Secondo voi il sado/masochismo ( nelle sue forme più estreme ), va comunque considerato come una delle possibili pratiche sessuali, oppure come una patologia clinica?
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Secondo voi il sado/masochismo ( nelle sue forme più estreme ), va comunque considerato come una delle possibili pratiche sessuali, oppure come una patologia clinica?
Io penso che ogni eccesso rientri nella sfera patologica, anche le più semplici inclinazioni, del resto è studiato e risaputo.
Ma secondo me restano nient'altro che inclinazioni se vissute con normalità e passione. Se poi per s/m si intende un qualcosa di soft non vedo proprio dove sia il problema ;)
La sessualità è un mondo variopinto, nessuno ha le stesse inclinazioni dell'altro, nessuno intende il rapporto così come l'altro. Tutto sta nel far sì che i gusti s'incontrino, alla base di una relazione sana sta la conoscenza del partner in tutto e per tutto.
Comunque, no, ripeto, non credo che il sadomaso rientri in canoni patologici, a meno che non divenga un abitudine maniacale della quale non si può fare a meno, e questa è la conzione simbolo per ogni status patologico.
ti quoto pienamente e aggiungo che tali aspetti, per essere considerati "patologici", devono compromettere le sfere vitali dell'individuo.Citazione:
Originariamente postato da betty1974
Io penso che ogni eccesso rientri nella sfera patologica, anche le più semplici inclinazioni, del resto è studiato e risaputo.
Ma secondo me restano nient'altro che inclinazioni se vissute con normalità e passione. Se poi per s/m si intende un qualcosa di soft non vedo proprio dove sia il problema ;)
La sessualità è un mondo variopinto, nessuno ha le stesse inclinazioni dell'altro, nessuno intende il rapporto così come l'altro. Tutto sta nel far sì che i gusti s'incontrino, alla base di una relazione sana sta la conoscenza del partner in tutto e per tutto.
Comunque, no, ripeto, non credo che il sadomaso rientri in canoni patologici, a meno che non divenga un abitudine maniacale della quale non si può fare a meno, e questa è la conzione simbolo per ogni status patologico.
Solo allora siamo davanti ad un disturbo, in caso contrario il giudizio di "pratiche estreme" è semplicemente un nostro punto di vista basato in realtà sul nostro metro di "normalità", pertanto meravigliosamente tendenzioso :)
Grazie ragazzi per aver dato la vostra opinione!
Fondamentalmente mi trovo d’ accordo anch’ io con quanto avete detto, ogni persona è libera di fare quello che vuole in camera da letto, poiché le modalità di vivere ed esperire il sesso differiscono da persona a persona;
tuttavia penso che il s/m, a differenza di altre pratiche sessuali, possa più facilmente rientrare all’ interno di un’ esperienza potenzialmente dannosa per le persone che lo praticano.
Mi spiego: lunedì scorso mi è capitato di vedere un servizio delle Iene in cui venivano fatte alcune interviste a persone nell’ ambito di festini s/m ecc., e mi ha fatto riflettere l’ intervista doppia fatta ad una “master” e al suo “slave”; ciò che mi è venuto in mente è che, in particolare le persone che ricoprono quest' ultimo ruolo, siano maggiormente a rischio di andare incontro a problemi di natura psicologica.
Il fatto di sentirsi appagati solamente quando la propria persona viene violentata fisicamente, psicologicamente e considerata meno di niente, mi sembra che rappresenti un rischio di non poco conto per l’ integrità del proprio Io.
Naturalmente mi sto riferendo ai casi più estremi, quelli di persone che non riescono a scindere la vita all’ interno delle mura della camera da letto da quella della vita quotidiana; tuttavia, a parer mio, chi si immedesima troppo in questo ruolo ( “slave” ) e lo fa diventare un aspetto predominante della propria vita, rischia poi di sviluppare gravi problematiche... Non so.
Che ne pensate?
Si l'ho visto anche io il servizio delle iene, ma chiaramente l'Universo s/m non è solamente quello. Ci sono stati dei servizi un po' troppo crudi effettivamente, ma ti assicuro che la cosa è molto più profonda ;) ed io non ho alcun problema a dire che questo mondo lo conosco molto molto bene ;)
Come hai osservato anche tu, sulla linea di quanto avevo considerato io, ovviamente se questi restano ruoli da vivere serenamente come gioco, il problema non sussiste.
