"curare" solo attraverso le domande?
Printable View
"curare" solo attraverso le domande?
A vedere dal numero di risposte.. direi che una risposta cura la tua domanda!
Non ti preoccupare ... non l'ho capito neanche io il mio intervento...
sei un genio Tom57! Volevi intendere che una risposta ad una domanda cura la domanda successiva da fare?
E' possibileCitazione:
Originariamente postato da Accadueo
"curare" solo attraverso le domande?
Certo, non sempre e non con tutti, ma esiste un modello di ristrutturazione basato sulla psicolinguistica che si articola principalmente sulle domande (il metamodello di Bandler e Grinder).
Ovvero ti pone una "griglia" molto ben curata su cosa chiedere, come farlo e quando farlo.
Per esempio e' molto utile nel caso di problematiche derivanti da ipergeneralizzazione della propria esperienza.
Banalizzando: una persona timida tenta un approccio con l'altro sesso.
La prima ragazza gli dice di no, le seconda pure, e la terza anche.
A quel punto lui ipergeneralizza persando: non piaccio a nessuno, quindi smette di provarci.
Cognitivamente parlando quello che succede e' che la persona smette di reagire alla propria esperienza (ho avuto tre rifiuti), e costruisce una regola generale (non piaccio a nessuno), comportandosi di conseguenza alla propria regola generale e "dimenticandosi" dell'esperienza originaria.
Attraverso questa metodologia delle domande si recupera l'esperienza originaria scardinando la regola generale, in modo tale da consentirgli di avere altre esperienze significative.
Un abbraccio,
Stefano
Eppure a me cognitivamente parlando mi era sembrato di capire che il timido si era costruito delle paranoie (ipotesi, credenze, suggestioni, fantasie, oppure sempre per rimanere sul tema cognitivo: pippe mentali) sulle ragazze e per averne la conferma si è andato a cercare quelle che sicuramente gli
avrebbero detto di no alle sue strampalate richieste. La regola generale la costruisce solo la cognizione del terapeuta che a sua volte si fa delle paranoie sul povero paziente che a suo dire "ipergeneralizza" (sarà il nome di un nuovo supermercato? Un Sidis o che altro?) pensando (il terapeuta) non piaccio più a nessuno. Quindi secondo lui il timido smette di provarci (a farsi le pippe mentali?)..ma tutto ciò vi sembra avere un senso? Ma quando mai un timido smette di farsi le pippe mentali? La forza dei (cosidetti) timidi è nell'onnipotenza delle pippe mentali (o paranoie). Fategli le domande e vedrete chi rimane scardinato...... poi se alla fine il paziente chiede al terapeuta la parcella secondo me è nel giusto....gli ha fatto una supervisione coi fiocchi...fate domande prego......
dipende molto dalle domande, da chi le pone, dove le pone, da come le pone e a chi le pone.
Santiago
E pensare che mi ero già fatto l'idea che dipendeva dal pene, da chi possiede il pene, dove lo pene, da come il pene e a chi propone il pene. Evviva l'Italia.....
Scusate ho sbagliato, cognitivamente volevo dire pone, poi sistematicamente mi è uscito pene, e alla fine psicoanaliticamente ho psnato pane, poi comportamentalmente volevo dire pino, no neanche ha già ....pinot.....
Gentile dott. Mattio,
sinceramente non mi trovo affatto in sintonia con il Suo modo di interloquire, qui ed in altri thread a cui ha partecipato. A Lei potrà anche non tangere la cosa, tuttavia se ha interesse a continuare la sua partecipazione in OPs La prego di adottare una modalità più soft.
La prego di prendere queste mie parole come un invito, tanto gentile quanto deciso.
Non metto in dubbio la Sua competenza e la validità delle Sue posizioni, ma critico fortemente l'ironia gratuita ed il taglio aggressivo e saccente con cui spesso porta avanti i Suoi punti di vista.
Account avvisato, mezzo bannato.
