La vecchia e la nuova psichiatria
La vecchia e la nuova psichiatria
La moderna psichiatria, provando con l’esperienza scientifica che il modo di essere dell’individuo, cioè la personalità , come l’umore, come le facoltà mentali, sono dipendenti da certe cellule cerebrali( al punto che anche gli stimoli ambientali ed educativi si imprimono nella personalità solo perché condizionano i processi biochimici di quelle cellule) ha dato un colpo alla interpretazione spiritica dei fenomeni medianici . se infatti la personalità è strettamente legata alle cellule cerebrali , come per esempio lo è la memoria , a tal punto che l’una può cambiare e l’altra può sparire in conseguenza di lesioni dell’encefalo , come potrebbe la personalità rimanere intriga dopo la morte del corpo?
Se uno spirito comunicante si presenta in una seduta medianica con la personalità che aveva in vita e ricordando episodi accadutigli , e se in vece la psichiatria ha dimostrato che tali qualità mentali sono strettamente connesse al cervello fisico , cervello che lo spirito non ha più , due sono le soluzioni : o lo spirito non è uno spirito, ma semplicemente una drammatizzazione , una ricostruzione di una tale personalità che il medium opera impiegando le proprie facoltà chiaroveggenti ; oppure c’è qualcosa , nel meccanismo cervello-personalità-anima, che ancora non è stato compreso.
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Re: La vecchia e la nuova psichiatria
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Originariamente postato da isaefrenk
La vecchia e la nuova psichiatria
Se uno spirito comunicante si presenta in una seduta medianica con la personalità che aveva in vita e ricordando episodi accadutigli , e se in vece la psichiatria ha dimostrato che tali qualità mentali sono strettamente connesse al cervello fisico , cervello che lo spirito non ha più , due sono le soluzioni : o lo spirito non è uno spirito, ma semplicemente una drammatizzazione , una ricostruzione di una tale personalità che il medium opera impiegando le proprie facoltà chiaroveggenti ; oppure c’è qualcosa , nel meccanismo cervello-personalità-anima, che ancora non è stato compreso.
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C'è una terza possibilità: gli spiriti non esistono e chi dice di poterli evocare è un truffatore, che vive alle spalle del dolore della gente. Come è stato ampiamente dimostrato.
Sono cose che con la psichiatria hanno ben poco a che fare.
Ma mi fate capire una cosa? Voi studiate psicologia o siete dei semplici appassionati? Perchè tendete a fare un pò di confusione. Sicuramente in buona fede, ma sempre confusione è.
Non credo che basti aver consultato degli psicologi per risolvere i propi problemi, per poter poi dire quali sono le differenze fra la nuova e la vecchia psichiatria.
Madò! Mi sto facendo odiare! :argh: Ma ci partecipo solo io a 'ste discussioni?
LA MENTE E’ COME UNA PELLICOLA
LA MENTE E’ COME UNA PELLICOLA
La mente è come una pellicola, registra tutto il movimento esterno e poi sta a noi rivedere questa pellicola, fotogramma per fotogramma, senza retribuire all’impressione della pellicola mentale colpe o meriti all’esterno di essa, poiché quello che ci trae in inganno è che tutto ci si presenta, come prima analisi, al contrario (il piano fisico è il piano dei contrari)
Un fotogramma va analizzato per come si presenta, non come ci appare, il fotogramma successivo va analizzato nello stesso modo, il quale va a situarsi in una successione logica in cui non si contraddice, esempio: se analizziamo perché lo scherzo è un attacco, possiamo, nel fare regressione di tale conclusione, capire che non accelera la nostra comprensione uno scherzo, ma la sofferenza che con noi non ha scherzato, anzi, ha fatto in modo che il compreso sia ben marcato nella nostra memoria e quindi collocato là dove va ad ampliare la coscienza per aver riconosciuto in logica la successione esatta dei fotogrammi, senza contraddizioni e per non contraddirsi, la logica, non scherza.
Quindi, se per comprendere, lo scherzo non lo riusciamo a collocare in nessun modo, se non nella sua logica fine a se stessa, possiamo concludere senza il pericolo di dare alla mente un input sbagliato, che lo scherzo è espresso da chi vuole nascondere delle paure, conscie o inconscie.
Ecco come analizzare, fotogramma per fotogramma, la pellicola che la mente ha incamerato, impressionandosi con il mondo esterno.
Vero è che per fare ciò il punto di vista deve spostarsi nel piano superiore e cioè la coscienza, tale punto di vista è come se veramente guardassimo una pellicola di un film con occhio critico.
Usare un metodo che ponga i fotogrammi in successione per un risultato chiaro, non è compito facile e a volte non gradito dalla nostra mente, ma più chiaro è apparso a noi meglio riusciamo a raccontarlo e meglio riusciamo a raccontarlo più si allontana “dall’appartenenza della nostra espressione”.
Quando riusciremo a fare questo, sarà più facile che il nostro punto di vista si riconosca per quello che è e il metro della nostra evoluzione sta nel tempo che corre nel riconoscersi in quello che si è.
Molti non accettano di parlare di sé per paura di scoprirsi, non parlano di sentimenti, quando i sentimenti sono, dopo i pensieri, i fotogrammi che precedono la parola, quindi pensiero, sentimento, parola, vanno in successione logica, solo così si può aver analizzato i fotogrammi in modo corretto e la logica del film, del nostro film, torna senza contradizzioni.
Quando ciò ci viene in modo spontaneo, ci si riesce a mettere nei panni del nostro simile e analizzare i fotogrammi di esso, quando, naturalmente, viene richiesto, altrimenti se non c’è la richiesta, non c’è voglia di comprensione e non v’è modo di far nulla se non quella di lasciare alla vita il compito di fare il suo percorso.
LA MENTE: ARMA A DOPPIO TAGLIO
LA MENTE: ARMA A DOPPIO TAGLIO
La mente dell’uomo è uno strumento meraviglioso ma, proprio per questo, capace di assecondare in modo genialmente perfido le nascoste, inconfessate intenzioni e aspirazioni di creature deboli e squilibrate.
Una volta, parlando dei fantasmi della mente, ebbi occasione di dire, che solo il 10% del dolore provato dall’uomo è dovuto al corpo fisico: il resto è conseguenza dei fantasmi creati dalla mente. Ebbene, ad essere precisi, anche quel 10% dovrebbe essere suddiviso fra le malattie non volute e quelle volute dall’uomo e quindi procurate dalla sua mente.
Francois Bruossais afferma di avere costatato che, durante le epidemie di colera, erano più soggetti ad essere contagiati coloro che avevano paura di ammalarsi di coloro che si sentivano immunizzati; e più recentemente ha avuto la prova che perfino l’infermità causata da fatti traumatici, quali ad esempio cadute, hanno sovente all’origine una mancanza di reazione istintiva muscolare con cui l’organismo normalmente riesce a uscire indenne da percosse per cadute e incidenti. A tacere poi delle malattie organiche, nelle quali gioca il venir meno delle difese naturali per effetto di una inconscia volontà di ammalarsi.
Non vi deve sembrare incredibile tutto ciò. Analizzatevi: quante volte vi sentite stanchi, di cattivo umore, depressi, senza che vi sia una ragione oggettiva; quante volte attribuite la causa della vostra scontentezza a situazioni che possono anche essere di fatica, non piacevoli, ma che obbiettivamente non sono così drammatiche da causare un annientamento quale lo provate. Rendervi conto che, molto spesso, c’è quasi un bisogno di soffrire; molto spesso si vuole soffrire per soddisfare una necessità psicologica. Non sto dicendo una cosa nuova: sto solo affermando che questa sorta di masochismo è più diffusa di quanto si creda, anche se non raggiunge livelli evidentemente patologici.
Le ragioni possono essere molte, dalla ricerca di espansione per un senso di colpa alla volontà di mettersi in evidenza, al bisogno di colmare un vuoto interiore, e via dicendo. Ripeto: la mente dell’uomo è uno strumento meraviglioso, ma che, se non saputo dominare, può diventare un raffinatissimo strumento di tortura o condurlo in una dimensione che non stento a definire da incubo, sia per l’angoscia che fa provare, sia perché ben poco ha di oggettivo e tanto di fantasioso sogno.
La mente dell’uomo è il vero mondo di fantasmi, delle possessioni, del terrore e della magia nera.