cosa ne pensate del rapporto fra il bene ed il male?
della banalizzazione del bene e dell'esaltazione del male?
il bene è effimero? il male ci incuriosisce? perchè?
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cosa ne pensate del rapporto fra il bene ed il male?
della banalizzazione del bene e dell'esaltazione del male?
il bene è effimero? il male ci incuriosisce? perchè?
Eh, accidenti...
Certo che potevi iniziare con qualcosa di più semplice, che ne so, la signora Berluscona, o i teodem :)
Mi incuriosiscono alcune cose, al di là di quel che penso io:
a) Perché "banalizzazione " del bene? A me pare che il bene non sia mai banale. Di più, non lo si può banalizzare.
b) il bene è effimero? Certo. Ogni cosa è effimera, a questo mondo. Anche le montagne spariscono, prima o poi. E allora?
c) Il male incuriosisce chi non lo conosce. Chi lo conosce lo evita, te l'assicuro.
Buona vita
Gugielmo
cosa intendi per bene e male?
la cosa che più mi interessa in un ottoca di differenze fra bene/male è l'attenzione dei media e della società per il male in tv, sui giornali etc...
male inteso come violenza, ovviamente.
Alcuni parlano di fascino del male...altri pensano che il male sia sopravvalutatoe quindi esaltato, effimero; mentre il bene è banale e uindi sottovalutato.
Voi cosa ne pensate?
mi interessa perchè sto scrivendo una parte della tesi sulla deumanizzazione del soggetto pedofilo, e sulla medicalizzazione della devianza.
ciao, io penso cheparlare di tragedie, quindi anche del "male" che accade, faccia più presa sulla popolazione in generale, a detta dei media, quindi sia una questione di audience. sinceramente, a me hanno rotto le scatole, nel senso che gonfiano i fatti e parlano di accadementi pesant facendone spettacolo.
creno inoltre un senso di paura nelle persone che le porta a paralizzarsi e esagerare (in bus, ieri due signore parlvano del terrore ch hanno ad andare in giro da sole e lasciare a casa i figli o farli andare in giro..., erano veramente paranoiche)
mi colpisce molto di più quani si racconta di belle cose, come l'altro giorno su la7, dove hanno messo in onda un documentario su Jinny, un cagnolino che a Long Island salva i micetti abbandonati ...
dipingiamo un mondo brutto e cattivo, dove le persone sono brutte e cattive: ebbene, non è così, c'è anche tanto bello al mondo,e tanta gente bella, non bisogna avere paura!
Questo tema del bene e il male mi incuriosisce. A me viene da dire una cosa semplice, forse facilmente confutabile ma sentita: " Non esistono il bene o il male in assoluto, ma esiste il valore che ogni persona da alle cose, che è individuale; esistono i sentimenti che accettiamo e i sentimenti che non ci piacciono e quindi rimossi, proiettati sull'altro".
In definitiva secondo me più uno cresce e più dovrebbe vedere le cose non come oggettive ma relative ad un proprio stato interiore.
ciao ciao
ritengo anche io che "il male" viene vista dai media come una cosa che fa audiance, anche se con report si è visto che la tendenza è inversa... dato che alla fine della puntata in cui vengono mostrati i mali della società mettono un esempio positivo che aveva ancora più ascolti. poi cmq non ho capito di cosa si stà discutendo di preciso :confused:
Concordo con lui....."bene/male" è un giudizio di valore troppo soggettivo e contestabile per poter costituire la base per la fondazione di principi, leggi e comportamenti validi per tutti.Citazione:
Originariamente postato da giandilo
" Non esistono il bene o il male in assoluto, ma esiste il valore che ogni persona da alle cose, che è individuale; esistono i sentimenti che accettiamo e i sentimenti che non ci piacciono e quindi rimossi, proiettati sull'altro".
Secondo me la cosa deprecabile è che nella nostra attuale società la dicotomia "bene/male" è stata sostituita da quella (ben più utilitaristica) di "conveniente/sconveniente", conducendo ad un relativismo etico piuttosto preoccupante.
...non credo si possa sempre parlare di giudizio o di conveniente/ sconveniente...
penso che esita il bene oggettivo, utile a se stesso e agli altri...
ed anche il male oggettivo.
Es: riferendomi all'attuale cronaca, non capisco in che modo si possa defire il comportamento violento che ha causato la morte dell'ispettore Raciti: non è questione di "giudicare" ma questa violenza inaudita non puo' che essere la personificazione del male, quindi male= distruzione, in questo caso di una vita umana....
ma perchè il male deve essere "personificato"?Citazione:
Originariamente postato da psicologiaela
questa violenza inaudita non puo' che essere la personificazione del male
le persone si comportano male, agiscono male, pensano male ma non sono male esse stesse. e non è un semplice virtuosismo linguistico. c'è una bella differenza nel dire "X. è la personificazione del male" e "X. si è comportato male facendo questo o quello".
