revisione condizioni di affido
Ciao a tutti e bentrovati
avrei bisogno della vostra preziosa collaborazione per un lavoro di consulenza.
Il caso è semplice, una coppia separata ha avuto l'affido congiunto della figlia che attualmente ha 10 anni. La madre ha richiesto l'intervento del ctu per ottenere l'affido unico, io sto seguendo il padre e avrei bisogno di sapere a quali teorie più accreditate posso appellarmi per dimostrare l'importanza della figura paterna in età preadolescenziale.
Vi ringrazio per l'attenzione e a presto.
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Ciao! Sto seguendo un caso analogo in tutto e per tutto! sto seguendo ormai da un mese il mio caso e non credo serva appellarsi ad una teoria (magari sbaglio...) basta che tu osservi attentamente gli elementi che emergono dai vari incontri. Lo sanno anche i non psicologi l'importanza del padre, il problema è com'è questo padre (se ha gravi problemi o da solo o con la figlia, beh, è da valutare)
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Pandora, qual è la motivazione per cui la madre chiede l'affido esclusivo? Ci sono basi reali per questa richiesta? (non sono domande a cui rispondere qui, ma per riflettere)
Se non ne esistono, il padre ha comunque il diritto di essere presente e di svolgere il suo ruolo. Certo se il padre è adeguato e in grado di prendersi e mantenere in maniera positiva tale ruolo.
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Ciao,mi accodo a Luisa che ha posto la domanda chiave!Ora l'affido condiviso è la legge da applicare e per ottenere l'affido escluso,lamadre deve avere delle motivazioni particolari,è sicuramente un'eccezione ormai l'affidamento ad un'unico genitore.Poi biognerebbe vedere com'è strutturto queso affido congiunto,perchè è tanto bello a livello teorico ma in pratica nn si capisce bene come funzioni.Con chi vive la bambina?Perchè anche se è congiunto questa bambina deve comunque vivere con uno dei due.Cosa più importante,perchè la madre vuole poter deidere in via esclusiva su ciò che riguarda la bambina?Immagino ci siano continui conflitti su ogni decisione....come aveva anticipato Anna Maria Bernardini De Pace, che si occupa da anni di questa materia.Se ci spieghi meglio la situazione....io nn sono un'esperta di sicuro,pero' mi piace tantissimo il diritto di famiglia,ho letto vari libri,e seguito un master annuale in psicologia giuridica,nel mio piccolo posso darti qualche impressione e possiamo discuterne insieme.Poi se c'è anche Luisa nella discussione,ne uscirà di sicuro qualcosa di buono.
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Ciao e grazie per i suggerimenti e gli interessanti quesiti che avete posto.
La questione è semplice, la madre voleva l'affido escusivo e non ha digerito la decisione del giudice.Ora per ottenere l'affido esclusivo strumentalizza la figlia per metterla contro il padre allo scopo di poter dimostrare l'inadeguatezza di lui a svolgere le funzioni genitoriali.
Non è la prima volta che mi capita una situazione simile, spesso ci sono dietro interessi di tipo economico che nulla hanno a che fare con il benessere del minore.
Mi è capitato un caso molto simile, il bambino era stato affidato alla madre (da me seguita come ctp) a cui il giudice aveva assegnato la casa coniugale; il padre voleva riprendersi la casa -una splendida abitazione in zona Prati- così ha richiesto l'affido del minore per poter rientrarne in possesso. Il ctu aveva deciso per un affido al padre, ma il giudice, che era una persona saggia e aveva capito il meccanismo ha lasciato il minore alla madre ed ha assegnato la casa coniugale al padre!
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Pandora, leggendo quanto hai scritto mi viene da dire che molto spesso nelle separazioni si litiga per i soldi perchè in tribunale non si può litigare per i sentimenti.... forse è un po' triste, ma è così.
Comunque, tornando al caso: in che modo la madre strumentalizza la figlia? Sembrerebbe o potrebbe far pensare a un inizio di PAS? E il marito come si comporta e si pone davanti a questi attacchi della moglie al suo ruolo genitoriale? Credo che queste possano essere delle domande utili per riflettere
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Se ha gli elementi sufficienti per ipotizzare una PAS (come dice Luisa),dovresti puntare su questo.E in quel caso però sarà il padre ha chiedere l'affido esclusivo,ma al padre andava bene l'affido congiunto?Che tipo di ritorsioni economiche ci sono?Come è stato definito l'aspetto patrimoniale?Perchè questo è il fattore che influisce di più,come avete già sottolineato.Paretendo dalla PAS quanti fattori tipici della sindrome saresti in grado di individuare?
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Si, gli elementi per ipotizzare una PAS ci sono tutti, la madre fa di tutto per dimostrare alla figlia che il padre è un buono a nulla, così ora lui vuole l'affido esclusivo.
Badate bene, il caso è di una banalità disarmante, non ci sono violenze, abusi sessuali, multiproblematicità o tossicodipendenza: stiamo parlando di ambiente socioculturale elevato e disponibilità economica alta, lui è un ingegnere, si fa il mazzo e quando ha tempo libero è molto contento di stare con la figlia a cui non nega nulla, sia dal punto di vista dell'istruzione che delle attività ricreative.
La cosa strana è che la bambina, di 10 anni, che riferisce di avere un ottimo rapporto col padre non è stata mai chiamata a testimoniare....
Quanto all'elemento denaro, è pur presente, nel senso che lei con l'affido unico chiederebbe più soldi per il mantenimento, ma da come la vedo mi sembra più determinante l'elemento controllo.
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Ciao,
per ipotizzare una PAS non è sufficiente che la madre denigri il padre e strumentalizzi la figlia, devono essere soddisfatti molti altri criteri, relativi anche ai vissuti e ai comportamenti della bambina... Hai modo di vederla?
Da quello che racconti, visto che il giudice ha deciso per un affidamento congiunto, io punterei su tre aspetti:
- l'idoneità genitoriale del padre (secondo i criteri della letteratura scientifica, quindi capacità di cura, protezione, ecc.)
- l'affidamento congiunto come interesse prioritario per la bambina (tenedo conto sia della letteratura scientifica che delle nuove leggi, che sottolineano l'importanza di poter accedere ad entrambe le figure genitoriali)
- il pericolo che si instauri una PAS (mettendo in evidenza i comportamenti della madre e i rischi per la bambina)
In bocca al lupo :approved:
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Citazione:
Originalmente inviato da
-Pandora-
Si, gli elementi per ipotizzare una PAS ci sono tutti, la madre fa di tutto per dimostrare alla figlia che il padre è un buono a nulla, così ora lui vuole l'affido esclusivo.
Non è sufficiente, come già ti dice Faby, servono altri criteri per poter parlare di PAS.
Citazione:
Badate bene, il caso è di una banalità disarmante, non ci sono violenze, abusi sessuali, multiproblematicità o tossicodipendenza
Questa non l'ho capita molto.... ci sono situazioni di alto conflitto, controllo, non buone capacità genitoriali o anche assenti capacità genitotiali, così come un forte sentimento di abbandono che portano a non vedere il benessere dei figli ma solo il proprio star male anche nelle *famiglie bene* che non hanno le suddette problematicità.
Citazione:
La cosa strana è che la bambina, di 10 anni, che riferisce di avere un ottimo rapporto col padre non è stata mai chiamata a testimoniare....
Ha 10 anni quindi in teoria non c'è l'obbligo di sentirla.
Comunque puoi sempre proporre al CTU che leu/lei veda anche la bambina in modo da sentire anche il suo punto di vista.
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La madre sta cercando di fare il lavaggio del cervello alla figlia ma lei non ci sta.
La madre vorrebbe creare le condizioni per una PAS, denigrando il padre, mettendoglielo contro, mettendo in discussione le sue capacità genitoriali e umane per fare in modo che lei lo detesti e smetta di desiderare di stare con lui, ma lei non ci sta, è grandicella e certi giochetti non attaccano.
Quanto alla "banalità" del caso, intendevo dire che non ci sono elementi concreti e tangibili come violenze e abusi a cui appellarsi per poter togliere l'affido al padre, che come ho già detto nei post precedenti è più che presente, sia da un punto di vista affettivo che economico e, contrariamente alla madre, agisce negli interessi della figlia, motivo per il quale a questo punto ci si batterà per l'affido esclusivo al padre.
Nessun problema se il CTU non vuole chiamare la bambina a testimoniare, verrà tutto riferito nella relazione e il giudice deciderà il da farsi.
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Ciao a tutte,mi pare che manchi un elemento importante della PAS,perchè Pandora ci dice che la bambina capisce i giochetti della madre e non condivide questo atteggiamento.La campagna denigratoria è manifestata dal bambino, anche se deriva da una parte dall'indottrinamnete di un genitore che programma e dall'altra dal contributo personale del minore alla denigrazione.Quindi il programma denigratorio è si attivato dalla madre ma mi pare non venga portato avanti dalla figlia.Il bambino quindi nella PAS manifesta astio nei confronti del genitore alienato,adducendo futili motivazione per non vedere il genitore.Il bambino vede un genitore in positivo(l'alienante)e uno negativo,in questo caso dovrebbe vedere il padre.Ma dal racconto fatto mi pare che la bambina non manifesti questo tipo di atteggiamento.Inoltre Gardner sostiene che per valutare il grado di PAS ci si debba basare,per effettuare la diagnosi, non sul grado di indottrinamento a cui il bambino stesso può essere stato sottoposto,ma bensi' sul comportamento del bambino.
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Inoltre non mi pare che la bambina sia sotto osservazione da questo punto di vista.
Se non sono presenti gli elementi che ho citato,mancano anche gli effetti della PAS sulla minore.E poi non è chiara la strategia che sta utilizzando la madre,è lei in primis che deve dimostrare che l'altro genitore è inadeguato,visto che è lei che ha chiesto la modica delle condizioni dell'affido.
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Stavo scrivendo quanto appena scritto da atenanike sulla PAS :)
Io comunque da CTP del padre (ho capito bene, è questa la tua posizione?), se vedessi che la CTU non accenna a dire di voler incontrare la bambina (non è una testimonianza, è comunque un colloquio psicologico e valutativo), lo proporrei io. Appunto per portare avanti la posizione della mia parte.
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Si Luisa condivido la tua posizione,qui bisogna puntare sulla bambina e sull'aspetto psicologico,sul forte stress emotivo a cui la sottopone la madre.Come dicevo è proprio la madre che devo diostrare l'inidoneità del padre,è le conviene prepararsi bene,perchè se la richiesta di affido esclusivo è manifestamente infondata il giudice può tenerne conto e prendere decisioni che penalizzano proprio la madre,nell'interesse della minore naturalmente.
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Originalmente inviato da
atenanike
Si Luisa condivido la tua posizione,qui bisogna puntare sulla bambina e sull'aspetto psicologico,sul forte stress emotivo a cui la sottopone la madre.Come dicevo è proprio la madre che devo diostrare l'inidoneità del padre,è le conviene prepararsi bene,perchè se la richiesta di affido esclusivo è manifestamente infondata il giudice può tenerne conto e prendere decisioni che penalizzano proprio la madre,nell'interesse della minore naturalmente.
Scusate se mi "infilo" nella vostra discussione ma volevo sapere se in un caso come il vostro (tra l'altro molto simili al mio) per vedere la minore e quindi fare una valutazione, è sufficiente l'autorizzazione di un solo genitore (essendo noi periti di Parte) oppure serve anche quella dell'altro genitore???(che non te la darà mai....):medito::medito::medito:
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Originalmente inviato da
Nadiuccia
Scusate se mi "infilo" nella vostra discussione ma volevo sapere se in un caso come il vostro (tra l'altro molto simili al mio) per vedere la minore e quindi fare una valutazione, è sufficiente l'autorizzazione di un solo genitore (essendo noi periti di Parte) oppure serve anche quella dell'altro genitore???(che non te la darà mai....):medito::medito::medito:
Da quel che so io il ctp fa la proposta al giudice ed è lui che decide il da farsi; nel caso ritenga opportuna la testimonianza e/o la valutazione del minore può sollecitare in tal senso il ctu, se recalcitrante.
Una volta stabilito dal ctu che il minore deve essere sottoposto a valutazione diagnostica i genitori, volenti o nolenti devono acconsentire e dividersi la spesa.
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Originalmente inviato da
-Pandora-
Da quel che so io il ctp fa la proposta al giudice ed è lui che decide il da farsi; nel caso ritenga opportuna la testimonianza e/o la valutazione del minore può sollecitare in tal senso il ctu, se recalcitrante.
Una volta stabilito dal ctu che il minore deve essere sottoposto a valutazione diagnostica i genitori, volenti o nolenti devono acconsentire e dividersi la spesa.
Nel mio caso specifico il giudice aveva già sentito la minore , ciò nonostante aveva disposto di fare una valutazione socioambientale con approfondimento psicologico ai servizi sociale del comune (in realtà la relazione l'ha firmata solo l'assistente sociale quindi l'approfondimento psicologico non è stato fatto), il padre inizialmente non ha richiesto la consulenza di un ctp poi ad una settimana dall'udienza mi ha interpellato, quindi io non ho potuto interagire con i servizi sociali durante la valutazione, li ho contattati solo per avere notizie sulla relazione, poi ho visto il padre e sentito telefonicamente la minore (ho fatto una relazione "di massima" ribadendo solo il diritto dei minori di continuità e facilità di accesso ad entrambe i genitori e alle stirpe biologiche nonostante la separarzione e ho "chiesto" al giudice un eventuale approfondimento psicologico perchè un adattamento socioambientale non corrisponde necessariamente ad un benessere psicologico. Mi chiedevo avro "fatto un abuso" a sentire la minore telefonicamente solo con il consenso del padre???????????:rolleyes:
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Salve mi intrometto,ma come si fa a valutare se si sta insinuando la PAS,come si diagnostica?grazie!
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Salve,
volevo chiedervi un'informazione. Devo fare un concorso sull'affidamento dei minori e nel programma c'è una voce che parla di competenze e funzioni dello psicologo in quest'ambito.. secondo voi di cosa bisogna parlare? o meglio cosa mi dovrei vedere? grazie