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chiarimenti sulla psicoterapia cognitiva comportamentista
ciao sono laureata alla triennale di caserta all'indirizzo clinico .. vorrei fare la specialistica in cognitiva o clinica la mia indecisione e' data dal mio futuro vorrei fare la psicoterapeuta (come tanti lo so..) ad indirizzo cognitivo comportamentale , sono sempre stata scettica sull approccio freudiano , penso che pochi possano permettersi una terapia duratura (sia a livelli economici e psicologici) . vorrei avere chiarimenti su questo oerientamento :
in cosa consiste esattamente ?
se mi iscrivo a clinica o a cognitiva mi precludo una scuola di specializzazione ?
siate rudi vorrei sapere se e' possibile costi e accessi difficolta' e luoghi dove poi poter fare la specializzazione
ho sempre avuto le idee chiare fin dalle medie ma adesso mi sento ad un bivio :mumble:
tempo fa mi consigliarono psicologia del lavoro per trovare piu' occupazione perche di terapeuti in tutte le salse ce ne sono tanti .. ci avevo anche pensato ma perche' non fare quelo che mi piace ?? io voglio andare avanti al massimo resto a fare la cameriera :look::aaaa: ma almeno non ho rimpianti grazie a tutti
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Riferimento: chiarimenti sulla psicoterapia cognitiva comportamentista
non so se ho capito bene, comunque le scuole di specializzazione sono aperte a tutti gli psicologi (quindi laureati e abilitati), quindi indipendentemente da quale specialistica farai potrai fare qualsiasi scuola di specializzazione. inoltre esistono moltissime scuole a indirizzo cognitivo-comportamentale, per l'elenco di tutte le scuole puoi vederlo su Ministero dell'Università e della Ricerca - Home Page, così vedi anche dove sono, che orientamento hanno e inoltre puoi andare sui loro siti dove ci sono info sulle modalità di accesso e costi ecc. (credo sul sito ci siano anche quelle pubbliche)
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Riferimento: chiarimenti sulla psicoterapia cognitiva comportamentista
ti ringrazio molto della risp .. e se e' possibile vorrei sapere (anche da qualcuno che la frequenta) in cosa consiste esattamente l'orientamento psicoterapeutico, ho studiato il comportamentismo e il cognitivismo ma dal profilo storico diciamo .. vorrei conoscerne le applicazioni moderne grazie :)
ps quindi clinica o cognitiva fa lo stesso menomale:sbonk:
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l'indirizzo cognitivo-comportamentale si interessa dei meccanismi cognitivi che l'individuo mette in atto a fronte di uno stimolo esterno.
è importante sottolineare che il comportamentismo ormai è un ricordo. mentre i vecchi comportamentisti non si interessavano a ciò che accadeva nella "scatola nera" i cognitivi studiano tutti quei processi e quelle credenze che fanno da tramite tra lo stimolo attivante e la risposta. lo psicoterapeuta è abbastanza direttivo e si interessa molto ad della relazione terapeutica (a differenza di ciò che si pensa), vi è una vera e propria collaborazione tra il terapeuta e il cliente. questo tipo di psicoterapia,devo dire, è molto spendibile professionalmente. i clienti si sentono coinvolti nel processo di guarigione, e hanno le idee chiare di ciò che li aspetta. spero di essere stato chiaro, per altre domande sono a vostra disposizione.
