qualcuno di voi ha avuto(o ha tuttora) problemi di tipo alimentare??
raccontiamoci :)
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qualcuno di voi ha avuto(o ha tuttora) problemi di tipo alimentare??
raccontiamoci :)
io personalmente no anzi sono ben messa:asd:pero' c'e una mia amica che ne soffre e non riesce ad uscirne
io non ho mai sofferto di questo tipo di disturbi..ma ricordo di aver sentito una ragazza che con molta disinvoltura diceva alle amiche di vomitare il cibo...
io credo che intorno a noi ci siano molte più ragazze(o ragazzi,credo però che la % sia di gran lunga minore) che soffono di dist alimentari di quante ne pensiamo...dietro le quali si nasconde una grande sofferenza interiore..
io x fortuna no! adoro il cibo!!
sono d'accordo bel topic tipolinaCitazione:
Originariamente postato da ciupaciups
io credo che intorno a noi ci siano molte più ragazze(o ragazzi,credo però che la % sia di gran lunga minore) che soffono di dist alimentari di quante ne pensiamo...dietro le quali si nasconde una grande sofferenza interiore..
Citazione:
Originariamente postato da AshersNei
io x fortuna no! adoro il cibo!!
come non quotare quello che hai scritto
cibo ciboo arff:sbonk:
Beh un pò di tatto magari... :asd: io non ho problemi di cibo ma conosco molte persone che ne hanno ed è davvero triste... :(
Una mia procugina è anoressica da anni.....ora per fortuna sta meglio rispetto all'inizio, ma purtroppo non tutti superano del tutto i propri problemi :(
Brava Tipolina...bel topic!!:approved:
Io personalmente non soffro e non ho mai sofferto di disturbi alimentari,ma una persona a me molto vicina se soffre da circa tre anni...sono patologie molto complesse,che nascondono una sofferenza profonda mai esternata...ed è veramente difficile uscirne!!Questo accade anche perchè sono malattie "moderne" e quindi non si sa ancora come curarle veramente,in italia le strutture sono poche e funzionano male...soprattutto perchè le cure sono ancora in via di sperimentazione...imbottiscono le ragazze di farmaci e di cibo non tenendo conto della riabilitazione del fisico al cibo che le ragazze magari non ingerivano da tempo....
....è tutto uno schifo....scusate lo sfogo!!!Ma sono anni che vedo la mia migliore amica consumarsi e soffrire...e nonostante tutti i medici consultati,e 3 mesi in un centro che si definiva uno dei migliori in italia,ha solo guadagnato qualche misero chilo,dosi di farmaci e attacchi d'ansia!!!
sono d'accordo con te su tutto cio' che hai detto pero' ad esempio c e' la mia amica che non vuole uscirne da questa situazione e io non so piu' cosa fare se la vedessi sembra quasi trasparente ma non ha nessuna intenzione di farsi curareCitazione:
Originariamente postato da *VeReNa7*
Brava Tipolina...bel topic!!:approved:
Io personalmente non soffro e non ho mai sofferto di disturbi alimentari,ma una persona a me molto vicina se soffre da circa tre anni...sono patologie molto complesse,che nascondono una sofferenza profonda mai esternata...ed è veramente difficile uscirne!!Questo accade anche perchè sono malattie "moderne" e quindi non si sa ancora come curarle veramente,in italia le strutture sono poche e funzionano male...soprattutto perchè le cure sono ancora in via di sperimentazione...imbottiscono le ragazze di farmaci e di cibo non tenendo conto della riabilitazione del fisico al cibo che le ragazze magari non ingerivano da tempo....
....è tutto uno schifo....scusate lo sfogo!!!Ma sono anni che vedo la mia migliore amica consumarsi e soffrire...e nonostante tutti i medici consultati,e 3 mesi in un centro che si definiva uno dei migliori in italia,ha solo guadagnato qualche misero chilo,dosi di farmaci e attacchi d'ansia!!!
Ti capisco, Verena..... Purtroppo c'è una forza auto distruttiva che è difficile fermare... Questa mia procugina è riuscita a stare meglio grazie all'amore del suo ragazzo....e forse è proprio questo il punto: queste persone sono assetate di affetto che forse non hanno mai ricevuto come ne avevano bisogno. Ha ragione Verena, si tratta di malattie molto complesse e profonde, e infatti ciò che più mi irrita è constatare il modo superficiale in cui vengono considerate dalla gente comune...quasi come si trattasse di banali capricci per rimanere magra magra....
E' tutto molto vero quello che avete scritto...ma non credo che chi ne soffra davvero lo scriva qui. Poi magari è solo una mia opinione...
Hai ragione, forse chi ne soffre non lo scriverà mai qui...ma forse leggerà quello che scriviamo noi...
sono d'accordo con voi
Una mia compagna di università ne soffre...si è anche laureata, ma continua ad avere il problema.
E mia mamma ne ha sofferto quando questa veniva vista come una malattia legata ai problemi di nervi...veniva curata con iniezioni di cortisone...
si,forse le ragazze che ne sono dentro non ne parlano qui,ma qualcuna che magari ha trovato una via d'uscita,una spiraglio di luce in quel buio terribile,parlandone potrebbe dare speranza a chi ne soffre e non riesce a uscirne! ovviamente parlo di quelle ragazze che sono già arrivate alla fase della "consapevolezza di non stare bene"..perchè credo che molte abbiano difficoltà a vedere la propria magrezza e la difendono tenacemente fino ad arrivare all'emaciazione..!
sai cosa? non c'è speranza, luce, via d'uscita. o almeno, se c'è dev'essere così rara, ma così rara, non ho mai incontrato, conosciuto, letto, nessuno che (mi) desse speranza.
e c'è che la storia "sta meglio, bene, perché ha trovato l'amore" mi fa un po' sorridere e un po' storcere la bocca, perché per trovare l'amore devi poter pensare ad altro che non sia il tuo corpo, il tuo peso, il tuo dolore, e se lo trovi è perché hai già creato lo spazio per trovarlo, oppure è qualcosa che somiglia all'amore e magari può anche diventarlo, ma può anche essere qualcosa che ti fa molto male e che fa molto male all'altra persona.
c'è che è qualcosa con cui semplicemente impari a convivere, se tutto va bene, impari a comandare e non essere comandata, impari a tenere certi pensieri da qualche parte, dove non possono fare male, impari a volerti abbastanza bene da non poterti più fare il male che ti facevi, ma mica di più.
e lo impari pensando di stare bene e poi ricadendo, e pensando di stare bene di nuovo e, di nuovo, ricadendo, finché non ti alzi ti rendi conto che l'unico modo, forse, è capire e trovare altre vie per parlare un linguaggio che non sia quello della fame.
(non mi sto rivolgendo a nessuno in particolare, eh? anche se sembra. mi è venuto così, così lo lascio).
Sì Mia....volevo solo dire che l'affetto di qualcuno può essere uno stimolo a non identificarsi completamente nella propria malattia e a guardare oltre...anche se la guarigione completa è motlo difficile
Come sempre riesci a rendere benissimo l'idea...grande!Citazione:
Originariamente postato da Mia_Wallace
sai cosa? non c'è speranza, luce, via d'uscita. o almeno, se c'è dev'essere così rara, ma così rara, non ho mai incontrato, conosciuto, letto, nessuno che (mi) desse speranza.
e c'è che la storia "sta meglio, bene, perché ha trovato l'amore" mi fa un po' sorridere e un po' storcere la bocca, perché per trovare l'amore devi poter pensare ad altro che non sia il tuo corpo, il tuo peso, il tuo dolore, e se lo trovi è perché hai già creato lo spazio per trovarlo, oppure è qualcosa che somiglia all'amore e magari può anche diventarlo, ma può anche essere qualcosa che ti fa molto male e che fa molto male all'altra persona.
c'è che è qualcosa con cui semplicemente impari a convivere, se tutto va bene, impari a comandare e non essere comandata, impari a tenere certi pensieri da qualche parte, dove non possono fare male, impari a volerti abbastanza bene da non poterti più fare il male che ti facevi, ma mica di più.
e lo impari pensando di stare bene e poi ricadendo, e pensando di stare bene di nuovo e, di nuovo, ricadendo, finché non ti alzi ti rendi conto che l'unico modo, forse, è capire e trovare altre vie per parlare un linguaggio che non sia quello della fame.
(non mi sto rivolgendo a nessuno in particolare, eh? anche se sembra. mi è venuto così, così lo lascio).
