CAO CLINICO ADULTO: graditi commenti!!
M. 34 anni.Viene in consultazione perchè si sente infelice dopo la fine del fidanzamento.Racconta che i suoi progetti matrimoniali sono andati a monte in quanto la madre non era d'accordo con il fidanzamento, apparentemente perchè la ragazza era di religione diversa.Il paziente afferma che la madre non lo avrebbe mai fatto sposare con nessuna perchè è eccessivamente possessiva.
La madre lo ha messo di fronte ad una scelta e il paziente ha scelto la madre perchè "il sangue non è acqua" e per non andare contro i suoi desideri.
Dice che non vuole contrastare i suoi desideri perchè teme di non essere poi supportato economicamente e di dover badare a se stesso. Prova sentimenti di rancore verso la madre ma allo stesso tempo l'ammira perchè le sue capacità decisionali (di M.) sono scarse, mentre la madre sa cosa è giusto per lui.
Lavora come ragioniere da 10 anni sotto lo stesso capo.Non ha mai accettato promozioni perchè non vuole supervisionare altre persone e decidere autonomamente.
Ha due amici intimi dall'infanzia e mangia ogni giorno con loro.Se uno dei due non c'è si sente perso.
M. è quarto di 4 figli e l'unico maschio.Le sorelle e la madre lo hanno "spupazzato e viziato".Da piccolo mostrava ansia di separazione, difficoltà ad addormentarsi da solo, problemi nell'andare a scuola e ansia per tutte le situazioni di separazione. A scuola veniva preso in giro perchè mancava di assertività e veniva chiamato "bamboccio". Un anno ha lasciato casa per college, ma è tornato perchè aveva nostalgia di casa.
Lo sviluppo eterosessuale era normale, tranne per l'impossibilità di lasciare la madre per un'altra donna.
Allora io ho scritto che il soggetto ha un difetto nel processo di separazione individuazione ed una eccessiva dipendenza verso la madre.Il bisogno di dipendenza è evidente anche nel contesto lavorativo (non fa scelte di autonomia) e relazionale (rapporto con gli amici).Poi ho scritto che era importante operare analisi della domanda..bla bla bla (Carli)
Ho scritto che erano necessarie ulteriori info su:
-padre?
-relazioni con sorelle
-relazioni con altre persone significative
-eventuali vantaggi secondari
-approfondimento rapporto con ex fidanzata
-approfondim.rapporto madre
Ho proposto terapia sistemica familiare oppure se famiglia non è disponibile di gruppo.
Ho escluso la terapia individuale perchè il paziente potrebbe sviluppare dipendenza dal terapeuta..Come obbiettivi ..i soliti della terapia sistemica...
VI PREGO COMMENTATE!!!!!Grazie e ciao!
Re: CAO CLINICO ADULTO: graditi commenti!!
Citazione:
Originariamente postato da valepopper
La madre lo ha messo di fronte ad una scelta e il paziente ha scelto la madre perchè "il sangue non è acqua" e per non andare contro i suoi desideri.
Dice che non vuole contrastare i suoi desideri perchè teme di non essere poi supportato economicamente e di dover badare a se stesso. Prova sentimenti di rancore verso la madre ma allo stesso tempo l'ammira perchè le sue capacità decisionali (di M.) sono scarse, mentre la madre sa cosa è giusto per lui.
....siccome non è un caso reale e sono graditi commenti, dico anche il mio modesto parere:
non c'è secondo voi anche un comportamento che denota compiacenza e falso-sè? per non perdere l'affetto della madre la asseconda e si adatta alle sue richieste; in questo modo non riesce a portare a termine il processo di separazione-individuazione.
Re: CAO CLINICO ADULTO: graditi commenti!!
Citazione:
Originariamente postato da valepopper
M. 34 anni.Viene in consultazione perchè si sente infelice dopo la fine del fidanzamento.Racconta che i suoi progetti matrimoniali sono andati a monte in quanto la madre non era d'accordo con il fidanzamento, apparentemente perchè la ragazza era di religione diversa.Il paziente afferma che la madre non lo avrebbe mai fatto sposare con nessuna perchè è eccessivamente possessiva.
La madre lo ha messo di fronte ad una scelta e il paziente ha scelto la madre perchè "il sangue non è acqua" e per non andare contro i suoi desideri.