Amici, ho aperto un blog di psicologia, spero che mi veniate a vedere e, la cosa più importante, aspetto vostri consigli!! PSICOPUB
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Riferimento: chiarimenti sulla psicoterapia cognitiva comportamentista
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Riferimento: chiarimenti sulla psicoterapia cognitiva comportamentista
Cara Demetra,
potresti andare in una qualsiasi libreria ben fornita e trovare 1 testo sulla psicoterapia cognitivo-comportamentale, così su 2 piedi potrei indicarti il "Manuale di Psicoterapia Cognitiva" di Bara (tra l'altro credo sia appena uscita la nuova edizione), comunque i colleghi cognitivo-comportamentali potranno essere più precisi. Spero, inoltre, che tu possa interrogarti su questa scelta a partire anche da ciò che ti rende scettica (l'approccio freudiano), in fondo ti poni di fronte ad 1 bivio importante e non puoi non chiederti qualcosa di più su questo scetticismo che ti porta a scegliere esattamente l' opposto, dopotutto non è detto che ci siano solo due strade da imboccare! :approved:
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Riferimento: chiarimenti sulla psicoterapia cognitiva comportamentista
la scelta e' stata abbastanza spontanea ,ma "forzata" in un certo senso .. vi spiego: vengo dalla triennale di caserta , questa facolta' , all'epoca del mio vecchio corso di studi , includeva nei programmi ben 6 esami inerenti alla psicologia dinamica , insomma e'come se mi fosse stato INCULCATO che la psicologia e' SOLO freud in tutte le sue salse annessi e connessi, in qualche esame di storia della psicologia ecc ho avuto nozioni circa la psicologia comportamentista e cognitiva , come approccio l ho visto molto piu' scientifico , e pragmatico rispetto alla dinamica , essendo una persona molto concreta e pratica credo molto piu' nella teoria " ad ogni stimolo corrisponde una risposta" e non come freud "fai come dico e non come faccio" :swear: cmq riuscire ad entrare all indirizzo cognitivo di bologna sarebbe un passo avanti :asd:
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Citazione:
e non come freud "fai come dico e non come faccio" :swear:
Ah, questo sarebbe il motto freudiano?! :mumble:
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Riferimento: chiarimenti sulla psicoterapia cognitiva comportamentista
non voglio screditarlo :sbonk: e per quanto abbia studiato non sono in grado di giudicare tuttavia ..in un esame in particolare sono rimasta alquanto indignata in breve: il libro in questione parlava delle sue lezioni , citazioni , e "regole" circa durata ,rapporto coi pazienti quando ad un tratto leggo che con Marie Bonaparte una delle sue assidue pazienti , ci andava addirittura in vacanza !!!non solo il dottore afferma che una seduta non debba durare non piu' diun ora "regola rispettata ancor oggi" , e stupore le sedute con la "sua" Marie B. non avevano durata fissa andavano dalle 2 alle 4 ore!!!!ecco perche' ho scritto cosi' ,non vorrei andare off topic e non vorrei andare contro o criticare freudiani convinti ,ho solo esposto ilmotivo che mi ha spinto ad abbracciare la teoria comportamentista
ps illibro si chiama "l'ascolto rispettoso " di Momigliano
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Citazione:
non voglio screditarlo :sbonk: e per quanto abbia studiato non sono in grado di giudicare tuttavia ..in un esame in particolare sono rimasta alquanto indignata in breve: il libro in questione parlava delle sue lezioni , citazioni , e "regole" circa durata ,rapporto coi pazienti quando ad un tratto leggo che con Marie Bonaparte una delle sue assidue pazienti , ci andava addirittura in vacanza !!!non solo il dottore afferma che una seduta non debba durare non piu' diun ora "regola rispettata ancor oggi" , e stupore le sedute con la "sua" Marie B. non avevano durata fissa andavano dalle 2 alle 4 ore!!!!ecco perche' ho scritto cosi' ,non vorrei andare off topic e non vorrei andare contro o criticare freudiani convinti ,ho solo esposto ilmotivo che mi ha spinto ad abbracciare la teoria comportamentista
ps illibro si chiama "l'ascolto rispettoso " di Momigliano
Ho capito, ma al di là dei pettegolezzi tra i Dott. Freud e i suoi pazienti (a me fanno solo sorridere sinceramente, a proposito chissà Skinner cosa faceva coi suoi piccioni, chi può dirlo? :P) ti rendi almeno conto che -da quel che scrivi- stai scegliendo contro qualcosa e non per qualcosa?
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Citazione:
Originalmente inviato da
demetra83
non voglio screditarlo :sbonk: e per quanto abbia studiato non sono in grado di giudicare tuttavia ..in un esame in particolare sono rimasta alquanto indignata in breve: il libro in questione parlava delle sue lezioni , citazioni , e "regole" circa durata ,rapporto coi pazienti quando ad un tratto leggo che con Marie Bonaparte una delle sue assidue pazienti , ci andava addirittura in vacanza !!!non solo il dottore afferma che una seduta non debba durare non piu' diun ora "regola rispettata ancor oggi" , e stupore le sedute con la "sua" Marie B. non avevano durata fissa andavano dalle 2 alle 4 ore!!!!ecco perche' ho scritto cosi' ,non vorrei andare off topic e non vorrei andare contro o criticare freudiani convinti ,ho solo esposto ilmotivo che mi ha spinto ad abbracciare la teoria comportamentista
ps illibro si chiama "l'ascolto rispettoso " di Momigliano
Scusa, ma avere le idee chiare sui motivi per cui si sceglie un orientamento psicoterapeutico nel quale formarsi, piu' che per andare contro qualcos'altro, rispetto cui per fare una scelta ponderata, sarebbe bene leggere almeno anche altri testi secondo me, oltre quello che ci ha fatto arrabbiare, bisognerebbe sentire di condividerlo profondamente; cioè, ti sei chiesta se ad es., l'approccio cognitivo-comportamentale (oggi, il comportamentismo puro, è piuttosto superato), corrisponde alla tua reale visione del mondo, del modo in cui funziona la mente, i suoi rapporti con le emozioni ed i modi in cui il rapporto terapeutico è teorizzato e poi reso in tecniche dalle diverse scuole, puo' corrispondere a cio' che realmente poi, vorresti fare?
Secondo me, la scelta dell'orientamento andrebbe sempre ben ponderata e "sentita", qd, dopo aver letto su di esso, e su altro, ti direi di decidere.
Cmq, tra i siti in cui puoi trovare delle indicazioni sulle scuole comportamentali-cognitive e cognitivo-comportamentale, puoi visitare l'AIAMAC, la SICCT, l'APC.
Spero ti possano essere utili.
Ciao
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Citazione:
Originalmente inviato da
ikaro78
Ho capito, ma al di là dei pettegolezzi tra i Dott. Freud e i suoi pazienti (a me fanno solo sorridere sinceramente, a proposito chissà Skinner cosa faceva coi suoi piccioni, chi può dirlo? :P)
:tajo:
sisi ne sono consapevole , da un lato e' vero e'stato anche quello che mi ha spinto ad aprire nuovi orizzonti .. ma ho corso anche il pericolo di prendere una strada scelta da "altri" per me , ad ogni modo l'approccio comportamentista lo vedo semplicemente piu' vicino al mio modo di vedere le cose non e' che mi so messa a pensare "l'importante e' andare contro mister freud qualsiasi cosa va bene " :D e' stata comunque una scelta spontanea:rolleyes:
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Originalmente inviato da
RosadiMaggio
sarebbe bene leggere almeno anche altri testi secondo me, oltre quello che ci ha fatto arrabbiare, bisognerebbe sentire di condividerlo profondamente
a voglia e quanti testi mi hanno rifilato in 3 anni su freud e tutta la discendenza :sbonk: ad ogni modo ad esempio anna freud aveva una coerenza che il padre non aveva (o almeno nascondeva bene :asd:)
sto cercando meglio testi sul comnportamentismo e credo proprio che il vecchio comportamentismo non esista (in fondo nel 2008 non esistono neanche piu' le pazienti isteriche di sigmund :zott:)
cmq grazie ne e' uscita una discussione davvero stimolante :Ops: accetto anche4 critiche costruttive :bacetto:
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Citazione:
ad ogni modo ad esempio anna freud aveva una coerenza che il padre non aveva (o almeno nascondeva bene :asd:)
Sulla coerenza di Freud non saprei che dire, resta il fatto che lui comunque era 1 genio (al quale, al pari dell'artista, possiamo perdonare l'incoerenza, se proprio vogliamo metterla in questi termini...) Anna Freud no! Questo è quanto!:P
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Riferimento: chiarimenti sulla psicoterapia cognitiva comportamentista
per chi volesse avere una visione ironica ma scientifica di cosa sia la psicoterapia cognitiva, invito alla lettura (in particola modo della prima parte) del libro di Giulio Cesare Giacobbe "Come smetterla di farsi le seghe mentali e godersi la vita".
