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Referendum codice deontologico psicologi occhio!!!!
un collega su un forum scrive:
stanno arrivando le schede-referendum per l'approvazione e votazione del nuovo codice deontologico per psicologi.
io suggerireri, almeno per l'articolo 5 di lasciare le cose come stanno e non dare adito ad inasprimenti ed interpretazioni rigide sulla formazione obbligatoria dello psicologo. Tutti noi sappiamo che è importante, tutti ci siamo battutti sull'ambiguità delle regole sugli ECM obbligatori, tutti ci formiamo sulla base dei NOSTRI INTERESSI
ma lasciamo che sia il professionista a gestire la sua formazione .
pertanto suggerirei di NON approvare i cambiamenti dell'articolo 5
poichè questa aggiunzione "la violazione dell'obbligo di formazione continua determina un illecito disciplinare che è sanzionato sulla base di quanto stabilito dall'ordine professionale"
può essere una spada di Damocle pendente sulle nostre teste e cosa peggiare ce la metteremmo proprio noi.
TOTALMENTE D'ACCORDO
voi?
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Riferimento: Referendum codice deontologico psicologi occhio!!!!
son d'accordo con te. Fondamentale e importante mantenersi aggiornati (anche per un'etica professionale), ma non vorrei che la revisione dell'articolo, prevedendo determinati obblighi, diventi un modo per lucrarci sopra, con l'attivazione di corsi e corsetti a pagamento necessari per l'acquisizione di eventuali crediti.
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Riferimento: Referendum codice deontologico psicologi occhio!!!!
il rischio di lucro è alto a mio avviso! fermo restando che l'aggiornamento continuo è fondamentale!
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Riferimento: Referendum codice deontologico psicologi occhio!!!!
L'AGGIORNAMENTO è FONDAMENTALE MA DEVE RIGUARDARE UNA QUESTIONE MORALE DEL PROFESSIONSITA, SE FAI UN GIRO SUL WEB GIà ENTI DI FORMAZIONE SI STANNO LECCANDO LE DITA, si sta rischiando con il nuovo articolo 5 spero nel buon senso dei professionisti nel BOCCIARLO.
non legittimiamo L'OBBLIGO alla formazione e a spese che NON tutti possono sostenere!!!!
occhio ragazzi!!!!
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Riferimento: Referendum codice deontologico psicologi occhio!!!!
mi spiegate in soldoni in cosa consistono le modifiche all'art. 1, 5 e 21?
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Riferimento: Referendum codice deontologico psicologi occhio!!!!
una gran cavolata, l'articolo 1 e 21 ribadisce con forme più tangibili ciò che già c'era, mentre l'articolo 5 usa una forma elegante per far si che si sia OBBLIGATI alla formazione.
questo darà gioia agli enti di formazione che già festeggiano.
votate NO all'articolo 5
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Riferimento: Referendum codice deontologico psicologi occhio!!!!
Se può essere d'aiuto per farvi un'opinione, vi offro l'anticipazione di ciò che potrà essere l'obbligo di l'ECM perché io, anche se in altro ambito, lo vivo già da circa 10 anni:
-non garantisce formazione reale, perché prima del convegno non hai modo di valutare la qualità di quello che è proposto, hai un titolo e un bel programma...ma i contenuti sono tutti da scoprire e spesso non all'altezza delle aspettative;
-Ha costi altissimi perché non è detto che facciano il corso che può essere attinente alle tue competenze sotto casa tua...quindi vanno incluse anche le spese di spostamenti e pernottamenti oltre a quelle di iscrizione, già di per se elevate;
-Alla fine diventa una folle ricerca per mantenere il punteggio annuo previsto dal sistema ECM...50 crediti l'anno non sono poca cosa, visto che vengono attribuiti agli eventi formativi in base alle ore di docenza, al numero degli iscritti al corso, al numero di domande previste nel post-test, per cui per fare questa assurda "raccolta punti"ci vogliono anche molti convegni/anno e anche se da qualche anno sono meglio distribuiti nei vari mesi, la maggior parte si concentra a fine anno impedendo di fatto il loro utilizzo;
-I crediti vanno garantiti da tutti i professionisti, ovvero se sei iscritto all'ordine sei incluso nella categoria, per cui anche se non lavori devi fare i tuoi bravi 50 punti...quindi zero entrate ma tante uscite;
-Ancora non ci siamo (perché non hanno ancora capito come farlo...ma lo capiranno presto secondo me...) ma le sanzioni sono previste e da un bel pezzo per coloro che non ottemperano agli obblighi di formazione previsti per le professioni sanitarie;
-trattandosi di un obbligo viene usato "a sommo studio" nei processi di selezione pubblica per bandi di mobilità ad esempio, dove è usato per scaricare elegantemente concorrenti non graditi, basta dire "il concorrente non garantisce sufficiente continuità formativa nelle materie attinenti al bando" e sei fuori, anche se magari hai una specializzazione in quel campo...;
Spero di essere stata chiara e utile...:ciao:
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Riferimento: Referendum codice deontologico psicologi occhio!!!!
così utile che spero si sparga il verbo sulla necessità di VOTARE NO alle modifiche dell'articolo 5 proposte con i referendum che arrivano per posta atutti gli psicologi
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Riferimento: Referendum codice deontologico psicologi occhio!!!!
Un attimo !!
State dando un'interpretazione COMPLETAMENTE ERRATA del quesito referendario !!
Come si sta scrivendo in questi giorni in molte liste professionali, l'obbligo di formazione NON viene ASSOLUTAMENTE inserito dal referendum: è infatti stato GIA' imposto dalla LEGGE DELLO STATO (D.P.R. 07.08.2012 n° 137), e NON vale solo per gli psicologi, ma per TUTTE le categorie ordinistiche (dagli avvocati ai veterinari, dagli ingegneri agli psicologi).
TUTTI i componenti di TUTTI gli Ordini professionali d'Italia hanno l'obbligo formativo di Legge; la modifica del Codice Deontologico semplicemente ne deve prendere atto da un punto di vista formale, e chiarifica (come richiesto dalla Legge !) che il non rispetto di tale esplicito obbligo di legge configura anche violazione deontologica.
Pertanto, anche se "vincessero" i NO, l'obbligo formativo ce l'avremmo tutti lo stesso, e dovremmo anzi probabilmente tornare a votare a ripetizione fino a quando non inseriamo anche noi (come tutte le altre categorie) tale punto nel Codice Deontologico... il tutto a spese nostre (la consultazione elettorale costa a noi).
Attenzione a informarsi correttamente su questo punto ! Qui si trovano molte informazioni chiarificatrici: http://altrapsicologia.com/il-refere...punto/2013/06/
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Riferimento: Referendum codice deontologico psicologi occhio!!!!
Ragazzi NON facciamoci forviare dalle interpretazioni, la questione ECM è sempre stata ambigua, l'AGENAS ha sempre evidenziato l'oBBligatorietà degli ECM quando non lo è mai stata per i liberi professionisti.
