come si può aumentare l'autostima?
Aiuto!?!?!? :eek: :eek:
Un ragazzo di 30 anni, quando ha saputo che sono psicologa, ha iniziato ad accennarmi qualcosa della sua vita e ha lametato una insicurezza di base che vorrebbe migliorare. Mi ha chiesto cosa può fare per perseguire questo obiettivo... l'unica cosa che mi è venuta in mente è stata proporgli qualcosa che gli permetta di innalzare la sua autostima! Sono riuscita a rimanere sul vago ma sicuramente domani tornerà alla carica!! Che gli dico? Vi viene in mente qualcosa di concreto che gli possa proporre? Oppure qualche fonte reperibile che mi possa essere utile? Sono disposta anche a fare la nottata in bianco!!!:eek:
Cosiderate che avrei anche la possibilità di proporgli qualcosa all'interno del mio studio che ho aperto da poco!
Grazie anticipatamente per l'aiuto!
Re: come si può aumentare l'autostima?
Citazione:
Originariamente postato da DolceVeleno
Aiuto!?!?!? :eek: :eek:
Un ragazzo di 30 anni, quando ha saputo che sono psicologa, ha iniziato ad accennarmi qualcosa della sua vita e ha lametato una insicurezza di base che vorrebbe migliorare. Mi ha chiesto cosa può fare per perseguire questo obiettivo... l'unica cosa che mi è venuta in mente è stata proporgli qualcosa che gli permetta di innalzare la sua autostima! Sono riuscita a rimanere sul vago ma sicuramente domani tornerà alla carica!! Che gli dico? Vi viene in mente qualcosa di concreto che gli possa proporre? Oppure qualche fonte reperibile che mi possa essere utile? Sono disposta anche a fare la nottata in bianco!!!:eek:
Cosiderate che avrei anche la possibilità di proporgli qualcosa all'interno del mio studio che ho aperto da poco!
Grazie anticipatamente per l'aiuto!
Sai, sono sempre stata della convinzione in questo lavoro di non attaccarsi a parole "vuote"...innalzare la propria autostima non è facile, perchè non può mai essere il risultato di una riflessione con se stessi. Forse in parte sì, se si cerca nella propria vita tutti gli episodi in cui si è stati contenti di sè per aver fatto qualcosa di concreto che ha dato anche soddisfazione...questo sì, può essere la spinta che non porta ad abbattersi o a credere di essere "sbagliati" perchè non si è riusciti in qualcosa. Può essere una partenza. Però vedi, non c'è autostima senza un riscontro esterno, senza qualcosa che là fuori ci faccia dire che in parte presumibilmente abbiamo contribuito anche noi a fare qualcosa di bello. Nessuno può mettersi a tavolino e decidere volontariamente che da domani ci si deve stimare di più, perchè se là fuori le cose vanno male ed io mi sento impotente e lotto perchè vadano meglio ma non succede niente, beh...posso dire a me stesso di volermi stimare di più ma non ci riuscirò perfettamente, non come vorrei se poi SENTO che la vita mi delude. Per costruire l'autostima bisogna piuttosto essere orientati al FARE, per sperimentare sensazioni diverse e migliori.
L'autostima si costruisce sulle esperienze concrete di vita e sul riscontro che abbiamo da esse, sul senso di autoefficacia nell'aver costruito qualcosa di buono. Se il tuo amico vuole "avere più autostima" è perchè probabilmente sperimenta questa sensazione, che può essere legata ad un evento temporaneo o può essere stabile nel tempo (ad esempio, per la paura del fallimento, la convinzione di non essere in grado di fare qualcosa, si è magari negato qualche occasione...).
Altra cosa: ma a te non scoccia quando qualcuno (specie se sconosciuto) ti chiede qualcosa che esula da un parere professionale, spingendosi oltre alla ricerca del "consiglio della conoscente psicologa" per risolvere i propri guai? Siamo così diversi e la stessa natura umana è così complessa e individuale che come si fa a dare un consiglio, così su due piedi senza conoscere la vita di una persona?
Ho sempre ritenuto che sia molto sprofessionalizzante (anche se fatto con le migliori intenzioni) sentirsi dire da qualcuno "ah, bene, tu che sei psicologa...che vuol dire questo...?" perchè si basa su un errata concezione/stereotipo di cosa fa lo psicologo.
Credi prima di tutto in questa professione, che necessita di un setting, di un contesto e implica un percorso da fare insieme a chi si rivolgerà a te. Questo ragazzo non ti ha chiesto una definizione, ma una consulenza, un consiglio e indirettamente una richiesta di aiuto. Hai due possibilità: o chiedergli di incontrarvi per una consulenza o inviarlo ad un collega per approfondire la situazione, perchè su due piedi si rischierebbe di non essere focalizzati sulle sue reali esperienze di vita.
A me poi, alla specializzazione hanno insegnato una cosa sacrosanta: ad essere Valentina, Valentina e basta, fuori dallo studio, con il suo bel pacchetto di limiti da tenersi stretto, con le piccole insicurezze e il bisogno di essere protetta, a non mischiare le due cose e a trasmettere questa cosa anche agli altri, specie a chi si vuole bene.
cia
vale
ps. cakkio...sono le 2.00...ma quanto chiacchero. Vo a nanna...ciao ;) :shy2: