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Enzo Artale
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Enzo Artale
l'ordine per fortuna ha scritto a Cancrini invitandolo a ritirare subito l'emendamento
lui si è giustificato in 1000 modi ma era chiaro che si stava arrampicando sugli specchi
ora vedremo...
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forse sarò io lo strano....
ma non capisco come invece di far ricerca..progredire tutti insieme(ognuno col suo bagaglio culturale proprio del suo indirizzo di laurea)verso la conoscenza di molti disturbi che ancora non si conoscono...
e di aiutare moltissima gente che si trova in difficoltà....
invece di fare tutto ciò si è più interessati a prevalere l'uno sull'altro...
bah....che paese di MERD......
io sono sconvolto...ma allora a cosa serviamo?...
L. 56/89 Ordinamento della Professione di Psicologo
tratto dal sito dell'albo nazionale degli psicologi - riferimento: gazz. uff. 24 febbraio 1989, n. 46
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il testo riportato non va utilizzato come fonte ufficiale. Fare sempre riferimento alle pubblicazioni sulla Gazzetta Ufficiale.
Articolo 1. Definizione della professione di psicologo.
1. La professione di psicologo comprende l'uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la
prevenzione,
la diagnosi,
le attività di abilitazione-riabilitazione
e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona,
al gruppo,
agli organismi sociali
e alle comunità.
Comprende altresì le attività di sperimentazione, ricerca e didattica in tale ambito.
capisco il risentimento e il senso di frustrazione, lo proviamo tutti, ma cerchiamo di stare coi piedi per terra...psicologo non vuole dire psicodiagnosta toutcourt...:mano:
Secondo la legge possiamo fare una marea di altre cose, ma nella realtà dei fatti la psicodiagnosi, sopratutto per chi lavora in campo clinico è una grossa fetta del lavoro!!!!!! Per non parlare del fatto che la diagnosi è il primo passo di un intervento...anche se si tratta di semplici consulenze di sostegno. Cosa facciamo allora, sopratutto chi lavora come privato: viene una persona da te e tu la spedisci subito da uno psichiatra per farle fare la diagnosi... Mi sembra assurdo......chi lavora come psicologo libero professionista che dovrebbe fare? Spedire subito un ipotetico paziente da un altro per la diagnosi?????? Non credo sia il modo migliore per iniziare una relazione terapeutica..........:mumble::mumble::mumble:
molti terapeuti analisti nemmeno al fanno la diagnosi se è per questo...
non credo sia questo il punto.
credo il punto sia più in ambito pubblico, dove per altro già da ora i medici decidono il bello e il cattivo tempo, e in ambito peritale, in cui cmq già adesso le cose non sono molto chiare rispetto alle competenze specifiche.
per il resto, nel privato col mio paziente, la diagnosi così come la intende questa legge secondo me è un'altra cosa...e nessuno ci impedisce di farla a livello psicologico, il che VA MOLTO OLTRE le categorie da DSM.:rolleyes:
Bisognerebbe ritirarsi in massa dalla scuole di Cancrini, che prima si mette in tasca i soldi degli specializzandi e poi cerca di metterglielo in quel posto.......scusate il francesismo!!!
questo è uno dei motivi per cui molti terapeuti ANALISTI fanno solo danni....
bisogna dare più scientificità alla nostra disciplina...per cui secondo me la diagnosi è..e rimane punto essenziale per la cura del paziente...difficile da privarsene....e non credo che solo lo psichiatra la possa fare....perchè lui è un medico.....per me sono tutte cavolate
Uno dei punti forse è: perchè impedire di usare uno strumento a chi lo vuole usare, a chi lo ritiene utile e ha le capacità professionali per utilizzarlo. Il fatto che terapeuti analisti non la usano non vuol dire secondo me che se ne può anche fare a meno. E' sacrosanto che il problema è in ambito pubblico così come è vero che uno nel privato fa quello che vuole e come vuole ma perchè accettare un qualcosa che ci rende le cose più difficili? Perchè un privato dovrebbe aggirare l'ostacolo facendo nella pratica una diagnosi (nelle modalità che lui si sceglie, e questo è altro argomento) che però ufficialmente non può dire assolutamente di aver fatto o camuffandola in altro modo perchè non è legalmente possibile (ma in realtà fai!!!)? Perchè complicarci la vita così??????? Io comunque non ignorerei le ripercussioni che tale legge avrebbe in ambito peritale...anche se in questi casi non si tratta di una vera e propria diagnosi (quindi il problema si potrebbe forse bypassare) si taglierebbe fuori da quel tipo di lavoro una grossa fetta di psicologi...
ALTRO COMMENTO: oggi la diagnosi e domani cosa ci toglieranno?????
Quello che ha indignato me non è il fatto in sè (cioè l'espropriazione della diagnosi) ma il principio concettuale che sta alla base della cosa.
:corteo::corteo::corteo::corteo:
:Ops::Ops::Ops::Ops:
Sono Tesla_77, un amico di momi1984. Posto dal suo account perchè il mio non funziona.
ecco quello che penso:
Non ho ancora firmato, ma prima di decidere vorrei portare l'attenzione su alcune cose. Credevo che questo forum avesse una sola opinione, ma quando ho visto alcuni post ho
ritenuto ci fosse uno spiraglio di confronto tra le varie frenesie e frustrazioni.
Mi sono iscritto a psicologia generale e sperimentale all'età di 25 anni, dopo aver fatto il rappresentante ed il ristoratore per un totale di 8 anni; ho abbandonato lavori
sicuramente più redditizi di quanto possa mai auspicare con questa professione. Credevo che "psicologia generale" fosse "veramente" generale, ma purtroppo mi sono trovato 4
corsi tra statistica e analisi dei dati, metodologia e strumenti testistici. Un buon corso per un aspirante scienziato, ma per tutti questi anni mi chiedevo dove fosse la
Psicologia (intesa come studio dell'anima). Fortunatamente la mia curiosità mi ha portato a leggere Lowen, Reich, Rogers, Hillman, Grof, Downing etc. ma anche Gurdjieff,
Nisargadatta, Capra, Naranjo.
Queste letture, e la psicoterapia che sto continuando a fare, mi ha permesso di preparare la mia persona e non solo la mia mente a questa professione.
Sono sempre stato molto attento ai piani bassi della piramide di Maslow: respirazione, alimentazione, sessualità, postura, salute fisica in generale. Valori ormai in crisi oggi.
Per inciso in Spagna hanno inventato un robot per ragazzi che risponde alle domande sulla sessualità, sollevando i genitori anche da questo compito...
Una volta da piccolo, avevo un'etichettatrice a pressione con il quale davo i nomi alle cose (lasciamo perdere come l'ho avuta). La palla era una "ballona", i pattini erano i
"rotati" e via dicendo. Mi sentivo come Adamo nel Paradiso Terrestre. Dare i nomi alle cose, sapere come chiamarle mi dava un senso di potere. Ricordo che quando si ruppe il mio
giocattolo fui molto triste, perchè sentivo che le cose, non potendo più portare qualcosa di mio, non mi appartenessero più, ma mi sbagliavo. Quelle cose non erano mai state
mie.
Ora che sono alla fine di questo iter burocratico denominato università non penso di essere ancora un vero psicologo, se avete capito il significato che intendo con questo
termine. All'università vedo ragazzi più giovani di me che alzano la mano e sputano diagnosi come sentenze e tutto questo mi fa più paura dell'onorevole Cancrini. Beh prima o
poi cresceranno.
Sono anche io contro all'ingerenza che medici, e di conseguenza aziende farmaceutiche, hanno nei confronti della psicologia, ma al tempo stesso vedo l'uso dei farmaci, in alcuni
casi, utile per arrivare a stabilire un rapporto psicologico. Mi pongo questa domanda: Forse questa ingerenza non viene dalla pretesa della psicologia di affermarsi come
scienza? Che vantaggio può portare l'affermarsi come scienza? Un conto sono le neuroscienze cognitive, un altro è esperire quella Psichè che non sarà mai scienza esatta perchè
terra di confine tra il conosciuto e l'esoterico. Non credo di avere molto da spartire con un medico: non curo, non guarisco, non opero a distanza tramite telecamera.
Non credo di aver bisogno di tutti questi "acronimi" per mettermi in contatto psicologico con la persona che ho di fronte. WAIS MMPI CBA STAIX BDM.............
Con tutto il rispetto per gli strumenti testistici tra i quali alcuni sono di ottimo livello ho paura che, a forza di acronimi, fra qualche anno ci ritroveremo dei doppioni.
Trincerati dietro le scrivanie con una mole smisurata di tecniche e test per non toccare mai direttamente la persona. Proprio quello che sta mandando in malora la classe medica
a vantaggio dell'omeopatia, della fitoterapia etc. Loro si che ti stanno ad ascoltare! Rispetto ad uno psichiatra che ti tiene 20 minuti e ti dà 3 pasticche, altri ti ascoltano
per 90 minuti e magari non ti fanno niente, ma la persona sta meglio. La gente viene per essere ascoltata, non etichettata; poi la trova da sè la strada per andare avanti.
Aiutare la persona che sta davanti, ad orientarsi verso il miglior setting: una buona relazione di amore verso la vita che le è stata concessa.
Del resto, come disse il professor Riccardo Luccio, Siamo "operatori di sofferenza".
L'account di Tesla_77 è in stato di attivazione, e ci teneva molto a scrivere la sua opinione vista l'imminente scadenza per firmare la petizione.Ciao a tutti!
Alcuni interventi precedenti mi hanno lasciato sinceramente sconcertato...
Forse chi minimizza la portata di questa legge fa un altro lavoro ed è capitata in questo forum per sbaglio!
La psicodiagnosi è il cardine della nostra professione! Punto!
Come può intervenire sulla sofferenza altrui chi non è legittimato a riconoscerla?
Tra l'altro questa legge è un attentato a tutta la nostra professione in tutti gli ambiti!
Non solo, come ha scritto qualcuno, nel servizio pubblico: anche se uno psicologo opera privatamente, per legge non sarebbe autorizzato a condurre una psicoterapia senza la diagnosi di un medico.
Inoltre, quale giudice può nominare come CTU uno psicologo la cui consulenza può essere giudicata nulla perchè non legittimato ad effettuare la psicodiagnosi?
Ho studiato anni e quali prospettive avrei di svolgere questa professione?
Psicologi sveglia!!!!!!
Infatti è inutile girarci intorno....Tale legge ci danneggia gravemente...anzi, va ad aggravare una situazione già di per sè non felice...Colleghe/i ...FACCIAMOCI SENTIRE!
non è proprio così...questa proposta specifica è moto più focalizzata, vi posto la lettera della presidente dell'ordiene dell'emilia romagna. questo non significa che forse piu avanti non ci saranno altre belle pensate del genere, ma per ora riguarda un ambito molto specifico.
io non sono affatto a favore di questa colossale idiozia, nè "vado contro" a chi si scaglia contro cancrini, dico solo che è necessario capire bene di che cosa stiamo parlando, prima di farci prendere dall "ribellione di massa" senza un minimo di criterio..come ho visto in altri 3d su questo argomento..
non capisco perchè certe persone si debbano scaldare tanto, ho solo messo le cose in chiaro, sono una psicologa anche io, stai sereno.
ecco la lettera:
Carissime/i Colleghe/i,
come certamente sapete, è all’esame della XII Commissione Affari Sociali della Camera un Disegno di Legge teso a garantire ai cittadini, in particolare ai meno abbienti, un più ampio ed agevole accesso alle cure psicoterapeutiche. Il primo firmatario e relatore alla XII Commissione è l’Onorevole Luigi Cancrini, noto e stimato psichiatra, fondatore di una delle prime Scuole di Psicoterapia Familiare in Italia.
Questa Proposta di Legge consente al cittadino di accedere alla psicoterapia a seguito di richiesta da presentare ai Servizi delle Aziende USL che si occupano di Salute mentale (ad esempio: Dipartimenti di Salute mentale, Servizi per le tossicodipendenze, Servizi Materno-Infantili ecc.).
Il Servizio che riceve questa domanda, che è anche quello che deve finanziare il progetto di cura, deve:
· fornire le indicazioni necessarie a definire il progetto terapeutico ed i tempi della cura (numero di sedute per un max di 24 mesi);
· formulare la diagnosi e valutare l’idoneità al trattamento;
· affidare ad un presidio ASL la realizzazione del progetto, nel caso la richiesta del cittadino fosse accolta, oppure, quando l’ASL non possa soddisfare rapidamente e direttamente la richiesta, autorizzare questa cura presso professionisti psicologi e medici con abilitazione all’esercizio dell’attività psicoterapeutica (liberi professionisti non dipendenti delle ASL);
· effettuare il monitoraggio e il controllo della qualità dei servizi di psicoterapia.
Purtroppo, nell’ultima seduta del 2007 il relatore, On. Cancrini, ha fatto proprio un emendamento che dispone che la diagnosi necessaria per accedere alla psicoterapia debba essere necessariamente affidata ad un medico specializzato in psichiatria o neuropsichiatria infantile del Servizio Sanitario Nazionale, ciò che esclude la possibilità di diagnosi agli psicologi, se pure limitatamente a questo ambito della diagnostica di accesso alla psicoterapia.
E’ evidente che tale ipotesi, se tradotta in legge, sarebbe gravemente lesiva di quanto sancito nell’art. 1 della L.56/89 istitutiva del nostro Albo professionale.
Il nostro Ordine Nazionale e gli Ordini regionali hanno immediatamente avviato iniziative volte a rappresentare ad un tempo illegittimità e pericolosità di un iter legislativo che, se divenisse norma, decreterebbe un inaccettabile ed anacronistico arretramento della nostra dignità professionale e, ciò che è peggio, del servizio che complessivamente restituiamo alla collettività ed ai singoli cittadini.
Abbiamo, quindi, intessuto rapporti istituzionali e professionali con la XII Commissione, con i suoi membri, e, naturalmente, con lo stesso On. Cancrini.
A proposito di rapporti istituzionali con l’On Cancrini, il Presidente del Consiglio Nazionale degli Psicologi, dott. Palma, gli ha spedito una lettera aperta -pubblicata nel sito del CNOP- ed anche io stessa ho avviato un confronto.
Si tratta, comunque, di attivare rapporti attraverso un lavorio intenso che affrontiamo con fermezza e con senso di responsabilità; lo spirito di ribellione che in noi si manifesta di fronte ad una patente ingiustizia è temperato dalla consapevolezza della delicatezza della situazione.
Una minaccia che sembra profilarsi potrebbe essere quella della possibilità di un’approvazione del disegno di legge direttamente dalla XII Commissione divenuta deliberante, senza alcun passaggio in aula (Camera), evitando così la discussione che in questa potrebbe svolgersi.
Il nostro obiettivo primario è, comunque, il ritiro dell’emendamento presentato dall’On. Cancrini relativo alla diagnosi. La cosa, tutti noi ne siamo ben consapevoli, non appare facile nell’attuale contesto, in ispecie se dovesse presentarsi come una contrapposizione tra gli interessi degli psicologi e quelli più generali di un accesso dei cittadini alla psicoterapia che i media, in questi ultimi mesi, disegnano come urgente a fronte del succedersi di tragici e suscitatori di emozione fatti di cronaca.
E’ pertanto estremamente importante la convinta e ferma adesione di tutti i colleghi ad un’azione che, per essere efficace, deve essere tanto intransigente sui principi, che solidale tra psicologi e tra questi ed i loro organi istituzionali, azione caratterizzata dall’astensione da forme personalistiche ed esasperate che non restituirebbero una corretta immagine della nostra professione, oltre a risultare, spesso, controproducenti.
Non ci si può, infine, esimere dall’osservare che quanto disposto dal Disegno di Legge, qualora approvato, non sarebbe finanziato; in altre parole il Governo non ha e non sembra avere intenzione di prevedere risorse economiche rinviando di fatto alle Regioni o ai Direttori Generali delle ASL la scelta di reperire i finanziamenti necessari. E’ facile immaginare che ben poco potrà essere fatto in concreto se non in casi limitati e particolari.
Cordialmente
Io invece credo proprio che per uno psicologo, soprattutto per alcune figure professionali come quella del consulente tecnico (alla quale io appartengo) la psicodiagnosi sia tutto.
Quello che mi sembra che (alcuni) di voi non capiscono è il pericoloso precedente che questa legge rappresenta per la nostra professione...
Soffermarci a constatare che "per il momento" la legge in questione non ci danneggia più di tanto equivale a sottovalutare la portata di una legge che può portare ad una delegittimazione delle nostre competenze in tutti gli ambiti riguardanti la professione di psicologo.
Faccio un esempio concreto:
quale giudice può nominare come CTU uno psicologo la cui consulenza può essere giudicata nulla perchè non legittimato ad effettuare la psicodiagnosi?
quoto quanto scrive manuelas :smile: :ciao:
poi vorrei aggiungere ...
sinceramente quando leggo post di colleghi che sembrano pensare che non hai capito la psicologia solo perchè non ritieni la psicoterapia il massimo della psicologia e la diagnosi il fulcro del lavoro di psicologo ... ci resto malissimo :(!!!
penso che se fossi un collega di indirizzo lavoro, organizzazione, generale, speriementale, sociale, ecc. mi indignerei tantissimo e penserei "ah! si??? :eek: allora arrangiatevi la mia firma non la metto".
la diagnosi è fondamentale e importante in un ambito di lavoro della psicologia: per la psicologia clinica e per la specializzazione in psico clinica e psicoterapia corrisponderà al 25% di tutta la psicologia possibile?!? ...
"ci lavora la maggioranza di noi? ", vero, ma è così solo perchè il resto della psiclogia è azzerato dalla mancanza di attenzione di università e ordine, di formazione ad hoc e di posti di lavoro ... parlavo di scienza ... non di posti di lavoro ...
a me la psicoclinica non interessa poi così tanto, la psicoterapia neppure, la diagnosi fatta prendendo come riferimento il DSM ... beh!!!... per me non è psicologia ... anzi penso che potremmo scrivere valutazione al posto di diagnosi e continuare a fare esattamente lo stesso lavoro!!! senza troppi problemi :sisi:
anzi a volte penso che se ci fosse tolta la diagnosi allora gli psicologi italiani sarebbero veramene costretti a svegliarsi ed aprire gli occhi e le porte a tutta la psicologia non clinica e terapeutica che si potrebbe fare e che in Italia è stata sempre soffocata e non considerata perchè ci dovevamo misurare "coi medici"!!! :asd:
comunque ... sono solo le mie opnioni ... e nonostante il mio pensiero la firmo questa petizione ...
perchè???
la firmo perchè sono una psicologa e sento di appratenere ad una categoria professionale che sta subendo un attacco ingiustificato, perchè sono solidale coi colleghi che lavorano in quell'ambito, perchè trovo che la classe medica si stia comportando in modo ingiusto ed arrogante ...
la firmo ... nonostante pensi che la 56/89 sia una legge scritta da schifo e solo per favorire il lavoro di psicoterapeuta e non di psicologo ...
... spero che i colleghi se ne ricordino sia nel parlare di psicologia e di psicologi (cercando di rispettare tutti i colleghi, come anche il codice deontologico prevederebbe) sia nel caso, un giorno, fossero gli psicologi che non praticeno diagnosi e cura ad avere bisogno :smile:
ciao
STRAQUOTO ANCH'IO PSICOSARIX. Vorrei aggiungere un paio di cose. Personalmente NON LAVORO IN CAMPO CLINICO ma mi sento molto solidale con chi ci lavora: dobbiamo essere solidali anche con chi non lavora nel nostro settore: la nostra forza sta in quello.
PUNTO 2: gli "attacchi isterici di massa" (quelli sulla carta intendo) sono causati magari da un "percepito sminuimento" del problema che emerge attraverso alcuni post.
Ciao Ciao
Ditemi se ho capito.
In pratica vogliono far si che la psicoterapia venga svolta anche dal servizio sanitario nazionale in modo che sia possibile accedervi anche per chi non ha i mezzi economici per farla privatamente...
ma per poterla fare il paziente deve avere il ''nulla osta'' da parte di qualcuno....e quel qualcuno deve essere per forza o uno psichiatra o un neuropsichiatra infantile, ma non uno psicologo.
quindi per gli psicoterapeuti si apre la possibilità di essere assunti nel pubblico, mentre per gli psicologi no, visto che non possiamo neanche fare il primo colloquio di indirizzo alla terapia....
ho capito bene?
... non credo che si ponga un problema di assunzione sai? :smile: ... in un concorso per specialisti psicoterapeuti 9 su 10 sono psicologi. i medici specilizzati in psicoterapia non sono poi così tanti e gli altri medici, psichiatri e neuropsichiatri, fanno sicuramente i concorsi per psichiatria o neuropsichiatria ... in più i posti per la psicoterapia sono già occupati da colleghi, più anziani, noi psicoterapeuti ... non mi pare di aver visto molti concorsi in giro ... di la tendenza, per ora, è che uno va in pensione non lo rimpiazzano.
comunque se sbaglio correggetemi :smile:!!!
inoltre ... mi sembra che per lavorare nel sistema sanitario nazionale sia necessaria una specializzazione in psicologia (o psicoterapia che è equipollente), non ci si può lavorare solo con la laurea in psicologia. però vorrei sapere se qualcuno ha una fonte ufficiale per questa notizia. chiedo conferma ... perchè l'ho sentito ripetere da molti psicologi, ma non sono riuscita a trovare una fonte ufficiale ... voi ne sapete qualcosa??? :mumble:
:ciao:
psicosarix grazie per la risposta :approved:
quindi se non è per le assunzioni in pratica in cosa ci danneggia esattamente?
(scusatemi se chiedo chiarificazioni ma sono davvero alle prime armi, e anche se grazie a questo forum in poco tempo ho scoperto davvero molte cose che non sapevo, ci sono ancora molte cose che devo capire bene)
chiaramente la petizione la firmo per il bene di tutti noi ma vorrei capire bene cosa succederà nel concreto se la legge passa....
sono davvero contenta di aver trovato questo posto, all'università nessuno ci ha mai parlato di queste cose...e invece sono molto importanti.
La psicoterapia viene già svolta nelle asl (ci faccio tirocinio! ;) ): normalmente il paziente esterno che decide di rivolgersi ad un servizio di psicologia di una asl, la contatta direttamente per un appuntamento e (prima o dopo) si fa preparare una bella impegnativa dal proprio medico curante come se andasse a fare un qualsiasi esame in ospedale.
Lo psicologo (psicoterapeuta confermo, già difficilmente assumono figure professionali che non siano medici, figuratevi se fossero senza abilitazione in psicoterapia!) vede il paziente per tot sedute (scelte di volta in volta col paziente) e decide di somministrare test, limitarsi a dei colloqui, intraprendere una psicoterapia, ma normalmente cerca, nella fase iniziale, di inquadrare il più possibile il paziente grazie alla famosa psicodiagnosi (ripeto, test, colloqui e quant'altro ritenga utile). Nell'ambiente ospedaliero infatti, la diagnosi è alla base della terapia che si andrà a fare col paziente, sia perchè è un ambiente prettamente medicalizzato ed in medicina la diagnosi è il pane quotidiano, sia perchè c'è necessità di condivisione di un pensiero e linguaggio comune con psichiatri e neuropsichiatri, qualora il paziente venga poi invitato a rivolgersi a loro.
Ora...
Questa legge, nei suoi punti chiave, vuole impostare una durata massima delle sedute psicoterapeutiche (non oltre i 2 anni) e soprattutto vuole che siano SOLO i MEDICI (e quindi psichiatri e neuropsichiatri) a stabilire se un paziente possa o meno intraprendere una psicoterapia, limitando non di poco l'operato di uno psicologo-psicoterapeuta, che si vede privato della possibilità di decidere autonomamente del paziente che a LUI si rivolge!
E questo perchè?
Beh...semplice...NON SIAMO MEDICI!
Ecco...nel concreto non ho la più pallida idea di come questo si possa realizzare!!!! Lo psicologo-psicoterapeuta può vedere il paziente (si spera!), ma poi lo deve inviare ad uno psichiatra che decide se può tornare dallo psicologo-psicoterapeuta per iniziare la terapia????
Boh...buio più totale anche per me su questo punto...
So solo che è penoso pensare che siano dei politici a decidere in tema di psicoterapia...
va bè, continuiamo così (a dividerci), facciamoci del male.
Come ho già scritto in un altro messaggio su un'altra discussione simile a questa, è veramente triste che si sia alzato tanto clamore per questa legge. Non fraintendetemi, io sono sempre pronto a lottare per difendere la mia professione. Proprio per questo però mi indigno del fatto che ordine, associazioni e professionisti si mobilitino solo per una tematica così ristretta (la psicoterapia). Nessuna petizione per contrastare il precariato dei giovani psicologi. Nessuna petizione per contrastare il nascere di professioni pseudo-psicologiche. Nessuna petizione per modificare la legge istitutiva della nostra professione. E, purtroppo, potrei continuare per ore.
La legge sulla psicoterapia che sta per essere approvata è una brutta legge, non per gli emendamenti, ma perché non nasce da una riflessione sulla funzione sociale e sanitaria della psicoterapia stessa. La vera lotta che la psicologia deve intraprendere deve essere basata sui suoi modelli e sulle sue strategie di intervento. Ciò può nascere solo da un ripensamento del nostro ruolo e della nostra professionalità che tenga conto dei bisogni emergenti nella nostra società.
Rispetto all'emendamento in questione basta leggere il dsm (...nessuna condizione medica generale....) per capire perché (secondo il modello medico) lo psicologo (fosse anche psicoterapeuta) non può fare una diagnosi che dia accesso ad un percorso di psicoterapia convenzionato.
Comunque sarò sempre dalla parte di chi lotta in buona fede per difendere quello in cui crede.
Sono specializzanda in psicoterapia presso il centro studi diCANCRINI e sono molto delusa. Quale sarà il mio futuro se proprio il presidente del centro studi di Roma ha proposto e fatto approvare l’emendamento 2.31 che riserva l'affidamento della diagnosi in esclusiva agli psichiatri e ai neuropsichiatri infantili dei servizi sanitari. Ma se la diagnosi è finalizzata all’intervento psicoterapeutico, cosa stiamo studiando nella SUE scuole?
Non solo gli psichiatri entrano direttamente a far parte dell’albo degli Psicoterapeuti senza né specializzazione né esame di stato, non solo i counselor hanno le stesse mansioni degli psicologi (tranne che per la somministrazione di test, almeno per ora), ma se ci viene negata la possibilità di effettuare una diagnosi che immagine professionale rimandiamo ai pazienti e le altre categorie lavorative che operano in ambito socioassistenziale?
Ma sulla base di questo cambiamento il Prof. Cancrini non dovrebbe riformulare tutto il suo programma essendo in primis un formatore? Non dovrebbe preservare un titolo che lui stesso ci offre? Che senso ha aver fatto diventare il corso quinquennale? Con che coraggio a Roma fa pagare il colloquio di ammissione? E l’anno introduttivo? Perchè la nostra categoria non è salvaguardata in alcun modo? perchè invece di questo tira e molla non viene proposta una legge per porre fine al business dei counselor dato che l’articolo 21 del codice Deontologico recita
“Lo Psicologo, a salvaguardia dell’utenza e della professione, è tenuto a non insegnare l’uso di strumenti conoscitivi e di intervento riservati alla professione di psicologo a soggetti estranei alla professione stessa anche qualora insegni a tali soggetti discipline psicologiche.
E’ fatto salvo l’insegnamento agli studenti del corso di laurea in psicologia, ai tirocinanti, ed agli specializzandi in materie psicologiche”.
idea.....
perchè non fare una petizione per cacciare chi sta a capo dell'ordine degli psicologi:D:D:D
Premetto che ne so poco o nulla di psicoterapia, che probabilmente non farò mai la specializzazione in psicoterapia e sicuramente non lavorerò mai come terapeuta perché ho già un lavoro, però vorrei fare alcune considerazioni, anche perché sono amareggiato come tutti voi da quest’ennesimo attacco alla psicologia.
Il servizio di psicoterapia presso la ASL esiste già da tempo. Questa nuova legge in discussione alla camera, serve, oltre a regolamentare e stabilire dei principi sicuramente positivi sull’utilità della psicoterapia, a dare la possibilità ai psicoterapeuti privati di convenzionarsi con il SSN e poter offrire la loro prestazione agli assistiti in convenzione (quindi con una spesa molto ridotta).
Poiché i psicoterapeuti in servizio presso le ASL, sono pochi e quindi non in grado di accontentare la richiesta di terapia, con questa legge si da la possibilità a chi ne ha bisogno, di accedere ad un servizio di psicoterapia sicuramente migliore (un rapporto terapeutico che si viene a creare in uno studio privato sarà senza dubbio migliore di quello che si possa stabilire dentro una ASL), tempi di attesa ridotti e una possibilità di lavoro in più per gli psicoterapeuti.
Il problema della diagnosi secondo me, è a questo punto paradossale.
Un terapeuta che sia in grado di curare, constatare i miglioramenti del paziente, magari cambiare atteggiamento durante la terapia perché ritenga che possa essere migliore per il paziente, e decidere che la terapia possa terminare perché il paziente è guarito…non può fare una diagnosi di invio alla terapia!!!
Ma allora non può fare neanche tutto il resto…. Che facciamo, affianchiamo allo psicoterapeuta uno psichiatra che controlli che la terapia sia fatta correttamente o che sia terminata la necessità di cura?
Facciamo un esempio. Se io ho un dolore al piede, vado da il mio medico curante che magari mi prescrive una visita specialistica dall’ortopedico. Ma sarà l’ortopedico a decidere se ho bisogno di qualche forma di trattamento…
Ancora meglio, sarebbe affiancare al medico di famiglia lo psicologo di famiglia, che possa inviare in terapia coloro i quali necessitino di una visita specialistica e per i quali il medico di famiglia abbia escluso che la causa della patologia sia di origine medica….ma questa è fantascienza.
Signori, con una petizione su internet non si risolverà nulla. Dovete mobilitarvi, manifestare come fanno gli studenti del liceo, fare proposte in parlamento, entrare in politica. Posso comprendere che è difficile, ma vi assicuro (ho esperienza) che con una petizione che non riporta nemmeno il codice d'identità non si farà nulla. Finché siete in tempo, MUOVETEVI.
Quest'anno gli studenti che vorranno iscriversi a facoltà a numero chiuso non potranno passare, obiettivamente, se avranno un voto inferiore all'80 in maturità. Vi sembra giusto? Eppure la legge è stata approvata.
Non fate in modo che anche questa, che vi tange direttamente, lo sia.
:approved:
perchè è sbagliato?
pensi che TUTTI possano fare i medici gli ingegneri gli avvocati...per non dire gli psicologi?
o è meglio che si iscrivano e se ne rendano conto a metà anno che non ci riescono? siamo onesti...
evviva la selezione a monte, anzichè dopo la laurea, quando hai 30 anni e l'entusiasmo sotto i piedi, evviva gli esami di riparazione a settembre ed il vecchio ordinamneto dell'uni senza tutta sta raccolta punti dei crediti, che è pietosa e svalutante.
ma poi tu chi sei, che parli escludendoti dal discorso?
Io mi sto specializzando in neurochirurgia, ma ultimamente mi interesso anche di psicologia, visti gli esami in psichiatria che ho fatto che mi hanno molto interessato. :)
Io dico che non è giusto: che differenza fa prendere un 79 e un 80 alla maturità? E poi, chi afferma che gli esami di maturità sono obiettivi? Conta che un alunno di un professionale che esce con l'80 sarà facilitato rispetto ad uno che esce da un liceo con il 79.
E' giustizia? Ma non voglio ridurmi a discutere di questo; anche l'ordine dei medici ha espresso il suo dissenso in merito.
Un'altra cosa: pensi che la selezione a priori sia giusta? La selezione va fatta in modo naturale: tutti sappiamo cos'è la selezione della specie. E' la più corretta. Non si può pregiudicare il futuro di qualcuno valutando l'esame di maturità. E' assurdo.
non c'entra nulla....è vero non tutti possono fare i medici..gli avvocati..gli psicologi(come dici tu....)
ma pensi davvero che uno che vada bene a scuola abbia le carte per diventare qualcuno...e chi va male non possa fare nulla??
a parte che il periodo del liceo è un periodo delicato..l'adolescenza ..i primi amori...le materie difficili...molti si svegliano più tardi degli altri...c'è chi inzia a studiare prima..c'è chi inzia a studiare dopo...
ma soprattutto...i prof sono sempre quelli..sono sempre gli stessi..non cambiano...e in genere se uno parte con un 5 con un prof..difficilmente potrà migliorare la sua situazione....(lo so per espereizna personale)...ci sono troppi pregiudizi tra gli insegnanti...e dato che valutare una persona è molto difficile...e la maggior parte degli insegnanti è molto superficiale ad utilizzare uno metodo obiettivo....è ingiusto che il tutto influisca sulla vita futura del ragazzo...
quante volte i prof hanno fatto discorsi del tipo.....bè mi dispiace...ma per promuovere alcuni dobbiamo abbassare dei voti agli altri....altrimenti li bocciamo....
e perchè abbassare i voti algi altri(che magari non si meritano ciò e che magari hanno studiato duramente)?...
risposta di alcuni insegnati....
NON SI PUò AVERE UNA CLASSE CON TUTTI 9.....
COME NON SI PUò AVERE UNA CLASSE DOVE L'80%DEI RAGAZZI ESCA CON 90..SAREBBERO TUTTI GENI....
e allora è giusto sacrificare la futura vita di un ragazzo??per scelte non obiettive??
La penso esattamente come Simoncino. :)
Da sito dell' Ordine Nazionale Psicologi
17/01/2008 - Aggiornamenti PdL "Disposizioni per l'accesso alla Psicoterapia". La Commissione permanente Affari Sociali della Camera dei Deputati nella seduta di ieri 16 gennaio ha proseguito l'esame del PdL.
Il relatoreOn. Cancrini, in riferimento alla controversa formulazione dell'art. 2 "ravvisa l'opportunità di accantonare l'esame del predetto emendamento al fine di consentire lo svolgimento di un'apposita riunione con i presidenti degli Ordini Nazionali dei Medici e degli Psicologi". -
18/01/2008 - L'On. Cancrini relatore del PdL "Disposizioni per l'accesso alla Psicoterapia" incontra i Medici e gli Psicologi il 22 gennaio.
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Scusate ma...ho letto un po' tutti i post,e,a parte che non mi è piaciuta per nulla la divisione che è venuta a crearsi,secondo me ssarebbe bene essere tutti uniti in quanto comunque della professione di psicologi si parla.Anche perchè la gente comune non va certo a pensare "toh guarda,uno psicoterapeuta,uno psicologo del lavoro,uno di sviluppo.."ecc...la gente,coloro che a noi si rivolgono,tante distinzini non le sanno.Risultato:ne esce lesa l'intera catergoria.
E poi mettiamoci anche nei panni di chi si rivolge alle asl...sinceramente,avendo avuto a che fare per vari motivi familiari sia con neurologi che medici (i miei lavorano entrambi in ospedale) sono molto delusa dalla loro categoria,che pensa più che altro al torna conto personale,abituandosi a lavorare con ben poca umanità,riducendo il corpo umano a una mera macchina...ecco,se qualcuno a voi vicino dovesse rivolgersi a un servizio come quello delle asl,preferireste che avesse una consulenza valida,fatta da una persona competente oppure da qualcuno che dell'umanità e dei bisogni delle persone non si interessa più?Secondo me la questione fondamentale è questa,oltre a ledere una parte di noi "lavoratori",la legge creerebbe un danno anche all'utenza che si rivolge a certe strutture.
Bisogna sostenersi vicendevolmente per arrivare a qualcosa di concreto,altrimenti alla fine credo che verremo ridotti a un'importanza minima,sia come professionisti che come esseri umani che fanno delle scelte.