Solo questo...
@ Alesxandra: sìsì. capisco, però. è un discorso un po' complesso, di dinamiche che si creano in un rapporto di coppia (o in qualsiasi altro tipo di rapporto) quando una delle due persone ha un problema, questo problema, di parole che non sono mai giuste (ma non necessariamente sempre sbagliate), di benefici che un disturbo alimentare dà, anche nel rapportarsi con gli altri. credo che ci voglia molta fortuna (non so come altro chiamarla) per far sì che l'affetto di qualcuno diventi stimolo a cambiare e non pretesto per non cambiare.
(è una risposta un po' superficiale, la mia, ma spero si capisca comunque. sono cose che *so* ma faccio fatica a spiegare, forse non possono essere spiegate, semplicemente).
@ promises, grazie :hug:
mia,ti sei spiegata perfettamente....nelle tue parole leggo la sofferenza di chi sa di cosa si sta parlando...magari posso anche sbagliarmi...!!:hug:
purtroppo la superficilità con cui si parla e si affrontano questo tipo di tematiche è ben nota...si generalizza,e cos' si finisce per dare della patologia un'idea sbagliatissima...ovvero quella del capriccio!!Ma vorrei tanto che più gente possibile capisse che non è così...ormai si usa la parola "anoressica" per indicare una persona magrissima,come se niente fosse...con disprezzo....ed è di una tristezza unica!!Penso che la nostra società,per quando moderna si può definire,di fronte a questi gravissimi problemi non sa ancora come comportarsi....si dovrebbe sensibilizzare l'opinione pubblica...ma non nel modo banale con cui lo fanno ormai tutte le trasmissioni!!Solite chiacchiere...soliti psicologi e pappagalli che fanno tutto facile e tranquillo....
essere ammalati di anoressia,o bulimina...o binge nn è affatto una passeggiata!!Si soffre da cani....si ha una visione distorta di se' difficile da modificare...e si perdono attaccamenti e sentimenti...e la voglia di vivere....!
noi da parte nostra cerchiamo di essere vicini ai nostri cari....ma bisogna fare qualcosa per migliorare la situazione....
Io purtroppo conosco questo "problema" e credo che la cosa più importante sia innanzitutto rendersi conto di avere un problema, e poi è fondamentale riuscire a spostare l'attenzione (che in questa malattia diventa maniacale) che si ha verso il cibo e il peso, a qualcos'altro, creare un interesse, qualcosa che possa attirare l'attenzione e quei pensieri che sono dedicati esclusivamente alla forma del corpo e alle tattiche da usare per sfuggire al cibo, e alle pressioni che di solito i parenti fanno, della serie: "mangia! mangia!" che in realtà ottengono il risultato opposto.... perchè il vero disagio sembra essere la mancanza di affetto e di comprensione.....
Io dico solo questo...
che secondo vale per tutto.
Per amare qualcuno bisogna prima amare se stessi. E non credo che avere problemi di questo tipo voglia dire amarsi molto.
Poi sembra tutto scontato quello che viene detto...
questo come altri sono modi per rispondere ad un disagio...
aperto OT
Mia credo che tu abbia una capacità di esprimere i pensieri veramente eccezionale...hai una sensibilità unica...solo questo...
chiuso OT
*VeReNa7* : ricambio l'abbraccio :hug:
hai ragione quando parli della superficialità con la quale si affrontano queste tematiche: ma non so, la verità è che non ho ancora capito quale sia il modo giusto di parlarne, se un modo giusto ci sia. dici, si dovrebbe sensibilizzare l'opinione pubblica: io non lo so. a volte penso che preferirei che si tacesse, finché quel modo non si trova.
( ho scritto qualche riflessione su queste cose qui, qui e qui, forse ti/vi possono interessare, niente di conclusivo, ho più domande che risposte ma spero ci sia, lì in mezzo, qualche spunto a cui pensare).
@elo.nora: a volte sì, può essere quello, ma io credo che ci sia qualcosa di più, qualcosa che spinge a scegliere proprio *questo* modo per esprimere un disagio che non viene espresso altrimenti.
@promises, grazie...
Citazione:
Originariamente postato da Mia_Wallace
ma io credo che ci sia qualcosa di più, qualcosa che spinge a scegliere proprio *questo* modo per esprimere un disagio che non viene espresso altrimenti.
Sì ma questo vale per qualsiasi disturbo, naturalmente.
certo... ma credo che in questo caso, sia peculiare la sfida posta al linguaggio, sia di chi lo soffre che di chi ne parla. mi viene in mente il ruolo delle isteriche nella nascita della psicoanalisi, l'indistinzione tra corporeo e psichico che sfida le conoscenze istituzionali.
Mia...ho letto i tuoi post...e penso che hai ragione quando dici che non si è ancora trovato il modo giusto per parlarne,come è sbagliato dare libero accesso a testi e informazioni che "insegnano i trucchi del mestiere" in un certo senso...però come dici anche tu,ricordiamoci che l'anoressia può considerarsi un sintomo di un male interiore,piuttosto una valvola di sfogo,un linguaggio con cui si esprime la sofferenza...
....in fondo potremmo stare qui a parlarne in eterno,a colpevolizzare chiunque...e non servirebbe a niente...io penso solo che non bisogna abbandonare chi ne soffre solo perchè si ha paura di leggere negli occhi tristezza e disperazione...ma incoraggiare perchè è un male che si vince...con molta fatica...ma si guarisce!!
quoto tutto cio che hai detto e porto l'esempio della mia amica a cui accennavo qualche post fa,la quale soffre di questo problema da circa 8 anni dopo qualche mese in cui aveva questo problema i genitori decisero di farla andare dallo psicologo il quale diede come diagnosi che la mia amica era entrata in anoressia perche' era una modella e come tale voleva essere sempre piu' magra mi sembra assurdo che non abbia capito che dietro c'era un male ben piu' grande di quello che la mia amica voleva far vedere a lei mi sorprese questa superficialita' della psicologa ritenuta tra l'altro la piu' migliore del suo paese:assurdo:,sono d'accordo con chi dice che in questi casi e' difficile amare se stessi e ancor piu' amare gli altri volevo anche aggiungere che non sempre l'amore di chi ti sta affianco ti aiuta ad uscirne anzi a volte ti trascina in un baratro ancora piu' profondo da cui non puoi piu' uscirne dico queste cose perche' le ho viste in lei e sono rimasta spiazzata vorrei aiutarla ma nons o cosa fare:sigh::deluso:Citazione:
Originariamente postato da *VeReNa7*
purtroppo la superficilità con cui si parla e si affrontano questo tipo di tematiche è ben nota...si generalizza,e cos' si finisce per dare della patologia un'idea sbagliatissima...ovvero quella del capriccio!!Ma vorrei tanto che più gente possibile capisse che non è così...ormai si usa la parola "anoressica" per indicare una persona magrissima,come se niente fosse...con disprezzo....ed è di una tristezza unica!!Penso che la nostra società,per quando moderna si può definire,di fronte a questi gravissimi problemi non sa ancora come comportarsi....si dovrebbe sensibilizzare l'opinione pubblica...ma non nel modo banale con cui lo fanno ormai tutte le trasmissioni!!Solite chiacchiere...soliti psicologi e pappagalli che fanno tutto facile e tranquillo....
essere ammalati di anoressia,o bulimina...o binge nn è affatto una passeggiata!!Si soffre da cani....si ha una visione distorta di se' difficile da modificare...e si perdono attaccamenti e sentimenti...e la voglia di vivere....!
noi da parte nostra cerchiamo di essere vicini ai nostri cari....ma bisogna fare qualcosa per migliorare la situazione....
Da parte nostra,scoutina,purtroppo di concreto possiamo fare ben poco...se non star loro vicino,abbracciarle,e cercare di dar loro motivazioni valide per cui vale la pena continuare a vivere...e a lottare...l'importante e fare in modo che non si sentano sole nella sofferenza...
ci ho provato a darle delle motivazioni lei dice che ha perso tutto e non ha piu' senso vivereCitazione:
Originariamente postato da *VeReNa7*
Da parte nostra,scoutina,purtroppo di concreto possiamo fare ben poco...se non star loro vicino,abbracciarle,e cercare di dar loro motivazioni valide per cui vale la pena continuare a vivere...e a lottare...l'importante e fare in modo che non si sentano sole nella sofferenza...
scoutina,è tutto normale...perchè lei ormai vede e vedrà tutto nero...non ti accennerà mai un sorriso,se non falso e di circostanza...tu non stancarti mai di darle sostegno,un abbraccio,una parola di conforto e tanto affetto...anche se non lo dimostra,ne ha comunque bisogno....
lo so ma mi sento impotente :deluso:Citazione:
Originariamente postato da *VeReNa7*
scoutina,è tutto normale...perchè lei ormai vede e vedrà tutto nero...non ti accennerà mai un sorriso,se non falso e di circostanza...tu non stancarti mai di darle sostegno,un abbraccio,una parola di conforto e tanto affetto...anche se non lo dimostra,ne ha comunque bisogno....
il mondo dei dist alimentari mi sembra lontano,perchè non ne ho mai sofferto,ma allo stesso tempo mi sembra vicino per il semplice fatto che dietro esiste un grande dolore,una profonda sofferenza..che come dite è espressa con un tipo di linguaggio..quello del corpo..che va oltre il voler emulare super modelle e sognare una linea perfetta..!
provo un profondo rispetto per la sofferenza di queste ragazze,che non mi sento di dire qualcosa che potrebbe risultare banale o scontato,ma intendiamoci,non perchè sia un male "diverso" ma perchè chi prova sulla sua pelle un dolore interiore espresso con qualsiasi tipo linguaggio,che sia quello del corpo,quello (per esempio) dell'attacco di panico o altro..capisce,comprende...forse non del tutto, ma almeno quanto basta per non banalizzare..
in questo momento sento solo l'esigenza di esservi vicino...(a chi "ha la mappa interiore di se stessa ma si perde comunque"..):hug:
c'è anche chi ce l'ha fatta...e offre l'esempio:Citazione:
Originariamente postato da Mia_Wallace
[B]sai cosa? non c'è speranza, luce, via d'uscita. o almeno, se c'è dev'essere così rara, ma così rara, non ho mai incontrato, conosciuto, letto, nessuno che (mi) desse speranza.
http://www.chiarasole.it/
conosco. se ne parla un gran male, tra l'altro, ma non è questo il punto.
passare dall'ossessione della malattia all'ossessione per la malattia è abbastanza comune. chi soffre di questi disturbi, in genere, arriva a saperne quanto e più dei medici. è un bisogno pari a quello di digiunare o vomitare, non so spiegarti perché ma è così. ecco, a me non sembra una cosa davvero "sana", questa.
io ho iniziato a studiare psicologia per lo stesso motivo, più o meno, eh? poi mi sono resa conto che era una specie di meccanismo di difesa, chiamalo intellettualizzazione o sublimazione o come vuoi, ma... capisci cosa voglio dire? poi magari si può fare anche del bene, non dico di no.
la mia storia non è tanto diversa, anni e anni e ospedali e ospedali, e come me ne ho conosciute tante e tante ne conosco. anch'io potrei dire di essere guarita, sono almeno cinque anni che non rientrerei neanche nei criteri di un disturbo alimentare nas (non altrimenti specificato) però mi sembrerebbe di dire una bugia, ed è lo stesso vissuto che conosco anche in tante altre persone, quelle poche che ce l'hanno fatta. però. a cosa serve sentirsi dire che passa se non è proprio vero, se è qualcosa che comunque, in un certo senso, ti resta dentro, con cui in un modo o nell'altro devi fare i conti continuamente? certo, dire le cose come stanno non farebbe vendere libri o comprare guarigioni fittizie.
(ciupaciups, abbraccio fortissimo, grazie!)
sono d'accordo con te non e' cosi' facile uscirne e secondo me non si riesce mai ad uscirne del tutto e questo lo vedo nella mia amica che ormai fa avanti e indietro dagli ospedali da piu' di 8 anni un abbraccio forte e sincero perche' posso immaginare cosa stai passando perche' lo vedo nella mia amicae mi sento tanto impotente perche' non so cosa fare:hug:Citazione:
Originariamente postato da Mia_Wallace
conosco. se ne parla un gran male, tra l'altro, ma non è questo il punto.
passare dall'ossessione della malattia all'ossessione per la malattia è abbastanza comune. chi soffre di questi disturbi, in genere, arriva a saperne quanto e più dei medici. è un bisogno pari a quello di digiunare o vomitare, non so spiegarti perché ma è così. ecco, a me non sembra una cosa davvero "sana", questa.