io lo trovo molto utile e lo consiglio ai miei pazienti, specialmente nei primi incontri.
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Originalmente inviato da
demetra83
la scelta e' stata abbastanza spontanea ,ma "forzata" in un certo senso .. vi spiego: vengo dalla triennale di caserta , questa facolta' , all'epoca del mio vecchio corso di studi , includeva nei programmi ben 6 esami inerenti alla psicologia dinamica , insomma e'come se mi fosse stato INCULCATO che la psicologia e' SOLO freud in tutte le sue salse annessi e connessi, in qualche esame di storia della psicologia ecc ho avuto nozioni circa la psicologia comportamentista e cognitiva , come approccio l ho visto molto piu' scientifico , e pragmatico rispetto alla dinamica , essendo una persona molto concreta e pratica credo molto piu' nella teoria " ad ogni stimolo corrisponde una risposta" e non come freud "fai come dico e non come faccio" :swear: cmq riuscire ad entrare all indirizzo cognitivo di bologna sarebbe un passo avanti :asd:
E 6 esami ''inerenti'' la psicologia dinamica sarebbero troppi?...Per carità,la psicologia non è solo Freud, ma ''Freud come evento'' è una delle cose più importanti che ci siano mai accadute. Freud è un genio e la psicoanalisi è un'opera d'arte, con buona pace di tutti quei 'geni formidabili' che hanno risolto il mistero del mondo nella formula 'stimolo-risposta'.Bisogna vederci chiaro e capire cosa si ha in mente:la domanda fondamentale,che generalmente nelle università si preferisce non affrontare, in fondo è una:che cos'è la psicologia?Se per me l'uomo è un calcolatore allora farò bene a tenermi alla larga da ogni tormento e abbracciare l'idea che come risolvo una moltiplicazione così risolvo una nevrosi ma se sono consapevole di tutti i limiti dell'umana ragione allora mi affiderò pure alle elucubrazioni spesso tormentate di chi, non soddisfatto da una semplice formula, ha deciso di fare dell'uomo il suo personale e più autentico mistero.
Saluti,
Luigi
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Riferimento: chiarimenti sulla psicoterapia cognitiva comportamentista
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Originalmente inviato da
luigi '84
E 6 esami ''inerenti'' la psicologia dinamica sarebbero troppi?...Per carità,la psicologia non è solo Freud, ma ''Freud come evento'' è una delle cose più importanti che ci siano mai accadute. Freud è un genio e la psicoanalisi è un'opera d'arte, con buona pace di tutti quei 'geni formidabili' che hanno risolto il mistero del mondo nella formula 'stimolo-risposta'.Bisogna vederci chiaro e capire cosa si ha in mente:la domanda fondamentale,che generalmente nelle università si preferisce non affrontare, in fondo è una:che cos'è la psicologia?Se per me l'uomo è un calcolatore allora farò bene a tenermi alla larga da ogni tormento e abbracciare l'idea che come risolvo una moltiplicazione così risolvo una nevrosi ma se sono consapevole di tutti i limiti dell'umana ragione allora mi affiderò pure alle elucubrazioni spesso tormentate di chi, non soddisfatto da una semplice formula, ha deciso di fare dell'uomo il suo personale e più autentico mistero.
