Quando una persona mentre racconta una cosa guarda lateralmente....succede spesso....potrebbe significare imbarazzo, timidezza???o menzogna???a voi la parola...:mumble:
Printable View
Quando una persona mentre racconta una cosa guarda lateralmente....succede spesso....potrebbe significare imbarazzo, timidezza???o menzogna???a voi la parola...:mumble:
secondo me sono cose soggettive e non si possono prendere come verita assolute..uno puo guardare lateralmente perche imabarazzato magari sta mentendo..o magari guardarti dentro negli occhi e mentire e essere imbarazzato ugualmente..non penso che si possa prendere come metro per valutare le persone che abbiamo di fronte
Prima di tutto:
cosa intendi per "guarda lateralmente"?
Che sposta la testa di lato o solo gli occhi?
Se sposta solo gli occhi c'e' la possibilita' di capire cosa significhi quel "gesto".
La Programmazione Neuro Linguistica infatti ci spiega che, a seconda di dove si mettono gli occhi, e' possibile capire cosa sta avvenendo nella persona mentre sta parlando.
Chiariamo questo punto e poi ne possiamo parlare (eventualmente).
si non sposta la testa ma solo gli occhi...lo sguardo...solitamente a sinistra...
ad esempio: ieri sera stava dicendomi una cosa che a lui pesava un po' fare...e che a suo dire la faceva solo per far piacere ai suoi...e mentre l'ha detta guardava lateralmente...
o ancora quando siamo stati insieme la prima volta e io gli ho chiesto 'e se ci innamoriamo?' domanda stupida lo so, volevo sapere la sua reazione...lui ha respirato a mosso gli occhi verso sinistra e dopo guardandomi in faccia e sorridendo mi ha detto 'c'è il rischio...'
o tante volte quando mi fa un complimento sposta le orbite verso sinistra, anche se altre volte invece mi guarda negli occhi...
:look: :look: sono un po' inquietata da questo post...:look: non volermene, ma come fai ad aver notato questi particolari? cioè, sembra che tu sia sempre lì a scrutare ogni microsecondo di movimento di chi hai di fronte! :tajo::D
Comunque, io penso che quando si spostano gli occhi in questo modo, lo si fa per "distrarsi" un attimo dalla comunicazione a due e ritirarsi nei propri pensieri...far vagare la mente così come vagano le orbite...quando poi ti riguarda ricomincia il contatto con te. Non necessariamente ha un significato di timidezza o menzogna....può semplicemente essere un linguaggio del corpo e del viso....che accompagna i comportamenti e il modo di porsi....ma ovviamente per fare considerazioni più certe bisognerebbe conoscere la persona in questione!
me ne sono accorta perchè è una cosa insolita....siccome lo guardo sempre in faccia è stato facile per me accorgermene
è destrimano
interessante questo thread...:mumble:...illuminatemi ragazzi! ho sete di conoscenza!:asd:
Dunque, bambi...controlla attentamente...
A volte ci sono destrimani che in realta' sono mancini corretti...
(io ne sono un esempio :sbonk: ) per cui hanno la dominanza emisferica a destra e allora tutto il discorso che ti faccio sara' ribaltato...
Che discorso ti faccio?
La PNL dice che seguendo i movimenti oculari del soggetto che abbiamo di fronte, possiamo comprendere se sta parlando, per esempio, di cose vere o se sta raccontando cose inventate e costruite sul momento.
Ci dice anche cosa sta accadendo dentro il suo cervello...se ricorda immagini vissute, o le sta costruendo in quel momento...oppure se sta parlando tra se e se' prima di parlare con noi...
Tante belle cosine insomma...
Dunque, prima di tutto devi stabilire che la direzione (verso destra o verso sinistra) dei bulbi oculari sia rispetto a te...quindi quando tu dici "mette gli occhi a sinistra" intendi rispetto a te che lo osservi avendolo di fronte, oppure che li mette alla sua sinistra, quindi la tua destra?
Questo e' un punto fondamentale.
La direzione la devi intrepretare sempre rispetto al tuo punto di vista...
Per un destrimano:
Mettere gli occhi
- in alto a destra = sta parlando di qualcosa di realmente vissuto/realmente provato (verita' dunque)
- in alto a sinistra = sta parlando di qualcosa di non vero, costruito in quel momento, immaginato
- in mezzo a destra = sta rievocando rumori o voci realmente ascoltate
- in mezzo a sinistra = sta immaginando suoni o voci
- in basso a destra = sta attingendo alle sensazioni, il caldo, il freddo, il tatto ecc...realmente vissute...
- in basso a sinistra = attinge al canale auditivo interno, quindi in sostanza sta dicendosi qualcosa tra se e se....
e poi
- occhi messi al centro esatto, sguardo dritto davanti a se = rivive qualcosa di reale come se accadesse in quel momento.
- al centro in alto = sta avendo pensieri positivi
- al centro il basso = sta avendo pensieri negativi.
Ovviamente, come si diceva, destra e sinistra vanno ribaltati nel caso di un soggetto mancino...o forzatamente fatto diventare destrimano.
Io per esempio scrivo con la destra, ma ogni cosa che richiede sforzo la faccio con la sinistra, e ho un emisfero destro chiaramente :asd: dominante....
provate questo giochino...
e' interessante...
Poi c'e anche tanto materiale in giro...anche in rete, a riguardo...potete sbizzarrirvi.
e quando guarda fisso nei tuoi occhi?
cmq si, la sua sinistra non la mia, e a volte guarda anche a destra...ma non ricordo bene, so solo che mi ha incuriosito questa cosa che quando dice qualcosa di importante a volte guarda lateralmente...ma non so dirti se in basso in mezzo o in alto....
ma quando invece è imbarazzato nel dire una cosa?
e quando invece mentre dice una cosa importante abbassa il tono della voce???grazie alessia....
a volte per esempio una mia amica guardava in basso a sinistrae si grattava la testa dietro....mentre parlava....
Poi dipende anche dal contesto...dal "cosa ti stava dicendo" ecc...
Comunque il grattarsi la testa puo' essere indice di tensione (la tensione fa stringere i capillari che producono prurito) e il guardare in basso a sinistra abbiamo visto sopra che significa avere in atto un dialogo interno...per cui lei si diceva dentro delle cose prima/mentre parlava...
Poi e' anche importante considerare qual'e' il nostro canale di elaborazione primario.
La PNL disingue tre tipologie racchiuse nel cosidetto modello VAK.
I cosidetti VISIVI sono coloro sperimentano e vivono per immagini.
Dunque per loro il canale principale di Elaborazione sara per immagini.
Nel parlare usano termini come "vedi" o "guarda". Disegnano spesso mentre parlano o pensano, scarabocchiano, giocano con gli oggetti. La postura è in genere eretta, la respirazione alta, il tono della voce è alto e il ritmo del parlato veloce. Il visivo gesticola molto con la parte alta del corpo. Quindi mani e braccia, busto che si muove. testa.
L'AUDITIVO è attratto dai suoni che fanno gli oggetti.
Quindi per lui il principale canale di elaborazione sara per suoni.
Mentre parla o pensa li sposta, ma non per guardarli come fa il visivo, bensi per ascoltare il suono che producono.
Parlando usa termini come "ascolta" o "senti".
Gesticola con la parte centrale del corpo e la sua è una postura "da telefono" ovvero con la testa reclinata e la mano vicino all'orecchio. Cerca sempre di dirigere la testa e le orecchie verso il suo interlocutore.
E infine il CENESTESICO
Il cinestesico sente il mondo attraverso il proprio corpo e le proprie sensazioni.
Dunque per lui il principale canale di elaborazione sara' attraverso il corpo e le sensazioni.
I sapori, gli odori, il ruvido o il liscio, il caldo o il freddo. Ama toccare gli oggetti, sentirli. Si esprime dicendo "sentivo dentro" o "ho la sensazione che".
La gestualità è concentrata nelle parti basse del corpo. Ama assumere posizioni curve, raccolte ( quanto adoro stare a gambe incrociate seduta, e assumere le posizioni più strane) il tono di voce è basso, parla e si muove in modo lento.
Il nostri sensi sono elaborati dal cervello e solo grazie a questa elaborazione ne diventiamo coscienti e possiamo avere le informazioni visive, uditive, e cenestesiche.
Quindi senza la rielaborazione del cervello, non vedremmo, udiremmo e sentiremmo nulla.
Di piu', risulta interessante il discorso della memoria...
La nostra memoria registra costantemente ogni informazione ricevuta dai canali di entrata (quella che ci chiama memoria implicita o indipendente dalla volonta') quindi tutti avremo uno story board visivo, uditivo e cenestesico.
Chiaramente a seconda della modalita' VAK prevalente avremo un accesso piu' immediato a un tipo di queste informazioni rispetto ad altre...
beeeello:love:...ma tu Alessia tutte queste cose per che esame le hai studiate?(oppure sei autodidatta?):P...mi sapresti consigliare un testo di riferimento??? adooooro questa tematica:approved::approved:
ah si...ho riletto il tuo post e mi sono corretta da sola!!! graaaaazieeee
sei una fonte di sapere!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Eheh...
No, nessun'esame...purtroppo queste belle cosine non le insegnano nei corsi universitari.
(invece sto attualmente impazzendo su un testo di linguaggio & comunicazione letteralmente incomprensibile...temo che di questo esame mi restera' ben poco dopo averlo dato :argh: )
Sono cose che ho approfondito lungo la via negli anni.
In primis e' l'esperienza e l'applicazione pratica che ti fa comprendere sempre meglio.
Comunque ci sono anche dei buoni testi.
Potresti partire dai fondatori della PNL, Bandler & Grinder, i quali hanno scritto alcuni testi.
Oddio, piu' che scritto...diciamo che sono il resoconto trascritto delle loro conferenze. Ecco, attenzione a questo perche' a volte puo' non essere semplice seguire il discorso, dato che essendo conferenze ovviamente c'erano esempi pratici in cui tu vedevi la persona che nel libro non rendono come dal vivo.
Comunque sono interessanti.
Potresti iniziare da La metamorfosi terapeutica, ti metto qui un link:
BOL | Libri | Bandler, Grinder, La metamorfosi terapeutica. Principi di programmazione neurolinguistica, Astrolabio Ubaldini - 1980
Comunque se vai su un qualsiasi sito online di libri e digiti PNL dovresti trovare molto materiale...
Qualcosa puoi gia' trovare in rete...alcuni PDF ben fatti e articoli di vario genere.
Sempre mettendo PNL su un qualsiasi motore di ricerca.
:ciao:
ma grassssssie!!!!:love:...mi hai reso veramente felice!:asd:
lateralmente dove?cioè si gira a destra?
nn so' cosa puo' voler dire,ma puo' anche essere che la persona sia timida o che magari l'altra persona t piaccia e quindi nn vuoi farglielo capire
avevo un'amica che nn aveva il coraggio d guardare il suo ragazzo neglio occhi
Io reggo il contatto visivo con le persone che conosco poco solo per pochi secondi... :asd:
Quindi, può essere semplice timidezza.
io preferirei che mi si guardasse sempre dritta agli occhi..però a me capita proprio il contrario...sfuggo con lo sguardo perchè tendo a distrarmi e ad inseguire i miei ragionamenti..forse pure x timidezza che a volte mi capita di non soggiornare sul volto di una persona.di fatto non amo sfidare con lo sguardo ne sottoporre a raggi x le persone fissandole!!!non mi piace quando uno mi guarda con interesse particolare.adoro essere intravista dai conoscenti ed essere guardata dai miei amici...però le risate quelle le amo seguirle fino alla loro morte.....
ciao,
dal tuo commento ho dedotto che conosci molti aspetti del problema destra-sinistra, potresti indicarmi dove posso trovare qualche informazione semplice sull'acquisizione o innatismo della capacità del bambino di distinguere la destra e la sinistra, sia in relazione al corpo proprio, che all'ambiente e anche agli oggetti giustapposti?
mi sarebbe molto utile per una recensione che sto scrivendo.
poi mi piacerebbe sapere qualcosa di più sui mancini obbligati a diventare destrimani, perchè anche a me è successo, in modo abbastanza traumatizzante anche! credi che eventuali problemi psicologici potrebbero essere alleviati dall'esercizio della mano sinistra e dell'emisfero cerebrale destro?
grazie per l'attenzione.
filosofacuriosa
ragazzi mi sembra di leggere i trattati di Lombroso, in pieno positivismo, secondo cui ogni tratto del viso (naso storto, occhi distanziati, fronte spaziosa, orecchie a sventola, ecc.) veniva associato un tratto della personalità perché si credeva che i geni responsabili (ad esempio) del naso storto fossero responsabili anche di un certo tratto del carattere. Però eravamo, appunto, nel positivismo!! e si è scoperto che non era così.
Penso che qualunque tentativo di rinchiudere l'essere umano in schemi predefiniti sia riduttivo e rischioso; dico rischioso perché il rischio è il "riduttivismo" e il bisogno da parte di chi osserva di imporre le proprie categorie, bisogno che dà parecchia sicurezza, al prezzo però di distorcere la realtà.
In antropologia si parla di etnocentrismo quando si impone il proprio sistema di valori e di idee: i colonizzatori consideravano le tribù indigene inferiori solo perché "leggevano" le loro usanze secondo gli schemi occidentali e dunque non riuscivano a comprenderle perché avrebbero dovuto assumere il punto di vista di quella civiltà per capire le loro usanze. Poi si è scoperto che quelle civiltà non erano inferiori, ma altrettanto articolare e complesse, solo che avevno, appunto, usanze e credenze totalmente diverse, ma non per questo inferioni. Anzi.
Ecco queste cose del non-verbale (se sposto il viso a destra vuol dire questo, se tossisco una volta vuol dire quest'altra cosa, ecc.) io la vedo un po' come una sorta di etnocentrismo psicologico. La sociologia ci insegna che quando 2 persone comunicano, entrano in gioco vari elementi (il contesto, le regole che vengono a crearsi in quello specifico contesto, ecc.) e quello che succede all'interno di questo "sistema" lo si può comprendere solo alla luce di ciò che avviene all'interno di quel sistema. Osservare dall'esterno con delle regole predefinite lo trovo etnocentrico.
D'altra parte, se queste cose non vengono insegnate nelle università (come ricordava un'utente poco fa) ci sarà un motivo
come ha scritto "tipete"anke secondo me sono cose, o meglio, gesti/espressioni soggettive. certo, uno può essere in imbarazzo, sentirsi fuori luogo, essere timido... ma può anche mentire e non avere il coraggio di guardare in faccia l'interlocutore...
ci sono tratti del volto che possono denotare quando una persona sta mentendo. ad es. innalza l'arcata sopraccigliare.. ma studi in ambìto delle emozioni hanno mostrato che quest aspetto può emergere anche quando una persona é stupita di qualcosa..
quindi bisogna prendere questi indicatori "con le molle"..
la cosa migliore da fare secondo me è cercare di conoscere bene con chi hai a ke fare.. capirai così da solo se é una persona timida.. o se dice pan per focaccia! ;)