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Trattasi di una notizia sentita oggi al TG e che mi ha lasciato piuttosto sconvolto. Ad ogni modo mi chiedo, cosa farebbe uno psicologo con i bambini e gli adulti coinvolti in questa faccenda?
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Trattasi di una notizia sentita oggi al TG e che mi ha lasciato piuttosto sconvolto. Ad ogni modo mi chiedo, cosa farebbe uno psicologo con i bambini e gli adulti coinvolti in questa faccenda?
Agghiacciante.Citazione:
Originariamente postato da HellSt0rm
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Trattasi di una notizia sentita oggi al TG e che mi ha lasciato piuttosto sconvolto. Ad ogni modo mi chiedo, cosa farebbe uno psicologo con i bambini e gli adulti coinvolti in questa faccenda?
Per gli adulti, non c'è molto da fare, in quanto Gabbard riferisce che sia difficile operare un vcambiamento in questi soggetti, che viene invece invicato a gran voce dalle autorità. Una buona strada può essere quella a spingerli ad empatizzre col minore abusato. Da come viene descritta la faccenda, mi sorge inoltre il sospetto che ci sia stata una mente "trascinante" e altri soggetti, con fragilità di carattere, su cui è più auspicabile l'efficacia di un'intervento psicologico, anche sulla loro facilità a farsi condizionare.
Per i bambini, un buon intervento di consultazione e anche un percorso di tipo psicoterapeutico è IN-DIS-PEN-SA-BI-LE
E' assolutamente necessario ricostruire la fiducia negli adulti, anche se, probabilmente, ci vorranno anni...:omg:
A prscindere dal fatto che una perizia psicologica sarà indispensabile per accertare l'attendibilità delle accuse(magari senza massacrare ulteriormente i bambini con domande poco appropriate....)
Interessante. Quindi c'è qualche psicologo che dice che l'individuo che "organizza" la cosa non è recuperabile. Mi interessa davvero l'argomento e spero che qualcun altro posti le sue opinioni in merito alla mia domanda. Inoltre mi chiedo da cosa possa essere scaturito il "pensiero" di attuare una cosa simile. Cosa spinge un adulto (a parte l'interesse economico) a "torturare" (concedetemi l'utilizzo del termine) dei bambini?
Parlando con una psicologa di professione ho saputo anche che ci sono due tipi di pedofilia, quella "buona" e quella "cattiva". La differenza, se c'è, in cosa consiste? Può la pedofilia "buona" diventare "cattiva" o viceversa?
Non ho mai sentito parlare di pedofilia "buona" e "cattiva". Forse, la psicologa cui ti riferisci faceva distinzione fra pedofilia accompagnata e non accompagnata da sadismo sessuale(o, peggio, disturbo antisociale di personalità). Cioè, non tutti i pedofili (anzi, sono la minoranza) arrivano a compiere violenza sulle loro vittime(e/o a penetrarle). Lo scopo del pedofilo non è fare male al bambino(esclusi, appunto, i casi di sadismo), è ottenere soddisfazione alle proprie attenzioni sessuali che , per ragioni disparate vengono rivolte nei confronti di un soggetto che NON può essere considerato consenziente.Citazione:
Originariamente postato da HellSt0rm
Interessante. Quindi c'è qualche psicologo che dice che l'individuo che "organizza" la cosa non è recuperabile. Mi interessa davvero l'argomento e spero che qualcun altro posti le sue opinioni in merito alla mia domanda. Inoltre mi chiedo da cosa possa essere scaturito il "pensiero" di attuare una cosa simile. Cosa spinge un adulto (a parte l'interesse economico) a "torturare" (concedetemi l'utilizzo del termine) dei bambini?
Parlando con una psicologa di professione ho saputo anche che ci sono due tipi di pedofilia, quella "buona" e quella "cattiva". La differenza, se c'è, in cosa consiste? Può la pedofilia "buona" diventare "cattiva" o viceversa?
In quanto all'aspetto della recuperabilità forse mi sono espressa male.
Quello che volevo dire è che, plausibilmente, può venire a mancare quella motivazione al cambiamento che sembra essere la base di un buon trattamento psicoterapeutico, tanto che viene addirittura proposta la castrazione chimica, per questi soggetti!
:eek: (visto che con lo "strizzacervelli" si può fare poco...)
Capisci, inoltre, che se alla pedofilia si associa un disturbo di personalità antisociale(o, meglio, una personalità di tipo psicopatico, come ad esmpio, quella descritta dalla scala di Clekley-che NON si scrive così...), sarà difficile operare sull'empatia con la vittima, come suggerivo prima(appunto perchè, per definizione, questi soggetti NON sono capaci di empatizzare...)....
Questo non vuol dire che lo psicologo se ne debba lavare le mani... semplicemente che non opera nelle condizioni ottimali.
Come ti dicevo, a mio avviso Gabbard offre una descrizione molto bella, anche se un po' di parte di questo tipo di disturbo sessuale..e qualche suggerimento di intervento(mi sembra anche con la citazione di qualche ricerchina nell'ambito...;) ) Davison e Neale, invece, mi sembra offrano una visione più completa dell'eziologia di questo disturbo, anche se meno spunti per il trattamento.
Sempre Gabbard, riporta di come un paziente con diagnosi di disturbo antisociale di personalità avesse scelto (e finto) di intraprendere un trattamento psicoterapeutico proprio per evitare la reclusione e la condanna per i reati di pedofilia di cui si era macchiato. Risultato: al momento della dimissionbe il soggetto pare avesse confessato al proprio terapeuta, ghignando, di non essere cambiato affatto e di aver finto per tutte le sedute.
Non ho parole...
quello che sò invece, è che vorrei sapere cos fa diventare simili mostri le persone.
Credo che la pedofilia sia il culmine di ogni aberrazione, peggiore della necrofilia e zoofilia messa insieme.
Non che io dica che un animale debba essere vittima ma...tra un bambino e un animale non ho dubbi su chi scegliere. Per i morti...il peggio lo hanno passato.
Come si fà a prendere una PERSONA, per...questo?
E riuscire a guardarsi allo specchio e considerarsi una persona?
Anche in Grecia la pedofilia si trova spesso sui telegiornali gli ultimi 5 anni. La pedofilia in una societa' cosi chiusa e abbastanza tradizionale com' e' la greca fa gli esperti stare a bocca aperta ogni volta che questi comportamenti vengono pubblizzati. Purtroppo non ci sono molti esperti che hanno una posizione chiara! Non intendo che e' facile per un esperto spostarsi, ma mi dispiace il fatto che la maggioranza del loro si esprime soltanto la sua sorpresa! Se sarei io costretta ad occuparmi di un caso di pedofilia, farei tentativi a capire perche' il pedofilo ha scelto un bambino a farlo soffrire, perche' ha abusato un essere umano che non puo' dire o fare niente, perche' ha scelto ad usare cosi la potenza che gli danno i tuoi anni... La pedofilia pero' e' un problema sociale e' dobbiamo avere tutti un opinione, specialmente i psicologi!! non voglio parlare per i bambini abusati perche' non credo che sia in gamba ad avvicinarmi una psiche pura... Spero che ci sono persone che possono essere veramente in gamba a regalare un sorriso ad un bambino!
Credo che il punto stia proprio in questa frase....è l'unico tipo di relazione in cui si può sentire potente....Citazione:
Originariamente postato da theniaka
perche' ha scelto ad usare cosi la potenza che gli danno i tuoi anni... [/B]
troppo schifo per questa storia...non so se aveto letto anche il resto, ovvero i riti a cui i bambini siano stati sottoposti(bere sangue di uno degli adulti, tagli ai genitali...) per questa gente rimetterei in atto la tortura e da lì non mi muovo...la pena di morte nei loro confronti mi sembra una grazia.
ranoCitazione:
Originariamente postato da pecorellablu
troppo schifo per questa storia...non so se aveto letto anche il resto, ovvero i riti a cui i bambini siano stati sottoposti(bere sangue di uno degli adulti, tagli ai genitali...) per questa gente rimetterei in atto la tortura e da lì non mi muovo...la pena di morte nei loro confronti mi sembra una grazia.
non li avevo letti e sono agghiaccianti....
Non ho parole. Questo mi fa' propendere e sospettare la presenza di asopetti sadici, oltre che di pedofilia, anche se, ripeto, mi sembra strano che siano coincolte ben 6 persone di cui 4, dico, 4 donne(Davison e Neale riferiscono che la pedofilia si riscontra "generalmente in soggetti di sesso maschile)!
Dopo aver letto di questi particolari, credo sarebbe difficile per qualsiasi specialista rivolgersi con neutralità alla persona cui è richiesto un cambiamento.
anche se non ho potuto verificarne le fonti, ho sentito circolare voci secondo cui le donne pedofile usano somministrare per iniezione degli ormoni per "permettere" ai bambini più piccoli di avere un gonfiore ai genitali che assomigli di più agli adulti.
Ovviamente i danni alla salute sono facili da immaginare.
Una forma deviata e degenarata di istinto materno, commentavano.
ho seguito anch'io la storia dell'asilo degli orchi, quello che mi ha colpito è che gli orchi erano stipendiati dallo stato nel momento in cui giocavano a fare gli orchi! siamo davanti al perpetuare dello stato di assumere persone di qualsiasi mostruosità psicologica perchè l'importante è che siano Raccomandati! avendo lo stato estremo timore della psicologia relegandola solo alla selezione delle forze dell'ordine e dell'esercito, negli altri reparti regna il criterio selettivo della raccomandazione, il motto è: "anche pedofilo purchè raccomandato!" come andrebbero diversamente le cose se per i docenti fosse previsto un controllo psicologico bisettimanale, per gli infermiere che praticano l'eutanasia a loro volontà, insomma nello stato anche il peggior psicolabile può lavorarci purchè raccomandato. Difficile che dipendenti privati stipendiati dall'imprenditore interrompono di lavorare per andare a giocare a fare gli orchi con i bambini. nel caso di pedofilia nell'asilo si è compromessa l'imaggine dell'asilo e dello stato ed ovviamente dei suoi stipendiati. Lo stato stipendia le forze dell'ordine per trovare gli orchi in rete, quando la realtà sono le mamme che consegnano la mattina i propri figli agli orchi stipendiati dallo stato? non farebbe bene lo stato anzichè spendere soldi per trovare gli orchi in internet a pagare gli psicologi per trovare gli orchi tra i suoi dipendenti? molti italioti si lamentano che in olanda c'è il partito dei pedofili senza però accorgersi che in italia è direttamente praticata non da un partito ma dallo stato!
