secondo voi il suicidio si può prevenire o no? e se si, come?
ciao
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secondo voi il suicidio si può prevenire o no? e se si, come?
ciao
Si può prevenire secondo me;il suicidio si verifica quasi sempre nel corso di 2 disturbi mentali gravi:schizofrenia o depressione;perciò si possono individuare le persone che sono più a rischio.Cioè idee suicide vengono fatte quasi da tutti prima o poi nel corso della vita,ma tentativi veri e propri e predisposti in modo da avere poche possibilità di salvezza quasi solo in questi 2 casi.A questo punto purtroppo è vero che mentre gli schizofrenici generalmente vengono riconosciuti come sofferenti,spesso non ci si accorge che una persona è depressa grave.
no :dunno:
secondo me (ed è un'idea corroborata dai miei studi) purtroppo nn si può fare nulla...c'è un capitoletto interessante al proposito sul Gabbard, domani trascrivo i punti importanti...
e già che ci sono vi metto anche qualche link (che devo andare a ritrovare) su studi al riguardo...
notte :yawn:
eccomi qui..
come dicevo volevo riportarvi alcune considerazioni dal Gabbard...più precisamente dal capitolo che tratta i disturbi affettivi:
[...]i pazienti che sono veramente intenzionati ad uccidersi finiranno col farlo. Nessuna unità di contenzione fisica attenta osservazione e capacità clinica può fermare il pz realmente determinato al suicidio[...]Olin(1976) ha addirittura suggerito che se in un particolare ospedale nn si verifica mai un suicidio, è possibile che i membri dello staff si stiano assumendo una responsabilità eccessiva per il comportamento del pz.I clinici dovrebbero invece evidenziare ripetutamente che è responsabilità di ciascun pz iparare a verbalizzare gli impulsi suicidi piuttosto che metterli in atto.
[...]Nonostante una corposa mole di letteratura sui fattori di rischio per il suicidio a breve e lungo termine la nostra capacità di prevedere il suicidio di un paziente è ancora limitata (cfr--> GOLDSTEIN, R.B., BLACK D.W. NASRALLAH A. ET AL.(1991) The prediction of suicide: sensitivity specificity and predictive value of a multiyriad model applied to suicide among 1906 patients with affective disorders. Arch. Gen. Psychiatry 56 pp 519-526)
[...]Il mezzo principale per valutare un rischio imminente di suicidio in un setting clinico è la comunicazione verbale del pz rispetto alle sue intenzioni o un'azione chiaramente suicidaria nei suoi intenti.I clinici nn possono leggere nella mente e nn devono rimproverarsi per i loro fallimenti quando nn sono presenti indicazioni chiare verbali e nn di rischio suicidario. Uno studio ha rilevato che in 571 casi di suicidio soltanto il 36 % dei pz che erano in terapia psichiatrica comunicò un intento suicidario.(Isometsa et al. 1995)
Quello che dice Parsifal è vero...in teoria: ma penso sia utopistico pensare (allo stato attuale delle cose) che il suicidio sia prevenibile.
Se sapete l'inglese--> >>QUI<< c'è il sito dell'American Foundation for Suicide Prevention
Per Nico o Haruka: si può spostare questo thread nella stanza di psicologia clinica?
grazie :D
Ciao a tutti,
io mi trovo d'accordo con quanto dice Mia (ancora una volta:) )
Ho fatto la mia tesi di laurea proprio sul suicidio e sul tentato suicidio.
Da quanto ne ho capito è pressochè impossibile prevenire il suicidio, nel senso di cercare di evitarlo con persone che hanno una ferma intenzione al riguardo.
:(
Tuttavia, è sempre possibile cercare di far sì che il soggetto trovi un accoglimento dei suoi bisogni e della sua disperazione, oltre che del proprio bisogno di esprimere l'aggressività e la protesta.
Inoltre, è da considerare che buona parte dei soggetti che tentano il suicidio si trovano, nella situazione contingente, in uno stato mentale fortemente disorganizzato come osservano a riguardo Laufer M. e Laufer E.M.
Si può fare qualcosa per prevenire le disastrose e spesso fatali ricadute di un TS cercando di curare il soggetto che, quasi sempre, è sofferente sotto l'aspetto psicopatologico.
