http://canali.libero.it/affaritalian.../nobel1710.htm
è vero questo articolo?
o hanno travisato le parole?:confused: :confused: :confused:
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http://canali.libero.it/affaritalian.../nobel1710.htm
è vero questo articolo?
o hanno travisato le parole?:confused: :confused: :confused:
l'ho letta anche io.
Direi che questa frase non mi pare assurda.
"le capacità intellettuali di popoli geograficamente separati nella loro evoluzione siano evoluti in maniera identica. Il voler considerare un ugual potere della ragione come eredità comune dell'umanità non basta per fare in modo che sia così".
A occhio mi sembra una cazzata.
Quando costruirono i primi test del Q.I. i neri risultavano meno intelligentei dei bianchi,ma risultavano meno intelligenti degli anglosassoni pure gli italiani :asd: poi si sono notate due cose: che il Q.I è influenzato enormemente dalla cultura e che in altri tipi di società vengono sviluppate capacità intellettive arbitrariamente non considerate dagli occidentali come componenti dell'intelligenza.
Non mi pare che Watson abbia definiyto cosa intende per intelligenza,ne desumo che perciò intenda per intelligenza ciò che viene misurato dai test per il Q.I..coi limiti che ho indicato.
Watson non si riferisce alle misurazioni dei test per il Q.I., ma a studi genetici... ho sentito al TG2 (di sfuggita, lo ammetto, quindi non so dire nulla di più approfondito) che si stanno svolgendo degli studi sui geni coinvolti nello sviluppo delle abilità intellettive e di ragionamento e probabilmente a livello genetico la razza africana sembra meno "dotata"... :dunno:
Sì ma quali sono le abilità intellettive? e come le misura?Citazione:
Originariamente postato da paky
Watson non si riferisce alle misurazioni dei test per il Q.I., ma a studi genetici... ho sentito al TG2 (di sfuggita, lo ammetto, quindi non so dire nulla di più approfondito) che si stanno svolgendo degli studi sui geni coinvolti nello sviluppo delle abilità intellettive e di ragionamento e probabilmente a livello genetico la razza africana sembra meno "dotata"... :dunno:
:confused:
siamo però sicuri che il nostro pensiero non sia influenzato dal "politically correct" e dalla paura di essere presi (o sentirci) razzisti?
Bè che i neri siano diversi dai bianchi non c'è dubbio,si vede anche a occhio.Citazione:
Originariamente postato da Codename47
siamo però sicuri che il nostro pensiero non sia influenzato dal "politically correct" e dalla paura di essere presi (o sentirci) razzisti?
Che i geni possano influenzare determinate abilità mi sembra estremamente probabile.
Non capisco però in che modo Watson concluda che le capacità dei bianchi siano superiori a quelle dei neri per quel che riguarda l'intelligenza.In che modo Watson misura l'intelligenza (concetto molto poco chiaro in realtà) dei neri più bassa di quella dei bianchi?
Se misura l'intelligenza attraverso il Q.I. le limitazioni sono quelle che ho detto.Se la misura in modo diverso dovrebbe precisare cosa intende per intelligenza e come la misura.
Altrimenti è come dire che è la genetica che determina il fatto che i bianchi siano più belli dei neri: è una conclusione condivisbile o no,ma comunque molto arbitraria.
beh, basterebbe misurare l'intelligenza di neri e bianchi nati e vissuti negli stessi luoghi, frequentato le stesse scuole ecc...
mi spiace che ancora si facciano dei test per misurare l' i.q.! non posso capire a cosa serve...
i risultati di questi test sono influenzati da un sacco di fattori, come sappiamo. la cultura fa parte, le opportunita' economiche, sociali, educativi che ci sono o non ci sono fanno parte... fa parte lo stato d' animo di chi fa lo test. fa parte il modo in cui e' dato il test da chi lo da'... fa parte se le domande sono chiari...
e poi un alto i.q. non significa succeso a scuola, al campo del lavoro, alle relazioni interpersonali... chi puo' dire con sicurezza a cosa serve?
