Re: "Psicologo volontario"?
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Originariamente postato da parallasse
Salve a tutti
Ho sentito diversi colleghi (in questo forum e non) parlare di una loro attività di "psicologo volontario", svolta preso enti pubblici o privati, per fare un'esperienza di lavoro poi rivendibile altrove.
Premesso che con il presente thread NON intendo aprire un dibattito sull'eticità, sull'autolesionismo o sui danni inferti alla categoria connessi al fatto di lavorare gratis, vi chiedo se c'è qualcuno che mi può illuminare sulla questione.
In particolare domando:
1) Come si formalizza il rapporto tra psicologo ed ente? Esistono modelli già belli e pronti (come per gli stages) o occorre stipulare un contratto ad hoc di sana pianta? C'è qualche ordine regionale che fornisce indicazioni in merito (al mio, della Lombardia, devo ancora chiedere, anche se lo temo...dovete sapere che vivo questa istituzione in modo persecutorio...)?
2) L'ordine ammette questa modalità di lavoro? O devo pensare che tutti gli "psicologi volontari" lo facciano illegittimamente sperando di non essere mai scoperti?
3) Ove non fosse possibile percorrere questa strada, si può ricorrere allo stage (per la stessa finalità, ossia lavorare gratis presso qualcuno/qualcosa per imparare), oppure per un qualche motivo lo psicologo non può fare stage (lo chiedo visto che abbiamo un bel po' di restrizioni)?
Grazie a tutti quelli che vorranno rispondere.
Saluti
Piero
Ciao Piero.
Sono stata psicologa volontaria presso la casa circondariale della città in cui vivo e mi appresto il prossimo anno a ripetere l'esperienza.
Perchè lo faccio?
Non certo per mettermi in una condizione di svantaggio professionale, anzi...!
Lo faccio prima di tutto perchè mi piace, mi impegna poche ore alla settimana, è un'ottima opportunità per crescere professionalmente e in più..fa curriculum!
Sì, proprio così, perchè gli ordini regionali riconoscono la figura dello psicologo volontario, tant'è che ogni anno, quando escono le graduatorie per psicologi ambulatoriali, viene espressamente chiesto di indicare il provvedimento legislativo della struttura che ospita chi esercita come volontario.
E qui arriviamo all'altra tua domanda: solitamente, ci vuole una particolare richiesta che verrà poi giudicata da una commissione. Nel caso del carcere, per farti un esempio, ho prima sostenuto un colloquio con il direttore (che tra l'altro è una persona umanamente e professionalmente eccezionale), poi abbiamo fatto una richiesta scritta al Provveditorato Regionale (del Ministero di Grazia e Giustizia) dichiarando motivazioni, obiettivi, periodo ecc ecc.
Successivamente (siamo in Italia e la burocrazia è quello che è), abbiamo dovuto aspettare circa 1mesetto prima di avere l'autorizzazione finale dal provveditorato che appunto ne ha dato un numero identificativo.
L'attività che ho svolto è esattamente quella di psicologa: psicodiagnosi, monitoraggio di gruppi...però non in modo retribuito.
Ora, nel caso delle ULS o altri enti, penso, anzi, sono sicura che le autorizzazioni siano più veloci....il carcere è un mondo a sè!
E' chiaro che, come tu stesso dici, non si può campare solo di volontariato e che accanto a questo, ci deve essere un'attività professionale. Sto puntando ovviamente ad assimilare esperienza anche in questo modo, non solo ovviamente.
L'anno scorso è uscita un bando di selezione, il mio volontariato come psicologa è stato valutato tantissimo, tanto che mi sono piazzata quarta su una quarantina di iscritti....
Sono sicura che integrando volontariato ed esperienze retribuite, chissà, magari un giorno potrei arrivare a vincerlo qualche benedetto bando....
Per quanto riguarda lo stage...non so dirti, ne vorrei sapere anche io qualcosa in più. Credo che lo stage sia più un momento formativo che seve ad inserirti in pieno nella realtà lavorativa (e quindi retribuita) di quella particolare azienda o associazione.
Solitamente viene fatta una richiesta esplicita da queste ultime, che pubblicano bandi o quant'altro.
Ma proporsi come stagista, tipo alle usl, in vista di un assunzione anche su convenzione come la vedete?Tosta?
Chi ne sa qualcosa....che parli!!!!:30: :approved:
volontariato/tirocinio e lavoro futuro
A me più che altro piacerebbe sapere se qui dentro c'è qualcuno che dal tirocinio/volontariato nelle usl è poi riuscito ad inserirsi come psicologo su convenzione nelle usl...e quindi a lavorare là dentro, magari su progetto.
Infatti, torno a dire, per lavorare alle usl non si arriva solo tramite concorso ma anche tramite stipula di una convenzione annua (che poi rinnovano ogni anno) che fanno solo a chi voglion loro.
Normalmente, si tratta di psicologi che hanno cominciato come volontari o tirocinanti.
Mi piacerebbe sapere da loro come hanno fatto e soprattutto come si son fatti rispettare nella loro professionalità....
ciao
;)
Riferimento: "Psicologo volontario"?
maribea potresti allegare il link dell'indirizzo in cui si trova il modulo così da farci vedere un esempio. grazie
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Ciao a tutti!
scusate se riapro il post a distanza di tempo.
Volevo sapere se mi potevate dire se ci sono delle normative inerenti lo psicologo volontario. Infatti vorrei fare la volontaria presso una struttura privata( ossia fare dei colloqui gratuiti per promuovere il benessere psicologico/prevenzione del disagio) in quanto secondo me, per la nostra professione, oltre a tanta formazione è fondamentale l'attività pratica! Non riesco però a trovare nulla in merito a quest'argomento e sopratutto se posso essere richiamata dal mio ordine di appartenenza, in quanto considerata " concorrenza sleale".
grazie a tutti i colleghi che mi risponderanno!
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Riapro questa discussione visto che dovrei accingermi anch'io a lavorare come psicologa volontaria presso uno sportello scolastico.
Vorrei sapere più che altro se è il caso di farmi rilasciare qualcosa di scritto dalla struttura (privata) con cui dovrei collaborare.
L'associazione dice che non c'è bisogno, visto che il diretto responsabile è lo psicologo della struttura, e non io che invece sto lì allo sportello (!): in pratica io dovrei lavorare senza un contratto, nè un'assicurazione, nè niente che possa tutelarmi per qualsiasi evenienza.
Secondo voi è possibile?
E cosa posso proporre, per la mia tutela, a questi incoscienti furbacchioni?
Fatemi sapere presto è urgente!
Grazie mille a tutti.
E.
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no fatti mettere qualcosa nero su bianco, per tutelare te, ma anche gli adolescenti! Non è giusto che parlino e si affidino a psicologi volenterosi, ma privi di una tutela, che quindi non possono tutelare neanche loro! Proprio in un contesto che dovrebbe offrire loro la massima garanzia. Purtroppo sto notando che è diventata la prassi: reclutano psicologi per sportelli di ascolto, gratis! Ho notato anche che a volte le associazioni non prendono una lira dalla scuola, quindi mandano un volontario che vuole farsi esperienza (sulla pelle dei ragazzi) così da non rimetterci almeno il tempo...altre volte prendono due lire, quindi intascano, ma il lavoro lo fa il volontario (a parte le solite supervisioncine e riunioni), con tutte le conseguenze del caso. Non so quale sia il tuo caso...cmq, il nostro settore sta andando veramente alla deriva, noi siamo messi sempre peggio e gli utenti sono sempre meno tutelati :-/ In bocca al lupo ego, sia per questa esperienza sia per "l'altra" ;)!
Riferimento: "Psicologo volontario"?
Ciao Ste, grazie! Ora il problema è che non so cosa proporre loro da mettere nero su bianco! Per l'associazione (ma soprattutto per lo psicologo supervisore: assurdo, eh?) non c'è niente da scrivere, sicché io vorrei prendere l'iniziativa e dire "accetto, però scriviamo questo (?) così siamo tutelati sia io, sia lei, che i ragazzi". Il fatto è che non so cosa sia possibile e valido scrivere ai fini della tutela: tu dici di fare una "scrittura privata"? O c'è qualche materiale che si usa di prassi in questo tipo di "lavori"?
Ah, e crepi il lupo, grazie (cmq al concorso io non partecipo più, purtroppo o per fortuna altri orizzonti si sono sovrapposti a quello...meglio per voi altre: una di meno! Tuttavia quando posso do una mano con le domande, come ho fatto oggi, visto che qualcosa avevo cominciato a studiare anch'io!) In bocca al lupo anche a te!
Riferimento: "Psicologo volontario"?
Anche secondo me è meglio che abbia qualcosa di scritto, in modo che sia anche "documentabile" per i lavori futuri. In bocca al lupo!
Quello che io mi domando è se lo psicologo, in quanto tale, possa operare gratuitamente...
ed è ciò che mi chiedevo da poco a proposito di uno sportello in chiesa
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Grazie Marghetta, ma tu hai idea di cosa si possa "scrivere", nei casi di volontariato, hai fini della propria tutela professionale? Io dovrei fare la psicologa in uno sportello scolastico a cui si rivolgerebbero ragazzi, genitori e insegnanti: il mio dubbio è che se qualcuno sbrocca, e vuole denunciare la dottoressa Egosintonica, io lì non potrei appellarmi a nulla senza un contratto preciso che spiega le mie mansioni e le mie responsabilità. Non so fino a che punto l'associazione o il tutor (che mi ha proposto solo un generico "se succede qualcosa intervengo io") mi possono tutelare, visto che in teoria sono sempre un libero professionista che presta la sua attività a titolo volontario...
Ma cosa possiamo scrivere, in che forma...? Non c'è nessuno che ha una esperienza simile..?
La mia necessità di scrivere non è tanto per documentare la mia esperienza per il futuro (visto che se farò questa esperienza oggi, domani lo sportello lo aprirò da sola e senza fare colloqui con nessuno), quanto piuttosto per svolgere tranquillamente il mio lavoro attualmente...
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non credo che esistano documenti che si usano per prassi, perché questa non è la prassi, in nessuna professione, o almeno non dovrebbe esserlo e non dovrebbero neanche proporla. E' una situazione scarsamente trasparente, probabilmente non motivata da intenti nobili, ma forse da un po' di superficialità. E' difficile formalizzare una situazione in cui un professionista lavori gratis in un contesto, per un servizio in realtà appaltato ad un'associazione, che però l'ha diciamo "scaricato" su un altra figura esterna (perché?) che formalmente non risulta da nessuna parte e che quindi viene triangolata da utenti, committenti e appaltanti. E non sono delimitate funzioni e responsabilità, se non oralmente. Anche le parole del tutor che rassicura dicendo "se succede qualcosa ci penso io"...se ci fosse Freud tra noi, credo avrebbe molto da commentare! Ti è mai capitato di andare da un dentista per estrarre un molare, entrare in uno studio che ufficialmente risulta intestato ad Dott. taldeitali, e poi trovarti non il Dott. taldeitali, ma un giovane volontario (bravo e qualificato, certamente) ad armeggiare con il trapano, che però non risulta da nessuna parte, è un fantasma, solo che il dottore gli ha detto "tu estrai il molare, poi se succede qualcosa ci penso io"? Se succede davvero qualcosa...? Non succede perché il giovane in questione è molto bravo ed è stato selezionato tra 1000 e di competenza ne ha da vendere, ma di fondo non è una bella situazione, infatti qualunque altra categoria di professionisti non credo la ammetterebbe. Certo la categoria degli psicologi è particolare, sicuramente c'è enorme fame di esperienza, il campo è saturo e anche fare volontariato senza risultare da nessuna parte viene accettato con la speranza di crearsi un bagaglio da rivedersi in un secondo tempo. Questo le associazioni e i tutor lo sanno bene...e ci inzuppano il biscotto. Se a monte le situazioni sono (volutamente?) ambigue, poi è difficile che a valle vengano facilmente formalizzate. Il volontariato si può fare (anche se penso sia melgio farlo alla mensa dei poveri che nella propria professione...), ma con un minimo di tutele e di trasparenza che le associazioni "reclutanti" dovrebbero garantire.
Riferimento: "Psicologo volontario"?
Sono d'accordo perfettamente. Infatti vorrei proprio evitare situazioni ambigue che non giovano a nessuno. Però peccato, perché secondo me, fare lo psicologo volontario, in concomitanza alla propria attività (che è diverso dal fare il generico "volontariato alla mensa") ha un intento nobile che le associazioni non sanno apprezzare e ben sfruttare. Nella professione medica esiste ed è ben tutelato, ma nella nostra professione c'è ancora troppa diffidenza, in primis da parte nostra. Lo vedi anche tu: risulta incomprensible chi vuole fare un'esperienza del genere, ma se si va oltre la rigidità professionale (imposta dalle alte sfere dell'Ordine, che però è lontano mille miglia dalla realtà vera dello psicologo), beh, i motivi ci sono, e da vendere.
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Innanzi tutto tutelati tu: dovresti essere iscritta all'albo e avere un'assicurazione professionale, perchè in caso di denuncia (es vieni a conoscenza di un possibile abuso, non dici nulla e poi si viene a sapere o una ragazzina che ha fatto 3 colloqui con te si suicida e i genitori dicono che la curavi male e ti denunciano) sei tu in prima persona a risponderne.
Altra cosa, visto che tratti con minori, è avere il consenso dei genitori: se non lo ottieni, di nuovo ne rispondi tu.
Io ho già espresso la mia opinione (negativa) su questo genere di esperienze, soprattutto se gli onori finiscono sulle spalle delle associazioni...
Vuoi fare esperienza? Proponi tu uno sportello ad una scuola con un costo minimo e forfettario (un tot per l'intero anno scolastico) e un numero massimo di colloqui, dopo i quali si accede privatamente.
Oppure fai una serata/formazione gratuita che serva a promuoverti: al termine distribuisci il tuo biglietto da visita per incrementare i pazienti privati...
ma svendersi in questo modo rischia di essere controproducente.
Riferimento: "Psicologo volontario"?
Grazie mille Vimae, hai ragione, la situazione così come è impostata è quanto di più improbabile e compromettente possa esistere: forse questo tutor non sa la differenza tra un tirocinante e uno psicologo volontario (in quanto tale abilitato e con una responsabilità professionale propria).
Tu hai idea di cosa potrei proporre loro, a mia tutela? Tu hai qualche suggerimento?
Capisco anche le riserve sul volontariato, ma non sono d'accordo: se io fossi stata in grado di gestire da sola uno sportello scolastico, probabilmente non mi sarei trovata in quell'associazione a fare il colloquio (senza contare la difficoltà ad accedere ai budget scolastici...). La mia coscienza professionale mi impedisce di fornire una prestazione nella quale non sono preparata, ma questo non limita la mia voglia di imparare, ed io personalmente preferirei lavorare gratis (anche se non l'ho mai fatto) piuttosto che fare dei corsi o dei master a pagamento.
Io aspiravo a questo, tentando di imbarcarmi in questa esperienza, ma visto che non me lo permette continuerò a cercare altro...certo se poi mi pagano è meglio!
Un saluto,
E.
Riferimento: "Psicologo volontario"?
P.S. Io non ho bisogno di incrementare i miei pazienti, piuttosto voglio imparare a lavorare in uno sportello scolastico come psicologa.
E non vuol dire che se si è abilitati, si sa fare tutto.
Riferimento: "Psicologo volontario"?
Ma se ritieni di non saper fare questo lavoro non è che svolgendolo per conto di un'associazione vai lì e lavori meglio di quanto avresti fatto svolgendolo in autonomia.
Se ritieni di non essere preparata lavora sulla tua preparazione: segui un corso, affianca una collega che già svolge questo tipo di lavoro, trovati un supervisore esperto... non è certo l'andare lì con il nome di un'associazione che ti prepara (anche perchè da quello che ti hanno proposto mi sembrano ancora più impreparati di te, che perlomeno hai coscienza e stai cercando di non buttarti).
Io ti consiglierei di lavorare sulla tua preparazione, di farti un'assicurazione professionale e di far firmare autorizzazione e informativa ai genitori, ma soprattutto di affiancare qualcuno di serio e preparato che possa supervisionarti mandando a quel paese l'associazione...