Cordiali saluti,
Nicola Piccinini
http://www.obiettivopsicologia.it/fo...5&pagenumber=1
http://www.obiettivopsicologia.it/fo...threadid=18275
http://www.obiettivopsicologia.it/fo...threadid=17981
Prof. Nicola Piccinini di fronte alla domanda "curare" solo attraverso le domande" mi è sembrato di assistere a uno sproloquio, anzi ad un'offesa alla pubblica opinione, ma siccome nessuno pensa alla pubblica opinione in questo caso mi sono sentito autorizzato a sentirmi come "pubblica opinione". Non so se mi sono spiegato bene: stiamo parlando di "curare", e mi sembra di capire che lei solo ora si ricorda di fare il moderatore, non è stato detto si può "cazzeggiare" con le domande!!! Prof. è stato detto "curare" e non condivido proprio la sua dolosa latitanza sul termine "curare". Poi c'è un altro scienziato che risponde con la ipergeneralizzazione e un'altro:"dipende molto dalle domande, da chi le pone, dove le pone, da come le pone e a chi le pone.Santiago" sempre riferito alla "cura". complimenti per il livello educativo, pedagocico e istruttivo del forum. Visto che non vengo ascoltato sono sceso sul vostro stesso livello di semantica e ho chiesto se pone sta per pene, o per pane, o per pinot...ho posto delle domande, a questo punto chi esce? esce...finalmente...fuori il moderatore e mi rimprovera. Bravo, condivido tutto, ha fatto bene a rimprioverarmi...ma ora ci spieghi "cosa" si può "curare con le domande", insomma se si sbagliano le domande non c'è cura se si azzeccano sì....prego è il suo turno..Prof. Piccinini ci spieghi....guardi che non faccio nè l'ironico nè polemica...imparo...
__________________
Gentile dott. Mattio,
sfortunatamente (o fortunatamente) non sono professore ne Professore.
Ciò che mi compete è lavorare sul "processo" e non sul "contenuto". Sul contenuto di cui parla fra l'altro sono ignorante (colui che ignora) quindi anche volendo non potrei apportare valore alla discussione.
Sempre in termini di "processo" noto che alcune volte partecipa a thread in modo proficuo, partecipando alla generazione condivisa di conoscenza; altre volte invece da inevitabilmente luogo a fenomeni di flaming e controdipendenza... per ora osservo senza trarne alcuna conclusione, ma proprio per questo "ammonisco" (nel senso costruttivo).
Come Psicologi, oltre ad essere esperti di sintomatologia e sogni, dovremmo anche essere "esperti di comunicazione e relazione". Dico solo di riflettere criticamente se le nostre modalità sono funzionali o meno ad un reale dibattito aperto e costruttivo...
Quindi mi scuso se posso essere sembrato intimidatorio e/o persecutorio. Non ho motivo di sminuire il suo "contenuto" (il "cosa") ed anzi la ringrazio nella misura in cui lo vorrà condividere e confrontare (non imporre). Ho invece interesse a monitorare il "processo" (il "come") di condivisione/confronto/imposizione...
Un cordiale saluto,
nicola
Mi reputo un esperto di sintomatologia e sogni perchè mi sono occupato di codice binario e cervello, e cerco un confronto costruttivo per verificare o meno la validità del mio lavoro. Vorrei riprendere il dibattito sul contributo di stefano: "Per esempio e' molto utile nel caso di problematiche derivanti da ipergeneralizzazione della propria esperienza. Banalizzando: una persona timida tenta un approccio con l'altro sesso. La prima ragazza gli dice di no, le seconda pure, e la terza anche. A quel punto lui ipergeneralizza persando: non piaccio a nessuno, quindi smette di provarci. Cognitivamente parlando quello che succede e' che la persona smette di reagire alla propria esperienza (ho avuto tre rifiuti), e costruisce una regola generale (non piaccio a nessuno), comportandosi di conseguenza alla propria regola generale e "dimenticandosi" dell'esperienza originaria."