voglio dire anche che per quanto riguarda la psicologia c' e' una difficolta' a determinare cose come la psiche, i sentimenti, l' intelligenza e cose del genere... e poi gli stessi gli psicologi misurano le cose che non possono determinare (tutti nello stesso modo, non potrebbero secondo me)! che significa il numero 130? basta con il categorizzare! crea piu' problemi che "solve"!
a presto!
sono d'accordo con parsifal quando dice che bisogna vedere che tipo di abilità vengono considerate per determinare l'intelligenza, per tutte le differenze culturali che ci sono tra popoli....ricordiamoci che l'intelligenza è scomposta in intelligenza matematica, linguistica, spaziale........e persino spirituale! (gardner)....per cui alcune persone avranno più sviluppati certi tipi di intelligenza rispetto ad altri........inoltre giusto ieri ho letto su focus che in origine tutti noi eravamo neri, esattamente ome gli africani: poi, successivamente, per alimentazione diversa, i nostri geni si sono modificati..ma discendiamo da loro!......cmq sono anche d'accordo con codename..purtroppo a volte ci sentiamo influenzati dal giudizio verso una cosa e non riflettiamo realisticamente o senza dire giusto/sbagliato: se in effetti i neri fossero meno intelligenti vorrebbe dire che questo gene è meno sviluppato, ma credo che ciò non significhi che uno non può usare a pieno le proprie facoltà ed essere abilissimo, rispetto ad uno che geneticamente sarebbe più intelligente ma non coltiva questa facoltà! per fortuna ci sono anche e vie di mezzo!
ma perchè parlare di più o meno intelligenti che è realmente un discorso razzista (anche con tutte le prove scientifiche del mondo, io bianco sono più intelligente di un nero basato su cosa? mi è più utile perchè? è più utile nella mia visione del mondo... ma non c'è mica solamente quella)? perchè non parlare di differenze di intelligenza senza fare la classifica di chi arriva primo o secondo? alcuni popoli asiatici per esempio studiano la matematica in modo totalmente diverso dal nostro, tanto che i bambini che arrivano ora in Italia e si inseriscono nel nostro modo di imparare la matematica (e di concettualizzarla) fanno moltissima fatica. Il nostro metodo è migliore? O lo è il loro? Ma... a dire il vero, tutti e due raggiungono lo scopo: conoscere la matematica e saperla usare.. quindi, modi diversi per avere lo stesso risultato.
E' una cazzata.
Non occorre neanche scomodare approfonditi studi per dirlo.
L'intelligenza non è un fattore genetico, dipende dal tipo di stimoli esterni che si ricevono.
Posso però accettare differenze morfologiche : chi ha la testa più grossa, dovrebbe avere più materiale cerebrale, in teoria.
forse sono intelligenti in modo diverso da noi, nel senso che vivere in Africa richiede abilità diverse da chi vive in Occidente.
Quindi se loro misurano l'intelligenza a noi, può darsi che per loro siamo noi meno intelligenti
Prima di discutere di questo, si dovrebbe essere tutti d'accordo su cosa si intende per "intelligenza". Non è così scontato.
Nel 1905 Alfred Binet, insieme con il suo collega Thèodore Simon, costruirono su mandato del Ministero dell'Educazione francese la prima scala metrica che mirava ad individuare i soggetti "subnormali" all'interno delle classi scolastiche. E' curioso notare che ciò che fu definito QI era il rapporto tra età mentale (livello di conoscenze accertate dalla scala) ed età cronologica (media delle conoscenze possedute dalla media dei bambini di quella determinata età). Quindi quello che misurave era lo scostamento tra le conoscenze medie possedute dalla popolazione in una specifica età e le conoscenze possedute dal soggetto.
Ma la cosa più simpatica, e anche molto onesta, è la definizione che lo stesso Binet diede al termine intelligenza: "ciò che misura la mia scala".
Grande personaggio...
d'accordissimo sulla prima parte che hai scritto.....ma la seconda???!:confused: nn credo c'entri niente!.....mi viene un po'in mente la frenologia..ossia lo studio della personalità di un individuo attraverso le caratteristiche fisiche....ma nn ha mai avuto riscontri scientifici!:approved: persoalmente credo che quantità nn significhi qualità!:PCitazione:
Originariamente postato da **Ayax**
.
L'intelligenza non è un fattore genetico, dipende dal tipo di stimoli esterni che si ricevono.
Posso però accettare differenze morfologiche : chi ha la testa più grossa, dovrebbe avere più materiale cerebrale, in teoria.
E chi te lo ha detto questo?Citazione:
[i]..mi viene un po'in mente la frenologia..ossia lo studio della personalità di un individuo attraverso le caratteristiche fisiche....ma nn ha mai avuto riscontri scientifici!:approved: persoalmente credo che quantità nn significhi qualità!:P [/B]
Può non piacerti, ma studi successivi a quelli di Gall ma sulla sua scia, vedi Galton, Lombroso, Boca, ecc., sono considerati alla base della moderna neurologia.
Io ho certi bozzi in testa che sono tutto un programma...
Watson chede scusa...
http://www.repubblica.it/2007/10/sez...rtificato.html
beh..ho fatto un esame dove c'era il caso di un assassino che doveva essere condannato x aver ucciso dei bambini, e questa persona all'epoca era continuamente analizzato da medici, i quali cercavano anke di capire se alcuni tratti somatici in qualche modo "parlassero" della sua persona, come ad esempio la larghezza della fronte, la conformità fisica, ecc ecc e viene appunto citato lombroso, poichè questi medici seguivano il suo filone......io non ho avuto altri studi su questa cosa, nemmeno quando ho sostenuto psicobiologia, per cui nn mi attengo ad un materiale vasto, ma se vuoi io ti posso dire la mia opinione personale che mi sono fatta, e che è quella che ho detto prima! non credo sia possibile catalogare tratti criminali basandosi sulla fisicità, o cmq non li ritengo determinanti! sicuramente varia da cultura a cultura, e poi te che vorresti dire? che uno nasce con dei tratti e quindi è predestinato ad essere in un certo modo, o che il corpo si plasma sulla persona che diventiamo??????..........non so.....credo che ci siano varie linee di pensiero e io non mi ritrovo in questa!rispetto cmq la tua opinione anche se diversa dalla mia e se hai voglia dimmi pure il tuo punto di vista!
Citazione:
Originariamente postato da Andrea1975
Watson chede scusa...
http://www.repubblica.it/2007/10/sez...rtificato.html
letto.
Dice che
" il museo della scienza di Londra ha cancellato la lezione del Premio Nobel per la medicina secondo il quale i neri sono meno intelligenti dei bianchi. Severo il giudizio del museo, che è una delle più prestigiose istituzioni scientifiche del Regno Unito: 'Watson ha oltrepassato la linea del dibattito accettabile' "
boh? :dunno:
Pare più un retro front prudenziale o al massimo un retro front a mò di provocazione.
Io credo che il politicamente corretto sia troppo forte nella nostra cultura per farci vedere le cose con obiettività :sisi:
Anche le persone che in questa discussione sono intervenute dicendo "è una cassata" ma senza portare argomentazioni valide, mi fanno pensare che sia così.
Quando ero giovine ed andavo a scuola, mi ricordo che gli insegnanti ci dicevano fino alla nausea che eravamo tutti dotati della stessa intelligenza e che eravamo solo più o meno pigri.
Finchè il mio professore di inglese mi disse che io, a differenza degli altri, non avevo le capacità per riuscire nella sua materia.
Ed è vero.
Ci sono persone che avevano molte più doti di me per le lingue e non perchè avevamo avuto necessariamente una stimolazione intellettiva diversa.
Io non ho un talento musicale, che invece altri ragazzi hanno da piccoli. Io però ero il più talentuoso in disegno, cosa che neanche i primi della classe avevano come me. E nessuno mi ha mai addestrato a disegnare. Ricordo che già a 5 anni la maestra rimase sorpresa che io, che come gli altri toccavo una matita per la prima volta, ero molto più bravo degli altri ed ora sono molto più bravo di persone che hanno studiato e si sono addestrate al disegno per anni. Cioè, se l'intelligenza è distribuita in maniera diversa tra bianchi (per tipo e quantità) non sarebbe sorprendente che bianchi e neri possano avere intelligenze distribuite in maniera diversa (per quantità e qualità).
Corretta l'osservazione del nostro amico Iggy, che chiede prima di definire l'intelligenza. Beh, da quello che ho visto io somministrando la scala Weschler, metà del Qi è ricavato da capacità che si impiegano a scuola (capacità matematica, memoria, comprensione, ecc...)
Se bianchi e neri, che partono a parità di condizioni, hanno mediamente un diverso successo a scuola, questo mi pare indicativo di diverse capacità di base, a prescindere dall'ambiente.
Io credo però che affermare una cosa del genere (vera o falsa che sia) porti appunto, per il discorso del Politically Correct, all'esclusione da certi ambienti per cui non si ha nessun vantaggio a condurre una ricerca di questo tipo ed a diffonderne i risultati.
Non so abbia ragione il filone innatista o quello del "tabula rasa", ma mi piace pensare che se sono fatto in una certa maniera non sia solo frutto del contesto in cui vivo, ma magari c'è anche un po' di colpa/merito mio.Citazione:
Originariamente postato da estela84
beh..ho fatto un esame dove c'era il caso di un assassino che doveva essere condannato x aver ucciso dei bambini, e questa persona all'epoca era continuamente analizzato da medici, i quali cercavano anke di capire se alcuni tratti somatici in qualche modo "parlassero" della sua persona, come ad esempio la larghezza della fronte, la conformità fisica, ecc ecc e viene appunto citato lombroso, poichè questi medici seguivano il suo filone......io non ho avuto altri studi su questa cosa, nemmeno quando ho sostenuto psicobiologia, per cui nn mi attengo ad un materiale vasto, ma se vuoi io ti posso dire la mia opinione personale che mi sono fatta, e che è quella che ho detto prima! non credo sia possibile catalogare tratti criminali basandosi sulla fisicità, o cmq non li ritengo determinanti! sicuramente varia da cultura a cultura, e poi te che vorresti dire? che uno nasce con dei tratti e quindi è predestinato ad essere in un certo modo, o che il corpo si plasma sulla persona che diventiamo??????..........non so.....credo che ci siano varie linee di pensiero e io non mi ritrovo in questa!rispetto cmq la tua opinione anche se diversa dalla mia e se hai voglia dimmi pure il tuo punto di vista!
D'altra parte sono molti i filoni di personalità che postulano ci sia una base innata nell'uomo (anche il vecchio zio Freud!).
Sulla questione frenologica credo che sia la base del localizzazionismo, poi se sia affidabile o meno non saprei dirti ma:
se un giorno vostra figlia si presentasse a casa con un uomo dicendo che è l'uomo della sua vita e lui è basso, tarchiato, irsuto, con fronte spaziosa, occhi all'infuori, orbite scavate, zigomi e e fronte pronunciata. Voi, in vuor vostro, sareste contenti?
:tajo: ma daiiiii!!!! senti, io sicuramente rimarrei sbigottita, ma questo però non mi parlerebbe della sua personalità! sicuramente una prima impressione me la farei ma sarebbero anche pregiudizi che potrei non riscontrare!
quello che ti voglio dire, è che non credo assolutamente che siamo o tabula rasa o innati, ma entrambi!:)
quello che non capisco è come si possa trasformare in fisicità..nel senso: ammetto la psicosomatica, ammetto la comunicazione non verbale (postura, sguardo, ecc ecc), ma non ammetto che una persona sia definita in basa alla larghezza del cranio, o alla lunghezza delle ossa..ecco..questo è quello che ti volevo dire ;) e cmq non mi va di dire qual'è meglio o quale peggio, per me sono opinioni diverse e basta, senza dire meglio o peggio..io ascolto volentieri anche pareri diversi dal mio, magari prendo spunto x una riflessione diversa!
Bella questione quella dei rapporti tra mente e corpo!
Ora, la tradizione personologica in psicologia è lunga e non del tutto da buttare via. A partire dagli studi di Kretschmer in poi. Basterebbe non confondere i piani.
Da un punto di vista fisiologico gli studi di Chess e collaboratori sulle caratteristiche temperamentali dei bambini sono state una pietra miliare nell'infant research. Di fatto, ognuno di noi nasce con un determinato temperamento, che rappresenta la base organica di quella che vien poi chiamata persronalità e che è anche geneticamente determinato. Il che non significa né immutabile né fisso, perché tra il genoma e la sua espressione in proteine i passaggi sono molti e sono tutti influenzati dalle condizioni ambientali.
E tra le condizioni ambientali rientrano anche gli atteggiamenti psicologici dei genitori nei confronti del bambino, a partire dal concepimento.
Come per tutto il resto, con l'esercizio. Ad esempio: tutte le persone, quando si trovano in una situazione di forte stress, tendono a trattenere il respiro e a respirare in modo superficiale. Questo accade anche in un neonato. Se lo stress persiste, il cambiamento nel modo di respirare cronicizza. La diminuzione dell'attività respiratoria modifica in modo permanente la concentrazione di ossigeno nel sangue, portando ad una minore vitalità ed espressività. Inoltre, con il tempo, diminuisce la forza dei muscoli secondari della respirazione, il che modifica la configurazione della cassa toracica e la forma del corpo.Citazione:
quello che non capisco è come si possa trasformare in fisicità..
Occorrerebbe riprendere tutto il filone dell'analisi del carattere, a partire dagli scritti di Abraham e Reich degli anni '20 e '30, fino alla Bioenergetica di Lowen, per descrivere come un'atteggiamento corporeo e una struttura corporea influiscano sul modo di pensare e di sentire, e come un certo insieme di difese psichiche si venga a tradurre in atteggiamenti e strutture corporee.
Ma è un argomento interessante ed affascinante, anche se OT rispetto alla frase di Watson che, detta così, è una cazzata pura e semplice. Un po' come dire che "gli occidentali" sono guerrafondai. Mica tutti si chiamano George Bush...
Buona vita
Guglielmo
P.S. Lombroso era ben lungi dall'essere un nazista ante litteram. Era un socialista riformista convinto. E il suo approccio alla malattia mentale mirava a decolpevolizzare il malato. Di fatto, la sua proposta era che fosse perfettamente inutile mettere in manicomio i pazzi e in galera i criminali perché riteneva che non si potesse modificare una struttura organica attraverso misure repressive. Propendeva per l'eliminazione della sofferenza dovuta alle prigioni ed ai manicomi. Curioso che oggi lo si ritenga uno spietato razzista :)
P.P.S.: Andrea, com'è tua figlia? Perché, dato che hai praticamente tracciato il mio ritratto (da qui la mia convinzione di discendere dall'Homo neanderthalensis e non da quello Sapiens) mi sto chiedendo come reagiresti tu se arrivassi a casa tua con lei :) :cool:
Non ho ancora figlie, ma credo che salterei al collo a chiunque mi porterà via mia figlia. :PCitazione:
[i]P.P.S.: Andrea, com'è tua figlia? Perché, dato che hai praticamente tracciato il mio ritratto (da qui la mia convinzione di discendere dall'Homo neanderthalensis e non da quello Sapiens) mi sto chiedendo come reagiresti tu se arrivassi a casa tua con lei :) :cool: [/B]
La frase riportata a memoria era la chiusura della presentazione di un libre sulla frenologia scritto da un professore con cui ho lavorato qualche anno fa che mi colpì molto perchè porta alla riflessione sui luoghi comuni, la sapienza popolare, ecc.
Cmq di la verità come hanno reagito i genitori della tua compagna quando ti hanno visto? Ti hanno inondato di acqua santa o hanno chiamato i frenasteni?
willy..scusa..ma io non c'ho capito quasi niente!:insonnia::mumble::dunno:
sicuramente ci sono tantissimi studi dietro, anche perchè, è stato spesso oggetto di dibattito in psicologia ( e tutt'ora lo è) l'organicismo o il non organicismo..........................te dici :
un'atteggiamento corporeo e una struttura corporea influiscano sul modo di pensare e di sentire, e come un certo insieme di difese psichiche si venga a tradurre in atteggiamenti e strutture corporee.
in pratica è quello che dicevo anch'io: non è tutto in un modo solo, ma integrato, e sopratutto non fisso ma mutabile..oltretutto vorrei anche sottolineare come anche in campo della ricerca genetica, il fatto che non abbiano trovato l'irreversibilità di alcune cose, non significa che non ci sia..................anzi!
ma quindi te, in breve, credi che sia possibile fare un identikit criminale?.....ovviamente intendo dalle caratteristiche fisiche....secondo me sarebbe un po'troppo grossolano e dispersivo....come hai detto te abbiamo tantissime variabili determinate da altrettanti fattori che non ci rendono uguali ad un altro....io personalmente opterei più per un comportamento o un atteggiamento, anche se pure in questo caso le regole non valgono x tutti (a volte l'atteggiamento e comportamento non sono coerenti)......................................... .....................scusate ma x io credo molto nella relatività!:approved: poi insomma..ditemi anche voi.....:ciao:
Non conoscendo a fondo gli studi Lombrosiani non posso pronunciarmi in merito......sono convinto però che i cretini si riconoscono anche dalla faccia...Citazione:
Originariamente postato da estela84
d'accordissimo sulla prima parte che hai scritto.....ma la seconda???!:confused: nn credo c'entri niente!.....mi viene un po'in mente la frenologia..ossia lo studio della personalità di un individuo attraverso le caratteristiche fisiche....ma nn ha mai avuto riscontri scientifici!:approved: persoalmente credo che quantità nn significhi qualità!:P
Prendete Bush : fronte bassa, occhi piccoli e ravvicinati, tipica faccia da stupido.
Ora voi direte : "però lui è Presidente degli Stati Uniti!"...ma le due cose non appaiono in contraddizione ;)
Io sono un simpatizzante Lombrosiano.
Il carattere della gente si vede dalla faccia.
Sempre.
Pensavo alla faccia di Mastella...:rolleyes: ma mi ma mi ma mi 40 dì,40 not a,a san vittur a ciapaa i bott...Citazione:
Originariamente postato da semplificatore
Io sono un simpatizzante Lombrosiano.
Il carattere della gente si vede dalla faccia.
Sempre.
Per fortuna che c'è l'indulto
:argh:
Infatti tu hai la faccia da satiro :rotfl:Citazione:
Originariamente postato da semplificatore
Io sono un simpatizzante Lombrosiano.
Il carattere della gente si vede dalla faccia.
Sempre.
ScherSo :asd:
Non ho letto tutto il thread ma secondo me se si prende la definizione d'intelligenza della scala WAIS si può più o meno dare una valutazione dell'intelligenza (che io ritengo buona), ma non sarà mai universale.
Poi c'è il fattore cultura, mentalità, lingua... un sacco di cose!
mi sa che tra tutti abbiamo frainteso lombroso & company! allora ho fatto una ricerca e vi posto i pezzi più significativi, leggete bene:
La frenologia è una dottrina pseudoscientifica ideata e propagandata dal medico tedesco Franz Joseph Gall (1758 - 1828), secondo la quale le singole funzioni psichiche dipenderebbero da particolari zone o "regioni" del cervello, così che dalla valutazione di particolarità morfologiche del cranio di una persona, come linee, depressioni, bozze, si potrebbe giungere alla determinazione delle qualità psichiche dell'individuo e della sua personalità.
Secondo Gall vi erano ben 26 zone del cranio a cui sarebbero corrisposte le regioni della mente, a loro volta corrispondenti alle caratteristiche della personalità del soggetto: dieci comuni a tutto il regno animale, nove proprie degli uomini e degli animali di ordine superiore e otto prettamente umane. Fra le varie attività di Gall vi era quella di collezionare crani di persone che in vita si erano particolarmente distinte in svariati modi per i suoi studi
MA SOPRATTUTTO LEGGETE LA CONCLUSIONE
Fu verso la fine del XIX secolo che questa pseudoscienza perse la sua credibilità.
Solo alcuni si ostinarono ancora a considerarla scienza, come ad esempio coloro i quali divulgarono la convinzione che la razza ariana fosse la razza superiore. O, ancora, Lavery e White, due statunitensi che inventarono lo "psicografo": una macchina che avrebbe potuto, tramite un casco poggiato sulla testa, stabilire le capacità mentali degli individui.
In realtà, anche se è vero che alcune funzioni del nostro cervello possono essere localizzate, le varie parti del nostro cervello non tendono a crescere verso l’esterno e, quindi, non possono modificare la configurazione del cranio. Infine, le funzioni a cui si riferiva Gall non appartenevano alle zone del cervello da lui indicate, tranne quella del linguaggio che l'autore aveva casualmente individuato correttamente
ora possiamo anche riparlarne! ciao ciao e buona giornata!...........chi volesse approfondire vada su wikipedia, io l'ho trovato lì!
e ti pare che definire in gran parte l'intelligenza sulle basi delle capacità scolastiche (quelle che noi occidentali definiamo capacità scolastiche) risponda a un concetto universale di intelligenza? è anche questo un prodotto di quello che noi occidentiali consideriamo intelligenza. e quindi in tal modo la ricerchiamo e misuriamo. Ma già tanti teorici hanno puntato il dito contro questa definizione *limitante* dell'intelligenza.Citazione:
Originariamente postato da Codename47
Corretta l'osservazione del nostro amico Iggy, che chiede prima di definire l'intelligenza. Beh, da quello che ho visto io somministrando la scala Weschler, metà del Qi è ricavato da capacità che si impiegano a scuola (capacità matematica, memoria, comprensione, ecc...)
Ma la parità di condizioni come fai a darlo per scontato? Solo perchè uno nasce nello stesso posto mica ha le stesse condizioni... :sbonk: e quelle familiari? la stimolazione nei primi anni di vita? l'interazione madre-bambino e padre-bambino? l'avere o meno fratelli o sorelle, maggiori o minori? la famiglia allargata? e, dulcis in fundo, l'essere soggetto a razzismo in tenera età oppure no? Ti sembra che tutto ciò possa essere fatto passare sotto banco e dire che sono nelle stesse condizioni?Citazione:
Se bianchi e neri, che partono a parità di condizioni, hanno mediamente un diverso successo a scuola, questo mi pare indicativo di diverse capacità di base, a prescindere dall'ambiente.
a questo punto mi chiedo, quale ricerca vorresti fare? una ricerca che dimostri che i neri hanno un'intelligenza minore di quella degli occidentali se misurata con metodi occidentali, dentro una definizione occidentale di intelligenza? Bè, di queste ricerche (o pseudo-ricerche visto che la metodologia fa acqua a destra e sinistra) ce n'è quanta ne vuoi... Ma come diceva la mia maestra delle elementari, non ha tanto senso misurare con i litri una distanza...Citazione:
Io credo però che affermare una cosa del genere (vera o falsa che sia) porti appunto, per il discorso del Politically Correct, all'esclusione da certi ambienti per cui non si ha nessun vantaggio a condurre una ricerca di questo tipo ed a diffonderne i risultati.
Ciao estela! :ciao: si, noi si scherzava ;) io ho studiato Lombroso in Storia della Sanità :approved:Citazione:
Originariamente postato da estela84
ora possiamo anche riparlarne! ciao ciao e buona giornata!...........chi volesse approfondire vada su wikipedia, io l'ho trovato lì!
Cara Estela,
possiamo fare di meglio che affidarci alle considerazioni di Wikipedia... non per sminuire però come psicologi cerchiamo fonti più corpose.
Per chi volesse approfondire le teorie di Gall, ma soprattutto la sua eridità scientifica, che mi sembra la cosa più interessante più che la vlidità delle teorie in se per se, consiglio:" Frenologia, fisiognomica e psicologia delle differenze individuali di Franz Joseph Gall. Antecedenti storici e sviluppi disciplinari"
Lombardo Giovanni P, Duichin Marco (a cura di); Bollati Boringhieri, 1997
ciao andrea! sono contenta che tu abbia proposto un libro che ti è piaciuto! penso che alla fine la cosa più bella che possiamo fare è scambiarci informazioni e svariati punti di vista!...............cmq quello che ho postato riassume quello che studiai per quest'esame che ti dissi..sicuramente non può valere per tutti gli studi che ci sono dietro, ma credo che possa dare un'idea generale di cosa si stà parlando a chi non conosce l'argomento!
ps.: ciao a te ember!:smack:
ah dimenticavo......ma sono considerati alla base in quanto gall dette lo spunto che in alcune parti del cervello vi si possono localizzare delle funzioni del sistema nervoso, ma non fu lui a dire quali e dove, lui scoprì casualmente la zona del linguaggio....insomma, se poi te sai altro dimmi pure..Citazione:
Originariamente postato da Andrea1975
Può non piacerti, ma studi successivi a quelli di Gall ma sulla sua scia, vedi Galton, Lombroso, Boca, ecc., sono considerati alla base della moderna neurologia.
:approved:
I principi, a mio avviso interessanti e che poi hanno dato il via ad una serie di ricerche, proposti da Gall sono due:Citazione:
Originariamente postato da estela84
ah dimenticavo......ma sono considerati alla base in quanto gall dette lo spunto che in alcune parti del cervello vi si possono localizzare delle funzioni del sistema nervoso, ma non fu lui a dire quali e dove, lui scoprì casualmente la zona del linguaggio....insomma, se poi te sai altro dimmi pure..
- Le funzioni celebrali possono essere localizzate in aree specifiche del sistema nervoso centrale (e da qui viene fuori tutto il localizzazionismo);
- le funzioni celebrali possono influire sulla fisionomia dell'idividuo.
Ora credo che gli studi di Gall vadano considerati in modo storico e cioè inquadrati nel momento (Gall 1758-1828) storico in cui sono stati concepiti.
La domanda, per tornare OT, che potremmo porci al di là dei pregiudizi, è se possiamo pensare che ci siano delle determinanti biologiche che, oltre ai fattori culturali e ambientali, incidono sulle funzioni celebrali. Vale a dire se così come avviene per i fattori fisici precostituiti, come elasticità muscolare, altezza, spessore delle ossa, ecc., che influiscono sulle prestazioni atletiche possono esistere fattori psicologici innati che influenzano le prestazioni psichiche.
La questione è ovviamente densa di ripercussioni sociali: se pensiamo che non esistano determinanti psicologiche e assumiamo il concetto di tabula rasa, concepiamo un essere umano totalmente assoggettato all'ambiente e figlio esclusivamente degli eventi. Ne deriverebbe che le azioni compiute, nel bene e nel male, sono ricadute del contesto senza alcuna facoltà di avere meriti o colpe.
Come diceva Watson "datemi sette bambini e io farò di loro un chirurgo, un letterato, un giurista, un operaio, ecc.". La rieducazione dei delinquenti, che non hanno responsabilità, quindi potrebbe avvenire alla Arancia Meccanica maniera, comportamentismo puro...
Se invece pensiamo che esistono facoltà innate allora...
...continua
Se invece poniamo che esistono fattori innati potremmo pensare che esistano anche filoni genetici (razze, etnie, aree geografiche, generi sessuali, ecc.) in cui sia più facile statisticamente individuare alcuni tratti di personalità più marcati. Questo però indicherebbe anche che le differenze individuali non siano imputabili solo al contesto ma anche ai soggetti. Quindi se noi in matematica proprio non riusciamo ma siamo bravi a scrivere (come si diceva una volta) non sia solo influenza della famiglia e/o degli insegnanti ma c'è anche un fattore precostituito che "inclina".
I geni precoci non sarebbero frutto di strane alchimie culturali, ma sarebbero imputabili anche a doti innate.
La tesi cosiddetta mista propone che entrambi i fattori siano deteminanti (fattori innati e fattori culturali); questa tesi, molto in voga ultimamente, non negherebbe quindi l'esistenza di basi genetiche nei fattori psicologici. Quindi anche in questo caso possiamo ipotizzare che esistano alcuni filoni dove alcuni tratti sono più probabili di altri o alcuni fattori psicologici statisticamente più marcati di altri.
Questo non vuol dire che l'affermazione "I neri sono meno intelligenti dei bianchi" non sia una minch...ta (anche perchè l'intelligenza non è un tratto semmai un coacebo di più fattori).