psicoterapie: foresta orticello o altro?
nell'immensità delle proposte formative post universitarie, a volte si ha l'impressione di trovarsi imbrigliati in una accozzaglia di iniziative che quasi in maniera centrifuga disloca lo studioso dai suoi stessi interessi; altre volte in vece in maniera stavolta centripeta si rimane stregati dall'unica direzione che magari incidentalmente ci è capitata davanti lungo il nostro tragitto, impedendoci di prendere in considerazione altre prospettive sostitutive o integrative delle precedenti! speriamo che a questo punto non si arrivi alla costituzione di scuole di specializzazione che ti specializzino nello scegliere la scuola di specializzazione!!ad maiora.
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dall'interesse per questo thred sembra proprio che la psicoterapia sia un orticello dove la maggior parte dei professionisti della salute mentale coltivi le proprie ed esclusive verdure! Bisognerebbe guardare un pò di più oltre il proprio naso.....e , per quanto riguarda gli studenti, non pensare solo all'esamuccio o al concorsino o all'effimero annuncio pseudolavorativo! Amici cari, qui è proprio lo spessore che manca. mha....
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Che dire?
Se da un lato è azzardato trarre conclusioni sullo "spessore" dei colleghi psicologi (e futuri tali) dall'interesse rivolto a questa discussione, dall'altro non è certo questo un segnale incoraggiante.
Io mantengo le mie perplessità circa la proliferazione e la "frammentazione" dell'offerta formativa in atto in Italia, e soprattutto circa la "cecità" (o quantomeno la mancanza di un ampio sguardo) che ne deriva presso molti professionisti dela salute mentale. Detto ciò sono convinto che un folto numero di colleghi sappiano esprimere uno spessore, una larghezza di vedute e una più che discreta capacità di andare oltre la punta del proprio naso.. anche perchè in caso contrario saremmo veramente messi male!!
Del resto noi - arbitrariamente - ci siamo già dichiarati su quest'altra sponda del fiume (ammesso che il fiume esista, e che sia una linea di demarcazione poi così definita).. siamo di sicuro in ottima compagnia e abbiamo senz'altro autorevoli punti di riferimento (reali ed ideali) a guidarci verso quest'orizzonte a noi più congeniale, ma non è detto poi l'unico giusto.
Del resto la nostra inconscia volontà di omogeneizzazione dell'universo "psicologi/psicoterapeuti" al nostro campione di riferimento è probabilmente illecito e comunque destinato a fallire già in partenza.
In fin dei conti cosa auspichiamo noi, invocando lo "spessore" intellettuale dei colleghi, se non una sana espressione di intelligenza (intesa in senso etimologico, come capacità di "legare le cose tra loro")? E la storia non insegna forse che l'intelligenza non è necessariamente equidistribuita?
Di paraocchi (e di punte del naso che occludono la visuale!) è certamente già geneticamente ben dotata la popolazione - di psicologi e non - compreso, sicuramente per tanti aspetti, anche noi che discutiamo qui.
Un saluto, Sergio.
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mi fa piacere notare un tuo colto ammiccamento a Wittgenstein e al suo Tractatus (di cui premetto essere uno scarso conoscitore). comq. si...le linee di demarcazione, bhe anche quelle sono indefinibili.
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lorenzomedici
mi fa piacere notare un tuo colto ammiccamento a Wittgenstein e al suo Tractatus (di cui premetto essere uno scarso conoscitore). comq. si...le linee di demarcazione, bhe anche quelle sono indefinibili.
ehm.. sì certo.. il caro Wittgenstein.. :look:
Mi fa piacere che hai colto il mio ammiccamento al Tractatus, di cui sono un profondo conoscitore.. :bugia:
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e tu sergio cosa studi attualmente?
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lorenzomedici
e tu sergio cosa studi attualmente?
Se ti riferisci alla scuola di specializzazione, diciamo che sono ancora in fase decisionale.. al momento seguo un corso preparatorio ad una specializzazione in psicoterapia ad orientamento psicoanalitico-fenomenologico (derivazione psichiatria fenomenologica e antropologia trasforazionale di Sergio Piro, non so se hai presente) promosso dall'Asl Napoli 1. Nel contempo però vaglio ancora dei percorsi di training di stampo più prevalentemente psicodinamico (per lo più in quel di Roma).
Per il resto seguo un master biennale in psicodiagnostica clinica (Rorschach et al. per intenderci).
Mentre ho visto da altri tuoi interventi che tu segui una specializzazione in Psicodramma, o sbaglio?
P.S. Se la discussione rischia di essere troppo di carattere "personale" e magari può interessare poco gli altri utenti, puoi rispondermi in pvt.. vedi tu.
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Per provare a ritornare, invece, alla nostra (finora purtroppo solo nostra!) discussione..
mi viene in mente, specialmente a riguardo di quella famosa forza centripeta di cui sopra, una metafora - a mio modo di vedere calzante - propostami qualche tempo fa. Ossia di immaginare l'orientamento teorico-clinico adottato come un paio di lenti, attaverso cui si osserva e si interpreta la prassi terapeutica e quanto in essa accade.
Il punto credo, rimanendo nella metafora, non sia calzare quante più paia di lenti è possibile (cosa tra l'altro confusiva e in un'ultima istanza probabilmente dannosa), ma essere consapevoli di avere indosso delle lenti, che esse, in quanto tali, non sono nè le uniche nè necessariamente le migliori, e - per quanto possibile - non "confondere gli occhiali con gli occhi"!!
E' probabilmente necessaria pertanto una maggiore metacognizione, che, facendoci fare un passo "fuori" da noi stessi, aumenti la nostra consapevolezza che quanto pensato e fatto non sia necessariamente il "migliore dei mondi possibili" (dato che ti sono care le parafrasi filosofiche!).
Credo che nessuno di noi intenda con ciò esprimere giudizi di merito (che sicuramente e inevitabilmente abbiamo, e possiamo tutt'al più rimandare ad altra sede), ma semplicemente allarmare rispetto alla pratica, purtroppo comune, di accettare come Realtà (= gli occhi) un paradigma teorico e interpretativo (= gli occhiali).
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quello che tu dici è molto saggio.Bhe ...a dire il vero il concetto lo hanno ben esplicitato prima di noi i teorici della complessità! Ma insegnamenti epistemologici al riguardo ci sono venuti anche dalle scienze naturali più critiche; non è forse tutto ciò stato compreso da Heisenberg con il suo principio di indeterminazione?!Ad maiora/ Ciro
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ehi voi ! un pò di vivacità...forza!! c'è nessuno in questo foruuuuum? avanti!
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lorenzomedici
nell'immensità delle proposte formative post universitarie, a volte si ha l'impressione di trovarsi imbrigliati in una accozzaglia di iniziative che quasi in maniera centrifuga disloca lo studioso dai suoi stessi interessi; altre volte in vece in maniera stavolta centripeta si rimane stregati dall'unica direzione che magari incidentalmente ci è capitata davanti lungo il nostro tragitto, impedendoci di prendere in considerazione altre prospettive sostitutive o integrative delle precedenti!
Condivido. Non è facile non finire travolti da "forze centrifughe e centripete", ma possibile. Ho fiducia nell'uomo, nella sua capacità di trovare una propria identità di base stabile, ma mai rigidamente chiusa al cambiamento evolutivo. Dunque, ho fiducia nella capacità di trovare il "proprio" percorso, consapevoli dell'esistenza di altri percorsi degni di rispetto e considerazione.
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sergio.def
Se ti riferisci alla scuola di specializzazione, diciamo che sono ancora in fase decisionale.. al momento seguo un corso preparatorio ad una specializzazione in psicoterapia ad orientamento psicoanalitico-fenomenologico (derivazione psichiatria fenomenologica e antropologia trasforazionale di Sergio Piro, non so se hai presente) promosso dall'Asl Napoli 1. Nel contempo però vaglio ancora dei percorsi di training di stampo più prevalentemente psicodinamico (per lo più in quel di Roma).
Per il resto seguo un master biennale in psicodiagnostica clinica (Rorschach et al. per intenderci).
Mentre ho visto da altri tuoi interventi che tu segui una specializzazione in Psicodramma, o sbaglio?
P.S. Se la discussione rischia di essere troppo di carattere "personale" e magari può interessare poco gli altri utenti, puoi rispondermi in pvt.. vedi tu.
Ciao, chiedo scusa, avendo diff a scrivere, mi permetto per ora dire solo che la vs discussione è estremamente interessante e da sviluppabile, in piu' vorrei chiederti se il tuo riferimento anal-fenom. è collegabile ad autori come heiddegger, husserl, bion, psicoantropologia, e psichiatria psicoan di origine brasiliana ed argentina.
grazie mille per la risposta.
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laroby e rosadimaggio...voi freq. qualche scuola di spec. o altri percorsi foermat? ciao
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sergio, e che fai mi sparisci nascondendoti tra le macchie di rorschach?
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lorenzomedici
laroby e rosadimaggio...voi freq. qualche scuola di spec. o altri percorsi foermat? ciao
conosco certi orientamenti teorici e metodologici, oltre che determinate visioni dell'esperienza umana e delle sue possibili declinazioni. ciao:mano:
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RosadiMaggio
Ciao, chiedo scusa, avendo diff a scrivere, mi permetto per ora dire solo che la vs discussione è estremamente interessante e da sviluppabile, in piu' vorrei chiederti se il tuo riferimento anal-fenom. è collegabile ad autori come heiddegger, husserl, bion, psicoantropologia, e psichiatria psicoan di origine brasiliana ed argentina.
grazie mille per la risposta.
Cara Rosadimaggio,
innanzitutto "permettiti" pure di intevrenire quando vuoi.. soprattutto se è per dire che la nostra discussione è estremamente interessante! :P
Ovviamente scherzo: non si può auspicare una visione critica e non accettare poi eventuali critiche, che anzi sono benvenute..
Venendo a quanto mi hai chiesto, mi pare di poter dire che hai abbastanza ben tracciato le linee del "campo da gioco" dell'orientamento teorico cui facevo riferimento nel precedente post parlando in maniera - ammetto - alquanto sommaria e poco approfondita di orientamento psicoanalitico-fenomenologico.
Nello specifico degli autori da te citati certamente l'esistenzialismo di Husserl e la fenomenologia di Heiddegger costituiscono la matrice "filosofica" fondante l'approccio fenomenologico della scuola di cui parlavo, soprattutto del suo direttore Carlo Pastore. Peraltro quasi tutto il primo anno delle sue lezioni faranno perno sullo studio di "Essere e tempo" di Heiddegger.
Analogamente la psicoantropologia fa parte della matrice di riferimento di questo orientamento, che ad essa dedica ampio riguardo all'interno della formazione alla psicoterapia e alle scienze umane nel suo complesso. Del resto, nello specifico di questa scuola, l'approccio teorico prende le mosse dalla psichiatria fenomenologica e dall'Antropologia trasformazionale di Sergio Piro.
Circa la psichiatria psicoanalitica di origine sudamericana non so dirti molto, non essendone io un conoscitore; penso però di poter dire che l'orientamento teorico della scuola mi è sembrato essere discretamente aperto alle numerose declinazioni dell'approccio psicoanalitco, da quelle freudiane a quelle junghiane, piuttosto che lacaniane.. e quindi - presumibilmente - anche a quelle bioniane che, per quel che ne so, hanno largamente influenzato i lavori psicoanalitici di autori di origine brasiliana e argentina ("mi correggerete se sbaglio", parafrasando!).
Se posso: da cosa nasce l'interesse verso questo approccio, che tra l'altro mi sembra conosci abbastanza bene? Sei interessata alla scuola di specializzazione cui facevo riferimento? La conosci?
Un saluto, Sergio.
Ps. x Lorenzomedici: Hai visto che non mi sono "agguattato"??
Riferimento: psicoterapie: foresta orticello o altro?
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ho capito...ma è un percorso conoscitivo privato o ufficiale?
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...inizierò l'anno prossimo la scuola e sono orientata verso l'approccio psicodinamico per l'età evolutiva.
Ero confusa anche io fino ad un anno e mezzo fà, poi come in un insight ho maturato la scelta ;) ... sicchè mi sono allontanata dalle forze centrifughe cattive :P e conoscendomi non credo neanche di essere un soggetto che potrebbe cadere, all'opposto, nel turbine di una forza centripeta.
:)
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LaRoby
Condivido. Non è facile non finire travolti da "forze centrifughe e centripete", ma possibile. Ho fiducia nell'uomo, nella sua capacità di trovare una propria identità di base stabile, ma mai rigidamente chiusa al cambiamento evolutivo. Dunque, ho fiducia nella capacità di trovare il "proprio" percorso, consapevoli dell'esistenza di altri percorsi degni di rispetto e considerazione.
condivido quanto dici tu, magari molti psicologi avessero qs apertura.
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e tu rosadimaggio non ci dici cosa ufficialmente studi o stai per? saluti.