Dice che non vuole contrastare i suoi desideri perchè teme di non essere poi supportato economicamente e di dover badare a se stesso. Prova sentimenti di rancore verso la madre ma allo stesso tempo l'ammira perchè le sue capacità decisionali (di M.) sono scarse, mentre la madre sa cosa è giusto per lui.
Lavora come ragioniere da 10 anni sotto lo stesso capo.Non ha mai accettato promozioni perchè non vuole supervisionare altre persone e decidere autonomamente.
Ha due amici intimi dall'infanzia e mangia ogni giorno con loro.Se uno dei due non c'è si sente perso.
M. è quarto di 4 figli e l'unico maschio.Le sorelle e la madre lo hanno "spupazzato e viziato".Da piccolo mostrava ansia di separazione, difficoltà ad addormentarsi da solo, problemi nell'andare a scuola e ansia per tutte le situazioni di separazione. A scuola veniva preso in giro perchè mancava di assertività e veniva chiamato "bamboccio". Un anno ha lasciato casa per college, ma è tornato perchè aveva nostalgia di casa.
Lo sviluppo eterosessuale era normale, tranne per l'impossibilità di lasciare la madre per un'altra donna.
Allora io ho scritto che il soggetto ha un difetto nel processo di separazione individuazione ed una eccessiva dipendenza verso la madre.Il bisogno di dipendenza è evidente anche nel contesto lavorativo (non fa scelte di autonomia) e relazionale (rapporto con gli amici).Poi ho scritto che era importante operare analisi della domanda..bla bla bla (Carli)
Ho scritto che erano necessarie ulteriori info su:
-padre?
-relazioni con sorelle
-relazioni con altre persone significative
-eventuali vantaggi secondari
-approfondimento rapporto con ex fidanzata
-approfondim.rapporto madre
Ho proposto terapia sistemica familiare oppure se famiglia non è disponibile di gruppo.
Ho escluso la terapia individuale perchè il paziente potrebbe sviluppare dipendenza dal terapeuta..Come obbiettivi ..i soliti della terapia sistemica...
VI PREGO COMMENTATE!!!!!Grazie e ciao!
Qui, gli elementi clinici che noto sono:
-umore depresso, a quanto ho capito, riferito ad una situazione recente di perdita, la cui causa è una sua scelta
-situazione di dipendenza affettiva dalla madre
-mancanza di autonomia nell'ambito lavorativo e affettivo
-ambivalenza affettiva verso la madre
-forse dipendenza anche dal capo ufficio
-"Ha due amici intimi dall'infanzia e mangia ogni giorno con loro.Se uno dei due non c'è si sente perso." Si capisce poco. Vuoi dire che è uno in particolare che provoca la sensazione di perdersi oppure uno vale l'altro? Cosa intendi con "si sente perso"? Forse vive un episodio di depersonalizzazione? Quale rapporto ha con questo amico?
-Nella parte finale tutto si concentra sulla dipendenza e l'ansia da separazione... è il paziente che è cosciente dell'importanza di questi vissuti o è lo psicologo che li interpreta come tali?
-Le motivazioni religiose sono valide?Sono sostenute dal paziente?Sono un ricatto della madre e appartengono al loro gioco familiare?
È da notare il fatto che mentre spiega che la decisione l'ha presa lui sotto pressione della madre e che lei non l'avrebbe mai fatto sposare con nessuna, non parla delle sue motivazioni a non stare con la sua partner... Meglio approfondire la loro relazione quindi. Se tutto l'accento della dipendenza è stato posto dal paziente e non dallo psicologo, probabilmente questa è una copertura rispetto alle sue vere motivazioni e desideri.
Se dovessi parlare con questo paziente, approfondirei prima la relazione con la madre, con la ex, con gli amici e con il capo ufficio.
Non saprei dare nessuna indicazione precisa riguardo alla terapia, non ne ho le competenze. Però sostengo che una terapia individuale non alimenti necessariamente la sua dipendenza. Vista la natura dei suoi problemi, forse una psicoterapia di gruppo sarebbe la risposta migliore.
Re: CAO CLINICO ADULTO: graditi commenti!!
Citazione:
Originariamente postato da valepopper
M. 34 anni.Viene in consultazione perchè si sente infelice dopo la fine del fidanzamento.Racconta che i suoi progetti matrimoniali sono andati a monte in quanto la madre non era d'accordo con il fidanzamento, apparentemente perchè la ragazza era di religione diversa.Il paziente afferma che la madre non lo avrebbe mai fatto sposare con nessuna perchè è eccessivamente possessiva.
La madre lo ha messo di fronte ad una scelta e il paziente ha scelto la madre perchè "il sangue non è acqua" e per non andare contro i suoi desideri.
Dice che non vuole contrastare i suoi desideri perchè teme di non essere poi supportato economicamente e di dover badare a se stesso. Prova sentimenti di rancore verso la madre ma allo stesso tempo l'ammira perchè le sue capacità decisionali (di M.) sono scarse, mentre la madre sa cosa è giusto per lui.
Lavora come ragioniere da 10 anni sotto lo stesso capo.Non ha mai accettato promozioni perchè non vuole supervisionare altre persone e decidere autonomamente.
Ha due amici intimi dall'infanzia e mangia ogni giorno con loro.Se uno dei due non c'è si sente perso.
M. è quarto di 4 figli e l'unico maschio.Le sorelle e la madre lo hanno "spupazzato e viziato".Da piccolo mostrava ansia di separazione, difficoltà ad addormentarsi da solo, problemi nell'andare a scuola e ansia per tutte le situazioni di separazione. A scuola veniva preso in giro perchè mancava di assertività e veniva chiamato "bamboccio". Un anno ha lasciato casa per college, ma è tornato perchè aveva nostalgia di casa.
Lo sviluppo eterosessuale era normale, tranne per l'impossibilità di lasciare la madre per un'altra donna.
VI PREGO COMMENTATE!!!!!Grazie e ciao!
Ciao Valepopper...
colgo il tuo post per giocare a 'dilettanti allo sbaraglio'.. mi butto!
Innanzitutto bisognerebbe svolgere un colloquio approfondito per capire le motivazioni del paziente al cambiamento e la profondità del desiderio di cambiare (andando ad intaccare anche le aree egosintoniche del problema come la relazione dipendente del soggetto con gli amici).
Dal momento che si sospetta l'esistenza di un disturbo di personalità di tipo dipendente sarebbe opportuno, in caso di dubbi, procedere alla somministrazione di test clinici di personalità (come l'MMPI) che forniscono informazioni importanti per la prognosi e possono eventualmente confermare la presenza di un quadro depressivo e di stress situazionale (scale 2 e 7 sopra T 65) nonchè valutare l'idoneità del candidato ad una psicoterapia orientata all'insight. Solo se il semaforo è verde propenderei per una psicoterapia di questo tipo, altrimenti un trattamento di tipo supportivo individuale o di gruppo (forse più adatto) o un approccio sistemico con il coinvolgimento della famiglia. Mi preoccuperei di inviare gli esiti dei test e del colloquio al terapeuta curante (lasciando a lui la scelta di leggere o meno il referto a seconda del suo orientamento diagnostico) sottolineando la necessità di valutare con attenzione le implicazioni transferali e controtransferali. Personalmente inoltre io procederei con un colloquio anche con la madre per esaminare il grado di tenuta dell'esame di realtà del paziente, valutando, assieme al referto del/dei test la possibilità che il paziente presenti un quadro fazioso e irrealistico della situazione famigliare. Magari era lui a non voler sposare la fidanzata e ad aver cavalcato l'onda dell'opposizione della mamma (che come tutte le mamme NON VUOLE!!! ;) ).
Inoltre, è questo mi pare essenziale, è stranamente mancante ogni riferimento alla figura paterna la cui assenza potrebbe spiegare sia l'atteggiamento materno assertivo che le insicurezze del paziente a cui è mancato un modello maschile da cui apprendere 'come si diventa uomo'. In quel caso la comprensione di questo elemento potrebbe far propendere ad esempio per la scelta del sesso del terapeuta (un elemento spesso sottovalutato) che in questo caso dovrebbe essere preferibilmente maschio, e il trattamento non verterebbe sulla rielaborazione del vissuto materno ma sulla costruzione di una identità maschile completa o più matura ed armonica (con tanto di azioni assertive come accettare la promozione o sposarsi).
ehehe io CI HO PROVATO!!! ;) che dite? Promosso??? Eddai almeno una sufficienza!!!!!