Ciao volevo cominciare con voi una discussione sulla possibilità di dialogo tra la Psicologia e la Fede..voi che ne pensate?
Printable View
Ciao volevo cominciare con voi una discussione sulla possibilità di dialogo tra la Psicologia e la Fede..voi che ne pensate?
ciao, quello che dici fu trattato dalla scolastica di san tommaso d'aquino... mi pare che il trattato di tommaso si chiamasse summae teolgia... cmq queste idee furono riprese da agostino gemelli.... sarebbe carino se ci fosse un papa di ideologia neoscolastica anzichè proveniente dall'inquisizione domenicana come quello attuale....
se tu mi dici che vuoi un dialogo tra scienza e fede ed ergo tra psicologia e fede sempre assumendo per vero che la psicologia sia scientifica... a mio avviso è una cosa inconciliabile... a mia opinione e punto di vista vedo la figura dello psicologo come ateo nel senso che vedo lo psicologo come una sorta di prete per atei.... sono di questa idea perchè penso che qualsiasi ateo se ha una depressione oppure non dorme la note di sicuro andrà a chiedere il perchè ad uno psicologo....
viceversa una persona non atea ma schierata fedelisticamente all'insorgere di depressioni o disturbi psichici molto probabilmente si rechera in chiesa a rimettere i propri peccati, oppure si recherà da qualche mago per comprare fortuna....
purtroppo io vedo lo psicologo come una professione scientifica nel senso che deve trovare una causa per ogni comportamento palesato.... se viceversa assumiamo come psicologi che il comportamento delle persone è tale perchè a volerlo è il divino oppure giustifichiamo i comportamenti e le allucinazioni perchè reputiamo il diavolo la sorgente di tali accadimenti secondo me la nostra professione non avrebbe senso....
lo so che è impopolare quello che affermo ma nulla mi toglie dalla testa il fatto che se le religioni nn esisterebbero noi avremmo molti ma molti ma molti in pìù...
fosse per me da psicologo ateo vorrei scrivere io un neo malleus maleficarum per tutti i maghi, santoni, streghe e cartomanti che pullulano la nostra penisola truffando i sentimenti della povera gente....
qualcuno qualche anno fà cerco il connubio tra psicologia e religione, prese questi 2 concetti li mise in un frullatore ed indovinate cosa ne uscì? l'uomo si chiamava ronny hubbard ed il frullato che ne usci lo chiamò scientology... successivamente a lui ci furono degli ebrei che ugualmente tentarono di mettere nel frullatore i 2 concetti di psicologia e religione, e ne usci il movimento raeliano... fino all'ultimo tentativo che è quello della stradecantata new age! ogni tentativo di sposare i 2 concetti si rivela un abborto come mai? io personalmente sono per la separazione anzì reputo le religioni un gradino dell'evoluzione culturale umana da superare alla svelta! anzi è durato anche troppo e ha causato troppi morti.... se mettiamo su una bilancia tutti i morti causati dalle religioni e dall'altra il benessere che ha prodotto il pregare gli dei, chissà dove pende la bilancia? certo che nel 2006 credere ancora che esistono gli dei è dura.... posso capire i bambini che credono alla befana... certo poi da ateo mi chiedo se è possibile eliminare tutte le religioni ma mi rispondo; come si fà ad eliminare una cosa che ormai è diventata business? praticamente impossibile.... l'unica maniera per far crollare tutte le religioni in un solo colpo sarebbe l'arrivo degli alieni.... da ateo posso dirti che la mia fede è che nella mia vita possa assistere anzichè ad un miracolo religioso all'arrivo degli alieni.....
il concetto di alieno mi entusiasma molto di più di quelli contenuti in tutte le religioni... e l'unica religione che si avvicina a questo concetto è quella ebraica... da sempre la religione ebraica fa riferimenti a qualcosa che deve arrivare dal cielo.... cmq come ateo mi sebra una barzelletta il fatto che gli statiunitensi giochino a poker con gli alieni nella base dell'area 51....
Ciao, grazie per aver aderito alla discussione che ho proposto. Prima di tutto vorrei spiegare meglio una cosa su cui non sono stata molto chiara. Io mi riferisco alla religione cattolica e non certo a delle sette o movimenti alternativi, non mi riferisco a maghi e santoni ma alla fede in Cristo. Anche io come te penso che che questa categoria di persone danneggi seriamente la vita di tante altre ma a differenza tua credo che non tutti, purtroppo, siano dei ciarlatani...questo però è un altro discorso che se ti va potremmo affrontare. Rigurdo alla fede e la psicologia io credo che possano dialogare e trovare un connubbio....credo che molte volte la fede possa aiutare in tante situazioni ma non come un paliativo ma come vera soluzione...credo ancora che la fede non nasca da noi dalla nostra mente o dai bisogni che sublimiamo attraverso la credenza nel divino..credo che la fede sia un dono che viene da Dio e che Egli dona a tutti, poi sta a noi in virtù del libero arbitrio scegliere di accettarlo o meno.E penso che Dio esista, sì nel 2006 penso che Dio esista e operi attivamente nella vita dell'uomo, nel corpo, nello spirito come nella mente. Sono convinta che la Psicologia possa solo arricchirsi dialogando con la fede...e lo psicoogo cattolico possa avere una marcia in più per aiutare chi è nel bisogno. Non penso che lo psicologo sia un prete degli atei, penso che sia "uno scienziato"(passami il termine) in quanto ritengo la psicologia una scienza (pensa che provengo dall'indirizzo sperimentale) ed in quanto tale si debba occupare della sua materia in modo professionale ma da psicologa cattolica penso che nella mia professionalità non possa e debba mancare lo sguardo rivolto al cielo ( e non in attesa degli alieni...o di segni particolari...), lo sguargo rivolto agli insegnamenti di Cristo.
