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Cosa ti fa arrabbiare?
http://www.psychologies.it/mettersi_...rrabbiare.html
Profilo B
La rabbia è intesa come una reazione tipica ai vissuti di frustrazione e costrizione: quando ci sentiamo obbligati in un angolo senza grosse possibilità di scelta o quando non sentiamo di aver raggiunto nessuno dei risultati che ci eravamo prefissati è naturale che dentro si avverta un fuoco che divampa, è naturale che i pensieri si facciano più confusi e l’espressione si indurisca. Ma tu giudichi “brutto” tutto questo. Te ne allontani, lo reprimi. L’educazione, le tradizioni, i giudizi della gente … ce n’è di roba in giro che dice che essere arrabbiati non è “bello”, non è “buono”. E allora? Tu non re-agisci a ciò che ti fa arrabbiare, tu lo nascondi. Soffochi dentro di te quel fuoco acceso … ma tanto, da qualche parte comunque qualcosa brucerà. È rischioso non dare spazio alla rabbia, è innaturale non darle libertà di esprimersi in maniera adeguata. L’obiettivo positivo della rabbia è l’azione, il pericolo di non esprimerla è la depressione. Riuscire ad accogliere ciò che provi, le reazioni spontanee del tuo organismo, dare spazio a ciò che succede senza etichettarlo o giudicarlo, ti permetterà di alleggerirti da quel fardello che a volte ti capita di sentire.
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Profilo C
Furore, esasperazione, collera, ira, irritazione, fastidio, corruccio, impazienza … e da qui: ostilità, tensione, timore, frustrazione, costrizione, disgusto, disprezzo … ce ne sono tanti di articoli nel bazar della rabbia. Li conosci, li ri-conosci, li vedi, li guardi e non ti imprigionano più. “non ci vede più dalla rabbia”, “perdere le staffe”, “si rodeva il fegato”, “pazzo di rabbia”, “è stato più forte di me” … anche la saggezza popolare sottolinea come re-agire di fronte agli stimoli che suscitano rabbia limiti la libertà individuale anziché espanderla. Nel tuo caso le cose vanno in maniera diversa. Hai sviluppato la capacità di accogliere anche questa emozione “forte”, e, accogliendola, hai trovato la giusta distanza per poterle dare spazio adeguato a manifestarsi. Questo ti permette di organizzare le tue risorse, di scegliere il momento giusto per esprimerti, di trovare un modo congruo e rispettoso di manifestare una reazione significativa. L’aggressività e l’irritabilità sono conseguenza di un’incapacità nella gestione della rabbia, per te la calma e la pazienza sono diventate virtù e strumenti al tempo stesso.
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Profilo C
Furore, esasperazione, collera, ira, irritazione, fastidio, corruccio, impazienza … e da qui: ostilità, tensione, timore, frustrazione, costrizione, disgusto, disprezzo … ce ne sono tanti di articoli nel bazar della rabbia. Li conosci, li ri-conosci, li vedi, li guardi e non ti imprigionano più. “non ci vede più dalla rabbia”, “perdere le staffe”, “si rodeva il fegato”, “pazzo di rabbia”, “è stato più forte di me” …
anche la saggezza popolare sottolinea come re-agire di fronte agli stimoli che suscitano rabbia limiti la libertà individuale anziché espanderla. Nel tuo caso le cose vanno in maniera diversa. Hai sviluppato la capacità di accogliere anche questa emozione “forte”, e, accogliendola, hai trovato la giusta distanza per poterle dare spazio adeguato a manifestarsi. Questo ti permette di organizzare le tue risorse, di scegliere il momento giusto per esprimerti, di trovare un modo congruo e rispettoso di manifestare una reazione significativa. L’aggressività e l’irritabilità sono conseguenza di un’incapacità nella gestione della rabbia, per te la calma e la pazienza sono diventate virtù e strumenti al tempo stesso.
:nono:
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Profilo C
Furore, esasperazione, collera, ira, irritazione, fastidio, corruccio, impazienza … e da qui: ostilità, tensione, timore, frustrazione, costrizione, disgusto, disprezzo … ce ne sono tanti di articoli nel bazar della rabbia. Li conosci, li ri-conosci, li vedi, li guardi e non ti imprigionano più. “non ci vede più dalla rabbia”, “perdere le staffe”, “si rodeva il fegato”, “pazzo di rabbia”, “è stato più forte di me” … anche la saggezza popolare sottolinea come re-agire di fronte agli stimoli che suscitano rabbia limiti la libertà individuale anziché espanderla. Nel tuo caso le cose vanno in maniera diversa. Hai sviluppato la capacità di accogliere anche questa emozione “forte”, e, accogliendola, hai trovato la giusta distanza per poterle dare spazio adeguato a manifestarsi. Questo ti permette di organizzare le tue risorse, di scegliere il momento giusto per esprimerti, di trovare un modo congruo e rispettoso di manifestare una reazione significativa. L’aggressività e l’irritabilità sono conseguenza di un’incapacità nella gestione della rabbia, per te la calma e la pazienza sono diventate virtù e strumenti al tempo stesso.
