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Lavorare in comunità
Ad esempio, in comunità di recupero tossicodipendenti. Come si fa? Chi è che "seleziona il personale" da inserire in organico?
Se si volesse presentare un progetto, con chi bisogna parlarne? Ad esempio, preparo un progetto, ne parlo con lo psicologo responsabile della comunità (seh, figuriamoci se accetta mai di parlarne...vabbè, fingiamo di arrivarci a strappare questo colloquio), dopodiché cosa succede, bisogna vedere se il progetto ottiene finanziamenti dalla usl e simili? Oppure basta l'approvazione dello psicologo?
Se la comunità è gestita in appalto da una cooperativa e quindi bisogna presentare il progetto alla coperativa, poi cosa fa la coperativa, lo presnta a qualche ente per ottenere il fianziamento o lo avvia subito?
Anche volendo proporsi come educatori, come bisogna fare? Il curriculum vedo che non viene mai cagato da nessuno.
Inoltre, in comunità chi è resposabile di tutti quei laboratori artigianali tipo giardinaggio, ceramica, teatro? Chi li decide e li gestisce?
Non mi è chiaro come funzionano ueste comunità :rolleyes: Qualcuno ha esperienza?
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In genere sono gestite da organizzazioni no-profit (coop. sociali, associazioni, ong, ecc.) e sono per lo più finanziate dalla Regione/Asl di riferimento, dato che i progetti contro le tossicodipendenze afferiscono, in gran parte, ai capitoli di spesa della Sanità.
Ciò non toglie che esistano forme di integrazione economica e progettuale sul versante sociale (Provincia, Comune, Municipi, le stesse scuole) per quanto concerne progetti di educazione, prevenzione e attività di integrazione e sostegno sul fronte lavorativo e formativo.
Per presentare un progetto specifico, certamente ogni organizzazione ha i suoi referenti e i suoi meccanismi, ma credo che convenga rivolgersi direttamente al responsabile della stessa comunità o, comunque, a chi abbia in mano la gestione e la responsabilità concreta delle attività educative/formative.
Altra ipotesi (non necessariamente alternativa) potrebbe essere quella di proporsi alla struttura in parallelo alla emanazione di un bando da parte di un Ente pubblico di riferimento, per cui ci si fa conoscere su una prospettiva potenzialmente concreta.
Inoltre, e parlo anche per esperienza diretta, un modo tipico per conoscere e farsi conoscere è quello di prestare la propria opera da volontario, tirocinante, ecc. E' sicuramente faticoso, ma, se fatto con l'ottica dell'investimento, può dare sicuramente ottimi frutti.
Purtroppo di questi tempi l'argomento tossicodipendenza non gode di molto respiro progettuale ed economico, ma ciò non toglie che ad oggi esistano e si sviluppino esperienze (soprattutto sul piano preventivo/educativo) che possono proseguire a fare breccia da un punto di vista operativo e culturale.
Rimango a disposizione per proseguire il discorso, se vuoi.
Intanto, in bocca al lupo.
Dario
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Ciao ragazzi,
ho fatto il mio tirocinio in una comunità per tossicodipendenti, cercando successivamente di sfruttare questa possibilità per trovare un lavoro in questo ambito.
Purtroppo la maggior parte di queste comunità hanno disponibiltà di fondi veramente esigue, tanto che spesso nonostante abbiano bisogno di personale non possono permettersi di assumere.
Mi riferisco soprattutto alle onlus in convenzione con la asl.
In genere poi l'unico modo per entrare in questi circuiti è di conoscere qualcuno in contatto con queste strutture che ti segnala al responsabile...
purtroppo ha ragione ste, loro magari ti dicono di inviare il curriculum, ma poi il lavoro lo danno alle persone segnalate dai colleghi.
Questa è la mia esperienza personale, ma recentemente ho letto una ricerca dell'ordine degli psicologi nella quale risulta purtroppo confermato che in questi ambiti il criterio di assunzione per conoscenza è quello che va per la maggiore :(
Per quanto riguarda l'organizzazione interna, credo sia abbastanza simile nelle varie comunità: la struttura nella quale ho avuto modo di lavorare ha come referente primario uno psicologo responsabile che si occupa di organizzare l'attività dell'eqipe, costituita da psicologi ed educatori, a cui si affiancano assistenti sociali (esterni) e uno psicoterapeuta che si occupa della terapia di gruppo una volta a settimana.
Le attività da quello che so vengono decise in base all'impostazione della comunità e alle disponibilità economiche; vengono proposte e discusse durante le riunioni degli operatori in maniera abbastanza democratica.
Spesso oltre alle figure di cui sopra che compongono l'organico possono transitare tirocinanti, volontari e obiettori di coscienza.
Spero di averti chiarito le idee senza tuttavia scoraggiarti, il consiglio che posso darti è, se ti è possibile, di coltivare quelle relazioni professionali che potrebbero essere fruttose in tal senso. :ciao:
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ciao, effettivamente lavorare in questo ambito è dura: io ci sono dentro da una anno, lavoro anche i weekend e da ottobre ad oggi ho avuto veramente una miseria, da piangere quasi...il resto arriverà, dicono!Da quando ho minacciato di andarmene, pare che le cose abbiano iniziato a procedere un po' meglio. Non è facile, la mia è una Onlus. Per quanto riguarda le assunzioni, effettivamente si va di passaparola...il motivo è semplice, di solito c'è un forte turn-over e quindi spesso bisogno impellente di trovare qualcuno in sostituzione, per cui non c'è tempo di fare molti colloqui!!
E' un campo affascinante, ma molto difficile, sicuramente è improbabile "il posto fisso"
ciao onny 77
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Io sarei diponibile a lavorare anche nei week-end, nei festivi e di notte, anche senza una paga straordinaria, (tanto ormai sottopagare e sfruttare è la norma, e spesso non si riesce atrovare neanche quello), ma non riesco a entrare nel "giro di conoscenze" che alla fine è pressoché l'unica cosa che conta davvero, ok, sto imparando ad accettarlo. Non conosco nessuno e non ho santi in paradiso, il curriculum non lo cagano, se chiamo risponde qualche segretaria che non mi passa mai il capo e che in questi casi è istruita a dire "mandi il curriculm", qual è il modo per presentarsi che non sia accompagnata da uno sponsor :P ? Anche candidarsi solo per sostituzioni all'ultimo minuto, secondo te qual è il modo migliore per proporsi ? Telefono e cosa dico? :rolleyes:
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ragazzi lasciate perdere la comunità...io sono coordinatrice psicologa di una comunità x minori...sottopagata, sfruttata fino all'osso...nn ve lo consiglio, poi se va bene ci si ritrova a fare gli educatori e vedere cjhe il direttivo è composto da persone a cui interessa più il fatto economico che l'effettivo buon funzionamento della struttura....credo che x uno psicologo sia abbastanza frustrante, poi se fai l'educatore ti ritrovi a doverlo fare a vita....boh, io nn la vedo molto allettante come opzione....
molte volte mi chiedo....era meglio se mi aprivo un bar, altrochè la laurea!!!!!
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romignola...trabocchi ottimismo!!!:P
Seriamente...io ho avuto qualche esperienza come educatrice (all'handicap) per una cooperativa...effettivamente la paga era scarsina, il lavoro tanto e dovevo ogni mese lottare per avere quei due soldi.
Avevo avuto il lavoro mandando curriculum in stile bombardamento aereo, cara Ste.
Mi avevano anche chiamato per una comunità di tossicodipendenti, ma ho dovuto rifiutare per problemi miei.
Lì effettivamente c'è un sacco di turn over (anche perchè la gente che ci lavora appena può fugge) e mi avevano chiamato perchè cercavano personale tramite un'agenzia di lavoro interinale.
Di solito queste agenzie non hanno contatti con il sociale, ma capita...
In ogni caso è vero che funziona soprattutto il passaparola, in tutti i campi, soprattutto nel nostro.
Io ho cambiato città da pochi mesi e sto facendo una fatica boia per aprirmi una qualche strada nel campo in cui ho studiato....
Infatti le pochissime cose che sto trovando..le trovo tramite passaparola..
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CIAO!
NN SI TRATTA DI ESSERE OTTIMISTI O MENO MA..DI FATTI, REALTA'....PURTROPPO POI ESSENDO IO CHE ASSUMO GLI EDUCATORI NELLA COMUNITA' DOVE LAVORO SO COME VANNO LE COSE...CMQ X FARE L'EDUCATORE MANCO BISOGNA ESSERE LAUREATI, IO SONO STATA FORTUNATA ANCHE SE A BREVE MI LICENZIERO' DALLA COMUNITA' PERCHE' VOGLIO FARE LA PSICOILOGA X DAVVERO...FORSE SARO' FOLLE CON LA CRISI DI LAVORO CHE C'E', MA...MALE CHE VADA APRIRO' STO BENEDETTO BAR :jd: :jd: :jd: :jd: :jd: :jd: :jd: :jd:
CMQ RAGAZZI TENIAMO DURO E NN MOLLIAMO, MAI!!!!!
PS: SULINARI DOVE TI SEI TRASFERITO? IN QUALE PARTE DEL MONDO???
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PS: CASOMAI DOVESSI APRIRLO...UNA SBORNIA OFFERTA A TUTTI GLI ISCRITTI DI OPS!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
:jd: :jd: :jd: :jd: :jd: :jd: :jd: :jd: :jd: :jd:
AZZ...SIETE TANTI PERO'........
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Mi sono trasferita a parma....dalla ridente romagna a questa...come dire...chiusissima Emilia. ... no seriamente, parma è piuttosto chiusa come ambiente, a livello lavorativo e non...quindi è faticoso aprirsi un minimo di strada.
Romignola sono con te, abbiamo studiato per fare le psicologhe, eccheccazz.. quindi lottiamo per fare le psicologhe!!!
p.s. io per la sbornia ci sto...non ti costo neanche tanto...reggo poco l'alcol
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Vi porto anche la mia esperienza presso una comunità per madri tossicodipendenti: ho fatto il tirocinio in questa struttura e ho imparato molto , ma posso confermare ciò che hanno detto gli altri forumisti. Gli orari sono massacranti e talvolta devi coprire anche l'orario di qualche collega in malattia o maternità. Le cooperative che gestiscono le comunità contano anche molto sul volontariato (almeno, quella in cui ero io, si).
Per quanto riguarda i laboratori attivati nella comunità in cui sono stata, c'era una operatrice che, una volta alla settimana, organizzava un corso di cartonage. Lei era molto abile in questa tecnica dunque l'aveva proposta all'equipe della comunità.I lavori venivano poi venduti alla titolare di un negozio. Purtroppo, il laboratorio é stato poi chiuso in quanto le utenti più in gamba avevano finito il percorso e le altre rimaste non si impegnavano o non erano molto precise. In un centro diurno appartenente alla stessa cooperativa, si tenevano laboratori di falegnameria e di tecnica dei fiori essiccati. A mio avviso, se tu hai una buona manualità e conosci già alcune tecniche per organizzare qualche attività, vale la pena provare a proporre un progetto all'equipe o responsabile di qualche comunità.In genere sono i responsabili a tenere la contabilità e a vagliare la proposta. Per gli educatori, i laboratori sono anche delle aree in cui si valutano altre capacità degli utenti: il saper lavorare in gruppo, la precisione, la manualità (negli alcolisti gravi spesso é piuttosto compromessa dai tremori),la creatività, le capacità organizzative,la costanza e il senso di responsabilità nel portare a termine un compito.
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Sulinari tu mi capisci!!!!
lunedì prox invierò le dimissioni...ormai sono decisa, e nn tornerò indietro...dalla ridente romagna a parma??? credimi, nn conosco parma ma...sicuramente è meglio di macerata, quantomeno per la parlata (;) ;) ;) chiedo scusa a tutti i maceratesi)
di dove sei?
io ho deciso di riprovare a battere le strade romagnole in cerca di un'occasione lavorativa qua in zona....
e cmq...l'invito x la sbornia c'è sempre!!!!:jd: :jd: :jd:
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mi sono resa conto che...l'espressione "battere le strade romagnole" può essere equivocata....cmq nn nel senso del mestiere più antico del mondo (di cui c'è sempre una gran richiesta), ma vedere se posso fare qualcosa (progetti, collaborazioni, ecc) con qualche ente qua in zona....
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Io sono di Imola, ho studiato a cesena.
Sono circa 6 mesi che vivo a Parma...niente da dire ..una bellissima città...ma decisamente freddina e chiusa.
sarà che ero abituata a Bologna?
Mah...non so come sia macerata, ma ti assicuro che qui è difficile la situazione.
Tutti poi mi dicono "ma come ...parma è una città ricca, come fai a non trovare lavoro?". ma che cavolo, la recessione c'è ovunque, e poi qui non mi conosce nessuno, e questa non è una cosa da poco!!!!!!
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Ciao Sulinari
non conosco nello specifico la situazione lavorativa nelle comunità marchigiane, una persona esperta mi ha detto però che in generale là c'è una richiesta di psicologi superiore rispetto al resto dell'Italia.
Sicuramente la concorrenza non è fortissima come a Roma, dove le persone segnalate dagli operatori che lavorano nelle strutture sono una marea.
Figurati che lo scorso anno mi hanno inviato in una comunità dove cercavano uno psicologo per due mesi per sostituire una maternità.
Tutto questo chiaramente perchè conoscevo una psicologa che in passato aveva lavorato lì, la quale era abbastanza sicura che mi prendessero.
Bene, mi hanno detto che dopo il colloquio mi avrebbero fatto sapere qualcosa e invece niente, chiama poi la psicologa mia amica per informarsi e le dicono che al colloquio ci siamo presentanti all'incirca in quaranta, tutti inviati da qualcuno e alla fine hanno preso una persona con una semplice motivazione: è un uomo.
Ebbene si, si è presentanto un solo psicologo di sesso maschile, sicuramente sarà stato bravo, non discuto, ma il motivo per cui è stato assunto, candidamente ammesso dall'operatrice addetta alle selezioni è proprio quello, alcuni sostengono che con i td gli psi maschi funzionano meglio perchè possono essere visti come la figura paterna autoritaria verso cui il td ha avuto il vissuto problematico che ha sviluppato il sintomo....
Che dire, si organizza una colletta e si va tutte a Casablanca?
:)
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Che ne dite proviamo a fare l'operazione?;) Ah guardate, anche senza andare con i td, come li chiamate voi, quando ho chiesto al direttore della coop dove lavoravo che tipo di persona avrebbero assunto mi ha detto che volevano un uomo! E anche la mia amica psicologa che vi lavora ha detto che, rispetto a lei, un uomo era meglio per gestire certi casi, come i bambini iperattivi! Beh, l'esperienza me la posso fare, stringendo la cinghia anche la scuola posso fare, ma cambiare sesso non è ancora nelle mie potenzialità oltre che nei miei desideri!
Vedete? Da un certo punto di vista sono meglio i concorsi o le ricerche chiare di risorse umane attraverso esami e quant'altro ... almeno se prendono un uomo tra 40 donne può darsi o no che in così tante una bella denuncina al TAR non gliela toglie nessuno! Per certe cose posso anche accettare che gli uomini riescano meglio delle donne ... ma se tra quaranta donne hanno scelto un uomo con le scusa che "la figura maschile corrisponde all'autorità paterna che ai td manca ...", senza prima appurarsi che tra queste donne nessuna abbia le p...e di farsi rispettare (dovreste vedere mia zia come comanda a bacchetta mio zio ... chi è l'uomo della famiglia), o perlomeno senza vedere se sto psicologo aveva un minimo di capacità di farsi rispettare ...
Oh insomma ma che rabbia, nemmeno in un ambito dove tradizionalmente (l'ascolto), le donne sono er meio ci vogliono lasciare lavorare in santa pace?!! Oh questa poi! :zott:
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idem x gli educatori...nn voglio essere ipocrita ma...nella comunità di adolescenti meglio gli uomini, i ragazzi li rispettano di più (supremazia e forza fisica????), mentre con le ragazze si verificano più episodi di mancanza di rispetto...ma nn mi sono fatta intimidire e...noi siam tutte donne tranne uno (uomo di 58 anni) che già lavorava lì quando sono arrivata....
x quanto riguarda il discorso che nelle marche c'è più richiesta...nn credo, io è da 3 anni che lavoro lì, voglio cambiare lavoro e ho cercato, dappertutto ma...niente...per ora, vedremo se dopo il licenziamento andrà maglio....sinc ho un pò paura ma...sono così convinta!!!! speriamo, help!!!!
parma sarà anche bella ma condivido la "freddezza" della gente, immagina MC dove uno straniero (che poi sono di rimini) è ancora visto come una specie di alieno.....forza e coraggio, teniamo duro e....nn perdiamo mai la speranza!!!!!
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Io ho lavorato come educatrice all'handicap...tra i miei "bimbi" ce n'era uno di 9 anni certificato come "caratteriale" (sic!) ...che aveva un insegnante di sostegno. ovviamente un uomo, perchè "contenerlo, anche fisicamente, può essere difficile...etc.etc."
Ora...io sono alta neanche uno e sessanta.. e effettivamente il pargolo era piuttosto violento, ma ho avuto bisogno di trattenerlo fisicamente solo un paio di volte, per il resto sono riuscita a farmi rispettare (insulti a pare, ma quelli se li cuccavano tutti).
Insomma..che palle...come se gli uomini fossero sempre meglio...e poi siamo psicologi o lottatori di sumo? Lo so che l'apparenza è importante, ma non basta, che cavolo!!!!!!!!!!
Non sopporto quando mi dicono "no, qui è meglio un uomo, sai...non si sa mai...".
Uffa. Ho fatto anche la cameriera, per diverso tempo, e lì sì che era meglio un uomo: non avete idea di quante libertà si prenda un cliente mentre tu vai in giro con entrambe le mani occupate da vassoi!!!!
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Che sozzoni quei clienti del ristorante, Suli!! Vigliacchi veramente!
Anche a me è capitato di dover trattenere un bambino invasato a scuola che voleva picchiare i compagni con un sasso (!!!), e al campo estivo in cui sono andata fino ai primi di luglio mi è capitato più volte di fermare e trattenere dei bambini che si picchiavano, dividendoli (uno pesava 83 chili, credi sia stato facile?). Nei momenti di crisi ti viene una forza che non credi di possedere ... Però certo, si è psicologi ed educatori e la forza deve essere l'ultimo mezzo da usare!! La parola e il dialogo sono gli strumenti principe ... e poi è chiaro che se ti trovi poniamo un ragazzo autistico che ti dà un pugno o ti picchia, l'ideale è essere un uomo ... il problema è che di solito ragazzi come questi non danno molti segni della loro rabbia e frustrazione e normalmente non hanno molti mezzi per esprimere cosa vogliono o non vogliono fare ... soprattutto quando non li conosci sono imprevedibili e anche un uomo con la forza le potrebbe prendere!!
Mah!! Quanti pregiudizi che dobbiamo ancora affrontare ragazze! E voi uomini di OPS che fate ..!? Aiutateci anche voi su! Lavorare insieme e la sinergia più grande!
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diciamo che ....ho..eh..."visto" cose.... che voi umani...lasciamo perdere!!!! :bollino:
e' stata un'esperienza un po' traumatica, avevo 20 anni!!!
Tornando al discorso educatori, uomini etc...: una cosa che sfugge alla mia piccola mente è perchè la maggior parte degli operatori nel nostro campo (dagli psicologi agli educatori agli assistenti sociali) sono DONNE ..però nei posti di "potere", e nei concorsi...passano sempre avanti gli uomini?
questo non è giusto.
Quei discorsi sul fatto che con un tossicodipendente è meglio una figura maschile etc. etc. mi sembrano un po' troppo "facili".
comunque..continuiamo a lottare senza perdere la speranza.
Martedì ho la seconda prova dell'esame :insonnia: ...dopo di che....tornerò a dare l'assalto a cooperative, comuni, scuole etc.
Vedremo come va...
:crossed:
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In bocca al lupo suli :approved:
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Crepi!!!!!!!!!
grazie , non ne posso più di sto esame...
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Se può consolare...gli uomini nei concorsi per educatori di asilo nido non passano mai. E solitamente anche nei colloqui vengono subito scartati. Dove lavoro gli uomini (volontari) non possono assolutamente cambiare i pannolini senza la presenza di un'educatrice (presenza non necessaria quando sono le volontarie donne a cambiare i pannolini ai bambini).
A mio avviso è una discriminazione ingiusta...anche questa.
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Certo ogni ingiustizia è un'ingiustizia (oddio che parolone), da qualsiasi punto di vista la si prende ...anche gli uomini possono essere bravi gestori dei bisogni fisici dei più piccoli ... lascerebbero un pò più di respiro alle mamme distrutte dai primi mesi post-parto! ;) :)
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sono d'accordo con voi, e poi...gia x uno psi è frustrante fare l'educatore, figuriamoci se poi ci si mettono in mezzo le discriminazioni di sesso!!!!
PS: mi sono licenziata e quindi anche io ora sono fra le disoccupate, e cmq...la Comunità di cui ero respon sabile era tutta femminile!!! w le donne!!!
suli in bocca al lupo e facci sapere, ok?
un abbraccio a tutti e forza e coraggio, teniamo duro!!!!