Apparte il fatto che lo psichiatra è medico e in quanto tale può prescrivere medicinali...quali sono esattamente le differenze fra il "campo di lavoro" di psichiatri e psicologi?
grazie a chiunque risponderà :)
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Apparte il fatto che lo psichiatra è medico e in quanto tale può prescrivere medicinali...quali sono esattamente le differenze fra il "campo di lavoro" di psichiatri e psicologi?
grazie a chiunque risponderà :)
Lo Psichiatra dovrebbe occuparsi esclusivamente di psicopatologie a carico del sistema biologico dell'essere umano. Ad esempio dovrebbe occuparsi di una depressione maggiore (diagnosticata come tale) piuttosto che di un disturbo bipolare.
Dico "dovrebbe" poiché purtroppo lo psichiatra in quanto tale è, ex lege, anche psicoterapeuta (pur non avendo mai studiato, almeno non necessariamente, psicoterapia) e dunque spesso si occupa anche di tutte quelle patologie che non necessariamente hanno una causa di tipo biologico.
Chiaramente lo psichiatra usa conoscenze, tecniche e metodologie (oltre al supporto farmacologico) totalmente diverse (in alcuni casi divergenti) da quelle dello psicologo.
La stessa raccolta di dati anamnestici piuttosto che la diagnosi avviene in maniera molto diversa.
A onor del vero (non si può solo sparare a zero...) va anche detto che le nuove leve della psichiatria (diciamo i laureati e specializzati dalla fine degli anni '70) utilizzano un approccio migliore sia nella diagnosi che nella terapia.
Ultimamente si registra inoltre un sensibile incremento di iscritti alle scuole di specializzazione in psicoterapia da parte di medici psichiatri nonostante che, lo ripeto, per loro il titolo di psicoterapeuta sia garantito ex lege con la sola specializzazione in psichiatria.
Ma i veri danni vengono fatti piucchealtro da neurologi e neuropsichiatri che, in virtù di quel "neuro" che c'hanno davanti al nome... si improvvisano psicoterapeuti e, alcune volte, pure psicologi.
L'altro annoso problema è quello della somministrazione degli psicofarmaci da parte dei medici generici, di base, di famiglia, etc. Spesso e volentieri tra Xanax e Aspirina non fanno molta differenza...
Purtroppo le caratteristiche dei principi attivi degli psicofarmaci (a partire, ad esempio, dalla stessa emivita del farmaco) sono molto diverse dagli altri farmaci.
Non dico che chi somministra psicofarmaci debba essere specializzato per forza in psicofarmacologia, ma un controllo maggiore, una qualche studio supplementare, una qualche autorizzazione, forse ci dovrebbe essere.
:30: :30: :30: :30: :30:
mitico!!! come sempre mitico :approved: non avrei saputo dirlo meglio :smile:
Che dire? Sono lusingato...Citazione:
Originariamente postato da psicosarix
mitico!!! come sempre mitico
beh, è vero!!! :)Citazione:
Originariamente postato da quattrostracci
Che dire? Sono lusingato...
parlando di differenze fra psichiatri e psicologi ... fra poco dovremmo parlare anche di differenze fra medici psicologi clinici (o come diavolo si chiameranno) e psicologi psicolgi clinici ...
avete letto l'articolo riportato da nico in home page?
io sinceramente sono stremata :( ... non ne posso più di tutte queste storie ... scusate il piccolo sfogo :blush:
:ciao:
Citazione:
Originariamente postato da quattrostracci
Lo Psichiatra dovrebbe occuparsi esclusivamente di psicopatologie a carico del sistema biologico dell'essere umano. Ad esempio dovrebbe occuparsi di una depressione maggiore (diagnosticata come tale) piuttosto che di un disturbo bipolare.
Dico "dovrebbe" poiché purtroppo lo psichiatra in quanto tale è, ex lege, anche psicoterapeuta (pur non avendo mai studiato, almeno non necessariamente, psicoterapia) e dunque spesso si occupa anche di tutte quelle patologie che non necessariamente hanno una causa di tipo biologico.
Chiaramente lo psichiatra usa conoscenze, tecniche e metodologie (oltre al supporto farmacologico) totalmente diverse (in alcuni casi divergenti) da quelle dello psicologo.
La stessa raccolta di dati anamnestici piuttosto che la diagnosi avviene in maniera molto diversa.
A onor del vero (non si può solo sparare a zero...) va anche detto che le nuove leve della psichiatria (diciamo i laureati e specializzati dalla fine degli anni '70) utilizzano un approccio migliore sia nella diagnosi che nella terapia.
Ultimamente si registra inoltre un sensibile incremento di iscritti alle scuole di specializzazione in psicoterapia da parte di medici psichiatri nonostante che, lo ripeto, per loro il titolo di psicoterapeuta sia garantito ex lege con la sola specializzazione in psichiatria.
Ma i veri danni vengono fatti piucchealtro da neurologi e neuropsichiatri che, in virtù di quel "neuro" che c'hanno davanti al nome... si improvvisano psicoterapeuti e, alcune volte, pure psicologi.
L'altro annoso problema è quello della somministrazione degli psicofarmaci da parte dei medici generici, di base, di famiglia, etc. Spesso e volentieri tra Xanax e Aspirina non fanno molta differenza...
Purtroppo le caratteristiche dei principi attivi degli psicofarmaci (a partire, ad esempio, dalla stessa emivita del farmaco) sono molto diverse dagli altri farmaci.
Non dico che chi somministra psicofarmaci debba essere specializzato per forza in psicofarmacologia, ma un controllo maggiore, una qualche studio supplementare, una qualche autorizzazione, forse ci dovrebbe essere.
Grazie mille della risposta, sei stato gentilissimo:)
Ci mancherebbe, siamo qui a posta per darci una mano!Citazione:
Originariamente postato da Tipolina83
Grazie mille della risposta, sei stato gentilissimo:)
Purtroppo avevo già letto le due sentenze... è sconcertante. Le motivazioni sono a dir poco strampalate...Citazione:
Originariamente postato da psicosarix
avete letto l'articolo riportato da nico in home page?
Comunque apprendo che Psicoterapia è = a Psicologia Clinica (ma solo per i Medici...).
per me è solo un abuso, medicina e psicologia sono due cose differenti, dobbiamo difendere la nostra figura professionale, ma perchè non organizziamo una grossa manifestazione, in fondo visto che l'ordine non riesce a districarsi perchè non portiamo all'opinione publica il nostro problema, perchè non usciamo da questo ghetto in cui ci stiamo chiudendo, penso che finchè saremo solo noi a discuterne non si potrà fare molto, perchè non tentiamo di farci sentire?
Citazione:
Originariamente postato da TheDreamer23
per me è solo un abuso, medicina e psicologia sono due cose differenti, dobbiamo difendere la nostra figura professionale, ma perchè non organizziamo una grossa manifestazione, in fondo visto che l'ordine non riesce a districarsi perchè non portiamo all'opinione publica il nostro problema, perchè non usciamo da questo ghetto in cui ci stiamo chiudendo, penso che finchè saremo solo noi a discuterne non si potrà fare molto, perchè non tentiamo di farci sentire?
Gli Ordini professionali, scusate la schiettezza, mi deludono molto... non ce n'è uno che riesca davvero a mettere insieme un pensiero organizzato e unito, a sostenere la professione che rappresenta... sento anche altri professionisti lamentarsi di questo, in altri settori... temo che gli interessi siano divergenti...
so che Beppe Grillo riguardo al rendere pubblico un malumore diffuso, e a dare grande risonanza a questo genere di guazzabugli, è bravo, e lo dico seriamente (ed è sostenuto da una schiera di legali, il che non nuoce in certi casi), è un "megafono" di tutto rispetto, portato per le cause perse (che però riesce a rendere ancora vive) e forse un aiuto del genere non sarebbe male... :argh:
Ale
sai che come idea non è proprio male, anzi è proprio perfetta, così perfetta che gli ho già inviato l'articolo così si fà un'idea lui stesso
sono i miracoli della scienza medica e del sistema giuridico italiano :smile:!!!Citazione:
Originariamente postato da quattrostracci
Purtroppo avevo già letto le due sentenze... è sconcertante. Le motivazioni sono a dir poco strampalate...
Comunque apprendo che Psicoterapia è = a Psicologia Clinica (ma solo per i Medici...).
... d'altronde questo è il paese della creatività ... no??? oppure come più recentemente fu cantato ... "questa è la terra dei cachi"!!!
buonanotte :ciao:
Dalla creazione dell'Ordine degli Psicologi fino ad oggi, che io mi ricordi, sono state fatte una paio di manifestazioni e uno storico sciopero della fame davanti alla sede dell'allora MURST (ora MIUR) a Roma. Il risultato in tutti i casi (ma se qualcuno mi smentisce sono molto felice) fu che la notizia di tali manifestazioni circolò solo in ambienti interni alla professione.
Non un giornale, non una televisione (nemmeno locale!), non un cane che dette risalto alla cosa.
Il punto è:Ieri ho letto un articolo su un giornale che titolava: dopo il falso Dentista denunciato dall'Ordine è la volta del falso Medico. Vado a leggere l'articolo e scopro che l'abusivo (stando all'accusa) si spacciava per Psicologo e Ipnotista.
- o si manifesta avendo alle spalle un'istituzione che ti sorregge e che ha potere contrattuale con chi di dovere (e l'Ordine mi pare conti quanto il 2 di picche...)
- o si manifesta avendo la piazza che ti sorregge (e mi pare che ai cittadini italiani delle beghe degli Psicologi non gliene frega una stramazza)
La prima domanda è: perché l'Ordine dei Medici ci scippa anche i presunti abusivi?
La seconda domanda è: perché il giornale non ha titolato "il falso Psicologo"?
Questo tanto per ribadire di quanto la categoria conti...: ovvero un c***o!
Perché si è arrivati a tutto questo? Perché l'Ordine, in 20 anni, non ha mai fatto niente per avvicinare i cittadini alla professione.
Mai una giornata divulgativa, mai pubblicità, mai informazione, mai niente.
E questa è la risposta della società civile: giustamente ignora gli Psicologi.
già, ma continuando a chiuderci non cambieremo le cose, penso che dovremmo far sapere, proprio perchè non sanno, se non sanno non sanno come stanno le cose, e se non lo sanno non possono aiutarci, dobbiamo darci da fare
Hai ragione, ma ti faccio notare alcune semplici difficoltà. Pensa solo ai ridicoli regolamenti varati dagli Ordini in tema di pubblicità che vanno in barba alla grande alla legge Bersani... ora nemmeno più un biglietto da visita si può fare senza l'autorizzazione del proprio Ordine...Citazione:
Originariamente postato da TheDreamer23
già, ma continuando a chiuderci non cambieremo le cose
Pensa alle chiusure dei mezzi di informazione: si invitano Psichiatri a parlare, Medici, ma raramente Psicologi. E quei pochi che ho sentito... meglio se stavano a casa.
L'Ordine in tutto questo nicchia...: che presa di posizione dovremmo prendere?
hai presente una diga?, quando in una diga si apre un forellino grande quanto uno spillo la diga crolla, non con una cannonata ma con un forellino, come già ho scritto a destra e a manca da soli non potremmo fare proprio niente, poi non sò te ma io ancora non sono iscritto e nella mia stessa condizione c'è ne sono a migliaia se non a milioni, cosa dovremmo fare? secondo me ora come ora sono almeno tre le cose da fare:
1.creare un movimento unito che dia veramente voce alle necessità della nostra categoria
2.pretendere dall'ordine l'informazione che ci spetta, informare e informarci, non c'è battaglia che può esser condotta senza informazioni
3. fare il primo passo, perchè se non lo facciamo noi, non credo che verrà a farlo qualcun altro
secondo me l'apertura è la soluzione, quando il medico si rompe i co*****i, si fà sentire, quando il benzinaio si rompe si fà sentire, soltanto degli psicologi non si sente mai parlare, questo vuol dire che non vi siano problemi? affatto, questo mette in evidenza la frammentarietà della nostra classe lavorativa, siamo ognuno per conto nostro (l'altro giorno un mio collega per tutta risposta all'articolo mi ha detto bello, quando gli ho detto adesso dovremmo muoverci, mi fà "le cose cambieranno sempre...ancora è presto per pensarci") se perfino noi non ci interessimo di noi stessi, del nostro lavoro chi può farlo? forse l'ordine, forse la funzione dell'ordine ha la funzione di toglierci dal groppone il peso delle responsabilità, bè è un ordine fantoccio che serve a dare l'illusione di un'unione professionale, ma forse in fondo ci fà comodo che sia così; ma se così non è non possiamo stare a guardare, si tratta pur sempre del nostro futuro, che presa di posizione dovremmo prendere?- facciamoci intanto vedere presenti, prendiamo una posizione, il resto verrà non preoccuparti...
La situazione attuale è questa: esistono in Italia (al di là dell'Ordine) alcune sigle di associazioni di categoria. La maggior parte si occupano di problemi legati alla libera professione -in prevalenza- mentre almeno un paio si occupano di dipendenti pubblici (di cui l'AUPI è la più importante).
La domanda è: vorresti crearne un'altra? Oppure vorresti sceglierne una e iniziare attivamente a muoverti all'interno di una associazione già esistente?
Io, come detto in almeno altri 100 3d..., intendo aspettare l'esito della riforma delle professioni (DDL Mastella).
Una volta allineati su posizioni europee (che piacciano o meno è un altro discorso) avremmo anche chiaro (più di ora, almeno) come muoversi.
quoto in pieno il resto del tuo post ... sopratutto quando parli di potere di categoria o di sostegno della piazza ... di solito è così che si cambiano le cose e noi non abbiamo nè l'uno nè l'altro.Citazione:
Originariamente postato da quattrostracci
[...]La prima domanda è: perché l'Ordine dei Medici ci scippa anche i presunti abusivi?
La seconda domanda è: perché il giornale non ha titolato "il falso Psicologo"?[...]
sulle tue domande invece vorrei soffermarmi (anche se poi le risposte sono una diretta conseguenza di quello che scrivi e che condivido) ...
a volte alcuni giornalisti sono molto ignoranti o molto pigri.
non sono in pochi ad essere convinti che gli psicologi siano dei medici e spesso in uno stesso articolo o servizio televisivo senti intercambiare le parole psicologo, psicoterapeuta o psichiatra ... come fossero la stessa cosa, proprio dai giornalisti.
c'è ancora una grande sacca di ignoranza e/o di confusione sulla nostra figura ... naturalemente responsabilità "nostra" che come categoria abbiamo dedicato attenzione solo alla psico-terapia e alla psico-clinica e che non abbiamo fatto chiarezza e mostrato anche tutti gli altri aspetti della professione ...
noto però, che le persone non ci sono davvero così indifferenti e sempre più spesso sento lo psicologo venire alla ribalta per situazioni non legate alla patologia, ma a situazioni difficii, dolorose, problematiche sì ... ma non patologiche.
ad esempio è di ieri la notizia di quella ragazza di vicino Bari (mi pare) che ha denunciato il padre che permetteva che abusassero di lei (la vendeva anzi... :eek: ) e hanno sempre parlato di aiuto della psicologa, senza mai cambiare il termine, anche in tg diversi. a me spiace per la ragazza, ma sono stata contenta del fatto che si sia sempre parlato di psicologo senza mai cambiare il termine, forse è proprio perchè inizia ad emergere l'idea che lo psicologo non è sempre è solo associato alla patologia, ma a tutte quelle situazioni, non necessariamente patologiche, che richiedono assistenza psicologica.
se è così , secondo me, dobbiamo continuare su questa strada.
senza abbandonare la psico-clinica e la psico-terapia, ma dobbiamo far emergere le grandi potenzialità della nostra professione al di fuori della patologia e della cura e secondo me così usciremo da quell'anonimato che in effetti ancora ci attanaglia ... e anche dal monopolio medico ...
:ciao:
credo che sia meglio entrare in una già esistente, ma non è questo il punto, come hai già detto ci sono 300 associazioni ed ognuna và per conto suo, non sarebbe meglio che seguissero un piano comune?Citazione:
Originariamente postato da quattrostracci
La situazione attuale è questa: esistono in Italia (al di là dell'Ordine) alcune sigle di associazioni di categoria. La maggior parte si occupano di problemi legati alla libera professione -in prevalenza- mentre almeno un paio si occupano di dipendenti pubblici (di cui l'AUPI è la più importante).
La domanda è: vorresti crearne un'altra? Oppure vorresti sceglierne una e iniziare attivamente a muoverti all'interno di una associazione già esistente?
Io, come detto in almeno altri 100 3d..., intendo aspettare l'esito della riforma delle professioni (DDL Mastella).
Una volta allineati su posizioni europee (che piacciano o meno è un altro discorso) avremmo anche chiaro (più di ora, almeno) come muoversi.
Per quanto riguarda la domanda originale, cioé le differenze tra psicologi e psichiatri... Ho fatto il servizio civile a trento presso il servizio di salute mentale. Premesso che Trento è una delle poche realtà italiane in cui lo psicologo non è inserito nell'organico del csm, e che questo è un grosso limite, al di là del quale il servizio e decisamente buono, posso sl dirti quello che ho notato io partecipando alle equipe territoriali... Farmaci a parte, lo psichiatra lavora su un progetto, per portare avanti il quale fa delle cose anche contro la volontà del paziente, cm ad esempio tso (trattamento sanitario obbligatorio) ed aso (accertamento sanitario obbligatorio). Oltre a questo si muove proprio concretamente per cercare sistemazioni (convivenze, comunità, case di riposo, lavoro in cooperativa...) . Detto questo, credo che ognuno abbia i suoi ruoli e che in tutti i servizi andrebbero previste entrambe le figure in organico per evitare i farmaci qnd nn sn l'unica via e per dare un sostegno di tipo psicologico a chi ha bisogno di questo, senza far entrare nei circuiti psichiatrici persone che possono tranquillamente rimanerne al di fuori e che hanno bisogno di un sostegno nel riprendere in mano la propria vita, più che di qualcuno che cerchi soluzioni per loro...
Nulla da dire contro i medici. Ti ripeto. Non mettere in bocca parole o pensieri.
Ne frequento 2345, specialisti, specializzandi e non, costruttivamente. Nessuno mai mi ha dato dell'invidioso e nessuno mai mi ha rinfacciato di esser vivo grazie a lui.
Gia questo per farti capire il livello. Tuo, personale, però, non dei medici.
dovresti poi tu rispondere a qualche nota mossa da me o altri ogni tanto.
tipo
-Questo è l'errore: voi ne scegliete una fra quelle! Noi abbiamo una visione completa in modo da poter scegliere l'indirizzo!-
questa affermazione fa quasi paura.
Tutti iperspecialisti tranne che per la psicoterapia... ?? Come funziona. Crediamo davvero di poter sapere tutto di tutto, sapere scegliere tra i mille indirizzi diversi... questa è simil onnipotenza
Dovresti poi dire qualcosa dei medici che frequentano Psicologia Clinica o Psicoterapia, secondo te Ultima Spiaggia possibile dopo non esser entrati a Pischiatria. Dovresti spiegarlo ai tuoi colleghi medici che frequentano quei corsi, spiegarlo a loro.
A me basta sapere quel che pensi. Ma non sarebbe male ci tornassi.
Poi qui si parla di psicoterapia.
Invece di trincerar le convinzioni dietro questa supposta onnipotenza del medico, che sappiamo ne sa mille di cose, ma tante, non è detto ne sappia di psicoterapia. Visto che ne fa poche di ore, mentre di cose che ne sa, fisiologia ne fa eccome di ore o cardiologia, o psichiatria.
Onnipotenza nel far da solo, nel leggersi da se il libro (che ci vuole, servono le scuole?)
-E poi figurati se un medico con tutte le cose che ha fatto (ti ricordo che spazia dalla fisica alla cardiologia, dalla psichiatria alla neurologia) e gli studi intrapresi ha bisogno di 753 ore tutte sullo stesso argomento quando per imparare un libro gli bastano 2 settimane. Dai! Cerchiamo di essere seri. -
poi Imparare un libro. Chi parla di IMPARARE.
Non è questa l'idea... o, che idea è di psicoterapia, di cultura? Forse una idea medica, (max respect) nel senso di liste e certezze, di sintomi che rimandano. Imparare una lista. IMPARARE!!!
va be.
ciao.
Adoro le discussioni su chi ce lo ha più lungo! Posso unirmi a voi?
Il medico prescrive i farmaci, lo psicologo fa psicodiagnosi...
Lo psichiatra è anche psicoterapeuta; lo psicoteraputa psicologo fa più ore di psicoterapia.
Un giorno una mia conoscente mi disse che lei andava dal medico e non dallo psicologo perchè il medico studia per più anni... le risposi che tanto valeva allora andare dal veterinario che fa più esami ancora!
Ma non so se il focus sia questo, non so se la questione è di chi sia più bravo. Credo che effettivamente la questione sia in termini di differenza di approccio, teorie di riferimento e campi di applicazione (poi per gli utenti sia di rappresentazione sociale della professione).
Però, siccome non si possono sommare mele e pere, il paragone o si fa tra medico e psicologo o tra psichiatra e psicoterapeuta non psichiatra!
nel corso di specializzazione in psicoterapia sistemico-relazionale che ho frequentato c'erano due psichiatri e due neuropsichiatri infantili. I quattro colleghi hanno spesso parlato della loro difficoltà oggettiva di praticare "psicoterapia psichiatrica" con l' utenza o la clientela. Erano perfettamente consapevoli che "quattro" concetti teorici soprattutto freudiani non erano sufficienti per portare avanti una psicoterapia classicamente intesa. Altra oggettiva difficoltà, sempre a detta loro, è stata quella di non riuscire mai individuare una possibile efficacia delle loro "azioni"psicoterapiche perchè quasi sempre mischiate con la somministrazione di psicofarmaci; in pratica non individuavano chi e cosa effettivamente risultava utile con il cliente/utente.
Una delle "nuove" lenti che adesso indossano questi colleghi dopo la specializzazione in psicoterapia è quella di relazionarsi con l' utenza/clientela attraverso una sola veste: o terapia farmacologica e invio a collega psicoterapeuta per psicoterapia o psicoterapia e invio a collega psichiatra qualora risultasse utile una serie di somministrazioni psicofarmacologiche.
ciao :)
scusate, ma sinceramente, in qualità di psicologa e solo psicologa (no psicoterapeuta, no psichiatra, no neuropsichiatra, no altro), mi sto stancando di sentirci paragonare a dei medici ... e me ne stupisco sempre ... ma nello stesso modo in cui lo farebbero ingegneri, architetti, avvocati, notai, biologi, filosofi, sociologi ecc. se si sentissero paragonare ai medici!!! :eek:
secondo me dovremmmo:
o essere più precisi e parlare di psicologo-psicoterapueta (abbreviate solo con psicoterapeuta, se volete) e psichiatri e forse questo ha senso,
o tornare all'argomento del thread, cioè spiegare le differenze fra due diverse professioni e figure professionali! illustrando le differenze fra i percorsi di studio e le professioni delle due figure.
come ha già ricordato qualcuno non si possono confrontare gli psicologi con gli psichiatri, non per una questione di preparazione o altro, ma per il semplice fatto che non sono nè la stessa cosa nè fanno lo steso lavoro!
:ciao:
dai,ma la questione è semplice.
Ci sono due aspetti: uno legale e uno pratico.
Legalmente gli psichiatri possono fare psicoterapia.
Praticamente non la fanno;ovviamente la fanno se si sono specializzati in psicoterapia;ma è ovvio.
Se uno psichiatra non sa fare psicoterapia non la fa, per due motivi: primo perchè sa che non otterrebbe risultati e quindi non gli conviene e secondo perchè non saprebbe che fare.
Ma vi immaginate che palle vedere un paziente 50,100,200 volte o più senza sapere che fare?che gli dice per 200 ore?diventa un po' pesantino.
Comunque leggendo questo thread stiamo assistendo a un fenomeno particolare.La bilocazione è il fenomeno per il quale la stessa persona compare contemporaneamente in due posti diversi.Come si chiamerà il fenomeno per il quale la stessa persona si presenta in due utenti diversi?
secondo me non si tratta di stabilire se ce l'ha più lungo lo psicologo o lo psichiatra, ma lo stabilire che lo psicologo ha un ruolo diverso dallo psichiatra.
Ci sono cose che lo psicologo sa fare meglio dello psichiatra, e viceversa, perchè hano due formazioni diverse.
neanch'io ho soldi da buttare e non mi hanno mai bocciato nemmeno ad un esame ...quindi sono già psicologo?Citazione:
Io considero psichiatra già una che ha cominciato la specializzazione, sai: quando uno studia medicina non ha tanti soldi da spendere per farsi bocciare agli esami. Quindi è palese che sia già psichiatra.
Se sono lavori distinti, per stessa definizione non vanno confusi.
Infatti io non intendevo fare il paragone, anzi sono proprio contro i paragoni..
Ciò che penso è che i medici stanno si accaparrando tutto diventando pian piano"tuttologi", insomma occorre che: a ciascuno il suo! Dico non possono saper fare tutto e pure bene, giusto?Perchè noi accettiamo di essere pochissimo preparati in psicofarmacologia e i medici non lo accettano di essere poco preparati in psicoterapia??non è una copsa grave in fondo, anzi è proprio questa diversità di competenze che apre la strada per una proficua collaborazione dalla quale trarrà vantaggio il paziente.
Che la nostra professione in Italia non sia un granchè, che molti di quelli che studiano psicologia poi non sanno fare gli psicologi è vero, ma lo è vero anche per altre professioni....
Ah dimenticavo...
Non sono privilegiati????E allora come ti spieghi siano l'unica categoria professionale che viene pagata durante la specializzazione, ma non farmi ridere!
Secondo me è indubbio ciò che dici, Dalila, ed è assurdo arrampicarsi sugli specchi nel tentativo di dimostrare senza logica e argomentazioni il contrario. Ognuno ha il suo campo.
Secondo me lo psichiatra ha un altro tipo di impostazione mentale e formativa: avendo studiato medicina, ha un approccio che gli consente di avere una visione più meccanicistica della mente umana. Può prescrivere farmaci e trattare casi di psicopatologia clinica, mentre lo psicologo ha una formazione che lo porta ad accostarsi ai casi umani da un punto di vista meno meccanicistico e più esistenziale.
Penso anche che una differenza importante sia il rapporto con l'oggetto di studio.Citazione:
Originariamente postato da ninfaverde
Secondo me lo psichiatra ha un altro tipo di impostazione mentale e formativa: avendo studiato medicina, ha un approccio che gli consente di avere una visione più meccanicistica della mente umana. Può prescrivere farmaci e trattare casi di psicopatologia clinica, mentre lo psicologo ha una formazione che lo porta ad accostarsi ai casi umani da un punto di vista meno meccanicistico e più esistenziale.
Per lo psichiatra l'oggetto e' il cervello ossia l'organo per lo psicologo l'oggetto e' la mente ossia l'individuo.
Lo pcichiatra elimina il sintomo(tramite farmaci),lo psicoterapeuta risale alla fonte del sintomo e lo cura dalla radice.
Lo strumento dello psichiatra sono gli accertamenti clinici e i farmaci quelli dello psicoterapeuta la diagnosi e la relazione terapeura cliente.
Cio' in una vecchia ottica dove purtroppo forse la medicina era piu' barricata nei nostri confronti ma oggi per il futuro si puo ben sperare nell'approccio integrato.lavorare in equipe dove ogniuno presta la propria competenza per dare il massimo del suppurto al soggetto richiedente!!!
Ritengo anch'io che sia fondamentale un approccio integrato ed unire bene queste due professionalità distinte e preziose: mi auguro che nel suo piccolo, ogni psicologo ha chiaro questo principio, ovvero se valuta che il paziente necessita di aiuto farmacologico indirizza dal medico. E' anche importante il contrario, cioè che lo psichiatra indirizzi dallo psicologo, perchè i farmaci da soli non possono assolutamente risolvere in modo definitivo il problema.
Tornando al topic...
Lo psichiatra è legalmente abilitato all'esercizio della psicoterapia.
L'abilitazione legale ha il primato sulla preparazione reale? Come mai diversi specializzati in psichiatria (che rispetto, umanamente e professionalmente) sentono il bisogno di frequentare una scuola di specializzazione in psichiatria, nonostante siano "abilitati"? forse è perchè l'"abilità" in questione è più legale che reale?
E dico questo non per denigrare lo psichiatra, che se non è esperto di psicoterapia è perchè è esperto di molte altre cose, come ci mostrano le materie che studia.
Uno psicologo psicoterapeuta non si considera un abile psichiatra solo perchè durante i suoi studi ha fatto qualche esame di psichiatria.
Da quel che vedo la preparazione PSICOTERAPEUTICA di uno psichiatra non è superiore a quella di un laureato in psicologia ad indirizzo clinico....con la differenza che quest'ultimo non è abilitato legalmente ad esercitarla.
Ribadisco che non sono per uno scontro fra figure professionali (psichiatra vs medico/psicologo psicoterapeuta) che, anzi, considero complementari.
Se non fosse così nessuno psichiatra sentirebbe l'esigenza di "completare" la sua formazione con una scuola in psicoterapia...arrivando ad essere una figura davvero completa dal punto di vista clinico.