L'obbligo morale alla formazione c'è sempre stato ne codice deontologico, ma questa nuova dicitura legittima un obbligo formale che, in qualche modo, dovrà essere dimostrato. Quale miglior strumento se NON gli ECM? NON mettiamoci da soli i bastoni tra le ruote, votiamo NO (punto e basta)
il libero professionista ha l'obbligo morale MA NON DEVE PAGARE OBBLIGATORIAMENTE un ente che fa formazione solo perchè legittimato da una dicitura che lascia ampio spazio a interpretazioni.
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Riferimento: Referendum codice deontologico psicologi occhio!!!!
LPD molti colleghi evidenziano le perplessità sull'articolo 5 e la loro contrarietà a votare le modifiche proprio sul sito che indichi
ma STRANAMENTE questi post NON vengono pubblicati
meditate colleghi!
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Riferimento: Referendum codice deontologico psicologi occhio!!!!
secondo la logica e il buonsenso bisogna votare:
ART 1: SI (estende la tutela e quindi l'esercizio della professione anche via internet e prestazioni a distanza)
ART 5: NO (così si evita di tirarsi la zappa sui piedi, tanto la formazione permanente è già un obbligo deontologico senza che diventi motivo di lucro per enti che organizzano corsi )
ART 21: SI (si punisce chi insegna a fare lo psicologo a chi psicologo non è facendo anche un passo in avanti per la definizione degli atti tipici)
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Riferimento: Referendum codice deontologico psicologi occhio!!!!
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Riferimento: Referendum codice deontologico psicologi occhio!!!!
Citazione:
Originalmente inviato da
simone11
LPD molti colleghi evidenziano le perplessità sull'articolo 5 e la loro contrarietà a votare le modifiche proprio sul sito che indichi
ma STRANAMENTE questi post NON vengono pubblicati
meditate colleghi!
Simone, scusami ma eviterei proprio queste derive "complottiste". Il fatto che alcuni colleghi esprimano perplessità perchè magari non hanno capito che la formazione obbligatoria non deriva dal referendum, ma è GIA' obbigatoria per legge (e noi lo dobbiamo solo formalizzare), è un problema appunto di scarsa informazione, non pensi ?
Ribadisco, con molta semplicità: la formazione obbligatoria è GIA' obbligatoria per legge (DPR 137/2012, vai a cercarlo su Internet, in particolare l'articolo 7), e quindi anche se voti NO l'obbligo di legge ce l'hai lo stesso. Non si scappa.
Il referendum è semplicemente una formalità dovuta al nostro articolo 28 della 56/89, ma comunque vada TUTTI gli Psicologi, così come TUTTI i professionisti italiani iscritti a qualunque Ordine, sono in ogni caso obbligati alla formazione.
Se vince il No, si tornerà semplicemente a votare una seconda, e poi una terza, e una quarta volta fino a quando non vincono i SI. Ovviamente, ogni volta che si torna a votare sprechiamo parecchi soldi.
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perdonami LPD ma credo che a confondersi sia tu!
l'0obbligo di formazione è un obbligo morale, il referendum lo renderà formale, e non vuoi comprendere che l'unico modo per formalizzare la cosa sarà con qualche forma di punteggio stile ECM e molti dei quali a pagamento che ci costringeranno a fare la raccolta pUnti!
Comprendo che ci si innammori di una opinione ma per cortesia questa discussione non merita pro e contro ma solo la comprensione che tale modifica è sbagliata!!
ovvio parlo dei liberi professionisti
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Citazione:
Originalmente inviato da
Lpd
Se vince il No, si tornerà semplicemente a votare una seconda, e poi una terza, e una quarta volta fino a quando non vincono i SI. Ovviamente, ogni volta che si torna a votare sprechiamo parecchi soldi.
facendo un piccolo ragionamento, presumo che se dovesse vincere "per forza" il sì, non avrebbero fatto il referendum;
se c'è un referendum vuol dire che saremo noi a decidere il da farsi
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Riferimento: Referendum codice deontologico psicologi occhio!!!!
NON per fare il complottisa ma se fate un giro sul web consigliano il si all'art 5 gli enti di formazione e chi fa corsi, il no il resto del mondo
bisogna solo scegliere da che parte stare con gli enti di formazione o con il resto del mondo?
io scelgo il resto del mondo, formalizzare un obbligo significa renderne conto NON si sfugge
corsa ai punteggi, convegni inutili, e sanzioni per i poveracci!!!
altre opinioni condivisibili
in favore del NO
http://www.igf-gestalt.it/2013/05/re...-2-votiamo-no/
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Citazione:
Originalmente inviato da
simone11
perdonami LPD ma credo che a confondersi sia tu!
l'0obbligo di formazione è un obbligo morale, il referendum lo renderà formale, e non vuoi comprendere che l'unico modo per formalizzare la cosa sarà con qualche forma di punteggio stile ECM e molti dei quali a pagamento che ci costringeranno a fare la raccolta pUnti!
Comprendo che ci si innammori di una opinione ma per cortesia questa discussione non merita pro e contro ma solo la comprensione che tale modifica è sbagliata!!
ovvio parlo dei liberi professionisti
NO, Simone.
Non hai proprio capito il problema, scusami.
L'OBBLIGO FORMATIVO E' GIA' STATO IMPOSTO, LEGALMENTE, DAL DPR 137 DEL 2012, ARTICOLO 7, a tutti i professionisti italiani (non solo agli psicologi).
Il referendum si limita a recepirlo; ma NON E' affatto questo referendum che lo "introduce" per gli psicologi: L'OBBLIGO C'E' GIA'.
E NON sto parlando di obbligo "morale": se non l'hai capito, ti evidenzio che c'è GIA' proprio l'obbligo LEGALE.
Pertanto, votare NO non ha alcun senso: l'obbligo LEGALE è GIA' in vigore, e rimane in vigore anche se vincono i no.
Sono stato più chiaro, adesso ?
Per il testo della legge già in vigore, leggi qui: http://www.altalex.com/index.php?idnot=18637 (articolo 7)
" ogni professionista ha l'obbligo di curare il continuo e costante aggiornamento della propria competenza professionale secondo quanto previsto dal presente articolo. La violazione dell'obbligo di cui al periodo precedente costituisce illecito disciplinare."
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Citazione:
Originalmente inviato da
Johnny
facendo un piccolo ragionamento, presumo che se dovesse vincere "per forza" il sì, non avrebbero fatto il referendum;
se c'è un referendum vuol dire che saremo noi a decidere il da farsi
Johnny, no.
Anche se è solo un formalismo (e in ogni caso noi saremo tenuti a recepire l'obbligo di legge, sia che votiamo SI, sia che votiamo NO, sia che votiamo FORSE), siamo obbligati a fare il referendum.
L'articolo 28 della L.56/89 prevede infatti che OGNI modifica del nostro Codice Deontologico (anche se imposta da un DPR, come in questo caso) debba obbligatoriamente essere formalizzata dagli iscritti con un referendum.
Ma se gli iscritti non la formalizzano, comunque l'obbligo di legge rimane; pertanto, torniamo a votare a raffica (pagando noi) fino a quando non vincono i Si, visto che non si tratta di una "libera proposta di modifica" ma semplicemente del recepimento obbligatorio di una norma di legge (che riguarda, lo evidenzio ancora, TUTTI gli Ordini, non solo gli psicologi: avvocati, commercialisti, agronomi, medici, ecc.).
