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Aiuto per un ragazzo
Sto facendo una valutazione con un ragazzo di 14 anni che è stato vittima di bullismo e che quindi si è completamente chiuso e isolato. siccome non parla e si rifiuta di fare qualsiasi cosa rimanendo in silenzio tutta l'ora volevo un consiglio su qualche gioco o attività adatta alla sua età da potergli proporre.
grazie
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poldina82
Sto facendo una valutazione con un ragazzo di 14 anni che è stato vittima di bullismo e che quindi si è completamente chiuso e isolato. siccome non parla e si rifiuta di fare qualsiasi cosa rimanendo in silenzio tutta l'ora volevo un consiglio su qualche gioco o attività adatta alla sua età da potergli proporre.
grazie
Penso che, forse, potrebbero risultarti utili alcune tecniche utilizzate nell'ambito della terapia della Gestalt.
Una prima introduzione alla psicologia della Gestalt la puoi trovare nel libro: S. Ginger e A. Ginger, Terapia del con-tatto emotivo, Edizioni Mediterranee.
Se, poi, riterrai di approfondire le tecniche perché ti sembrano interessanti, nel libro troverai un'ampia bibliografia, anche in italiano.
Alcune tecniche "creative" interessanti di lavoro con bambini e adolescenti le puoi trovare anche in testi come:
Maureen Murdock, L'immaginazione guidata con i bambini e gli adiolescenti, Astrolabio.
:ciao::ciao:
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Sembrerà stupido ma io proverei...quando hai l'ora con lui stai in silenzio,guardalo solo, non fare niente e vedi come si comporta.
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pecorellablu
Sembrerà stupido ma io proverei...quando hai l'ora con lui stai in silenzio,guardalo solo, non fare niente e vedi come si comporta.
in realtà ci avevo pensato anche io... il fatto è che per fare questa valutazione ho un numero limitato di incontri e penso che facendo così lui resterebbe tutta l'ora in silenzio senza fare o dire niente...
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poldina82
in realtà ci avevo pensato anche io... il fatto è che per fare questa valutazione ho un numero limitato di incontri e penso che facendo così lui resterebbe tutta l'ora in silenzio senza fare o dire niente...
Magari riesci a sbloccare qualcosa proprio facendo così...chi lo sà, bisognerebbe provare, certo il tempo ti penalizza cavoli
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Eccomi di nuovo! Ieri ho visto di nuovo il ragazzo per la penultima volta prima delle vacanze ma la situazione è sempre la stessa. non ha voluto disegnare e alla fine sonoriuscita a tirargli fuori il motivo: ha detto di avere paura che io e la mia collega vediamo i suoi disegni perchè potremmo capire qualcosa di lui. ho anche provato a rimanere in silenzio per un pò, come mi avevate suggerito, ma lui in quel caso si guarda intorno senza dire o fare niente... datemi un suggerimento per il prossimo incontro che sarà anche l'ultimo con lui...
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Poldina, mi viene da dire che con un 14enne il disegno non è forse il massimo. Ormai è grande forse per questo strumento: con i bmabini più piccoli è un ottimo modo per rompere il ghiaccio e cominciare a parlare e a fare qualcosa insieme, ma a quell'età difficilmente si riesce ad usare questo mezzo per entrare in relazione.
qual è l'obiettivo della tua valutazione? vedere come sta? come ha vissuto gli atti di bullismo? chi l'ha mandato, visto che pare chiaro non essere una sua scelta spontanea l'essere lì a parlare con te?
c'è una denuncia contro chi ha mezzo in atto il bullismo? questo potrebbe aiutare a spioegare la paura di parlare.
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LuisaMiao
Poldina, mi viene da dire che con un 14enne il disegno non è forse il massimo. Ormai è grande forse per questo strumento: con i bmabini più piccoli è un ottimo modo per rompere il ghiaccio e cominciare a parlare e a fare qualcosa insieme, ma a quell'età difficilmente si riesce ad usare questo mezzo per entrare in relazione.
qual è l'obiettivo della tua valutazione? vedere come sta? come ha vissuto gli atti di bullismo? chi l'ha mandato, visto che pare chiaro non essere una sua scelta spontanea l'essere lì a parlare con te?
c'è una denuncia contro chi ha mezzo in atto il bullismo? questo potrebbe aiutare a spioegare la paura di parlare.
