Originalmente inviato da
dott.ssaConfusa
Durante il mio tirocinio ho seguito anch'io un bambino molto probabilmente abusato dal padre, ma l'ho seguito nel senso che ero nella stanza mentre la tutor gli faceva colloqui e gli somministrava test. Assolutamente la mia tutor era corretta da questo punto di vista, come dovrebbero esserlo tutti i tutor (e non solo).
E' vero che dobbiamo fare esperienza, ma fidatevi che osservare ciò che un professionista più grande di noi fa, all'inizio è abbastanza per cominciare ad imparare. Inoltre è molto meno rischioso che "buttarsi" da soli per tentativi (l'università non ci prepara ad affrontare un paziente in carne ed ossa, questo è poco ma sicuro).
La situazione di Fiorella è delicata, come diceva qualcuno somministrando test (cosa che da sola non potrebbe fare...) potrebbe inficiare un'eventuale futura perizia richiesta dal tribunale. Inoltre, nel caso il padre venisse a sapere che i test sono stati somministrati da chi non poteva farlo, potrebbe annullare tutto il percorso fatto e mettere in cattiva luce il servizio prima di tutto e la madre in seguito, perchè ha permesso che ciò avvenisse.
Insomma, per me non è questione di voler fare del terrorismo psicologico nei confronti di Fiorella o di volerla demoralizzare, è che si sta muovendo su un terreno minato e deve esserne al corrente. Dovrebbe parlare col suo tutor e chiarire le sue perplessità. L'esperienza in prima persona si può fare durante il tirocinio, ma in genere non in situazioni così particolari...
In bocca al lupo!