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Perchè desiderate diventare psicoterapeuti?
Devo sostenere un colloquio di ammissione per una scuola di specializzazione, e temo fortemente che mi verrà posta questa domanda da un milione di dollari: "Perchè vuole diventare una psicoterapeuta?".
Mi vengono in mente solo risposte scontate: perchè mi piace empatizzare con le persone e sarebbe meraviglioso provare ad aiutarle ad alleviare le loro sofferenze, perchè fare la psicoterapeuta mi farebbe sentire "completa", soddisfatta di me stessa... Boh! Altre risposte non mi vengono! :mumble:
Voi come rispondereste a questa domanda?
Help me!!! :sbonk:
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Penso che la risposta a questa domanda sia molto personale e anche assai complessa, ognuno avrà delle motivazione particolari oltre alle solite, che penso siano comuni ai +, come ad es per aiutare gli altri ad uscire dalla sofferenza. .. ... ecc.
In ogni caso penso che ci vogliano anni di lavoro sulla propria persona per comprendere fino in fondo il "perchè" della propria richiesta formativa che a mio avviso va ricercato nella storia personale di ognuno, io sono ancora lontano dal'aver esaurito questo compito, anche se penso di aver individuato alcuni punti fermi ma di cui non avrebbe senso parlare qui, visto che sono motivi che hanno valore per me e che non possono di conseguenza avere valore universale !
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Sono assolutamente d'accordo con vegeta. Credo che sia uno dei temi centrali della propria analisi (qualora la si faccia).
Saluti
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Avete perfettamente ragione!
Mi avete dato un grande aiuto, davvero! :approved:
Grazie, e in bocca al lupo per tutto! :ciao:
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Riferimento: Perchè desiderate diventare psicoterapeuti?
Quale Scuola Ti Ha Fatta Questa Domanda? Ti Trovi Bene Nella Scelta Fatta?
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Riferimento: Perchè desiderate diventare psicoterapeuti?
...credo che sia una delle domande alle quali occorre prepararsi...evitando magari risposte banali che sono effettivamente le più immediate. E' la classica domanda da un milione di dollari per le quali forse occorrerebbe un intero ciclo di psicoterapia per rispondere adeguatamente...E' un pò oggettivare l'imponderabile, le risposte che di primo acchito diamo ad una domanda del genere sono in molti casi delle difese...
Per questo la considero una domanda se vuoi idiota se vuoi intelligente se una persona riesce 1- ad aprirsi con una persona che di fatto non ha mai visto prima 2- a rendere esplorabile ciò che difficilmente è oggettivabile se non dopo un certo tipo di percorso.
...forse viene fatta per vedere le capacita di insight, era stata fatta anche a me, e ovviamente risposi in maniera banale e scontata, razionalizzando dei meccanismi che razionali non sono e pertanto non possono essere verbalizzati senza averli prima resi tuoi.
Ritengo più "umana" una domanda sul perchè un certo tipo di orientamento piuttosto che un altro
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Riferimento: Perchè desiderate diventare psicoterapeuti?
"Perchè vuole diventare una psicoterapeuta?"
Io risponderei "perchè no?!"
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Riferimento: Perchè desiderate diventare psicoterapeuti?
la risposta più sincera, a un colloquio non sarebbe forse: perchè ai concorsi serve la specializzazione? :look:
Per avere una risposta più profonda bisognerebbe fare qualche seduta di analisi per scoprire le motivazioni inconsce, credo
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Riferimento: Perchè desiderate diventare psicoterapeuti?
Bè ma è utile farsela questa domanda;non tanto per passare l'esame di ammissione,ma perchè è opportuno averli chiari i motivi prima di decidere che lavoro fare.
Anche perchè molti si specializzano e poi fanno mestieri completamente diversi,quindi viene il dubbio che non abbiano le idee molto chiare sui motivi della scelta.
Ok ok di solito i motivi si chiariscono meglio nel tempo...ma un'idea iniziale ci vuole
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Riferimento: Perchè desiderate diventare psicoterapeuti?
Citazione:
Originalmente inviato da
*-ras-*
la risposta più sincera, a un colloquio non sarebbe forse: perchè ai concorsi serve la specializzazione :look:
Per avere una risposta più profonda bisognerebbe fare qualche seduta di analisi per scoprire le motivazioni inconsce, credo
concordo con te...sarà cinica come risposta ma è reale...
tuttavia vorrei diventare psicoterapeuta perchè completerebbe la mia formazione...ma credo poi che la risposta andrebbe calibrata sulla scuola di specializzazione che scegli, perchè non può essere uguale per tutti.
La scuola di specializzazione rispecchia le nostre desiderata relativamente ad un'area di intervento...e quindi perchè scegliere quella scuola piuttosto che un'altra? perchè quell'ambito, e perchè, all'interno di esso (la famiglia, ad esempio) un orientamento piuttosto che un altro??? non mi pare cosa da poco...al colloquio di selezione penso che più che la bella figura valga la motivazione e la passione che possiamo dimostrare...la convinzione che noi siamo desiderosi di fare quel percorso. soprattutto perchè la scuola non è obbligatoria e vi si spendono dei bei soldini...il che non è indifferente. E' un investimento per la nostra vita...tanto vale farlo bene.
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Riferimento: Perchè desiderate diventare psicoterapeuti?
a me è stato chiesto: "perchè vuole frequentare una scuola di psicoterapia?" beh, sembra una domanda semplice... ma in realtà è una grossa mattonata emotiva! Io sono in analisi da 4 anni e non ho avuto grandi difficoltà ad aprirmi, ma quando sn uscita avevo gli occhi lucidi... e come me anche altre persone. E' vero, la specializzazione serve per i concorsi e dà maggiori possibilità di lavoro e guadagno, ma credo che le motivazioni che spingono a scegliere un lavoro di questo tipo (non uno qualsiasi) siano molto radicate e profonde... e, per questo, difficili da focalizzare :rolleyes:
chicca
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Riferimento: Perchè desiderate diventare psicoterapeuti?
perchè ho voluto fare dei miei problemi un lavoro, prima su me stesso e poi su gli altri...
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Riferimento: Perchè desiderate diventare psicoterapeuti?
MA COME SI FA AD USCIRE CON GLI OCCHI LUCIDI DA UN COLLOQUIO PER UNA SCUOLA?????????????????
ED E' SOLO UNA DELLE RISPOSTE ASSURDE CHE HO LETTO IN QUESTO THREAD!
SCUSATEMI...NON E' PRESUNZIONE MA RABBIA. SIAMO PSICOLOGI, NON CAGNOLINI ABBANDONATI IN CERCA DI COCCOLE E COMPASSIONE!
VI SPIIEGO UNA COSA:
Se vi è già capitato di seguire qualche caso da soli vi sarete certamente resi conto che si può arrivare fino ad un certo punto e non oltre perchè non ne avete le capacità e le competenze. La risposta in questo caso è molto semplice e tutt'altro che ovvia. Inoltre mostrerebbe che siete consapevoli dei vostri limiti a livello professionale. LORO non vogliono le motivazioni profonde e personali del motivo per cui volete fare gli psicopterapeuti, ma quelle professionali. Dare motivazioni personali sarebbe come dire: "Mi sono iscritta a Psicologia perchè voglio conoscermi meglio e risolvere i miei problemi psicologici e visto che la laurea non mi è bastata allora passo al livello successivo". Ma a questo punto vi si potrebbe rispondere che avreste fatto prima ad andare da uno psicoterapeuta piuttosto che a cercare di diventarlo.
La risposta esatta è: "PERCHE' MI SONO RESA CONTO CHE LA MIA PREPARAZIONE PROFESSIONALE E' LIMITATA E CHE PER LAVORARE BENE DEVO ABBATTERE IL LIMITE DOVUTO ALLA MIA SCARSA PREPARAZIONE, PRIMA ANCORA DI QUELLO DOVUTO ALLA MIA SCARSA ESPERIENZA"
Spero di avervi aiutati e di non essere stata antipatica perchè non era m ia intenzione.
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Riferimento: Perchè desiderate diventare psicoterapeuti?
Citazione:
Originalmente inviato da
agnesetiziana
MA COME SI FA AD USCIRE CON GLI OCCHI LUCIDI DA UN COLLOQUIO PER UNA SCUOLA?????????????????
ED E' SOLO UNA DELLE RISPOSTE ASSURDE CHE HO LETTO IN QUESTO THREAD!
SCUSATEMI...NON E' PRESUNZIONE MA RABBIA. SIAMO PSICOLOGI, NON CAGNOLINI ABBANDONATI IN CERCA DI COCCOLE E COMPASSIONE!
VI SPIIEGO UNA COSA:
Se vi è già capitato di seguire qualche caso da soli vi sarete certamente resi conto che si può arrivare fino ad un certo punto e non oltre perchè non ne avete le capacità e le competenze. La risposta in questo caso è molto semplice e tutt'altro che ovvia. Inoltre mostrerebbe che siete consapevoli dei vostri limiti a livello professionale. LORO non vogliono le motivazioni profonde e personali del motivo per cui volete fare gli psicopterapeuti, ma quelle professionali. Dare motivazioni personali sarebbe come dire: "Mi sono iscritta a Psicologia perchè voglio conoscermi meglio e risolvere i miei problemi psicologici e visto che la laurea non mi è bastata allora passo al livello successivo". Ma a questo punto vi si potrebbe rispondere che avreste fatto prima ad andare da uno psicoterapeuta piuttosto che a cercare di diventarlo.
La risposta esatta è: "PERCHE' MI SONO RESA CONTO CHE LA MIA PREPARAZIONE PROFESSIONALE E' LIMITATA E CHE PER LAVORARE BENE DEVO ABBATTERE IL LIMITE DOVUTO ALLA MIA SCARSA PREPARAZIONE, PRIMA ANCORA DI QUELLO DOVUTO ALLA MIA SCARSA ESPERIENZA"
Spero di avervi aiutati e di non essere stata antipatica perchè non era m ia intenzione.