pena di morte, castrazione, anche pedofilo purché raccomandato, ogni notizia è buona per placare la nostra sete di giustizia, per vomitare la nostra indignazione. che sia la franzoni o la rumena con l'ombrello o i mostri pedofili e satanisti, il solo fatto che se ne parli - prima ancora di un processo, prima ancora che, chi di dovere, possa sapere cosa è effettivamente avvenuto, e decidere e agire di conseguenza, ogni giorno mettiamo in scena la nostra piccola gogna privata.
ecco, a me questo spaventa. mi spaventa che ci sia un clima tale per cui sentiamo il bisogno di mostri da lapidare, di conoscere i particolari scabrosi per poterci indignare ancora di più, ché i mostri sono lì, sulle prime pagine dei giornali, e noi su quelle pagine sbaviamo come cani di pavlov.
quanti casi come questo sono stati montati? quanti bambini hanno dovuto pagare e pagheranno per l'isteria collettiva che spinge alla ricerca di un capro espiatorio per tutti i nostri mali, torturati non dai presunti colpevoli ma da chi, con le domande sbagliate, induce falsi ricordi che possono essere tanto traumatizzanti quanto vere esperienze?
cosa sappiamo oltre alle cose che vengono urlate alla televisione, cosa sappiamo oltre a tutto questo rumore che, nel caso in cui gli abusi fossero confermati, è un abuso ulteriore, è un abuso *per sé* nel caso in cui questa storia sia una montatura basata su perizie malcondotte o chissà cosa?
cosa dovremmo fare come psicologi? batterci contro questa merda, contro questo modo di fare informazione e subirla, prima di tutto.
poi. ci sono dei protocolli precisi da seguire, in caso di sospetto abuso, protocolli mirati a non fare male al bambino, prima di tutto: sono stati seguiti? non sembra. anche questo è compito nostro, lo sarebbe. le sedute non registrate dovranno essere ripetute, sottoponendo i bambini a uno stress ulteriore, di questo non ci preoccupiamo? di questo che fa parte del nostro lavoro?
il metodo investigativo seguito dal pm e dalla polizia giudiziaria ora viene contestato duramente dalla professoressa Marisa D'Alessio (Psicologia dello sviluppo) della «Sapienza»: «Trovo inaudito che le dichiarazioni dei bambini non siano state videoregistrate perché, a quell'età, il bambino ha il cosiddetto pensiero onnipotente». Ovvero può non distinguere tra realtà e fantasia: «Al primo racconto dice la verità ma poi, nel ripetere la medesima storia, finisce con il ricorrere alla fantasia magari influenzato da ciò che vorrebbero sentirsi dire gli adulti che lo ascoltano».
Sì in effetti sia in questo caso che nel caso dell'omicidio della metropolitana tutti fanno valutazioni etiche e politiche senza che si sappia cosa è successo :confused:
Mi viene in mente una-bomber.da tutti l'ultimo indagato era presentato come colpevole,era assolutamente evidente che fosse il colpevole,poi non era così.pare.
In questo caso è vero che è completamente assurdo che non ci siano registrazioni di ciò che hanno detto i bambini;incredibile è anche la motivazione data dalla psicologa,che afferma che i bambini non volevano essere registrati: non ho capito se intendeva che abbiano espresso una contrarietà o che fossero infastiditi da eventuali registratori.
Nel primo caso forse hanno rifiutato di firmare il documento sulla privacy?
e nel secondo mi domando se sia abituata a registrare i colloqui col cameraman,invece che con telecamere non visibili.