Già Luisa ha ragione, è un po troppo grande per il disegno,a 14 anni poi è abbastanza sveglio per disegnarti apposta qualcosa di distorto per portarti su un'altra strada visto che sà benissimo lo scopo per cui lo fate disegnare. Forse tiri fuori molto di più con una serie di colloqui
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LuisaMiao
Poldina, mi viene da dire che con un 14enne il disegno non è forse il massimo. Ormai è grande forse per questo strumento: con i bmabini più piccoli è un ottimo modo per rompere il ghiaccio e cominciare a parlare e a fare qualcosa insieme, ma a quell'età difficilmente si riesce ad usare questo mezzo per entrare in relazione.
qual è l'obiettivo della tua valutazione? vedere come sta? come ha vissuto gli atti di bullismo? chi l'ha mandato, visto che pare chiaro non essere una sua scelta spontanea l'essere lì a parlare con te?
c'è una denuncia contro chi ha mezzo in atto il bullismo? questo potrebbe aiutare a spioegare la paura di parlare.
La scelta del disegno è dettata dal fatto che i test grafici fanno parte del protocollo che utilizza l'Associazione in cui lavoro per le valutazioni e abbiamo scelto di iniziare con questo perchè i genitori ci hanno detto che a lui piace parecchio disegnare, anche se sono daccordo sul fatto che per un adolescente può sembrare uno strumento banale. visto però che parlare con lui è difficile non so davvero che altro metodo usare... A mandarlo è stata l amadre, su suggerimento degli insegnanti a scuola e comunque non ci sono state denunce sugli atti di bullismo e neanche lui frequenta più la stessa scuola in cui si sono verificati gli episodi.
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Capisco che i test fanno parte della procedura di valutazione, ma qui il punto uno è creare un minimo di relazione facendolo sentire a suo agio , in modo che parli.
io comincerei proprio da quello che sai e chiedendogli che ne pensa: espliciterei che visto che l'ha portato lì la madre, lui cosa ne pensa? come ha vissuto questa cosa, una forzatura, un'intromissione,...? perchè pensa che i genitori e insegnanti sono preoccupati? quale valutazione fa lui della situazione?
insomma, nel colloquio gli riconoscerei che è un adolescente e come tale vorrei la sua opinione.
ad ogni modo, qual è il nocciolo della valutazione che state effettuando? :mumble:
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Una domanda forse banale: ma lui sa perchè è lì e qual è lo scopo della valutazione?
Quello che ha subito il danno è lui ma potrebbe sentirsi sotto accusa e vivere la consultazione come un andare a vedere cosa c'è in lui che non va...
bisognerebbe riformulare con lui il senso del lavoro che state facendo, i limiti del setting (la segretezza, il fatto che ciò che tu riferirai ai genitori sarà concordato con lui e che potrà essere presente...).
A volte basta anche sintonizzarsi sul suo stato emotivo condividendo con lui come sia difficile trovarsi in questa situazione e come ci si possa sentire "strani"...
Dopodichè i protocolli vanno benissimo (anche io ne ho uno che mi sono costruita con gli anni), ma devono adattarsi alle persone e non viceversa (anche perchè se tu hai un protocollo standard e in una certa situazione ti trovi costretta a derogare e fare modifiche potrebbe essere significativo e darti molte più informazioni che ad applicarlo rigidamente perchè "si fa così").
Prova a dargli stimoli diversi: se vuoi continuare con il disegno proponigli di farne uno libero ma prima parla con lui, costruisci un legame.
Fatti raccontare i suoi interessi, quali materie gli piacciono, che programmi guarda in TV e dopo proponigli delle attività che potranno essere più o meno strutturate a seconda anche di ciò che senti controtransferalmente.
Se lo senti spaventato e "chiuso", teso a non far fuoriuscire nulla di sè, prova con un test cognitivo che è solitamente più rassicurante rispetto ad un proiettivo.
Se il disegno non va prova con un test in cui debba raccontare (Blacky, TAT,...), magari facendo qualche variazione alla tecnica (con la consapevolezza che si tratta di una TUA variazione) come ad esempio il fargli scrivere la storia se non regge il rapporto vis a vis.
Ma soprattutto chiediti che senso ha questa consultazione per lui e per la famiglia: a volte la chiave si trova proprio lì... se il significato è poco chiaro, se ci sono ansie che appartengono al genitore e non al figlio, se ci sono tentativi di manipolazione, passano nel "setting" e impediscono la comunicazione.
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Luisa abbiamo postato quasi la stessa cosa!
Comunicazione inconscia fra menti?
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Vimae
Luisa abbiamo postato quasi la stessa cosa!
Comunicazione inconscia fra menti?
Infatti: ho appena letto la tua risposta e ho pensato "siamo sulla stessa lunghezza d'onda" :yahoo::yahoo:
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Ok, grazie dei suggerimenti. Comunque ho parlato con lui del fatto che sia stata la madre a mandarlo, ma anche lui stesso ha riconosciuto che vorrebbe risolvere i suoi problemi e che non sta bene in questo momento (a scuola non parla con nessuno nè compagni, nè professori). E' vero quello che voi dite sul senso del colloquio e su altri approcci di valutazione ma vi assicuro che non si riesce a fargli uscire una parola dalla bocca: al massimo risponde si o no a qiello che gli si chiede per cui fare un test come il TAT o simili almeno per il momento è impossibile. concordo anche sul fatto che la procedura di valutazione debba essere flessibile, il fatto è che inizialemnte pensavo che il fatto di farlo disegnare anzichè parlare, visto che ha difficoltà fosse una buona idea ma probabilmente è vero quello che dite voi, e cioè che è una cosa poco adatta ad un adolescente...
comunque nel prossimo incontro proverò a seguire i suggerimenti e a cercare di capire che senso ha per lui venire e se è disposto a collaborare in quello che gli chiediamo. grazie
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Eccomi di nuovo! stamattina io e la mia collega abbiamo fatto supervisione su questo caso dato che giovedì dobbiamo dare una risposta e delle indicazioni alla famiglia. sia la mia collega che la supervisor hanno parlato di una possibile depressione e di un rischio psicotico per questo ragazzo e sostengono che l'unica soluzione è una terapia familiare in quanto non ci sono dei presupposti per dei colloqui individuali con lui visto che non parla. questa terapia familiare avrebbe lo scopo di lavorare sulla comunicazione all'interno dell'unico contesto in cui pare questo ragazzo sia adeguato. Io sono un pò perplessa perchè invece avrei indicato una terapia individuale con lui dove costruire gradualmente un rapporto e dargli delle indicazioni su come affrontare la scuola e i nuovi compagni (visto che poi la richiesta era quella).
Che ne pensate?
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poldina82
Eccomi di nuovo! stamattina io e la mia collega abbiamo fatto supervisione su questo caso dato che giovedì dobbiamo dare una risposta e delle indicazioni alla famiglia. sia la mia collega che la supervisor hanno parlato di una possibile depressione e di un rischio psicotico per questo ragazzo e sostengono che l'unica soluzione è una terapia familiare in quanto non ci sono dei presupposti per dei colloqui individuali con lui visto che non parla. questa terapia familiare avrebbe lo scopo di lavorare sulla comunicazione all'interno dell'unico contesto in cui pare questo ragazzo sia adeguato. Io sono un pò perplessa perchè invece avrei indicato una terapia individuale con lui dove costruire gradualmente un rapporto e dargli delle indicazioni su come affrontare la scuola e i nuovi compagni (visto che poi la richiesta era quella).
Che ne pensate?
Che sono perplessa quanto te...ma la vittima qua è il ragazzo o la famiglia?:skunk: per carità se c'è questo rischio psicotico(spero ci siano degli indici ben chiari per azzardare una diagnosi del genere) è giusto che la terapia si estenda anche al nucleo familiare ma qua mi sembra ci sia un po il gettare la spugna perchè il ragazzo non parla e quindi l'intervenire sulla famiglia...io cercherei modalità alternative per riuscire a sbloccare questo ragazzo.
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[QUOTE=pecorellablu;1541981]Che sono perplessa quanto te...ma la vittima qua è il ragazzo o la famiglia?:skunk: per carità se c'è questo rischio psicotico(spero ci siano degli indici ben chiari per azzardare una diagnosi del genere) è giusto che la terapia si estenda anche al nucleo familiare ma qua mi sembra ci sia un po il gettare la spugna perchè il ragazzo non parla e quindi l'intervenire sulla famiglia...io cercherei modalità alternative per riuscire a sbloccare questo ragazzo.[/QUO
INfatti è proprio questo: visto che con lui non si può fare niente (a parere delle mie colleghe) allora cerchiamo di sbloccarlo con l'aiuto della famiglia... Io non sono daccordo ma siamo 1 contro 2 e sono anche l'ultima arrivata e la meno esperta... Per di più secondo me non accetteranno la tp familiare...
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[QUOTE=poldina82;1542006]
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pecorellablu
Che sono perplessa quanto te...ma la vittima qua è il ragazzo o la famiglia?:skunk: per carità se c'è questo rischio psicotico(spero ci siano degli indici ben chiari per azzardare una diagnosi del genere) è giusto che la terapia si estenda anche al nucleo familiare ma qua mi sembra ci sia un po il gettare la spugna perchè il ragazzo non parla e quindi l'intervenire sulla famiglia...io cercherei modalità alternative per riuscire a sbloccare questo ragazzo.[/QUO
INfatti è proprio questo: visto che con lui non si può fare niente (a parere delle mie colleghe) allora cerchiamo di sbloccarlo con l'aiuto della famiglia... Io non sono daccordo ma siamo 1 contro 2 e sono anche l'ultima arrivata e la meno esperta... Per di più secondo me non accetteranno la tp familiare...
Tu intanto prova a pensare a qualche alternativa possibile da attuare sul ragazzo...poi la proponi alle tue colleghe. E' difficile farsi sentire quando si è arrivate da poco e si ha meno esperienza dalle altre (poi se sei più giovane armati di pazienza)ma l'intuizione giusta non è detto che non lo possa avere tu
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Quante notizie... vediamo di andare con ordine:
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poldina82
Eccomi di nuovo! stamattina
io e la mia collega abbiamo fatto supervisione su questo caso dato che giovedì dobbiamo dare una risposta e delle indicazioni alla famiglia.
Se non si riesce ora dare una risposta alla famiglia, glielo si può sempre esplicitare (magari in primo luogo al telefono e rimandare a un colloquio vis a vis per spiegare il motivo di questa attuale difficoltà).
Anche perchè i tempi degli appuntamenti non sempre coincidono con quelli degli utenti: vedi il ragazzo che ancora non si è aperto e non si fida.
Citazione:
sia la mia collega che la supervisor hanno parlato di una possibile depressione e di un rischio psicotico per questo ragazzo e sostengono che l'unica soluzione è una terapia familiare in quanto non ci sono dei presupposti per dei colloqui individuali con lui visto che non parla. questa terapia familiare avrebbe lo scopo di lavorare sulla comunicazione all'interno dell'unico contesto in cui pare questo ragazzo sia adeguato. Io sono un pò perplessa perchè invece avrei indicato una terapia individuale con lui dove costruire gradualmente un rapporto e dargli delle indicazioni su come affrontare la scuola e i nuovi compagni (visto che poi la richiesta era quella).
Domande, così come mi vengono: qual è la richiesta della famiglia? e poi, c'è una richiesta vera del ragazzo?
non so, ma io che leggo ho dei dubbi a capire quali siano queste richieste. E se non si capiscono queste, poi il rischio è di dire cose che non c'entrano nulla. Altra domanda che mi viene in mente, si sono fatti colloqui anche con la madre e il padre?
Sulla possibile diagnosi fatta dalle tue colleghe, non ho abbastanza elementi per valutare....
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LuisaMiao
Quante notizie... vediamo di andare con ordine:
Se non si riesce ora dare una risposta alla famiglia, glielo si può sempre esplicitare (magari in primo luogo al telefono e rimandare a un colloquio vis a vis per spiegare il motivo di questa attuale difficoltà).
Anche perchè i tempi degli appuntamenti non sempre coincidono con quelli degli utenti: vedi il ragazzo che ancora non si è aperto e non si fida.
Domande, così come mi vengono: qual è la richiesta della famiglia? e poi, c'è una richiesta vera del ragazzo?
non so, ma io che leggo ho dei dubbi a capire quali siano queste richieste. E se non si capiscono queste, poi il rischio è di dire cose che non c'entrano nulla. Altra domanda che mi viene in mente, si sono fatti colloqui anche con la madre e il padre?
Sulla possibile diagnosi fatta dalle tue colleghe, non ho abbastanza elementi per valutare....
La richiesta della famiglia vine dal fatto che anche a scuola il ragazzo no parla con nessuno, professori compresi, tanto che quest'anno è stato bocciato perchè non classificabile. una vera richiesta del ragazzo non c'è ma anche lui dice che non sta bene in questa situazione. abbiamo fatto un colloquio con la madre e il padre dove tutti e due si dicono preoccupati, anche se il padre dice che secondo lui non c'è bisogno di una terapia perchè il figlio dovrebbe lasciarsi alle spalle quello che gli è successo e andare avanti.
Spero di aver chiarificato la situazione.
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Riferimento: Aiuto per un ragazzo
Qui a me pare che al momento ci sia solamente la richiesta della famiglia, ma il padre forse non è molto *collaborativo*. Allora, in quest'ottica può avere senso un lavoro di tipo familiare, sulla richiesta della famiglia stessa, delle sua preoccuazioni e di come i genitori possano aiutare il ragazzo a stare meglio.
Può essere questa l'idea delle tue colleghe?
A volte le cose che vanno bene/sarebbero meglio in teoria, non sono applicabili. O almeno non lo sono subito. Se il lavoro sulla famiglia viene accettato, portato avanti con degli obiettivi e la famiglia lavora non è detto che in un secondo momento non si arrivi a una terapia personale per il ragazzo.
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A volte le cose che vanno bene/sarebbero meglio in teoria, non sono applicabili. O almeno non lo sono subito. Se il lavoro sulla famiglia viene accettato, portato avanti con degli obiettivi e la famiglia lavora non è detto che in un secondo momento non si arrivi a una terapia personale per il ragazzo.[/QUOTE]
Su questo sono daccordo con te, la cosa che non mi convince è: se il ragazzo ha problemi a scuola e quando si trova fuori dall'ambito familiare, il lavoro sulla famiglia può aiutarlo? E il mio dubbio è proprio quello che non accettino un lavoro del genere...
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poldina82
Su questo sono daccordo con te, la cosa che non mi convince è: se il ragazzo ha problemi a scuola e quando si trova fuori dall'ambito familiare, il lavoro sulla famiglia può aiutarlo? E il mio dubbio è proprio quello che non accettino un lavoro del genere...
Che la famiglia accetti o no questa proposta è un piano. E in effetti visto quelle poche info che hai scritto del padre, anche a me un dubbio viene. Inoltre considera che se noi professionisti per primi siamo titubanti, loro lo saranno ancora di più.
Il lavoro con la famiglia può anche essere nella direzione di aiutare il ragazzo a esplicitare la sua richiesta e il suo bisogno per far emergere la sua motivazione a un lavoro personale.
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Eccomi di nuovo! C'è una novità: ieri, nell'ultimo incontro il ragazzo finalmente pare abbia iniziato a sbloccarsi: ci ha portato un disegno che aveva fatto a casa e siamo riuscite a fare con lui anche i test grafici e le favole della Duss. insomma è andata molto bene e a quel punto ho proposto alle mie colleghe che insistonpo sulla terapia familiare di affiancare a questa uno spazio individuale per lui ma non hanno accettato. loro ritengono che a questo si arriverà più avanti e che per il momento anche se comincia ad aprirsi il ragazzo non è pronto per uno spazio tutto suo....???????
A questo punto sinceramente sono indecisa se tirarmi fuori dalla terapia familiare per non affrontare un percorso di cui non sono convinta e rimanere a disposizione se e quando il ragazzo avrà bisogno di uno spazio per sè oppure partecipare a questa terapia familiare come osservatrice in attesa di una richiesta del ragazzo.....
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poldina82
Eccomi di nuovo! C'è una novità: ieri, nell'ultimo incontro il ragazzo finalmente pare abbia iniziato a sbloccarsi: ci ha portato un disegno che aveva fatto a casa e siamo riuscite a fare con lui anche i test grafici e le favole della Duss. insomma è andata molto bene e a quel punto ho proposto alle mie colleghe che insistonpo sulla terapia familiare di affiancare a questa uno spazio individuale per lui ma non hanno accettato. loro ritengono che a questo si arriverà più avanti e che per il momento anche se comincia ad aprirsi il ragazzo non è pronto per uno spazio tutto suo....???????
...
Non sono d'accordo con le tue colleghe , adesso poi che finalmente il ragazzo si è sbloccato, probabilmente è anche il suo modo di chiedere aiuto e di acconsentire alla terapia,non possono metterlo da parte.Hai fatto bene a dire la tua , anch'io concordo nel pensare che qua serva una terapia integrata e moltimodale,di solito in casi di bullismo si interviene proprio così,(terapia individuale con il ragazzo in primis, e famigliare)da subito visto il segnale che lui sta inviando.
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pecorellablu
Non sono d'accordo con le tue colleghe , adesso poi che finalmente il ragazzo si è sbloccato, probabilmente è anche il suo modo di chiedere aiuto e di acconsentire alla terapia,non possono metterlo da parte.Hai fatto bene a dire la tua , anch'io concordo nel pensare che qua serva una terapia integrata e moltimodale,di solito in casi di bullismo si interviene proprio così,(terapia individuale con il ragazzo in primis, e famigliare)da subito visto il segnale che lui sta inviando.
Peccato che questo loro non lo vedano proprio!!! Mi hanno detto che per una terapia individuale dobbiamo aspettare che lui faccia una richiesta esplicita durante la terapia familiare... La cosa che mi dispiace è che secondo me non accetteranno mai (soprattutto il padre) una terapia familiare e quindi rischiamo di perdere anche il ragazzo! Comunque domani ho il colloquio di restituzione con la famiglia, speriamo bene!
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poldina82
Peccato che questo loro non lo vedano proprio!!! Mi hanno detto che per una terapia individuale dobbiamo aspettare che lui faccia una richiesta esplicita durante la terapia familiare... La cosa che mi dispiace è che secondo me non accetteranno mai (soprattutto il padre) una terapia familiare e quindi rischiamo di perdere anche il ragazzo! Comunque domani ho il colloquio di restituzione con la famiglia, speriamo bene!
mmmmmm vediamo che succede, facci sapere!:yahoo:
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Riferimento: Aiuto per un ragazzo
Allora. abbiamo fatto il colloquio di restituzione, tra l'altro solo con la madre perchè il padre non è riuscito ad avere ilpermesso al lavoro (ma questo già ce lo avevano detto).
Abbiamo quindi alla fine proposto la terapia familiare e perlomeno la madre ha accettato ma certo bisogna vedere il resto della famiglia che dice... Comunque semmai ci rivedremo da settembre perchè loro partono dalle vacanze.
Vedremo!