Ciao e a presto
ciao, è quello che intendevo come prete degli atei, nel senso che lo psicologo fornisce una spiegazionale razionale e scientifica della mente e del conseguente comportamento umano.... non è colpa mia se nella bibia del prete psicologo è mi riferisco ovviamente al sacro testo DSM-IV tutte quelle cose relative ad apparizioni, visioni mistiche, stati di trans ecc... vengono riconosciuti dalla psichiatria e psicologia internazionali come disturbi mentali.....
in soldoni ti garantisco che se cristo tornasse sulla terra nel 2007 molto probabilmente non verrebbe crocefisso ma di sicuro internato in qualche CIM o presso qualche SERT a disintossicarsi per presunto uso di sostanze stupeffacenti.....
ora se sia giusto che si sia creato questo solco tra psichiatria/psicologia e religioni nel senso che qualsiasi psichiatra o psicologo inquadra come disturbo mentale quello di essere dei fanatici religiosi...
io personalmente rispetto chi aderisce alle religioni ma come psicologo reputo abberrante il solo poter pensare che tutti i miliardi di persone che vivono sulla terra non agiscono nel mondo per loro volontà ma le loro azioni sono dettate in maniera coattiva dagli dei..... perchè secondo il cristianesimo tengo a ricordare che la coscienza umana è volonta di dio... pensate che studiare la mente fino all'800 era proibito perchè viggeva l'assunto:" l'uomo è ad immagine di dio ergo la mente umana è la mente di dio quindi lo studio della stessa è dominio esclusivo della teologia e della chiesa, ne consegue che ogni metodologia di indagine della mente ad esclusione della teologia è da considerarsi blasfema è strumento del maligno!" Fino a chè verso il 900 un signore austriaco che stava sempre a pipa in bocca e si chiamava sigmund freud guardò il vaticano e disse: "non è Dio che ha fatto l'uomo a sua immagine e somiglianza ma viceversa è stato l'uomo che si è creato un Dio a sua immagine e somiglianza ergo si palesa che la teologia come unico modello di investigazione della mente è un fallimento totale".
Poi io che sono un fans di skinner sovente metto le religioni alla stessa stregua del campanello nel condizionamento del cane di pavlov... anche se per fortuna del cane di pavlov ogni volta che suona il campanello (religione) compare sempre la ciotola di cibo... sfortunatamente per gli umani invece anche se preghiamo tutti assieme è difficile che piova la manna dal cielo.....
per quanto riguarda la nostra materia si potrebbe magari potenziare un pò quelli che sono gli studi della parapsicologia nel senso di trovare spiegazioni scientifiche e psicologiche in merito ai molti fenomi che il popolo comune categorizza come: magici, mistici, veggenti, prevegenti ecc...
che il cervello abbia potenziali latenti ancora inesplorate è noto ma che noi psicologi anzichè esplorare scientificamente queste potenzialità latenti ci limitiamo ad osservarle stupeffati indicandole come segno di fede a me un pò cadono le braccia.... mi torna in mente quando gli indiani di america guardavano estereffati e timorosi lo sbarco di cortes e dei conquistadores spagnoli quasi paragonandoli a degli dei e non a dei criminali, ladri, assassini che erano in realtà.. lo sò che impopolare quello che dico ma io sono del parere che le religioni chiudono la mente anzichè aprirla.... le metto alla stessa stregua del concetto di nicchia ecologica del darwinismo... nel senso che la religione diventa una culla culturale per un certo tempo poi collassa e ne nascono altre che ridiventano a loro volta nicchie culturali..... ma ripeto in chiave paretiana qual'è l'utilità della religione? mia madre è cristiana e mi dice sempre: "Gesù Cristo ha creato una cosa più desiderata di lui: I SOLDI!"
A dire la verità il Cristianesimo è caratterizzato dalla profonda libertà dell'uomo, che è "liberissimo" di credere o meno, l'unico precetto è l'amore.Citazione:
Originariamente postato da Yezidism
io personalmente rispetto chi aderisce alle religioni ma come psicologo reputo abberrante il solo poter pensare che tutti i miliardi di persone che vivono sulla terra non agiscono nel mondo per loro volontà ma le loro azioni sono dettate in maniera coattiva dagli dei..... perchè secondo il cristianesimo tengo a ricordare che la coscienza umana è volonta di dio...
Che la coscienza umana sia "volontà di Dio" è negato dai principi più alti e fondamentali della Teologia, ossia, è l'esatto opposto di quello che dici tu. L'uomo non è mosso come un burattino né dal Dio cristiano né da altri Dei di altre religioni :| ... quello del "Demiurgo" è un assunto Platonico ripreso (al limite) solo da Cartesio con il "Dubbio Iperbolico"... entrambi vedevano Entità che Governavano decidendo per gli uomini...
... ma non è assolutamente l'ottica delle 3 grandi religioni monoteiste né della stragrande maggioranza di Religioni.
Yezidism, occhio comunque a non lasciarti andare a commenti troppo "spregiudicati" ;) è sempre utile dare uno sguardo al Regolamento
... ed evitare commenti tipo questo:
anche perché in genere fanno degenerare le discussioni. Ma questo lo sai bene visto che non è da poco che posti sul Forum no? ;) Quindi attenzione...Citazione:
Postato da yezidism
in soldoni ti garantisco che se cristo tornasse sulla terra nel 2007 molto probabilmente non verrebbe crocefisso ma di sicuro internato in qualche CIM o presso qualche SERT a disintossicarsi per presunto uso di sostanze stupeffacenti.....
E' un argomento affrontabilissimo benché delicatissimo, purché non si "vomitino" considerazioni e si posti in un'ottica di "rispetto e consapevolezza" di quanto si scrive... Avvertito :)
Trovo francamente offensivo il tono e la sostanza del discorso fatto da Yezidism, che di fatto è ben poco rispettoso delle credenze e dei convincimenti altrui, e inviterei lo stesso, prima di rispondere, a pensare a come si è sentito lui quando nel thread "a mali estremi estemi rimedi" gli è stato risposto in modo poco ortodosso.
Per il resto mi trovo pienamente d'accordo con Sorrisjhs: il tuo ragionamento si aggancia bene alla teoria della dimensione transpersonale della corrente della psicoterapia psicosintetica, ma tu ti spingi un pò oltre in un discorso che mi sembra completo e che non si basi unicamente su dati scientifici.
Concluderei con una piccola puntualizzazione dicendo che il pontificato di Benedetto XVI° non è basato sull'inquisizione, ma sull'ecumenismo, un atteggiamento che la psicologia dovrebbe fare proprio.
