E se avessi sbagliato tutto?
Ciao a tutti!
non so se si tratta di un momento di incertezza da inizio anno, ma desidero davvero chiedere la vostra opinione su un pensiero che mi frulla nella testa da un po' di tempo.
Quando ho iniziato a studiare psicologia e mi sono laureata ero piena di entusiasmo verso la professione, mi emozionavo per ogni concetto che apprendevo e ogni esame era una gioia più che una fatica.
Oggi lavoro come psicologa in un consultorio, la mia situazione economica non è rosea ma mi permette di vivere con possibilità di miglioramento, vengo inoltre stimata ed apprezzata dai pazienti e dai colleghi.
Ma, ma, ma...
La psicologia da me tanto amata ha poco a che fare con il lavoro che svolgo, i pazienti talvolta mi annoiano e sento che mi manca qualcosa. Leggo i commenti dei colleghi che continuano con passione a studiare alla scuola di specializzazione, magari con poche prospettive di lavoro, ma che vanno avanti con fiducia incrollabile, e io (che invece sto prendendo la seconda laurea in medicina) mi sento diversa, disillusa e a mi chiedo se sono solo io la persona a cui vengono dei dubbi di avere scelto la professione giusta.
Non riesco a capire se sono io che ho un po' di confusione dentro o se effettivamente anche voi avete vissuto qualche momento simile, legato alla distanza fra la psicologia studiata e la psicologia reale o alle aspettative che poi nel mondo del lavoro non vengono mantenute o ad altre cose...
sono davvero una mosca bianca??
Un abbraccio
:ciao:
Riferimento: E se avessi sbagliato tutto?
ciao,
sono al quarto anno di psicologia a gwnova e......mi iscriverò a medicina,
Ho ragionato su questo due anni e ora sono superconvinta.
Le ragioni non le sto neppure ad elencare tutto....
La psicologia , o meglio certi approcci alla psicologia , mi hanno profondamente deluso.
E tra le altre cose , nei tirocini e volontariato in ambienti psichiatrici ho trovato molto più comprensivi ,nei confronti dei pz,gli psichiatri che gli psicologi.
Riferimento: E se avessi sbagliato tutto?
ho scelto psicologia perchè credevo potesse darmi uno sbocco lavorativo, ma ogni giorno di più sento che non è questa la mia strada. io lavoro come giornalista ma questo non mi permette di avere uno stipendio come dio comanda. però il mio settore è quello delle comunicazioni, della regia (ho lavorato per alcuni anni in una tv), della grafica, del video editing. cos'ho a che fare io con la psicologia??? certo, mi piace... ma è sempre faticoso studiare e portare a termine un percorso di studio quando sai che avresti voluto fare tutt'altro?
Riferimento: E se avessi sbagliato tutto?
E mosca bianca cos'è?!?!?:mumble: Un modo più raffinato di dire Pecora Nera?:nono:
Ah ma allora è una questione di Razza eh?:ooo: Pecora nera suona male...?:pugni: Mosca bianca trasmette un senso di purezza.... di lucentezza....:arwen:
Ecco che a questo punto la Pecora si inca-za:flam: e ferita nell'orgoglio dice::sing: sarai pure bianca e quando voli sembri la fatina di Peter Pan...:angel: ma almeno io non mi poso sulle cacche che trovo in giro!!!!:aaaa:
Anzi visto che ti piace tanto.. eccotene una bella calda e fumante..... :bleah:
La pecora poi soddisfatta se ne andò... e lasciò la candida mosca tranquilla a mangiare la sua cena...:smile:
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elison84
ho scelto psicologia perchè credevo potesse darmi uno sbocco lavorativo, ma ogni giorno di più sento che non è questa la mia strada. io lavoro come giornalista ma questo non mi permette di avere uno stipendio come dio comanda. però il mio settore è quello delle comunicazioni, della regia (ho lavorato per alcuni anni in una tv), della grafica, del video editing. cos'ho a che fare io con la psicologia??? certo, mi piace... ma è sempre faticoso studiare e portare a termine un percorso di studio quando sai che avresti voluto fare tutt'altro?
anch'io provo le stesse sensazioni..almeno tu hai un'alternativa..io mi struggo nella devastante consapevolezza di aver sbagliato tutto e faccio fatica ad andare avanti...
Riferimento: E se avessi sbagliato tutto?
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Originalmente inviato da
:.InFerMo.:
E mosca bianca cos'è?!?!?:mumble: Un modo più raffinato di dire Pecora Nera?:nono:
Ah ma allora è una questione di Razza eh?:ooo: Pecora nera suona male...?:pugni: Mosca bianca trasmette un senso di purezza.... di lucentezza....:arwen:
Ecco che a questo punto la Pecora si inca-za:flam: e ferita nell'orgoglio dice::sing: sarai pure bianca e quando voli sembri la fatina di Peter Pan...:angel: ma almeno io non mi poso sulle cacche che trovo in giro!!!!:aaaa:
Anzi visto che ti piace tanto.. eccotene una bella calda e fumante..... :bleah:
La pecora poi soddisfatta se ne andò... e lasciò la candida mosca tranquilla a mangiare la sua cena...:smile:
Ammetto umilmente di non aver compreso appieno il senso del messeggio...
ma certo mi sono fatta due risate! Grazie Infermo!
Per le colleghe che stanno considerando l'idea di cambiare percorso posso dire che non è assolutamente facile, soprattutto se si vuole mantenersi da soli, ma io sono davvero contenta della scelta che ho fatto. Sono al quarto anno e sto scegliendo il ramo della medicina che mi interessa. Penso mi avvierò sulla strada della chirurgia. Continuo a lavorare come psicologa e ho dei riscontri molto positivi. Non ho rinunciato a nulla (eccezion fatta per sonno e tempo libero... entrambi scarsi!) anzi le due professioni si compenetrano bene. Io stessa sono molto più serena di quando ho inaugurato il tread.
Mi sento di incoraggiare chi decide di intraprendere scelte impopolari, come una seconda laurea o un indirizzo della psicologia magari un po'... alternativo. Penso valga la pena di rischiare, alla peggio i rimorsi sono sempre meglio dei rimpianti!
:approved:
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miss maoko
anch'io provo le stesse sensazioni..almeno tu hai un'alternativa..io mi struggo nella devastante consapevolezza di aver sbagliato tutto e faccio fatica ad andare avanti...
l'alternativa c'è ma non ho il coraggio di mollare tutto e ricominciare da zero.... ho già 24 anni!
Riferimento: E se avessi sbagliato tutto?
anche io sono rimasta delusa dalla mia laurea, sia a livello formativo, sia per quanto rigurada gli sbocchi lavorativi
se potessi tornare indietro farei medicina, questo è poco ma sicuro
sinceramente a 26 anni non me la sentirei di iscrivermi, se non altro perchè PER FORTUNA lavoro tutti i giorni
ma se medicina non avesse l'obbligo di frequenza alle lezioni... bhè... un pensierino lo farei
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Ambolinix
Ammetto umilmente di non aver compreso appieno il senso del messeggio...
ma certo mi sono fatta due risate! Grazie Infermo!
Per le colleghe che stanno considerando l'idea di cambiare percorso posso dire che non è assolutamente facile, soprattutto se si vuole mantenersi da soli, ma io sono davvero contenta della scelta che ho fatto. Sono al quarto anno e sto scegliendo il ramo della medicina che mi interessa. Penso mi avvierò sulla strada della chirurgia. Continuo a lavorare come psicologa e ho dei riscontri molto positivi. Non ho rinunciato a nulla (eccezion fatta per sonno e tempo libero... entrambi scarsi!) anzi le due professioni si compenetrano bene. Io stessa sono molto più serena di quando ho inaugurato il tread.
Mi sento di incoraggiare chi decide di intraprendere scelte impopolari, come una seconda laurea o un indirizzo della psicologia magari un po'... alternativo. Penso valga la pena di rischiare, alla peggio i rimorsi sono sempre meglio dei rimpianti!
:approved:
Ambolinix, ma tu lavori a tempo pieno, studi medicina con frequenza obbligatoria e ti mantieni da sola?
Come fai?
Sottolineo che il mio non è assolutamente un messaggio sarcastico nè polemico, anzi, tanto di cappello e ti chiedo se ti va di raccontarci come fai a livello pratico dato che piacerebbe molto anche a me fare qualcosa di simile :approved:
Riferimento: E se avessi sbagliato tutto?
anche io sono molto scoraggiata, mi sono appena iscritta alla specialistica ma sento sempre più persone che non trovano lavoro una volta laureate e non vorrei finire disoccupata, anche se studiare psicologia mi piace tanto sto pensando di rinunciarci e iscrivermi in infermieristica almeno sono sicura di trovare un lavoro, non è giusto che una persona faccia tanti sacrifici per poi ritrovarsi senza lavoro, il titolo di studio alla fine non ci da da mangiare!, io sono molto amareggiata da questa situazione degli psicologi si sentono solo situazioni negative!
Riferimento: E se avessi sbagliato tutto?
Non so se la cosa vi può consolare, ma anche se vareste scelto architettura, ingengeria, agraria ecc. sareste state tutti a spasso comunque. Io sono laureato in economia e per fortuna lavoro, ma non perché sono laureato, ma perché so fare cose che servono per la mansione che ricopro in azienda (es. usare certi programmi, parlare inglese, ecc.), e le sapevo fare anche da prima di laurearmi (potrei anche avere la terza media, per chi mi paga lo stipendio sarebbe lo stesso). Ho amici e conoscenti laureati in agraria che non lavorano o se lo fanno (1 solo di loro) è perché si occupa di compravendita di prodotti in ceramica (che senza la laurea in agraria chissà come potrebbe riusirci....). L'ufficio dove lavoro è pieno di segretarie laureate in lingue e scienze politiche (portano il caffé ai loro capi e fanno le fotocopie). La centralinista ("buon giorno, come posso aiutarla?") è laureata in scienze della comunicazione e master in pubbliche relazioni. Ho colleghe laureate in economia che, almeno fino a 1 anno fa e a diversi anni dalla laurea, ancora stavano al call center a 400 euro al mese.
...l'elenco potrebbe continuare all'infinito...
Se non si lavora, non credo che sia perché uno è laureato in psicologia (seconda laurea che io sto prendendo, perché credo di poter fare poi un giorno, non troppo lontano, lo psicologo, nonostante il mondo mi dica "ma chi te lo fa fare?", ), invece che in qualcos'altro, ma perché l'Italia è dagli inzi del '90 che conosce solo crisi, depressisone e disoccupazione. E non si risolverà ancora per ancora qualche anno, sicuro.
Credo orami di aver capito (anche leggendo questo forum) che nel campo della psicologia si possa orami lavorare solo come libero professionista (le raccomandazioni c sono comunque in tutti i campi, se vuoi lavorare nel settore pubblico; le aziende con gli psicologi di solito non sanno cosa farsene, perché manca proprio la cultura d'impresa che valorizza le risorse umane...a parte qualche realtà nel nord d'Italia forse...).
Ma se uno è veramente bravo, come psicologo libero professionista, è proprio impossibile che riesca a vivere di psicologia? Perché all'estero (USA e UK) lo psicologo è un lavoro come un altro, magari anche remunerativo, dignitoso, e non una "legenda metropolitana", come da noi? Sono più bravi loro? So di psicologi che in Italia non fanno una lira, ma ne conosco altri che navigano nell'oro (uno dal quale sono andato in terapia io stesso è molto famoso...terapia breve strategica...capito chi?...a momenti devi prendere il numeretto per aver udienza!...come farà?...non è mica Dio, è solo un uomo, eppure...come ci vive bene, lui, di psicologia...è un caso raro? o conta il fatto che è pure bravo?).
Non c'è proprio speranza, dite? Se uno diventa bravo, non ci vive di psicologia (libero profesionista)?...Mi sembra di aver capito che però alcune/i di voi considerano proprio la psicologia come inefficace e inutile...magari ho capito male...
Saluti, Max
Riferimento: E se avessi sbagliato tutto?
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northstar
Ambolinix, ma tu lavori a tempo pieno, studi medicina con frequenza obbligatoria e ti mantieni da sola?
Come fai?
Sottolineo che il mio non è assolutamente un messaggio sarcastico nè polemico, anzi, tanto di cappello e ti chiedo se ti va di raccontarci come fai a livello pratico dato che piacerebbe molto anche a me fare qualcosa di simile :approved:
Cara/o Northstar capisco le tue perplessità e cercherò di risponderti, mi rendo conto che non c'è nessun intento polemico nelle tue parole ma un pizzico di incredulità forse c'è... e ne hai tutti i motivi, quello che faccio è da equilibristi, non da psicologi!
Allora il tutto è spiegabile dicendo che la mia vita è un esaurimento nervoso organizzato...
Al mattino da martedì a venerdì sono in reparto/sala operatoria, pomeriggi a lezione tranne lunedì giornata e venerdì pomeriggio quando lavoro in consultorio. In più quando finisco lezione, alle 17.30, spesso vado a lavorare. Ospedale e consultorio sono sulla stessa via. Vengo pagata secondo il numero di colloqui che faccio, e ne devo fare almeno un'ottantina per arrivare a fine mese. In mesi fortunati abbino qualche lavoro extra tipo perizie, consulenze...
Il fine settimana e la sera se ce la faccio studio, o vado in Piemonte da famiglia e amici o a Roma dal mio ragazzo. A ciò aggiungi i lavori di casa, la spesa, le commissioni... (vivo sola e non passa giorno che non sogni di avere una domestica!:asd:)
Ovviamente non mi è concesso ammalarmi.
Certo è una vita di sacrificio, ma non di più di molte colleghe che conciliano due lavori e magari una famiglia. Ovviamente devo rinunciare a molte cose, i soldi sono pochini, la vita sociale, specie sotto esame, latita, di sposarmi e avere dei bimbi neanche a parlarne e vivo una condizione di stress continuo.
:mattoni:
Poi ci sono gli amici che hanno falsificato la mia firma a lezione almeno mille volte, che ti passano appunti e slide e ti fanno coraggio quando affronti esami enormi (il prossimo ha 23 crediti, un suicidio), anche perchè devi mantenere una buona media se vuoi entrare in specialità.
Ogni tanto sono assalita da dubbi, stanchezza e sconforto. Però poi passa perchè mi rendo conto di essere fortunata a fare due cose che amo.
Se pensi di intraprendere una strada simile ti avverto sulle difficoltà, che sono molte, specie se ti devi trasferire, come me, perchè ti aspettano 6 anni durissimi. Ma sarà... BELLISSIMO. :approved:
Riferimento: E se avessi sbagliato tutto?
max ha ragione! è però anche vero che ci sono settori in cui è più difficile trovare un lavoro che sia attinente alla tua qualifica e mi riferisco a lettere, psicologia, matematica, filosofia... in ogni caso concordo che purtroppo il mercato del lavoro è così: ci vuole tanto fattore C e tanti aiuti per trovare un lavoro decente!
Riferimento: E se avessi sbagliato tutto?
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Originalmente inviato da
max.nettuno
Non so se la cosa vi può consolare, ma anche se vareste scelto architettura, ingengeria, agraria ecc. sareste state tutti a spasso comunque. Io sono laureato in economia e per fortuna lavoro, ma non perché sono laureato, ma perché so fare cose che servono per la mansione che ricopro in azienda (es. usare certi programmi, parlare inglese, ecc.), e le sapevo fare anche da prima di laurearmi (potrei anche avere la terza media, per chi mi paga lo stipendio sarebbe lo stesso). Ho amici e conoscenti laureati in agraria che non lavorano o se lo fanno (1 solo di loro) è perché si occupa di compravendita di prodotti in ceramica (che senza la laurea in agraria chissà come potrebbe riusirci....). L'ufficio dove lavoro è pieno di segretarie laureate in lingue e scienze politiche (portano il caffé ai loro capi e fanno le fotocopie). La centralinista ("buon giorno, come posso aiutarla?") è laureata in scienze della comunicazione e master in pubbliche relazioni. Ho colleghe laureate in economia che, almeno fino a 1 anno fa e a diversi anni dalla laurea, ancora stavano al call center a 400 euro al mese.
...l'elenco potrebbe continuare all'infinito...
Se non si lavora, non credo che sia perché uno è laureato in psicologia (seconda laurea che io sto prendendo, perché credo di poter fare poi un giorno, non troppo lontano, lo psicologo, nonostante il mondo mi dica "ma chi te lo fa fare?", ), invece che in qualcos'altro, ma perché l'Italia è dagli inzi del '90 che conosce solo crisi, depressisone e disoccupazione. E non si risolverà ancora per ancora qualche anno, sicuro.
Credo orami di aver capito (anche leggendo questo forum) che nel campo della psicologia si possa orami lavorare solo come libero professionista (le raccomandazioni c sono comunque in tutti i campi, se vuoi lavorare nel settore pubblico; le aziende con gli psicologi di solito non sanno cosa farsene, perché manca proprio la cultura d'impresa che valorizza le risorse umane...a parte qualche realtà nel nord d'Italia forse...).
Ma se uno è veramente bravo, come psicologo libero professionista, è proprio impossibile che riesca a vivere di psicologia? Perché all'estero (USA e UK) lo psicologo è un lavoro come un altro, magari anche remunerativo, dignitoso, e non una "legenda metropolitana", come da noi? Sono più bravi loro? So di psicologi che in Italia non fanno una lira, ma ne conosco altri che navigano nell'oro (uno dal quale sono andato in terapia io stesso è molto famoso...terapia breve strategica...capito chi?...a momenti devi prendere il numeretto per aver udienza!...come farà?...non è mica Dio, è solo un uomo, eppure...come ci vive bene, lui, di psicologia...è un caso raro? o conta il fatto che è pure bravo?).
Non c'è proprio speranza, dite? Se uno diventa bravo, non ci vive di psicologia (libero profesionista)?...Mi sembra di aver capito che però alcune/i di voi considerano proprio la psicologia come inefficace e inutile...magari ho capito male...
Saluti, Max
Un intervento che merita davvero un encomio solenne:approved:
Riferimento: E se avessi sbagliato tutto?
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Originalmente inviato da
max.nettuno
Non so se la cosa vi può consolare, ma anche se vareste scelto architettura, ingengeria, agraria ecc. sareste state tutti a spasso comunque. Io sono laureato in economia e per fortuna lavoro, ma non perché sono laureato, ma perché so fare cose che servono per la mansione che ricopro in azienda (es. usare certi programmi, parlare inglese, ecc.), e le sapevo fare anche da prima di laurearmi (potrei anche avere la terza media, per chi mi paga lo stipendio sarebbe lo stesso). Ho amici e conoscenti laureati in agraria che non lavorano o se lo fanno (1 solo di loro) è perché si occupa di compravendita di prodotti in ceramica (che senza la laurea in agraria chissà come potrebbe riusirci....). L'ufficio dove lavoro è pieno di segretarie laureate in lingue e scienze politiche (portano il caffé ai loro capi e fanno le fotocopie). La centralinista ("buon giorno, come posso aiutarla?") è laureata in scienze della comunicazione e master in pubbliche relazioni. Ho colleghe laureate in economia che, almeno fino a 1 anno fa e a diversi anni dalla laurea, ancora stavano al call center a 400 euro al mese.
...l'elenco potrebbe continuare all'infinito...
Se non si lavora, non credo che sia perché uno è laureato in psicologia (seconda laurea che io sto prendendo, perché credo di poter fare poi un giorno, non troppo lontano, lo psicologo, nonostante il mondo mi dica "ma chi te lo fa fare?", ), invece che in qualcos'altro, ma perché l'Italia è dagli inzi del '90 che conosce solo crisi, depressisone e disoccupazione. E non si risolverà ancora per ancora qualche anno, sicuro.
Credo orami di aver capito (anche leggendo questo forum) che nel campo della psicologia si possa orami lavorare solo come libero professionista (le raccomandazioni c sono comunque in tutti i campi, se vuoi lavorare nel settore pubblico; le aziende con gli psicologi di solito non sanno cosa farsene, perché manca proprio la cultura d'impresa che valorizza le risorse umane...a parte qualche realtà nel nord d'Italia forse...).
Ma se uno è veramente bravo, come psicologo libero professionista, è proprio impossibile che riesca a vivere di psicologia? Perché all'estero (USA e UK) lo psicologo è un lavoro come un altro, magari anche remunerativo, dignitoso, e non una "legenda metropolitana", come da noi? Sono più bravi loro? So di psicologi che in Italia non fanno una lira, ma ne conosco altri che navigano nell'oro (uno dal quale sono andato in terapia io stesso è molto famoso...terapia breve strategica...capito chi?...a momenti devi prendere il numeretto per aver udienza!...come farà?...non è mica Dio, è solo un uomo, eppure...come ci vive bene, lui, di psicologia...è un caso raro? o conta il fatto che è pure bravo?).
Non c'è proprio speranza, dite? Se uno diventa bravo, non ci vive di psicologia (libero profesionista)?...Mi sembra di aver capito che però alcune/i di voi considerano proprio la psicologia come inefficace e inutile...magari ho capito male...
Saluti, Max
il punto è che tutti la pensano così.....tutti (anche le matricole che si sono iscritte quest'anno a psicologia)sanno che non è facile lavorare come psicologo e allora?perchè secondo te invece di diminuire il numero degli iscritti a questa facoltà aumenta?non è un paradosso?
Il punto è che tutti pensano che un domani con la laurea in psicologia lavoreranno... come?semplice tutti pensano che saranno i migliori
e allora dimmi secondo te perchè ce ne sono così tanti di laureati in psicologia disoccupati?pensi veramente che tutti quelli che ora si trovano senza lavoro è tuta gente incapace?
non credo che qualunque laurea decidi di prendere alla fine fai questa vita...
La laurea in psicologia purtroppo vale solo se presa come seconda laurea (e quindi se un lavoro già ce l'hai)...oppure vale se hai molti soldi...
per il resto uno con questo titolo non ci può certo vivere,almeno in italia..
E non te lo dico per scoraggiarti te lo dico perchè all'università ti raccontano tante cose belle ma nessuno ti dice com'è poi il mondo del lavoro
nessuno ti dice che se guadagni 1300 euro al mese ne devi pagare 2000 di enpap(per una pensione che non avrai mai)....
e come fai a vivere?se devi pagare un mutuo...mantenere una famiglia?dare da magniare ai propri figli?
certo sono tutte belle le cose che ci insegnano all'università però poi la vita è un'altra cosa....
Riferimento: E se avessi sbagliato tutto?
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Originalmente inviato da
simoncino
il punto è che tutti la pensano così.....tutti (anche le matricole che si sono iscritte quest'anno a psicologia)sanno che non è facile lavorare come psicologo e allora?perchè secondo te invece di diminuire il numero degli iscritti a questa facoltà aumenta?non è un paradosso?
Il punto è che tutti pensano che un domani con la laurea in psicologia lavoreranno... come?semplice tutti pensano che saranno i migliori
e allora dimmi secondo te perchè ce ne sono così tanti di laureati in psicologia disoccupati?pensi veramente che tutti quelli che ora si trovano senza lavoro è tuta gente incapace?
non credo che qualunque laurea decidi di prendere alla fine fai questa vita...
La laurea in psicologia purtroppo vale solo se presa come seconda laurea (e quindi se un lavoro già ce l'hai)...oppure vale se hai molti soldi...
per il resto uno con questo titolo non ci può certo vivere,almeno in italia..
E non te lo dico per scoraggiarti te lo dico perchè all'università ti raccontano tante cose belle ma nessuno ti dice com'è poi il mondo del lavoro
nessuno ti dice che se guadagni 1300 euro al mese ne devi pagare 2000 di enpap(per una pensione che non avrai mai)....
e come fai a vivere?se devi pagare un mutuo...mantenere una famiglia?dare da magniare ai propri figli?
certo sono tutte belle le cose che ci insegnano all'università però poi la vita è un'altra cosa....
ciao Simoncino, no, tranqui, non mi scoraggi...Conosco il mondo del lavoro, potrei scriverci un libro su tutti i colloqui che ho fatto e le porte in faccia che ho ricevuto. Vedo essenzialmente la laurea in psicologia come una possibilità di svolgere una professione in proprio...i 2000 euro l'anno per i contributi pensionistici, beh, questo no non lo sapevo...qui mi scoraggi, ok.
come si fa a vivere? Credo come stiamo già facendo un pò tutti, mi sembra di capire: facendo altri lavori, che poco o niente hanno a che fare con la psicologia, ceracando però di coltivare al massimo l'interesse e l'amore per la psicologia, mantendendo vivo il desiderio e l'intento di dare un contributo, aiutare gli altri..se è per questo che uno ha studiato psicologia. Certo, la disoccupazione non si supera studiando e laureandosi, ahimé, nella nostra "amata" Italia.
Quello che forse dovremo superare è questo sconforto devastante, non sentrici troppo responsabili e severi nei nostri confronti, del tipo "ho sbagliato tutto". Anch'io, a suo tempo, ho pronunciato la stessa frase, con tanto di laurea in economia, presa solo perché mi doveva garantire un lavoro qualificato (legenda metropolitana), cosa che non è avvenuta (appunto). La laurea in psicologia la prendo per passione invece, la stessa passione che spero abbiano le nuove matricole, di cui tu parli, che aumentano a psicologia, nonostante già sappiano di essere disoccupati...sarebbe lo stesso altrove, ma mi sa che non mi credi...e la passione è l'unica cosa che può mantenerti vitale.
Ci sono cose che non puoi controllare (l'economia in primis, la gente non ha soldi da spendere, figurati se va dallo psicologo), altre invece sono in tuo potere (psicologia insegna: gestire il cambiamento, superare le difficoltà elaborando nuovi significati, ecc.).
Se supereremo in maniera dignitosa (mantenendo l'autostima) questo periodo, di transizione (perché niente è eterno, nemmeno la depressione economica), se riusceremo ad attivarci in maniera positiva, con l'accettazione (senza rassegnazione), con il sacrificio (invitabile), se riusiremo, nonostante tutto, a farcela...beh, saremo dei grandi psicologi! Perché avremo cionosciuto il peggio e l'avremo superato. E potremo così aiutare gli altri, se è questo che vogliamo veramente fare. Questa è la competenza che dovremmo sviluppare, per essere, appunto, bravi ed efficaci nel nostro lavoro. Occorre prima essere, per poter fare, no?
Beh, ti e vi saluto..sono in ufficio...e me tocca lavorà...per il vile denaro (niente psicologia)...è pure lunedì oggi...beh, inizierò con un pò di training autogeno...e chi ie la fa se no!...
Ciao, Max.
Riferimento: E se avessi sbagliato tutto?
Psicologia e' una facolta' di merda!
.....e non chiedetemi altro.
Grazie!
Riferimento: E se avessi sbagliato tutto?
Io sono veramente sconfortata...non so quanto altro tempo potrò resistere...forse questa non è la mia strada e allora posso veramente dire di aver sbagliato tutto...meglio non diventare psicologa se non si è veramente motivati...è un lavoro troppo delicato
Riferimento: E se avessi sbagliato tutto?
Mi intrufolo in questa discussione pur non essebdo laureata in psicologia.
Io per svolgere la mia professione, insegnate elementare, ho lavorato tanto su me stessa e sulle conoscenze da acquisire per poter essere veramente una educatrice. Svolgere il mio lavoro in modo serio e consapevole significa essere impegnati tutto il giorno, perché non devi pensare soltanto alle lezioni ma agli interventi educativi, fai corsi d'aggiornamento, passi le ore al telefono con la collega a discutere i vari casi, le strategie e l'impostazione del metodo. Leggi libri di tutte le materie che affronti, perché non è bene insegnare quello che si sa poco, quindi oltre le più note fisica, astronomia, filosofia, metafisica, chimica, arte, mitologia, letteratura...
Certo non tutte le insegnanti lavorano così ma sono molte che si impegnano, almeno quelle della vecchia guardia.
Ho studiato molto nella mia vita e mi sono impegnata a fondo. Ho la responsabilità di educare una classe di bambini e di farli crescere sia come persone che come capacita di studio: senso critico, farsi domande, cercare risposte, crativita, intuizione, problem solving... tutte cose che oltre tutto sono in disaccordo con i valori che oggi sia genitori che società insegnano ai bambini. Quindi una grande fatica e un grande impegno, dettato dal senso di responsabilità e dall'amore verso gli altri.
Come viene ripagato? Con uno stipendio da fame!
Mi chiedo però, cosa hanno fatto in più quelli che lavorano come psicologi?
Perché per fare una psicoterapia ci vogliono come minimo 50€ all'ora, che poi, non capisco perché, ma è un ora che dura 45 minuti?
Conosco molte persone anche nell'ambito lavorativo (bambini e insegnanti) che vorrebbero iniziare una terapia ma alle quali il costo esorbitante nega la possibilità. Molte mamme mi fermano dopo la scuola per raccontarmi i loro problemi ed io li ascolto e do loro un contributo, gratuito ovviamente.
Ci si può rivolgere ad una struttura della ASL... ma per mia esperienza personale in queste strutture se trovi uno psicologo competente è come trovare un ago nel pagliaio. Pensate che le mie parole: "ho sofferto di attenzione selettiva", sono state riportate negli appunti "sente le voci" per poco non le faccio causa... per fortuna che ho dei testimoni presenti al colloquio. Ne ho sentite tante anche da altri pazienti: psicologi svogliati, disattenti e molto poco preparati.
Allora se ci si laurea in psicologia per avere successo e denaro, penso che nella maggior parte dei casi si è delusi, se ci si laurea per interesse (oltre che per gli altri anche verso la conoscenza di se stessi) ed amore non si può essere delusi in ogni caso.