:lode: grazie MiaCitazione:
Originariamente postato da Mia_Wallace
pena di morte, castrazione, anche pedofilo purché raccomandato, ogni notizia è buona per placare la nostra sete di giustizia, per vomitare la nostra indignazione. che sia la franzoni o la rumena con l'ombrello o i mostri pedofili e satanisti, il solo fatto che se ne parli - prima ancora di un processo, prima ancora che, chi di dovere, possa sapere cosa è effettivamente avvenuto, e decidere e agire di conseguenza, ogni giorno mettiamo in scena la nostra piccola gogna privata.
ecco, a me questo spaventa. mi spaventa che ci sia un clima tale per cui sentiamo il bisogno di mostri da lapidare, di conoscere i particolari scabrosi per poterci indignare ancora di più, ché i mostri sono lì, sulle prime pagine dei giornali, e noi su quelle pagine sbaviamo come cani di pavlov.
quanti casi come questo sono stati montati? quanti bambini hanno dovuto pagare e pagheranno per l'isteria collettiva che spinge alla ricerca di un capro espiatorio per tutti i nostri mali, torturati non dai presunti colpevoli ma da chi, con le domande sbagliate, induce falsi ricordi che possono essere tanto traumatizzanti quanto vere esperienze?
cosa sappiamo oltre alle cose che vengono urlate alla televisione, cosa sappiamo oltre a tutto questo rumore che, nel caso in cui gli abusi fossero confermati, è un abuso ulteriore, è un abuso *per sé* nel caso in cui questa storia sia una montatura basata su perizie malcondotte o chissà cosa?
cosa dovremmo fare come psicologi? batterci contro questa merda, contro questo modo di fare informazione e subirla, prima di tutto.
poi. ci sono dei protocolli precisi da seguire, in caso di sospetto abuso, protocolli mirati a non fare male al bambino, prima di tutto: sono stati seguiti? non sembra. anche questo è compito nostro, lo sarebbe. le sedute non registrate dovranno essere ripetute, sottoponendo i bambini a uno stress ulteriore, di questo non ci preoccupiamo? di questo che fa parte del nostro lavoro?
il metodo investigativo seguito dal pm e dalla polizia giudiziaria ora viene contestato duramente dalla professoressa Marisa D'Alessio (Psicologia dello sviluppo) della «Sapienza»: «Trovo inaudito che le dichiarazioni dei bambini non siano state videoregistrate perché, a quell'età, il bambino ha il cosiddetto pensiero onnipotente». Ovvero può non distinguere tra realtà e fantasia: «Al primo racconto dice la verità ma poi, nel ripetere la medesima storia, finisce con il ricorrere alla fantasia magari influenzato da ciò che vorrebbero sentirsi dire gli adulti che lo ascoltano».
Citazione:
Originariamente postato da Mia_Wallace
[B]
quanti casi come questo sono stati montati? quanti bambini hanno dovuto pagare e pagheranno per l'isteria collettiva che spinge alla ricerca di un capro espiatorio per tutti i nostri mali, ìB]
:sisi: la teoria che spiega l'avversione nei confronti dei pedofili in carcere, variazione della Teoria dell'identità Sociale, si chiama proprio Scapegoat Theory. :sisi:
Curioso,. anche a me veniva da pensarci
Hai scritto parole bellissime, anche se alcuni dettagli che ho appreso tramite questo 3d meritano tutta la mia indignazione.Citazione:
Originariamente postato da Mia_Wallace
[
cosa dovremmo fare come psicologi? batterci contro questa merda, contro questo modo di fare informazione e subirla, prima di tutto.
poi. ci sono dei protocolli precisi da seguire, in caso di sospetto abuso, protocolli mirati a non fare male al bambino, prima di tutto: sono stati seguiti? non sembra. anche questo è compito nostro, lo sarebbe. le sedute non registrate dovranno essere ripetute, sottoponendo i bambini a uno stress ulteriore, di questo non ci preoccupiamo? di questo che fa parte del nostro lavoro?
url]
Quoto il tuo discorso e credo che il compito dello psicologo non sia indignarsi, bensì favorire il cambiamento e tutelare la salute psico-fisica di chi ci viene affidato(perchè, qn ci viene affidato? :confused: :ehm: )
up
Ho fatto ricerche abbastanza accurate sulla pedofilia femminile e sull'abuso sessuale perpetrato da donne su minori e non ho mai sentito parlare di queste iniezioni, nè ne ho mai trovato notizie sui testi che ho consultato.Citazione:
Originariamente postato da Angelus_Laguna
anche se non ho potuto verificarne le fonti, ho sentito circolare voci secondo cui le donne pedofile usano somministrare per iniezione degli ormoni per "permettere" ai bambini più piccoli di avere un gonfiore ai genitali che assomigli di più agli adulti.
... "le donne pedofile"????
nessun riscontro? Ne sono solo felice!
Se è per questo io non avevo neanche sentito parlare di pedofilia in soggetti di sesso femminile:P....cioè, da quanto letto sul Davison Neale e fra le righe del dsm mi sembrava qs di molto raro(anchese documentato)....Citazione:
Originariamente postato da sulinari
Ho fatto ricerche abbastanza accurate sulla pedofilia femminile e sull'abuso sessuale perpetrato da donne su minori e non ho mai sentito parlare di queste iniezioni, nè ne ho mai trovato notizie sui testi che ho consultato.
Sulinari, credi sia plausibile così tante donne affette da questo tipo di parafilia? Per di più, una sposata con uno dei due uomini coinvolti in questa vicenda?
Io ne so' veramente poco....
In quanto alle iniezioni, a me era venuto da pensare a finalità legate alla produzione di pornografia più che alla soddisfazione delle sig.re (:confused: )in sè...
Sicuramente è meno diffusa di quella maschile.Citazione:
Originariamente postato da riversky
cioè, da quanto letto sul Davison Neale e fra le righe del dsm mi sembrava qs di molto raro(anchese documentato)....
C'è da dire anche che mentre il pedofilo maschio tende a scegliere bambini "estranei" le donne agiscono più sui bambini che hanno intorno, figli, nipoti, alunni e così via.
E spesso, essendo loro le madri le zie le nonne le baby sitter o le maestre dei bambini abusati, hanno con loro un rapporto tale per cui è più difficile anche per il bambino stesso "riconoscere" l'abuso, o trovare il coraggio di parlarne, per cui i dati che si hanno non sono nemmeno molto esaustivi.
Citazione:
Originariamente postato da riversky
[B
Sulinari, credi sia plausibile così tante donne affette da questo tipo di parafilia? Per di più, una sposata con uno dei due uomini coinvolti in questa vicenda?
[/B]
I dati delle ricerche riportano che le donne sono in numero minore degli uomini, questo sì.
ci sono diversi casi in cui la donna è co-abusante con un uomo, ma spesso agiscono anche in totale autonomia e non guidate da un supposto uomo "dominante".
Per quel che so io, il fatto di essere sposata non è una grossa discriminante...
Come non lo è il fatto di essere madre.
Per il discorso iniezioni, non saprei...io non ho mai avuto notizia che vengano usato a scopo "sessuale" dalle donne abusanti, a scopo di produzione di film pedopornografici non lo so, è un argomento che conosco molto meno.
C'è da dire che l'abuso femminile sui minori va dall'abuso sui neonati (che siano figli propri o meno) fino all'abuso su maschi o femmine adolescenti.
E difficilmente quello che l'abusante cerca è una soddisfazione di tipo prettamente sessuale...cosa che vale anche per il pedofilo maschio, direi.
chiarissima SuliNari
e poi..
"Certi danno delle definizioni terribili, delle metafore orribili ed il DSM IV è spassoso in questo senso!"
G. Stanghellini
un saluto
Dipende dall'approccio teorico da cui parti e su cui si basa il tuo intervento. Io lo trovo molto utile per favorire la comunicazione fra professionisti e la ricerca(anche in senso epidemiologico). Comunque, poichè si parlava di pedofilia, io mi sono rifatta alla definizione data dal dsm, che mi sembra faccia riferimento a "fantasie e impulsi di natura sessuale", anche se spesso l'agire del pedofilo non è finalizzato alla copula o alla violenza. Se non esistesse un manuale internazionale, non saremmo certi di parlare della stessa cosa quando parliamo di pedofilia. In questo senso lo vedo molto utile. Mi rendo conto, invece, di quanto possano essere campate in aria supposizioni fatte partendo solo da pochi dati statistici che mi è parso di intuire leggendo il dsm (cioè, nella descrizione del disturbo mi sembra che si parli dando per scontato un pedofilo-tipo di sesso maschile, ad esempio nella descrizione del sex delle vittime), purtroppo sono gli unici dati che una laurea di 5 anni e l'abilitazione mi hanno fornito...Citazione:
Originariamente postato da el loco
chiarissima SuliNari
e poi..
"Certi danno delle definizioni terribili, delle metafore orribili ed il DSM IV è spassoso in questo senso!"
G. Stanghellini
un saluto
e dovrei essere considerata una "professionista..."
Non credo che questo mi precluda dal partecipare ad una discussione interessante, ma credo di avere nozioni decisamente insufficienti per operare nell'ambito....:deluso:
torniamo in tema che è meglio, vah'
dimenticavo...
Que Viva Il Pensiero Debole, Que Viva Gianni Vattimo.
la violenza sui bambini è aberrante, disgustosa.....
un bambino non può difendersi, nè fisicamente nè tanto meno psicologicamente.....nella sua mente potrebbe passare come "normale"qualcosa che non lo è affatto....e noi cosa possiamo fare per aiutare i bambini? non ho ancora trovato una risposta.....e questo senso d'impotenza mi fa male
in questo mondo malato dove non è rispettata nemmeno l'innocenza non soveramente che futuro potremmo avere.....
però ragazzi posso dirvi una cosa?nn si sa ancora bene cm sn andate le cose!!nn vojo d certo giustificare niente...se si saprà ke realmente sn andate così le cose sarò la prima ad indignarmi...però onestamente bisogna dire una cosa...quanti casi c sn d bambini ke dicono d aver subito un abuso e in realtà nn è così?io sn la prima ad esserne testimone...qnd ero piccola dicevo ke mio padre m violentava..in realtà volevo dire ke m faceva soffrire psicologicamente,ma esprimevo il mio rancore così...quindi prima d giudicare,accertiamoci ki ha sbajato,in questo caso,cm per la franzoni ad esempio...trovo assurdo condannare una persona a 16 anni d carcere senza prove evidenti e solo perkè nn si trova altro...
il punto forse è qui: perchè dobbiamo "giudicarli"?Citazione:
Originariamente postato da piccolapsico
quindi prima d giudicare,accertiamoci ki ha sbajato,in questo caso
se ne può parlare, riflettere, capire, appronfondire qualche punto. e sono tutti aspetti che rientrano nel lavoro dello psicologo (e di come io, ma mi auguro non solo io, vedo questa sezione). ma giudicare fa parte di altre professioni. quindi lasciamolo ai giudici e interroghiamoci invece su comportamenti, emozioni, reazioni, protocolli per raccogliere il racconto di un abuso,... o qualunque altra cosa ci venga in mente.
si possono fare tante cose: la prevenzione esiste anche per l'abuso. ma, in primo luogo, bisogna cominciare a ragionare che non si lavora sempre, solo e comunque sull'emergenza. anche perchè lì il danno è già stato fatto. bisogna lavorare prima, quando tutto sembra andare bene. in secodno luogo, bisogna anche avere il coraggio di affrontare la paura che ci portiamo dentro legata all'abuso. se noi "grandi" non riusciamo a parlarne, come si fa a afarlo coi bambini?Citazione:
noi cosa possiamo fare per aiutare i bambini?
sulle donne che abusano sessualmente di bambini, io sono scettico. Da quello che posso dedurre dalla cronaca, si tratta per lo più di donne che non compiono abusi in prima persona, o per proprio desiderio. Sono per lo più dirette dagli uomini che stanno con loro. Al tg hanno parlato anche di video girati con i bambini...c'è un autore televisivo in mezzo...
mi ricordo di un caso di qualche tempo fa, in cui si parlò di maestre pedofile. Il caso iniziò quando un bambino disse all madre:"mamma, ci baciamo sulla bocca come con la maestra?" Poi al tg dissero che alcune maestre portavano dei bambini in un altro locale, dove dovevano fare una "recita". E lì c'era chi li fotografava...
questo mi porta a pensare, che le maestre non agiscano per proprio desiderio, ma siano manipolate e/o pagate da degli uomini.
Citazione:
Originariamente postato da Codename47
sulle donne che abusano sessualmente di bambini, io sono scettico.
AA. VV. (2000): Mother-daughter sexual abuse: breaking the silence ,http://mdsasupport.homestead.com/amdsa.html
AA. VV. (2002): Female perpretated sexual abuse: redefining the construct of sexual abuse and challenging beliefs about human sexuality, Making daughter safe again, http://mdsa-online.org/
Banning A. (1989): Mother-son incest: confronting a prejudice, Child abuse and neglect, 13, 563-570.
Chasnoff I. J., Burns, W. J., Schnoll, S. H., Burns, K., Chisum, G., Kyle-Sproe L. (1986): Maternal-neonatal incest, American journal of orthopsychiatry, 56 (4), 577-580.
Gallo Barbisio C., Leopardo P., Mazzetti S. (1993): L’aggressività materna, Bollati Boringhieri, Torino
Girard R. (1978): Delle cose nascoste fin dalle origini del mondo, Adelphi, Milano, 1983
Hetherton, J., Beardsall, L. (1988): Decisions and attitudes concerning child sexual abuse: Does the gender of the perpetrator make a difference to child protection professionals?, Child Abuse & Neglect, 22(12), 1265-1283
Lipsihires L. (1994): Female perpetration of child sexual abuse: an overview of the problem, Moving forward, 2 (6), http://movingforward.org/v2n6-cover.htm
Schinaia C. (2001): Pedofilia pedofilie. La psicanalisi e il mondo del pedofilo, Bollati Boringhieri, Torino
Wakefield H., Rogers M., Underwager R. (1990): Female sexual abusers: a theory of loss, IPT journal, 2, http://www.ipt-forensics.com/journal/volume2/j2_4_1.htm
Welldon E. (1988): Madre, Madonna, prostituta, Centro Scientifico editore,Torino, 1992
Questi sono alcuni articoli e testi a cui puoi riferirti se ti interessa l'argomento.
ma avete notato che sembra una discussione via SMS... che cose!
Che cose varie. Che beltà rimandata.
a dopo
tutti credo che sarete informati sugli ultimi eventi di quel paesino in cui le maestre e altre persone avrebbero abusato di bambini molto piccoli...a quanto pare il pease si è spaccato in 2:da una parte chi sostiene che i bambini si vedeva che erano traumatizzati perchè non volevano più andarci a scuola e dall'altra quelli che sostengono che le maestre non possono essere state perchè sono brave persone, che vanno sempre in chiesa(come se fosse una rassicurazione con quello che succede nelle chiese!:swear: ). i pediatri sono d aquesta parte perchè dicono di non aver mai riscontrato segni di violenza,gli psicologi dicono che i bambini portano i segni psicologici di abusi...io propendo per la colpevolezza perchè non mi fido di insegnanti,di dottori & co..
voi che ne pensate??
ciao lorelai,
ne stavamo già parlando in questa discussione, quindi ho unito :approved: puoi iniziare a leggere i nostri interventi precedenti, credo che, in parte, rispondano alla tua domanda.
ooooooooooops non credevo si parlasse di questo episodio ma in generale...chiedo scusa!
devo dire che mi è difficile dire *da che parte sto* in questo caso, anche perchè non l'ho seguito molto e perchè credo che ci sia davvero tanta confusione in questo momento intorno a questo paese.
comunque, volevo postare uno stralcio che forse ci può far capire e comprendere alcune posizioni (prima di scagliarci contro qualcuno):
Citazione:
Gli ostacolo sociali all'ascolto dell'abuso
Il trauma sessuale (e il trauma in generale) minaccia dunque l’integrità della mente. Le difese nei confronti del riconoscimento e dell’elaborazione del trauma coinvolgono innanzitutto la vittima che ha subito l’abuso e ovviamente il suo autore che è interessato a negarla. Tali difese si estendono all’eventuale testimone, che potrebbe dare informazioni sui fatti e sulla vittimizzazione del bambino (cfr. F. Borgogno, Originalità e creatività del concetto di trauma nel pensiero e nell’opera di Sándor Ferençzi) e, a maggior ragione, si ritrovano nella comunità scientifica e nella comunità sociale, che non ha assistito direttamente alla violenza e che pertanto può facilmente metterla in dubbio, minimizzando o, addirittura, negando in particolare tre aspetti: a) l’esistenza e la consistenza delle esperienze traumatiche; b) gli effetti distruttivi che il trauma potrà generare nell’evoluzione individuale della vittima, nei suoi comportamenti sociali e nella trasmissione intergenerazionale della violenza; c) le proprie responsabilità indirette nella genesi della violenza e le proprie responsabilità dirette nell’indispensabile attivazione di un intervento di supporto alla vittima e di riparazione del danno.
Come la vittima e come l’autore anche la comunità scientifica e la comunità sociale tendono a rifiutare il trauma come materiale inelaborabile e impensabile. Se le difficoltà e le resistenze della vittima all’ascolto e alla metabolizzazione mentale del trauma sono massicce, le difficoltà e le resistenze della comunità e delle sue stesse istituzioni preposte alla cura e alla tutela lo sono ancora più intensamente. Se il soggetto traumatizzato, anche quando si difende strenuamente dal ricordo del trauma, conserva un interesse anche inconsapevole a riprendere contatto con la verità del suo passato per poterla elaborare (e lo fa per es., seppure non intenzionalmente, ritornando sui trascorsi eventi traumatici attraverso i suoi sintomi intrusivi), la comunità sociale sembra spesso interessata a seppellire la verità della sofferenza delle vittime.
Io credo che il problema delle donne che abusano sessualmente dei figli è reale, solo difficile da dimostrare. Negli uomini invece è molto più facile verificare, il rossore nei genitali dei bambini, sperma ecc.
Io credo che la donna realmente gode quando fa stare bene il proprio partner o l'uomo in generale, mentre per l'uomo è diverso, lui vuole godere e mantenere la propria virilità.
Quindi a parere mio una donna, madre, potrebbe abusare sessualmente di un bambino o figlio, a modo suo per farlo stare bene (per il suo piacere inconscio). Mi ricordo una storia di una madre che aveva rapporti con il proprio figlio perchè aveva paura che egli cercasse un'altra donna.
Invece per un uomo è diverso lui lo fa per se stesso, sicuramente per una carenza di empatia, probabilmente dovuta al fatto che essi siano stati violentati a loro volta da piccoli (la maggior parte di essi ha sofferto molto per questo).
In questo caso mi sento di dire: Sono fiero di essere Italiano, la violenza per me non aiuta proprio un bel niente (risposta a chi ha dato una soluzione come la seguente). In molti stati dell'usa vi è l'uso della castrazione. A questo punto ritengo che sia meglio la pena di morte (etica più giusta per me anche se altrettanto sbagliata).
Vi chiedo di immaginare come vi sentireste se vi togliessero il vostro giocattolo, e vi liberassero?
Sinceramente credo che potrebbero essere solo molto più pericolosi (non hanno più nulla da perdere, forse hanno perso anche la famiglia). Meglio quindi la pena di morte (parere personale).
E' dimostrato la violenza chiama solo altra violenza.
uhmm un parere interessante il tuo kami niente da dire.
Dal mio punto di vista la castrazione CHIMICA, mi pare sia utile in casi in cui il soggetto non è ni grado di controllare i suoi istinti, e se un soggetto viene privato degli stimoli che lo possono portare a fare del male, la società può ancora ricavarne qualcosa di utile da lui.
SUlla pena di morte, credo che sarebbe utile e giusta solo nel caso quella persona sia un pericolo assoluto, al punto che non è possibile tenerlo isolato o a bada in nessun modo, cosa che con i moderni mezzi credo sia virtualmente sempre evitabile.
ti ringrazio :).. Io comunque credo che eliminare un istinto (senza autorizzazione del malato) può non essere utile, anzi potrebbe peggiorare la situazione (non siamo animali, abbiamo la ragione). Chi ci assicura che questa persona in preda alla rabbia e all'umiliazione, non commetta reati, magari molto simili a quelli che faceva prima, contro la causa dei suoi problemi (i bambini o donne).Citazione:
Originariamente postato da Angelus_Laguna
uhmm un parere interessante il tuo kami niente da dire.
Dal mio punto di vista la castrazione CHIMICA, mi pare sia utile in casi in cui il soggetto non è ni grado di controllare i suoi istinti, e se un soggetto viene privato degli stimoli che lo possono portare a fare del male, la società può ancora ricavarne qualcosa di utile da lui.
SUlla pena di morte, credo che sarebbe utile e giusta solo nel caso quella persona sia un pericolo assoluto, al punto che non è possibile tenerlo isolato o a bada in nessun modo, cosa che con i moderni mezzi credo sia virtualmente sempre evitabile.
Se prima lo faceva per piacere, adesso potrebbe farlo per vendetta (la penetrazione può avvenire anche con oggetti :laser: )
Assolutamente vero: concordo.
La mia visione era più idilliaca diciamo, troppo all'acqua di rose a pensarci meglio, come hai espresso perfettamente sopra.
Nel caso in cui un soggetto più che sottoposto a condanna si rende conto che viene messo in cura, tramite castrazione chimica ovviamente, può poter saggiare e vivere in modo diverso da prima e vederne la "salubrità". Ovviamente poi, dopo un periodo di cure sarebbe da visionare come si comporta il soggetto in astenzione e via discorrendo.
Se non c'è modo di tenere " a bada" un soggetto che è GIA' rilevato come istabile, pienamente daccordo: bisogno tenerlo incapace di fare del male nel modo meno invasibile possibbile per lo stesso soggetto, imho.
Diciamo che nutro la speranza che a volte , sopprimento un istinto che si rivlea strumento di atrocità, il soggetta si senta tolto da quella "pressione" e inizi a riflettere in modo più sano. Come dire: abbassiamo la pressione per non far sovraffatticare il cuore, che poi si normalizza nel battito e ricrea una condizone di salute se non ottimale più gestibile.
Kami.....:omg:Citazione:
Originariamente postato da kamizappa
In molti stati dell'usa vi è l'uso della castrazione.
Vi chiedo di immaginare come vi sentireste se vi togliessero il vostro giocattolo, e vi liberassero?
guarda che la castrazione di cui si parla, come fa' notare Angelus, è chimica...pertanto reversibile.
A riguardo della castrazione chimica non saprei, a mio avviso non risolve il problema, anche se tempo fa' ho assistito ad una intervista ad un pedofilo(di quelle in cui alterano la voce e schermano l'immagine) in cui l'intervistato avrebbe ben visto questo tipo di soluzione, perchè la vedeva come un modo per arginare i propri impulsi.
Per quel poco che so' concordo con la visione che vede in una sessualità repressa lo spostamento dell'oggetto d'amore su di un bambino, (sulla pedofilia femminile so' dire ben poco, appunto perchè, come sulinari può testimoniare, ad oggi esistono pochi studi a riguardo ed è più rara), ma non so' quanto sarebbe etico eliminare, vita natural durante, gli impulsi sessuali di una persona.
Forse potrebbe essere utile nel corso di una terapia, nel caso venissero concessi gli arresti domiciliari(per evitare casi di "scapegoat theory" nelle carceri).
:mumble: questo avviene anche quando il soggetto non è "castrato".Citazione:
Originariamente postato da kamizappa
(la penetrazione può avvenire anche con oggetti :laser: )
Però concordo con te sul fatto che eliminare un istinto possa non essere utile, anche perchè la sessualità è una parte del nostro essere, e, una volta sospesi i farmaci, la pulsione si ripresenta tale e quale a prima. Però ti assicuro che sono gli stessi pedofili a richiederla, per cui, magari, potrebbe essere utile nel corso di una psicoterapia.
Anche se, dal momento che la psicoterapia avviene mentre il soggetto è ancora recluso, non vedo proprio come questi impulsi possano sfogarsi...(massimo, so' che gli impulsi degli altri carcerati si sfogano nei confronti del pedofilo...appunto per il principio di cui parlavamo prima del bisogno di avere qn da incolpare, con il quale paragonare tutte le nostre colpe).
Non credo molto all'utilità degli arresti domiciliari, anche sotto castrazione. inoltre, se gli istinti fossero presenti nel corso della psicoterapia, sarebbe possibile interpretarli, cosa che diventerebbe più difficile sotto castrazione chimica....
edit: vorrei fare presente che abbiamo dato in automatico la definizione di "pedofili" agli attori della vicenda, mentre mi risulta che ad oggi non siano ancora state effettuate valutazioni o diagnosi che ne attestino la natura dei loro eventuali disurbi mentali, mentre è senza dubbio fortemente sospettato il reato di "molestie sessuali a minori".