La mia posizione è espressa in ciò che è seguito al post di stefano (tema della timidezza) ed è sopra riportato: gradirei conoscere la vostra opinione, dal momento che il contributo successivo del si "pone" è stato oggetto e fonte dell'ammonizione che ha provocato, invetabilmente, scompiglio. Grazie.
Non mi sembra molto educato da parte tua dare un giudizio sulle nostre competenze in questo modo!Citazione:
Originariamente postato da gianluca mattio
complimenti per il livello educativo, pedagocico e istruttivo del forum.
__________________
Qui siamo abituati a dire la nostra, giusta o sbagliata che sia!
Se dovessimo rispondere solamente quando siamo sicuri che sia così credo che , alla fine, sarebbero in pochi a postare!
Lei ha una grossa esperienza alle spalle e anche tanti anni di studi e ricerche non sarebbe corretto giudicare, a questo punto, chi ne ha di meno.... nè sarebbe normale , come lei stesso ha scritto, scendere ai nostri livelli.....
Citazione:
Originariamente postato da gianluca mattio
Mi reputo un esperto di sintomatologia e sogni perchè mi sono occupato di codice binario e cervello, e cerco un confronto costruttivo per verificare o meno la validità del mio lavoro.
mi fa riflettere questo accostamento...Citazione:
Originariamente postato da flame81
Lei ha una grossa esperienza alle spalle e anche tanti anni di studi e ricerche non sarebbe corretto giudicare, a questo punto, chi ne ha di meno.... nè sarebbe normale , come lei stesso ha scritto, scendere ai nostri livelli.....
Effettivamente il dott. Mattio ha un'esperienza significativa ed importante nel suo ambito lavorativo e mi sorge il dubbio sul fatto che "questo forum" possa ambire addirittura a "verificare la validità del suo lavoro"... Per un confronto più "professionale" su tali tematiche immagino vi siano altre community partecipate da professionisti scafati.
OPs è popolato in grandissima parte da studenti e giovani Psicologi e questo, se da una parte è una forza in quanto circolano idee, entusiasmo, curiosità; dall'altro è anche un limite in quanto alle volte vi può essere poca esperienza/conoscienza...
A mio avviso per trarne reciproco beneficio, è necessario riconoscere entrambe gli aspetti di OPs, valorizzando il primo ed accettando il secondo... forse anche facendo un passo indietro tutti quanti per riportare gli animi e le discussioni ad un piano di civiltà ed incontro :approved:
Poi per il dott. Mattio mi permetto di consigliare l'utilizzo delle emoticon (le faccine che esprimono sentimenti e stati d'animo) così da dare un tono alle proprie riflessioni... penso che in questo particolare clima sia utile chiarificare quanto meglio le "intenzioni" del mittente e del destinatario :sbonk: :asd:
Mi permetto di consigliarti (e passo a dare del tu ;) ) proprio perché penso che già familiarizzando maggiormente con le modalità comunicative del forum ne potremmo trarre tutti maggiori benefici ed arricchimento!