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LpD continui a NOn capire o vuoi fare l'avvocato del diavolo, se danno al professionista , con il referendum, la possibilità di modificare un articolo è evidente che c'è la necessità di cambiare alcune modalità che potrebbero anche NON cambiare. MA CHE SENSO AVREBBE PROPORRE IL REFERENDUM ALLORA PER SPRECARE CARTE? E DAIII
oggi il libero professionista deve per legge aggiornarsi ok ma non è soggetto ad alcun obbligo raccolta punti nè sanzioni. Se Si accetta quella dicitura legittimiamo l'obbligo di render conto della formazione e NON CI SONO ALTRI MEZZI CHE GLI ECM è chiaro o no?
sono io professionista che devo trovare i miei mezzi per dimostrare che mi aggiorno non sono loro che devono starmi sul c... obbligandomi a studiare ciò che loro propongono e a farmelo anche pagare!
Gli Ordini devono far regole per prevedere forme di autocertificazione (pubblicazioni, letture, convegni scelti da me ecc) ma quell'articolo, per come è ora posto legittima lo strumento dei punti del mulino bianco, occhio a queste sottigliezze!
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Riferimento: Referendum codice deontologico psicologi occhio!!!!
Citazione:
Originalmente inviato da
simone11
LpD continui a NOn capire o vuoi fare l'avvocato del diavolo, se danno al professionista , con il referendum, la possibilità di modificare un articolo è evidente che c'è la necessità di cambiare alcune modalità che potrebbero anche NON cambiare. MA CHE SENSO AVREBBE PROPORRE IL REFERENDUM ALLORA PER SPRECARE CARTE? E DAIII
oggi il libero professionista deve per legge aggiornarsi ok ma non è soggetto ad alcun obbligo raccolta punti nè sanzioni. Se Si accetta quella dicitura legittimiamo l'obbligo di render conto della formazione e NON CI SONO ALTRI MEZZI CHE GLI ECM è chiaro o no?
Guarda Simone, fà ciò che vuoi.
Te l'ho spiegato, te l'ho ripetuto, ti ho linkato la Legge, ti ho copiato l'articolo 7; adesso che sei stato informato, se vuoi continuare a credere che la Legge dello Stato che GIA' obbliga tutti i professionisti italiani all'aggiornamento pena sanzioni disciplinari (scritto testualmente nella Legge, non da me) non si applicherà magicamente perchè metti una crocetta sulla parola "no" in un referendum interno alla categoria, sei libero di crederlo.
Però, indipendentemente da quello che immagini, non scrivere che i libero professionisti hanno solo un "obbligo morale", perchè se lo fai dai un'informazione legalmente e oggettivamente SBAGLIATA.
Dal DPR 137/2012, siamo infatti già TUTTI LEGALMENTE OBBLIGATI all'aggiornamento, e se non ti aggiorni incorrerai nelle sanzioni disciplinari relative anche se hai votato no.
Se non ti è chiaro un concetto di diritto così elementare, mi dispiace.
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Riferimento: Referendum codice deontologico psicologi occhio!!!!
Torno nella discussione perché mi sembra che la mia esperienza possa aiutarvi a capire dove si può andare a finire e perché...
Sono daccordo, c'è l'articolo 7, ma analizziamolo alla luce di quello che è stato per le altre professioni sanitarie:
Art. 7
Formazione continua
1. Al fine di garantire la qualita' ed efficienza della prestazione professionale, nel migliore interesse dell'utente e della collettivita', e per conseguire l'obiettivo dello sviluppo professionale, ogni professionista ha l'obbligo di curare il continuo e costante aggiornamento della propria competenza professionale secondo quanto previsto dal presente articolo. La violazione dell'obbligo di cui al periodo precedente costituisce illecito disciplinare.
Tanto per cominciare la necessità di garantire qualità ed efficienza delle prestazioni professionali non dovrebbe imposta...è interesse del professionista, per ovvie ragioni di sopravvivenza, dare al paziente il meglio che può in termini di aggiornamento...diverso è il discorso su dipendendenti pubblici, dove lo stipendio è garantito e non sentono lo stesso obbligo morale dell'aggiornamento(per moltissime ragioni che non analizzo in questa sede) per cui una regolamentazione dei doveri è utile;
2. I corsi di formazione possono essere organizzati, ai fini del comma 1, oltre che da ordini e collegi, anche da associazioni di iscritti agli albi e da altri soggetti, autorizzati dai consigli nazionali degli ordini o collegi. Quando deliberano sulla domanda di autorizzazione di cui al periodo precedente, i consigli nazionali trasmettono motivata proposta di delibera al ministro vigilante al fine di acquisire il parere vincolante dello stesso.
In questo comma è ben descritta la platea di coloro che guadagneranno dall'obbligare gli psicologi a fare formazione solo da soggetti autorizzati.
3. Il consiglio nazionale dell'ordine o collegio disciplina con regolamento, da emanarsi, previo parere favorevole del ministro vigilante, entro un anno dall'entrata in vigore del presente decreto: a) le modalita' e le condizioni per l'assolvimento dell'obbligo di aggiornamento da parte degli iscritti e per la gestione e l'organizzazione dell'attivita' di aggiornamento a cura degli ordini o collegi territoriali, delle associazioni professionali e dei soggetti autorizzati; b) i requisiti minimi, uniformi su tutto il territorio nazionale, dei corsi di aggiornamento; c) il valore del credito formativo professionale quale unita' di misura della formazione continua.
Quindi dal comma 3 si evince che è l'Ordine che ENTRO un anno dall'entrata in vigore del presente decreto deve decidere (e farsi approvare) le modalità con cui rendere effettuabile la formazione, in modo uniforme su tutto il territorio nazionale...quindi vuol dire che può decidere che se sei uno psicologo abita a Canicattì devi riuscire a mettere insieme la formazione nel corso nel tuo anno lavorativo, proprio come il collega che abita a Roma, capite bene che ci sono difficoltà oggettive e differenze di costi notevoli nell'essere obbligati a farlo che penalizzano alcuni più di altri...sopratutto se si lavora poco o nulla...
Da questo comma si comprende poi il motivo del referendum (motivo sul quale avete discusso a lungo): tastare il polso agli iscritti per capire fin dove spingersi negli obblighi...i cambiamenti non condivisi sono difficili da accettare, lo sapete tutti meglio di me...
Da questo comma inoltre è chiaro che ancora NULLA è definito...neppure il valore da assegnare al credito (ART.7, comma 3, punto c)
4. Con apposite convenzioni stipulate tra i consigli nazionali e le universita' possono essere stabilite regole comuni di riconoscimento reciproco dei crediti formativi professionali e universitari. Con appositi regolamenti comuni, da approvarsi previo parere favorevole dei ministri vigilanti, i consigli nazionali possono individuare crediti formativi professionali interdisciplinari e stabilire il loro valore.
Questo vuol dire che vengono definiti i "pacchetti minimi di requisiti" perché un evento formativo abbia un tot di crediti ECM...se volete spaventarvi per bene fate un giro sul sito del Ministero della Salute nell'area della formazione continua...capirete che cosa intendo
5. L'attivita' di formazione, quando e' svolta dagli ordini e collegi, puo' realizzarsi anche in cooperazione o convenzione con altri soggetti.
6. Le regioni, nell'ambito delle potesta' a esse attribuite dall'articolo 117 della Costituzione, possono disciplinare l'attribuzione di fondi per l'organizzazione di scuole, corsi ed eventi di formazione professionale.
Da questi commi si intravedono i risvolti che fanno sorridere gli organizzatori dei convegni...che dovranno essere provider accreditati, ma che una volta incanalati nel percorso formativo riceveranno fondi per corsi, convegni e varie (spesso di dubbia qualità).
7. Resta ferma la normativa vigente sull'educazione continua in medicina (ECM).
Che si riferisce appunto a quello che vi dicevo sull'obbligo formativo per gli operatori di sanità pubblica (dipendenti dal sistema sanitario nazionale in altre parole)
Anche in questo caso spero di aver contribuito a illuminarvi sul futuro...:ciao:
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Originalmente inviato da
fattoriale
4. Con apposite convenzioni stipulate tra i consigli nazionali e le universita' possono essere stabilite regole comuni di riconoscimento reciproco dei crediti formativi professionali e universitari. Con appositi regolamenti comuni, da approvarsi previo parere favorevole dei ministri vigilanti, i consigli nazionali possono individuare crediti formativi professionali interdisciplinari e stabilire il loro valore.
Questo vuol dire che vengono definiti i "pacchetti minimi di requisiti" perché un evento formativo abbia un tot di crediti ECM...se volete spaventarvi per bene fate un giro sul sito del Ministero della Salute nell'area della formazione continua...capirete che cosa intendo
è proprio questo quello che temo; non è l'aggiornamento costante, che tutti i colleghi sanno essere necessario e fondamentale, indipendentemente dall'approvazione della modifica dell'articolo in questione. Ma è l'obbligo di un raggiungimento di un determinato numero di crediti annui, che costituirebbe, a mio avviso, l'inizio del mercato dei corsi accreditati, a volte di qualità dubbia, ma che richiedono un esborso monetario non indifferente. Se pensiamo che più della metà dei colleghi iscritti ai vari ordini regionali o non lavora, o ha una remunerazione bassa (per mille motivi che tutti noi conosciamo: neolaureati alle prime armi, contratti di collaborazione saltuari, ecc.) questo sarebbe un modo per complicargli ancor di più l'avvio o la continuazione della professione.
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Fsattoriale sei chiarisimo/a ma Lpd continua nel suo NON senso quando afferma che continueranno a riproporre il referendum finchè non vince il si. sarebbe come dire che vinte le elezioni politiche da parte della destra il governo continuerà a riproporre le elezioni finchè non vincerà la sinistra.
votate NO se non volgiamo fregarci con le nostre mani!
http://www.slideshare.net/LelioBizza...?from=ss_embed
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Riferimento: Referendum codice deontologico psicologi occhio!!!!
Citazione:
Originalmente inviato da
simone11
Fsattoriale sei chiarisimo/a ma Lpd continua nel suo NON senso quando afferma che continueranno a riproporre il referendum finchè non vince il si. sarebbe come dire che vinte le elezioni politiche da parte della destra il governo continuerà a riproporre le elezioni finchè non vincerà la sinistra. MA STIAMO SCHERZANDO? sempre che lpd non appartenga a qualche ente di formazione.
votate NO se non volgiamo fregarci con le nostre mani!
http://www.slideshare.net/LelioBizza...?from=ss_embed
Posso essere daccordo sul fatto che "al sudicio non c'è mai fine..." e che con ogni probabilità, vista la mole enorme di denaro che confluirà ad organizzatori dei corsi e non dimentichiamolo anche a professori e professionisti di chiara fama, ci saranno ampie manovre per far convergere i poveri professionisti (meno di fama e con così tanti problemi da non avere tanto tempo per documentarsi per valutare le cose come si deve) sulla decisione del "si"...
Tuttavia rinunciare a priori e darla vinta a chi vuole manipolare il consenso dei colleghi mi sembra inopportuno...perché dire "tanto è tutto inutile" non porta mai da nessuna parte...
Almeno si può provare...
Con questo non voglio giudicare chi la pensa in modo diverso sugli ECM, tuttavia il mio invito è a documentarsi al meglio per non dover dire un giorno non troppo lontano..."peccato non aver capito quali erano i veri scopi di queste manovre..."
Noi eravamo le cavie...nessuno ci ha erudito in merito a quello che è l'ECM...abbiamo intrapreso il percorso forzatamente e senza alcun referendum, solo nella confusione più totale...e a spese nostre...
Voi avete l'opportunità di far sentire la vostra voce e far valere i vostri interessi...non sprecate questa possibilità...
:ciao:
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Salve a tutti, vi consiglio questo:
http://www.youtube.com/watch?v=1qDPqO9_nsE
può essere utile per farsi un'idea rispetto all'art 21
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[QUOTE=fattoriale;2722943]Torno nella discussione perché mi sembra che la mia esperienza possa aiutarvi a capire dove si può andare a finire e perché...
Sono daccordo, c'è l'articolo 7, ma analizziamolo alla luce di quello che è stato per le altre professioni sanitarie:
[I]Art. 7
Formazione continua
1. Al fine di garantire la qualita' ed efficienza della prestazione professionale, nel migliore interesse dell'utente e della collettivita', e per conseguire l'obiettivo dello sviluppo professionale, ogni professionista ha l'obbligo di curare il continuo e costante aggiornamento della propria competenza professionale secondo quanto previsto dal presente articolo. La violazione dell'obbligo di cui al periodo precedente costituisce illecito disciplinare.
Tanto per cominciare la necessità di garantire qualità ed efficienza delle prestazioni professionali non dovrebbe imposta...è interesse del professionista, per ovvie ragioni di sopravvivenza, dare al paziente il meglio che può in termini di aggiornamento...diverso è il discorso su dipendendenti pubblici, dove lo stipendio è garantito e non sentono lo stesso obbligo morale dell'aggiornamento(per moltissime ragioni che non analizzo in questa sede) per cui una regolamentazione dei doveri è utile;
scusami, ma su questa cosa che hai scritto mi viene da dire che si parla di "imposizione" nel senso che lo Stato fa l'interesse del paziente/cliente, al quale il professionista deve garantire qualità ed efficienza.
Poi se parliamo di sentire l' "obbligo morale" io penso che un buon professionista lo senta questo indipendentemente dal fatto di essere dipendete pubblico o libero professionista, questo è un atteggiamento "morale", mentre se ti riferisci al mero interesse concreto ed economico che può avere un professionista, è vero che c'è differenza tra lavoratore dipendente pubblico e libero professionista, proprio perché come dici tu il dipendente pubblico ha uno stipendio garantito, ma io credo che comunque "sentire" di dover dare un buon servizio ai clienti sia interesse di tutti proprio come atteggiamento umano e professionale. Poi che nella realtà ci sono professionisti "strafottenti" è pur vero, ma non è a questi che io guarderei!
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Riferimento: Referendum codice deontologico psicologi occhio!!!!
L'argomento di questo thread è estremamente interessante e comprensibilmente scottante, lo abbiamo messo appositamente in rilievo:approved:. Unica raccomandazione al fine di un proficuo confronto, cerchiamo di evitare caratteri grafici che appesantiscano la leggibilità e godibilità dei testi, es. grassetto e maiuscolo. Certamente ognuno ha le proprie idee e le proprie posizioni utilmente argomentate, cerchiamo quindi di restare sugli argomenti confrontandoci su di essi, evitando il rischio di scivolare sulle persone che esprimono i vari pareri. Grazie per la collaborazione e buona continuazione:approved:
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Riferimento: Referendum codice deontologico psicologi occhio!!!!
Citazione:
Originalmente inviato da
fattoriale
Tanto per cominciare la necessità di garantire qualità ed efficienza delle prestazioni professionali non dovrebbe imposta...è interesse del professionista, per ovvie ragioni di sopravvivenza, dare al paziente il meglio che può in termini di aggiornamento...diverso è il discorso su dipendendenti pubblici, dove lo stipendio è garantito e non sentono lo stesso obbligo morale dell'aggiornamento(per moltissime ragioni che non analizzo in questa sede) per cui una regolamentazione dei doveri è utile;
scusami, ma su questa cosa che hai scritto mi viene da dire che si parla di "imposizione" nel senso che lo Stato fa l'interesse del paziente/cliente, al quale il professionista deve garantire qualità ed efficienza.
Poi se parliamo di sentire l' "obbligo morale" io penso che un buon professionista lo senta questo indipendentemente dal fatto di essere dipendete pubblico o libero professionista, questo è un atteggiamento "morale", mentre se ti riferisci al mero interesse concreto ed economico che può avere un professionista, è vero che c'è differenza tra lavoratore dipendente pubblico e libero professionista, proprio perché come dici tu il dipendente pubblico ha uno stipendio garantito, ma io credo che comunque "sentire" di dover dare un buon servizio ai clienti sia interesse di tutti proprio come atteggiamento umano e professionale. Poi che nella realtà ci sono professionisti "strafottenti" è pur vero, ma non è a questi che io guarderei!
Hai assolutamente ragione sul fatto che un professionista dovrebbe sentire l'obbligo morale di aggiornarsi e questo indipendentemente da considerazioni di interesse economico, tuttavia il dovrebbe è d'obbligo perché la realtà e variegata e allo stesso modo lo sono le persone il cui atteggiamento verso il lavoro e l'aggiornamento professionale è influenzato da moltissime variabili, più o meno condivisibili ma comunque presenti...
Vuoi un esempio? Ti puoi trovare a lavorare in un contesto in cui hai colleghi che percepiscono il tuo stesso stipendio, ma si impegnano molto meno di te e che a differenza di te non si formano a dovere, magari perché sfruttano le tue competenze anche per avanzare agli occhi di un datore di lavoro...per quanto tempo continueresti ad essere motivata nello spendere parte del tuo stipendio per pagarti la costosa formazione?
Detto questo, mi sembra doveroso fare un distinguo tra il dipendente pubblico e il privato, lo Stato assume dipendenti al fine di garantire un diritto al cittadino, il diritto alla salute, per cui è nell'ottica della tutela del cittadino che obbliga i dipendenti ad uniformare la loro formazione a standard comuni.
Tralasciamo il fatto che poi nella realtà non sono affatto uniformi, per i motivi che esponevo sopra e che non sto a ripetere, in ogni caso per quanto negativi per il singolo, in quanto obblighi fortemente penalizzanti, gli ECM sono l'esito di un intento meritorio dello Stato.
Per il privato il discorso mi sembra diverso perché possono esserci due possibilità: che avverta l'esigenza di formarsi per obbligo morale, come dici tu, o che non senta affatto questo obbligo (non sto a giudicare se questo è giusto o sbagliato, ogni persona è il frutto del suo passato secondo me, e non sta a me dire se va bene o meno quello che fanno).
In entrambi i casi è comunque suo interesse aggiornarsi, perché il suo lavoro gli garantisce la sopravvivenza e qualunque siano i suoi motivi si formerà senza esservi costretto da altri.
Per quello che tu dici sul fatto che "lo Stato fa l'interesse del paziente/cliente, al quale il professionista deve garantire qualità ed efficienza" forse lo Stato, prima di pensare all'interesse del paziente obbligando i professionisti con una laurea ad aggiornarsi secondo il volere di altri, dovrebbe salvaguardare i cittadini regolamentando la professione e definendone meglio l'esercizio, perché mi risulta che ci sia molta gente che approfitta dell'attuale vaghezza delle norme per esercitare attività che dovrebbero essere di esclusiva pertinenza di psicologi con tanto di laurea.
Non va dimenticato poi, come dicevo in altri post, che quando viene istituito un obbligo rimane tale anche in momenti in cui non potresti permettertelo...esempio quando ti sei appena iscritto all'Albo ma non lavori, o se sei malato per un lungo periodo;
in questi casi non potresti ottemperare all'obbligo di "raccolta punti" (sopratutto se abiti in una zona d'Italia dove non vengono organizzati corsi di formazione) e incorreresti in sanzioni che ti penalizzerebbero ancora di più...
Sinceramente a me non sembra giusto, anche perché nei periodi di inattività più o meno forzata puoi aggiornarti comunque per conto tuo tramite testi o altro, senza essere forzato a seguire corsi organizzati da provider accreditati secondo un calendario definito da altri e con contenuti non sempre commisurati all'impegno che richiedono.
:ciao:
Dimenticavo di dire che tra gli obblighi a cui siamo tenuti nel sistema ECM c'è quello di formarsi con ampia percentuale dei 50 crediti nel tuo ambito di lavoro (mi sembra sia l'85%)...in pratica questo ha due spiacevoli conseguenze:
se nel corso di un anno non ci sono sufficienti corsi o convegni che riguardino quel settore pur avendo intenzione di formarti sei fuori dale regole e sarai sanzionato;
se ti interessa altro rispetto al tuo ambito abituale di lavoro, per "ampliare le vedute" sei liberissimo di farlo, ma non vale ai fini dell'accreditamento annuale.
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Riferimento: Referendum codice deontologico psicologi occhio!!!!
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fattoriale
Dimenticavo di dire che tra gli obblighi a cui siamo tenuti nel sistema ECM c'è quello di formarsi con ampia percentuale dei 50 crediti nel tuo ambito di lavoro (mi sembra sia l'85%)...in pratica questo ha due spiacevoli conseguenze:
se nel corso di un anno non ci sono sufficienti corsi o convegni che riguardino quel settore pur avendo intenzione di formarti sei fuori dale regole e sarai sanzionato;
se ti interessa altro rispetto al tuo ambito abituale di lavoro, per "ampliare le vedute" sei liberissimo di farlo, ma non vale ai fini dell'accreditamento annuale.
assolutamente vero, ma questo NON dovrebbero essere gli Ordini ad evidenziarlo e a tutelare la professione? Invece cosa fanno chiedono direttamente al libero professionsita di inasprire regole e doveri. MA SIAMO ALLA PSICOSI!!! Mi piacerebbe vedere chi è quel MASOCHISTA che metterà Si alle modifiche dell'articolo 5!
allo stato attuale delle cose, invece un giusrista mi scrive:
Gli ECM non sono previsti per chi fa pratica privata.
L'articolo 5 del Decreto del Presidente della Repubblica del 7 Agosto 2012, n.137 alla lettera B recita:
"previsione dell'obbligo per il professionista di seguire percorsi di formazione continua e permanente predisposti sulla base di appositi regolamenti emanati dai consigli nazionali, fermo restando quanto previsto dalla normativa vigente in materia di educazione continua in medicina (ECM). La violazione dell'obbligo di formazione continua determina un illecito disciplinare e come tale è sanzionato sulla base di quanto stabilito dall'ordinamento professionale che dovrà integrare tale previsione;"
Bisogna vedere se a seguito di questa norma verrà emanato un regolamento che preveda di estendere gli ECM anche a chi fa pratica privata.
BENE CON LA RIFORMA DELL'ARTICOLO 5 DEL CODICE DEONTOLOGICO CI STANNO PROVANDO!!!
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dA
http://coordinamentopsicologi.wordpr...to/Specificare in tal senso l’articolo 5 significa, a nostro avviso, vincolarlo ad una legge deliberatamente interessata e strumentale che, siamo ottimisti, in futuro sarà probabilmente cambiata. L’articolo ci appare già, nella sua elegante versione originale, molto chiaro rispetto all’obbligo formativo.
Come già ampiamente affermato in precedenti articoli e nel flash mob all’Ordine degli psicologi del Piemonte dello scorso 24 settembre 2012, siamo contrari alla formazione burocratizzata, coercitiva e finalizzata alla logica della crocetta più che all’acquisizione di conoscenza. Auspichiamo invece una formazione basata sull’impegno e l’etica individuale, sull’esperienza del LAVORO.
La formazione psicologica richiederebbe protocolli di eccellenza chiari, che specifichino il monte ore necessario, i contenuti, le modalità di attuazione. Anche in questo caso, non sembra sensato comprimere una questione complessa e delicata in una breve frase composta con superficialità. Il cambiamento epocale che chiediamo è quello di una FORMAZIONE CONTINUA SOSTENIBILE che non foraggi quello che abbiamo definito cannibalismo professionale, gli ECM pagati degli strutturati da una parte, tra un crocetta e un buffet, e la corsa alla sopravvivenza precaria, tra un corso di specializzazione e nessuna possibilità lavorativa dall’altra. Per tali motivazioni il CPPP VOTERÀ NO ALLA MODIFICA DELL’ARTICOLO 5!!
dal SIPAP
http://www.sipap.org/index.php?optio...&view=article&
.....tsiamo destinati a essere mangiati dai nostri stessi simili, che, più competenti (spero) e più in grado di essere accreditatori (sicuramente), acquisiranno strumenti in cui ci cannibalizzeremo economicamente e professionalmente; e ci affanneremo per convegni su temi che non ci interessano o con approcci in cui non ci riconosciamo, ma che ci daranno i tanto indispensabili e utili crediti. E se poi forniamo un servizio ugualmente scadente? Non importa, tanto siamo accreditati! Con buona pace della meritocrazia e libertà....
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simone11
una gran cavolata, l'articolo 1 e 21 ribadisce con forme più tangibili ciò che già c'era, mentre l'articolo 5 usa una forma elegante per far si che si sia OBBLIGATI alla formazione.
questo darà gioia agli enti di formazione che già festeggiano.
Caro Simone,
in verità le scuole di formazione festeggerebbero a non far passare il 21... quello che - AD OGGI - permette in modo più agile di far formare a tecniche PSY anche chi PSY non è!
l'art 5 riguarda l'obbligatorietà della formazione e dell'aggiornamento... cosa che già ad oggi compete ad OGNI professionista!
non ha NULLA a che vedere con l'ECM (che è una vera bufalata come sistema)!
in questo periodo su internet stanno girando tante cavolate, alcuni portatori di interesse (chi forma non psicologi) sta mettendo in circolo paranoie e strumentalizzazioni su questo referendum...
qui maggior dettaglio: http://altrapsicologia.com/il-refere...punto/2013/06/
chi conosce ALTRAPSICOLOGIA, che da anni si impegna a fianco dei colleghi ed a tutela degli psicologi, sa bene che l'associazione rappresenta posizioni affidabili!
altri soggetti (tre in particolare) che stanno spammando internet per il NO... se vi metteste ad indagare la loro storia ed i gruppi che rappresentano, avreste una visione un attimo più intera e reale ;)
Io VOTO SI A TUTTI E TRE ED INVITO TUTTI VOI A VOTARE SI A TUTTI E TRE
Nicola Piccinini
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Io VOTO SI A TUTTI E TRE ED INVITO TUTTI VOI A VOTARE SI A TUTTI E TRE
Nicola Piccinini
Chi consiglia di votare l'inasprimento delle sanzioni ha forse un interesse di parte? (ovvio mai lo ammetterebbe)
per cui il buon senso consiglia di ignorarlo.
ragazzi, pensateci, chi può votare un INASPRIMENTO delle sanzioni?
chi vota si può mai essere dalla parte dei professionisti?
NON facciamoci infinocchiare, il NO all'articolo 5 è per il buon senso!
è da folli votare per l'inasprimento di una regola
sul forum altrapsicologia censurano ogni opinione contraria al si (già quasto ci fa capire un po di cose)
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Riferimento: Referendum codice deontologico psicologi occhio!!!!
Secondo ed ultimo richiamo pubblico rivolto a tutti: come da Regolamento, evitare l'utilizzo eccessivo di grassetto e maiuscole o grafica che appesantisca la leggibilità. Il concetto è veicolabile ugualmente e chiaramente mediante l'impiego di caratteri semplici normalmente utlizzati nelle discussioni. Si prega altresì di indirizzare il confronto e la critica sempre ai concetti/argomenti e non alle persone.
Chiunque ignori questo secondo avviso, anche se alla sua prima risposta, prenderà un cartellino di infrazione.
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Originalmente inviato da
simone11
ragazzi, pensateci, chi può votare un INASPRIMENTO delle sanzioni?
chi vota si può mai essere dalla parte dei professionisti?
NON facciamoci infinocchiare, il NO all'articolo 5 è per il buon senso!
è da folli votare per l'inasprimento di una regola
Il quadro è deprimente.
Da una parte il Consiglio Nazionale che invia a 83000 psicologi italiani un referendum senza aver attivato a monte un dibattito e confronto partecipato tra gli iscritti. E così ci si vede piombare queste tre modifiche senza avere una visione chiara e veritiera
Dall'altra gruppi che formano counselor che stanno facendo un sacco di disinformazione... puntanto a terrorizzare sull'art.5 per portare ad un NO complessivo, così da continuare a non aver vincoli nel formare pseudoprofessioni. Poi ci si mettono anche questi tizi dell'ultima ora che imbrattano internet, forum e social con informazioni distorte, parziali.