Se ci si sentisse Mistress o slave al lavoro o da qualsiasi altra parte allora si che si rientrerebbe nel patologico, ma se il gioco resta confinato all'interno delle mura domestiche o lo si condivide con altri appassionati in occasione di Feste eccetera, allora il problema proprio non c'è.
Dipende tutto dall'indole del singolo, e da come si vive la cosa.
la stragrande maggioranza delle persone che frequentano questo mondo lavorano e studiano ;) fanno i mestieri più disparati e trovi dall'ingegnere al medico ;)
Poi, come accade in tutto, trovi anche le scheggie impazzite e gente che si è votata a questo mondo scivolando nel patologico, ma sono solo alcuni ed alcune.
Questo mondo vissuto in coppia può anche essere molto affascinante ;)
Sono incuriosita... devo dire che le mie scarse conoscenze sull'argomento derivano dal libro "ingannevole è il cuore oltre ogni cosa" (si chiama così?), e mentre lo leggevo mi si accapponava la pelle...
come può qualcuno desiderare di soffrire fisicamente? sarà che ho quasi una fobia x il dolore, ma proprio non ci arrivo.
Che poi si possa trovare intrigante il sentirsi sottomessi lo posso capire, ma non riesco ad immedesimarmi nei panni di chi vuole sentire male... Ma forse l'immagine che mi sono fatta io di determinate pratiche non corrisponde a verità.
forse l'eccitazione diventa dolorosa o piacevole a seconda del significato che le si attribuisce.Citazione:
Originariamente postato da elenina*
come può qualcuno desiderare di soffrire fisicamente? sarà che ho quasi una fobia x il dolore, ma proprio non ci arrivo.
sul s/m, ognuno è llibero di fare ciò che vuole nel privato, xò può essere che un s/m abbia un certo tipo tdi personalità, o di caratteristiche psicologche disfunzionali e che possono mettere il soggetto a rischio anche in altre situazioni della vita quotidiana; oppure se il tipo (o la tipa) ha dei figli, forse c'è la possibilità di trasmettere questi modelli di relazione anche a loro :confused:
significa che la persona in questione prova dolore ma gli attribuisce un significato piacevole? quindi è esclusivamente una questione mentale se non ho capito male...Citazione:
Originariamente postato da rasputin
forse l'eccitazione diventa dolorosa o piacevole a seconda del significato che le si attribuisce.
io trovo che qualunque pratica diventa patologica se è rigida, se non consente un cambiamento, se rappresenta l'unico modo per raggiungere il piacere. quando due persone sono entrambe d' accordo su ciò che andranno a fare, sanno mantenere il controllo delle proprie azioni, sanno osservare le reazioni dell'altro per smettere quando si deve smettere, allora non ci vedo nulla di patologico in ciò. chi pratica l's/m è consapevole del dolore tollerabile, quello he deve scoprire è la soglia dell'altro, per fermarsi sempre al limite. in ogni caso il dolore è solo una delle mille variabili di un rapporto di questo tipo, la sottomissione può passare attraverso vie traverse, ma, salvo casi limite dove c'è già una patologia sottostante ad innescare giochi davvero perversi di annullamento della personalità dell'altro, non arriva mai a distruggere, quanto piuttosto a creare un legame diverso eppure simile a quello che c'è tra due fidanzati, solo che qui non c'è la lotta per la supremazia, qui c'è uno che si arrende all'altro, che si mette nelle sue mani consapevole che questi non farà mai nulla di più di quello che sa che l'altro potrebbe tollerare. se si cerca di passare un limite lo si fa gradatamente, un passo alla volta e non è detto che questo debba per forza essere un male, di sicuro non è una forzatura.
quando si parla di questi rapporti particolari bisogna non dimenticare mai che i due membri della coppia sono consenzienti, sanno a cosa vanno incontro, scelgono spesso le cosiddette "parole salvezza" da usare quando si vuol finire il gioco, sanno modulare il dolore, sanno usarlo come fonte di piacere. una volta usciti dalla stanza da letto continua il tipo di relazione tra i due, ma è qualcosa che non influisce minimamente nella vita di ognuno. ci sono donne manager che hanno sotto di loro molti uomini e che sono allo stesso tempo schiave del loro padrone. un master non è un sadico, una slave non è una nullità, cercano un legame stretto, esclusivo, che, spesso, ha meno vincoli di tanti altri legami. le fruste, le manette e i vari ornamenti in latex sono solo paramenti divertenti se e quando si vuol giocare, ma assolutamente non indispensabili alla relazione s/m. in fin dei conti crredo che un padrone e la sua schiava cerchino solo di arrendersi l'uno all'altra e che, come dice un mio amico, la vera schiava è padrona del suo padrone.
intendo dire ke la persona prova una "eccitazione", alla quale può attribuire un significato positivo o negativo, piacevole o spiacevole a seconda di tante variabili in gioco.Citazione:
Originariamente postato da elenina*
significa che la persona in questione prova dolore ma gli attribuisce un significato piacevole? quindi è esclusivamente una questione mentale se non ho capito male...
Pensa ad esempio a una persona ke è stata violentata e che x effetto della coazione a ripetere cerca partner violenti e quando subisce prova piacere xke questo provoca la scarica dell'affetto slegato alla rappresentazione rimossa del trauma (ho fatto 1 esempio a caso)
oppure a una personalità anassertiva ke svaluta talmente tanto sè stessa da provare piacere nel momento in cui qualcuno la tratta con violenza xke "crede" ke "se lo merita" (altro esempio a caso).
oppure pensa a un borderline ke si fa i tagli sulle braccia x autolesionismo x rappresentare sul corpo una ferita "interiore", prova piacere o dispiacere nel legare quel suo stato d'animo a un dolore fisico con lo scopo di dar corpo al suo dolore?
Citazione:
Originariamente postato da rasputin
intendo dire ke la persona prova una "eccitazione", alla quale può attribuire un significato positivo o negativo, piacevole o spiacevole a seconda di tante variabili in gioco.
Pensa ad esempio a una persona ke è stata violentata e che x effetto della coazione a ripetere cerca partner violenti e quando subisce prova piacere xke questo provoca la scarica dell'affetto slegato alla rappresentazione rimossa del trauma (ho fatto 1 esempio a caso)
oppure a una personalità anassertiva ke svaluta talmente tanto sè stessa da provare piacere nel momento in cui qualcuno la tratta con violenza xke "crede" ke "se lo merita" (altro esempio a caso).
oppure pensa a un borderline ke si fa i tagli sulle braccia x autolesionismo x rappresentare sul corpo una ferita "interiore", prova piacere o dispiacere nel legare quel suo stato d'animo a un dolore fisico con lo scopo di dar corpo al suo dolore?
mi trovo d'accordo, però detta così sembra che la persona che prova piacere nel dolore abbia un trauma irrisolto o un disturbo di personalità.
nell's/M non si parla di "violenza", nessuno è violento con nessuno, questo va specificato perchè altrimenti tutte le persone che prendono parte a questi giochi verrebbero considerate malate, giustamente. chi pratica il cosiddetto sesso estremo non è un violento, è solo una persona che sperimente, con il consenso dell'altro, forme inconsuete di piacere.
d'altro canto la percezione di un impulso nervoso può essere processata corticalmente in modo che quell'impulso diventi eccitante e non più doloroso, oppure eccitante nel suo essere doloroso.
specifichiamo che il livello di dolore "imposto" da una persona ad un'altra è relativamente basso; in ogni momento, chi lo sta subendo può dire basta, può non voler più continuare se la sua soglia di tolleranza viene superata. l'altro si fermerà, sono le regole del gioco.
detto questo sarebbe interessante osservare cosa avviene nell'intrapsichico a chi sceglie queste forme di piacere, quali sono le motivazioni sottostanti. io continuo a sostenere che diventano patologiche solo quando sono l'unico modo per provare piacere. spesso le persone che praticano l's/m non ricercano solo questo tipo di stimolazione, hanno relazioni con persone che non hanno gli stessi gusti, valutano se intraprendere questo "percorso" con una persona o meno, non è che la prima donna che incontrano e con cui escono diventa la loro schiava, dipende da cosa vuole lei, se accetta, se loro la vedono come una persona adatta a ricoprire quel ruolo. e non è detto che se il gioco non può essere portato avanti la relazione finisce, quasi sempre continua nei canoni più regolari di una sessualità "normale".
Topic quantomai interessante,l'argomento mi appassiona molto anche dal punto di vista "professionale".Pratico BDSM ormai da molto tempo e devo dire che non ho mai pensato che si tratti di una "malattia".Non nego di aver conosciuto persone che vi sono giunte dopo episodi particolari,ma è una percentuale di soggettiva veramente molto bassa.La maggior parte giunge al rapporto sia SadoMasochistico che di Dominazione/Sottomissione dopo una normale "evoluzione sessuale".
oddio...se mi parli di "patologia" allora ti cito in causa il dsm:Citazione:
Originariamente postato da Absinthe
Secondo voi il sado/masochismo ( nelle sue forme più estreme ), va comunque considerato come una delle possibili pratiche sessuali, oppure come una patologia clinica?
Viene fatta diagnosi di Sadismo o masochismo sessuale quando:
a) Il soggetto ha causato danni a terzi, ha avuto problemi con la legge per mettere in atto le proprie fantasie...
b) le conseguenza della messe in atto delle fantasie ha causato danni a livelo sociale o lavorativo.
non mi ricordo proprio bene le definizioni...:sbonk: Comunque, mi sembra che i criteri di :"problemi con la legge-danni a livello sociale e lavorativo(e anche fisico...)" siano quelli citati, anche se non i questi termini.
Racalbuto(docente di psicologia dinamica) riferiva come criterio di definizione di "perversione" il fatto che quet'ultima divenisse l'unico modo in cui l'individuo possa provare piacere sessuale.
Ora, non so' se combaci o meno con i criteri dettati dal dsm...ti rendi conto, comunuqe, che il fatto di essere così limitati nel raggiungimento del piacere sessuale non deve essere comunque bello...:(
OT: Davvero bello il tuo avatar: mi ricorda un articolo che ho scritto per una rivista di videogames sulla violenza nei videogiochi.Citazione:
Originariamente postato da Absinthe
Secondo voi il sado/masochismo ( nelle sue forme più estreme ), va comunque considerato come una delle possibili pratiche sessuali, oppure come una patologia clinica?
Comunque, io classificherei patologie in ambito sessuale solo pedofilia, necrofilia e coprofilia. Quando il sadomasochismo è consensuale, non vedo perché "patologico".
Certo, secondo il DSM è così, ma l'uomo non va etichettato con un manuale. E poi la sessualità è assolutamente libera quando c'è consenso da entrambe le parti.
Oddio, Absi...se è la stessa intervista che ho visto io anni fa' non mi sembrava una coppia particolarmente al limite...anzi...Citazione:
Originariamente postato da Absinthe
Grazie ragazzi per aver dato la vostra opinione!
Fondamentalmente mi trovo d’ accordo anch’ io con quanto avete detto, ogni persona è libera di fare quello che vuole in camera da letto, poiché le modalità di vivere ed esperire il sesso differiscono da persona a persona;
tuttavia penso che il s/m, a differenza di altre pratiche sessuali, possa più facilmente rientrare all’ interno di un’ esperienza potenzialmente dannosa per le persone che lo praticano.
Mi spiego: lunedì scorso mi è capitato di vedere un servizio delle Iene in cui venivano fatte alcune interviste a persone nell’ ambito di festini s/m ecc., e mi ha fatto riflettere l’ intervista doppia fatta ad una “master” e al suo “slave”; ciò che mi è venuto in mente è che, in particolare le persone che ricoprono quest' ultimo ruolo, siano maggiormente a rischio di andare incontro a problemi di natura psicologica.
Il fatto di sentirsi appagati solamente quando la propria persona viene violentata fisicamente, psicologicamente e considerata meno di niente, mi sembra che rappresenti un rischio di non poco conto per l’ integrità del proprio Io.
Naturalmente mi sto riferendo ai casi più estremi, quelli di persone che non riescono a scindere la vita all’ interno delle mura della camera da letto da quella della vita quotidiana; tuttavia, a parer mio, chi si immedesima troppo in questo ruolo ( “slave” ) e lo fa diventare un aspetto predominante della propria vita, rischia poi di sviluppare gravi problematiche... Non so.
Che ne pensate?
Vedevo consenso da entrambe le parti...
Vedendola mi era venuto in mente che, al di fuori del loro particolare menage...queste persone potessero avere una vita tranquillissima e rispettabile...
Non le avrei classificate come "patologiche"...cioè....non mi sarei mai sognata di suggerire loro un trattamento psicoterapeutico, anche perchè non lo avrebbero mai accettato...
Secondo il mio modesto parere, una coppia del genere(o, meglio, uno dei membri di quella coppia) avrebbe potuto presentarsi nello studio di uno psicologo solo nel momento in cui il delicato equilibrio si fosse interrotto....
cioè...:se uno dei due decide che la cosa non gli va' più bene....
Una persona con un rischio maggiore di sviluppare determinate problematiche non necessariamente le svilupperà...dipende da molti fattori. Allora, dire ad una persona maggiormente a rischio "sei malato" lo vedo controproducente...
Il lavoro di psicologo nasce come risposta ad un disagio...o come risposta ad una richiesta di cambiamento da parte di terzi(vedi i casi di malattie egodistoniche che mettono in grave rischio la vita e il benessere di chi le sperimenta o di altre persone), che molto spesso coincidono con le autorità.
Se mancano queste due condizioni, a che senso interrogarci?
secondo me è una patologia, perchè può anche causare danni fisiciCitazione:
Originariamente postato da Absinthe
Secondo voi il sado/masochismo ( nelle sue forme più estreme ), va comunque considerato come una delle possibili pratiche sessuali, oppure come una patologia clinica?
ma credo che come ogni cosa, se non si esagera non è patologica
la patologia forse entra in gioco quando non si può fare a meno di una cosa, quindi io estendo la patologia a qualsiasi deviazione sessuale che impedisce il normale rapporto... e quindi anche all'argomento di un altro thread :cool:
Sono ignorante in materia e alcune cose mi sfuggono.
Se ho capito bene possiamo considerarlo patologico quando è estremo, altrimenti è una normale pratica.
Se uno lascia, e ha piacere, che l'altro gli provochi dolore, da quello che voi dite, possiamo considerarlo una pratica sessuale accetabile.
Se un tizio viene da me e mi dice: "sa dottore dormo male e ho problemi a rilassarmi anche se la mia vita è splendida. Il rapporto con la mia compagna è spettacolare e godo come un mandrillo quando mi frusta a sangue".
Io dovrei considerare la pratica sessuale "normale" e non influente come se mi avesse detto: "ho un rapporto splendido con la mia compagna e ho rapporti sessuali soddisfacenti"?
bè se il dolore non è eccessivo da causare danni allora va ancora bene
però io considerei anche l'aspetto "salve dottore, prima con la mia ragazza ci si frustava, ora ci siamo lasciati e non riesco + a fare sesso normalmente con una ragazza che mi piace, perchè lei non usa queste pratiche"
allora anche li secondo me si tratta di patologia, perchè non riesci a praticare il normale sesso e metti a rischio il tuo rapporto affettivo oltre al solito discorso sulla tua sopravvivenza genetica :)
concordo in pieno.
Francamente credo che chi abbia piacere nel ricevere dolore abbia bisogno di "espiare" e trovi un senso di rilassattezza nel "pagare".
Un pò come certuni che usano il cilicio e roba simile...
Per chi prova piacere nel fare del male, credo si risponda da solo.
ciao a tutti!
sulla domanda che ha fatto absinte, cioe' la prima... dalla mia parte dico che queste pratiche concludono un certo sentimento di paura, la quale e' qualcosa che potrebbe eccittare l' interesse sessuale, aumentarlo ecc. senz' altro, pero', provocare questo sentimento quando il/la partner non lo vuole potrebbe essere "patologico"... "sapere quando smettere" fa le cose anche per quanto riguarda il sesso piu' "sani"...
un' ultima cosa che vorrei dire e' che le fantasie sessuali a volte valgono lo stesso quando rimangono fantasie.
a presto!
Io continuo a creder eche finchè una persona è consenziente e maggiorenne non c'è nulla che non si possa fare Ovvio che non ci deve essere circuizione, e che sia solo un modo possibile per fare l'amore.
E più che paura io invece trovo che nel BDSM ci sia invece un rapporto che richiede una profondissima fiducia ed una grande complicità
Essere legato, frustato, preso a pizzicotti e torturato in nome del piacere dell'altro?
Non condivido.
ciao!
ma angelus_laguna parliamo dei "giochi" sessuali! certo che se la tua ragazza ti lega o ti tortura senza chiederti se lo vorresti e' un' altra cosa! forse hai fatto qualcosa di male!
e' un' altra cosa essere torturato partecipando a qualcosa che potrebbe essere eccitante (per l' altro e forse direttamente o indirettamente anche per te) che essere torturato senza volendolo!
a presto!
theniaka, siamo tutti diversi: per me quello non è , ne può essere considerato, un "gioco" .
E mi spiace dirlo, ma credo che le persone che lo pratichino abbiano altri desideri da soddisfare, che non hanno molto a che vedere col sesso.
E' una mia personale e opinabile idea, ovviamente.
ciao angelus!
certo che si puo' avere qualsiasi opinione si vuole!
mi spieghi per favore cosa intendi dicendo che queste persone vogliono soddisfare altri desideri che questi dedicati al piacere sessuale?
a presto!
mia personale ipotesi da ignorantone eh: se uno vuol essere "sottomesso" credo che non sia tanto un gioco sessuale, ma un modo per sfogare e far uscire un senso di inadeguatezza, un modo perchè sia qualcun altro a mettere in evidenza questo lato del suo carattere.
Viceversa il dominatore.
usare il sesso come modo per far uscire questo lato del carattere che di solito si tiene nascosto.
ciao!
credo di aver capito cio' che dici! secondo me, aiuta essere se stessi al sesso. in generale, direi! il fatto e' che per quanto riguarda il s/m non si vuole provocare del male per fare l' altro soffrire. potrebbe essere anche questo, pero'! anch' io faccio delle ipotesi, visto che ne' sono informata su questo comportamento, ne' lo pratico!
comunque, potrei immaginare che queste persone forse credono che attraverso un' esperienza cosi possano trovare qualcuno con cui "si capiano" che condividono delle esperienze... lo dico, perche' per essere d' accordo a partecipare ad un' esperienza del genere si deve credere che il patner non fara' qualcosa molto pericoloso, che potrebbe farlo perdere il controllo di questa esperienza, che a me sembra tipo "virtual situazione pericolosa/ virtual tortura"! vabbe'... voglio dire che e' una pratica che secondo tutto cio' che ho detto prima avvicina gli ammanti.
quando uno trova piacere solo a queste pratiche... boh! non so... forse e' un problema magari grave! anche se uno lo vuole fare senza chiedere l' altro se lo vorrebbe e' un problema! e questi 2 sono problmei eventuali quanto parliamo di qualsiasi comportamento sessuale, secondo me!
spero di essermi espressa chiaramente (e senza molti errori!)!
a presto!
il concetto di disparità del "power" all'interno della coppia, specialmente in ambito di sessualità, mi crea un senso molto forte di disagio.
sono concetti molto delicati poichè nessuno stabilisce cosa sia s/m e cosa non lo sia. dal bacetto delicato sulla punta delle labbra alle pratiche più efferate e autodistuttive passa un continuum che non ha zone di discontinuità e allora chi può mettere un paletto e dire di qui è sano e di la è malato, pensateci...
di volta in volta quel paletto può essere spostato cm dopo cm
la sola cosa che rende una pratica non sana è quando provoca dipendenza da essa, se io non riesco più a provare piacere se non dopo aver fatto una determinata cosa allora questo è non fisiologico poichè il mio interesse è deviato dalla relazione e dalla sua sfera più profonda ad un oggetto o pratica oggettiva.
Ma quale "patologia clinica"...perchè per forza dare una diagnosi...
Sono dei poveri annoiati e basta!!!!
Semply, purtroppo non sempre sono dei poveri annoiati...
Noi del "mestiere" studiamo fino allo sfinimento le cosiddette parafilie, forme di eccitamento che deviano dal consueto scambio di passione/affetto, nel senso che sono ad esso sostitutive :look:
Queste sono (oltre ad altre minori) esibizionismo, voyeurismo, freutterismo, zoofilia, pedofilia, masochismo, sadismo, feticismo, feticismo di travestimento.
Tutti possono avere certe curiosità o inclinazioni o perversioni varie... tutti possono provare nuovi modi per divertirsi e non sto a giudicare (anche se personalmente mi fanno un pò tristezza se causati dalla noia!) ma se questo ti impedisce di avere rapporti sani e belli, non sei solo annoiato... stai male per davvero! Guarda per esempio il film "La pianista"...
..scusate se mi intrometto, mi chiamo luigi, ho 40 anni, sposato.
la mia sessualità è sempre stata molto tradizionale, mai preteso ne tantomeno subito presioni sadomasochistiche....
da pochi mesi a questa parte la mia mente ha cominciato a svolazzare.... mi sono spesso immaginato in situazioni psicologiche ed anche sessuali in cui avevo un ruolo sottomesso, dominato (rapporti etero ma anche omosessuali).
è iniziato cosi... quasi per caso, con un sogno... ora la fantasia ha proseguito questo percorso ma nella realtà sono troppo vigliacco per metterla in pratica.
avrei bisogno di parlarne, di confrontarmi, ma anche questo mi impaurisce... mi limita...
la mia indole sottomessa, uscita prepotente dalla scorsa estate, viene fuori nei pensieri notturni e nei momenti di mia personalissima intimità... quando sono solo con me stesso.
certo... parlarne ed affrontare me stesso sarebbe un modo per aprirmi... per capire...
sono poco pratico di questo forum/blog... non ne conosco i meccanismi... mi piacerebbe molto che qualcuno potesse spiegarmeli... se volete anche con email o msn messenger... [email protected] (la prima lettera è elle minuscola) per evitare di annoiare tutti.
ad esempio non so bene a chi ho effettivamente mandato questo messaggio, se ad una persona sola o a tutta la comunity.
un caro saluto e scusatemi ancora per il disturbo.
luigi
il consiglio che posso darti è quello di conoscere te stesso, senza paure ma con molta razionalità
puoi scegliere di seguire una via terapica se ritieni che questo sia per te una patologia o se ritieni che possa alterare i tuoi equilibri e la tua serenità
se al contrario ritieni che questo possa essere un percorso da compiere la sola cosa da fare è provare, anche se ti consiglio di selezionare bene affinche tu non cada i situazioni "sterili", ricordati solo che la cera forma di patologia è la dipendenza , sia da pratiche sia da situazioni
per il resto vivi la tua vita
ciao Iserafico :), in questo forum non è possibile discutere di questioni personali, è possibile conversare di idee personali su questioni generali.
Continuo ad invitare tutti gli utenti del forum che intendono scrivere in "Sessuologia" che non è possibile porre domande e/o chiedere aiuti sulla sfera sessuale-relazionale personale e che non è possibile, d'altro canto, fare ipotesi, diagnosi, dare consigli et simila a chi chiede/domanda supporto/consigli.
Grazie :)
Pasini in questo distingue le perversioni soft da quelle hard...
per soft intende solo una collusione non negativa ed esclusiva con alcuni aspetti della perversione che non influiscono sulla sessualità in generale
le hard invece hanno carattere di esclusività impedendo una normlae attività sessuale se non legata all'atto perverso...
Beh è questione di terminologia... hard = patologica... se ho ben capito :)
non ho mai amato molto Pasini, ma sono d'accordo con lui, la patologia (hard) sta solo nella esclusività e quindi nella dipendenza, tutto il resto è solo fantasia e creatività
nemmeno io lo amo molto..perde di scientificità a volte secondo me x creare dei romanzi...
ma qui a mio parere la terminologià mi sembra appropriatissima!!!!
Non sono un esperto in materia, ho solo un amico che mi ha parlato delle sue esperienze con la sua ex (ma non so fino a che punto siano corrispondenti a verità perché lui è un mitomane e sospetto che sia anche un borderline) e un conoscente gay che ha messo degli annunci su siti specifici per trovare dei partner.
Premesso che non riesco a capacitarmi come si possa provare dell'eccitazione sessuale nell'infliggere o nel subire trattamenti piuttosto energici e umilianti (ho letto da qualche parte che nel secondo caso, si tratterebbe della riproposizione più o meno enfatizzata di episodi del passato), mi risulta che esiste una scriminante fra gli individui che, durante o dopo queste sedute, hanno dei rapporti sessuali con il partner, e altri che, invece, non hanno alcun ineteresse a fare ciò.
Detto questo, io ho l'impressione che esista tutto un sottobosco di persone che si eccitano a coltivare questi fantasmi, senza poi metterli in pratica, o che si limitano a ricorrere nel corso della loro vita sessuale a gadget erotici tipo falli finti, frustini, corde o manette, eccetera, adoperati oltretutto in maniera piuttosto blanda. Tutto questo spiegherebbe, rispettivamente, la quantità impressionante di annunci che si possono trovare in rete e l'offerta notevole di prodotti Bdsm da parte di siti specifici.
Poi esisteranno pure i Master e gli Slave professionali, dotati di sale apposite e strumentazioni sofisticate, ma credo che si tratti per lo più di un fenomeno "di nicchia".
credo che non bisogna mai giudicare, ho avuto anche io delle esperienze passate in questo campo e credo tutto può essere formativo se inquadrato in un ottica di crescita nella consapevolezza, come già detto l'unico pericolo è la dipendenza