io ho iniziato a studiare psicologia per lo stesso motivo, più o meno, eh? poi mi sono resa conto che era una specie di meccanismo di difesa, chiamalo intellettualizzazione o sublimazione o come vuoi, ma... capisci cosa voglio dire? poi magari si può fare anche del bene, non dico di no.
la mia storia non è tanto diversa, anni e anni e ospedali e ospedali, e come me ne ho conosciute tante e tante ne conosco. anch'io potrei dire di essere guarita, sono almeno cinque anni che non rientrerei neanche nei criteri di un disturbo alimentare nas (non altrimenti specificato) però mi sembrerebbe di dire una bugia, ed è lo stesso vissuto che conosco anche in tante altre persone, quelle poche che ce l'hanno fatta. però. a cosa serve sentirsi dire che passa se non è proprio vero, se è qualcosa che comunque, in un certo senso, ti resta dentro, con cui in un modo o nell'altro devi fare i conti continuamente? certo, dire le cose come stanno non farebbe vendere libri o comprare guarigioni fittizie.
(ciupaciups, abbraccio fortissimo, grazie!)
grazie scoutina :hug: ... non ti ho mai "tirata in ballo" perché non so bene cosa dirti, se non che mi spiace per la tua amica e per te che soffri con lei... non sono mica ancora riuscita a capire qual è il modo giusto per stare vicino a chi soffre di queste cose, l'unico consiglio che do sempre è di informarsi, imparare quante più cose possibili sui disturbi alimentari, ma mi sembra che tu non ne abbia bisogno...
(io sto bene, adesso, eh? ecco, mettiamola così, sono come achille e il suo tallone, o come qualcuno che si è rotto un braccio e per un po' di tempo l'osso resta più delicato e ogni tanto fa male. ho imparato a volermi abbastanza bene da non farmi male, non troppo, almeno, non so come o perché, non ho una ricetta magica e se ce l'avessi probabilmente andrebbe bene per me, con la mia storia. auguri a tutte e due !)
secondo me non c e' un modo specifico per stare vicino a chi ha questi problemi anche se si volesse analizzare le cause non sempre si riesce a trovare una soluzione perche' a volte quelle cause vengono usate da chi ne soffre(parlo sempre dell'esperienza della mia amica)come modo per "curare"le ferite creando cosi' un vortice da cui non se ne esce piu' ed e' inutile sperare in una ripresa che a parer mio non ci sara' mai e neanche il miglior medico o psicologo puo' farti uscire da questa situazione,io credo che quelle poche persone che ci siano riuscite(anche se io penso come ho gia' deto prima che sia impossibile uscirne)ci abbiano messo una grande forza di volonta anche se io credo che non basti solo quella,perche' queste persone hanno anche bisogno che qualcuno creda in loroCitazione:
Originariamente postato da Mia_Wallace
grazie scoutina :hug: ... non ti ho mai "tirata in ballo" perché non so bene cosa dirti, se non che mi spiace per la tua amica e per te che soffri con lei... non sono mica ancora riuscita a capire qual è il modo giusto per stare vicino a chi soffre di queste cose, l'unico consiglio che do sempre è di informarsi, imparare quante più cose possibili sui disturbi alimentari, ma mi sembra che tu non ne abbia bisogno...
(io sto bene, adesso, eh? ecco, mettiamola così, sono come achille e il suo tallone, o come qualcuno che si è rotto un braccio e per un po' di tempo l'osso resta più delicato e ogni tanto fa male. ho imparato a volermi abbastanza bene da non farmi male, non troppo, almeno, non so come o perché, non ho una ricetta magica e se ce l'avessi probabilmente andrebbe bene per me, con la mia storia. auguri a tutte e due !)
rasputin...conosco anch'io...e concordo con mia,non solo perchè ne abbia sentito parlare,ma perchè ho conosiuto di persona...non è tutto oro quello che luccica...
scoutina...io non sarei così pessimista...è vero,è una grave patologia,e sembra che non ci sia via d'uscita,ma non è così...di anoressia si muore,ma si guarisce anche...allora perchè non voltare lo sguardo verso il positivo?perchè guardare il mondo con i loro occhi invece di aiutarle a distogliere lo sguardo e voltarlo verso la guarigione...e la libertà??