Ciao: una domanda, se prendo in carico un minore il foglio della privacy lo devono firmare entrambi i genitori e con ciò mi danno l'autorizzazione a trattare col minore?
Oppure c'è un altro foglio da fare firmare?
Grazie
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Ciao: una domanda, se prendo in carico un minore il foglio della privacy lo devono firmare entrambi i genitori e con ciò mi danno l'autorizzazione a trattare col minore?
Oppure c'è un altro foglio da fare firmare?
Grazie
Sarebbe meglio che venisse firmato da entrambi i genitori, anche in casi di minori in famiglie non separate.
Nel caso di minori in famiglie separate è teoricamente il genitore affidatario che dovrebbe firmare, ma il consiglio è quello di farlo firmare, sei limiti del possibile ovviamente, sempre ad entrambi.
ciao
quindi è necessario il consenso scritto?forse vedrò una ragazza di 17 anni e vorrei saperlo.
Una collega che si occupa di minori, mi aveva invece detto che non è necessario il consenso scritto
Ciao!
Credo anch'io che sia necessario il consenso scritto per i minori...e poi ricordate di far firmare il foglio sulla privacy..se non ce l'avete scaricatelo dall'ordine!
Cri
Ma con consenso scritto non vi riferite a quello sulla privacy?
il foglio sulla privacy..?io lo usavo al tirocinio, ma per esempio il mio terapeuta non mi ha fatto firmare nulla. Non credo sia necessario, ma non giurerei, ho vaghi ricordi dell'esame di stato.......
Credo invece sia necessario far firmare il foglio sulla privacy ma non chiedetemi quale sia il giusto riferimanto legislativo....ricordo che la legge è uscita forse l'anno scorso...noi anche alla specializzazione lo facciamo firmare ancor prima di farli entrare in stanza di terapia...sul sito ce ne sono due già pronti, uno per gli psicologi (consulenze, diagnosi ecc..) e uno per gli psicoterapeuti.
Ciao,
Cri
Alcune info che magari vi potrebbero essere utili:
1) Occorre SEMPRE che i pazienti firmino DUE documenti:
a) L'informativa sul trattamento dei dati sensibili (la famosa "privacy") nella quale dicharate che tipo di dati elaborate e conservate, in che forma, e quali sono le condizioni del trattamento dei dati, gli scopi (fiscali, di documentazione, di ricerca, ecc...), la persona che li tratta e il responsabile del trattamento dei dati personali.
b) Il CONSENSO INFORMATO AL TRATTAMENTO. Nel quale dichiarate che tipo di trattamento intendete proporre, per quanto tempo ed a quali condizioni.
Per entrambi i moduli esistono dei modelli precompilati su tutti i siti regionali dell'Ordine degli Psicologi.
La legge, per quanto riguarda i minori, è piuttosto chiara: PRIMA di iniziare un qualunque trattamento sanitario (e anche i colloqui diagnostici e di sostegno rientrano in questa categoria) occorre il consenso informato dei genitori. Quindi è OBBLIGATORIO acquisire tale consenso (preferibilmente da entrambi i genitori) PRIMA di iniziare a lavorare con un minore. Le pene previste per chi non ottempera a queste disposizioni sono severe e ci sono già state sentenze di condanna di psicologi che hanno iniizato psicoterapie con minori senza informare i genitori e chiedere il loro consenso. Da questa normativa SONO ESCLUSE solamente il trattamento svolto dai SERD (Servizi Dipendenze) e le consultazioni presso i consultori in caso di richiesta di interruzione di gravidanza da parte di una minore.
Buon lavoro
Guglielmo
se un genitore mi chiede la relazione riguardo la consulensa svolta per utilizzarla in tribunale io che cosa sarei? NON CREDO UN CTP IN QUANTO MI è STATA RICHIESTA DOPO LE 10 CONSULENZE E ALLORà? FARò FIRMARE IL CONSENSO DA ENTRAMBI I GENITORI MA NON TROVI CHE RISCHI QUALCOSA ANCHE PERCHè è UNA CAUSA CON GRAVI IMPLICAZIONI ... SONO MOLTO PREOCCUPATA HELP
Fac simile di modelli per il consenso al trattamento e per la "privacy":
Modelli Privacy e Consenso
(questi sono dell'Ordine Lombardia, altri Ordini hanno i loro, comunque ogni Psicologo può creare i propri prendendo spunto da quelli che preferisce)
Riferimenti normativi:
Consenso informato e Legge sulla privacy
Per i minori, il riferimento è codificato anche nell'art.31 del Codice deontologico:
Articolo 31
Le prestazioni professionali a persone minorenni o interdette sono, generalmente, subordinate al consenso di chi esercita sulle medesime la potestà genitoriale o la tutela.
Lo psicologo che, in assenza del consenso di cui al precedente comma, giudichi necessario l’intervento professionale nonché l’assoluta riservatezza dello stesso, è tenuto ad informare l’Autorità Tutoria dell’instaurarsi della relazione professionale.
Sono fatti salvi i casi in cui tali prestazioni avvengano su ordine dell’autorità legalmente competente o in strutture legislativamente preposte.
Approfondimenti interessanti sull'interpretazione dell'art.31 si trovano sul sito dell'Ordine della Toscana:
http://www.psicologia.toscana.it/fil..._minorenni.pdf
Ciao, grazie per i riferimenti.
Avevo ben chiari quelli del codice, il mio dubbio era relativo al vedere pazienti minorenni nell'ambito di un consultorio privato... essendo privato e non pubblico mi chiedevo se è possibile vedere minorenni senza informare i genitori...
Anche se privato devi avere il consenso dei genitori
Temevo fortemente!
Grazie per la conferma :)
Riesumo il post per fare una domanda specifica
Dovendo contattare gli insegnati di un ragazzo che suguo mi basta il consenso a voce dei genitori o dovo farmi dare un consenso scritto?
in questo caso esiste un fac-simile?
oppure sapete darmi delle indicazioni su come scriverlo?
Grazie
se hai fatto firmare il consenso ai genitori prima di vederlo, non serve altro consenso per vedere i prof., apparte il consenso a voce... vedere i professori fa parte del trattamento, se hai fatto firmare il modulo, sullo stesso c'è scritto che loro acconsentono al trattamento, nei modi che tu ritieni più validi, quindi implica eventuali colloqui con altre persone :) però ovviamente devi informarli a voce che vuoi parlare con i professori, i genitori vanno tenuti al corrente dell'andamento della terapia ;)
io non mi sono mai trovata in questa situazione, ma farei così:
1) chiamerei l'avvocato e mi farei spiegare esattamente cosa succede e come intendono muoversi e soprattutto in che posizione all'interno di questo quadro si colloca la mia relazione, perchè serve e non hanno una ctp ecc, giusto per non scrivere nella relazione cose errate o che possono essere usate contro di me...
2) farei la relazione in modo più lineare possibile, descrivendo (non in modo tecnico, ma accessibile ai non addetti ai lavori) il percorso fatto, eventuali obbiettivi, cosa hai osservato, anche alla luce di quello che ti hanno detto mamma e minore... non prenderei le parti della mamma nè mi farei trascinare nel rischio di fare una relazione simile ad una ctp, ma semplicemente farei una relazione con quello che ho fatto, e STOP
in bocca al lupo!
Chiara
Grazie Chiara!
per quanto riguarda il segreto professionale con i minori, come ci dobbiamo comportare?
per quanto ne so io (ho solo pazienti adulti, ho avuto un'esperienza come psicologa in un liceo ma non ho avuto casi particolari che richiedessero l'intervento dei genitori)... :) il segreto è segreto, quindi in generale quello di cui ti parla il minore resta tra te e lui... poi è ovvio che se vedi un bambino/ragazzino dovrai fare dei colloqui con i genitori, in cui li aggiorni sul trattamento ma senza rivelare i segreti o le cose dette (anche perchè, occorre fare un distinguo: se in trattamento hai un bambino, i segreti che avrà saranno pochi, diverso è il caso dell'adolescente, che magari ti racconta cose che non vuole che i genitori sappiano :nono: e in questo caso è bene rispettare questa sua volontà, anche per non minare l'alleanza)
se ti dovessero raccontare cose davvero GRAVI, allora il discorso cambia: siamo tenuti a dirlo ai genitori, in quanto tutori del minore... però anche qui, è bene farlo magari in presenza dell'adolescente/bambino, chiedendogli prima - magari in un incontro solo con lui - come e cosa dire, e soprattutto facendogli capire la gravità dell'episodio rivelato e la necessità di dirlo ai genitori... anche se poi è bene riuscire a discriminare tra le diverse casistiche: un conto è se il ragazzo racconta di essersi fatto una canna una volta, un conto è se dice che si droga abitualmente in modo molto pesante, o se l'uso di droghe sta sfociando in una vera e propria dipendenza ;) oppure, ancora: se l'adolescente racconta di aver subito un abuso da parte del nonno che è ormai morto, o da parte del compagno della mamma che però ora non c'è più, bisogna informarne i genitori, magari in un incontro familiare anche con il minore, ma bisogna tenere presente che apparte questa azione "riparativa" il pericolo di abuso non sussiste più... invece se l'abuso avviene ancora, lì parte la segnalazione/denuncia ecc (su questo lascio la parola ad altri, perchè non sono molto ferrata)
a questo proposito, io so che se il minore racconta cose molto pesanti ma derivanti dai genitori stessi (es: abusi, maltrattamenti familiari ecc), sei obbligato a far partire una segnalazione presso il Tribunale dei Minori (dove ci sarà un giudice che chiamerà i genitori e disporrà delle misure per osservare cosa accade e capire se è vero o meno l'episodio raccontato), informandone i genitori (della serie "ho visto cosa succede a casa vostra e mo' chiamo il tribunale")... però non sono molto ferrata su questo!