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wib1wib1
se posso dire la mia penso che non dovrebbe fregarci niente di altre professioni mestieri o affini, appunto perchè sono diverse.
se una persona ha un problema risolvibile da un counsellor, che semplicemente da consigli e si trova bene...ben venga...
Buongiorno a tutti.
sono una counselor. La professionalità ed etica esiste e non sia da una parte (psicologi e psicoterapeauti) che dall'altra ( counselor che hanno preso un diploma ma poi non seguono formazione continua o senza sottoporsi a supervisione. anche noi counselor siamo tenuti ad essa, ovviamente pagando pscioterapeuti; dunque gli interessi in gioco sono tanti come qualcuno di voi ha detto, i corsi per counselor hanno spesso docenti psicoterapeuti).
Il counselor comunque NON da consigli. facilita unicamente il cliente a trovare le sue personali migliori risposte e risorse.
Le professioni sono diverse, le preparazioni anche, e le persone fanno la differenza.
Tra le mie clienti ho una psicologa: ne sono onorata. e lei ha scelto di essere seguita in parallelo sia da me che da uno psicoterapeuta.
Un saluto a tutti,
Paola
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Dai Ragazzi!!!:yahoo: Uniamo le forze!!!:corteo: Il Gabibbo Ci Salveraaaaa!!!!!:argh: :tajo:
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zapatero
L'università pubblica dovrebbe garantirci una formazione di eccellenza e accessibilità ampia...non mi pare sia così: qualcuno conosce la percentuale di specilizzati nel pubblico e nel privato sugli specializzati totali? Può renderla pubblica?
GRazie
Sono assolutamente d'accordo. Non credo sia giusto che un neopsicologo, magari con un lavoro ancora precario, debba spendere tanti soldi per iscriversi ad una scuola di specializzazione, perdipiù pagando la propria psicoterapia (questo francamente lo trovo scandaloso).
Ben vengano le borse di studio per i più meritevoli, anche nelle scuole di specializzazioni. La Psicoterapia dovrebbe essere meritocratica, non fare "chi figli e chi figliastri". Questo secondo me è un argomento interessante da proporre a Report.
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australia
Dagli sfoghi dei colleghi psicolgi si evince anche che l'Ordine ha le mani legate ... dalle leggi ... queste professioni affini che sono sorte negli ultimi tempi, anche se non ancora regolamentate, sono professioni riconosciute, il CNEL elenca 155 nuove professioni esistenti sul mercato i cui relativi professionisti, circa un milione di persone, sono regolarmente iscritte ai registri IVA e alle casse di previdenza e pagano le tasse. Speriamo solo che dalla regolarizzazione di queste professioni di cui il Parlamento ha già cominciato ad occuparsi venga fuori qualcosa di veramente efficace nel definire l'oggetto di ciascuna professione x poter poi individuare chiaramente i confini tra l'una e l'altra e, quindi, poter parlare a ragione di abuso di professione. Queste professioni non saranno cancellate con un colpo di spugna nè si lasceranno senza lavoro questi professionisti e nemmeno lo Stato rinuncerà alle tasse che loro pagano; possiamo solo sperare che la nuova legge consenta di definire i confini tra le professioni anche se mi risulta difficile pensare che l'oggetto di queste professioni possa essere sconvolto, molte scomparirebbero del tutto, e quindi temo che saremo costretti ad accettare che altri professionisti svolgano alcune delle attività che svolgiamo anche noi.
Scusa l'ignoranza,ma di che legge parli???:P
Cmq se posso dire la mia...andare in televisione ( soprattutto a striscia ) non è proprio la mossa migliore,per tutte le ragioni che avete detto,però se è vero che sussiste sta ingiustizia ( e purtroppo c'è ) bisognerà anche farlo a sapere a qualcuno....attorno a noi c'è gente che non crede in quello che facciamo, non basta che ci crediamo noi per avere un ruolo nella società...c'è bisogno anche di un riconoscimento...io basta che parlo con la mia famiglia:non spenderebbero neanche 2 lire sulla mia professione, che sia clinica,di selezione,di supervisione....
Siamo veramente in una situazione difficile ed è normale che uno che ha studiato da psicologo si ritrovi a fare l'educatore ( se va bene ) o la cassiera dell'iper perchè non trova lavoro??????:mumble:
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La situazione lavorativa è disastrosa ma ancor peggio quella legislativa, bisognerebbe smettere di sognare cari colleghi e creare un nostro partito che ci tuteli, metterci in politica,formare un sindacato degli psicologi e cambiare le leggi per favorire più psicologi nelle asl, nelle comunità e cooperative sociale, nelle scuole.
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Io mi soffermerei su un punto che è a tratti emerso dalla discussione: purtroppo noi psicologi abbiamo poco (o non abbiamo affatto) senso di condivisione e di appartenenza ad una stessa classe (mi si lasci passare il termine). Il mio tutor del tirocinio ne diceva di baggianate, ma una cosa giusta l'ha detta: i medici hanno un fortissimo senso di appartenenza alla stessa classe, si chiamano colleghi e si proteggono a vicenda, mentre noi pare che vogliamo continuamente farci le scarpe a vicenda: forse questo succede perché i clienti sono pochi e abbiamo unghie e denti affilati, ma credo che per tutelare la nostra professione sarebbe molto utile un po' di sano spirito di cameratismo...