In sintesi se uno si suicida è evidente che noi non possiamo porvi rimedio, perchè lui stesso ha attuato un piano che è irrecuperabile per definizione.
:(
Tuttavia possiamo cercare in chi tenta il suicidio (senza peraltro riuscirci) le motivazioni di questa condotta ed è possibile prendersi cura della relativa psicopatologia sottostante.:)
Inoltre, non mi trovo pienamente d'accordo con Parsifal, quando dice che il suicidio occorre quasi sempre nella depressione e nella schizofrenia. Purtroppo, il suicidio è attuabile da chiunque (ricordo a tal proposito il suicidio per onore, tipico di alcune culture come quella giapponese o quella degli antichi romani).
Tuttavia è pur vero che vi è quasi sempre una psicopatologia sottostante. Questa però, non sempre corrisponde ai due disturbi citati da Parsifal.
Insomma, stiamo entrando in un argomento davvero complesso:wink:
Grazie Alborr :D
in effetti leggendo qua e la...
da www.medscape.com
In a large population-based study, 72208 individuals registered in the Danish Psychiatric Case register were assessed for all unnatural causes of death over a 20-year period.[20**] Suicide was the leading cause of unnatural death, claiming 12977 lives. Personality disorders constituted the second most frequently diagnostic category associated with completed suicide (n=2016), only behind affective psychoses (n=3150).
A psychological autopsy study found that about one-third of patients who had killed themselves met either DSM and/or International Classification of Disease criteria for Antisocial, Borderline, or Narcissistic Personality Disorder.[21] An ambitious 18-year follow-up study of 7921 UK psychiatric patients found that in males personality disorders were the third most common psychiatric diagnosis associated with completed suicide - higher than reported in most earlier studies.[22] This was consistent with an older national Finnish study of completed suicide in a 1-year period which found 31% had a DSM-IV axis II diagnosis and only 12% had single axis I diagnosis without some psychiatric co-morbidity.[23]
(se nn capite fate un fischio e traduco ;) )
quindi i distrubi di personalità (soprattutto quelli del cluster B ) e la comorbilità psichiatrica sembrano essere fattori di rischio più importanti della sola depressione...così come lo sono alcolismo&co
questo articolo è molto interessante...però è in inglese e bisogna registrarsi (è gratis, se avete voglia di "perdere un po' di tempo...)
voglio altri interventi!!!su su!! :D
Non ho ancora studiato praticamente nulla al riguardo quindi parlo da digiuna.... ma io spero che si possa prevenire in qualche modo certo la persona depressa o schizofrenica dovrebbe avere voglia di chiedere aiuto e quindi forse la prevenzione è un pò paradossale vista da quest'ottica ma in cuor mio ci spero.
Direi che sia la depressione grave sia i disturbi di personalità,borderline ad esempio,siano fattori fortemente predisponenti il suicidio.
Tra i sintomi propri della depressione maggiore,ma anche del disturbo bipolare,ci sono i pensieri relativi alla morte;questi sono dio gravità crescente( e possono essere individuati e valutati nella loro pericolosità nei depressi).Al livello più basso sono pensieri ricorrenti riguardanti la morte in generale;poi si hanno le idee riguardanti la propria morte o il proprio funerale;poi idee con le quali si pianifica il suicidio,ed infine i tentativi veri e propri:tra questi poi ci possono essere tentativi che mantengono per le loro modalità ampie possibilità di sopravvivenza fino a quelli che non prevedono quasi nessuna possibilità di sopravvivenza.
Alla base della depressione grave inoltre,in particolare di quella non melanconica o meglio di quella caratterizzata da umore depresso,ma non da anedonia,sembra esserci da un punto di vista cognitivo la percezione di un futuro senza speranza;naturalmente questa idea può facilmente portare a pensieri di suicidio.
In questi casi la prevenzione è possibile,nel senso che individuata la depressione coi suoi pensieri di morte si riconosce il rischio di suicidio.A questo punto una volta curata la depressione,e ristabilito un pensiero normale anche i tentativi di suicidio vengono meno.
Tenendo sempre presente che spesso nella depressione unipolare i suicidi avvengono nella prima fase di somministrazione dei farmaci piuttosto che prima dell'inizio della terapia;inoltre nel disturbo bipolare più frequentemente nelle fasi maniacali piuttosto che in quelle depressive.
Anche i disturbi di personalità possono essere fattori predisponenti;ad esempio il borderline,soprattutto perchè è caratterizzato anche da fenomeni di acting out e quindi dalla difficoltà del soggetto di inibire anche comportamenti autodistruttivi.
Chiaramente se si somma un disturbo di questo genere alla depressione il rischio cresce notevolmente.
Tra l'altro questo disturbo di personalità e la depressione tendono a presentarsi insieme,cioè chi soffre di un disturbo borderline ha probabilità elevate anche di ammalarsi di depressione
Prima di tutto grazie a Manu e a Matteo :D:mumble: ma quante volte viene individuata?Citazione:
Originariamente postato da Parsifal
In questi casi la prevenzione è possibile,nel senso che individuata la depressione coi suoi pensieri di morte si riconosce il rischio di suicidio.A questo punto una volta curata la depressione,e ristabilito un pensiero normale anche i tentativi di suicidio vengono meno.
Spesso il depresso nn ritiene di essere afflitto da una patologia...e spesso chi dovrebbe accorgersi che "qualcosa nn va" (e qui secondo me sarebbe particolarmente importante il ruolo di figure "secondarie" quali il medico di famiglia - e su questo si potrebbero fare discorsi chilometrici- o ad esempio gli insegnanti se parliamo di un adolescente - a quando lo psicologo nelle scuole?- et similia) nn se ne accorge...nn so se ci sono in giro stime riguardanti il numero di pazienti diagnosticati in rapporto al numero probabile di persone che restano senza diagnosi e senza terapia...cercherò!!
Per il resto del discorso di Matteo...magari ci torno su con più calma!
Attendo numerosi feedback :D
ogni caso è diverso, qualcuno forse si può prevenire, ma alle volte per quanto amore e cure possano esserci intorno, è dura entrare per spezzare il vortice di pensieri folli dolorosi irrazzionali ma pur sempre umani di un prossimo suicida. se prevenzione dev'essere và fatta all'origine, in lontananza, perchè da lontano arrivano i problemi e l'urlo dei disperati.
Vi prego non uccidetemi :)
ma potete parlare con parole più semplici?
Sono ancora alle prime armi e per leggervi sto andando avanti con le garzantine :asd:
Non è una polemica anzi non vedo l'ora di capire e di conseguenza di parlare come voi. Ma nel frattempo mi date una mano? :smack:
Volentieri Manu :D
però mi spieghi cosa nn ti è chiaro?Se no nn so da che parte iniziare :sbonk:
Grazie Mia :)Citazione:
[i] Parsifal:
Anche i disturbi di personalità possono essere fattori predisponenti;ad esempio il borderline,soprattutto perchè è caratterizzato anche da fenomeni di acting out e quindi dalla difficoltà del soggetto di inibire anche comportamenti autodistruttivi.
[/B]
Che cos'è il disturbo di personalità borderline? e L'acting out?
Per il resto mi piace molto leggervi e riflettevo su una cosa la difficoltà nel prevenire può essere anche perchè la maggior parte dei suicidi sono non premeditati o non è così?
Manu :D sul disturbo di personalità borderline abbiamo >>QUI<< un thread che dovrebbe toglierti ogni dubbio :D
L'acting out è la tendenza ad agire conflitti, atteggiamenti e ricordi nn attraverso le parole, in modo consapevole, ma attraverso le azioni...si parla di acting out o in un contesto psicoanalitico (o cmq psicoterapeutico) (es. il pz si può comportare in un determinato modo col terapeuta - arrivare sistematicamente in ritardo alle sedute- riproducendo in modo inconsapevole il conflitto con l'autorità paterna...è il primo esempio cretino che mi è venuto :sbonk: )--> acting out nel transfert (alla fine è una forma di resistenza)...nel caso invece si verifichi al di fuori del trattamento...pulsioni sessuali o aggressive vengono agite (e questo lo si trova soprattutto in adolescenza o appunto ad esempio nel disturbo borderline
è più chiaro?se no mi impegno di più :D
:ciao2:
...non so se va bene :sbonk: ma per il momento QUESTO è l'unico articolo che ho trovato :look:
:ciao2: :smack:
Grazie Mia chiarissima e gentilissima :hug:
Grazie Chiara :D
va benissimo...ma tu cosa ne pensi? ;)
io intanto ho trovato questo sito dove c'è tanto materiale ed è pure in italiano :D
:shy:Citazione:
Originariamente postato da SuperManu
Grazie Mia chiarissima e gentilissima :hug:
grazie :D
sempre a disposizione...già che sei qui se hai voglia potresti proporre qualche argomento che ti interessa nell'apposito thread
:smack:
Mia ha dato un'ottima definizione :lode:Citazione:
Originariamente postato da SuperManu
e L'acting out?