Ciao AgneseTiziana! Avevo aperto questo thread l'anno scorso prima del colloquio di ammissione alla scuola ma vedo che ogni tanto viene riesumato da qualcuno... e quindi mi viene da pensare che l'argomento sia interessante non soltanto per me che non sapevo come rispondere alla fatidica domanda!... :mumble:
Per la cronaca, "LORO" mi fecero davvero la fatidica domanda e io risposi in modo molto personale (non mi va ora di rendere pubblica la risposta che detti); sono stata ammessa alla scuola e ora, andando avanti, mi rendo conto che la risposta che detti assume sempre più significato...
Non sono un cagnolino abbandonato in cerca di comprensione (oddio...ogni tanto sono anche questo... :P ), ma sono una persona che ha deciso di fare un lavoro che non può essere considerato un lavoro qualsiasi... e ritengo che la motivazione che spinge a fare un lavoro del genere non sia quella che spinge a fare la commercialista, la commessa, ecc... Non voglio assolutamente svilire nessuna professionalità, ma uno psicoterapeuta lavora prima di tutto con la sua anima, e credo non sia cosa da poco. :rolleyes:
Per questo motivo mi sembra assurda una risposta come quella che hai proposto tu (tralasciando il fatto che "La risposta esatta è: X" mi sembrerebbe comunque un'affermazione un po' azzardata...): la preparazione professionale è certamente fondamentale e primaria nel nostro lavoro, come lo è ovviamente in tutti i lavori... ma il nostro non è un lavoro come tutti... deve esserci necessariamente qualcosa in più! Per questo motivo credo che non sia questa la risposta che "LORO" si aspettano da un futuro psicoterapeuta...
Da quando frequento la scuola di specializzazione il rapporto che ho con me stessa è cambiato totalmente; probabilmente sta diventando più faticoso e doloroso rispetto a prima... ma per essere degli psicoterapeuti "professionalmente preparati" è primario essere degli esseri umani consapevoli di se stessi, dei propri limiti, difese, risorse, ecc... Senza lavorare su se stessi è IMPOSSIBILE diventare dei bravi professionisti!
Su, siamo onesti: una persona che decide di fare un percorso del genere, di mettere in gioco se stesso e di affrontare i suoi conflitti più dolorosi per essere in grado poi di aiutare gli altri, non lo fa solo perchè "LA SUA PREPARAZIONE PROFESSIONALE E' LIMITATA E PERCHE' PER LAVORARE BENE DEVE ABBATTERE IL LIMITE DOVUTO ALLA SUA SCARSA PREPARAZIONE, PRIMA ANCORA DI QUELLO DOVUTO ALLA SUA SCARSA ESPERIENZA"!.......
Non voglio diventare una psicoterapeuta perchè così, nel frattempo, posso risolvere i miei problemi... ma voglio risolvere i miei problemi perchè solo così potrò diventare una psicoterapeuta!...
Non è mia intenzione farti cambiare idea! Spero solo di averti fatto vedere la questione sotto una luce diversa...!
Saluti! :mano:
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Riferimento: Perchè desiderate diventare psicoterapeuti?
Citazione:
Originalmente inviato da
Puer_Aeternus
Ciao AgneseTiziana! Avevo aperto questo thread l'anno scorso prima del colloquio di ammissione alla scuola ma vedo che ogni tanto viene riesumato da qualcuno... e quindi mi viene da pensare che l'argomento sia interessante non soltanto per me che non sapevo come rispondere alla fatidica domanda!... :mumble:
Per la cronaca, "LORO" mi fecero davvero la fatidica domanda e io risposi in modo molto personale (non mi va ora di rendere pubblica la risposta che detti); sono stata ammessa alla scuola e ora, andando avanti, mi rendo conto che la risposta che detti assume sempre più significato...
Non sono un cagnolino abbandonato in cerca di comprensione (oddio...ogni tanto sono anche questo... :P ), ma sono una persona che ha deciso di fare un lavoro che non può essere considerato un lavoro qualsiasi... e ritengo che la motivazione che spinge a fare un lavoro del genere non sia quella che spinge a fare la commercialista, la commessa, ecc... Non voglio assolutamente svilire nessuna professionalità, ma uno psicoterapeuta lavora prima di tutto con la sua anima, e credo non sia cosa da poco. :rolleyes:
Per questo motivo mi sembra assurda una risposta come quella che hai proposto tu (tralasciando il fatto che "La risposta esatta è: X" mi sembrerebbe comunque un'affermazione un po' azzardata...): la preparazione professionale è certamente fondamentale e primaria nel nostro lavoro, come lo è ovviamente in tutti i lavori... ma il nostro non è un lavoro come tutti... deve esserci necessariamente qualcosa in più! Per questo motivo credo che non sia questa la risposta che "LORO" si aspettano da un futuro psicoterapeuta...
Da quando frequento la scuola di specializzazione il rapporto che ho con me stessa è cambiato totalmente; probabilmente sta diventando più faticoso e doloroso rispetto a prima... ma per essere degli psicoterapeuti "professionalmente preparati" è primario essere degli esseri umani consapevoli di se stessi, dei propri limiti, difese, risorse, ecc... Senza lavorare su se stessi è IMPOSSIBILE diventare dei bravi professionisti!
Su, siamo onesti: una persona che decide di fare un percorso del genere, di mettere in gioco se stesso e di affrontare i suoi conflitti più dolorosi per essere in grado poi di aiutare gli altri, non lo fa solo perchè "LA SUA PREPARAZIONE PROFESSIONALE E' LIMITATA E PERCHE' PER LAVORARE BENE DEVE ABBATTERE IL LIMITE DOVUTO ALLA SUA SCARSA PREPARAZIONE, PRIMA ANCORA DI QUELLO DOVUTO ALLA SUA SCARSA ESPERIENZA"!.......
Non voglio diventare una psicoterapeuta perchè così, nel frattempo, posso risolvere i miei problemi... ma voglio risolvere i miei problemi perchè solo così potrò diventare una psicoterapeuta!...
Non è mia intenzione farti cambiare idea! Spero solo di averti fatto vedere la questione sotto una luce diversa...!
Saluti! :mano:
Se citi perls probabilmente hai scelto una scuola gestalt...vero?
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Riferimento: Perchè desiderate diventare psicoterapeuti?
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Originalmente inviato da
agnesetiziana
MA COME SI FA AD USCIRE CON GLI OCCHI LUCIDI DA UN COLLOQUIO PER UNA SCUOLA?????????????????
ED E' SOLO UNA DELLE RISPOSTE ASSURDE CHE HO LETTO IN QUESTO THREAD!
SCUSATEMI...NON E' PRESUNZIONE MA RABBIA. SIAMO PSICOLOGI, NON CAGNOLINI ABBANDONATI IN CERCA DI COCCOLE E COMPASSIONE!
VI SPIIEGO UNA COSA:
Se vi è già capitato di seguire qualche caso da soli vi sarete certamente resi conto che si può arrivare fino ad un certo punto e non oltre perchè non ne avete le capacità e le competenze. La risposta in questo caso è molto semplice e tutt'altro che ovvia. Inoltre mostrerebbe che siete consapevoli dei vostri limiti a livello professionale. LORO non vogliono le motivazioni profonde e personali del motivo per cui volete fare gli psicopterapeuti, ma quelle professionali. Dare motivazioni personali sarebbe come dire: "Mi sono iscritta a Psicologia perchè voglio conoscermi meglio e risolvere i miei problemi psicologici e visto che la laurea non mi è bastata allora passo al livello successivo". Ma a questo punto vi si potrebbe rispondere che avreste fatto prima ad andare da uno psicoterapeuta piuttosto che a cercare di diventarlo.
La risposta esatta è: "PERCHE' MI SONO RESA CONTO CHE LA MIA PREPARAZIONE PROFESSIONALE E' LIMITATA E CHE PER LAVORARE BENE DEVO ABBATTERE IL LIMITE DOVUTO ALLA MIA SCARSA PREPARAZIONE, PRIMA ANCORA DI QUELLO DOVUTO ALLA MIA SCARSA ESPERIENZA"
Spero di avervi aiutati e di non essere stata antipatica perchè non era m ia intenzione.
Sai come si fa? Te lo spiego: dopo 4 anni di psicoanalisi lacaniana, arrivi a comprendere le reali motivazioni di una scelta che è sì professionale ma soprattutto umana... dalla tua risposta (urlata peraltro) mi rendo conto che sei molto indietro... o sei semplicemente molto presuntuosa e bimba! spero vivamente che persone come te non arrivino ad avere in mano pazienti... troppa presunzione non porta da nessuna parte! Io sono stata ammessa alla scuola e ho risposto a quella domanda dopo 4 anni di analisi personale... ma forse tu sei convinta di non avere alcun "problema"... beh, dalla tua risposta deduco (è una deduzione, con tutto quello che comporta) che tu di disagi ne abbia parecchi. Magari sei già una psicoterapeuta... ma, se così è, ricordati che l'essere dall'altra parte della barricata non ti esonererà, prima o poi, dal trovarti faccia a faccia con i tuoi limiti... e lì ne vedrai delle belle!
io non mi ritengo un cagnolino, sono una donna che ha fatto una scelta e che la porta avanti con le unghi e con i denti, con tutto ciò che comporta fare i turni in una comunità e pagarsi una scuola di specializzazione!
La psicoterapia è uno spazio in cui non c'è giudizio... e tu in queste poche righe hai giudicato (male) con estrema "pochezza"... ergo, non hai nulla da disquisire su come gli altri affrontano il proprio percorso di crescita umana e professionale, ma hai il dovere di lavorare su te stessa onde evitare che i tuoi nodi problematici vadano ad intaccare l'equilibrio già fragilie di coloro che si rivolgono a te!
Saluti :approved:
Chicca
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Riferimento: Perchè desiderate diventare psicoterapeuti?
Citazione:
Originalmente inviato da
steffias
Se citi perls probabilmente hai scelto una scuola gestalt...vero?
In realtà è una scuola che segue un approccio integrato... ma è principalmente di stampo gestaltico, sì!... Anche tu ti stai specializzando in questo senso?
Chiccarella, immagino che (considerato quanto ti sei arrabbiata) Agnesetiziana abbia toccato qualcosa che è ancora molto "vivo" in te... Ti sei difesa dal suo attacco "con le unghie e con i denti" (proprio come hai detto di portare avanti la tua scelta)! Forse non vale la pena giudicare lei a tua volta (anche se personalmente mi sento vicina al tuo modo di vedere la questione), ma cercare di capire su quali delle tue ferite Agnesetiziana abbia buttato sopra del sale, con le sue parole urlate e giudicanti...
Un abbraccio!
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Riferimento: Perchè desiderate diventare psicoterapeuti?
Citazione:
Originalmente inviato da
Puer_Aeternus
In realtà è una scuola che segue un approccio integrato... ma è principalmente di stampo gestaltico, sì!... Anche tu ti stai specializzando in questo senso?
Chiccarella, immagino che (considerato quanto ti sei arrabbiata) Agnesetiziana abbia toccato qualcosa che è ancora molto "vivo" in te... Ti sei difesa dal suo attacco "con le unghie e con i denti" (proprio come hai detto di portare avanti la tua scelta)! Forse non vale la pena giudicare lei a tua volta (anche se personalmente mi sento vicina al tuo modo di vedere la questione), ma cercare di capire su quali delle tue ferite Agnesetiziana abbia buttato sopra del sale, con le sue parole urlate e giudicanti...
Un abbraccio!
Apprezzo il tuo intervento, però posso dire che lei non ha colpito nulla o almeno, nulla che io non conosca! Sono perfettamente cosciente della mia poca tolleranza nei confronti di colleghi poco "consapevoli" che non hanno la minima idea di cosa significhi entrare in risonanza emotiva e, sopratutto, senza sapere di quanto ciò sia intollerabile senza un'adeguata conoscenza delle proprie emozioni... so bene da dove arriva tutto questo, ma avevo semplicemente voglia di rispondere (mannaggia il principio del piacere! :argh:)!
Credo che in ognuno di noi ci siano dei nuclei "vivi" e penso che, per quanto possiamo imparare a conoscerli rimarranno sempre "dolenti".
Non credo di aver giudicato, ho semplicemente risposto ad un intervento che mi è piaciuto poco... :approved:
La cosa che, in generale non sopporto, è chi arriva e spalanca la porta facendola sbattere contro la parete... a casa propria si fa... a casa degli altri (leggi percorso personale) no :approved:
Chicca
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Riferimento: Perchè desiderate diventare psicoterapeuti?
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Originalmente inviato da
chiccarella
Apprezzo il tuo intervento, però posso dire che lei non ha colpito nulla o almeno, nulla che io non conosca! Sono perfettamente cosciente della mia poca tolleranza nei confronti di colleghi poco "consapevoli" che non hanno la minima idea di cosa significhi entrare in risonanza emotiva e, sopratutto, senza sapere di quanto ciò sia intollerabile senza un'adeguata conoscenza delle proprie emozioni... so bene da dove arriva tutto questo, ma avevo semplicemente voglia di rispondere (mannaggia il principio del piacere! :argh:)!
Credo che in ognuno di noi ci siano dei nuclei "vivi" e penso che, per quanto possiamo imparare a conoscerli rimarranno sempre "dolenti".
Non credo di aver giudicato, ho semplicemente risposto ad un intervento che mi è piaciuto poco... :approved:
La cosa che, in generale non sopporto, è chi arriva e spalanca la porta facendola sbattere contro la parete... a casa propria si fa... a casa degli altri (leggi percorso personale) no :approved:
Chicca
Sei stata chiarissima... niente da aggiungere!
Un saluto! :ciao:
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Riferimento: Perchè desiderate diventare psicoterapeuti?
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Originalmente inviato da
agnesetiziana
MA COME SI FA AD USCIRE CON GLI OCCHI LUCIDI DA UN COLLOQUIO PER UNA SCUOLA?????????????????
ED E' SOLO UNA DELLE RISPOSTE ASSURDE CHE HO LETTO IN QUESTO THREAD!
SCUSATEMI...NON E' PRESUNZIONE MA RABBIA. SIAMO PSICOLOGI, NON CAGNOLINI ABBANDONATI IN CERCA DI COCCOLE E COMPASSIONE!
VI SPIIEGO UNA COSA:
Se vi è già capitato di seguire qualche caso da soli vi sarete certamente resi conto che si può arrivare fino ad un certo punto e non oltre perchè non ne avete le capacità e le competenze. La risposta in questo caso è molto semplice e tutt'altro che ovvia. Inoltre mostrerebbe che siete consapevoli dei vostri limiti a livello professionale. LORO non vogliono le motivazioni profonde e personali del motivo per cui volete fare gli psicopterapeuti, ma quelle professionali. Dare motivazioni personali sarebbe come dire: "Mi sono iscritta a Psicologia perchè voglio conoscermi meglio e risolvere i miei problemi psicologici e visto che la laurea non mi è bastata allora passo al livello successivo". Ma a questo punto vi si potrebbe rispondere che avreste fatto prima ad andare da uno psicoterapeuta piuttosto che a cercare di diventarlo.
La risposta esatta è: "PERCHE' MI SONO RESA CONTO CHE LA MIA PREPARAZIONE PROFESSIONALE E' LIMITATA E CHE PER LAVORARE BENE DEVO ABBATTERE IL LIMITE DOVUTO ALLA MIA SCARSA PREPARAZIONE, PRIMA ANCORA DI QUELLO DOVUTO ALLA MIA SCARSA ESPERIENZA"
Spero di avervi aiutati e di non essere stata antipatica perchè non era m ia intenzione.
Da moderatrice, ti chiedo per le prossime volte di usare un tono meno urlato (evita le maiuscole) per esprimere le tue idee e soprattutto, se possibile, di evitare di dare giudizi "universali": non siamo a un quiz dove esiste una solo risposta esatta e si può chiedere l'aiuto del pubblico! Ognuno ad una domanda del genere ha la propria risposta e ci si può solo confrontare in merito, senza giudizi personali, in quanto strettamente soggettivi e legati allla propria storia di vita.
Grazie, ciao.
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Riferimento: Perchè desiderate diventare psicoterapeuti?
Rispondo a Chiccarella
Dunque...
Forse si, sono stata un pò estrema, ma resto nella convinzione che la scelta sia comunque professionale. Personale si, ma più che altro dal tipo di approccio che una persona sente più vicina a sè non dal tipo di problemi che pensa di avere o non avere.
Personalmente non credo affatto ci essere nè presuntuosa nè bimba, ma che il lavoro di psicoterapeuta sia un lavoro e come tale vada trattato. Certo è dura se hai problemi gravi irrisolti, ma questa è un'altra faccenda e non deve influire sulle scelte. Altrimenti che fai quando hai risolto i problemi e se ne presenta un altro, scegli un altro approccio?
Un'altra cosa...Io avrò anche "giudicato" (ma non ho creduto di starlo facendo, più che altro sono stata dura e convinta di quello che scrivevo), ma chi ha risposto dandomi della bambina presuntuosa e psicologa incompetente non si è rivelato migliore di me neanche dopo 4 anni di analisi. E scusa se l'attacco è personale, ma lo è stato anche il tuo, mentre il mio primo msg voleva essere soprattutto un suggerimento a non mettere troppo di personale in un colloquio che seppure per una scuola di psicoterapia è sempre un colloquio.
Inoltre no, non sono ancora una psicoterapeuta, ma ho fatto un colloquio di selezione 2 anni fa e l'ho superato lasciando fuori il mio "personale". Purtroppo non ho potuto frequentare per problemi prettamente economici. E forse non solo: ho 2 figli e un marito che guadagna poco per mantenermi alla scuola di specializzazione e sto facendo di tutto per racimolare qualcosa. Forse mi specializzerò dopo di te, ma è da vedere ancora il risultato.
Non credo affatto di non avere problemi. Tutti dentro abbiamo qualcosa che ci portiamo dietro e che sarà dura affrontare, quando sarà il momento, ma non possiamo portarcelo in un colloquio. E non sono irrecuperabile come credi.
Ah, dimenticavo! Vedi la tua risposta a Puer Aeternus che diceva che forse ho toccato qualche tasto dolente e riformula la tua definizione di "persona presuntuosa"!
Grazie Puer...
E grazie anche alla moderatrice...
Scusate e grazie ancora.
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Riferimento: Perchè desiderate diventare psicoterapeuti?
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Originalmente inviato da
agnesetiziana
Rispondo a Chiccarella
Dunque...
Forse si, sono stata un pò estrema, ma resto nella convinzione che la scelta sia comunque professionale. Personale si, ma più che altro dal tipo di approccio che una persona sente più vicina a sè non dal tipo di problemi che pensa di avere o non avere.
Personalmente non credo affatto ci essere nè presuntuosa nè bimba, ma che il lavoro di psicoterapeuta sia un lavoro e come tale vada trattato. Certo è dura se hai problemi gravi irrisolti, ma questa è un'altra faccenda e non deve influire sulle scelte. Altrimenti che fai quando hai risolto i problemi e se ne presenta un altro, scegli un altro approccio?
Un'altra cosa...Io avrò anche "giudicato" (ma non ho creduto di starlo facendo, più che altro sono stata dura e convinta di quello che scrivevo), ma chi ha risposto dandomi della bambina presuntuosa e psicologa incompetente non si è rivelato migliore di me neanche dopo 4 anni di analisi. E scusa se l'attacco è personale, ma lo è stato anche il tuo, mentre il mio primo msg voleva essere soprattutto un suggerimento a non mettere troppo di personale in un colloquio che seppure per una scuola di psicoterapia è sempre un colloquio.
Inoltre no, non sono ancora una psicoterapeuta, ma ho fatto un colloquio di selezione 2 anni fa e l'ho superato lasciando fuori il mio "personale". Purtroppo non ho potuto frequentare per problemi prettamente economici. E forse non solo: ho 2 figli e un marito che guadagna poco per mantenermi alla scuola di specializzazione e sto facendo di tutto per racimolare qualcosa. Forse mi specializzerò dopo di te, ma è da vedere ancora il risultato.
Non credo affatto di non avere problemi. Tutti dentro abbiamo qualcosa che ci portiamo dietro e che sarà dura affrontare, quando sarà il momento, ma non possiamo portarcelo in un colloquio. E non sono irrecuperabile come credi.
Ah, dimenticavo! Vedi la tua risposta a Puer Aeternus che diceva che forse ho toccato qualche tasto dolente e riformula la tua definizione di "persona presuntuosa"!
Grazie Puer...
E grazie anche alla moderatrice...
Scusate e grazie ancora.
mi spiace se ti sei sentita attaccata, e mi scuso se sono stata dura... ma credo che tu abbia un tantino esagerato. non so quale sarà il risultato della specializzazione, magari nemmeno mi specializzo, chi lo sà... non mi è mai interessato essere brava! per quanto riguarda il risultato dei miei quattro anni di analisi, credo che non ti riguardino... :approved: mentre è evidente che non hai compreso (o molto probabilmente non ti interessavano) le argomentazioni che ho portato nei miei messaggi.
... forse hai una visione un pò "ristretta" della definzione di "problema"... tu hai fatto analisi personale? beh, prima o poi dovrai farla, ma non perchè sei matta (questo lo pensano quelli che con la psicologia non hanno nulla a che vedere), per il semplice fatto che è necessaria: ognuno di noi vive una vita e ognuno di noi dovrebbe sentire la necessità di entrare nel merito di tante dinamiche che spesso sono sottovalutate (e in questo la frenesia quotidiana non ci aiuta... sembrerà banale, ma almeno per me è stato così).
io ho cominciato la mia analisi personale perchè sentivo la necessità di esaminare alcuni aspetti della mia esperienza, e da quel momento le cose sono molto cambiate... ho cominciato a studiare e a leggere in modo diverso, così come ho lavorato con una diversa consapevolezza. ad oggi, se mi guardo indietro, mi rendo conto di essere molto cambiata, e quando mi sono trovata a rispondere a quella domanda è stato naturale portare argomentazioni profonde... io ho scelto una scuola in psicoterapia psicoanalitica e non ho potuto fare a meno di integrare quelle che erano le mie conoscenze teoriche con la mia esperienza personale... posso assicurarti che questo è stato decisamente apprezzato. ritengo (e sottolineo la prima persona!) che dire: "ho scelto una spec in psicoterapia perchè sento che la mia preparazione non è completa ecc ecc" sia sempre la solita pappardella... è ovvio che se si sceglie una formazione post lauream è perchè si sente una carenza... ma che cosa c'è dietro? da dove arriva? per me la professionalità è riuscire a riassumere in poche parole quel mondo infinito che c'è dietro... e non posso prescindere da me stessa! sono entrata in contatto con molti professionisti e posso assicurarti che se ti fermi alla superficie non c'è dialogo!
come ho scritto nella risposta a puer, credo che i punti dolenti ci sono e ci saranno sempre, la psicoterapia non cancella proprio nulla... ma si può essere consapevoli: è questo l'obiettivo. io credo di aver studiato con molta serietà prima , e di aver condotto un ottimo percorso formativo post lauream poi, proprio alla luce di questo non credo che mostrare di saper vivere ed integrare le proprie emozioni nel proprio percorso formativo rappresenti un aspetto che rende meno professionale una persona... anzi, io ne ho fatto il mio obiettivo, ed è la mia "richiesta" alla scuola che frequenterò.
poi se tu preferisci ripetere quella che io definisco pappardella fallo pure, però chiediti perchè non senti la necessità di andare oltre!
mi scuso ancora se posso essere stata poco carina nei tuoi confronti, ma tu hai proprio sparato a zero... so bene da dove è arrivata la carica emotiva nel mio primo messaggio di risposta al tuo... ma di certo non ti è permesso nè di darmi del cagnolino smarrito e nè di mettere in discussione la mia psicoterapia... questo l'hai fatto a priori, prima che ti rispondessi!
spero che la cosa si sia chiarita e che si possa continuare la conversazione!
Chicca
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Riferimento: Perchè desiderate diventare psicoterapeuti?
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Originalmente inviato da
agnesetiziana
Rispondo a Chiccarella
Dunque...
Forse si, sono stata un pò estrema, ma resto nella convinzione che la scelta sia comunque professionale. Personale si, ma più che altro dal tipo di approccio che una persona sente più vicina a sè non dal tipo di problemi che pensa di avere o non avere.
Personalmente non credo affatto ci essere nè presuntuosa nè bimba, ma che il lavoro di psicoterapeuta sia un lavoro e come tale vada trattato. Certo è dura se hai problemi gravi irrisolti, ma questa è un'altra faccenda e non deve influire sulle scelte. Altrimenti che fai quando hai risolto i problemi e se ne presenta un altro, scegli un altro approccio?
Un'altra cosa...Io avrò anche "giudicato" (ma non ho creduto di starlo facendo, più che altro sono stata dura e convinta di quello che scrivevo), ma chi ha risposto dandomi della bambina presuntuosa e psicologa incompetente non si è rivelato migliore di me neanche dopo 4 anni di analisi. E scusa se l'attacco è personale, ma lo è stato anche il tuo, mentre il mio primo msg voleva essere soprattutto un suggerimento a non mettere troppo di personale in un colloquio che seppure per una scuola di psicoterapia è sempre un colloquio.
Inoltre no, non sono ancora una psicoterapeuta, ma ho fatto un colloquio di selezione 2 anni fa e l'ho superato lasciando fuori il mio "personale". Purtroppo non ho potuto frequentare per problemi prettamente economici. E forse non solo: ho 2 figli e un marito che guadagna poco per mantenermi alla scuola di specializzazione e sto facendo di tutto per racimolare qualcosa. Forse mi specializzerò dopo di te, ma è da vedere ancora il risultato.
Non credo affatto di non avere problemi. Tutti dentro abbiamo qualcosa che ci portiamo dietro e che sarà dura affrontare, quando sarà il momento, ma non possiamo portarcelo in un colloquio. E non sono irrecuperabile come credi.
Ah, dimenticavo! Vedi la tua risposta a Puer Aeternus che diceva che forse ho toccato qualche tasto dolente e riformula la tua definizione di "persona presuntuosa"!
Grazie Puer...
E grazie anche alla moderatrice...
Scusate e grazie ancora.
Sentire qualcosa di vicino a sè significa viverlo con una componente ''patica'' cioè soffrirlo in qualche modo...come è mai possibile scegliere un percorso di formazione prescindendo dai propri problemi??''è dura se hai problemi irrisolti''??''ma questo non deve influire''??...mah!qui siamo sul grottesco...Fare psicoterapia non è fare il ragioniere o il bancario!Anzi bisogna vedere se sia innanzitutto un ''lavoro'' come in occidente esso è stato concepito nei secoli...
A parte questo...Io non so nulla di te ne di ciò che ti spinge alla 'professione' di psicoterapeuta ma ''professione'' deriva da 'professum' che significa in qualche modo ''dare testimonianza di sè'',della propria vita-vissuta,con quel cuore o nucleo caldo che da solo può dare adito a tante speranze...al di là di ogni discussione tecnica,, chi non ha ''vita'' da offrire deve girare alla larga dalla psicoterapia.
Non sto assulutamente dicendo nulla pro o contro di te (ci mancherebbe altro) ma il tuo intervento mi sembra mosso più che altro da profondo risentimento e non da considerazioni realmente ponderate...probabilmente mi sbaglio.
Saluti,
Luigi
-
Riferimento: Perchè desiderate diventare psicoterapeuti?
Ragazzi vi chiedo una sola cosa e poi chiudiamo perchè ritengo che discutere così sia controproducente.
Mi trovate d'accordo su molte cose, ma mi accusate di essere superficiale, di aver sparato a zero su tutti... Purtroppo non è la prima volta che mi capita e so che è colpa mia: io metto le maiuscole per dare un tono più deciso alle quello che dico e tutti credono che io stia dando di matto urlando come una pazza.
Dunque... Io ho detto che il proprio vissuto personale si può portare laddove ti si chieda perchè proprio quell'indirizzo, ma non in generale.
Io sono sempre stata la prima a dire, con amici e colleghi, che se uno sceglie di studiare psicologia è perchè ha qualcosa di irrisolto da affrontare, ma non credo che sia una buona risposta ad un colloquio anche perchè quando si frequenta la scuola di specializzazione poi inevitabilmente verranno fuori certe cose.
Scegliere di studiare psicologia è un conto, scegliere un indirizzo specifico, quello si che ci dice molto. E' lì che risponderei in maniera personale, non al perchè ho scelto di fare la psicoterapeuta. E se io poi sono superficiale in questa mia risposta che ne dite di quelli che hanno risposto:
Io risponderei "perchè no?!" (Peste 1987)
la risposta più sincera, a un colloquio non sarebbe forse: perchè ai concorsi serve la specializzazione
Per avere una risposta più profonda bisognerebbe fare qualche seduta di analisi per scoprire le motivazioni inconsce, credo (-ras-)
concordo con te...sarà cinica come risposta ma è reale...
tuttavia vorrei diventare psicoterapeuta perchè completerebbe la mia formazione...ma credo poi che la risposta andrebbe calibrata sulla scuola di specializzazione che scegli, perchè non può essere uguale per tutti.
