Salve a tutti!
Avrei un dubbio potete aiutarmi?
Vorrei sapere la differenza tra uno psicologo e un educatore. Mia cugina ha la triennale in scienze dell'educazione e si atteggia a psicologa dice che e' la stessa cosa, e' vero?
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Salve a tutti!
Avrei un dubbio potete aiutarmi?
Vorrei sapere la differenza tra uno psicologo e un educatore. Mia cugina ha la triennale in scienze dell'educazione e si atteggia a psicologa dice che e' la stessa cosa, e' vero?
NESSUNO MI RISPONDEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!!!:( :(
Non è assolutamente la stessa cosa!....
L'educatore non potrà mai accedere alla professione di psicologo, non dovrà infatti sostenere alcun esame di stato!
Per diventare psicologo, il laureato in psicologia (laurea quinquennale), dovrà sostenere un'esame di stato, che lo abiliterà alla professione....Soltanto dopo il superamento della prova potrà accedere alle diverse scuole di psicoterapia, aperte ai medici e agli psicologi, ma non agli educatori! :P
Conosco gli esami della triennale in scienze dell'educazione....c'è davvero molta confusione!..
Inoltre con tale laurea non è possibile accedere alle graduatorie permanenti per l'insegnamento, poichè non è una laurea abilitante, come invece la laurea in scienze della formazione primaria....
Insomma, forse tua cugina dovrebbe informarsi, e non alimentare il suo "delirio narcisistico"...;)
IN BOCCA AL LUPO PER LE TUE SCELTE FUTURE.....:30: :clap2:
:ez: :psico:
Grazie Trillina per la risposta. Hai ragione tu mia cugina e' una narcisista e perlopiu' invidiosa.
tra l'altro coloro che fanno scienze dell'educazione non hanno un solo esame di neuroscienze o neurofisiologia, quindi sull'abito medico-scientifico sono totalmente impreparati...diciamo che scienze dell'educazione, almeno a Bari, è una specie di ripiego per chi non è riuscito ad entrare a Psicologia. :approved:
Insomma, non ti abilita a fare un bel niente...ho visto un sacco di persone laureate in Scienze dell'educazione costrette a prendersi la seconda Laurea in Psicologia, perchè con la loro laurea non riuscivano a lavorare da nessuna parte.:zott:
Però io ho sentito che ultimamente gli educatori trovano molto più facilmente lavoro di noi psicologi...ad esempio in Veneto è passata una legge per cui nelle comunità ci dev'essere uno psicologo e uno e basta mentre educatori di più...anche se credo che noi abbiamo molte più competenze
Salve a tutti!
Credo che questa sia una questione molto complessa, che riguarda le differenti competenze delle due figure professionali sopratutto nel momento in cui sia uno psicologo a ricoprire il ruolo di "Operatore unico". Ho appena terminato il tirocinio in una Casa famiglia in cui le operatrici psicologhe, alla mia richiesta di delucidazione sulla differenza di competenze, mi dissero "noi psicologhe abbiamo un altro modo di guardare la realtà".:| :|
Ma come?!? Veramente è solo questa la differenza?!?
Spero davvero non sia così, spero che l'osservazione non sia fine a se stessa...ma, guardando in faccia alla realtà, stiamo parlando dell' operatore unico. E'una figura, nata proprio nel periodo "ideologico-militante" del movimento antipsichiatrico, teso alla sdifferenziazione dei ruoli...e ora viene talvolta ricoperta da persone che hanno esclusivamente frequentato uno dei mille corsi disponibili ...
il vero problema secondo me è che tra un laureato triennale in scienze psicologiche e uno sempre triennale nell'educazione,trova piu' lavoro il secondo.e' inutile prenderci in giro è così....
quindi noi che stiamo psicologia o andiamo avanti con la santa pazienze a studiare almeno fino all'esame di stato oppure con la nostra laurea triennale ci facciamo bene poco e di questo dovremmo ringraziare la legge che ha previsto le lauree triennali senza corrispondenza di una figura lavorativa.
questo secondo me è il reale problema.:mad:
Non avevo capito che il discorso fosse relativo alla sola differenza di spendibilità della laurea triennale..:confused:
Credo che il problema sia a monte, cioè precedente al nuovo ordinamento unversitario. Sinché riterremo che il problema stia solo in un'ingiustizia sociale, con una fantasia di fondo di sovrapposizione delle competenze delle due diverse professionalità, credo che la sola pazienza non ci porterà lontano..
allora, ragazzi, vediamo di fare chiarezza.
l'educatore è una figura professionale diversa da quella dello psicologo. né meglio, né peggio, solo diversa. e hanno ambiti di lavoro, che sebbene in alcune aree si possono sovrapporre, in altre non lo fanno proprio. e sono poi diversi gli strumenti professionali.
il lavoro dell'educatore è nell'ambito dell' *educazione*, concetto ampio ma che possiamo spiegare riferendoci alle attività quotidiane, alle autonomie, alla socializzazione, allo sviluppo emozionale-relazionale, alle capacità genitoriali,... vi faccio un esempio che vedo ogni giono quando lavoro come educatrice: nell'assistenza domiciliare, vado a casa del bambino con cui lavoro. dopo l'iniziale periodo di "osservazione" (che non è quella che fa lo psicologo perchè bada ad altri aspetti), il progetto prevede di lavorare sugli aspetti igienico-sanitari. Uno psicologo questo nemmeno lo calcola... io in casa col bambino, sì. E il mio lavoro è aiutarlo a migliorare in questo aspetto pratico, per stare poi meglio con se stesso. Le strategie che si mettono in atto non sono nell'ambito psicologico, ma appunto di educazione e apprendimento.
Un ex può essere il dovergli insegnare a lavarsi bene la mani da solo (il bimbo ha 4 anni e non sapeva proprio farlo), la strategia è farglielo vedere e farlo con lui in un tot di occasioni dopo che è andato in bagno; poi farlo fare solo a lui; proporre attività dove sicuramente si sporca le mani per poi fargliele lavare e aumentare così il numero di "esercizi".
come si può immaginare, in una comunità di psicologo ne basta uno, ma di educatori che seguono dalla colazione al mettere a letto i bambini ne servono molti (in alcuni casi uno ogni due bambini).
c'è una cosa che non capisco (e lo dice una psicologa che lavora come educatrice): perchè gli psicologi pensano che possono fare il lavoro degli altri, come l'educatore, ma si arrabbiano se qualcuno prova a fare il loro lavoro? COme per fare lo psicologo, anche per fare l'educatore bisogna essere formati. E vi assicuro che noi, con la nostra formazione, non lo siamo.
Per chi, psicologo, si trovarà a lavorare come educatore, dovrà rendersi conto che la prospettiva di lavoro è differente e che bisogna imparare gli strumenti per questo diverso mestiere. E in primo luogo, per farlo, bisogna essere umili e riconoscere i limiti della propria formazione.
due giorni fa una ragazza laureata in scienze dell'educazione mi ha detto che si occupa di orientamento e selezione..questo credo che non riguardi con l'educazione in se...ma al posto di uno psicologo del lavoro c'è una educatrice...
anche qui in Puglia spesso gli educatori occupano posti di psicologi...una mia amica laureata sia in scienze dell'educazione ed anche in psicologia è stata assunta come educatrice ma fa la psicologa...xchè così le danno uno stipendio inferiore...
questa confusione credo sia sempre esistita e sempre esisterà...idem medici-psicologi...
Luisa Miao sono completamente d'accordo con te!:)
la diffewrenza sta in questo paragone........lo psicologo è il medico....e l' educatore l' infermiere!
L' educatore è preparato nel seguire il paziente mantre lo psicologo è quello che fa le diagnosi.
Citazione:
Originariamente postato da bluariel1980
la diffewrenza sta in questo paragone........lo psicologo è il medico....e l' educatore l' infermiere!
L' educatore è preparato nel seguire il paziente mantre lo psicologo è quello che fa le diagnosi.
Bluariel, non mi trovo assolutamente d'accordo con questo paragone, e ora proverò a spiegarti il perché. Innanzitutto il richiamo della figura "forte" del medico ci riporta alle attuali problematiche della psicologia, che nel suo sviluppo ha preferito appoggiarsi alla professione medica piuttosto che interrogarsi sul proprio campo d'azione e sulla verificabilità dei propri costrutti teorici.
Ma la questione che più è importante è il fatto che in questo paragone vi è una scissione tra il momento di diagnosi e quella di intervento, come se uno non fondasse l'altro e viceversa!
In terzo luogo proponi una subordinazione dell'educatore dallo psicologo, indipendentemente dal contesto in cui le due figure operano!
Bluariel, ti ringrazio per gli spunti che mi hai dato e spero di poter continuare questo discorso
:ciao:
a roma alla salesiana la facoltà si chiama Scenze dell'educazione..ma come corso di psicologia!
"Scenze"... mi immagino gli "scenziati"...Citazione:
Originariamente postato da DolceStella
a roma alla salesiana la facoltà si chiama Scenze dell'educazione..ma come corso di psicologia!
Buona vita
Guglielmo
:confused:Citazione:
Originariamente postato da willy61
"Scenze"... mi immagino gli "scenziati"...
Buona vita
Guglielmo
ciao a tutti
da quel che so io che in qualche modo lavoro a stretto contatto con loro, vi posso dire che gli educatori professionali son molto in gamba qui da noi perchè aiutano noi psicologi e medici nella terapia supportiva con pazienti affetti da shizofrenia....
però da qui ad essere paragonati come noi, mi spiace ma purtoppo non hanno le giuste competenze... diciamo che come figura stanno più vicina a quelle delle infermiere, nel senso che l'infermiere aiuta il medico e in teoria l'educatore affianca lo psicologo.... io la penso così per la mia esperienza... poi non so...
ciao a tutti
Accidenti..qui mancano solo le scale gerarchiche che stabiliscano i rapporti tra psicologi, educatori, avvocati civilisti, logopedisti ed architetti...:asd: :asd:Citazione:
Originariamente postato da peggy2005
....
diciamo che come figura stanno più vicina a quelle delle infermiere, nel senso che l'infermiere aiuta il medico e in teoria l'educatore affianca lo psicologo.... io la penso così per la mia esperienza... poi non so...
ciao a tutti
Scusate ma ho l'impressione che qui la confusione ideativa regni sovrana. L'educatore e lo psicologo sono due professioni totalmente differenti, con funzioni proprie ad ognuna di esse, modi di lavorare e ,mi permetto, modelli epistemologici differenti nell'approcio con gli utenti o pazienti con i quali si lavora. E date le premesse non vedo dove possano esserci rapporti di sorta di subordinazione. Penso proprio che chi porta con sè concezioni di quel genere abbia un'idea ben poco chiara dei rapporti tra la propria professione e quella svolta da altri; ma cosa ancor più grave e rischiosa, un'immagine decisamente confusa del lavoro da svolgere in un gruppo di equipe multidisciplinare. In questi contesti penso sia bene che ognuno svolga la propria professione nella giusta autonomia; si parla in definitiva di un lavoro nell'ambito del sociale; non della corsia di un'ospedale.
Grazie Luisa Miao ho le idee più chiare adesso
Ciao,anche io non sapevo bene cosa facesse l'educatore,quindo ho raccolto delle info,anche da psicologi che lavorano con gli educatori.
La figura dell'educatore è importantissima,specialmente quando si tratta di famiglie multiproblematiche,la psicoterapia da sola è inutile.I risultati si vedono con il tempo,mentre l'educatore interviene subito nelle famiglie ed è in grado di fornire informazioni importantissime per lo psicologo,cose che vede dentro la famiglia e che i pazienti in terapia non diranno mai,perchè per loro sono normali,addirittura uno psicologo mi ha detto che ottengono più risultati gli educatori che gli psicologi e che lavora in equipe è fonfamentale.Attenzione però l'educatore non è un baby- sitter,o qualcosa del genere,quelli formati e preparati,hanno delle conoscenze tali da poter interagire e comprendere la materia psicologica e sanno dove cercare i problemi all'interno di una famiglia,insegnano ai membri a relazionarsi fra loro e fanno un lavoro costante e giornaliero con le famiglie.Lo psicologo li vede,quando va bene 1 volta alla settimana,e la solo psicoterapia non è sufficiente per certe problematiche.Anche gli educatori che lavorano in casa famiglia,sono indispensabili per aiutare lo psicologo,passano parecchie ore con i minori,per non parlare di quelli che lavorano nelle carceri,per esempio nel minorile...lo psicologo vede il minore auitore di reato saltuariamente,l'educatore interagisce ogni giorno ed diventa fondamentale per lo psicologo e l'approccio terapeutico che si porterà avanti.
Io ero troppo ignorante in materia,e pensavo che fosse una specie di baby-sitter,avevo proprio sottovalutato questa figura professionale.Comunque basta sapere come stanno le cose...e rivalutare certe figure professionali,che meritano davvero.
ah ah ah che confusione ragazzi....
sembrano le battaglie tra pezzenti per accaparrarsi un tozzo di pane...
ah ah ah...
e che disinformazione.
Perdonate l'arroganza ma con i "mia cugina mi ha detto...." "ho sentito...." "medico vs infermieri" si rischia decisamente di cadere nel ridicolo...
ah ah ah...
io ho la prima laurea in Scienze dell'Educzione con indirizzo per Educatori Professionali Extrascolastici e sto conseguendo la Triennale in Psicologia.
Credetemi: il 90% di ciò che ho letto dietro sono per lo più un ottimo elenco di luoghi comuni.
Consiglio di dare un occhiata alla legislazione in materia (vedi Set....) e di vedere come funzionano le equipe multiprofessionali prima di lanciarsi in oziose diatribe su "chi può o non può" o peggio ancora su "chi è meglio".
prima è bene conoscere, con siurezza, poi si può anche esporre un parere.
il proprio però, non quello dell'"amica" o della "cugina".
(ps: "spacciarsi" per una figuraa professionale senza esserne in possesso del titolo è punito dalla legislazione italiana ed internazionale... attenta cugina!!!)
ah ah ah
no no, non franintendetemi, non intendevo polemizzare anzi.
Ma è veramente da anni che continuo a leggere e sentire giudizi tranciati con l'accetta basati spesso più su un contagio emozionale che non su dati reali.
e nel frattempo sia i colleghi pedagogisti che quelli psicologi sono costretti a prostituire la propria dignità professionale ed umana con contratti co.co.co da 8 euro l'ora lordi o a fare rispettivamente le alterne funzioni senza averne le pertinenze.
questo mi rattrista.
io presiedo uno società coopertiva con sede in Oristano e la mia equipe è costituita da pedagogisti, pedagogista clinici, psicologi, psicoterapeuti, mediatori e consulenti familiari, avvocati penalisti e civilisti.
non solo si può ma, a mio parere, si deve lavorare in equipe multiprofessionali.
da soli si ha solo una parte di visione delle problematiche e solo in equipe si può fornire un servizio al cliente che sia professionale ed esaustivo.
Hai proprio ragione! io sono laureata in Scienze dell'Educazione e sto prendendo la seconda in Psicologia e di lavori per educatori... bè ..molto pochi!
caspita però! tua cugina riesce a svalutare 2 facoltà in un sol colpo :asd: la sua (Scienze dell'educazione) perché questa frase nasconde implicitamente la convinzione che Psicologia sia più importante, e Psicologia perché per diventare psicologi bisogna studiare ben 6 anni (3+2+1 tirocinio + eds :sbonk: ).
Sono d'accordo sui post che avete scritto, in più aggiungo anche una considerazione epistemologica: l'Educatore si avvale di un modello di riferimento di tipo comportamentista, perché deve agire a livello dei comportamenti (da quelli di tutti i giorni, anche i più elementari, a quelli più elaborati, tipo imparare a lavorare il legno per acquisire abilità professionali, ecc..).
C'è anche un gran dibattito sul comportamentismo (M. Armezzani - Esperienza e significato nelle scienze psicologiche - cap. 2) secondo cui non apparterrebbe alle scienze psicologiche, perché il prefisso -psico presuppone che ci si occupi di eventi interni, mentre il comportamento è osservabile direttamente proprio perché esterno. Lo stesso Watson disse che nella sua disciplina "il comportamento viene studiato per proprio conto, diventando oggetto di una scienza completamente separata e indipendente [dalla psicologia]".
Lo Psicologo invece, proprio in virtù dell'oggetto di studio (la psiche) si avvale di teorie e di metodi che sono orientati verso il mondo interno.
Insomma, psicologo e educatore si occupano di 2 ambiti diversi, non serve fare a gara su chi è più importante o utile, perché sono 2 professioni che si completano a vicenda e devono interagire tra di loro, specialmente oggi che si tende sempre di più a lavorare in equipe.
da educatore (laurea quadriennale in scienze dell'educazione+tirocinio) e psicologo in fieri (triennale+specializzazione in corso) direi che il post che sta qui sopra ha pienamente centrato la risposta!
perfetta! :approved:
riguardo "la cugina"...Dio mio...forse non ha proprio proprio le idee chiarissime su quale titolo di studio abbia conseguito :asd:
ne deduco che non stia lavorando, perchè appena metti piede nel far west del lavoro "vero" i tuoi limiti e le ue peculiarità ti si piantano pienamente nel cervello! :D
la domanda è: se educatore è uguale a psicologo, perchè ci sono due lauree con nomi diversi???
e la seconda domanda è, del tutto personale, allora perchè sto prendendo la seconda laure in psicologia??? :yahoo:
Per come la vedo io (psicologo che lavora come educatore), per il laureato in psicologia proporsi come educatore è solo un modo per trovare lavoro più facilmente (o per trovare lavoro del tutto).
Hanno ragione gli educatori che si sentono defraudati della propria professione, così come noi ci sentiamo defraudati quando un laurato in economia fa la selezione del personale.
Si tratta di due figure ingannevolmente vicine ma non sovrapponibili, che possono (e devono) lavorare in un'equipe multidisciplinare, ma possiedono competenze e modelli di riferimento diversi.
Io per lavorare da educatore, ho dovuto praticamente "reinvertarmi" (con pazienza e umiltà) e talvolta occorre che qualcuno mi ricordi qual'è invece il mio titolo di studio!
Posso aggiungere una cosa? Grazie *-ras-* e Fudomiyoo!
Due persone corrette. Non se ne trovano molte in giro al giorno d'oggi.
E' bello sapere che ci sono ancora persone -professionisti- che ragionano così :)
Ciò non toglie che sono pur sempre uno psicologo che fa l'educatore:sbonk: ho perfino preso in considerazione l'idea di acquisire un titolo come tale (triennio in scienze dell'educazione), tanto il panorama lavorativo per gli psicologi è desolante... ma spero che sia solo un momento passeggero
bhe non sarebbe male comunque :)
Immagino di no, anzi mi piace il ruolo dell'educatore, è solo che mi chiedo cosa ho studiato a fare per 5 anni+tirocinio
beh io sto intraprendendo il cammino opposto, perchè anche dal versamente peda non è che la vita sia poi così meravigliosa: contratti co.co.pro. vessatori, tariffe ridicole, lavori umilianti e non riconosciuti...:(
ciao Pierpo,
io sto intraprendendo un percorso parallelo al tuo: nel 2001 mi sono laureata in Scienze dell'Educazione, indirizzo ed. extrascolastici, e ora mi accingo a fare il passaggio per la magistrale sociale-lavoro.
Ho quotato questa parte del tuo post perchè leggendo i messaggi precedenti ho fatto proprio questo tipo di commento:asd: ! Io ritengo, come hanno detto già altre persone, che psicologo ed educatore sono due professioni complementari ma ben distinte, per competenze, sfere di intervento e saperi.
:zott:..mi sembra di capire che vi riferiate principalmente a comunità e strutture pubbliche..nell'area dei pazienti psichiatrici il problema è legato al fatto che la figura dell' psicologo non riesce a trovare un posto delimitato tra le altre figure professionali..in una ctrp o in un centro diurno tutti hanno i loro compiti:l'operatore si occupa materialmente del paziente(igene,alimentazione,ecc)e l'educatore lavora con il paziente attraverso gruppo di lavoro e varie attività, sempre però facendo riferimento al percorso ideato in equipè con lo psicologo, che tiene gruppo di ascolto e terapie individuali, e lo psichiatra, che fa esattamente la stessa cosa dello psicologo con l'aggiunta della prescrizione della terapia farmacologica..però in questi luoghi il potere ce l'hanno gli psichiatri..c'è poco da fare e a ruota è l'educatore che sta più a contatto con il paziente e che obiettivamente serve di più..
fortunatamente nelle comunità di recupero per tossici, nei consultori e nelle case famiglia è diverso perchè li lo psicologo ha un campo di intervento più vasto.l'educatore è sempre importante ma qui fa principalmente riferimento allo psicologo perchè, non servendo i farmaci, è lui che gestisce il lavoro con i pazienti..
però una cosa mi premeva dire...io lavoro con degli educatori e sto studiando psicologia...il loro lavoro è importante..noi facciamo terapia e loro fanno educazione...i concetti sono simili ma non uguali...l'educatore NON può fare diagnosi perchè non ha le competenze e non può impostare terapie..però lo psicologo concretamente ha bisogno di lui per lavorare sul paziente.
quindi basta agli educatori che pretendono di fare il nostro lavoro ("...tanto anch'io ho studiato psicologia quindi ne so quanto te!")..e basta agli psicologi che se la tirano e pensano di non aver bisogno dell'educatore! :mano:
Credo che si abbia a che fare con molta ignoranza, presunzione e strumentalizzazione!
Cominciamo col chiarire ad esempio che a Scienze della Formazione ogni esame, sottolineo, ogni esame, richiede un accurato approfondimento su n°6/7 testi:skunk:. Mi sono laureata quest'anno in questa Facoltà con il vecchio ordinamento, e ho svolto circa una decina di esami di psicologia con gli stessi docenti dell'Università di Psicologia. Quasi altrettanti di sociologia e alcuni di filosofia e pedagogia. Ho affrontato un tirocinio universitario di 400 ore, al Ceis, a S.Salvi ecc..con i migliori esperti di counseling e psicoterapie varie. Ho ricevuto una formazione completa per chi voglia affrontare il lavoro di psicoterapeuta. Perchè dovrei sentirmi, come voi dite, un'infermiera di fronte a un collega psicologo in veste di medico?
ma per questi pregiudizi e per l'arroganza di non voler riconoscere ai laureati come me di accedere allo stesso albo o comunque di potercompletare gli studi di psicoterapia ed altri vari intralci..Spero che a ottobre mi accettino alle magistrali di psicologia per poter andare avanti.
MI dispiace ma andava Chiarito!!!!! Graziella:skunk::corteo:
infatti lo psicologo non è un medico e l'educatore non è un infermiere...non è giusto il paragone perchè le figure professionali sono diverse.
senza svalutare il lavoro di nessuno, la laurea in scienze dell'educazione o in scienze della formazione non è una laurea in psicologia...certamente anche voi fate esami di psicologia e il vostro lavoro è a contatto con 'materiale psicologico'..ma non siete psicologi e questo spiega perchè non avete accesso ai corsi di psicoterapia.
Con questo non voglio dire che non avete competenze o che siete ad un gradino inferiore..semplicemente la vostra figura professionele ha altre competenze che non possono sovrapporsi a quelle di psicologo. la laurea in psicologia (completa) ti da effettivamente gli strumenti necessari per fare diagnosi, cura e psicoterapia e questo risultato si raggiunge con l'insieme di esami e i tirocini che facciamo noi.
Dovremmo imparare a collaborare anzichè pestarci i piedi..
Avrai sempre il lavoro sicuro, cara. Non serve che sputi in faccia a chi ha un titolo diverso è meno tutelato del tuo. Gli educatori che ho conosciuto io lavorano dovunque e molto spesso coi piedi proprio perché sono dei presuntuosi come dimostri tu col tuo assurdo post. E tralascio il discorso sulla preparazione per il quale non meriti altro commento.