Qualcuno usa o conosce il metodo ABA?Grazie.
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Qualcuno usa o conosce il metodo ABA?Grazie.
ciao, io ho fatto un tirocinio in ABA a Milano quest'anno...usano la terapia sia di gruppo che individuale: la tutor che mi seguiva era una psicanalista della scuola freudiana, anche se in ABA non usano prettamente questo tipo di approccio. è possibile anche ai membri della famiglia iniziare una terapia parallela. la fondatrice, Fabiola DeClerq, punta molto sul fatto che l'ABA sia un'associazione (una famiglia) e tende quindi per sua natua a differenziarsi come approccio dai normali centri auxologici ospealieri....se vuoi qualche info in più (e se sono in grado) sarò felice di risponderti....pensavi di fare il tirocinio lì?
Scusa intendevo il metodo usato nell'autismo!
ABA: Applied Behavioral Analysis:)
io seguo una bambina autistica in provincia di Latina. volevo saperne di + su questo metodo ma quando ho provato a chiamare "Pianeta autismo", un'associazione che si occupa di prenotare terapisti ABA mi sono state chieste cifre assurde...tipo 16000 euro + vitto e allogio per il terapista....oinsomma mi hanno un po' scoraggiato:(
comunque a quanto ho capito, prendendo artiocli vari qua e là, l'ABA è una terapia di tipo cognitivo-comportamentale, che però viene fatta 24 su 24!!!:rolleyes: si va dagli esercizi a tavolino al gioco, all'autonomia..ogni pretesto ed ogni azione spontanea del bambino è un ottima scusa x lavorarci....:) in + è basata sul rinforzo, sulle gratificazioni....
se vuoi posso consigliarti alcuni siti; primo fra tutti www.genitoricontroautismo.org, è un ottimo sito e sono tutti genitori/educatori/insegnanti chehannoha che fare con bambini autistici e molti di loro seguono l'ABA, con ottimirusiultati. se poi sai l'inglese, ti cosiglio il teso: "work in progress", esercizi pratici sull'autismo con metodologia ABA.:) aldilà di tutto, io sto cercando di attuare questametodologia alla bimba che seguo, anche se le vompetenze sono ben lontane da quelle di un vero terapista aba. a parte tutto, su genitoricontroautismo.org puo scaricarti gratuitamentei:) dei piccoli video di bambini autistici e delle loro terapiste ....... vedi un po', se hai bisogno, chiedimi pure!:30: :approved:
Anche io sono iscritta genitori contro autismo.
Grazie cmq della segnalazione.;)
Ciao memolememole, posso chiderti quante ore fai a settimana con la bimba e quanto ti pagano? Hai partita iva? Grazie ciao
Ciao! C'è qualcuno che lavora col programma ABA? Lo può fare uno psicologo o solo uno psicoterapeuta? Come e quanto ci retribuiscono normalmente x questo lavoro? Cioè: le famiglie pagano da sole o sono appoggiate da qualche ente di solito?
Grazie mille!!!
Io pure ho lavorato con l'aba co un bimbo con sindrome di autismo, per 9 mesi circa. Facevamo capo alla Pianeta Autismo ( pagavano i genitori del piccolino la formazione). non venivo pagata però, era il mio tirocinio.
Il totale ore previsto dal programma era 40 ore la settimana, veniva seguito da una ragazza ( sempre col metodo aba) sia a scuola che a casa. ma ovviamente all'inizio lavoravamo meno ore di 40:sisi:.
:)
Per la retribuzione dipende, se sei terapista certificata le cifre salgono, ma non so quanto di preciso.
Credo che il lavoro di terapista lo possa fare qualunque figura (psicologo o educatore) addestrata opportunamente. Io ero sul punto di cominciare a lavorare con un bambino autistico ma poi per vari motivi ho rinunciato. Qui a Bari e provincia la paga oscilla tra 7 e 10 euro all'ora. Per quanto ne so la cifra è a carico delle famiglie anche se le associazioni come l'ANGSA si stanno attivando affinchè i costi siano ammortizzati dal SSN in tutta Italia. Mi pare che nelle Marche abbiano già ottenuto qualcosa.
Se ti serve qualche indicazione bibliografica posso dartela, in Inglese però, di un paio di testi con tutte le schede dettagliate del programma.:)
Io mi occupo di autismo, sono operatrice domiciliare con metodo TEACCH, sapete che differenza c'è con l'ABA???
:sbonk: qui è da 7 a 10 euro all'ora per una normale baby sitter :sbonk: se poi si va verso le città ( io sto in paese) si arriva a 13 euro all'ora per una baby sitter :sbonk:
In parole povere l'aba applicato all'autismo non modifica l'ambiente del bambino, ma è il bambino che in seguito ad addestramento deve cercare di inserirsi nell'ambiente.
Questo, non significa che la famiglia non possa rendere la propria casa più consona alle caratteristiche del figlio.
Altra differenza tra i due, è che il teacch lavora molto sull'indipendenza (vedi il lavoro di autonomia nel tavolo con le carte) mentre l'aba non ha questo tipo di programma chiamiamolo di 'gestione del tempo libero', o comunque se ce l'ha è molto diverso...
L'aba, in pratica, punta quasi tutto sullo sviluppo di abilità cognitive-scolastiche in ambiente altamente strutturato, tramite il discrete trial a tavolino, mentre il teacch guarda di più all'integrazione dele competenze del bambino con il contesto ion cui vive (se fatto bene, ovvio, altrimenti si riduce alle 'solite scatole') :)
Qui a Roma le terapiste vengono pagate dalle 8 euro alle 15 euro l'ora. C'è poi la cooperativa futura di ostia che si fa pagare 25 euro l'ora per le sue terapiste.
Calcolate, poi, che lavorando in un centro di riabilitazione pediatrica, mi sono resa conto che l'aba è praticamente identico alla logopedia (fatta bene, ovvio ;)), e i logopedisti per una seduta privata si fanno pagare anche 45 euro l'ora.
infatti:P...forse mi sono spiegata male....:sbonk:io seguo una bimba autistica come educatrice:zott:..sono supervisionata da una psicologa/psicoterapeuta con + di 20 anni da iscrizione all'albo che cerca di applicare il metodo aba e la terapia cognitivo-comportamentale in generale....ios eguo solo i suoi consigli....:sbonk:...
ovvio però che coem laureata in psicologia (presto spero, iscritt aall'albo!!!) ho qualche conoscenza in + e cerco di apprendere da tutte le fontipossibili...anche siti internet e testi vari!!!!:approved::rolleyes:
ragazze..scusate nessuna di voi ha visto personalemnte applicare l'ABA? e nessuna di voi ha il diploma di terapista ABA?..la mamma della bimba che seguo vorrebbe iniziare la terapia ABA proprio da una terapista diplomata....ma..non riusciamoa trovare nessuno!:sbonk:
Provate a chiedere sul forum emergenzautismo.org, sicuramente sapranno darvi delle dritte.
Nessun corso rilascia il diploma di terapista Aba, nemmeno Iescum, anche perchè non avrebbe validità!Nemmeno il solo master abilita ad essere supervisori.
Io applico Aba, mi trovo bene ma non fa miracoli anche se spesso lo propinano come miracolo ai genitori, di buono ha tutta la parte sulla gestione dei comportamenti problema che nel Teacch manca.Sul cognitivo credo che nessun metodo faccia miracoli..se hai una punto non può andare come una ferrari...nel senso che se il Q.I. associato è 45 il bambino pur facendo Aba non farà i progressi degli asperger
si, si ...questo PER ME è sicuro!:rolleyes:....soloc he la madre della bimba voleva provare afar seguire al bimba da etrapista aba......
ma che vuoi dire? quindi se nessun corso abilita all'ABA come si fa a divetare terapiste ABA?....io ho provato a studiarlo da autodidatta (mis embra sia cmq una etrapia cognitivo comporatemntale....molto + rigorosa e lUNGA......)...ma...boh, senza supervisione mis embra davvero difficile
tu, mi dici che lavori con L'aba....come sei riuscita a consocerlo a a poterci lavorare? l'hai osservata da qualcuno? o anche tus ei un autodidatta?te la sentiresti di fare un incontro conla bimba che sto seguendo????
Forse è un pò tardi ma...io lavoro con il TEACCH e l'ABA da circa sei anni...se ti interessa formarti bene e a spese basse c'è l'Associazione Guiliaparla con Simona Levanto che tutti gli anni fa dei corsi di formazione proprio sull'aba in un centro sociale dalle parti di numidio quadrato. Lei si è formata in Inghilterra è molto brava...e cerca persone in gamba per lavorare.
ciao clarissa..sei terapista aba? puoi darmi informazioni riguaardo ai corsi e agli sbocchi professionali?
ù
Anche io sono interessata a capirne di più; soprattutto in merito ai corsi/master/seminari esistenti in zona milano
ho però un dubbio...non riesco a capire come non sia possibile avere un "certificato" di qualcosa tipo praticante/esperto/operatore ABA.
...un genitore come fa a sapere di affidare il suo bambino ad una persona competente se non vede niente che ne certifca le conoscenze? :mumble:
La possibilità esiste: c'è l'ente internazionale (BACB.com) che indica quali sono gli enti certificati che formano terapisti certificati. Ma anche con la certificazione (che si ottiene dopo anni) è un po' dura, se non ti conosce nessuno.
(p.s. la firma sottostante non c'entra nulla, è per un altro forum) :)
Io ho avuto diverse richieste il problema è che vivere facendo solo la terapista Aba è impossibile, ho avuto diversi genitori che mi hanno contattato e mi avrebbero pagato anche bene (15 euro l'ora) il problema è che se hai il mutuo non puoi vivere solo facendo Aba...e poi rimane il problema di quei genitori che pensano che fare Aba significhi guarire dall'autismo...di miglioramenti se ne vedono ma dall'autismo non si guarisce..e poi dipende cmq dall'età del bambino e dalla gravità dell'autismo.
la figura della terapista aba non necessita di attestati o certificazioni, lo può fare chiunque. Il corso di iescum, che prevede tirocinio, supervisioni e due esami, prevede la certificazione come operatore, che non equivale al terapista. Anche se l'operatore può svolgere anche la mansione del terapista.
Facendo solo il terapista non si campa ed è molto faticoso..
Ho letto un paio di cose da brividi
comunque sorvolando vi informo che domani Giovedì 25 giugno ore 9.00 / 18.00 a Lodi ci sarà un Convegno dal titolo "Autismo: metodi di cura - esperienze a confronto" organizzato dalla Cooperativa sociale Il Paguro.
Durante il convegno verrà presentato il progetto "Scuolaba Lodi" rivolto a 20 bambini autistici.
Presso il Centro Riabilitativo Polifunzionale Danelli largo Vittime del terrorismo 1.
Per informazioni: tel. 0371 30162
Mail: [email protected]
Da una terapista ABA ci si aspetta che conosca ( non così per sentito dire ) almeno il metodo e che abbia una base formativa minima almeno in psicologia .
Uno dei tanti motivi per cui non ho scelto ABA per mia figlia è proprio questo , personale che vede nella "presa in carico" di un bambino autistico un'occasione di un'impiego tappabuchi finchè non si presenti un lavoro vero .
Personalmente ho scelto il Foniatrico Integrato del dott. Massimo Borghese che almeno ha personale formato seriamente e non con due incontri di 3 ore ciascuno .
Scisate se sembro un po' cruda ma sia da psicologa di vecchia data che da mamma fatico a sopportare chi si inventa terapista soprattutto in situazioni di grave handicap come l'autismo .
Se qualcuno fosse interessato il 15 e 16 ottobre a Cernusco sul Naviglio (MI ) per il ridicolo costo di 50 euro è previsto un convegno su cioò che realmente dà risultati su pazientei autistici e nella medesima sede di Cernusco e a Casavatore (Na) partirà sempre ad ottobre il corso (durata 2 anni) che Borghese fa tutti gli anni.
questo il corso:
STUDIO DIAGNOSI E TERAPIA DELL’AUTISMO
Via Taverna Rossa 121. Casavatore. Napoli
Via Cavour 22. Cernusco sul Naviglio. Milano
Tel. 340 4810840
Prof. Massimo Borghese
Specialista in Foniatria
Specialista in Otorinolaringoiatria
Massimo Borghese
Corso di formazione e aggiornamento
AUTISMO ED ALTRE COMUNICOPATIE DELL’ETA’ EVOLUTIVA
Edizione 2009-2010
Il corso, giunto alla sua nona edizione nella nuova ed attuale formula, viene proposto con alcune
caratteristiche già collaudate con successo e quindi confermate, ed allo stesso tempo con
innovazioni ed integrazioni individuate con l’esperienza maturata in ormai molti anni di attività.
Le linee distintive e fondamentali restano le seguenti:
- Durata da ottobre a maggio.
- Una lezione frontale mensile, dalle 9 alle 16, di sabato a Napoli, di martedì a Milano.
- Integrazione delle lezioni frontali con tirocinio presso le due sedi (si possono frequentare
anche entrambe), senza limiti di ore, e con tutte le figure professionali operanti: foniatra,
logopedista, neuropsicomotricista, psicologo, musicoterapista, educatore, insegnante,
insegnante di sostegno. Frequenza senza limiti di ore significa che l’iscitto al corso può, a
sua scelta, partecipare alle attività di diagnostica e terapia nei periodi in cui vuole e per
quanto tempo vuole.
- L’obiettivo finale del corso non è soltanto il conseguimento dell’attestato cartaceo (che
comunque, ovviamente, viene rilasciato dopo l’ultima lezione), ma la reale formazione di
figure professionali in grado di approcciare il soggetto con autismo o altre comunicopatie,
secondo le modalità operative rientranti nei protocolli dell’Intervento Foniatrico Integrato.
- Altro importante obiettivo è l’individuazione di operatori ai quali proporre collaborazioni
professionali. Al termine di ogni corso è sempre accaduto, fino ad oggi, che una parte degli
iscritti sia poi entrata a far parte del nostro staff. L’invito alla collaborazione professionale
non è una promessa né una clausola dell’iscrizione. Avviene ad esclusiva ed insindacabile
discrezione di Massimo Borghese, e allo stesso tempo non ha un limite numerico
predefinito. Può accadere che venga rivolto a tutti, a nessuno, o a una parte dei corsisti.
- I contenuti delle lezioni e delle esperienze di tirocinio, per quanto predefiniti e descritti nel
programma preliminare, si modificano ed arricchiscono con il trascorrere dei mesi e con il
maturare delle esperienze e delle acquisizioni in diagnostica e terapia degli operatori e dei
formatori stessi.
- L’iscrizione al corso comporta il diritto a partecipare gratuitamente alle edizioni degli anni
successivi. Per coloro i quali restano a lavorare con noi, la frequenza ai corsi degli anni
successivi è un obbligo. Sempre gratuita, ma obbligatoria per ovvie esigenze di
aggiornamento permanente.
- La partecipazione per i genitori è, come sempre, gratuita. Richiesta comunque la formale
iscrizione, con riserva da parte della segreteria organizzativa di consentire o meno la
partecipazione.
PROGRAMMA PRELIMINARE
- Definizione e inquadramento clinico delle patologie della comunicazione in età evolutiva.
Il ritardo semplice di linguaggio. Disabilità di apprendimento, dislessia, disgrafia, discalculia.
Il ritardo secondario della comunicazione. Ritardo mentale e prestazionale. Disfasia; afasia.
La sindrome anartrico-disartrica; paralisi cerebrali. La sindrome da deficit dell’attenzione con
iperattività (ADHD). I disturbi del comportamento nell’ambito delle psicosi in generale e della
sindrome autistica. La sindrome audiogena.
- Definizione e significato di “communication”, “language”, “voice”, “speech”.
- L’attuale corpus dottrinale della foniatria e della logopedia.
- Il catalogo nosologico foniatrico-logopedico.
- Definizione e modalità di disamina del profilo comunicativo individuale.
I livelli: percettivo-recettivo, motorio-prassico-espressivo, emotivo-relazionale-comportamentale,
cognitivo-integrativo-decisionale.
- Via uditiva centrale, sue funzioni ed embricazioni anatomo-funzionali.
- Le funzioni corticali superiori.
- Il cervello limbico.
- Principi di linguistica. Fonologia, lessico, morfosintassi, pragmatica.
- Campo uditivo; classificazione delle ipoacusie e loro influenza sullo svluppo del linguaggio e
delle abilità comunicative .
- Autismo. Definizione.
- Epidemiologia dell’autismo.
- Cause congenite e acquisite dell’autismo.
- La visita foniatrica e l’osservazione logopedica di base.
- La visita foniatrica e l’osservazione logopedia nel soggetto autistico.
- Diagnosi differenziali.
- Protocolli terapeutici.
- Controlli longitudinali.
- Dieta e terapie biomediche nell’autismo.
- Principi di intervento abilitativo-riabilitativo:
- perché la logopedia per l’autismo
- instaurazione del rapporto terapista-bambino; osservazione
- contatto oculare
- motricità globale e fine
- prassie bucco-linguo-facciali
- stimolazione delle abilità percettive
- le modificazioni comportamentali
- gestione delle stereotipie
- rottura delle abitudini
- contenimento dei comportamenti inadeguati
- allestimento della stanza di terapia e materiale utilizzabile
- autonomie: alimentazione, vestirsi e svestirsi, controllo sfinteri, gioco e socievolezza,
spostamenti
- rapporto con gli oggetti
- esecuzione di ordini semplici e complessi
- riconoscimento e denominazione
- induzione della verbalizzazione
- uso delle immagini
- costituzione ed ampliamento del vocabolario
- strutturazione della frase
- impostazione dei fonemi
- lettura e scrittura
- calcolo matematico
- consegne ai familiari e loro ruolo nei programmi abilitativi e nella quotidianità
- rapporto con gli insegnanti e gli assistenti scolastici
- Interventi di genitori di soggetti autistici recuperati. Descrizioni di esperienze relative alla gestione
dei problemi alimentari, delle terapie mediche, ed alla collaborazione con i terapisti e la scuola
- Esercitazioni pratiche in foniatria e logopedia.
- Aggiornamenti emergenti durante i mesi di durata del corso.
Calendario delle lezioni e dei tirocini pratici ancora da definire. Previste, comunque, lezioni frontali
in numero di una al mese, sabato a Napoli, martedì a Milano.
Tirocinio pratico durante l’arco di tempo dell’intera durata del corso.
Il programma può subire variazioni, tali comunque da non modificarne significativamente i
contenuti, e che verrebbero comunque tempestivamente comunicate.
Quota di partecipazione: € 2.000 + IVA 20% (1.000 al momento dell’iscrizione, 1.000 a dicembre).
L’iscrizione può essere effettuata direttamente presso le sedi di Napoli in via Taverna Rossa 121,
Casavatore; e di Milano in Via Camillo Benso Conte di Cavour 22, Cernusco sul Naviglio (in giorni
e orari lavorativi), o per mezzo di bonifico bancario di € 1.000 a favore di “Mafalda s.r.l.”, Credito
Emiliano Agenzia 15 di Napoli, codice IBAN: IT60 T030 3203 4060 1000 0001979.
La partecipazione per i genitori è gratuita.
Il corso è a numero chiuso, pertanto è possibile che alcune domande di partecipazione non vengano
accettate.
Ulteriori informazioni ed aggiornamenti, le date delle lezioni, eventuali modifiche del calendario e
del programma, verranno pubblicati sul sito Massimo Borghese
questo il convegno
STUDIO DIAGNOSI E TERAPIA DELL’AUTISMO
Via Cavour 22. Centro Sant’Ambrogio. Cernusco sul Naviglio. Milano
Giovedì 15 e venerdì 16 ottobre 2009
Convegno di formazione-aggiornamento:
SINERGIE TERAPEUTICHE NEL TRATTAMENTO DELL’AUTISMO E DI ALTRE COMUNICOPATIE
PROGRAMMA PRELIMINARE - ARGOMENTI IN PROGRAMMA:
- La sindrome autistica ed altre comunicopatie in fisiopatologia della comunicazione.
- Intervento Foniatrico Integrato nella diagnosi e nel trattamento dell’autismo.
- Basi biomediche ed intervento omotossicologico.
- Dieta naturale senza glutine e caseina.
- Il metodo AIT di rieducazione uditiva del Dott Bérard.
- Terapia craniosacrale.
- Modelli di trattamento abilitativo come da protocolli di Intervento Foniatrico Integrato. Dimostrazioni pratiche in video.
- Altre neuropatie dell’età evolutiva in rapporto con la sindrome autistica. - Paralisi cerebrali infantili ed intervento precoce.
- Modelli comportamentali-educativi.
- Simultaneità di gestione dei versanti percettivo, cognitivo, comportamentale ed espressivo, nella terapia del bambino con autismo.
- I genitori raccontano.
- Tavola rotonda: interventi terapeutici a confronto.
- Interventi del pubblico e discussioni.
Nei prossimi giorni verrà pubblicato il programma definitivo con i nomi dei relatori, gli orari e le modalità di iscrizione.
Massimo Borghese
Mi sembra una generalizzazione. Come per qualsiasi altro lavoro, ci sono persone serie e che si impegano, oltre che persone formate con ben più di due incontri.Citazione:
personale che vede nella "presa in carico" di un bambino autistico un'occasione di un'impiego tappabuchi finchè non si presenti un lavoro vero .
Rispetto al fatto che quello della terapista diventa un lavoro "tappabuchi", non penso sia colpa dei terapisti. Anche noi dobbiamo vivere e con 8-10-15 euro a ora, spesso senza un contratto (niente ferie, niente malattia, il bambino si ammala e noi stiamo a casa) non si arriva a fine mese.
Mi sento di appoggiarti in quello che dici, io non posso fare dell'aba il mio primo e unico lavoro per il fatto che non posso chiedere a un genitore di assumermi...se voglio pagare il mutuo l'aba deve essere un lavoro secondario, questo non vuol dire che sia un tappabuchi...se volevo fare la tappabuchi avrei fatto la baby sitter facendo molta meno fatica...
Conosco Borghese di fama e devo dire che sono contenta del lavoro che fa, ho visto su un bimbo dei bei risultati
io credo che la signora si sia rivolta a chi fa dell'ABA un lavoro senza averne alcuna certificazione e competenza:rolleyes:...e purtroppo ce ne sono....conosco persone (vi ricordo che seguo da anni una bimba autistica acasa, per meno di 8 euro l'ra, a nero...e per circa 10 ore al giorno!:rolleyes:senza ABA!)che , sperando in una prospettiva lavorativa e sapendo che genitori di bambini autistici spesso sono talmente avviliti da ricorrere e credere in qualsiasi prospettiva...si son spacciati per terapisti ABA e...al dunque...sono stati una vera delusione..anche per me...che avevo accettato, con umiltà di essere seguita esupervisionata (ripeto dopo 5 anni di lavoro con lei!:argh:) da chi...a quanto pare ne sapeva meno di me!:sbonk:
ASSURDO!:sbonk:
LEPLEIADI: senza nulla tgliere a chi, come te lavora cn costanza e dedizione con bambini autistici....:approved::bacetto:
Mi sembra il caso di fare qualche precisazione.
Aba sta per Applied Behaviour Analysis. Su wiki potete trovare una definizione.
Credo di rimanere sui fatti dicendo che si tratta di uno dei tanti approcci delle psicologia.
Questo approccio si è rivelato particolarmente utile ed efficace negli interventi con soggetti autistici ma viene utilizzato anche con altri tipologie di soggetti e di problemi.
Essendo niente altro che un approccio psicologico può potenzialmente essere utilizzato da qualsiasi psicologo. Dico potenzialmente perchè richiede, come ogni approccio in psicologia, una preparazione specifica che la stragrande maggioranza degli psicologi non possiede.
Viste alcune specificità (che vi risparmio) dell'approccio e dell'autismo, è stato possibile (e opportuno) la creazione di un board internazionale con sede negli stati uniti. Questo board si occupa di certificare attraverso un esame i terapisti aba. Per ottenere il certificato il terapista deve aver frequentato un corso universitario (a sua volta certificato), lavorato con la supervisione di un analista certificato su diversi casi per diversi anni e superato un test.
Ovvia l'utilità della certificazione che permette di garantire (per quanto possibile) la preparazione della persona certificata.
Io sono perplesso di fronte alle richieste di molti genitori che quasi senza conoscere da una parte la varietà dei metodi educativi (e parlo di metodi educativi e non terapeutici nel senso stretto del termine, aspetto importante da sottolineare per stringere una buona compliance, ma a volte considerato secondario) richiedono per il loro figlio un determinato trattamento o perchè va di moda, o perchè se ne sente parlare o perchè sembra aver dato risultati su un altro bambino. Il tutto senza appunto considerate la valenza educativa e non terapeutica del modello e senza considerare la possibilità di altri modelli che magari sarebbero più funzionali per la specificità della persona. Detto altrimenti: che un bambino con autismo presenti certi comportamenti problema o problematiche a livello affettivo-relazionale o problematiche comunicative, si pensa sempre che un modello teorico possa essere la panacea di tutti i mali. Certo non sto dando la colpa dei genitori che già devono affrontare dei problemi di gestione non indifferenti e che nutrono sempre la speranza che qualunque cosa possa migliorare la situazione, sia loro di gestione sia del figlio nei termini di nuove acquisizioni e risoluzione delle aree problematiche. Il punto è: il NPI o i terapisti fanno/sono in grado di fare una corretta analisi della situazione per indirizzare poi il bambino e la famiglia (parent training) verso l'orientamento per loro più idoneo?
Mi sembra molto interessante il problema che sollevi, ziogargamella.
Rispetto ai genitori e alle loro richieste educative per i figli sostengo che non siano da colpevolizzare in nessun modo. Non sono tenuti a saper discernere fra metodi e professionisti validi o meno.
Tutt'altro discorso per i professionisti. Questi sono tenuti a garantire il miglior aiuto possibile alle famiglie. Se questo succede o meno non saprei.
Per quello che ho potuto vedere io la situazione è disastrosa. Ho conosciuto professionisti che praticano da 30 anni utilizzando soltanto psicofarmaci e comunicazione facilitata, ignorando l'esistenza degli approcci psicoeducativi. Questo nel nord est non sull' Aspromonte.
Casi eclatanti, eccezionali, ma che sono il segno di una generale povertà delle risorse disponibili per una famiglia di un bambino autistico.
Aggiungo una riflessione sui "metodi". Per qualche ragione continuano a venire fuori metodi nuovi, miracolosi e dal nome straniero. Io credo che sta roba siano solo operazioni commerciali.
Prendo per esempio il Floortime di cui ho letto qualcosa. A parte il nome, non c'è assolutamente nulla di nuovo, si tratta di una versione diluita e confusa di principi psicologici diffusi da 20 anni.
Discorso diverso per l'aba, che è, come ho già spiegato, un sistema di certificazione. Anche qui c'è una matrice commerciale ma in questo caso viene venduto un servizio effettivo e non un nome e cioè la garanzia che il terapeuta certificato sia preparato.
Tenete presente che in USA hanno inventato le certificazioni per ovviare al fatto che laggiù la loro laurea non ha valore legale e quindi chiunque può accedere a qualunque corso universitario o di specializzazione pur avendo studiato tutt'altro, e anche praticare qualsiasi professione; è quindi l'unico sbarramento possibile.
In UK esistono i conversion courses proprio per chi proviene da altri ambiti di studio; inoltre finora si poteva praticare come psicologi (o altro) senza essere iscritti a nessun albo (faccenda che finirà col 1 Luglio 2009, data di apertura dell'albo obbligatorio).
In ogni caso, chiunque può certificarsi: infatti sembra che la prima italiana che otterrà la certificazione come BCBA sia una laureata in lingue (quindi senza nessuna base psicologica nella sua preparazione)...
p.s. ignorate la firma sottostante, non c'entra nulla.
Il "problema", secondo me, sono appunto i genitori che spesso nutrono aspettative irrealistiche nei confronti del metodo prescelto per la cura del proprio figlio. Ne ho viste di famiglie pronte a dissanguarsi anche economicamente pur di ottenere il risultato sperato. Purtroppo i genitori sono lasciati in balia di loro stessi e della speranza di risultati magici, un pò perchè non ci sono strutture adeguate a svolgere un supporto, un pò perchè loro stessi spostano l'attenzione esclusivamente sul figlio autistico, rifiutando ogni tipo di aiuto. I terapisti, che lavorano quotidianamente in casa , si trovano a dovere far fronte a tutte queste problematiche e, senza una preparazione appropriata, rischiano di rimanere impigliati in strane dinamiche.
rientra nei cosiddetti metodi "evolutivi" che rispetto a quelli più a matrice comportamentista prendono in considerazione gli aspetti comunicativi e relazionali. Benissimo, il punto è che non esiste un metodo più giusto o più validato di altri: il punto di partenza di qualunque metodo è un certo orientamento metodologico che porta a delle implicazioni pratiche, che come tali potranno andare bene per le caratteristiche disfunzionali di un bambino e meno di quelle di un altro. Sta al professionista, serio e preparato, riuscire ad integrare i vari approcci e i vari metodi in una prospettiva olistica e non ideologica, ma questo succede poche volte
Buonasera,
Memole ha correttamente interpretato ciò che intendevo dire quando parlavo di gente che si improvvisa terapista ABA .
Penso anche che a molti non sia chiaro nemmeno che gli autismi sono molti . L'autistico non è solo il bambino che passa tutto il giorno a dondolarsi in un'angolo fissando la polvere che vola nella stanza , non è solo non verbale vocale , non è solo quello violento che non accetta il contatto fisico o il genio in matematica . L'autismo ha mille sfaccettature e non esiste un autistico uguale all'altro e poi soprattutto NON E' VERO CHE L'AUTISMO E' PER LA VITA se si adotta un intervento mirato e precoce .
Mia figlia in un grosso centro specializzato del nord, in prima battuta dopo 1 anno di inutili osservazioni all'età di 3 anni venne diagnosticata autistica in fase regressiva con ritardo mentale grave. Per mettermi subito coi piedi perterra aggiunsero che non c'era nulla da fare (che non avrebbe mai parlato, mai tolto il pannolone , mai capito niente di niente ) e che mi avrebbero dato un paio d'ore al mese (4 mezzore per la precisione) di psicomotricità ,messo nero su bianco, per spirito compassionevole più un certo numero di psicofarmaci e neurolettici per permettere a me di dormire . Questo è quello che devono affrontare i genitori disperati che cercano cure per i loro bambini , quelli che vengono da voi pieni di speranza .
Per deformazione professionale devevo sempre analizzare tutto in più premetto che quando hai quella certa formazione psicodinamica non è facile liberarsi di certi cliscè quindi avevo più limiti di chiunque avesse fatto strudi diversi e si informava per la prima volta sull'argomento , quindi devo dire che l'aiuto più vero l'ho avuto dagli altri genitori disposti a vendersi la camicia pur di aiutare il figlio . NON C'E' NESSUNO CHE NE SA DI PIU' DI CHI HA VISSUTO E SPERIMENTATO SULLA SUA PELLE . Sapete quanti camici bianchi , plurititolati, col sedere appoggiato a prestigiosissime poltrone ho incontrato e sopportato nelle proprie autocelebrtazioni che non sapevano rispondere a domande elementari come " perchè utilizzate ancora protossido d'azoto per la sedazione quando è provato che è epatotossico e che i bambini autistici hanno ammoniemia alta " ? Oppure cose ancora più semplici tipo " perchè una risonanza magnetica quando questo strumento non vede sotto il centimetro quadrato e mia figlia non ha danni fisici"?
Sapete quanti di questi " professori" si sono dati alla macchia quando hanno capito che spesso noi genitori che passiamo le notti sui libri o su internet , ne sappiamo più di loro ?
Oggi come oggi sul panorama italiano l'ABA è stato strapubblicizzato e poi per qualche strano giro introdotto anche nelle linee guida della SIMPIA ma la realtà è che da noi non si potrà mai fare ABA come negli stati uniti dove un pool di terapisti sta con la famiglia 24h. su 24 quindi anche la notte per estinguere comportamenti problematici e favorire le autonomie tipo l'uso del bagno . Mia figlia con Borghese (tutto made in Italy) dopo 4 anni di terapia , parla in modo contestualizzato , è autonoma in tutto , ha iniziato coi suoi pari e terminato la prima elementare senza PEI specifico con la media del 9 inoltre ha migliorato il profilo affettivo-relazionale ... Certo è ancora autistica perchè i miracoli non li fa nessuno ma siamo prossimi all'indistinguibilità .
Purtroppo siamo pionieri , mi auguro che in futuro sia più facile per tutti
Beba
Cara Beba, credo che i tuoi interventi siano estremamente importanti. Personalmente è molto interessante per me potermi confrontare con un genitore fra l'altro anche psicologo.
Ti dico apertamente dove non concordo con la tua posizione.
Non voglio esprimere nessun dubbio sulla professionalità del dott. Borghese. Considerata la tua preparazione, il tuo coinvolgimento e il tuo spirito critico sono sicuro che è un ottimo professionista.
Ma è un professionista, non è una teoria.
L'aba è l'applicazione di un paradigma psicologico. In altre parole è l'applicazione (nel nostro caso all'autismo) della psicologia.
Per questo a mio parere puoi inserire l'aba nelle linee guida ma non puoi inserire Borghese (con tutto il rispetto) o il floortime.
Aggiungo che è molto probabile che il professor Borghese utilizzi delle tecniche comportamentali per sviluppare l'uso del linguaggio nei suoi pazienti.
Con questo non voglio dire che chi si occupa di autismo deve vedere tutto sotto questa ottica. Nessuno psicologo usa sempre e solo un modello perchè spesso affronta fenomeni complessi in cui livelli diversi si intrecciano.
Sono pienamente d'accordo con Beba e aggiungo:
- la psicodinamica vecchio stampo (quella che non misura niente) che ancora predomina nella sanità italiana è inadatta a trattare problemi come i Disturbi dello Spettro Autistico (anche in questo l'Italia è un paese arretrato);
- nei Paesi anglosassoni vi sono ancora le scuole speciali (per soggetti diversamente abili), che da noi sono state abolite decenni fa, e quindi anche scuole i cui programmi sono interamente basati su ABA e i cui operatori forniscono servizio a domicilio dopo l'orario scolastico, per cui si riescono davvero a raggiungere le fatidiche 40 ore settimanali già indicate da Lovaas come cruciali per l'efficacia del trattamento;
- oggi in Italia c'è un "mercato" di ABA in cui purtroppo ci sono individui che lo praticano senza la necessaria preparazione, e come sempre la presenza di ciarlatani svaluta l'operato dei professionisti;
- ovviamente un metodo è solo "un metodo", uno dei tanti, e non è una soluzione magica e universale: anche all'interno della fascia d'età più indicata (3-5 anni), ABA può essere più efficace per qualcuno e meno efficace per qualcun altro, in base alle differenze individuali.
Questo é un dibattito interessante che di fatto rappresenta un dilemma: educazione contro integrazione, che per essere davvero speciale ed efficace deve essere non integrata, perché l´integrazione porta inevitabilmente con sé confusione, dispersione, perdite di tempo. E´difficile dimostrare cosa sia piú efficace perché la mancanza di un confronto tra sistemi diversi (integrazione vs divisione) impoverisce il dibattito italiano, a differenza che all ´estero. Io personalmente sono sempre a favore dell ´integrazione perché la divisione mi sembra la strada piú banale e facilmente perseguibile, forse a scapito del valore della dignitá umana. Certo é piú difficile e sia la collettivitá sia il sistema non sono ancora pronti, come tutte le pecche che si possono evidenziare dimostrano.