Altra cosa: quando vuoi riportare frammenti di testo dell'interlocutore (come ho fatto io con te e flame ad apertura del messaggio), devi clikkare sul bottone "QUOTE" situato in basso a destra di ogni messaggio (se hai problemi in tal senso fammi sapere e ti dico). Ne esce una struttura del messaggio molto più chiara e comprensibile, così come utilizzando i capoversi per dare ariosità ai messaggi... sembrano banalità, ma nella realtà dei fatti incidono sulla "fruibilità" dei contenuti proposti :approved:
Un saluto e buona serata a tutti,
nicola
Caro nicola ti ringrazio dei contributi: ho provato a usare le emoticon e ho distrutto il testo, scusa, più avanti mi ci proverò di nuovo oppure potrei contare, di nuovo, sul tuo aiuto. Per proseguire: non ti stupire se vengo qui a dibattere, il terreno è fertile e i ragazzi sono sempre attenti e pronti ad apprendere e poi trovo stimolante l'esperienza. Ovviamente ho già attraversato campi e le comunity di professori scafati (insegno in scuole di psicoterapia da almeno una decina di anni, ho collaborato con la facoltà di Psicologia per le tesi di laurea, ecc.) e ti debbo dire che non è facile il dibattito con chi oramai è fossilizzato su certe posizioni, e poi il codice binario molti lo scambiano per le ferrovie. Ma ti voglio riportare una mia esperienza che è stata una leggenda metropolitana: verso al fine degli anni '70 ci eravamo accorti che l'ellettroencefalogramma EEG veniva eseguito senza rispettare delle regole di fisica elettronica, insomma si faceva l'eeg a cavolo di cane. Decidemmo di studiare il problema (per il bene dei pazienti) e proponemmo così lo standard dell'eeg. Convegni, congressi ecc.risultato? Apriti di cielo: siccome toccavamo interessi economici vastissimi, e dunque trovammo solo ostruzionismo, a nessuno interssav il paziente ma il portafoglio. e dunque ancora oggi l'eeg non uno standard..per problemi economici. Fu così che feci una prova: misi degli aghielettrodo a un ficus e registrai un elettroficus gramma con la metodica allora ( e anche oggi) in uso al Grande Cocomero (sarebbe l'Istituto di Neuropsichiatria Infantile di Via dei Sabelli di Roma dove all'epoca lavoravo). Feci un tracciato come se fosse eseguito su un bambino, misi nome e cognome e lasciai tutto sul tavolo del luminare che leggeva gli esami eeg. Se il luminare avesse utilizato la nostra metodica di lettura si sarebbe accorto immediatamente che aveva di fronte un ficus invece usando l'altra metodica scambiò il ficus con un eeg di un bambino e fece il referto. Capii che me ne sarei dovuto andare da lì, perchè non gradirono il gesto, ma ebbi la (tragica) conferma del clima scientifico che ci circonda. Oggi avviene su per giù la stessa cosa: cerco un dibattito sul sintomo e sul sogno. E trovo forti resistenze: a tutti i livelli, e il motivo (in parte) è dovuto al fatto che sul sintomo/malattia ruotano grandi inetressi (come all'epoca con gli eeg) anche dell'industria farmaceutica e di certe scuole di psicoterapia, dunque sembrebbe niente di nuovo sotto il sole, ma sul web forse le cose sono diverse, qualcuno sbraita diventa isterico ma chi legge e segue gli interventi si rende conto della portata e le novità che emergono dal dibattito e incomincia a pensare, a riflettere..è ciò che vogliamo..o nò???? Quando ci fu l'esperienza del ficus ero appena laureato...e credimi erano altri tempi.... per me......
Ciao Gianluca,
purtroppo oggi devo andare fuori Roma per lavoro, quindi non avremo il fitto scambio di ieri :P
Prima di scappare voglio dirti tre cose:
1) sulla formattazione del testo e sulle emoticon, scrivimi pure in privato (cliccando sul bottone PM in fondo al messaggio) e lunedì ti do qualche dritta in più :approved:
2) il discorso dei medicinali lo conosco (da colleghi) e lo condivido. Anche lo psicologo in genere ne subisce le conseguenze. Il medico di famiglia ha più interesse a curare con medicine che non con la Psicologia, anche perché altrimenti l'informatore scientifico del farmaco non gli farebbe più i regalini, e se quest'ultimo non vende le case farmaceutiche non gli darebbero più la vacanza gratis, e via così... con il risultato che la gente viene gonfiata di medicinali e non correttamente informata che per molti stati di malessere, basterebbe un intervento a livello psicologico...