La scuola di specializzazione rispecchia le nostre desiderata relativamente ad un'area di intervento...e quindi perchè scegliere quella scuola piuttosto che un'altra? perchè quell'ambito, e perchè, all'interno di esso (la famiglia, ad esempio) un orientamento piuttosto che un altro??? non mi pare cosa da poco...al colloquio di selezione penso che più che la bella figura valga la motivazione e la passione che possiamo dimostrare...la convinzione che noi siamo desiderosi di fare quel percorso. soprattutto perchè la scuola non è obbligatoria e vi si spendono dei bei soldini...il che non è indifferente. E' un investimento per la nostra vita...tanto vale farlo bene. (morgabna-z)
perchè ho voluto fare dei miei problemi un lavoro, prima su me stesso e poi su gli altri... (saltatempo)
Perchè avete attaccato solo me? Solo perchè ho scritto maiuscolo? Infondo la mia risposta le racchiude un pò tutte. Pensateci.
Comunque va bene così.
Buona vita e buona profesione a tutti e comunque.
-
Riferimento: Perchè desiderate diventare psicoterapeuti?
Citazione:
Originalmente inviato da
agnesetiziana
Ragazzi vi chiedo una sola cosa e poi chiudiamo perchè ritengo che discutere così sia controproducente.
Mi trovate d'accordo su molte cose, ma mi accusate di essere superficiale, di aver sparato a zero su tutti... Purtroppo non è la prima volta che mi capita e so che è colpa mia: io metto le maiuscole per dare un tono più deciso alle quello che dico e tutti credono che io stia dando di matto urlando come una pazza.
Dunque... Io ho detto che il proprio vissuto personale si può portare laddove ti si chieda perchè proprio quell'indirizzo, ma non in generale.
Io sono sempre stata la prima a dire, con amici e colleghi, che se uno sceglie di studiare psicologia è perchè ha qualcosa di irrisolto da affrontare, ma non credo che sia una buona risposta ad un colloquio anche perchè quando si frequenta la scuola di specializzazione poi inevitabilmente verranno fuori certe cose.
Scegliere di studiare psicologia è un conto, scegliere un indirizzo specifico, quello si che ci dice molto. E' lì che risponderei in maniera personale, non al perchè ho scelto di fare la psicoterapeuta. E se io poi sono superficiale in questa mia risposta che ne dite di quelli che hanno risposto:
Io risponderei "perchè no?!" (Peste 1987)
la risposta più sincera, a un colloquio non sarebbe forse: perchè ai concorsi serve la specializzazione
Per avere una risposta più profonda bisognerebbe fare qualche seduta di analisi per scoprire le motivazioni inconsce, credo (-ras-)
concordo con te...sarà cinica come risposta ma è reale...
tuttavia vorrei diventare psicoterapeuta perchè completerebbe la mia formazione...ma credo poi che la risposta andrebbe calibrata sulla scuola di specializzazione che scegli, perchè non può essere uguale per tutti.
La scuola di specializzazione rispecchia le nostre desiderata relativamente ad un'area di intervento...e quindi perchè scegliere quella scuola piuttosto che un'altra? perchè quell'ambito, e perchè, all'interno di esso (la famiglia, ad esempio) un orientamento piuttosto che un altro??? non mi pare cosa da poco...al colloquio di selezione penso che più che la bella figura valga la motivazione e la passione che possiamo dimostrare...la convinzione che noi siamo desiderosi di fare quel percorso. soprattutto perchè la scuola non è obbligatoria e vi si spendono dei bei soldini...il che non è indifferente. E' un investimento per la nostra vita...tanto vale farlo bene. (morgabna-z)
perchè ho voluto fare dei miei problemi un lavoro, prima su me stesso e poi su gli altri... (saltatempo)
Perchè avete attaccato solo me? Solo perchè ho scritto maiuscolo? Infondo la mia risposta le racchiude un pò tutte. Pensateci.
Comunque va bene così.
Buona vita e buona profesione a tutti e comunque.
mi spiace che la discussione sia "degenerata" in questo modo. quello che ci tengo a ribadire è che le motivazioni che tu porteresti ad un colloquio di selezione per la specializzazione possono essere integrate con quanto emerso dal proprio percorso di terapia; è ovvio che non andremo a raccontare di mamma e papà a chi ci fa il colloquio, sarebbe allucinante... :asd: però io penso che quest'integrazione sia necessaria e rispecchi il risultato di un importante lavoro su se stessi e dal quale, fidati, non si può prescindere!
io non credo che tu sia superficiale, forse lo è stata la tua risposta... ma del resto anche io sono stata aggressiva nei tuoi confronti :rolleyes:... di risposte poco "interessanti" ce ne sono state e ce ne saranno, ma ognuno riponde a quella domanda come può... a seconda della fase di vita e di crescita che sta attraversando.
quando dico che sono uscita con gli occhi lucidi non intendo dire che mi stavo strappando il cuore o le budella, o che cercavo coccole... tutt'altro! nell'esatto istante in cui ho risposto a quella domanda (con molta naturalezza) io mi sono resa conto di quanto per me le cose fossero cambiate rispetto a 4 anni prima, ti assicuro che è un'emozione bellissima e che allo stesso tempo ti "mette in mutande"! Ti dico anche che la persona che avevo di fronte mi ha fatto notare quali saranno gli aspetti della mia personalità sui quali sarà importante lavorare in questi 4 anni... insomma è stato un colloquio intenso! Tu parli di motivazioni... certo i soldi e i concorsi sono una motivazione (e cacchio costa un sacco la scuola! io guadagno 650 euro al mese... quindi figurati!) però credo che queste motivazioni vadano integrate o, almeno, io sento questa necessità!
spero di essere stata chiara, non è semplice spiegare certe cose!
chicca
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Riferimento: Perchè desiderate diventare psicoterapeuti?
Citazione:
Originalmente inviato da
luigi '84
Sentire qualcosa di vicino a sè significa viverlo con una componente ''patica'' cioè soffrirlo in qualche modo...come è mai possibile scegliere un percorso di formazione prescindendo dai propri problemi??''è dura se hai problemi irrisolti''??''ma questo non deve influire''??...mah!qui siamo sul grottesco...Fare psicoterapia non è fare il ragioniere o il bancario!Anzi bisogna vedere se sia innanzitutto un ''lavoro'' come in occidente esso è stato concepito nei secoli...
A parte questo...Io non so nulla di te ne di ciò che ti spinge alla 'professione' di psicoterapeuta ma ''professione'' deriva da 'professum' che significa in qualche modo ''dare testimonianza di sè'',della propria vita-vissuta,con quel cuore o nucleo caldo che da solo può dare adito a tante speranze...al di là di ogni discussione tecnica,, chi non ha ''vita'' da offrire deve girare alla larga dalla psicoterapia.
Non sto assulutamente dicendo nulla pro o contro di te (ci mancherebbe altro) ma il tuo intervento mi sembra mosso più che altro da profondo risentimento e non da considerazioni realmente ponderate...probabilmente mi sbaglio.
Saluti,
Luigi
Il tuo è un bellissimo intervento! Ti quoto in pieno, complimenti! :approved:
Chicca
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Riferimento: Perchè desiderate diventare psicoterapeuti?
Citazione:
Ragazzi vi chiedo una sola cosa e poi chiudiamo perchè ritengo che discutere così sia controproducente.
Proviamo a discutere in modo diverso, allora. La ritengo un'alternativa preferibile al non discutere. Perlomeno, posso provare a farlo.
Tu dici:
Citazione:
resto nella convinzione che la scelta sia comunque professionale. Personale si, ma più che altro dal tipo di approccio che una persona sente più vicina a sè non dal tipo di problemi che pensa di avere o non avere.
Personalmente non credo affatto ci essere nè presuntuosa nè bimba, ma che il lavoro di psicoterapeuta sia un lavoro e come tale vada trattato. Certo è dura se hai problemi gravi irrisolti, ma questa è un'altra faccenda e non deve influire sulle scelte. Altrimenti che fai quando hai risolto i problemi e se ne presenta un altro, scegli un altro approccio?
In fondo, non è una convinzione errata, a mio parere. Il lavoro di psicoterapeuta è, effettibamente, un lavoro. Con tutto quel che comporta. E' faticoso, ci vuole tempo per impararlo, se ne ricava un reddito con cui vivere. E bisognerebbe saperlo fare bene.
Per cui non mi pare un'idea così sbagliata quella di scegliere di continuare a studiare dopo la laurea per migliorare la propria formazione e capacità di intervento.
Non capisco bene quel che intendi dire quando affermi che l'avere problemi irrisolti è un'altra faccenda e non deve influenzare le scelte di formazione. Dato, a mio parere, che ci sono sempre problemi irrisolti con i quali confrontarci, e dato che io penso esista una dimensione della mente non cosciente che influenza il resto, ritengo che i problemi personali (qualuqnue cosa intendiamo con questa definizione) saranno comunque presenti nell'orientare le proprie scelte. Che lo si voglia o meno, che se ne sia consapevoli o meno.
Allora, a mio parere, meglio sapere perché si fa una scelta.
Citazione:
Non credo affatto di non avere problemi. Tutti dentro abbiamo qualcosa che ci portiamo dietro e che sarà dura affrontare, quando sarà il momento, ma non possiamo portarcelo in un colloquio.
Secondo me, dipende da cosa si intende per "portarselo ad un colloquio". Un conto è che alla domanda rispondiamo piangendo e raccontando la storia della nostra vita (e credo sarebbe assurdo). Un altro è che rispondiamo alla domanda tenendo conto di questo nostro "personale", che affrontiamo il colloquio sapendo che non esistono solo motivazioni razionali alle nostre azioni, esplicitandolo anche, se è il caso.
Citazione:
Se vi è già capitato di seguire qualche caso da soli vi sarete certamente resi conto che si può arrivare fino ad un certo punto e non oltre perchè non ne avete le capacità e le competenze. La risposta in questo caso è molto semplice e tutt'altro che ovvia. Inoltre mostrerebbe che siete consapevoli dei vostri limiti a livello professionale. LORO non vogliono le motivazioni profonde e personali del motivo per cui volete fare gli psicopterapeuti, ma quelle professionali.
La questione è quali siano queste capacità e competenze. E di come e dove si imparino. La scuola, per quel che è la mia esperienza, fornisce una serie di strumenti, di tecniche e di inquadramento teorico. Tutte cose utilissime, necessarie. Ma, per me e per quanto riguarda il mio indirizzo teorico, il lavoro su di sé, attraverso l'analisi personale e la relazione con il proprio terapeuta, rimane il luogo dove si impara veramente a fare il mestiere di terapeuta.
Per come vedo io la professione di psicoterapeuta, non si tratta di un'applicazione di tecniche, non è come fare il meccanico o il perito chimico. Qui si tratta di usare se stessi per ottenere un risultato di cambiamento. E se stessi vuol dire ogni parte di sé.
Non so da dove ti venga il sapere quel che vogliono sentirsi dire "LORO". Peraltro, è una domanda che non mi sono mai posto, nenache agli esami in università. Quando qualcuno mi fa una domanda, rispondo in base alle mie conoscenze, desideri, capacità. Non vedo cosa possa importare il cosa l'interlocutore vorrebbe sentirsi rispondere. Come dico spesso ai miei pazienti: "Può farmi le domande che vuole, ma non può pretendere che le risposte le debbano anche piacere".
Citazione:
Ma a questo punto vi si potrebbe rispondere che avreste fatto prima ad andare da uno psicoterapeuta piuttosto che a cercare di diventarlo.
E perché non andarci cercando di diventarlo?
Posso sbagliarmi, ma io leggo in questa tua affermazione una visione del terapeuta come un essere "perfetto", che ha "risolto i suoi problemi" e che, per questo motivo, è in grado di risolvere quelli degli altri.
A mio modo di vedere, però, il terapeuta è una persona come gli altri. L'unica differenza tra lui/lei e i suoi pazienti è che lui i suoi problemi li conosce meglio di loro, ed ha imparato ad utilizzarli come punti di forza, senza vederli sempre e soltanto come debolezze indesiderate. Se vogliamo usare un gergo più tecnico, direi che ha un'area di consapevolezza di sé maggiore rispetto ad altri.
Ma è cattivo, brutto e sporco come chiunque altro. Solo che lo sa, non se ne vergogna e non lo nega. Soprattutto, non lo nega a se stesso.
Spero di risentirti.
Buona vita
Guglielmo
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Riferimento: Perchè desiderate diventare psicoterapeuti?
Citazione:
Originalmente inviato da
willy61
Proviamo a discutere in modo diverso, allora. La ritengo un'alternativa preferibile al non discutere. Perlomeno, posso provare a farlo.
Tu dici:
In fondo, non è una convinzione errata, a mio parere. Il lavoro di psicoterapeuta è, effettibamente, un lavoro. Con tutto quel che comporta. E' faticoso, ci vuole tempo per impararlo, se ne ricava un reddito con cui vivere. E bisognerebbe saperlo fare bene.
Per cui non mi pare un'idea così sbagliata quella di scegliere di continuare a studiare dopo la laurea per migliorare la propria formazione e capacità di intervento.
Non capisco bene quel che intendi dire quando affermi che l'avere problemi irrisolti è un'altra faccenda e non deve influenzare le scelte di formazione. Dato, a mio parere, che ci sono sempre problemi irrisolti con i quali confrontarci, e dato che io penso esista una dimensione della mente non cosciente che influenza il resto, ritengo che i problemi personali (qualuqnue cosa intendiamo con questa definizione) saranno comunque presenti nell'orientare le proprie scelte. Che lo si voglia o meno, che se ne sia consapevoli o meno.
Allora, a mio parere, meglio sapere perché si fa una scelta.
Secondo me, dipende da cosa si intende per "portarselo ad un colloquio". Un conto è che alla domanda rispondiamo piangendo e raccontando la storia della nostra vita (e credo sarebbe assurdo). Un altro è che rispondiamo alla domanda tenendo conto di questo nostro "personale", che affrontiamo il colloquio sapendo che non esistono solo motivazioni razionali alle nostre azioni, esplicitandolo anche, se è il caso.
La questione è quali siano queste capacità e competenze. E di come e dove si imparino. La scuola, per quel che è la mia esperienza, fornisce una serie di strumenti, di tecniche e di inquadramento teorico. Tutte cose utilissime, necessarie. Ma, per me e per quanto riguarda il mio indirizzo teorico, il lavoro su di sé, attraverso l'analisi personale e la relazione con il proprio terapeuta, rimane il luogo dove si impara veramente a fare il mestiere di terapeuta.
Per come vedo io la professione di psicoterapeuta, non si tratta di un'applicazione di tecniche, non è come fare il meccanico o il perito chimico. Qui si tratta di usare se stessi per ottenere un risultato di cambiamento. E se stessi vuol dire ogni parte di sé.
Non so da dove ti venga il sapere quel che vogliono sentirsi dire "LORO". Peraltro, è una domanda che non mi sono mai posto, nenache agli esami in università. Quando qualcuno mi fa una domanda, rispondo in base alle mie conoscenze, desideri, capacità. Non vedo cosa possa importare il cosa l'interlocutore vorrebbe sentirsi rispondere. Come dico spesso ai miei pazienti: "Può farmi le domande che vuole, ma non può pretendere che le risposte le debbano anche piacere".
E perché non andarci cercando di diventarlo?
Posso sbagliarmi, ma io leggo in questa tua affermazione una visione del terapeuta come un essere "perfetto", che ha "risolto i suoi problemi" e che, per questo motivo, è in grado di risolvere quelli degli altri.
A mio modo di vedere, però, il terapeuta è una persona come gli altri. L'unica differenza tra lui/lei e i suoi pazienti è che lui i suoi problemi li conosce meglio di loro, ed ha imparato ad utilizzarli come punti di forza, senza vederli sempre e soltanto come debolezze indesiderate. Se vogliamo usare un gergo più tecnico, direi che ha un'area di consapevolezza di sé maggiore rispetto ad altri.
Ma è cattivo, brutto e sporco come chiunque altro. Solo che lo sa, non se ne vergogna e non lo nega. Soprattutto, non lo nega a se stesso.
Spero di risentirti.
Buona vita
Guglielmo
Il giorno che riuscirò a spiegarmi in modo così chiaro e lineare potrò dire di aver fatto un altro piccolo passo avanti! :approved:
Chicca
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Riferimento: Perchè desiderate diventare psicoterapeuti?
Salve a tutti!
Ho dato una lettura veloce ai vari passaggi della discussione, ero entrata nel forum perché in questo periodo sto sostenendo qualche colloqui per iscrivermi alla scuola di psicoterapia. Ne ho effettuati due e non so ancora chi e quando mi dirà di sì.
Farò l esame di stato nel giugno prossimo, ero indecisa se aspettare du superare l'esame prima di iscrivermi, ma ho pensato che se mi impegno e studio come ho sempre fatto, ho delle possibilità di passare l'esame di stato al primo tentativo...
Al di là di questo, in entrambi i casi mi è stato chiesto, tra le varie cose, quale è il motivo per cui voglio fare psicoterapia. Era una domanda che mi aspettavo, ma non mi ero preaparata una frase a memoria.
La prima motivazione che ho detto è quella professionale; vorrei apprendere competenze, strumenti, modalità per lavorare. Ora come ora , sarò laureata in psicologia ma non mi sento di avere chissà quali basi per fare davvero questo lavoro.
Poi mentre il colloquio avanzava, il direttore è riuscito a farmi esprimere ciò che già sentivo in me, ma che non avrei esplicitato se non sollecitata: psicoterapia non è un lavoro qualunque, devi essere maturo e consapevole di sé per fare un buon lavoro. Altrimenti sei uno psioterapeuta artefatto, a quel punto non sei nemmeno terapeuta.
Attraverso la scuola di psicoterapia, parlo per me (ognuno ha le sue idee), cerco anche una strada di crescita personale, per vivere meglio e amare meglio.
Saluti
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Riferimento: Perchè desiderate diventare psicoterapeuti?
Citazione:
Originalmente inviato da
agnesetiziana
MA COME SI FA AD USCIRE CON GLI OCCHI LUCIDI DA UN COLLOQUIO PER UNA SCUOLA?????????????????
ED E' SOLO UNA DELLE RISPOSTE ASSURDE CHE HO LETTO IN QUESTO THREAD!
SCUSATEMI...NON E' PRESUNZIONE MA RABBIA. SIAMO PSICOLOGI, NON CAGNOLINI ABBANDONATI IN CERCA DI COCCOLE E COMPASSIONE!
VI SPIIEGO UNA COSA:
Se vi è già capitato di seguire qualche caso da soli vi sarete certamente resi conto che si può arrivare fino ad un certo punto e non oltre perchè non ne avete le capacità e le competenze. La risposta in questo caso è molto semplice e tutt'altro che ovvia. Inoltre mostrerebbe che siete consapevoli dei vostri limiti a livello professionale. LORO non vogliono le motivazioni profonde e personali del motivo per cui volete fare gli psicopterapeuti, ma quelle professionali. Dare motivazioni personali sarebbe come dire: "Mi sono iscritta a Psicologia perchè voglio conoscermi meglio e risolvere i miei problemi psicologici e visto che la laurea non mi è bastata allora passo al livello successivo". Ma a questo punto vi si potrebbe rispondere che avreste fatto prima ad andare da uno psicoterapeuta piuttosto che a cercare di diventarlo.
La risposta esatta è: "PERCHE' MI SONO RESA CONTO CHE LA MIA PREPARAZIONE PROFESSIONALE E' LIMITATA E CHE PER LAVORARE BENE DEVO ABBATTERE IL LIMITE DOVUTO ALLA MIA SCARSA PREPARAZIONE, PRIMA ANCORA DI QUELLO DOVUTO ALLA MIA SCARSA ESPERIENZA"
Spero di avervi aiutati e di non essere stata antipatica perchè non era m ia intenzione.
Io spezzo una lancia a tuo favore.
Anche io sono dell'idea che ad un colloquio per una scuola non sia corretto mettersi a raccontare la propria storia personale.
Si va a fare un colloquio come futuri studenti, come persone adulte.Dovrebbe essere un colloquio conoscitivo ed informativo svolto da persona adulta a persona adulta.
Non ci si deve porre, per me, come dei pazienti.
e non trovo nemmeno giusto l'atteggiamento di quei professori che la prima volta che ti vedono hanno la pretesa di farti domande personali "per vedere come reagisci".Mi sembra un arroccarsi nel proprio ruolo, una smania di onnipotenza che l'eventuale alunno non dovrebbe assecondare con motivazioni tipo"ho dei problemi che cerco di risolverli con questo percorso".Non mi sembra un atteggiamento adulto.
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Riferimento: Perchè desiderate diventare psicoterapeuti?
Grazie. Finalmente qualcuno che non mi fa una "cazziata" perchè sono dura. Evviva!!! :)
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Riferimento: Perchè desiderate diventare psicoterapeuti?
sinceramente non mi sono posta nè come paziente e nè come bambina (dopo quasi 5 nni di analisi penso di essere andata ben oltre nel mio percorso di sviluppo, e tra l'altro non vedo da dove mai possa arrivare tale presunta osservazione), pensavo che il pensiero espresso fosse chiaro ma evidentemente non lo è. credo che comunque rileggendo possa essere più chiaro, perchè veramente è stato spiegato in tutte le salse quello che si intendeva dire. ho fatto il mio colloquio e non ho parlato nè delle mie storie personali e nè mi sono posta come un cagnolino spaurito: ho semplicemente cercato di analizzare le mie motivazioni e se questo per voi significa porsi come dei pazienti allora non so proprio che dirvi (che poi tra l'altro prima o poi pazienti lo sarete anche voi!). se riflettere ed analizzare è concepito da voi in questo modo, almeno evitate di dare giudizi così sparati su quello che fanno gli altri perchè siete proprio fuori strada!
chicca
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Riferimento: Perchè desiderate diventare psicoterapeuti?
Citazione:
Originalmente inviato da
agnesetiziana
Grazie. Finalmente qualcuno che non mi fa una "cazziata" perchè sono dura. Evviva!!! :)
per me non sei dura ma semplicemente sincera ed oggettiva.Poi anche io la penso come te.Ciao.
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Riferimento: Perchè desiderate diventare psicoterapeuti?
Citazione:
Originalmente inviato da
chiccarella
sinceramente non mi sono posta nè come paziente e nè come bambina (dopo quasi 5 nni di analisi penso di essere andata ben oltre nel mio percorso di sviluppo, e tra l'altro non vedo da dove mai possa arrivare tale presunta osservazione), pensavo che il pensiero espresso fosse chiaro ma evidentemente non lo è. credo che comunque rileggendo possa essere più chiaro, perchè veramente è stato spiegato in tutte le salse quello che si intendeva dire. ho fatto il mio colloquio e non ho parlato nè delle mie storie personali e nè mi sono posta come un cagnolino spaurito: ho semplicemente cercato di analizzare le mie motivazioni e se questo per voi significa porsi come dei pazienti allora non so proprio che dirvi (che poi tra l'altro prima o poi pazienti lo sarete anche voi!). se riflettere ed analizzare è concepito da voi in questo modo, almeno evitate di dare giudizi così sparati su quello che fanno gli altri perchè siete proprio fuori strada!
chicca
Mi sembra che qui quella fuori strada sia tu che ti senti sempre colpita!
Apparte che se io devo essere paziente (e lo sono stata) vado da uno psicologo non da un professore di una scuola, comunque ognuno parla in base alle proprie esperienze, che non significa avercela con te, come tu interpreti continuamente visto che ti senti giudicata.
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Riferimento: Perchè desiderate diventare psicoterapeuti?
Citazione:
Originalmente inviato da willy61
Quando qualcuno mi fa una domanda, rispondo in base alle mie conoscenze, desideri, capacità. Non vedo cosa possa importare il cosa l'interlocutore vorrebbe sentirsi rispondere. Come dico spesso ai miei pazienti: "Può farmi le domande che vuole, ma non può pretendere che le risposte le debbano anche piacere"
Questo è un atteggiamento ingenuo e non funziona quando a noi non interessa tanto esprimere le nostre idee o quel che ci passa per la testa, ma ottenere qualcosa dall'interlocutore.
Qui c'è un problema: cosa rispondere ad una domanda per l'ammissione ad una scuola di specializzazione?
Ora suppongo che chi l'ha posta si stia chiedendo anche dall'altra parte cosa vogliono sentirsi rispondere, perché in fin dei conti si è preoccupati del fatto che una certa risposta possa influenzare negativamente chi sta lì a giudicare se si è idonei o meno. Se non ci fosse questo problema non vedo perché preoccuparsi tanto, si protrebbe rispondere anche con un "non sono affari suoi" e chiudere il discorso.
Io a questo punto direi di cercare di capire perché in una scuola di specializzazione viene posta una domanda del genere, cosa gli interessa davvero sapere? Ed in base a che cosa una risposta potrebbe essere giudicata "scorretta".
L'intervento di agnesetiziana (ho sbagliato a riportare il nome :D) secondo me coglieva aspetti importanti del problema posto inizialmente.
Un saluto
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Riferimento: Perchè desiderate diventare psicoterapeuti?
Ciao Char_lie
Forse adottare questo "atteggiamento ingenuo" può non funzionare quando desideri vendere qualcosa a qualcuno. Quando si tratta di una domanda su se stessi, credo sia opportuno rispondere in base a se stessi, non in base ad altri.
È interessante questo tuo modo di affrontare le situazioni trasformandole in "problemi". Quale problema? C'è una domanda. Si può:
a) rispondere
b) non rispondere
Se si decide per l'opzione a), è possibile:
a.1) Rispondere sulla base delle proprie opinioni e delle proprie sensazioni ed emozioni
a.2) Rispondere sulla base dell'ipotesi che ci si fa circa le preferenze dell'interlocutore (il che apre a una serie di divertentissimi scenari del tipo: "Io penso che lui/lei voglia sentirsi dire questo e quest'altro, quindi glie lo dico. Ma se poi mi sbaglio, cosa succede? Allora forse è meglio che gli dica quest'altra cosa... " e così via :) ).
Io penso semplicemente che, se una persona, dopo 5 anni di università e uno di tirocinio e un esame di stato (il che presuppone abbia ormai un'età che consente alla persona stessa di essere mediamente fiduciosa nelle sue capcità e possibilità) sta ancora lì a chiedersi se le sue risposte fanno piacere a qualcun altro, allora fanno bene a non ammetterla alla scuola di specializzazione.
Perché la pongano non ne ho idea. Occorrerebbe chiederlo a chi la pone.
Ingenua-mente
Guglielmo
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Riferimento: Perchè desiderate diventare psicoterapeuti?
Citazione:
Originalmente inviato da willy61
Ciao Char_lie
Forse adottare questo "atteggiamento ingenuo" può non funzionare quando desideri vendere qualcosa a qualcuno. Quando si tratta di una domanda su se stessi, credo sia opportuno rispondere in base a se stessi, non in base ad altri.
È interessante questo tuo modo di affrontare le situazioni trasformandole in "problemi". Quale problema? C'è una domanda. Si può:
a) rispondere
b) non rispondere
Se si decide per l'opzione a), è possibile:
a.1) Rispondere sulla base delle proprie opinioni e delle proprie sensazioni ed emozioni
a.2) Rispondere sulla base dell'ipotesi che ci si fa circa le preferenze dell'interlocutore (il che apre a una serie di divertentissimi scenari del tipo: "Io penso che lui/lei voglia sentirsi dire questo e quest'altro, quindi glie lo dico. Ma se poi mi sbaglio, cosa succede? Allora forse è meglio che gli dica quest'altra cosa... " e così via ).
Io penso semplicemente che, se una persona, dopo 5 anni di università e uno di tirocinio e un esame di stato (il che presuppone abbia ormai un'età che consente alla persona stessa di essere mediamente fiduciosa nelle sue capcità e possibilità) sta ancora lì a chiedersi se le sue risposte fanno piacere a qualcun altro, allora fanno bene a non ammetterla alla scuola di specializzazione.
Perché la pongano non ne ho idea. Occorrerebbe chiederlo a chi la pone.
Ingenua-mente
Guarda che è comunque una nostra opinione (nel senso di conoscenza soggettiva aperta all'errore) anche quello che può pensare e credere un'altra persona. E poi insomma tu dovresti chiederti "desidero essere ammesso a questa scuola?"
Sì o No?
Questo è già un tuo desiderio e perciò per rispondere adeguatamente rispetto a questo non puoi non tener conto di quello che si aspettano che tu risponda a questo tipo di colloqui.
Una volta la pensavo come te, ora non più, è utile conoscere i motivi per cui facciamo qualcosa ma molto spesso non è utile farli conoscere ad altre persone, e non riesco a capire perché bisogna essere sempre sinceri e rispondere soltanto in base a certe sensazioni ed emozioni, quando poi tutto questo ci può danneggiare fortemente.
Ad esempio se una persona ha scelto di studiare psicologia anche perché ha un certo disturbo, non so fino a che punto le sia utile renderlo noto ad un interlocutore che può decidere di impedirle di frequentare una scuola di specializzazione.
Questo già esclude certe risposte secondo me in base al giudizio dell'interlocutore e non al tuo personale parere e modo di vedere le cose: dal tuo punto di vista tu puoi credere che non sia così importante questo tuo disturbo e che non ti impedirà di fare quel che desideri fare ma l'altra persona su questo potrebbe non essere tanto d'accordo con te ed investire le risorse disponibili su altre persone escludendoti dal gioco.
Questi non sono scenari divertenti come dici, poi se per te non si pongono nemmeno questi problemi, beh allora suggerisci pure a chiunque di rispondere in base a sensazioni ed emozioni. L'analisi di un problema dovrebbe spingersi un po' oltre secondo me.
Io ad esempio ritengo che certi test di intelligenza siano stupidi e mi andrebbe davvero di rispondere come mi pare, ma se questi poi vengono usati per selezionare questa o quella persona per un lavoro o altro, inizio a pormi anche il problema di cosa si aspettano che io risponda a questi test, la cosiddetta risposta "corretta".
Tieni presente che rispondo sempre in base ad un mio desiderio ma la strategia che pianifico dipende anche dalle aspettative che credo abbiano altre persone nei confronti delle mie risposte. Tutte queste cose non le si può disgiungere così facilmente come pensi di fare tu.
Un saluto.
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Riferimento: Perchè desiderate diventare psicoterapeuti?
Char_lie scriva: "Ad esempio se una persona ha scelto di studiare psicologia anche perché ha un certo disturbo, non so fino a che punto le sia utile renderlo noto ad un interlocutore che può decidere di impedirle di frequentare una scuola di specializzazione."
Questo tuo modo di affrontare la questione parte da una premessa non dichiarata: che la presenza o l'assenza di un "disturbo" (che, a sua volta, viene ritenuta da un soggetto essere la motivazione che l'ha condotto allo studio ed alla pratica della psicologia) possa essere criterio di esclusione o inclusione.
Ma questa premessa non tiene conto del fatto che la domanda può venire posta anche per altri motivi. Tra i quali quello di comprendere come, dato l'interlocutore cui viene posta, sia possibile ottenere il risultato migliore in termini di formazione.
Cioè: "Se questo candidato è schizoide, quale sarà il percorso formativo ottimale, all'interno della mia scuola, per consentirgli di diventare un buon terapeuta? In quale contesto sarà preferibile inserirlo? All'interno di quale struttura di gruppo? Quali insegnanti sono più in grado di lavorare con questa persona?"
Poi, puoi anche dirmi che la pensi in modo differente, non è un problema. Ma dare per scontato che l'altro ia sempre e soltanto un giudice con la mannaia non mi sembra porti a grandi risultati. Secondo me, ovvio.
Bona vita
Guglielmo
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Riferimento: Perchè desiderate diventare psicoterapeuti?
Citazione:
Originalmente inviato da willy61
Char_lie scriva: "Ad esempio se una persona ha scelto di studiare psicologia anche perché ha un certo disturbo, non so fino a che punto le sia utile renderlo noto ad un interlocutore che può decidere di impedirle di frequentare una scuola di specializzazione."
Questo tuo modo di affrontare la questione parte da una premessa non dichiarata: che la presenza o l'assenza di un "disturbo" (che, a sua volta, viene ritenuta da un soggetto essere la motivazione che l'ha condotto allo studio ed alla pratica della psicologia) possa essere criterio di esclusione o inclusione.
Ma questa premessa non tiene conto del fatto che la domanda può venire posta anche per altri motivi. Tra i quali quello di comprendere come, dato l'interlocutore cui viene posta, sia possibile ottenere il risultato migliore in termini di formazione.
Cioè: "Se questo candidato è schizoide, quale sarà il percorso formativo ottimale, all'interno della mia scuola, per consentirgli di diventare un buon terapeuta? In quale contesto sarà preferibile inserirlo? All'interno di quale struttura di gruppo? Quali insegnanti sono più in grado di lavorare con questa persona?"
In questo particolare caso il colloquio serve in parte per giudicare l'idoneità o meno del candidato (non credo sia tanto irragionevole supporlo). Visto che è un colloquio preliminare le tue motivazioni riguardo a questa domanda (quella riguardo insomma alle motivazioni del candidato) le trovo poco plausibili per il semplice fatto che tutto questo lo si può decidere anche dopo.
Se l'esaminatore deve parlare con tante persone secondo te può mettersi a perdere tempo su aspetti riguardo ai quali si può discutere in seguito?
Stiamo parlando di un colloquio di ammissione, e non di un colloquio che serve ad individuare le attitudini di una persona per inserirla in questo o quel gruppo.
Non ho detto da nessuna parte che l'altro in ogni caso e situazione sia un giudice con la mannaia, che tra l'altro deve avere a disposizione una qualche mannaia nei nostri confronti.
Comunque almeno adesso hai iniziato a chiederti anche tu quali sono i motivi della domanda che viene posta come vedi, ed a fare anche ipotesi tue. Io avevo scritto infatti:
Citazione:
Io a questo punto direi di cercare di capire perché in una scuola di specializzazione viene posta una domanda del genere, cosa gli interessa davvero sapere?
Insomma le informazioni che diamo al nostro interlocutore in che modo verranno usate? Nel cercare di dare una "buona risposta" non possiamo non tener conto di tutto questo, altrimenti una risposta risulta equivalente ad un'altra se non abbiamo nemmeno vagamente in mente i motivi che spingono l'esaminatore a chiederci una cosa del genere. Se sono veri i tuoi motivi potremmo anche parlargli del nostro disturbo ma se le cose non stessero così? Bisogna pur ragionarci un po' su, non credi?
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Riferimento: Perchè desiderate diventare psicoterapeuti?
Citazione:
Originalmente inviato da
Char_Lie
In questo particolare caso il colloquio serve in parte per giudicare l'idoneità o meno del candidato (non credo sia tanto irragionevole supporlo).
Idoneità del candidato? Plausibile, ma - a mio parere - parziale.
Parziale perché questa tua ipotesi prende in considerazione solamente una parte, un lato della relazione, una delle due persone presenti.
Ma un colloquio, anche un colloquio di selezione, è un'interazione tra due persone. Ognuna delle quali ha degli obiettivi, delle motivazioni e un cervello per ragionare.
Quindi, serve in parte per valutare il candidato ma, per l'altra parte, per valutare la scuola. O il candidato è un incapace? Non può essere che, a seconda delle domande che ti vengono poste, e delle reazioni che il valutatore ha di fronte alle tue risposte, tu possa modificare la tua valutazione iniziale della scuola? Modificarla sia in senso positivo (sì, questa è la scuola che fa per me) sia in senso negativo (no, probabilmente mi ero sbagliato. Non entrerei mai in una scuola che mi metta di fronte a domande di questo genere).
Voglio dire che qui non abbiamo a che fare con una parte che è in posizione di potere rispetto ad un'altra. Abbiamo a che fare con due soggetti che si incontrano. Ognuno dei due valuta l'altro, ognuno dei due assume, alla fine, delle decisioni in base a quel che è accaduto.
Citazione:
Originalmente inviato da
Char_Lie
Visto che è un colloquio preliminare le tue motivazioni riguardo a questa domanda (quella riguardo insomma alle motivazioni del candidato) le trovo poco plausibili per il semplice fatto che tutto questo lo si può decidere anche dopo.
Se l'esaminatore deve parlare con tante persone secondo te può mettersi a perdere tempo su aspetti riguardo ai quali si può discutere in seguito?
Stiamo parlando di un colloquio di ammissione, e non di un colloquio che serve ad individuare le attitudini di una persona per inserirla in questo o quel gruppo.
Il fatto che tu le trovi molto o poco plausibili non implica che non siano verosimili.
Quanto al fatto che tu trovi "una perdita di tempo" il ragionare su questi aspetti, ti faccio solo presente che ammettere una persona ad una scuola di specializzazione significa esattamente "individuare le attitudini di una persona per inserirla in questo o quel gruppo.", dato che la formazione avviene in gruppo, non in modo individuale. Di conseguenza, la fase di valutazione dei candidati è anche la fase di formazione del gruppo di lavoro.
....
Citazione:
Originalmente inviato da
Char_Lie
Insomma le informazioni che diamo al nostro interlocutore in che modo verranno usate? Nel cercare di dare una "buona risposta" non possiamo non tener conto di tutto questo, altrimenti una risposta risulta equivalente ad un'altra se non abbiamo nemmeno vagamente in mente i motivi che spingono l'esaminatore a chiederci una cosa del genere. Se sono veri i tuoi motivi potremmo anche parlargli del nostro disturbo ma se le cose non stessero così? Bisogna pur ragionarci un po' su, non credi?
Credo, Char_Lie, che esista una differenza tra il dubbio come metodo e il dubbio sistematico. Credo anche che non sia possibile "tenere conto di tutto", anzi, ritengo non sia nemmeno desiderabile. A forza di ragionare su come si fa a muovere i piedi in modo sincrono anche un essere umano (per non parlare di un millepiedi) smette di essere capace di camminare.
Dal mio punto di vista, tutte queste riflessioni, dubbi, contorcimenti sul "cosa può pensare l'altro di quel che gli risponderò", hanno un loro senso se restiamo su un piano puramente cognitivo. Dato però che, dal mio personale punto di vista, il lavoro psicoterapeutico è un lavoro che si effettua in prevalenza su aspetti non coscienti, affettivi, corporei, focalizzarsi eccessivamente su questo piano non serve. Né a "curare", né a "imparare a curare".
Buona vita
Guglielmo