In caso di risposta affermativa...come vivete ora questo vostro bisogno presente o passato di farvi aiutare da qualcuno?
Ora che siete o che presto sarete "dall'altra parte della barricata"?
un abbraccio a tuttiiiiiiiii :volemose: :salute:
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In caso di risposta affermativa...come vivete ora questo vostro bisogno presente o passato di farvi aiutare da qualcuno?
Ora che siete o che presto sarete "dall'altra parte della barricata"?
un abbraccio a tuttiiiiiiiii :volemose: :salute:
No caspita...e pensare che mi toccherà prima o poi mi angoscia un attimo...
Ma io "dall'altra parte della barricata" ci sono piu' o meno da sempre...
Nel senso che ancora prima di diventare psicologa gia' ho all'attivo numerose ore di psicoterapia piu' o meno a tempo perso :asd: perche' siccome sono una brava ascoltatrice gli amici (cosi dicono loro stessi) vengono a fare "psicoterapia" da me...
Ad ogni modo io penso che sia non solo normale ma anche importante per uno psicologo o futuro tale avere un altro professionista disponibile per la sua "psicoterapia" in quanto essere umano come gli altri e a maggior ragione necessitante, per il ruolo che riveste, di un "contenitore" dove riversare i propri pesi e "uno specchio" dove riconoscere se stesso e il proprio percorso.
Ho uno psichiatra meraviglioso che conosco da quasi tre anni ormai.
Non ci vado regolarmente ma se sento il bisogno di un ascolto, un consiglio e qualcuno che mi aiuti a fare chiarezza, telefono e ci vediamo.
Trovo che non siano mai soldi buttati.
E poi ritrovo chiarezza osservandomi attraverso i suoi occhi.
Spero di averti risposto.
:ciao:
Io ho iniziato da poco una terapia familiare, che poi è anche la mia prima esperienza con uno psicologo... Infatti avrei preferito farlo in un altro modo, ma è stato necessario fare questo passo...
Devo ammettere che per me è abbastanza dura, forse proprio perchè non sono da sola, e perchè comunque stiamo andando per risolvere delle questioni che non riguardano me, o solo me... Spero che magari andando avanti la cosa si semplifichi, perchè per ora ogni volta che vado mi prende un'ansia pazzesca. E' proprio vero che il modo di vedere le cose cambia totalemente una volta usciti dallo studio...:sbonk:
io non ci sono mai stata, ma sarei curiosa di andarci..ci sono dei nodi che vorrei riuscire a sbrogliare...quindi aspetto la terapia durante la scuola di specializzazione...
"dall'altra parte" penso sia necessario andarci prima o poi perchè lo stesso Freud dice che "l'auto-analisi è impossibile perchè c'è la resistenza ad accedere ai nodi conflittuali" (una cosa del genere), quindi è necessaria la visione di un Altro per riuscire a scoprire aspetti di sè inconsci, che noi da soli non potremmo vedere
Elo.nora:
che non sia facile e' normale.
Anch'io all'inizio ci sono andata portando poi la mia famiglia, perche' c'erano delle cose non chiarite tra di noi, che da soli non riuscivamo a districare.
Questo non per mancanza mia o dei miei.
Semplicemente a volte una persona imparziale e che riesce a "dirigere" i ragionamenti in modo adeguato, riesce a farti vedere soluzioni a cui non avevi mai pensato.
Grace:
l'ansia e' normale, ma poi con il tempo si affievolisce perche' in fondo non si tratta di nulla di terribile, solo chiaccherare. E ti accorgerai, se troverai la persona giusta, che quelle "chiacchere" ti fanno un gran bene.
Ci si abitua, anche, a gestire l'ora (o il tempo che sia) di conversazione.
Certo far cadere qualche resistenza puo' non essere immediato (come per esempio il fatto che "sono sempre io ad ascoltare gli altri, ora invece tocca a me parlare" )
Ma anche quello si supera.
Non sono mai stata (se non per esperimenti con la scuola che prevedevano delle sedute)... ma non vedo l'ora di andarci, sinceramente... non che abbia dei problemi... per osservare e vivere sulla mia pelle tutto.
Mai andata, ma sono anni che rimando...... Sento che qualche seduta potrebbe farmi bene di sicuro, perchè ho troppe cose ed eventi rimasti irrisolti e non elaborati, che tengo giù schiacciati in qualche ripostiglio profondo....ma che puntualmente mi condizionano nei rapporti umani e atterrano la mia autostima e fiducia in me stessa e nelle mie capacità. Non ho mai trovato il coraggio di andarci perchè sento che scoppierei a piangere......non mi sento pronta a parlare di me buttando fuori tutto. Ne avrei bisogno però. Sento in me tante potenzialità per dare una svolta a me stessa......sento di avere una vitalità ed energia che da troppi anni tengo represse.
Io credo che almeno una volta nella vita, una chiacchierata con uno psicologo possa far bene....anche il semplice parlare, pensare ad alta voce.....per riorganizzare la mente, collocare emozioni
proprio pochi giorni fa la mia tutor di tirocinio ci ha chiesto se avevamo mai fatto un percorso personale, lei lo ritiene molto utile x il nostro mestiere e sono d'accordo.
io ci penso spesso, prima o poi lo farò (la mancanza di soldi potrebbe essere interpretata come una resistenza, ma vi assicuro cheè un problema reale :asd: )
anch'io come ale :hug: sento di avre dei nodi irrisolti, degli eventi di cui non ho parlato, che non ho totalmente elaborato e risolto, e sono pienamente consapevole che ciò in qualche modo "infici" la mia vita, le mie relazioni sociali e sentimentali, le mie "prestazioni".
non nascondo però di avere una certa paura...e se mi accorgessi di dover aprire un pozzo senza fondo, di dover rimettere in discussione tutto....:postexam:?
Ci sono andata intorno ai 17 anni, per un paio di mesi, perché in seguito a vari problemi non mangiavo più.
Ero arrivata a pesare intorno ai 43 kg e mia mamma mi consigliò di parlarne con una psicologa.
Un'esperienza che ripeterei volentieri.
Ma non con lei.:rolleyes:
Citazione:
Originariamente postato da Alessia Va
Grace:
l'ansia e' normale, ma poi con il tempo si affievolisce perche' in fondo non si tratta di nulla di terribile, solo chiaccherare. E ti accorgerai, se troverai la persona giusta, che quelle "chiacchere" ti fanno un gran bene.
Ci si abitua, anche, a gestire l'ora (o il tempo che sia) di conversazione.
Certo far cadere qualche resistenza puo' non essere immediato (come per esempio il fatto che "sono sempre io ad ascoltare gli altri, ora invece tocca a me parlare" )
Ma anche quello si supera.
detto così non sembra poi così terribile,grazie!:bacetto:
la cosa che forse non sopporterei è il lettino...parlerei molto di più a quattr'occhi
:bacetto:
Nella mia università è stato da alcuni anni istituito il servizio di counselling per gli studenti; così, pochi mesi prima della laurea, dopo anni che ci pensavo, mi sono decisa a chiedere un colloquio. Ho fatto diverse sedute (poche, 6 mi pare, perchè poi mi sarei laureata e cmq ne sono previste al massimo 10, mi sembra) e devo dire che misono trovata benissimo. Ad alcune conclusioni ero giunta da sola riflettendo tra me e me, altre invece sono state illuminanti. Peccato che sia durata poco perchè è stata una belissima esperienza: è così gratificante poter raccontarsi senza dover rendere conto a nessuno, senza pensare di offendere qualcuno, insomma essere libera di dire quello che ti senti senza sentirti giudicata, ma capita e aiutata! Perciò lo rifarei senza dubbio (aspetto entrate in termini di soldi per poter pagare le sedute...!)
in diversi momenti della mia vita ho sentito la necessità di andare dallo psicologo, sia prima sia durante il percorso universitario. la mia ultima esperienza, che prosegue da un anno, è all'interno di un gruppo di psicodramma junghiano, anche perchè l'ho scelto come argomento di tesi. in questo caso l'esperienza sul campo si è resa necessaria ed è stata ovviamente di aiuto e stimolo per la stesura della tesi stessa.
anche se so che in genere c'è un po' di diffidenza nei confronti delle terapie di gruppo, secondo me sono uno strumento importantissimo in quanto permettono di avviare un lavoro su di sè anche senza grandi disponibilità economiche.
ciao ciao
la mia teoria è: se non riusciamo a vincere le NOSTRE paure, i nostri blocchi, i nodi come li chiamte qui...allora a cosa è servito tutto lo studio e l'impegno?
La conoscenza è una cosa, il rendere effettivo cosa si sà è tutto un altro unvierso.
Non possiamo davvero aiutare qualcuno se non abbiamo aiutato noi stessi: è impossibile. Ci impanteneremmo dove sono riamsti loro. Oppure potremmo solo dare loro una spinta per fare qualcosa che già hanno dentro.
Non possiamo fare da guide in regioni che conosciamo solo per sentito dire.
Dobbiamo lavorare sul campo, sul NOSTRO campo. Poi potremo pensare agli altri.
Nessuno si fida di un tizio che è bravo solo per "sentito dire".
E un titolo di studio, mi spiace, ma rimane ed è un "sentito dire" in ambito professionale come questo.
Ovvio: nessuno nasce "imparato" e ci vuole sempre lavoro per capire DAVVERO come funziona.
Ma non possiamo dare qualcosa che non abbiamo noi stessi: una pace interiore.
qualche anno fa ero a londra per laprima volta indipendente libera sola... e tuttaquesta liberta' all'imporvviso mi ha fatta sentire abbandonata sola ma inquieta libera ma esposta .. così mi so venute dellevere e propie crisi di ansia e sono tornata subito initalia ..pensavo fossefinita li' che si trattasse di "banale nostalgia" invece non mangiavo + mi chiedevo che senso aveva lamia vita , che ci facevo a casa ? nessun posto lo sentivo come casa mia nn sapevo + dove era il mio posto .. cominciai ad aver pauradi stare sola non prendevo + iltreno nonvolevo uscire + insomma le cose precipitavano poi ho pensato alle cose che hostudiato che se mi fossi lasciata andare sarei divenutaun'ameba che si rinchiude in casa e nn lotta con il mondo ...ho pensato che stavo precipitando
così...piano piano (un anno circa) mi sono rialzata sola ho pensato di andare dauno psicologo ma nn ci sono andata sapete perche'? perche' in quel momento era come ammettere di essere stata sconfitta quindi capisco coloro che si rifiutano adesso combatto semprecon la mia ansia e angoscia ho paura che mi ricapiti ma nn aspettero' che mi ritrovi infangata ...al minimo recidivo ci corro :asd:
Ma, per me niente lettino :look: due belle poltrone, messe una di fronte all'altra :sisi: e' un po' come conversare nel salotto di un amico :smile:Citazione:
Originariamente postato da .*Grace*.
detto così non sembra poi così terribile,grazie!:bacetto:
la cosa che forse non sopporterei è il lettino...parlerei molto di più a quattr'occhi
:bacetto:
:smack: coraggio dai...
io ci sono andata un paio di anni fa...avevo iniziato anche io con l'ansia...
tutto è iniziato alla fine di un esame
La professoressa aveva appena terminato di scrivere sul mio libretto un bel trenta quando il caldo ha avvolto il mio corpo, il sangue ha iniziato a pulsare più velocemente, lo stomaco a chiudersi, il cuore ad accelerare, il corpo a sudare, il respiro a farsi più leggero, quasi inesistente… le pareti sembravano chiudersi sempre di più al mio passaggio, l’aria mi mancava sempre di più…sono riuscita ad arrivare nell’atrio…ricordo ancora il vento gelido di quel giorno…, mi sono seduta e tutto è tornato alla normalità… quei minuti sono stati i più lunghi della mia vita,
Lì per lì non ho dato importanza alla cosa, forse era lo stress accumulato...e invece no, ci sono stati altri momenti così...fino a che una sera al pronto soccorso mi hanno consigliato di andare da uno psi perchè quelli erano attacchi d'ansia.... figuriamoci, ho pensato io, studio psicologia mi sarei accorta se avessi avuto qualcosa in sospeso dentro di me, ma visto che stavo male...o forse perchè inconsciamente sapevo già, ho accettato. Il primo periodo è stato tragico, in concomitanza con le sedute ho iniziato a non uscire, a non mangiare, a vomitare ogni cosa...ero diventata uno straccio...eppure se tornassi indietro lo farei altre mille volte...è stato il periodo di maggior evoluzione per me, sono riuscita a diventare donna e non più una bambina, la bambina di casa.Ho imparato ad accettare i momenti brutti della vita, a vivere pensando al presente...ho finalmente spiccato il volo.
certo, ho sofferto, scavarsi dentro porta dolore ma ne è valsa la pena...mi ha aiutato a crecscere. Oggi sono una persona totalmente nuova, la vita mi sorride e ogni giorno sono contenta per la famiglia che ho, per la vita che ho.
Io lo consiglierei a tutti gli iscritti a psicologia, ti fa capire cose che altrimenti non capiresti.
Di questa mia esperienza ne ho anche fatto un...racconto (adoro scrivere) ma per il momento è chiuso nel cassetto...per farlo leggere forse non sono ancora pronta...
Un bacio a tutte voi!
...a scuola avevamo una psicologa ed io una volta ci sono andata!E' stata una conversazione piacevole...e soprattutto ho riscoperto delle cose di me...effettivamente vere!Avrei dovuto fare un lavoro su me stessa...ma dopo quella volta non ci sono più riandata!Non so perchè...ma non ne sentivo il bisogno!Io in effetti mi sento molto psicologa di me stessa e degli altri...per il fatto che so ascoltare le persone e penso che questo sia un ingrediente importante per una "psicologa"!
Io però...specificamente,vorrei diventare una criminologa!Quindi non penso che farò sedute con lettino e paziente...anche perchè l'idea non mi entusiasma più di tanto!
:ciao:
Io ci sono andato, e ci vado tutt'ora:) Secondo me la psicoterapia non è una cura gravosa, ma un grande priviliegio, perché è uno strumento che, se usato bene, è davvero potente. Io sono uscito molto migliorato, e ora con la psicoanalisi conto di migliorare ancora!
Io volevo andarci, ma poi quella sera c'era Topo Gigio in tv così ho optato per una bella seduta di elettroshock (ma vanno bene anche i raggilaserchesembranfulmini).
Adesso sto benissimo.
Anno prossimo lobotomia con conseguente frittura dei prodotti della medesima.
E raggiungo il Nirvana.
ti sembra di aver dato qualcosa alla conversazione postando queste cavolate?Citazione:
Originariamente postato da semplificatore
Io volevo andarci, ma poi quella sera c'era Topo Gigio in tv così ho optato per una bella seduta di elettroshock (ma vanno bene anche i raggilaserchesembranfulmini).
Adesso sto benissimo.
Anno prossimo lobotomia con conseguente frittura dei prodotti della medesima.
E raggiungo il Nirvana.
Esiste anche una "tristezza" che ha una funzione catartica, il "buttar fuori" certe esperienze che hanno ancora bisogno d una "messa a punto" sul piano dell'elaborazione personale
Forse Smeplificatore voleva solo spezzare una tensione, ma non tutte ne hanno bisogno, magari.
Ho avuto un episodio di depressione profondissima intorno ai 17 anni, quando si sono separati i miei...pensavo di essere morta dentro, mi era tutto indifferente, non mi importava di nulla,
ma non lo davo a vedere
soffrivo come una bestia ma quando cercavo le mie amiche e magari erano impegnate, mi prendeva un senso di vuoto e di inutilità, dovevo uscire, dovevo fare, dovevo muovermi
per fortuna pian piano mi è passata
e mi sono anche un po' aperta.
Da notare che invece io ero quella che stava sempre a sentire gli altri. Ma io a gli altri non sapevo chiedere aiuto. Bloccata completamente.
Poi sono andata da un po' di psicolghe per aiutare mia figlia che andava alle elementari. Questo è stato molto difficile. L'ho affrontato perchè le volevo bene. Ma mi sentivo molto male e inadeguata come madre, sia ad avere problemi, che a non saperli affrontare da sola.
Ho avuto altri 2 episodi di depressione uno affrontato da sola (e ne sono uscita sempre obbligandomi a reagire soprattuto per il bene dei ragazzi) e il secondo con l'aiuto di una psicologa molto in gamba (ne ho viste altre 2-3 e non erano all'altezza) quando mi sono separata dal secondo marito.
Era nel contesto di una terapia familiare di noi due ex coniugi, ma sempre genitori. E' stata veramente d'aiuto. A volte si finisce a far fare all'avvocato per la separazione, il lavoro di psicologo, di cui non ha le competenze e si finisce a pagare tutto, sia economicamente che psicologicamente, molto più caro. Anche perchè un avvocato, se tu vuoi la luna, ti dice semrpe che sarebbe possibile chiederla, all'altro...
Dalla psicologa-quella in gamba- ci sono tornata sia io che mia figlia e anche gli altri due ragazzi più piccoli, un po' dopo la separazione, per alcuni contraccolpi che avevano subito e dei problemi che avevano e anch'io per me stessa, poi abbiamo convenuto io e lei che non serviva più e la cosa si è conclusa.
I più piccoli hanno fatto anche l'esperienza dello psicologo abbinata alla peer education, con educatori di strada secondo un progetto educativo concordato con l'assistente sociale a cui mi ero rivolta. Molto positiva! La grande è stata sostenuta alle medie da un progetto educativo sempre con educatori per il sostegno scolastico. E' servito.
ORA ho imparato a chiedere aiuto e a non vergognarmi se ne ho bisogno. Anche perchè ho risolto molto meglio, più facilmente e senza perdere del tempo utile a macerarmi in cose finite o a perdere di vista i veri problemi.
Ho avuto anche un paio di mesi di crisi d'ansia e attacchi di panico che ho risolto da sola, identificandoli e trovando delle scappatoie (anche ridicole , un po' da sciamano )
Comunque non faccio psicologia per diventare terapeuta, mi pare che di probelimi ne ho avuti e risolti fin troppi. Non voglio ascoltare i problemi degli altri per lavoro, che non puoi mica alzarti e andartene via...mi interessa più un qualcosa tipo marketing, selezione del personale, statistica sociale.
e poi mi sembra una mancanza di rispetto anche per chi dallo psicologo ci va per davvero e sta maleCitazione:
Originariamente postato da Tipolina83
ti sembra di aver dato qualcosa alla conversazione postando queste cavolate?
vabbè ma ridere è terapeutico :D
secondo me :look:
io ci sono andata quando andavo a scuola (al cic) ma non è servito a nulla.
premetto però che era una psicologa. forse dalla psicoterapeuta sarebbe andata meglio.
per questo non credo molto alla figura dello psicologo del sert o cic
Beh ce ne sono un sacco che non capiscono veramente niente, braccia rubate all'agricoltura, poi ogni tanto ce n'è qualcuno/a in gamba ma pochi eh!:cool:
Confermo: il mio primo psicologo era quello della scuola, e non è servito a una cicca.
Citazione:
Originariamente postato da Arte1misia
Beh ce ne sono un sacco che non capiscono veramente niente, braccia rubate all'agricoltura, poi ogni tanto ce n'è qualcuno/a in gamba ma pochi eh!:cool:
....da cui il sopracitato TopoGigio
ah faceva lo psicologo...ma cosa mi dici maii??
:D
Io da uno psicologo non ci sono mai andata, però ce l'ho in casa, nel senso che mia mamma è psicologa e che quindi quando ho bisogno d'aiuto sfrutto lei... ovviamente non per problemi gravi perchè è pur sempre mia madre ma diciamo che un po' aiuta!
Purtroppo non aiuterà mai per il lavoro perchè lei lavora per il servizio pubblicoe non era nemmeno molto contenta che io facessi psicologia...:rolleyes:
Anche mia madre è psicologa ;)
alla mia università è stato istituito da tempo un servizio gratuito...ultimamente come non mai mi vien voglia di andarci...ma c'è sempre qualcosa che mi frena...è strano che io abbia quei pregiudizi che cerco di combattere negli altri...
la cosa piu' terrificante per me e' che devi ammettere ate stessa che seii fragile e che hai bisogno di un dottore che ti aiuti cioè nella mia mente scatto' il pensiero" se vado da uno psico allora la cosa per cui sto male e' così grave da nn poterci riuscireda sola??" eper una come me che si accolerebbe tutti i problemi di tutti e' dura...
Infatti il primo passo e' capire di avere un problema, che poi non vuol dire automaticamente "sono malato" quanto invece "sono normale"! Perche' e' normale averne!
Non siamo super-uomini.
Almeno non in questo senso.
In un altro senso invece e' utile capire che abbiamo risorse impensate, e quindi magari un po' super-uomini possiamo definirici. Ma succede che ci siano dei momenti in cui queste risorse non riusciamo a vederle da soli e allora abbiamo bisogno di uno specchio che rimandandoci la nostra immagine ci faccia accorgere della forza che abita dentro di noi.
Ma notate bene:
questa forza e' diversa dalla forza fasulla di chi, per paura di mostrarsi nelle sue umanissime debolezze, dice di non aver bisogno di nessuno.
A volte accollarsi sempre e solo i problemi degli altri senza mai trovare tempo per affrontare i propri e una via di fuga...
io addirittura sono andata da una psichiatra.....:argh::sbonk:
io sono stata da una psicologa(messa dalla scuola) e invece di aiutarmi mi ha complicato la vita! nel senso che mi buttata proprio a terra conipotesi orribili...
In altra occasione(più seria) sono stata da un kinesiologo!una truffa perchè probabilmente non aveva nemmeno studiato psicologia. Praticava una specie di meta medicina...ossia mi guardava in bocca e diceva che avevo broblemi ai reni o che le mie gambe stavano a posto! ne ho spesi di soldi...non so se mi abbia aiutata lui o ce l'ho fatta per il solo fatto di non regalargli tanti soldi :rolleyes: :sbonk:
io ci sto andando.... e il mio percorso non è facile perchè ho saltato una fase della mia vita. Sono arrivata a 28 anni a comportarmi come una bambina e a rifugiarmi nell' ansia per non affrontare le responsabilità adulte... di tutto ciò i miei genitori sono in parte gli autori e non vogliono ascoltarmi e pensano che il problema sia soltanto mio. Adesso mi ritrovo ad affrontare la situazione da sola, perchè loro non capiscono non vogliono vedere perchè ogni cosa che va contro le loro aspettative o opinioni è "colpa mia"... sono sempre stata io la cattiva quando qualcosa tra noi non funzionava..
Da i miei studi capisco che la mia famiglia è patologica.. lo psicologo mim ha aiutato ad aprire gli occhi su me sulla mia vita... ma il percorso è lungo e doloroso, in quanto vengono fuori ricordi che dal punto di vidta emotivo e sentimentale ti lasciano senza respiro.... ma senza di lui sarei diventata una psicologa frustrata, senza conoscere me stessa e quindi limitata nel conoscere gli altri..... scaverò ancora a fondo.....
Ma adesso ci vuole un grido di incoraggiamento anche da parte vostra visto che ho raccontato un pezzo della mia vita presente!!!!!!!!!!