3) proprio perché hai lavorato in ambiente universitario, e conoscendo l'utenza giovane del forum, è difficile pensare di proporre teorizzazioni "distanti" dalle strade conosciute ed ottenere subito riscontri positivi. Al di là della correttezza o meno, su cui non ho strumenti per pronunciarmi, ci vuole, tempo, chiarezza ed anche (penso) disponibilità ad accogliere possibili critiche (giustificate) e coscienza dei limiti di un forum :asd:
buona domenica,
nicola
PS: almeno il punto ed a capo utilizzalo da subito :P
Te lo dico molto sinceramente: i tuoi messaggi escono con un monolito, un blocco unico senza respiro... vista anche la tematica complessa di cui si fanno portatori, sarebbe meglio dare ariosità, suddividre pensieri e concetti in paragrafi distinti... utilizzando il punto ed a capo ;)
Ciao Gianluca,Citazione:
Originariamente postato da gianluca mattio
Prof. Nicola Piccinini di fronte alla domanda "curare" solo attraverso le domande" mi è sembrato di assistere a uno sproloquio, anzi ad un'offesa alla pubblica opinione, ma siccome nessuno pensa alla pubblica opinione in questo caso mi sono sentito autorizzato a sentirmi come "pubblica opinione". Non so se mi sono spiegato bene: stiamo parlando di "curare", e mi sembra di capire che lei solo ora si ricorda di fare il moderatore, non è stato detto si può "cazzeggiare" con le domande!!! Prof. è stato detto "curare" e non condivido proprio la sua dolosa latitanza sul termine "curare". Poi c'è un altro scienziato che risponde con la ipergeneralizzazione e un'altro:"dipende molto dalle domande, da chi le pone, dove le pone, da come le pone e a chi le pone.Santiago" sempre riferito alla "cura". complimenti per il livello educativo, pedagocico e istruttivo del forum. Visto che non vengo ascoltato sono sceso sul vostro stesso livello di semantica e ho chiesto se pone sta per pene, o per pane, o per pinot...ho posto delle domande, a questo punto chi esce? esce...finalmente...fuori il moderatore e mi rimprovera. Bravo, condivido tutto, ha fatto bene a rimprioverarmi...ma ora ci spieghi "cosa" si può "curare con le domande", insomma se si sbagliano le domande non c'è cura se si azzeccano sì....prego è il suo turno..Prof. Piccinini ci spieghi....guardi che non faccio nè l'ironico nè polemica...imparo...
__________________
da come avevi risposto la mia reazione e' stata tanto semplice quanto netta: "se questo e' il modo in cui lui comunica, a me non interessa comunicare con lui!", quindi non rispondo.
Qui invece poni delle argomentazioni, per quanto minime, e su queste si puo' discutere.
In ogni caso ribadisco e confermo: io ho letto "curare", ed ho risposto sul "curare", dando anche riferimenti abbastanza precisiA cui se vuoi aggiungo riferimenti piu' precisi: Bandler e Grinder, "la struttura della magia", ed. astrolabio.Citazione:
Certo, non sempre e non con tutti, ma esiste un modello di ristrutturazione basato sulla psicolinguistica che si articola principalmente sulle domande (il metamodello di Bandler e Grinder).
Personalmente non pretendo di conoscere tutto, ed in effetti non rispondo su tutto.
Gradirei semplicemente che quando si contestano dei riferimenti precisi lo si facesse con dati precisi.
L'esempio a me sembra tornare, ma puo' anche non farlo perche' il punto non un esempio inventato in 3 secondi, ma il concetto che ci sta dietro.
Prova a rileggere il mio post: nessuna pippa mentale, ma la costruzione di un'idea basata su alcuni dati di realta', e poi non piu' rimessa in discussione.Citazione:
Originariamente postato da gianluca mattio
Eppure a me cognitivamente parlando mi era sembrato di capire che il timido si era costruito delle paranoie (ipotesi, credenze, suggestioni, fantasie, oppure sempre per rimanere sul tema cognitivo: pippe mentali) sulle ragazze e per averne la conferma si è andato a cercare quelle che sicuramente gli
avrebbero detto di no alle sue strampalate richieste. La regola generale la costruisce solo la cognizione del terapeuta che a sua volte si fa delle paranoie sul povero paziente che a suo dire "ipergeneralizza" (sarà il nome di un nuovo supermercato? Un Sidis o che altro?) pensando (il terapeuta) non piaccio più a nessuno. Quindi secondo lui il timido smette di provarci (a farsi le pippe mentali?)..ma tutto ciò vi sembra avere un senso? Ma quando mai un timido smette di farsi le pippe mentali? La forza dei (cosidetti) timidi è nell'onnipotenza delle pippe mentali (o paranoie). Fategli le domande e vedrete chi rimane scardinato...... poi se alla fine il paziente chiede al terapeuta la parcella secondo me è nel giusto....gli ha fatto una supervisione coi fiocchi...fate domande prego......
Nessun "andare a cercare quelle che sicuramente gli avrebbero detto di no", ma il semplice fatto che, quando faccio una cosa e sono insicuro (o teso, o quant'altro) facilmente mi viene male (il che conferma la mia idea negativa di partenza).
L'ipergeneralizzazione e' un processo normalissimo di tutti: io tocco il fuoco e mi brucio, quindi ipergeneralizzo che il fuoco brucia SEMPRE (oppure lo dovrei andare a controllare tutte le volte?).
Benissimo, dico semplicemente che questo meccanismo esiste, e si puo' attivare anche in situazioni in cui non dovrebbe.
In questi casi, risalendo all'esperienza da cui si e' tratta l'ipergeneralizzazione, e' possibile smontarla attraverso una serie di domande mirate, che pongono la persona in grado di costruirsi un modello del mondo piu' vicino alla realta', quindi, nei fatti, si opera una ristrutturazione che "cura" la problematica.
Con la massima cordialita'.
Un abbraccio,
Stefano
Gianluca, tu non lavori con le domande per "rimettere a posto" il codice binario? Non fai domande sui sogni? Non "indirizzi" il paziente/cliente attraverso le domande a ricordare e riflettere sui sogni ed esperienze dolore/piacere? Non hai mai avuto un'epifania/illuminazione/insight dopo una particolare domanda? Se ti dico che per me "curare" significa cambiamento, ti offende ancora? Pensavi che mi riferissi alle domande anamnestiche (come si chiama? Quanti anni ha? che lavoro fa?)? Dopo che interpreti un sogno ad un paziente/cliente, domandi cosa ne pensa o la tua interpretazione è legge? Non pensi che "l'evoluzione" umana sia andata avanti grazie a risposte di infinite domande? La vostra scoperta del codice binario, non "deriva" da domande? Grazie alle risposte che avete dato a domande per giungere al concetto di codice binario, non pensate di aver "curato" gli aspetti "distorti" di alcuni approcci teorici? E' possibile "curare" solo attraverso le domande?Citazione:
Originariamente postato da gianluca mattio
Prof. Nicola Piccinini di fronte alla domanda "curare" solo attraverso le domande" mi è sembrato di assistere a uno sproloquio, anzi ad un'offesa alla pubblica opinione, ma siccome nessuno pensa alla pubblica opinione in questo caso mi sono sentito autorizzato a sentirmi come "pubblica opinione". Non so se mi sono spiegato bene: stiamo parlando di "curare", e mi sembra di capire che lei solo ora si ricorda di fare il moderatore, non è stato detto si può "cazzeggiare" con le domande!!! Prof. è stato detto "curare" e non condivido proprio la sua dolosa latitanza sul termine "curare". Poi c'è un altro scienziato che risponde con la ipergeneralizzazione e un'altro:"dipende molto dalle domande, da chi le pone, dove le pone, da come le pone e a chi le pone.Santiago" sempre riferito alla "cura". complimenti per il livello educativo, pedagocico e istruttivo del forum. Visto che non vengo ascoltato sono sceso sul vostro stesso livello di semantica e ho chiesto se pone sta per pene, o per pane, o per pinot...ho posto delle domande, a questo punto chi esce? esce...finalmente...fuori il moderatore e mi rimprovera. Bravo, condivido tutto, ha fatto bene a rimprioverarmi...ma ora ci spieghi "cosa" si può "curare con le domande", insomma se si sbagliano le domande non c'è cura se si azzeccano sì....prego è il suo turno..Prof. Piccinini ci spieghi....guardi che non faccio nè l'ironico nè polemica...imparo...
__________________