Ciao Mary , scusa non ho capito cosa volevi dire con la seconda parte del tuo msg...ho letto qualche msg precedente e sono rimasta un attimo turbata....:eek: confused:
Riporto parte del tuo intervento:
"Per il resto mi trovo pienamente d'accordo con Sorrisjhs: il tuo ragionamento si aggancia bene alla teoria della dimensione transpersonale della corrente della psicoterapia psicosintetica,
ma tu ti spingi un pò oltre in un discorso che mi sembra completo e che non si basi unicamente su dati scientifici."
quindi prima di risponderti, per non sbagliare, vorrei capire meglio...per il momento posso solo dire che ovviamente nel lavoro lo psicologo come ogni altro professionista debba essere professionale, basandosi su dati...magari empirici...
quello che volevo dire è ciò che potrebbe fare la differenza nel rapporto col paziente è l'impostazione di fondo che ha uno psicologo cattolico.
Grazie per il tuoi inetrvento hai espesso esattamente gli stessi concetti con i quali avrei risposto io
:approved:
Mi trovo quasi in imbarazzo a postare in questo 3d pieno di citazioni edotte...
Tuttavia vorrei dire la mia.
Credo che scienza e fede non sempre siano inconciliabili. Prendo ad esempio la nascita dell'universo. Gli scienziati sanno spiegare le cose dal big bang in poi, ma prima, come si sia potuta formare una massa di materia e energia "ultra-compressa" questo non si riesce proprio a spiegare...
Zichichi (lo scienziato... non so esattamente se si scriva così il suo nome) disse che solo gli scienziati ciechi non credono in Dio. Infatti, proprio loro che conoscono le leggi dell'universo hanno una grande dimostrazione della sua esistenza. Ad esempio, il fatto che tutta la fisica dell'universo, dal microscopico al macroscopico, sia regolata da 3 leggi fisiche fondamentali secondo lui è la prova di un rigore che non può essere attribuibile al nulla, al caos, ma ad un principio ordinatore. Ciò che noi chiamiamo Dio.
Poi mi trovo a pensare alla mia pratica di psicologa e mi viene in mente il mio tirocinio al consultorio familiare, quando una tirocinante in psicoterapia non se la sentiva di svolgere i corsi di educazione alla sessualità perchè alcune domande ("masturbarsi è sbagliato? qual'è l'età giusta per fare sesso?") la mettevano in conflitto rispetto alle sue credenze religiose (masturbarsi è un peccato, si fa sesso solo dopo il matrimonio) e invece sapeva benissimo ciò che da psicologi occorreva rispondere (la masturbazione è un modo per conoscersi, non c'è un'età giusta per fare sesso). Questi precetti della fede credo che siano esempi di come gli uomini abbiano, nei millenni, distorto o estremizzato alcuni insegnamenti della fede che di base sarebbero utili, oppure di come gli uomini non abbiano saputo attualizzare alcuni insegnamenti della fede che risalgono a migliaia di anni fa.
Concludendo, non credo che "lo psicologo cattolico possa avere una marcia in più per aiutare chi è nel bisogno", come dice sorrisjhs, perchè non è sempre produttivo per il paziente applicare gli insegnamenti religiosi, che spesso sono fonte di sensi di colpa (vedi l'esempio della masturbazione che ho fatto sopra). Credo che come scienziati che tentano di comprendere il comportamento umano, gli psicologi possano anche avere fede e credere che dietro a ciò che osserviamo ci sia "di più". Tuttavia non credo che nella pratica clinica noi possiamo "predicare" i precetti religiosi.
In effetti mi sono spiegata da cani! Corro ai ripari partendo da adamo ed eva: hai presente la storia dei neutrini, particelle che dovrebbero essere nello spazio? Gli scienziati dicono chiaro e tondo che non solo non sanno come siano, ma non sanno con certezza neppure se effettivamente ci siano. Tuttavia ci sono delle forze di propulsione nello spazio, che determinano variazioni orbitali particolarmente di meteoriti, scorie e piccoli satelliti, che sono così forti da andare persino contro la forza centripeta dei pianeti e delle stelle e contro quella centrifuga di galassie, sistemi solari eccetera. Queste forze di propulsione sono chiamate convenzionalmente neutrini. In poche parole: sappiamo che ci sono questi elementi ma non siamo in grado di spiegarli nè di provarli, non abbiamo alcun dato, ma sappiamo che ci sono perchè solo ammettendo la loro presenza possiamo spiegarci molti movimenti astrali.
La teoria della dimensione transpersonale prende spunto da questo e si spiega bene con i malati terminali: hai visto come spesso sono proprio questi a fare forza ai familiari, non perdono la speranza, e sembrano dotati di qualcosa in più rispetto a quando erano sani? questo si spiega con la dimensione transpersonale che dice che l'uomo può trovare una forza dentro di sè che non è concettualizzabile, eppure esiste: l'esempio principe è appunto la fede.
Quanto al resto concordo con te in linea di massima, definiamo scientifico ciò che possiamo provare con dati empirici.......ma non possiamo dire che ciò che non riusciamo aprovare non esista! Come diceva Einstein......"chiunque non ammetta che esista qualcosa di insondabile nel mondo che ci circonda è destinato ad essere un pessimo scienziato", come dire.......non diciamo aprioristicamente che quello che è spiegabile e dimostrabile oggi non possa esserlo anche domani!
Non sono cattolico, né professo altre religioni. Penso che credere che qualcosa di soprannaturale controlli qualcosa anche semplicemente "donando" la fede, rischi di essere limitativo nei confronti di ciò che la persona può determinare di sé stesso e della propria vita. Quindi non vedo molta possibilità di dialogo tra strumenti di risoluzione del disagio e religione.Citazione:
Originariamente postato da tata_moni
Concludendo, non credo che "lo psicologo cattolico possa avere una marcia in più per aiutare chi è nel bisogno", come dice sorrisjhs, perchè non è sempre produttivo per il paziente applicare gli insegnamenti religiosi, che spesso sono fonte di sensi di colpa (vedi l'esempio della masturbazione che ho fatto sopra). Credo che come scienziati che tentano di comprendere il comportamento umano, gli psicologi possano anche avere fede e credere che dietro a ciò che osserviamo ci sia "di più". Tuttavia non credo che nella pratica clinica noi possiamo "predicare" i precetti religiosi.
Tuttavia ritengo che pur di risolvere il disagio va tutto bene. Non sono cattolico, ma non impedisco a nessuno di esserlo e se la scelta religiosa serve a limitare altri danni, ben venga. Cioé, mi viene in mente, con tutto il rispetto, la scena di Blues Brothers in cui i protagonisti vedono "la luce" con la musica di James Brown. Se una persona decide di farsi prete o suora o missionario laico per guarire il suo personale male di vivere, facendolo in maniera convinta, non trovo nulla di strano a considerarla una scelta terapeutica valida, ma diventa una scelta personale da cui penso che lo psicologo dopo una fase iniziale debba chiamarsi fuori e sicuramente non debba predicare. Teniamo presente che a volte ci può anche spettare il compito di favorire ciò che per quella persona rappresenta una soluzione, al di là delle nostre convinzioni
Mi sembra un punto di vista ragionevole.Citazione:
Originariamente postato da saperessere
Non sono cattolico, né professo altre religioni. Penso che credere che qualcosa di soprannaturale controlli qualcosa anche semplicemente "donando" la fede, rischi di essere limitativo nei confronti di ciò che la persona può determinare di sé stesso e della propria vita. Quindi non vedo molta possibilità di dialogo tra strumenti di risoluzione del disagio e religione.
Tuttavia ritengo che pur di risolvere il disagio va tutto bene. Non sono cattolico, ma non impedisco a nessuno di esserlo e se la scelta religiosa serve a limitare altri danni, ben venga. Cioé, mi viene in mente, con tutto il rispetto, la scena di Blues Brothers in cui i protagonisti vedono "la luce" con la musica di James Brown. Se una persona decide di farsi prete o suora o missionario laico per guarire il suo personale male di vivere, facendolo in maniera convinta, non trovo nulla di strano a considerarla una scelta terapeutica valida, ma diventa una scelta personale da cui penso che lo psicologo dopo una fase iniziale debba chiamarsi fuori e sicuramente non debba predicare. Teniamo presente che a volte ci può anche spettare il compito di favorire ciò che per quella persona rappresenta una soluzione, al di là delle nostre convinzioni
A questo proposito invito chi sostiene la posizione che "lo psicologo cattolico ha qualcosa in più" a spiegare meglio il concetto. Anche la questione della dimensione transpersonale non mi è del tutto chiara.
In ogni caso grazie per aver aperto questo 3d perchè è molto interessante!:approved:
Io in realtà non intendevo dire che lo psicologo debba "predicare i precetti religiosi" durante un trattamento....ma penso che per una persona che crede (e non sia solo il cristiano della domenica..)sia inpensabile ed improponibile fare della propria vita una cassettiera...aprire il cassetto della fede quando si va in chiesa e chiderlo quando si è a lavoro...io la penso così...la fede deve essere vissuta con globalità e non parcellizzata....o tirata fuori quando si può o fa più comodo.
Andando contro a molti e alle grandi correnti psicologiche io credo che la conoscenza di sè del proprio corpo possa avvenire anche in altri modi oltre alla masturbzaione. Per quanto riguarda i rapporti sessuali (su cui è conosciuta ampiamente la posizione della chiesa) chi dice che sia salutare fare sesso a qualsiasi età....forse servirebbe una certa maturità....per viverlo appieno e con consapevolezza. Anche saper aspettare potrebbe rappresentare dei tasselli utili per costruire la formazione e la maturaziuoe dell'individuo.
La dimensione transpersonale l'ho spiegata male, lo riconosco, per un mio limite.........comunque la trovate fra le basi teoriche della Sipt che è la Scuola Italiana Psicposintesi Terapeutica: psicosintesi è in contrapposizione a psicoanalisi. L'ho spiegata male anche perchè, come dicevo, non è dimostrabile empiricamente, almeno a detta delle altre scuole: alla fine è una teoria di riferimento per la pratica psicoterapica, con i suoi pregi e i suoi difetti, come gli altri!
Questo argomento mi ha preso da quando ho deciso di iscrivermi a psicologia..ed ora che sono laureata ancora non mi lascia quindi ho pensato di proporlo e condividerlo con voi per una discussione che apra nuovi orizzonti ed aiuti tutti a crescere dal confronto :)
....non voglio dire che chi non è uno psicologo cattolico non sia un buono psicologo, meno preparato e meno bravo...
Quello che sto per dire aprirà mille altre discussioni ma spero che tutto sia trattato con rispetto e moderazione... :) per tutti...
Io credo che molti mali della psiche abbiano un'origine spirituale e possano essere risolti sicuramente, ma non solo, con tecniche professionali ma anche attraverso i sacramenti. e questo sicuramnte è più facile che lo riconosca e lo affronti uno psicologo cattolico, non perchè più bravo ma perchè più sensibile all'argomento.
Vi invito a leggere, se vi interessa l'argonento, i testi scritti da Padre Amorth, uno dei più grandi esorcisti italiani, e tra i tanti "Esorcisti e Psichiatri" un libro che molto espicativo che sicuramente potràc hiarire molti dubbi e domande molto più e molto meglio di me. Oppure "Come leone ruggente " di Tarcisio Mezzetti (lui è laureato in farmacia ed insegnate di Chimica..scrivo questo per sottolinearne le basi scientifiche..). Oppure ancora gli scritti del Vescovo Andrea Gemma.
Concordo in pieno, anzi di più!
è una questione di punti di vista, di livelli si realtà con cui si vuole osservare un fenomeno: lo stesso fenomeno può essere interpretato in 1000 modi diversi a seconda del paradigma che prendiamo come "filtro": x esempio una donna che striscia per terra può essere vista come posseduta dal demonio (x la chiesa), come un caso di isteria (x la psicoanalisi), come un caso di schizofrenia (x la psichiatria), ecc.Citazione:
Originariamente postato da sorrisjhs
Io credo che molti mali della psiche abbiano un'origine spirituale e possano essere risolti sicuramente, ma non solo, con tecniche professionali ma anche attraverso i sacramenti. e questo sicuramnte è più facile che lo riconosca e lo affronti uno psicologo cattolico, non perchè più bravo ma perchè più sensibile all'argomento.
Per quanto riguarda il "dialogo" tra scienza e fede, secondo me non è possibile xke sono inconcibliabili: la fede richiede, appunto, una fede cieca, assoluta e incondizionata; la scienza al contrario fonda il suo metodo sul'osservazione, sulla falsificabilità e soprattutto è relativa e confutabile. :sisi:
un uomo di Chiesa non metterà mai in discussione la propria fede x aprirsi a prospettive che provengono dalla ricerca scientifica(xke appunto ha fede); al contrario, uno scienziato può analizzare scientificamente xke (x esempio) pregare fa bene al cervello dal punto di vista biologico o chimico.
Infatti se la chiesa dialoga con qualcuno, per essa è sottinteso che l'interlocutore si inchini di fronte alla verità assoluta della fede, xciò secondo me il dialogo tra chiesa e scienza è impossibile.
Ciao rasputin, non pretendo di cambiare il tuo parere ma ti invito a leggere i testi che ho consigliato prima, inoltre ne aggiungo un altro scritto da uno psichiatra "Psicologia e Teologia in dialogo" di T. Cantelmi.
Per quanto riguarda la questione della donna posseduta/isterica/ schizofrenica....ti assicuro che dopo aver visto una personaposseduta in piena crisi svanisce ogni dubbio sull'origine del suo male..ma certe cose purtroppo si credono solo se si vedono direttamente. Non pretendo di convincerti con poche righe.
Più che altro sarebbe bello spingere la discussione a livelli più profondi. E' errato dire che la Chiesa non ammette dubbi e che nel dialogo con altre discipline si aspetti la genuflessione: non è affatto vero! Primo: perfino Gesù, durante la notte di preghiera nel Getsemani, fa i conti con i propri dubbi, arrivando a mettere in dubbio sè stesso e Dio. Questo sta a significare che il dubbio fa parte della natura umana, che l'istinto umano è indagare, osservare (Gesù ripercorre tutta la sua vita analizzandola da un altro punto di vista), esempio questo che si ritrova nella storia di San Tommaso. La Chiesa sostiene che Gesù si fa vedere nel sepolcro dalla Maddalena per convincerla della resurrezione, cosa che altrimenti avrebbe lasciato molti scettici, e che le visioni da parte di santi e beati avvengano per lo stesso motivo. Scorretto, dunque, affermare che la Chiesa non ammette il dubbio: anzi, è una delle pochissime religioni, insieme con l'induismo, che riesce ad ammetterlo.
Capite bene che il confutare la "genuflessione automatica" a questo punto vien da sè......
E' proprio questo il tipo di pensiero che mi dispiace che uno psicologo abbia!!Citazione:
Originariamente postato da sorrisjhs
Andando contro a molti e alle grandi correnti psicologiche io credo che la conoscenza di sè del proprio corpo possa avvenire anche in altri modi oltre alla masturbzaione. Per quanto riguarda i rapporti sessuali (su cui è conosciuta ampiamente la posizione della chiesa) chi dice che sia salutare fare sesso a qualsiasi età....forse servirebbe una certa maturità....per viverlo appieno e con consapevolezza. Anche saper aspettare potrebbe rappresentare dei tasselli utili per costruire la formazione e la maturaziuoe dell'individuo.
Sia chiaro, non perchè io non rispetti le tue opinioni, che probabilmente possono essere anche migliori di quelle della psicologia, non discuto di questo. Il problema è che, dal mio punto di vista, lo psicologo non riesce a favorire l'empowerement (concetto che finalmente va di moda!) se ha già dentro di sè delle soluzioni preconfezionate.
Ad esempio, posso concordare con te sul fatto che uno potrebbe anche non masturbarsi, non è che conosci meno il tuo corpo, ma dal momento che l'impulso di farlo c'è in molti, dal momento che molti lo fanno, dal momento che è una cosa che non nuoce nè a te nè agli altri (a meno di non isolarsi dal mondo per avere l'unico rapporto con sè stessi) perchè deve essere considerata una colpa? Se tu credi che non vada fatto, o che si possa evitare, va bene, se lo dici come catechista ancora va bene, ma se tu lo dici agli altri IN QUALITA' DI PSICOLOGA allora non sono più d'accordo. Non sono d'accordo perchè in questo modo non favorisci l'empowerement, ma la conoscenza di una dottrina religiosa (e forse anche qualche senso di colpa!).
In ogni caso mi rendo conto che sia difficile scindere la fede privata dalla pratica professionale ed il fatto che tu ti metta il dubbio su cosa fare, che tu rifletta, secondo me è molto importante e positivo.
é conflittuale voler essere una psicologa cattolica ma non impossibile. Credo che tutti, specialmente noi psicologi, debbano aver un equilibrio interno e delle convinzioni sulle quali basare la propria vita e la propria professione..se io vivessi la mia vita a scomparti da aprire e chiudere all'occorrenza, mi sentirei ipocrita. Questo è scomodo e difficile...ma non impossibile.Quand riconosci nel tuo core che Gesù è il Signore, il creatore..è Sommo Bene...allora comincia a delinearsi nella tua mente la possibilità di dare ancora più coerenza alla tua vita. Sono concetti difficili da esprimere in poche righe...ma non pretendo che tutti mi capiscano. Lo psicologo cattolico vive la sua professione come Vocazione e Testimonianza, puntando al bene Integrale dell'uomo(psichico, fisico e spirituale). :)
Sulla masturbazione ed i rapporti prematrimoniali si potrebbe intavolare un nuovo discorso...ma dubito vivamnete che non apportino danni..
E poi non riesco a capire una cosa che tu dici: se io sono la stesa persona, perchè come individuo o come catechista dovrei pensarla in un modo e poi come psicologa in un altro? Dove sarebbe l'equilibrio e la coerenza? :confused:
scusa ed aggiungo la professionalità?
ma poi quando fai supervisione, dici ai tupi colleghi che hai guarito il paziente con lo spirito e la fede?? :confused:
se tu avessi letto con attenzione tutti gli interventi precedenti non avresti fatto questa domanda che secondo me non merita risposta e ti chiedo scusa lper a franchezza.
Infatti vorrei riprendere un intervento precedente che diceva che come psicologi dobbiamo favorire la ricerca delle soluzioni secondo l'empowerement individuale della persona che ci sta di fronte, non secondo le nostre opinioni personali. L'equilibrio è un concetto dalle molte definizioni, ma credo che possa consistere anche nel rimanere della propria opinione personale, nonostante gli altri la pensino diversamente. La coerenza sta nel non contraddirsi, non nell'essere radicali. Infine la professionalità sta nel non giudicare secondo i nostri parametri giusto/sbagliato, sta nel facilitare un processo decisionale e non nel determinarlo per gli altri. Noi non curiamo le persone, non gli diciamo cosa è giusto o sbagliato, cosa dovrebbe fare per stare bene, noi favoriamo un processo di cambiamento che è già in atto nella persona, altrimenti non andrebbe neanche dallo psicologo, continuerebbe come prima!Citazione:
Originariamente postato da sorrisjhs
E poi non riesco a capire una cosa che tu dici: se io sono la stesa persona, perchè come individuo o come catechista dovrei pensarla in un modo e poi come psicologa in un altro? Dove sarebbe l'equilibrio e la coerenza? :confused:
Dunque, se si ricerca la professionalità, a mio parere si deve essere disposti ad essere recettivi e non giudicanti. Se si fa troppo riferimento ai principi religiosi si rischia di essere giudicanti e precostituiti. Lo stesso rischio c'è abbracciando in maniera troppo stretta una teoria psicologica, si rischia di farla diventare una dottrina piuttosto che una maniera per tentare di capire meglio l'altro.
Poi anch'io sono credente, ma questa è un'altra faccenda.
Ti faccio un altro esempio: una volta in una classe di 3a media mi è stato chiesto cosa ne pensavo dei gay. Tu cosa avresti risposto? Secondo me non sono domande facili... Io ho risposto: "Voi cosa ne pensate?". Credo che il modo migliore per far riflettere le persone sia... FARLE RIFLETTERE!! Se io avessi risposto: "Sono persone che vanno contro natura, che non si ameranno mai appieno, sono malati, ecc." oppure: "Non c'è niente di male, possono esserlo tutti, anche voi, ecc." avrei commesso l'errore di decidere per loro cosa era giusto o sbagliato. Non so se mi sono spiegata.
è molto chiara la tua posizione e ciò che dici.
Nel mio lavoro non ho intenzione di giudicare ne di inculcare le mie opinioni ai miei pazienti ma di usare un approccio globale ed integrato che dia importanza alla totalità dell'individuo in tutti i suoi aspetti e non per ultimo quello della sua spiritualità.
Io prima di essere una psicologa sono una persona con idee e valori e non intendo modificarli o contraddirli perchè la maggioranza degli psicologi o di altri scienziati non li condividono.
Per me essere equilibrati è essere coerenti....ed anche radicali...non si può credere per metà....
E con un tuo paziente di un altra religione, se uno dei suoi problemi fosse proprio relativo al suo conflitto identitario tra sistemi valoriali differenti ?
O fosse anche solo fortemente ateo ? :)
Originariamente postato da Yezidism
io personalmente rispetto chi aderisce alle religioni ma come psicologo reputo abberrante il solo poter pensare che tutti i miliardi di persone che vivono sulla terra non agiscono nel mondo per loro volontà ma le loro azioni sono dettate in maniera coattiva dagli dei..... perchè secondo il cristianesimo tengo a ricordare che la coscienza umana è volonta di dio...
Dagli dei o dalla TV...............????c'è l'imbarazzo della scelta........
Prima rispondo ad Aleandros una cosa è certa Dio ci lascia liberissimi di scegliere. E questa potrebbe essere la ragione per cui tu non lo riesci a conoscere..non lo hai scelto.
Quando mi capiterà di avere un pzaiente di un'altra religione continuerò ad essere una psicologa cattolica..a lui la libertà di scegliere....
Io non intedo col mio lavoro lavare la mente dei miei pazienti...non so gli altri...
Credo che la discussione stia un poco degenerando. L'argomento iniziale era se è possibile un dialogo tra psicologia e fede. Non proponevo di rivolgere invettive contro chi non la pensa come noi.
Quando comincia a pensare al tirocinio, mi imbattei in una struttura autorizzata di Bologna, che aveva un consultorio proprio aperto al pubblico. La struttura aveva sede presso un parrocchia e mi spiegarono che il tirocinio era suddiviso in percorsi sistemico relazionali e psicoanalitici. In più loro svolgevano corsi per genitori, di cui non ho approfondito i contenuti.
Da non cattolico, sono il primo a dire che in questa nostra società l'unica morale, l'unica etica che oggi possiamo contrapporre alla morale del consumismo più sfrenato e dell'individualismo imperante, è la morale cattolica.
Per cui una struttura a fondamento religioso, che faccia terapia usando la psicoanalisi, dimostra la possibile conpresenza di due approcci apparentemente molto diversi, visto che qualcuno ha fatto l'esempio della masturbazione e dell'omosessualità.
D'altronde è mia personale convinzione che ogni morale, ogni etica, corrano il rischio di diventare delle gabbie, un specie di vestito troppo stretto, come lo definiva Laing.
Quindi apprezzo l'ipotesi di "far riflettere" i ragazzi e di aiutarli a cercare e a costruire una loro morale, una loro etica, che li soddisfi in pieno, che sia veicolo della loro crescita e realizzazione esistenziale, come affrancamento dal disagio. Giustamente sarebbe difficile dimenticarsi di essere cattolico quando si fa terapia. Penso che il rischio maggiore sia dello psicologo, perché nel momento in cui il paziente non si ritrovasse nella strada tracciata dal terapeuta, sarebbe libero di cambiarlo. Allo psicologo resterebbero, secondo me, mille dubbi, di natura deontologica, professionale ed esistenziale.
ammetto che non ho letto i post precedenti....ho letto solo il primo x sapere qual'è l'argomento e poter dire anch'io la mia opinione :smile:
io continuo ad essere dell'idea ke nella pratica privata con i pazienti, è bene ke sappiano meno cose possibile sul proprio terapeuta, compreso la sua religione,..come dice proprio Freud "bisogna essere opachi come una lastra di specchio", xke al centro dell'interesse ci deve essere il paziente, non il terapeuta.
Se dire al paziente di essere di una certa religoine può aiutarlo a sentirsi compreso.ecc., allora ok.
Altrimenti trovo "difensivo" da parte del terapeuta influenzare con la religione la pratica con i pazienti, xke mi risulta ke quando si fa una terapia bisogna attenersi a dei modelli ben precisi :mumble:
Ma scusate: stiamo parlando dello psicologo credente che siccome è credente si fa influenzare dalla fede e dunque cessa automaticamente di essere un buon psicologo?
In quanto cattolica è chiaro che nel mio lavoro vengo influenzata dal mio sistema di valori.......è inevitabile! E ne vengo influenzata esattamente come ciascuno di noi si fa influenzare dal proprio sistema di valori, dal proprio passato, è assurdo pretendere di essere assolutamente equilibrati e impermeabili alle esperienze e alle credenze, non siamo mica macchine!
Tutto ciò per dire che trovo assurdo e inconcludente parlare di come, quando e perchè veniamo influenzati: lo siamo, punto, che ci piaccia o meno, di fatto lo siamo. Non vedo perchè dovrei dimenticarmi di me, di quello che sono, penso, sogno e credo solo perchè sono una psicologa.
Dunque il problema dove sta?
Concordo pienamente con Mary.
Per qaunto riguarda l'intervento di Rasputin: ti invito a leggere, con attenzione, tutta la discussione.
Troverai le riposte che cerchi. Non è il caso di ripetersi.
Questa volta vi scrivo per salutarvi tra 2 ore parto per le vacanze....ricomincerò a partecipare alla discussione al mio ritorno. Buone vacanze anche a voi! :adieu:
ciao, dopo aver letto mere opinioni sul mio rapporto verso la fede cristiana ci tengo a fare delle mie precisazione soprattutto rivolte a marcheseblu ed altri che hanno sicuramente frainteso alcune cose di me.
1) Credo che ci siano ben pochi atei al mondo ad avere l'immenso rispetto che io verso la religione cristiana.
2) se il codice deontologico della professione di psicologo prevede l'uso del manuale psicodiagnostico dei disturbi mentali (DSM-IV) dove c'è scritto che talume forme di trans, allucinazioni e misticisismi sono da inquadrare sotto forme di disturbi psichici o di personalità la colpa è mia? Se mi venisse un cliente e mi dicesse di udire il demonio che gli sugerisce di fare omicidi io cosa dovrei fare chiamare un prete esorcista? quindi perfavore non attribuite il codice deontologico internazionale di psicologi e psichiatri ad un mio atteggiamento di non rispetto delle religioni....
finite queste 2 premesse adesso vi racconto una cosa che mi è sucessa quando avevo 7 anni, mi rivolgo soprattutto a quei colleghi che si definiscono cristiani e li invito ad aiutarmi a trovare un senso a questo evento di cui fui personalmente testimone oculare all'età di 7 anni.
al di là delle errate opinioni di quanto pensate la verità è che il sottoscritto è stato allevato, nutrito, calzato, curato, scolarizzato e cresciuto per 10 anni in un orfanotrafio di suore (esattamente come fidel castro e che guevara loro però dai jesuiti) quindi vi garantisco che molto prima che qualcuno di voi nascesse il sottoscritto all'età di 7 anni non solo aveva già letto la bibbia ma anche tutti i vangeli, penso che molti di voi se vivessero 3 volte forse reciteranno 1/8 delle preghiere che ho recitato io fino all'età di 10 anni....
ripeto 10 anni dalle orsoline sono tanti....... vanto anche una foto all'età di 8 anni in braccio a santo subbito! chi meglio di me sa che a tutte le feste cristiane l'opus dei veniva a trovarci per regalarci scarpe, orologi e dolci.... e di cui non posso che ancora ringraziarli.....
voi state conoscendo il concetto multirazziale adesso quando io nell'orfanotrofio cristiano vivevo e crescevo insieme ad altri bambini russi, americani, polacchi, sauditi, eritrei, jugoslavi, vietnamiti, cinesi..... tutti in armonia e vi garantisco che crescevamo come fratelli!
rivedendomi adesso però su di me devo dire quasi con spavento che ero diverso! mi ricordo che a 6 anni fui messo in castigo varie volte perchè facevo piangere gli altri bambini.... loro piangevano quando io gli dicevo che praticamente babbo natale e la befana erano una buggia! anzì sovente gli aggiungevo che anche gesù era una buggia! ricordo che avevo 2 amici per la pelle, uno era di colore eritreo nativo di asmara e l'altro era jugoslavo nativo di zagabria insomma noi 3 stavamo sempre insieme....
eccoci al punto; un mese di maggio ci recammo nella chiesa dell'orfanotrofio per dire il rosario eravamo 14 bambini e una suora, tutt'un tratto tutti vedemmo la statua della madonna che piangeva!!!! gli altri bambini cadderono in ginocchio piangendo e urlando la suora urlo: miracolo! io e i miei 2 amici balzammo ai piedi della statua (alta 2metri) loro 2 con le bracia mi fecero la scaletta ed io con un bazlo mi trovai faccia a faccia con la vergine che mi piangeva davanti!!!!!! vi giuro che per vari istanti ho avuto la sensazione che quella statua fosse una persona vera!! al punto che cercai con un dito di prendere la lacrima che gli colava sulla guancia ma ogni volta che appoggiavo il dito la lacrima spariva magicamente! come se fosse inafferabile!
morale della favola dopo 15 minuti la chiesa si riempe di suore, tutte erano scettiche di quello che avevamo visto! in più la suora che era con noi e che testimoniava quell'evento straordinario venne bollata quasi come scema! noi ne parlammo quasi una settimana e per una settimana continuavamo ad andare sempre in chiesa sotto la statua ma nulla! la statua non piangeva più!poi dopo un pò lasciammo perdere e pian piano tutto venne dimenticato..... adesso dare senso a quell'evento non saprei come fare.... e pensare che quella statua che pianse ancora si trova in quella chiesa senza che nessuno lo sappia.... ma quello che a volte torno a pensare è perchè la statua della madonna decise quel giorno di lacrimare davanti a pochi bambini e una suora? ho pensato che io avevo 7 anni come 7 è il numero della madonna potrei linkarlo anche al fatto che sotto la statua eravamo 3 (italiano, eritreo e slavo) ma ogni tentativo con cui cerco di spiegare questo fenomeno mi sembra vano..... quello che sono certo è che questo evento c'è stato, cmq mi ricordo che rimasi molto male per il modo in cui le altre suore misero a tacere la cosa una modalità che con gli occhi di oggi chiamerei da KGB o CIA!
ripeto che non voglio offendere nessuno ma quello che non capisco del cristianesimo è che a volte i miracoli tende a celarli quasi come se la cosa dasse fastidio, cmq ongi tanto quando ripenso a questa storia mi passa per la testa di riandare in quella chiesa per rivedere quella statua.... ma poi mi ripeto che sono ateo e tutto passa nel dimenticatoio... voi che siete cristiani praticanti come mi consigliate di approcciarmi a questo evento anche se vi garantisco che aver presenziato a quell'evento non mi ha di certo cambiato la vita ma ancora nn saprei come attribuirgli un significato... secondo voi?
Non ho trovato molte invettive in questo forum, ma solo opinioni differenti e interessanti spunti di riflessione.Citazione:
Originariamente postato da sorrisjhs
Credo che la discussione stia un poco degenerando. L'argomento iniziale era se è possibile un dialogo tra psicologia e fede. Non proponevo di rivolgere invettive contro chi non la pensa come noi.
Tirando in ballo la pratica clinica, che comunque è una parte importante della psicologia, è inevitabile chiedersi quanto sia lecito introdurre concetti cattolici. Il dialogo tra psicologia e fede può riguardare la teoria, ma anche la pratica, e allora sono necessari dei confini? Non sono necessari e come dici tu si può essere psicologi cattolici e occuparsi della spiritualità delle persone?
Io, da cattolica, non credo che si debba fare. Della mia spiritualità se ne occupa il parroco e non la coltivo dallo psicologo. Così come il parroco non fa lo psicologo.
Per quanto riguarda l'esperienza che ci racconta Yezidism, penso che vada interpretata col filtro della fede. Avere fede significa avere fiducia, quindi credere anche se non sempre è possibile spiegare le cose.
Altra esperienza personale: alle elementari un bambino ha detto agli altri che Babbo Natale non esisteva e hanno chiesto a me se era vero o no. Io ho chiesto al bambino perchè lui dicesse così e mi ha risposto: "Perchè non l'ho mai visto". Siccome loro stavano studiando i batteri, allora io gli ho chiesto: "Ma tu ci credi ai batteri?" Ovviamente rispose di sì. Però anche quelli non li vediamo coi nostri occhi! Li vediamo col microscopio e forse chissà quali altre cose potremmo vedere se avessimo gli strumenti giusti. Dunque non è detto che se una cosa non si vede (o non è scientificamente provabile) allora non esiste. Forse semplicemente non abbiamo "gli occhiali giusti".
Certo che detto così potrebbe sembrare che allora la fede è una cosa, la scienza un'altra. Riprendo il discorso che ho fatto all'inizio: non è detto chnon ci possa essere dialogo, se si è disposti ad ammettere i limiti della scienza ed alcuni fenomeni per lei inspiegabili ma innegabilmente avvenuti. La scienza non è alternativa alla fede, è come un paio di occhiali che gli uomini hanno costruito per vedere meglio alcune cose.
Anche alcune credenze religiose sono state costruite o interpretate dagli uomini, con tutti i limiti che ne derivano. Ad esempio inizialmente la Chiesa negava il concetto di evoluzione della specie, perchè l'uomo è stato creato da Dio. Ora non è più possibile sostenere un'ipotesi del genere, ma secondo me non decade il discorso della creazione. Il problema è che gli uomini hanno interpretato la creazione come una cosa "istantanea", in verità potrebbe essere semplicemente che si è manifestata attraverso tutti i passaggi dell'evoluzione.
Anzitutto saluto Yezidism, al quale capitano tante e tali mirabolanti avventure da chiedersi come mai non sia su Superquark. Ti dico questo perchè ho letto prima le tue dichiarazioni circa il rispetto per la fede, i credenti e blablabla, per poi imbattermi sul tuo thread sui pacs: e lì non mi pare tu abbia dimostrato tanto rispetto o considerazione di chi la pensa diversamente da te!
La mia non vuole essere una critica sterile e fine a sè stessa, vuole essere una richiesta di chiarimenti. Tanto per sapere.
ciao mary, ripeto chi fa di tutta l'erba un fascio sbaglia.... come quelli che fanno un associazione skinneriana tra il cristianesimo ed il Vaticano..... secondo me sono cose separate anzi ti dirò di più sai che ci sono anche dei cristiani ortodossi che si sono nominati da 1000 anni un altro papa proprio perchè ritenevano già mille anni fà che il vaticano di roma si è abbastanza allontanato dal verbo di jesù... sai altresì che esistono altre centinaia di correnti nel cristianesimo che si allontano dai valori vaticani, come ad esempio testimoni di geova, evangelici, metodisti, apostati ecc.... quindi mary non mi sembra che sia io a doverti spiegare con mille blabla che esistono altre centinaia di fedi facenti capo a cristo ma che con il vaticano esattamente come me non vogliono avere nulla a che spartire..... ti dirò di più! l'attuale ministro degli esteri americano la cara condorica rice è figlia di un prete protestante dell'alabama! ma tu lo sapevi che ci sono dei preti cristiani che hanno i figli? .... cara mary misà che di religione nn ne sai molto..... o almeno dai la senzazione che per te il concetto di cristo si fermi in via della concilliazione.....
Yezidism non lanciare frecciatine inutili