psicoterapia della famiglia
ciao a tutti, avrei bisogno di aiuto, soprattutto da chi già da tempo si occupa di psicoterapia.
Ieri pomeriggio, ho assistito ad una scena senza precedenti, per lo meno per me... ero in un parco e ho visto un padre che picchiava la figlia, sono intervenuta con il mio fidanzato, a placare l'animo di quel padre che si è rivelato frustrutato e scoraggiato dall'abbandono degli assistenti sociali e dall'incompetenza della psicologa che seguiva la figlia...ora non voglio entrare in particolari, ma parlando con questa persona gli ho consigliato una terapia della famiglia, e lui convintosi che forse poteva tentare quest'ultima "spiaggia" mi ha posto una domanda a cui non sapevo come rispondere, di conseguenza pensandoci tutta la notte e senza ancora aver trovato risposta ve la "giro" a voi con la speranza che possiate aiutarmi a capire e fare meglio il mio lavoro in futuro (sono laureanda).
Il padre: "ma se io vado a fare colloqui con questi psicologi della famiglia, e dopo un po' loro vogliono vedere mia figlia e lei non ne vuole sapere, io cosa devo fare???devo prenderla per i capelli, o lasciare "morire" la cosa lì??come devo comportarmi in questo caso, non si può fare terapia della famiglia se manca un elemento importante"
Ebbene, questo più o meno è il contentenuto di una domanda che mi ha spiazzato.
Vi prego aiutatemi a capire.....
Grazie
:psico:
Re: psicoterapia della famiglia
Grillo qualche domanda :P .
Quando ti è venuta in mente l'ipotesi di una terapia familiare?
Prima o dopo aver visto la scena del 'massacro'? Prima o dopo il racconto del padre sulla figlia? Hai parlato di maltrattamento.. il che dovrebbe significare che la ragazza in quel momento subiva.. quando li hai visti, chi ti sembrava più 'bisognoso' di psicoterapia, il maltrattante e/o la vittima? Come mai il padre, secondo te, vuole trascinare (anche per i capelli) la figlia in terapia? Se tu avessi consigliato di farsi una terapia individuale al padre anche dopo il racconto sulla figlia violenta, pensi che sarebbe stato più motivato ad intraprendere un percorso individuale? ultima domandina sul 'futuro'.... e se il padre decidesse di intraprendere un percorso individuale, pensi che questo possa avere degli effetti positivi nella relazione con la figlia?
Re: psicoterapia della famiglia
Citazione:
Il padre: "ma se io vado a fare colloqui con questi psicologi della famiglia, e dopo un po' loro vogliono vedere mia figlia e lei non ne vuole sapere, io cosa devo fare???devo prenderla per i capelli, o lasciare "morire" la cosa lì??come devo comportarmi in questo caso, non si può fare terapia della famiglia se manca un elemento importante"[/B]
Ciao Grillo Parlante,
secondo il mio modesto parere, una volta che la persona che si rivolge al terapeuta (o terapeuti nel caso di una terapia familiare tradizionale) viene agganciata nel modo giusto, poi sta al terapeuta trovare il modo di portare in terapia le persone che ritiene utili, e se è esperto non avrà difficoltà a farlo.
Personalmente comunque ho visto moltissime sedute di terapia (dal vivo o registrate), e tra queste un caso in cui una ragazza che si era rifiutata di presentarsi all'appuntamento con la madre su richiesta del terapeuta, è poi spontaneamente arrivata nello studio nella seduta successiva per "capire cosa stava succedendo" in seguito ad una manovra messa in atto dal terapeuta appositamente a questo scopo.
Ad ogni modo, non è una preoccupazione che deve avere la persona che si rivolge al terapeuta quella di "costringere" altre persone a recarsi nello studio. Se non è comunque possibile si lavora con chi c'è: in una ottica sistemica comunque al modificarsi di alcuni elementi, tutto il sistema viene interessato da cambiamenti.