Manu,ti riporto la definizione di acting out inteso come meccanismo di difesa usato dai borderline:
"l'individuo affronta i conflitti emotivi e le fonti interne o oesterne di stress agendo senza riflettere o senza preoccuparsi delle possibili conseguenze negative. L'acting out comporta l'espressione di sentimenti,desideri o impulsi attraverso un comportamento incontrollato con apparente noncuranza delle possibili conseguenze a livello personale e sociale.Solitamente si verifica in risposta a eventi interpersonali che coinvolgono persone significative nella vita del soggetto,come genitori,figure dotate di autorità,amici o partner.I comportamenti comunemente associati all'acting out (es: scoppi d'ira incontrollata fino all'aggressione fisica,abuso di droga e/o di farmaci,incapacità di controllo degli impulsi sessuali,guida pericolosa e anche tentativi di suicidio )possono essere considerati espressioni di questo meccanismo di difesa solo quando sono in rapporto con emozioni o impulsi che la persona non può tollerare."
(tratto da "I meccanismi di difesa", V.Lingiardi,F.Madeddu, Raffaello Cortina Editore )
:D :smack: sono in fase "preparazione esami"...ero fresca fresca sull'argomento :ez: :asd:Citazione:
Originariamente postato da arwen
Mia ha dato un'ottima definizione :lode:
In aggiunta agli esempi che hai citato metterei anche l'autolesionismo (altro argomento interessante)...dev'essere bello questo libro...quasi quasi...lo aggiungo alla wish list :D
Grazie Chiara :D :hug:
Ciao a tutti,:)
domani spero di replicare con più calma:P
Nel frattempo, non posso fare a meno che FARE I MIEI COMPLIMENTI A TUTTI:approved: per la preparazione sull'argomento!
:30:
mi trovo in grande sintonia con quanto detto sia da Parsifal che, come al solito:wink: , con Mia.:) :)
Grazie Arwen :)
Ciao ragazzi.. mi risulta che anche il paranoico con manie di persecuzione abbia tendenze suicide..
Non solo nel disturbo paranoide di personalità o nella schizofrenia paranoica vi è una correlazione con il suicidio, ma anche in tutto lo spettro di disturbi depressivi, nel disturbo ossessivo-compulsivo, nel dist. d'ansia generalizzato, in quello con attacchi di panico ed in quello borderline di personalità, come, del resto, in quello narcisistico.
Tuttavia,Pommereau (1997) sostiene che, nonostante la maggioranza dei soggetti che tentano il suicidio presenti un funzionamento mentale patologico, solo 2 o 3 adolescenti su 10 siano portatori di disturbi mentali riconducibili ad un quadro psichiatrico definito.
Per quanti fossero interessati ecco un po' di bibliografia:
- BACONCINI C. (1992), Aspetti psicodinamici del suicidio, in Cassano G.B. et al. (a cura di), Trattato Italiano di Psichiatria, vol.II, Masson, Milano
-BERMAN A.L., JOBES D.A. (1991), Il suicidio nell’adolescenza.Valutazione e intervento, A.P.A., Washington, trad.it. 1999.
- CAZZULLO C. L., INVERNIZZI G., VITALI A. (1987), Le condotte suicidarie, USES, Edizioni Scientifiche, Firenze.
- CEDON P., GAUDINO L., (1996), Colpa vostra se mi uccido. Il suicidio e la responsabilità, Marsilio, Venezia.
- CREPET P. (1993), Le dimensioni del vuoto. I giovani e il suicidio, Feltrinelli, Milano.
- CREPET P., FLORENZANO F. (1989), Il rifiuto di vivere. Anatomia del suicidio, Editori Riuniti, Roma.
- DE LEO D., BANON D., VIOLA F., CITRON P., BAIOCCHI A., PAVAN L. (1988), Il suicidio nel mondo contemporaneo, Liviana, Padova.
- FAIRBAIRN W.R.D. (1952), Studi psicoanalitici sulla personalità, Boringhieri, Torino, trad.it. 1970.
- FENICHEL O. (1945), Trattato di psicoanalisi delle nevrosi e delle psicosi, Astrolabio, Roma, trad.it. 1951.
- FESTINI CUCCO W. , CIPOLLONE L. (1992), Suicidio e complessità, Giuffrè, Milano.
- FORNARI F. (1967), Osservazioni psicoanalitiche sul suicidio, «Rivista di Psicoanalisi», vol.13, 1, pp.21-36.
- FREUD A. (1957), Adolescenza, in Opere 1945-1946 vol. II, Boringhieri, Torino, trad.it. 1979.
- FREUD S. (1915), Noi e la morte, Palomar, Bari, trad. it. 1933.
- FREUD S. (1917), Lutto e melanconia, in Opere 1915-1917, vol. VIII, Boringhieri, Torino, trad.it. 1977.
- FREUD S. (1920), Al di là del principio del piacere, in Opere 1917-1923, vol. IX, Boringhieri, Torino, trad.it. 1977.
- FREUD S. (1922), L’Io e l’Es, in Opere 1917-1923, vol. IX, Boringhieri, Torino, trad.it. 1977.
- FREUD S. (1915), Noi e la morte, Palomar, Bari, trad. it. 1933.
- FREUD S. (1917), Lutto e melanconia, in Opere 1915-1917, vol. VIII, Boringhieri, Torino, trad.it. 1977.
- FREUD S. (1920), Al di là del principio del piacere, in Opere 1917-1923, vol. IX, Boringhieri, Torino, trad.it. 1977.
- FREUD S. (1922), L’Io e l’Es, in Opere 1917-1923, vol. IX, Boringhieri, Torino, trad.it. 1977.
- KOHUT H. (1971), Narcisismo e analisi del Sé, Boringhieri, Torino, trad.it. 1976.
- KOHUT H. (1979), Pensieri sul narcisismo e sulla rabbia narcisistica, in La ricerca del Sé, Boringhieri, Torino, trad.it. 1982.
- LAUFER M. (1975), Adolescent disturbance and breakdown, Penguin, London.
- LAUFER E.M. (1995), Una ricerca sul tentato suicidio in adolescenza, in LAUFER M. (a cura di) (1995), L’adolescente suicida, Borla, Roma, trad.it. 1998.
- LAUFER M. (1995), Comprendere il suicidio: assume un particolare significato in adolescenza?, in LAUFER M. (a cura di) (1995), L’adolescente suicida, Borla, Roma, trad.it. 1998.
- LAUFER M. (1995), Sviluppo psicologico in adolescenza: segni di pericolo, in in LAUFER M. (a cura di) (1995), L’adolescente suicida, Borla, Roma, trad.it. 1998.
- PANDOLFI A.M. (2000), Il suicidio.Voglia di vivere, voglia di morire, Angeli, Milano.- POMMEREAU X. (1996), La tentazione estrema. Gli adolescenti e il suicidio, Nuova Pratiche, Milano, 1999.
- POMMEREAU X. (1997), Quando un adolescente soffre, Nuova Pratiche, Milano, 1998.
- RACALBUTO A. (1989), I modelli dei casi limite, in SEMI A.A. (1989)(a cura di), Trattato di Psicoanalisi, vol.II, Cortina, Milano.
- STENGEL E. (1964), Il suicidio e il tentato suicidio, Feltrinelli, Milano, trad. it. 1977.- WORLD HEALT ORGANIZATION (W.H.O.) / ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA’ (O.M.S.) (2000), Suicide rates. Most recent year available, as of October 2000, in www.who.int/mental-health/suicide/index.html.
- WINNICOTT D. W. (1960), Sviluppo affettivo e ambiente, Armando, Roma, trad.it. 1970.
- ZILBOORG G. (1936), Suicide among civilized and primitive races, in «American Journal of Psychiatry», 92, pag. 362.
- ZILBOORG G. (1937), Considerations on suicide with particular reference to that of young, «American Journal of Orthopsychiatry», 7, pp.15-31.
- ZILBOORG G. (1938), The sense of immortality, «Psychoanalytic Quarterly», 7, pp.171-199.
Ciao a tutti:sbonk: :)
è cambiata la url :DCitazione:
Originariamente postato da alborr
-WORLD HEALT ORGANIZATION (W.H.O.) / ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA’ (O.M.S.) (2000), Suicide rates. Most recent year available, as of October 2000, in www.who.int/mental-health/suicide/index.html.
adesso le info si trovano >>QUI<< e sono aggiornate al 2002 ;)
buona lettura!!!
Ma sei veramente un mito vivente:clap2: :clap2: :clap2:
beh.. poi ci sono dei tipi di tendenze al suicidio che in teoria si potrebbero prevenire.. mi riferisco ai fumatori :smoking: :siga:
ai consumatori abitudinari di droghe, agli alcolisti:jd: , agli anoressici....
Citazione:
Originariamente postato da Accadueo
beh.. poi ci sono dei tipi di tendenze al suicidio che in teoria si potrebbero prevenire.. mi riferisco ai fumatori :smoking: :siga:
ai consumatori abitudinari di droghe, agli alcolisti:jd: , agli anoressici....
Effettivamente si potrebbero prevenire ma io non le definirei tendenze al suicidio. Per gli anoressici credo che biosgnerebbe aprire un capitolo completamente diverso.
E dunque come li definiresti, dopo che sei stato informato della "pericolosità" riguardo l'assunzione continuata di certe sostanze (nicotina, catrame, alcol, eroina, cocaina, oppiacei, droghe sintetiche...) e della pericolosità riguardo la non assunzione di certe sostanze (cibo)? Posso capire il fumatore accanito di canne di bambù e tabacco della tribù del villaggio Ficki Ficki (per dire) della Nuova Guinea, che non conosce le possibili conseguenze del fumare.. ma noi? Noi siamo informati su quello che può succedere.. e un fumatore (come me) può dire che ama la vita fino alle viscere.. e i polmoni? Non sto parlando di una tendenza al suicidio "malata".. ma di un avvio lento-veloce al "termine", qui i rischi si conoscono e sembra che siamo pure disposti a morire per continuare con i nostri vizi.
prima di tutto...
ma mi stai veramente viziando!!! :DCitazione:
Originariamente postato da alborr
Ma sei veramente un mito vivente:clap2: :clap2: :clap2:
tornando al discorso del thread. Anche secondo me sono due argomenti differenti...se mi parli di dipendenze entrano in gioco molti fattori (tra cui può anche esserci un istinto di morte...ma nn lo vedo - almeno in generale- come il fattore principale). E poi, il fatto di conoscere la pericolosità di qualcosa nn impedisce di pensare secondo il principio di piacere piuttosto che quello di realtà (potrà capitare agli altri ma nn a me!)...un residuato dell'onnipotenza infantile.
Per quello che riguarda l'anoressia poi potrei scrivervi un trattato (la mia "specialità" sono i disturbi dell'alimentazione e del peso)...quindi se volete darmi il via pensateci bene prima!!! :D
Come dice Mia io le definirei dipendenze e proprio per queste difficili da combattere. L'Avvio-lento e veloce al termine si può avere anche con determinati lavori a contatto con sostanze pericolose e i lavoratori sanno che fanno male eppure continuano a maneggiare queste sostanze,hanno anche loro tendenze suicide?
Per quanto nei so io, questi comportamenti rientrano nelle condotte parasuicidarie.
Con questo termine ci si riferisce a tutti quei comportamenti in cui "il soggetto non è primariamente orientato verso la morte" (Kreitman, 1969), tuttavia attua delle condotte che, in modo inconscio o preconscio, arrecano alla sua persona un possibile danno anche irreversibile. Un esempio di questo è dato da coloro che deliberatamente fumano, si drogano, si alcoolizzano, attuano comportamenti sessuali a rischio (ad esempio di gravi malattie), a coloro che attuano condotte alimentari eccessivamente restrittive (anoressia) o al contrario lassiste (obesità). Naturalmente in questa condotta rientrano anche coloro che guidano a velocità folli, magari senza casco o senza cinture di sicurezza.
Insomma, le condotte parasuicidarie spingono il soggetto ad esporsi eccessivamente a rischi potenzialmente molto autolesivi fino ad essere mortali, anche se l'intenzionalità non è immediatamente visibile.
:)
Molto interessante Alborr....
Parasuicidarie mi sembra più giusto ma la differenza continua ad essere così sottile cioè l'intenzionalità non è visibile ma la consapevolezza? o sono la stessa cosa?
:mumble: ...parlo solo per i DCA...perchè per il resto nn saprei esprimermi (anche perchè probabilmente sono cose che vengono interpretate in modo diverso a seconda dell'orientamento...un cognitivista parlerebbe piuttosto di mancanza di controllo degli impulsi credo...io interpreterei a seconda della storia di chi ho davanti...)...mi sembra riduttivo considerare -ad esempio- il sintomo anoressico solo come condotta parasuicidaria...
parliamo cmq (sia in questo caso che in quello dell'abuso di alcool o droghe) di problematiche che implicano un'interazione tra psiche e corpo (i DCA sono perpetuati dalle stesse condotte alimentari...)...boh quello che volio dire è che nn mi sembra un'interpretazione a 360 gradi...
scusate :( :dunno:
SuperMAnu i lavoratori di cui parli tu, cioè di coloro che "maneggiano" materiale cancerogeno (ad esempio uranio in Congo, amianto in Sud Africa) senza alcuna protezione, lo fanno per poter continuare a mangiare..
Mia, io non ho detto che l'anoressia è un sintomo derivante SOLO da una condotta parasuicidaria (Alborr e Kreitman) o da una tendenza suicida.. so allo stesso tempo che dietro un sintomo c'è l'invio di messaggi celati e/o evidenti.. adesso, quando vedo una ragazza o un ragazzo che "vuole scomparire" fisicamente, mi viene da pensare che sta inviando un'informazione evidente; è questo il primo feedback che ricevo personalmente.. stessa storia per l'eroinomane uscito da una o più overdose. "Dietro" ogni persona c'è una storia e questa può essere ricordata con dolore, e il dolore difficilmente fa vedere il "domani" positivamente.. ad esempio il futuro prossimo dell'eroinomane è quello di andarsi a cercare l'ennesima dose, il pensiero dominante dell'anoressica/o è quello di trovare la maniera per vomitare o "meglio" saltare il pranzo.
Sono d'accordo riguardo il principio di piacere (uhmmm), l'eroina sarà un "viaggio" spettacolare, sensazioni incredili, fuga dalla realtà e dal dolore, accostamento alla morte ..
per l'anoressia stesso principio di piacere, incubo per il cibo, "assilli" di familiari e amici, ospedalizzazione..
stavo rispondendo ad Alborr in attesa che tu esplicitassi meglio la tua linea di pensiero Accadueo :D
ma il tuo "sono d'accordo sul principio di piacere" è ironico? :mumble: se no...ok...se si...ti dico solo due parole: beneficio secondario.
Per quel che riguarda la storia dietro ogni persona (penso si sia capito) sono d'accordo con te.
si Mia .. purtroppo l'ho inteso in senso ironico.. ed hai ragione riguardo le due parole anche se le metterei tra le virgolette
Poi la faccio finita sull' argomento del lavoro :)
Non c'è bisogno di andare tanto lontano per trovare persone che lavorano con materiali tossici è ovvio che le popolazioni del Terzo Mondo ( ho sempre odiato questo termine) devono adattarsi a qualunque cosa pur di lavorare però anche un gommista, un fabbro, un muratore lavorano tutti i giorni con sostanze nocive e questo accade in Italia.
Beneficico secondario? Cos'è? :confused: