po' troppo:-)
Invece volevo sapere a prescindere dal tipo di orientamento che si segue, un terapeuta si comporta
in maniera diversa con ogni paziente?
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Riferimento: psicoterapeuta donna o uomo?
Per maniera diversa cosa intendi? Il modus operandi e lo "stare nella relazione" del terapeuta sono forgiati da un insieme di fattori: il suo specifico orientamento (che fornisce le coordinate), le caratteristiche della sua personalità, l'individualità dell'utente cui si relaziona, il percorso che costruiscono insieme. Ogni rapporto è unico ed irripetìbile proprio perchè, trattandosi di relazioni umane, le dinamiche intrapsichiche e relazionali che si sviluppano pertengono solo ed esclusivamente a quei 2 specifici attori.
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Riferimento: psicoterapeuta donna o uomo?
Gazie Giunone per la tua risposta, si effettivamente mi sn spiegata male provo a farti capire quello che volevo dire.
Mi riferivo al fatto se il terapeuta applica solo il proprio orientamento e quindi i suoi comportamenti con i relativi pazienti derivano
da questo oppure cambia da paziente a paziente proprio perchè si relaziona con loro non solo attraverso l'applicazione del proprio orientamento ma
facendo venire fuori anche la propria personalità e ovviamente a tuttò ciò si aggiunge anche come si comporta il paziente cn lui ma la risposta me l'hai data.
Sn contenta perchè speravo che voi terapeuti nn fosse dei semplici robot che appllicano procedure standardizzate ma che ci mettete anche la vostra umanità e spontaneità.
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Riferimento: psicoterapeuta donna o uomo?
Giunone mi è successa una cosa ma non posso scriverla pubblicamente, diciamo è una cosa che mi ha rimesso di nuovo in crisi.
Seguendo ciò che ha detto Crissangel riguardo il regolamento, volevo sapere se posso scriverti in privato e nel caso che ti posso scrivere
come devo fare?
c'è qualche parte dove posso leggere come inviare i messaggi privati?
Grazie mille
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Riferimento: psicoterapeuta donna o uomo?
Ciao, alicevera. Il Regolamento non consente che gli utenti, e i moderatori tout court, trattino di casi personali, neanche tramite pm. Mi dispiace. Puoi però certamente trovare professionisti per consulenze sul sito http://www.benessere4u.it/. :approved:
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Riferimento: psicoterapeuta donna o uomo?
Grazie lo stesso,proverò a consultare il sito che mi ha indicato.
Spero che possano darmi un sostegno, mi ero ripromessa di ridargli nuovamente fiducia e lui si
è comportato in modo grave.
Grazie ancora Giunone