[QUOTE]Originariamente postato da anna81.s
[B]ciao, io penso cheparlare di tragedie, quindi anche del "male" che accade, faccia più presa sulla popolazione in generale, a detta dei media, quindi sia una questione di audience. sinceramente, a me hanno rotto le scatole, nel senso che gonfiano i fatti e parlano di accadementi pesant facendone spettacolo.
QUOTE]
:sisi: sono d'accordo....
secondo me dovrebbero esserci piu' controlli da parte di chi lavora nel mondo dei media, bisognerebbe fare attenzione a non creare sempre "personaggi da baraccone" .....chi si macchia di reati di una certa gravita' dovrebbe stare all'ombra ad aspettare il giudizio di chi di dovere, e non sotto i riflettori invitati in ogni trasmissione televisiva.....non penso sia questo fare "informazione"...
in questo senso il male fa audience, è un circolo vizioso.....
si si, concordo in pieno su questo fatto di trasformare chi si comporta "male" in un personaggio famoso. che poi scrive libri e va in televisione.
è come se la gente volesse vedere queste cose, mi sembra una curiosità un po' insana: nel senso, perchè si presta così attenzione agli omicidi, i serial killer etc ( c'è una grande proliferazione rispetto a questi temi, anche nel campo della psicologia).
ammetto che sono io la prima ad aver letto libri di criminologia e guardare i vari csi, e mi viene da chiedermi: perchè? perchè mi incuriosisce così tanto?
credo che tutti siamo d'accordo nel definire "male" un omicidio, nell'esserne disgustati, ma allora perchè c'è lo stesso questo effetto calamita? perchè è qualcosa che noi non POSSIAMO fare? qualcosa che non capiamo? sono domande aperte, io non ho una spiegazione e mi piacerebbe sentirne!
inoltre, vorrei capire in che senso non si può "oggettivare " il male: diciamo che sono concetti astratti, ma secondo me ci sono dei comportamenti e delle persone che effettivamente sono appartenenti alla categoria male.
e' un tema veramente interessante e dai mille risvolti...mi si attorciglia il cervello a pensarci :mumble:
siceramente ritengo che l'omicidio sia una cosa naturale... poi comunque dire dell'omicidio in generale senza contestualizzarlo che è male è facile... ma se ad esempio una persona ne uccide un altra per difendere la figlia che stava per essere uccisa è difficile trovare qualcuno che dica che ha fatto male... e in quel caso nemmeno la legge italiana potrebbe riconoscierlo come qualcosa di male... anche se sempre di omicidio si tratta.Citazione:
credo che tutti siamo d'accordo nel definire "male" un omicidio
assolutamente d'accordo.Citazione:
Originariamente postato da thomas muntzer
siceramente ritengo che l'omicidio sia una cosa naturale... poi comunque dire dell'omicidio in generale senza contestualizzarlo che è male è facile... ma se ad esempio una persona ne uccide un altra per difendere la figlia che stava per essere uccisa è difficile trovare qualcuno che dica che ha fatto male... e in quel caso nemmeno la legge italiana potrebbe riconoscierlo come qualcosa di male... anche se sempre di omicidio si tratta.
non avevo pensato a questo caso...
in effetti, sotto questo punto di vista omicidio sarebbe legittima difesa.
quindi ciò porta a ritenere che il "male" ("bene") oggettivo non ci sia?
non concordo sulla naturalità dell'omicidio nel caso degli esseri umani: ok, noi evolviamo dagli animali. tra gli animali, alcune specie si nutrono dei propri simili, si uccidono tra di loro etc.
però noi, in quanto esseri umani, abbiamo delle leggi morali, cioò ci distingue dai nostri progenitori insieme al linguaggio). la categoria bene/male la abbia creata noi? quindi per questo è qualcosa di artificioso e inesistente?
la pedofilia è male, aiutare un amico è bene. direi che questo non si discute. invece di bene e male allora è meglio parlare di comportamenti e atteggiamenti e di persone che li effettuano contestualizzando caso per caso? secondo me invece un po'di generalizzazione c'è, perchè ci vuole una base per giudicare i comportamenti. tale base potrebbe avere origine culturale, visto che per popoli diversi diversi comportamenti sono accettati o meno.