Da anni mi impegno, dentro e fuori dagli Ordini, per informare i colleghi e per migliorare la nostra condizione professionale.
Chi mi segue sa benissimo il lavoro che AltraPsicologia ha prodotto nel tempo, fuori da circuiti di interesse.
In mezzo a questa gran cagnara, a chi si presenta dal nulla a buttare polverone e terrore, rispondo con una storia di anni di impegno a favore degli Psicologi. Se TEMPO e FATTI hanno un qualche valore, vi rinnovo l'invito a leggere la presentazione dei vari punti pubblicata da AltraPsicologia http://altrapsicologia.com/il-refere...punto/2013/06/
Sapete chi siamo e cosa da anni facciamo.
Dietro al NO ci sta il mercato della formazione di pseudoprofessioni che scimmiottano lo Psicologo
L'art.5 NON ha nulla a che vedere con l'ECM e in assoluto non crea danno. Fra l'altro è la Legge e non gli Ordini a dire che qualunque professionista dovrà aggiornarsi nel corso della sua carriera.
Come AltraPsicologia invitiamo i colleghi a votare SI a tutti e tre i punti.
Informatevi e diffondete ai colleghi.
Citazione:
Originalmente inviato da
GIUNONE
Secondo ed ultimo richiamo pubblico rivolto a tutti: come da Regolamento, evitare l'utilizzo eccessivo di grassetto e maiuscole o grafica che appesantisca la leggibilità. Chiunque ignori questo secondo avviso, anche se alla sua prima risposta, prenderà un cartellino di infrazione.
Gentile Giunone
mi permetto di consigliarti di portare sempre il punto del regolamento in questione. L'intervento ne esce più lineare ;)
Probabilmente ti riferisci al 5.5. del http://www.opsonline.it/help/idx/0/030/article/
Personalmente ho scritto UNA riga su una quindicina in maiuscolo ed ho grassettato QUALCHE parola. Se rientro pure io nel tuo discorso allora fate prima a togliere la possibilità di inserire il BOLG (da pannello di vb si può) ed a rivedere il regolamento.
Grazie comunque per l'alert :approved:
Nicola Piccinini
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Riferimento: Referendum codice deontologico psicologi occhio!!!!
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Originalmente inviato da
fattoriale
Hai assolutamente ragione sul fatto che un professionista dovrebbe sentire l'obbligo morale di aggiornarsi e questo indipendentemente da considerazioni di interesse economico, tuttavia il dovrebbe è d'obbligo perché la realtà e variegata e allo stesso modo lo sono le persone il cui atteggiamento verso il lavoro e l'aggiornamento professionale è influenzato da moltissime variabili, più o meno condivisibili ma comunque presenti...
Vuoi un esempio? Ti puoi trovare a lavorare in un contesto in cui hai colleghi che percepiscono il tuo stesso stipendio, ma si impegnano molto meno di te e che a differenza di te non si formano a dovere, magari perché sfruttano le tue competenze anche per avanzare agli occhi di un datore di lavoro...per quanto tempo continueresti ad essere motivata nello spendere parte del tuo stipendio per pagarti la costosa formazione?
Detto questo, mi sembra doveroso fare un distinguo tra il dipendente pubblico e il privato, lo Stato assume dipendenti al fine di garantire un diritto al cittadino, il diritto alla salute, per cui è nell'ottica della tutela del cittadino che obbliga i dipendenti ad uniformare la loro formazione a standard comuni.
Tralasciamo il fatto che poi nella realtà non sono affatto uniformi, per i motivi che esponevo sopra e che non sto a ripetere, in ogni caso per quanto negativi per il singolo, in quanto obblighi fortemente penalizzanti, gli ECM sono l'esito di un intento meritorio dello Stato.
Per il privato il discorso mi sembra diverso perché possono esserci due possibilità: che avverta l'esigenza di formarsi per obbligo morale, come dici tu, o che non senta affatto questo obbligo (non sto a giudicare se questo è giusto o sbagliato, ogni persona è il frutto del suo passato secondo me, e non sta a me dire se va bene o meno quello che fanno).
In entrambi i casi è comunque suo interesse aggiornarsi, perché il suo lavoro gli garantisce la sopravvivenza e qualunque siano i suoi motivi si formerà senza esservi costretto da altri.
Per quello che tu dici sul fatto che "lo Stato fa l'interesse del paziente/cliente, al quale il professionista deve garantire qualità ed efficienza" forse lo Stato, prima di pensare all'interesse del paziente obbligando i professionisti con una laurea ad aggiornarsi secondo il volere di altri, dovrebbe salvaguardare i cittadini regolamentando la professione e definendone meglio l'esercizio, perché mi risulta che ci sia molta gente che approfitta dell'attuale vaghezza delle norme per esercitare attività che dovrebbero essere di esclusiva pertinenza di psicologi con tanto di laurea.
Non va dimenticato poi, come dicevo in altri post, che quando viene istituito un obbligo rimane tale anche in momenti in cui non potresti permettertelo...esempio quando ti sei appena iscritto all'Albo ma non lavori, o se sei malato per un lungo periodo;
in questi casi non potresti ottemperare all'obbligo di "raccolta punti" (sopratutto se abiti in una zona d'Italia dove non vengono organizzati corsi di formazione) e incorreresti in sanzioni che ti penalizzerebbero ancora di più...
Sinceramente a me non sembra giusto, anche perché nei periodi di inattività più o meno forzata puoi aggiornarti comunque per conto tuo tramite testi o altro, senza essere forzato a seguire corsi organizzati da provider accreditati secondo un calendario definito da altri e con contenuti non sempre commisurati all'impegno che richiedono.
:ciao:
Dimenticavo di dire che tra gli obblighi a cui siamo tenuti nel sistema ECM c'è quello di formarsi con ampia percentuale dei 50 crediti nel tuo ambito di lavoro (mi sembra sia l'85%)...in pratica questo ha due spiacevoli conseguenze:
se nel corso di un anno non ci sono sufficienti corsi o convegni che riguardino quel settore pur avendo intenzione di formarti sei fuori dale regole e sarai sanzionato;
se ti interessa altro rispetto al tuo ambito abituale di lavoro, per "ampliare le vedute" sei liberissimo di farlo, ma non vale ai fini dell'accreditamento annuale.
la mia era solo una considerazione sul discorso di sentirsi, come professionisti, "in dovere" di garantire un ottimo servizio al cliente, e questo "atteggiamento morale" è anche umano e professionale e fa anche l'interesse del professionista, perché se il professionista non è bravo nel suo lavoro , e qui parlo del libero professionista, nella vasta gamma di alternative, il paziente ne sceglie un altro!
quando dici "Forse lo Stato, prima di pensare all'interesse del paziente obbligando i professionisti con una laurea ad aggiornarsi secondo il volere di altri, dovrebbe salvaguardare i cittadini regolamentando la professione", mi trovo d'accordissimo, il fatto è che la regolamentazione c'è, forse alcune cose andrebbero riviste e con qualche aggiustamento al Codice deontologico credo si voglia arrivare proprio a questo...dipende da quale ottica vediamo le riformulazioni proposte... Comunque sono del parere che tutti noi dobbiamo esprimere il nostro punto di vista con questo referendum e che quindi tutti dobbiamo sentirci chiamati in causa per dare i, nostro prezioso voto! Ancora non ho ricevuto il kit e non vedo l'ora che arrivi!
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Riferimento: Referendum codice deontologico psicologi occhio!!!!
concordo sull'esigenza di votare NO all'art. 5.
finché non mi saranno chiari i termini di questa "formazione continua", ma chiari nel senso di scritti nero su bianco dall'Ordine Nazionale, con precise indicazioni del fatto che tali corsi sarebbero
- accessibili a tutti
- gratuiti per tutti
voterò NO ora e fino alla fine dei secoli.
Amen
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Riferimento: Referendum codice deontologico psicologi occhio!!!!
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Originalmente inviato da
simone11
dA
http://coordinamentopsicologi.wordpr...to/Specificare in tal senso l’articolo 5 significa, a nostro avviso, vincolarlo ad una legge deliberatamente interessata e strumentale che, siamo ottimisti, in futuro sarà probabilmente cambiata. L’articolo ci appare già, nella sua elegante versione originale, molto chiaro rispetto all’obbligo formativo.
Come già ampiamente affermato in precedenti articoli e nel flash mob all’Ordine degli psicologi del Piemonte dello scorso 24 settembre 2012, siamo contrari alla formazione burocratizzata, coercitiva e finalizzata alla logica della crocetta più che all’acquisizione di conoscenza. Auspichiamo invece una formazione basata sull’impegno e l’etica individuale, sull’esperienza del LAVORO.
La formazione psicologica richiederebbe protocolli di eccellenza chiari, che specifichino il monte ore necessario, i contenuti, le modalità di attuazione. Anche in questo caso, non sembra sensato comprimere una questione complessa e delicata in una breve frase composta con superficialità. Il cambiamento epocale che chiediamo è quello di una FORMAZIONE CONTINUA SOSTENIBILE che non foraggi quello che abbiamo definito
cannibalismo professionale, gli ECM pagati degli strutturati da una parte, tra un crocetta e un buffet, e la corsa alla sopravvivenza precaria, tra un corso di specializzazione e nessuna possibilità lavorativa dall’altra. Per tali motivazioni il CPPP VOTERÀ NO ALLA MODIFICA DELL’ARTICOLO 5!!
dal SIPAP
http://www.sipap.org/index.php?optio...&view=article&
.....tsiamo destinati a essere mangiati dai nostri stessi simili, che, più competenti (spero) e più in grado di essere accreditatori (sicuramente), acquisiranno strumenti in cui ci cannibalizzeremo economicamente e professionalmente; e
ci affanneremo per convegni su temi che non ci interessano o con approcci in cui non ci riconosciamo, ma che ci daranno i tanto indispensabili e utili crediti. E se poi forniamo un servizio ugualmente scadente? Non importa, tanto siamo accreditati! Con buona pace della meritocrazia e libertà....
quoto e concordo al 100%
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Riferimento: Referendum codice deontologico psicologi occhio!!!!
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Originalmente inviato da
nico
Il quadro è deprimente.
Da una parte il Consiglio Nazionale che invia a 83000 psicologi italiani un referendum senza aver attivato a monte un dibattito e confronto partecipato tra gli iscritti. E così ci si vede piombare queste tre modifiche senza avere una visione chiara e veritiera
Dall'altra gruppi che formano counselor che stanno facendo un sacco di disinformazione... puntanto a terrorizzare sull'art.5 per portare ad un NO complessivo, così da continuare a non aver vincoli nel formare pseudoprofessioni. Poi ci si mettono anche questi tizi dell'ultima ora che imbrattano internet, forum e social con informazioni distorte, parziali.
Da anni mi impegno, dentro e fuori dagli Ordini, per informare i colleghi e per migliorare la nostra condizione professionale.
Chi mi segue sa benissimo il lavoro che AltraPsicologia ha prodotto nel tempo, fuori da circuiti di interesse.
In mezzo a questa gran cagnara, a chi si presenta dal nulla a buttare polverone e terrore, rispondo con una storia di anni di impegno a favore degli Psicologi. Se TEMPO e FATTI hanno un qualche valore, vi rinnovo l'invito a leggere la presentazione dei vari punti pubblicata da AltraPsicologia
http://altrapsicologia.com/il-refere...punto/2013/06/
Sapete chi siamo e cosa da anni facciamo.
Dietro al NO ci sta il mercato della formazione di pseudoprofessioni che scimmiottano lo Psicologo
L'art.5 NON ha nulla a che vedere con l'ECM e in assoluto non crea danno. Fra l'altro è la Legge e non gli Ordini a dire che qualunque professionista dovrà aggiornarsi nel corso della sua carriera.
Come AltraPsicologia invitiamo i colleghi a
votare SI a tutti e tre i punti.
Informatevi e diffondete ai colleghi.
Gentile Giunone
mi permetto di consigliarti di portare sempre il punto del regolamento in questione. L'intervento ne esce più lineare ;)
Probabilmente ti riferisci al 5.5. del
http://www.opsonline.it/help/idx/0/030/article/
Personalmente ho scritto UNA riga su una quindicina in maiuscolo ed ho grassettato QUALCHE parola. Se rientro pure io nel tuo discorso allora fate prima a togliere la possibilità di inserire il BOLG (da pannello di vb si può) ed a rivedere il regolamento.
Grazie comunque per l'alert :approved:
Nicola Piccinini
Nicola, ti ringrazio per il tuo intervento, particolarmente assertivo… l’importante è mantenere toni tranquilli.
Sono sicura che i colleghi saranno in grado di costruirsi una propria personale posizione sull'argomento, semplicemente leggendo gli articoli così come sono e con le modifiche che eventualmente dovrebbero subire.
Ognuno si farà la propria idea e deciderà ciò che ritiene più consono, in maniera libera da ogni posizione e giudizio esterno.
Un saluto
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Riferimento: Referendum codice deontologico psicologi occhio!!!!
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Originalmente inviato da
nico
Gentile Giunone
mi permetto di consigliarti di portare sempre il punto del regolamento in questione. L'intervento ne esce più lineare ;)
Probabilmente ti riferisci al 5.5. del
http://www.opsonline.it/help/idx/0/030/article/
Personalmente ho scritto UNA riga su una quindicina in maiuscolo ed ho grassettato QUALCHE parola. Se rientro pure io nel tuo discorso allora fate prima a togliere la possibilità di inserire il BOLG (da pannello di vb si può) ed a rivedere il regolamento.
Grazie comunque per l'alert :approved:
Nicola Piccinini
Ciao, nico. Non ho riportato il punto del Regolamento perchè sinceramente dò lo stesso per interamente e pienamente recepito, quindi senza bisogno di riferimento come se fosse un punto inedito di nuova lettura. Se però l'indicazione rende più recepibile e chiaro l'avvertimento, ben venga il riferimento che in questo caso afferisce al punto 5 e, per la precisione, al comma 5.
L'avevrtimento, così come ho scritto, è rivolto a tutti ed ognuno è invitato a prenderne atto per quanto di competenza.:approved:
Ciao e buona continuazione.:ciao: