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Originariamente postato da morrigan
x francesca: il discorso è certamente simile, il fatto di comprendere che la gente si rincretinisca spesso e volentieri, non significa giustificare atteggiamenti e comportamenti scorretti. non è che non tengo in conto lo sbaglio, solo lo considero umano, normale. potrei sbagliare io, prima o poi, chi sa, basta che mi senta troppo sola da accettare che un tipo che non mi piace tanto mi telefoni spesso, da accettare di uscire con lui, poi, magari, dopo che lui si è illuso (perchè ci sono uscita insieme, perchè ho accettato le sue telefonate e i suoi messaggi ed ho risposto), rinsavisco, comincio a pensare che stare con qualcuno per non essere sola non è il massimo della vita e tronco con lui. per lui sono una stronza, per me stessa una che ha capito in tempo qualcosa su di sè, per le mie amiche ho fatto bene, per i suoi amici sono una che se la tira e che non capisce la fortuna sprecata. chi ha ragione? chi ha torto? entrambi! io ho fatto star male una persona, ma non l'ho fatto consapevolmente, semplicemente ero fragile e necessitavo della presenza di qualcuno; lui mi ha creduto, ha creduto a quello che vedeva e a quella che voleva credere (cosa importantissima! l'interpretazione di un atteggiamento o di una comunicazione non è mai obiettiva, dipende sempre dai due comunicatori e dalle loro storie), si è fidato, aveva bisogno anche lui, magari, dell'appoggio di qualcuno. nessuno sbaglia, nessuno ha ragione, semplicemente entrare in relazione con una persona comporta dei rischi, comporta anche delle sofferenze. se accetto di aprire la porta a qualcuno devo mettere in preventivo che potrò soffrire a causa di ciò, non me ne vado bel bella per il mondo pensando che eviterò il dolore, semplicemente cercherò di mettermi in gioco, cercherò di essere corretta, di pretendere correttezza consapevole, però, che non sempre la correttezza è da darsi per scontata. la partita si comincia bene quando se ne conoscono le regole e in amore, come nella vita, non sempre le regole sono giuste.