..Non esageriamo..son paziente è vero....ma quando e se mi arrabbio...SI SALVI CHI PUò!!!!!:P
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Profilo C
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Profilo C
Furore, esasperazione, collera, ira, irritazione, fastidio, corruccio, impazienza … e da qui: ostilità, tensione, timore, frustrazione, costrizione, disgusto, disprezzo … ce ne sono tanti di articoli nel bazar della rabbia. Li conosci, li ri-conosci, li vedi, li guardi e non ti imprigionano più. “non ci vede più dalla rabbia”, “perdere le staffe”, “si rodeva il fegato”, “pazzo di rabbia”, “è stato più forte di me” … anche la saggezza popolare sottolinea come re-agire di fronte agli stimoli che suscitano rabbia limiti la libertà individuale anziché espanderla. Nel tuo caso le cose vanno in maniera diversa. Hai sviluppato la capacità di accogliere anche questa emozione “forte”, e, accogliendola, hai trovato la giusta distanza per poterle dare spazio adeguato a manifestarsi. Questo ti permette di organizzare le tue risorse, di scegliere il momento giusto per esprimerti, di trovare un modo congruo e rispettoso di manifestare una reazione significativa. L’aggressività e l’irritabilità sono conseguenza di un’incapacità nella gestione della rabbia, per te la calma e la pazienza sono diventate virtù e strumenti al tempo stesso.
:sbonk:
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Profilo A
La rabbia è un’emozione primitiva, come la gioia e il dolore. È un moto connaturato all’uomo. In origine ha svolto una funzione di protezione dell’essere umano nei confronti dei pericoli che si possono presentare. La rabbia predispone l’organismo a reagire agli stimoli e il corpo si prepara ad avere grande forza disponibile nei momenti in cui insorge questa emozione. Ciò non vuol dire che re-agire agli stimoli senza riuscire a filtrare una scelta comportamentale sia in sé “buono”. Senza dare giudizi di valore a chi, come te, possiede una personalità impulsiva, la possibilità di mediare una risposta aggressiva e “sragionata” permette di prendere tempo, di semplificare i rapporti, di evitare inutili tensioni o stress, insomma … di portarsi in giro con un’espressione più distesa. Re-agire d’istinto ad un ostacolo che si frappone fra te e la realizzazione di un tuo desiderio (una delle cause tipiche nello scatenarsi di reazioni rabbiose) non ti facilita nell’organizzare le tue risorse per raggiungere i tuoi obiettivi. Pensare “questo è il mio modo di essere” non deve diventare la scusante per continuare a nella propria aggressività quando questo conduce al disagio, invece che all’agio relazionale ed esistenziale.
:zott: :sasso: :lingua:
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Profilo B
La rabbia è intesa come una reazione tipica ai vissuti di frustrazione e costrizione: quando ci sentiamo obbligati in un angolo senza grosse possibilità di scelta o quando non sentiamo di aver raggiunto nessuno dei risultati che ci eravamo prefissati è naturale che dentro si avverta un fuoco che divampa, è naturale che i pensieri si facciano più confusi e l’espressione si indurisca. Ma tu giudichi “brutto” tutto questo. Te ne allontani, lo reprimi. L’educazione, le tradizioni, i giudizi della gente … ce n’è di roba in giro che dice che essere arrabbiati non è “bello”, non è “buono”. E allora? Tu non re-agisci a ciò che ti fa arrabbiare, tu lo nascondi. Soffochi dentro di te quel fuoco acceso … ma tanto, da qualche parte comunque qualcosa brucerà. È rischioso non dare spazio alla rabbia, è innaturale non darle libertà di esprimersi in maniera adeguata. L’obiettivo positivo della rabbia è l’azione, il pericolo di non esprimerla è la depressione. Riuscire ad accogliere ciò che provi, le reazioni spontanee del tuo organismo, dare spazio a ciò che succede senza etichettarlo o giudicarlo, ti permetterà di alleggerirti da quel fardello che a volte ti capita di sentire.
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Profilo C
Furore, esasperazione, collera, ira, irritazione, fastidio, corruccio, impazienza … e da qui: ostilità, tensione, timore, frustrazione, costrizione, disgusto, disprezzo … ce ne sono tanti di articoli nel bazar della rabbia. Li conosci, li ri-conosci, li vedi, li guardi e non ti imprigionano più. “non ci vede più dalla rabbia”, “perdere le staffe”, “si rodeva il fegato”, “pazzo di rabbia”, “è stato più forte di me” … anche la saggezza popolare sottolinea come re-agire di fronte agli stimoli che suscitano rabbia limiti la libertà individuale anziché espanderla. Nel tuo caso le cose vanno in maniera diversa. Hai sviluppato la capacità di accogliere anche questa emozione “forte”, e, accogliendola, hai trovato la giusta distanza per poterle dare spazio adeguato a manifestarsi. Questo ti permette di organizzare le tue risorse, di scegliere il momento giusto per esprimerti, di trovare un modo congruo e rispettoso di manifestare una reazione significativa. L’aggressività e l’irritabilità sono conseguenza di un’incapacità nella gestione della rabbia, per te la calma e la pazienza sono diventate virtù e strumenti al tempo stesso.
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Profilo B
La rabbia è intesa come una reazione tipica ai vissuti di frustrazione e costrizione: quando ci sentiamo obbligati in un angolo senza grosse possibilità di scelta o quando non sentiamo di aver raggiunto nessuno dei risultati che ci eravamo prefissati è naturale che dentro si avverta un fuoco che divampa, è naturale che i pensieri si facciano più confusi e l’espressione si indurisca. Ma tu giudichi “brutto” tutto questo. Te ne allontani, lo reprimi. L’educazione, le tradizioni, i giudizi della gente … ce n’è di roba in giro che dice che essere arrabbiati non è “bello”, non è “buono”. E allora? Tu non re-agisci a ciò che ti fa arrabbiare, tu lo nascondi. Soffochi dentro di te quel fuoco acceso … ma tanto, da qualche parte comunque qualcosa brucerà. È rischioso non dare spazio alla rabbia, è innaturale non darle libertà di esprimersi in maniera adeguata. L’obiettivo positivo della rabbia è l’azione, il pericolo di non esprimerla è la depressione. Riuscire ad accogliere ciò che provi, le reazioni spontanee del tuo organismo, dare spazio a ciò che succede senza etichettarlo o giudicarlo, ti permetterà di alleggerirti da quel fardello che a volte ti capita di sentire.
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Furore, esasperazione, collera, ira, irritazione, fastidio, corruccio, impazienza … e da qui: ostilità, tensione, timore, frustrazione, costrizione, disgusto, disprezzo … ce ne sono tanti di articoli nel bazar della rabbia. Li conosci, li ri-conosci, li vedi, li guardi e non ti imprigionano più. “non ci vede più dalla rabbia”, “perdere le staffe”, “si rodeva il fegato”, “pazzo di rabbia”, “è stato più forte di me” … anche la saggezza popolare sottolinea come re-agire di fronte agli stimoli che suscitano rabbia limiti la libertà individuale anziché espanderla. Nel tuo caso le cose vanno in maniera diversa. Hai sviluppato la capacità di accogliere anche questa emozione “forte”, e, accogliendola, hai trovato la giusta distanza per poterle dare spazio adeguato a manifestarsi. Questo ti permette di organizzare le tue risorse, di scegliere il momento giusto per esprimerti, di trovare un modo congruo e rispettoso di manifestare una reazione significativa. L’aggressività e l’irritabilità sono conseguenza di un’incapacità nella gestione della rabbia, per te la calma e la pazienza sono diventate virtù e strumenti al tempo stesso. :angel:
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La rabbia è intesa come una reazione tipica ai vissuti di frustrazione e costrizione: quando ci sentiamo obbligati in un angolo senza grosse possibilità di scelta o quando non sentiamo di aver raggiunto nessuno dei risultati che ci eravamo prefissati è naturale che dentro si avverta un fuoco che divampa, è naturale che i pensieri si facciano più confusi e l’espressione si indurisca. Ma tu giudichi “brutto” tutto questo. Te ne allontani, lo reprimi. L’educazione, le tradizioni, i giudizi della gente … ce n’è di roba in giro che dice che essere arrabbiati non è “bello”, non è “buono”. E allora? Tu non re-agisci a ciò che ti fa arrabbiare, tu lo nascondi. Soffochi dentro di te quel fuoco acceso … ma tanto, da qualche parte comunque qualcosa brucerà. È rischioso non dare spazio alla rabbia, è innaturale non darle libertà di esprimersi in maniera adeguata. L’obiettivo positivo della rabbia è l’azione, il pericolo di non esprimerla è la depressione. Riuscire ad accogliere ciò che provi, le reazioni spontanee del tuo organismo, dare spazio a ciò che succede senza etichettarlo o giudicarlo, ti permetterà di alleggerirti da quel fardello che a volte ti capita di sentire.
:uhm:
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Furore, esasperazione, collera, ira, irritazione, fastidio, corruccio, impazienza … e da qui: ostilità, tensione, timore, frustrazione, costrizione, disgusto, disprezzo … ce ne sono tanti di articoli nel bazar della rabbia. Li conosci, li ri-conosci, li vedi, li guardi e non ti imprigionano più. “non ci vede più dalla rabbia”, “perdere le staffe”, “si rodeva il fegato”, “pazzo di rabbia”, “è stato più forte di me” … anche la saggezza popolare sottolinea come re-agire di fronte agli stimoli che suscitano rabbia limiti la libertà individuale anziché espanderla. Nel tuo caso le cose vanno in maniera diversa. Hai sviluppato la capacità di accogliere anche questa emozione “forte”, e, accogliendola, hai trovato la giusta distanza per poterle dare spazio adeguato a manifestarsi. Questo ti permette di organizzare le tue risorse, di scegliere il momento giusto per esprimerti, di trovare un modo congruo e rispettoso di manifestare una reazione significativa. L’aggressività e l’irritabilità sono conseguenza di un’incapacità nella gestione della rabbia, per te la calma e la pazienza sono diventate virtù e strumenti al tempo stesso.
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Furore, esasperazione, collera, ira, irritazione, fastidio, corruccio, impazienza … e da qui: ostilità, tensione, timore, frustrazione, costrizione, disgusto, disprezzo … ce ne sono tanti di articoli nel bazar della rabbia. Li conosci, li ri-conosci, li vedi, li guardi e non ti imprigionano più. “non ci vede più dalla rabbia”, “perdere le staffe”, “si rodeva il fegato”, “pazzo di rabbia”, “è stato più forte di me” … anche la saggezza popolare sottolinea come re-agire di fronte agli stimoli che suscitano rabbia limiti la libertà individuale anziché espanderla. Nel tuo caso le cose vanno in maniera diversa. Hai sviluppato la capacità di accogliere anche questa emozione “forte”, e, accogliendola, hai trovato la giusta distanza per poterle dare spazio adeguato a manifestarsi. Questo ti permette di organizzare le tue risorse, di scegliere il momento giusto per esprimerti, di trovare un modo congruo e rispettoso di manifestare una reazione significativa. L’aggressività e l’irritabilità sono conseguenza di un’incapacità nella gestione della rabbia, per te la calma e la pazienza sono diventate virtù e strumenti al tempo stesso.
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La rabbia è intesa come una reazione tipica ai vissuti di frustrazione e costrizione: quando ci sentiamo obbligati in un angolo senza grosse possibilità di scelta o quando non sentiamo di aver raggiunto nessuno dei risultati che ci eravamo prefissati è naturale che dentro si avverta un fuoco che divampa, è naturale che i pensieri si facciano più confusi e l’espressione si indurisca. Ma tu giudichi “brutto” tutto questo. Te ne allontani, lo reprimi. L’educazione, le tradizioni, i giudizi della gente … ce n’è di roba in giro che dice che essere arrabbiati non è “bello”, non è “buono”. E allora? Tu non re-agisci a ciò che ti fa arrabbiare, tu lo nascondi. Soffochi dentro di te quel fuoco acceso … ma tanto, da qualche parte comunque qualcosa brucerà. È rischioso non dare spazio alla rabbia, è innaturale non darle libertà di esprimersi in maniera adeguata. L’obiettivo positivo della rabbia è l’azione, il pericolo di non esprimerla è la depressione. Riuscire ad accogliere ciò che provi, le reazioni spontanee del tuo organismo, dare spazio a ciò che succede senza etichettarlo o giudicarlo, ti permetterà di alleggerirti da quel fardello che a volte ti capita di sentire.
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Profilo C
Furore, esasperazione, collera, ira, irritazione, fastidio, corruccio, impazienza … e da qui: ostilità, tensione, timore, frustrazione, costrizione, disgusto, disprezzo … ce ne sono tanti di articoli nel bazar della rabbia. Li conosci, li ri-conosci, li vedi, li guardi e non ti imprigionano più. “non ci vede più dalla rabbia”, “perdere le staffe”, “si rodeva il fegato”, “pazzo di rabbia”, “è stato più forte di me” … anche la saggezza popolare sottolinea come re-agire di fronte agli stimoli che suscitano rabbia limiti la libertà individuale anziché espanderla. Nel tuo caso le cose vanno in maniera diversa. Hai sviluppato la capacità di accogliere anche questa emozione “forte”, e, accogliendola, hai trovato la giusta distanza per poterle dare spazio adeguato a manifestarsi. Questo ti permette di organizzare le tue risorse, di scegliere il momento giusto per esprimerti, di trovare un modo congruo e rispettoso di manifestare una reazione significativa. L’aggressività e l’irritabilità sono conseguenza di un’incapacità nella gestione della rabbia, per te la calma e la pazienza sono diventate virtù e strumenti al tempo stesso.
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La rabbia è intesa come una reazione tipica ai vissuti di frustrazione e costrizione: quando ci sentiamo obbligati in un angolo senza grosse possibilità di scelta o quando non sentiamo di aver raggiunto nessuno dei risultati che ci eravamo prefissati è naturale che dentro si avverta un fuoco che divampa, è naturale che i pensieri si facciano più confusi e l’espressione si indurisca. Ma tu giudichi “brutto” tutto questo. Te ne allontani, lo reprimi. L’educazione, le tradizioni, i giudizi della gente … ce n’è di roba in giro che dice che essere arrabbiati non è “bello”, non è “buono”. E allora? Tu non re-agisci a ciò che ti fa arrabbiare, tu lo nascondi. Soffochi dentro di te quel fuoco acceso … ma tanto, da qualche parte comunque qualcosa brucerà. È rischioso non dare spazio alla rabbia, è innaturale non darle libertà di esprimersi in maniera adeguata. L’obiettivo positivo della rabbia è l’azione, il pericolo di non esprimerla è la depressione. Riuscire ad accogliere ciò che provi, le reazioni spontanee del tuo organismo, dare spazio a ciò che succede senza etichettarlo o giudicarlo, ti permetterà di alleggerirti da quel fardello che a volte ti capita di sentire.
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La rabbia è un’emozione primitiva, come la gioia e il dolore. È un moto connaturato all’uomo. In origine ha svolto una funzione di protezione dell’essere umano nei confronti dei pericoli che si possono presentare. La rabbia predispone l’organismo a reagire agli stimoli e il corpo si prepara ad avere grande forza disponibile nei momenti in cui insorge questa emozione. Ciò non vuol dire che re-agire agli stimoli senza riuscire a filtrare una scelta comportamentale sia in sé “buono”. Senza dare giudizi di valore a chi, come te, possiede una personalità impulsiva, la possibilità di mediare una risposta aggressiva e “sragionata” permette di prendere tempo, di semplificare i rapporti, di evitare inutili tensioni o stress, insomma … di portarsi in giro con un’espressione più distesa. Re-agire d’istinto ad un ostacolo che si frappone fra te e la realizzazione di un tuo desiderio (una delle cause tipiche nello scatenarsi di reazioni rabbiose) non ti facilita nell’organizzare le tue risorse per raggiungere i tuoi obiettivi. Pensare “questo è il mio modo di essere” non deve diventare la scusante per continuare a nella propria aggressività quando questo conduce al disagio, invece che all’agio relazionale ed esistenziale.
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Profilo C
Furore, esasperazione, collera, ira, irritazione, fastidio, corruccio, impazienza … e da qui: ostilità, tensione, timore, frustrazione, costrizione, disgusto, disprezzo … ce ne sono tanti di articoli nel bazar della rabbia. Li conosci, li ri-conosci, li vedi, li guardi e non ti imprigionano più. “non ci vede più dalla rabbia”, “perdere le staffe”, “si rodeva il fegato”, “pazzo di rabbia”, “è stato più forte di me” … anche la saggezza popolare sottolinea come re-agire di fronte agli stimoli che suscitano rabbia limiti la libertà individuale anziché espanderla. Nel tuo caso le cose vanno in maniera diversa. Hai sviluppato la capacità di accogliere anche questa emozione “forte”, e, accogliendola, hai trovato la giusta distanza per poterle dare spazio adeguato a manifestarsi. Questo ti permette di organizzare le tue risorse, di scegliere il momento giusto per esprimerti, di trovare un modo congruo e rispettoso di manifestare una reazione significativa. L’aggressività e l’irritabilità sono conseguenza di un’incapacità nella gestione della rabbia, per te la calma e la pazienza sono diventate virtù e strumenti al tempo stesso. VERO:approved:
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Furore, esasperazione, collera, ira, irritazione, fastidio, corruccio, impazienza … e da qui: ostilità, tensione, timore, frustrazione, costrizione, disgusto, disprezzo … ce ne sono tanti di articoli nel bazar della rabbia. Li conosci, li ri-conosci, li vedi, li guardi e non ti imprigionano più. “non ci vede più dalla rabbia”, “perdere le staffe”, “si rodeva il fegato”, “pazzo di rabbia”, “è stato più forte di me” … anche la saggezza popolare sottolinea come re-agire di fronte agli stimoli che suscitano rabbia limiti la libertà individuale anziché espanderla. Nel tuo caso le cose vanno in maniera diversa. Hai sviluppato la capacità di accogliere anche questa emozione “forte”, e, accogliendola, hai trovato la giusta distanza per poterle dare spazio adeguato a manifestarsi. Questo ti permette di organizzare le tue risorse, di scegliere il momento giusto per esprimerti, di trovare un modo congruo e rispettoso di manifestare una reazione significativa. L’aggressività e l’irritabilità sono conseguenza di un’incapacità nella gestione della rabbia, per te la calma e la pazienza sono diventate virtù e strumenti al tempo stesso.
wow..ottimo!:30:
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Furore, esasperazione, collera, ira, irritazione, fastidio, corruccio, impazienza … e da qui: ostilità, tensione, timore, frustrazione, costrizione, disgusto, disprezzo … ce ne sono tanti di articoli nel bazar della rabbia. Li conosci, li ri-conosci, li vedi, li guardi e non ti imprigionano più. “non ci vede più dalla rabbia”, “perdere le staffe”, “si rodeva il fegato”, “pazzo di rabbia”, “è stato più forte di me” … anche la saggezza popolare sottolinea come re-agire di fronte agli stimoli che suscitano rabbia limiti la libertà individuale anziché espanderla. Nel tuo caso le cose vanno in maniera diversa. Hai sviluppato la capacità di accogliere anche questa emozione “forte”, e, accogliendola, hai trovato la giusta distanza per poterle dare spazio adeguato a manifestarsi. Questo ti permette di organizzare le tue risorse, di scegliere il momento giusto per esprimerti, di trovare un modo congruo e rispettoso di manifestare una reazione significativa. L’aggressività e l’irritabilità sono conseguenza di un’incapacità nella gestione della rabbia, per te la calma e la pazienza sono diventate virtù e strumenti al tempo stesso.
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Cosa ti fa arrabbiare?
Profilo C
Furore, esasperazione, collera, ira, irritazione, fastidio, corruccio, impazienza … e da qui: ostilità, tensione, timore, frustrazione, costrizione, disgusto, disprezzo … ce ne sono tanti di articoli nel bazar della rabbia. Li conosci, li ri-conosci, li vedi, li guardi e non ti imprigionano più. “non ci vede più dalla rabbia”, “perdere le staffe”, “si rodeva il fegato”, “pazzo di rabbia”, “è stato più forte di me” … anche la saggezza popolare sottolinea come re-agire di fronte agli stimoli che suscitano rabbia limiti la libertà individuale anziché espanderla. Nel tuo caso le cose vanno in maniera diversa. Hai sviluppato la capacità di accogliere anche questa emozione “forte”, e, accogliendola, hai trovato la giusta distanza per poterle dare spazio adeguato a manifestarsi. Questo ti permette di organizzare le tue risorse, di scegliere il momento giusto per esprimerti, :asd:di trovare un modo congruo e rispettoso di manifestare una reazione significativa:asd:. L’aggressività e l’irritabilità sono conseguenza di un’incapacità nella gestione della rabbia, per te la calma e la pazienza sono diventate virtù e strumenti al tempo stesso. :rolleyes:
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Furore, esasperazione, collera, ira, irritazione, fastidio, corruccio, impazienza … e da qui: ostilità, tensione, timore, frustrazione, costrizione, disgusto, disprezzo … ce ne sono tanti di articoli nel bazar della rabbia. Li conosci, li ri-conosci, li vedi, li guardi e non ti imprigionano più. “non ci vede più dalla rabbia”, “perdere le staffe”, “si rodeva il fegato”, “pazzo di rabbia”, “è stato più forte di me” … anche la saggezza popolare sottolinea come re-agire di fronte agli stimoli che suscitano rabbia limiti la libertà individuale anziché espanderla. Nel tuo caso le cose vanno in maniera diversa. Hai sviluppato la capacità di accogliere anche questa emozione “forte”, e, accogliendola, hai trovato la giusta distanza per poterle dare spazio adeguato a manifestarsi. Questo ti permette di organizzare le tue risorse, di scegliere il momento giusto per esprimerti, di trovare un modo congruo e rispettoso di manifestare una reazione significativa. L’aggressività e l’irritabilità sono conseguenza di un’incapacità nella gestione della rabbia, per te la calma e la pazienza sono diventate virtù e strumenti al tempo stesso.
:medito:
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La rabbia è intesa come una reazione tipica ai vissuti di frustrazione e costrizione: quando ci sentiamo obbligati in un angolo senza grosse possibilità di scelta o quando non sentiamo di aver raggiunto nessuno dei risultati che ci eravamo prefissati è naturale che dentro si avverta un fuoco che divampa, è naturale che i pensieri si facciano più confusi e l’espressione si indurisca. Ma tu giudichi “brutto” tutto questo. Te ne allontani, lo reprimi. L’educazione, le tradizioni, i giudizi della gente … ce n’è di roba in giro che dice che essere arrabbiati non è “bello”, non è “buono”. E allora? Tu non re-agisci a ciò che ti fa arrabbiare, tu lo nascondi. Soffochi dentro di te quel fuoco acceso … ma tanto, da qualche parte comunque qualcosa brucerà. È rischioso non dare spazio alla rabbia, è innaturale non darle libertà di esprimersi in maniera adeguata. L’obiettivo positivo della rabbia è l’azione, il pericolo di non esprimerla è la depressione. Riuscire ad accogliere ciò che provi, le reazioni spontanee del tuo organismo, dare spazio a ciò che succede senza etichettarlo o giudicarlo, ti permetterà di alleggerirti da quel fardello che a volte ti capita di sentire.
:rolleyes:
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Profilo C
Furore, esasperazione, collera, ira, irritazione, fastidio, corruccio, impazienza … e da qui: ostilità, tensione, timore, frustrazione, costrizione, disgusto, disprezzo … ce ne sono tanti di articoli nel bazar della rabbia. Li conosci, li ri-conosci, li vedi, li guardi e non ti imprigionano più. “non ci vede più dalla rabbia”, “perdere le staffe”, “si rodeva il fegato”, “pazzo di rabbia”, “è stato più forte di me” … anche la saggezza popolare sottolinea come re-agire di fronte agli stimoli che suscitano rabbia limiti la libertà individuale anziché espanderla. Nel tuo caso le cose vanno in maniera diversa. Hai sviluppato la capacità di accogliere anche questa emozione “forte”, e, accogliendola, hai trovato la giusta distanza per poterle dare spazio adeguato a manifestarsi. Questo ti permette di organizzare le tue risorse, di scegliere il momento giusto per esprimerti, di trovare un modo congruo e rispettoso di manifestare una reazione significativa. L’aggressività e l’irritabilità sono conseguenza di un’incapacità nella gestione della rabbia, per te la calma e la pazienza sono diventate virtù e strumenti al tempo stesso.
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Profilo C
Furore, esasperazione, collera, ira, irritazione, fastidio, corruccio, impazienza … e da qui: ostilità, tensione, timore, frustrazione, costrizione, disgusto, disprezzo … ce ne sono tanti di articoli nel bazar della rabbia. Li conosci, li ri-conosci, li vedi, li guardi e non ti imprigionano più. “non ci vede più dalla rabbia”, “perdere le staffe”, “si rodeva il fegato”, “pazzo di rabbia”, “è stato più forte di me” … anche la saggezza popolare sottolinea come re-agire di fronte agli stimoli che suscitano rabbia limiti la libertà individuale anziché espanderla. Nel tuo caso le cose vanno in maniera diversa. Hai sviluppato la capacità di accogliere anche questa emozione “forte”, e, accogliendola, hai trovato la giusta distanza per poterle dare spazio adeguato a manifestarsi. Questo ti permette di organizzare le tue risorse, di scegliere il momento giusto per esprimerti, di trovare un modo congruo e rispettoso di manifestare una reazione significativa. L’aggressività e l’irritabilità sono conseguenza di un’incapacità nella gestione della rabbia, per te la calma e la pazienza sono diventate virtù e strumenti al tempo stesso.
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Profilo A
La rabbia è un’emozione primitiva, come la gioia e il dolore. È un moto connaturato all’uomo. In origine ha svolto una funzione di protezione dell’essere umano nei confronti dei pericoli che si possono presentare. La rabbia predispone l’organismo a reagire agli stimoli e il corpo si prepara ad avere grande forza disponibile nei momenti in cui insorge questa emozione. Ciò non vuol dire che re-agire agli stimoli senza riuscire a filtrare una scelta comportamentale sia in sé “buono”. Senza dare giudizi di valore a chi, come te, possiede una personalità impulsiva, la possibilità di mediare una risposta aggressiva e “sragionata” permette di prendere tempo, di semplificare i rapporti, di evitare inutili tensioni o stress, insomma … di portarsi in giro con un’espressione più distesa. Re-agire d’istinto ad un ostacolo che si frappone fra te e la realizzazione di un tuo desiderio (una delle cause tipiche nello scatenarsi di reazioni rabbiose) non ti facilita nell’organizzare le tue risorse per raggiungere i tuoi obiettivi. Pensare “questo è il mio modo di essere” non deve diventare la scusante per continuare a nella propria aggressività quando questo conduce al disagio, invece che all’agio relazionale ed esistenziale.
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Risultati ottenuti
Profilo B
La rabbia è intesa come una reazione tipica ai vissuti di frustrazione e costrizione: quando ci sentiamo obbligati in un angolo senza grosse possibilità di scelta o quando non sentiamo di aver raggiunto nessuno dei risultati che ci eravamo prefissati è naturale che dentro si avverta un fuoco che divampa, è naturale che i pensieri si facciano più confusi e l’espressione si indurisca. Ma tu giudichi “brutto” tutto questo. Te ne allontani, lo reprimi. L’educazione, le tradizioni, i giudizi della gente … ce n’è di roba in giro che dice che essere arrabbiati non è “bello”, non è “buono”. E allora? Tu non re-agisci a ciò che ti fa arrabbiare, tu lo nascondi. Soffochi dentro di te quel fuoco acceso … ma tanto, da qualche parte comunque qualcosa brucerà. È rischioso non dare spazio alla rabbia, è innaturale non darle libertà di esprimersi in maniera adeguata. L’obiettivo positivo della rabbia è l’azione, il pericolo di non esprimerla è la depressione. Riuscire ad accogliere ciò che provi, le reazioni spontanee del tuo organismo, dare spazio a ciò che succede senza etichettarlo o giudicarlo, ti permetterà di alleggerirti da quel fardello che a volte ti capita di sentire.
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Profilo C
Furore, esasperazione, collera, ira, irritazione, fastidio, corruccio, impazienza … e da qui: ostilità, tensione, timore, frustrazione, costrizione, disgusto, disprezzo … ce ne sono tanti di articoli nel bazar della rabbia. Li conosci, li ri-conosci, li vedi, li guardi e non ti imprigionano più. “non ci vede più dalla rabbia”, “perdere le staffe”, “si rodeva il fegato”, “pazzo di rabbia”, “è stato più forte di me” … anche la saggezza popolare sottolinea come re-agire di fronte agli stimoli che suscitano rabbia limiti la libertà individuale anziché espanderla. Nel tuo caso le cose vanno in maniera diversa. Hai sviluppato la capacità di accogliere anche questa emozione “forte”, e, accogliendola, hai trovato la giusta distanza per poterle dare spazio adeguato a manifestarsi. Questo ti permette di organizzare le tue risorse, di scegliere il momento giusto per esprimerti, di trovare un modo congruo e rispettoso di manifestare una reazione significativa. L’aggressività e l’irritabilità sono conseguenza di un’incapacità nella gestione della rabbia, per te la calma e la pazienza sono diventate virtù e strumenti al tempo stesso.
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Profilo B
La rabbia è intesa come una reazione tipica ai vissuti di frustrazione e costrizione: quando ci sentiamo obbligati in un angolo senza grosse possibilità di scelta o quando non sentiamo di aver raggiunto nessuno dei risultati che ci eravamo prefissati è naturale che dentro si avverta un fuoco che divampa, è naturale che i pensieri si facciano più confusi e l’espressione si indurisca. Ma tu giudichi “brutto” tutto questo. Te ne allontani, lo reprimi. L’educazione, le tradizioni, i giudizi della gente … ce n’è di roba in giro che dice che essere arrabbiati non è “bello”, non è “buono”. E allora? Tu non re-agisci a ciò che ti fa arrabbiare, tu lo nascondi. Soffochi dentro di te quel fuoco acceso … ma tanto, da qualche parte comunque qualcosa brucerà. È rischioso non dare spazio alla rabbia, è innaturale non darle libertà di esprimersi in maniera adeguata. L’obiettivo positivo della rabbia è l’azione, il pericolo di non esprimerla è la depressione. Riuscire ad accogliere ciò che provi, le reazioni spontanee del tuo organismo, dare spazio a ciò che succede senza etichettarlo o giudicarlo, ti permetterà di alleggerirti da quel fardello che a volte ti capita di sentire
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Profilo C
Furore, esasperazione, collera, ira, irritazione, fastidio, corruccio, impazienza … e da qui: ostilità, tensione, timore, frustrazione, costrizione, disgusto, disprezzo … ce ne sono tanti di articoli nel bazar della rabbia. Li conosci, li ri-conosci, li vedi, li guardi e non ti imprigionano più. “non ci vede più dalla rabbia”, “perdere le staffe”, “si rodeva il fegato”, “pazzo di rabbia”, “è stato più forte di me” … anche la saggezza popolare sottolinea come re-agire di fronte agli stimoli che suscitano rabbia limiti la libertà individuale anziché espanderla. Nel tuo caso le cose vanno in maniera diversa. Hai sviluppato la capacità di accogliere anche questa emozione “forte”, e, accogliendola, hai trovato la giusta distanza per poterle dare spazio adeguato a manifestarsi. Questo ti permette di organizzare le tue risorse, di scegliere il momento giusto per esprimerti, di trovare un modo congruo e rispettoso di manifestare una reazione significativa. L’aggressività e l’irritabilità sono conseguenza di un’incapacità nella gestione della rabbia, per te la calma e la pazienza sono diventate virtù e strumenti al tempo stesso.
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Profilo C
Furore, esasperazione, collera, ira, irritazione, fastidio, corruccio, impazienza … e da qui: ostilità, tensione, timore, frustrazione, costrizione, disgusto, disprezzo … ce ne sono tanti di articoli nel bazar della rabbia. Li conosci, li ri-conosci, li vedi, li guardi e non ti imprigionano più. “non ci vede più dalla rabbia”, “perdere le staffe”, “si rodeva il fegato”, “pazzo di rabbia”, “è stato più forte di me” … anche la saggezza popolare sottolinea come re-agire di fronte agli stimoli che suscitano rabbia limiti la libertà individuale anziché espanderla. Nel tuo caso le cose vanno in maniera diversa. Hai sviluppato la capacità di accogliere anche questa emozione “forte”, e, accogliendola, hai trovato la giusta distanza per poterle dare spazio adeguato a manifestarsi. Questo ti permette di organizzare le tue risorse, di scegliere il momento giusto per esprimerti, di trovare un modo congruo e rispettoso di manifestare una reazione significativa. L’aggressività e l’irritabilità sono conseguenza di un’incapacità nella gestione della rabbia, per te la calma e la pazienza sono diventate virtù e strumenti al tempo stesso
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Profilo A
La rabbia è un’emozione primitiva, come la gioia e il dolore. È un moto connaturato all’uomo. In origine ha svolto una funzione di protezione dell’essere umano nei confronti dei pericoli che si possono presentare. La rabbia predispone l’organismo a reagire agli stimoli e il corpo si prepara ad avere grande forza disponibile nei momenti in cui insorge questa emozione. Ciò non vuol dire che re-agire agli stimoli senza riuscire a filtrare una scelta comportamentale sia in sé “buono”. Senza dare giudizi di valore a chi, come te, possiede una personalità impulsiva, la possibilità di mediare una risposta aggressiva e “sragionata” permette di prendere tempo, di semplificare i rapporti, di evitare inutili tensioni o stress, insomma … di portarsi in giro con un’espressione più distesa. Re-agire d’istinto ad un ostacolo che si frappone fra te e la realizzazione di un tuo desiderio (una delle cause tipiche nello scatenarsi di reazioni rabbiose) non ti facilita nell’organizzare le tue risorse per raggiungere i tuoi obiettivi. Pensare “questo è il mio modo di essere” non deve diventare la scusante per continuare a nella propria aggressività quando questo conduce al disagio, invece che all’agio relazionale ed esistenziale.
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Profilo B
La rabbia è intesa come una reazione tipica ai vissuti di frustrazione e costrizione: quando ci sentiamo obbligati in un angolo senza grosse possibilità di scelta o quando non sentiamo di aver raggiunto nessuno dei risultati che ci eravamo prefissati è naturale che dentro si avverta un fuoco che divampa, è naturale che i pensieri si facciano più confusi e l’espressione si indurisca. Ma tu giudichi “brutto” tutto questo. Te ne allontani, lo reprimi. L’educazione, le tradizioni, i giudizi della gente … ce n’è di roba in giro che dice che essere arrabbiati non è “bello”, non è “buono”. E allora? Tu non re-agisci a ciò che ti fa arrabbiare, tu lo nascondi. Soffochi dentro di te quel fuoco acceso … ma tanto, da qualche parte comunque qualcosa brucerà. È rischioso non dare spazio alla rabbia, è innaturale non darle libertà di esprimersi in maniera adeguata. L’obiettivo positivo della rabbia è l’azione, il pericolo di non esprimerla è la depressione. Riuscire ad accogliere ciò che provi, le reazioni spontanee del tuo organismo, dare spazio a ciò che succede senza etichettarlo o giudicarlo, ti permetterà di alleggerirti da quel fardello che a volte ti capita di sentire.
:mumble: non mi corrisponde per nulla...