ma mi chiedo: dal punto di vista psicologico, che cosa possiamo dire su bene e male? (non è una domanda retorica)
il fatto stesso che tali basi di giudizio partono dalla cultura vuol dire che sono preconcetti... e basare giudizi su preconcetti mi sembra un grosso errore... ogni cosa va presa caso per caso... ovviamente questo è il mio punto di vista :)Citazione:
non avevo pensato a questo caso...
in effetti, sotto questo punto di vista omicidio sarebbe legittima difesa.
quindi ciò porta a ritenere che il "male" ("bene") oggettivo non ci sia?
non concordo sulla naturalità dell'omicidio nel caso degli esseri umani: ok, noi evolviamo dagli animali. tra gli animali, alcune specie si nutrono dei propri simili, si uccidono tra di loro etc.
però noi, in quanto esseri umani, abbiamo delle leggi morali, cioò ci distingue dai nostri progenitori insieme al linguaggio). la categoria bene/male la abbia creata noi? quindi per questo è qualcosa di artificioso e inesistente?
la pedofilia è male, aiutare un amico è bene. direi che questo non si discute. invece di bene e male allora è meglio parlare di comportamenti e atteggiamenti e di persone che li effettuano contestualizzando caso per caso? secondo me invece un po'di generalizzazione c'è, perchè ci vuole una base per giudicare i comportamenti. tale base potrebbe avere origine culturale, visto che per popoli diversi diversi comportamenti sono accettati o meno.
ma mi chiedo: dal punto di vista psicologico, che cosa possiamo dire su bene e male? (non è una domanda retorica)
prendiamo i pedofili: nel caso in cui un 18enne che stà con una 15enne per lo stato è un pedofilo... ma stà facendo qualcosa di male?
aiutare un amico: una persona copre un amico che tradisce la moglie... questo è bene?
dal punto di vista psicologico non posso pronunciarmi perchè non vanto competenze adeguate e perchè ancora non psicologo... ma per dire la mia direi che è il modo di giudicare e scindere la realtà in base alla propria morale...
male, etimologia di derivazione latina: "ciò che nuoce"
tu hai ragione quando citi questi esempi: ragionandoci, non riesco a trovare casi che dimostrino che il concetto di male è qualcosa di universale, perchè ogni volta che mi sembra di trovarli, da un'altra prospettiva mi fai vedere che non ho pensato ad alcune eccezioni. :bapho:
quindi direi che come l'etimologia dice, male è qualcosa che nuoce all'individuo o alla comunità, in considerazione del contesto particolare in cui si verifica.
d'altro canto, bene invece è qualcosa indicato come "quello che si desidera in quanto è conveniente alla natura umana" (fonte delle etimologie: www.etimo.it)
quindi bene e male vengono comunque messi in relazione alla natura umana. non concordo tanto sul fatto che siano preconcetti perchè basati sulla cultura. invece trovo interessante che li si ritenga giudizi:
" direi che è il modo di giudicare e scindere la realtà in base alla propria morale..."
mi preoccupa il passaggio successivo: se bene e male sono giudizi in base alla propria morale, allora non sono uguali per tutti. concludiamo che è la maggioranza a decidere se un individuo ha compiuto qualcosa di male o bene? ma che per la sua morale potrebbe essere giudicato diversamente rispetto alla maggioranza. è un po' come per l'eutanasia: chi la considera bene, chi male.
insomma, bene e male non esistono, sono una nostra creazione?
ma sono concetti che ci servono? sono realmente adattivi?
e tornando al punto iniziale in riferimento ai media: il mostrare determinati comportamenti ed etichettarli come "male", considerando che dai media abbiamo solo info parziali e non sappiamo la reale verità dei fatti, è una tecnica volta a promuovere una morale comune in cui il giudizio dei singoli diventi coerente?
so che sono un po' contorta....:argh:
prendiamo i pedofili: nel caso in cui un 18enne che stà con una 15enne per lo stato è un pedofilo... ma stà facendo qualcosa di male?
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è sbagliato questa affermazione.
secondo il DSM IV èla focalizzazione parafilica della Pedofilia comporta l’ attività sessuale con bambini prepuberi generalmente di età compresa dagli 0 ai 13 anni.
Il soggetto con Pedofilia deve avere almeno più di 16 anni, e deve essere di almeno 5 anni maggiore del bambino.
secondo il codice penale invece:
art 609 bis
Chiunque, con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità, costringe taluno a compiere o subire atti sessuali è punito con la reclusione da cinque a dieci anni.
Alla stessa pena soggiace chi induce taluno a compiere o subire atti sessuali:
1) abusando delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della persona offesa al momento del fatto;
2) 2) traendo in inganno la persona offesa per essersi il colpevole sostituito ad altra persona.
Nei casi di minore gravità la pena è diminuita in misura non eccedente i due terzi.
art 609 quater
[1] Soggiace alla pena stabilita dall’art. 609 bis chiunque, al di fuori delle ipotesi previste in detto articolo, compie atti sessuali con persone che, al momento del fatto:
1. non ha compiuto gli anni quattordici;
2. non ha compiuto gli anni sedici, quando il colpevole sia ‘ascendente, il genitore anche adottivo, il tutore, ovvero altra persona cui, per ragioni di cura, di educazione, di istruzione di vigilanza o di custodia, il minore è affidato o che abbia, con quest’ ultimo, una relazione di convivenza.
[2] Non è punibile il minorenne che, al di fuori delle ipotesi previste nell’articolo 609 bis, compie atti sessuali con un minorenne che abbia compiuto gli anni tredici, se la differenza di età tra i soggetti coinvolti non è superiore a tre anni.
[3] Nei casi di minore gravità la pena è diminuita fino a due terzi.
[4] Si applica la pena di cui all’art 609 ter, secondo comma, se la persona offesa non ha compiuto gli anni dieci.
per cui la tua affermazione non è corretta, a meno che non vi sia un ipotesi di abuso sessuale.
si ,va bene la definizione secondo il codice penale, pero' ogni legge viene si applicata ma anche interpretata in primis dal giudice....
e viene tenuto conto anche di un codice morale.....
non credo che la definizione di anna81.s sia cosi' sbagliata...
così dai ragione a me in realtà... perchè affermi che si giudica caso per caso... o sbaglio :confused:Citazione:
Originariamente postato da psicologiaela
si ,va bene la definizione secondo il codice penale, pero' ogni legge viene si applicata ma anche interpretata in primis dal giudice....
e viene tenuto conto anche di un codice morale.....
non credo che la definizione di anna81.s sia cosi' sbagliata...
per holmes: grazie per la delucidazione... ma io cmq affermo che il fatto che un 16 non possa avere rapporti con una ragazza di 11 anni (credo da quello che ho letto sia il caso limite... correggimi se erro) sia da considerare errato... ma un rapporto simile non è detto che sia un male... almeno non per tutti... quello che io affermo è che il bene e il male si basano su precetti morali che hanno senso solo nella cultura di riferimento ;) poi aggiungo anche che una cosa sbagliata ve considerata nel suo contesto senza generalizzare ;)
per me bene/male sono concetti che ci servono per dare anche una rapida classificazione della realta permettendoci di rispondere in maniera rapida alle situazioni, divenendo proprio per questo anche adattiva.Citazione:
insomma, bene e male non esistono, sono una nostra creazione?
ma sono concetti che ci servono? sono realmente adattivi?
e tornando al punto iniziale in riferimento ai media: il mostrare determinati comportamenti ed etichettarli come "male", considerando che dai media abbiamo solo info parziali e non sappiamo la reale verità dei fatti, è una tecnica volta a promuovere una morale comune in cui il giudizio dei singoli diventi coerente?
so che sono un po' contorta.... :argh:
I media non sono gli unici che cercano di creare una morale comune... la "moralizzazione" parte dalla famigli, dal credo religioso... i media semplicemente si basano a mio avviso su quello più condiviso che spesso rientra in quello cattolico... poi per l'essere contorta nessun problema :cool:
[QUOTE]Originariamente postato da thomas muntzer
[B]così dai ragione a me in realtà... perchè affermi che si giudica caso per caso... o sbaglio :confused:
il mio post si riferiva a quello di holmes, e concordo con quanto detto da anna81s.
:)
guardate che la legge non punisce il rapporto sessualeil se, ma la violenza sessuale. se due minorenni,un minorenne ed un maggiorenne o due disabili vogliono avere rapporti sessuali lo possono fare. quella che viene definita come pedofilia in realtà (per la legge) è solo la violenza sessuale, sia per adulti che per i minori e i due art del codice ne sono l'esempio.
questo per dare una libera autodeterminazione della sfera sessuale al soggetto. prima del 1996 invece la sessualità non apparteneva allla persona, ma allo Stato e veniva punità la violenza carnale ed il reato era contro la moralità pubblica...capite gli enormi progressi della legge del '96.
[QUOTE]Originariamente postato da psicologiaela
[B]ok :) come non detto ;)Citazione:
Originariamente postato da thomas muntzer
così dai ragione a me in realtà... perchè affermi che si giudica caso per caso... o sbaglio :confused:
il mio post si riferiva a quello di holmes, e concordo con quanto detto da anna81s.
:)