Nessuno di voi ha sentito parlare o a frequentato ad Arezzo la scuola del Nardone? Chi sa qualcosa per sentito dire o per conoscenza diretta mi può informare? Grazie:rolleyes:
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Nessuno di voi ha sentito parlare o a frequentato ad Arezzo la scuola del Nardone? Chi sa qualcosa per sentito dire o per conoscenza diretta mi può informare? Grazie:rolleyes:
Io so che è molto buona per quell'approccio, ma so anche che costa molto più di tante altre. Cosa ti interessava sapere in maniera particolare? Io frequento un'altra scuola di approccio diverso, ma a mio tempo mi ero informata dell'approccio strategico :)Citazione:
Originariamente postato da vilma
Nessuno di voi ha sentito parlare o a frequentato ad Arezzo la scuola del Nardone? Chi sa qualcosa per sentito dire o per conoscenza diretta mi può informare? Grazie:rolleyes:
Il costo è 4000 euro all'anno tutto compreso, x essere ammessi c'è un compito scritto da superare; esiste un sito che dà informazioni.Io volevo sapere da chi ha frequentata questa scuola notizie non di parte. Chi x esempio ha lì svolto il tirocinio o ha finito i 4 anni che impressioni ha avuto e se s'impara veramente o c'è troppa teoria. Se si trova poi lavoro.....
Tu cosa hai scelto?
Ciao e grazie
io ho scelto la sistemicorelazionale di loriedo a roma che, rispetto ad altre scuole con lo stesso approccio, si basa anche sui modelli psicoterapici ericksoniani e soprattutto sulla scuola di paloalto (watzlavick per intenderci) come la strategica.
Le persone che conosco che l'hanno frequentata mi hanno detto che è molto buona, che si impara abbastanza, ma calcola che come in qualsiasi altra scuola, anche lì ci sarà un obbligo formativo teorico.:)
Conosco bene il centro di Arezzo e Nardone.
Il costo mi risulta essere 4000 euro più iva all' anno.
Le lezioni non sono tenute direttamente da Nardone ma dal 3° anno dovrebbe seguire le supervisioni.
Dovrebbe perchè Nardone è un professionista molto impegnato e non può garantire costanza nella scuola.
Definire una scuola buona o cattiva sembra riduzionistico.
L'approccio breve-strategico si differenzia da tutti gli altri. In particolare Il centro di Arezzo usa metodi alla "Nardone."
In questo caso una vasta bibliografia ci aiuta a prevedere se un investimento in tale scuola può interessarci.
Consiglio a tutti un testo : Nardone, suggestione - ristrutturazione - cambiamento.
Oltre alla teoria e alle tecniche c'è anche la trascrizione letterale delle sedute.
Credo sia il modo migliore Vilma per formarti un' opinione tua e vedere le cose da un punto di vista più tecnico e scientifico.
Rubens
Leggerò sicuramente il libro che mi hai indicato, e mi farò una opinione tutta mia, ma tu che idea ti sei fatto? Non aver timore di influenzarmi dicendomi quello che pensi, mi sei sembrato reticente. Stai frequentando una scuola di specializzazione breve strategica o lavori? Io dopo l'abilitazione mi sono presa una pausa di riflessione per non fare scelte di cui potrei pentirmi anche a livello economico. Ciao
Ciao Vilma,
non avevo visto quindi scusa se ti rispondo solo adesso:angel: .
Non frequento tale scuola anche se conosco Nardone e le tecniche che usa.
L' impianto è quello del MRI di Palo Alto anche se il suo metodo può definirsi "Nardoniano".
Per alcuni disturbi, tipo ansia, attacchi di panico o fobie offre degli strumenti imbattibili.
Realmente in molti casi funzionano e in breve tempo!.
Questo il lato positivo.
Quello negativo è che spesso manca di umiltà proponendosi quale panacea per tutti i mali.
Ciò manca di realtà.
In casi dove il disturbo non è per così dire "situazionale" ma più profondo, diciamo del carattere, è difficile che funzioni.
Anche intuitivamente, come fai a trovare una strategia in un disturbo che si esprime a livello interiore-emotivo, piuttosto che nell' evitamento di una oggetto fobico esterno?.
Cmque sempre pro e contro, è chiaro.
Rimane una delle mie possibili alternative, tutto sommato è un approccio che funziona!.
Rubens
Scusate se intervengo così in ritardo, ma voglio entrare nel dibattito, perchè ho fatto negli ultimi giorni esperienza diretta della scuola di nardone, essendomi iscritto al I anno ed avendo seguito le prime lezioni.
Devo ammettere che l'approccio è rivoluzionario e potrebbe essere considerato "eretico" dagli psicoanalisti, difatti una mia carissima amica che ha fatto un'altra scuola lo definisce così.
Io penso che Nardone non pecca di modestia, anche perchè già nei suoi libri consiglia prima una terapia breve e se non dovesse funzionare una di tipo classico.
Ma mi chiedo wrubens, che significa "un disturbo che si esprime a livello interiore-emotivo" ?
Vuoi affermare che esistono disturbi di serie a e disturbi di serie b?
Comunque volevo dire che la scuola è molto interessante, sicuramente risponde al mio pensiero che parte dal presupposto che Freud era solo un uomo e non un dio quindi non poteva creare una disciplina che fosse portatrice della unica verità che esiste.
Freud è stato un grande per i suoi tempi, ma bisogna andare avanti nella ricerca.
P.s.: la scuola costa 4000 euro tutto compreso senza +iva
Mi fa piacere che tu ti sia unito alla discussione.Citazione:
Originariamente postato da lettore
Scusate se intervengo così in ritardo, ma voglio entrare nel dibattito, perchè ho fatto negli ultimi giorni esperienza diretta della scuola di nardone, essendomi iscritto al I anno ed avendo seguito le prime lezioni.
Devo ammettere che l'approccio è rivoluzionario e potrebbe essere considerato "eretico" dagli psicoanalisti, difatti una mia carissima amica che ha fatto un'altra scuola lo definisce così.
Io penso che Nardone non pecca di modestia, anche perchè già nei suoi libri consiglia prima una terapia breve e se non dovesse funzionare una di tipo classico.
Ma mi chiedo wrubens, che significa "un disturbo che si esprime a livello interiore-emotivo" ?
Vuoi affermare che esistono disturbi di serie a e disturbi di serie b?
Comunque volevo dire che la scuola è molto interessante, sicuramente risponde al mio pensiero che parte dal presupposto che Freud era solo un uomo e non un dio quindi non poteva creare una disciplina che fosse portatrice della unica verità che esiste.
Freud è stato un grande per i suoi tempi, ma bisogna andare avanti nella ricerca.
P.s.: la scuola costa 4000 euro tutto compreso senza +iva
Conosco Nardone tanto bene da definirlo quasi un amico.
Sono convinto che per alcuni disturbi la sua tecnica sia la più efficace ed efficiente oggi disponibile.
Veniamo al tuo quesito. Esistono disturbi di serie A e B. Diciamo che la breve strategica, Nardone, agendo sul sintomo, pone limiti epistemologici e metodologici.
Il sintomo deve essere evidenziabile.
Non sempre il sintomo è tanto evidente all’ interno di un problema. Immagina ad esempio i disturbi di personalità che si collocano sull’ asse 2 del dsm.
Quando il disturbo è del carattere difficilmente si può evidenziare a livello matematico. E qui il CTS di Arezzo entra in crisi. Propone soluzioni e ristrutturazioni che difficilmente funzionano.
Una questione che assomiglia più ad una strategia di marketing piuttosto che ad un’ approccio scientifico è la seguente. Perchè non si parla mai dei limiti di tale approccio?. Al convegno del 2003 “look back to see the future” tale dibattito non è emerso anzi, la presentazione proponeva tale terapia quasi come panacea per tutti i mali.
Eppure i limiti sono evidenti. Come del resto intrinseci ad ogni epistemologia e scuola di formazione.
Riprendendo una metafora che piace a Giorgio. La terapia è come una partita a scacchi tra il terapeuta ed il problema. Questo implica la possibilità di “mappatura” del problema, i pezzi dell’ avversario posti sulla scacchiera. Ma è poi così facile e scontato che noi riusciamo a riconoscere le pedine dell’ avversario e la loro posizione su questa scacchiera?. Prova a fare questa domanda al tuo trainer.
Rubens
:) :) :)
Quale alternativa terapeutica proporresti per questi tipi di problemi?
Personalmente ritengo la "relazione" fondante di un sistema di emozioni non sempre evidenziabile da analisi lineari. Ho scelto la scuola sistemico-relazionale.
Rubens
Perchè non continui il dibattito...?:)
Magari non mi sono spiegato?...
Allora...vedrò di spiegarmi meglio..secondo me non esiste un approccio che vince in modo schiacciante sugli altri...diciamo che è sempre una vittoria ai punti.
La t. breve strategica come la sistemica, la cognitivo comportamentale come lo psicodramma li considero tutti approcci interessanti. Poi, una volta che pratichi la professione ti rendi conto che è necessario porsi in un' ottica di terapia integrata, dove la diversa espistemologia trova il suo connubio all' interno della personalità del terapeuta.
L' unica scelta formativa che non condivido è la psicodinamica per motivi che ho espresso più volte in questo forum (Micia).
Però devo anche ammettere che in alcuni casi avrei voluto possedere anche strumenti di psicodinamica per lavorare sui sogni e sulle difese.
La scuola di Arezzo credo sia imbattibile oltre che per ciò che ho già espresso anche per la sua tecnica.
Ti insegnano tecniche precise per problemi concreti.
Ti basti pensare che il terapeuta prepara la comunicazione prima di entrare in seduta.
La sistemica-relazionale tendenzialmente non offre strumenti tecnici così precisi ma si pone in un' ottica di formare lo specializzando offrendo un metodo. In base poi alle predisposizioni personali ci si formerà una tecnica. E questo mi piace abbastanza.
Della scuola di Arezzo è invece imbattibile la comunicazione. Aldilà della prescrizione, a volte anche banale, saper gestire la comunicazione come la scuola insegna è un traguardo per tutti i terapeuti, credo.
Della cognitivo-comportamentale credo sia bellissimo il lavoro sulle credenze. Come dice Vincent, dietro ogni disturbo ci sono delle credenze da evidenziare. E' inoltre un approccio che più di altri è stato confermato per efficacia ed efficienza, oltre che essere il metodo terapeutico elettivo in Inghilterra.
Dello psicodramma è bellissimo il lavoro sulle emozioni. Credo che il problema dipenda anche da un equilibrio nell' esprimere le proprie emozioni. Trovare una metodologia di espressione credo possa realmente equilibrare un sistema.
Tempo e soldi le farei tutte!.
Rubens :) :) :)
Guarda Lucio... questa tua crociata contro la TSB sta diventando oltremodo "patetica".
Dici questo DSM e parli sempre di Asse II, ma ancora non hai capito che la TBS "NON SI OCCUPA" di quei disturbi.
Capisci? NON SE NE FREGANO NIENTE dei disturbi di personalità e dei ritardi mentali.
Quando la terapia non funziona con l'ASSE I ( quello di cui si occupano ), non succede niente, o meglio succede ciò che succede quando fallisce una terapia. Non so se ti sei informato, ma al terapeuta della TBS insegnano anche cosa dire quando la terapia NON FUNZIONA.
Lo sapresti se avessi letto almeno il libro "Terapia Breve Strategica" di G. Nardone e P. Watzlawick 1997 Raffaello Cortina Editore.
Grazie per il consiglio bibliografico, ma preferisco studiare autori un po' più conosciuti.
Per quanto riguarda la tua preoccupazione su quanto mi informo, guarda che persone scompensate dalla tbs ne ho viste.
E poi, scusa, ma hai sempre bisogno di essere volgare: che significa che "SE NE FREGANO"; hanno a che fare con degli esseri umani, non con dei pupi.
Quando fallisce, é solo inutile!: é una falsità che sta impoverendo la Psicoterapia.
Mi sembra di tornare ai tempi di Verdiglione......mio Dio! e, infine patetico é chi invia autobiografie tramite news, non io, che certo non le invio.
E cerca di essere meno scurrile. considerato che hai una preparazione dubbia.
Che io non abbia una preparazione al tuo livello è vero. Ma non vado a farmi le crociate screditanto 60 anni di ricerche e impegno di decine di persone.
Il mio "SE NE FREGANO" è riferito alle categorie di cui si occupano.
Un cardiologo cura e si occupa di casi di oncologia? Un oncologo di casi di cardiologia? No!
Scusami Cercatore, ma il tuo "SE NE FREGANO", seppure riferito alle categorie di cui si occupano, non fa onore neppure a loro, se mi permetti; non credo che degli psicologi e psicoterapeurti seri, possano a priori, fregarsi (non interessarsi) di alcuna categoria, per non incorrere in gravi errori; secondo, proprio il tuo modo di esprimerti (SE NE FREGANO) che non rende onore e giustizia a chi in qs approccio ci crede veramente e se ne occupa con umanita', scientificita' e senso critico.
Infine, ti informo che i Disturbi del Carattere o di Personalita' ed i Ritardi Mentali, che tu hai unito in'unica categoria di cui qs terapeuti non si occupano, si trovano su die ASSI differenti del DSM, i DDP sull'ASSE II, di cui a loro non interessa nulla secondo te, mentre i RITARDI MENTALI, in particolare alcuni di essi, sull'ASSE I del DSM, che è il loro cavallo di battaglia.
Trai un po' tu le conclusioni.
Ciao
Ciao a tutti!
Vorrei aggiungere anche la mia oppinione per la Lucio e Rosadi
l' efficacia dell'approccio terapeutico dipende se cura le patologie dalle Assi I e II
E' basta?
dobbiamo all'inizio eticchetare le persone per trovare la terapia giusta per loro?
Perche' dobbiamo limitarsi guargando solo le classificazioni e codici?
Sapete che stanno preparando DSM-V dove si cambia dal punto di visto phenomenologico?
non e' importante se TBS trata solo i disturbi dall I asse o no
gurdare - se aiuta al paziente. sapete che esistono disturbi non descritte in DSM o ICD...
cosa fare?
Nardone propone anche di "Conoscere per cambiare" prima iniziare la terapia per scoprire che disturbo sta curando..
cosa ne pensate?
agata
Come prima cosa penso che dare una ripassata a grammatica e sintassi della lingua italiana aiuterebbe te a rendere più comprensibile il tuo pensiero...
A meno che tu non sia nato/a e vissuto/a all'estero, nel qual caso l'appunto di cui sopra non vale.
Nel merito:
La valutazione secondo il DSM IV-TR va effettuata su cinque assi. Non comprendo perché la valutazione degli outcomes debba limitarsi ai primi due.
Come sarebbe a dire, non è importante? E cosa vorrebbe dire "se aiuta al paziente"?Citazione:
non e' importante se TBS trata solo i disturbi dall I asse o no
gurdare - se aiuta al paziente. sapete che esistono disturbi non descritte in DSM o ICD...
E' importante, invece. Perché, dal mio punto di vista, ad essere in cura è il paziente, non la patologia. Quindi conta la struttura di personalità, non il sintomo presentato.
Buona vita
Guglielmo
178.000 per Paul Watzlawick. (0,33 secondi)
Paul Watzlawick (Villach, 25 luglio 1921 - Palo Alto, 31 marzo 2007) è stato uno psicologo austriaco, primo esponente della statunitense Scuola di Palo Alto. [...] È stato il massimo studioso della pragmatica della comunicazione umana, delle teorie del cambiamento e del costruttivismo radicale. Figura di spicco dell'approccio sistemico e della terapia breve, si deve alle sue opere la diffusione dell'approccio allo studio della comunicazione e dei problemi umani della Scuola di Palo Alto.
Santiago
Ciao Ragazzi,
Non sono italiana , abito solo due anni qua e cercho di imparare di piu'. Pero' dovete sapere scritto italiano non e' facile.
Vorrei dire:
conosco 5. assi di DSM-IV. A volte vedo che non e' basta eticchetare le persone descrivere che disturbi anno per valutare dopo le l'intervento ero efficace. Cerco di essere lontana da classificare i pazienti sulla base che disturbi hanno.
Sono d'accordo con willy che si cura il paziente non la patologia.
"terapia che aiuta al paziente" per me e' l'efficacia di raggiungere gli obiettivi che si pone (paziente insieme con terapeuta decide al inizio cosa vuole cambiare, migliorare,...) anche in breve tempo
Willy - potresti spiegarmi - che ruolo ha la struttura di personalita' durante la terapia e come sai che tipo di personalita' ha la persona avanti (usi qualche test?)
sulla base di personalita' della persona scegli tecniche di intervento? (che approcchio per te ha valore"
ciao
agata
O.K. Following a private message's exchange, we agreed to continue this conversation in English, hoping this wouldn't be a problem for other people.
Unfortunately, I don't speak a word in Polish. But I'll try to learn some basis.
What's the role of personality structure's in a diagnostic and psychological treatment's process?
In my mind, I think it's a fatal error to concentrate our efforts on symptomatology. Symptoms are the most variable part of patient's Self. And don't have meanings on their own. What's the meaning of a phobia, in se? Or the meaning of a panic attack?
Symptoms are a product, often a by-product af somewhat else. And assume their meaning when we are able to insert them inside a personality structure. Elsewhere, we cannot understand if they are subsequent to a conflict, a deficit, or are the result of a trauma.
So, when people say us: "I cannot drive my car, if my love isn't at my side", or "When I arrive to a crossroad, I have to stop, even if traffic lights are greens, because I cannot stop of worry about the possibility that a car driven by drunk people could hit my one and hurt me" (both real cases), the question we have to pose to ourselves is "what does that means, for this person?".
And we'll confront with several possibilities. If we are in front af a patient with a neurotic personality structure, oedypical, where the conflict among instances is preminent, we will have to choose a way very different than the way we choose if the patient has a latent psychotic, pre-oedypical, structure, where elements relating to deficit are at the top.
And it's different if a phobia is the result of a conflict, a deficit or a trauma.
So, in my view, is not the symptom that drives me in the intervention. Is "who is this person who sits in front of me". And what means for him/her?
How may I assess a personality structure? Depending on your school of thinking, we may use different instruments. We can use MMPI, or Rorschach, o Object Relation Technique, or simply a clinical understanding of what a patient says to us. I'm studying to become a bioenergetic therapist, so I observe the form of the body, the movement, the feelings, the way a person use himself or herself to build up or to avoid a relation with me.
Personality structure, and body structure, refer to how a person live in the world, how perceive it, how manage it, how adapt himself to it, how think, feels, move. How can we be able to help him, if we decide to look only at the symptoms he's lamenting for, and not try to understand WHO we are confronting with?
Hoping my english would be good enough to be understanded
Buona vita
Guglielmo
cited:In my mind, I think it's a fatal error to concentrate our efforts on symptomatology. Symptoms are the most variable part of patient's Self. And don't have meanings on their own. What's the meaning of a phobia, in se? Or the meaning of a panic attack?
Ciao Willy! Thanks for this explanation. Why you treat symptoms as a part of Self. For me symptoms are the informations about how the person manage with his problem. On what You would like to concentrate your efforts during therapy?
I try to do this focusing on the functioning solutions which patient choose to solve his problem. I believe that everyone has hide resources to cope with all problems which occur in his live.
Symptoms are a product, often a by-product af somewhat else. And assume their meaning when we are able to insert them inside a personality structure. Elsewhere, we cannot understand if they are subsequent to a conflict, a deficit, or are the result of a trauma.
If I understand well, you try to understand the patient' symptoms, inserting them to his personality? And you discover patient' personality using various tests?
THe past events like conflicts, trauma, deficit (of what?) are written down in patient current personality? Yes?
And we'll confront with several possibilities. If we are in front af a patient with a neurotic personality structure, oedypical, where the conflict among instances is preminent, we will have to choose a way very different than the way we choose if the patient has a latent psychotic, pre-oedypical, structure, where elements relating to deficit are at the top.
Your explanation has psychoanalitic backgroud. But If I perceive human being not by a events from past which influence his presence? If my vision of human personality I don't base on psychosexual stages of development?
What have I do?
Your explanation is one of many, depends on which approach you choose.
That's way before I try to show that categorization and given a patient a ettichette (for example that my patient has neurotic personality structure, etc. or have a borderline personality, etc..) - for me is a kind of limitation.
I see a human being "qui ed ora" with present symptoms and solution which he use to solve his problems.
So, in my view, is not the symptom that drives me in the intervention. Is "who is this person who sits in front of me". And what means for him/her?
I agree with You in 100% !!
Grazie Willy per la discussione interesante
Agata