Saluti,
Luigi
L'uomo non è un calcolatore!
Anch'io sono per l'approccio cognitivo comportamentale e non perchè renda tutto più semplice, ma perchè lavora sulla "costruzione" (non so se va bene come termine, ma non me ne viene uno più adatto al momento) della consapevolezza. Credo che si basi più o meno sul concetto di "se conosci il problema puoi analizzarlo, capire cosa c'è dietro e affrontarlo con la consapevolezza di quello che c'è adesso e di quello che ci sarà in futuro".
Inoltre non è detto che per forza la terapia c-c abbia una durata più breve di quella psicoanalitica. Dipende sempre dal paziente, dal problema e dai meccanismi difensivi e relazionali che si creano nel setting terapeutico.
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Originalmente inviato da
demetra83
a voglia e quanti testi mi hanno rifilato in 3 anni su freud e tutta la discendenza :sbonk: ad ogni modo ad esempio anna freud aveva una coerenza che il padre non aveva (o almeno nascondeva bene :asd:)
sto cercando meglio testi sul comnportamentismo e credo proprio che il vecchio comportamentismo non esista (in fondo nel 2008 non esistono neanche piu' le pazienti isteriche di sigmund :zott:)
cmq grazie ne e' uscita una discussione davvero stimolante :Ops: accetto anche4 critiche costruttive :bacetto:
Qd ho detto che il vecchio comportamentismo non esiste piu' attualmente, mi riferivo al fatto che c'è stata una sua evoluzione, per cui difficilmente, troverai ancora psicoterapeuti che fondano esclusivamente il proprio approccio sul modello S-R, ma che hanno integrato nella propria visione, seppure secondo approcci diversi, e prassi clinica, il cognitivismo; era una constatazione ed indicazione, con l'intento di dire che se è proprio quello cio' che cerchi, credo che attualmente, ti sara' un po' difficile trovarlo nella sua forma piu' "pura" o radicale, non una critica.
delle scuole forse ancora oggi un po' piu' vicine a qs tradizione, potrebbero essere l'Istituto Walden che ha una sede a Roma e non so dove altro, l'Istituto Tolman,che ha anche una sede a Genova, e, forse, l'Istituto Skinner, di cui potrai trovare i relativi siti.
Posso indicarti intanto qs libri: Teoria cognitiva e comportamentale di Enzo Sanavio, edito da Carocci. Storia, teorie e tecniche della psicoterapia cognitiva, Antonio Semerari, Editori Laterza. Principi di terapia cognitiva di Aron Beck, edito da Astrolabio. Terapia razionale-emotiva di Albert Ellis, tradotto da Cesare De Silvestri in italiano.
Per avere un inquadramento dei principi del comportamentismo, potresti leggere diversi numeri della rivista (ora non ricordo il titolo esatto) di Paolo Meazzini, D'Urso e coll.
La teoria dei costrutti personali di G. Kelly e relativo inquadramento diagnostico/psicoterapeutico; il testo di Lorenzo Cionini su G. Kelly, Psicoterapia cognitiva, in cui prima fa una breve ricognizione dell'evoluzione del pensiero comportamentista e cognitivista per poi arrivare al costruttivismo vero e proprio. Teoria dell'attaccamento e disturbi di personalita' di Lorenzini e Sassaroli (riprende il costruttivismo di La nascita del Se' ed Il Se' interpersonale, di Vittorio Guidano, nell'ambito del cognitivismo strutturalista, ed. Boringhieri.
Come siti, puoi provare a visitare quelli indicati in © PSYCHOMEDIA - Main Home Page, dove trovi indicate le principal scuole ed associazioni comportamentali e cognitive, cognitiviste, tra cui, l'A.I. A.M.C (associazione italana analisi e modificazione del comportamento), la S.I.T. C. C (societa' italiana terapia cognitivo comportamentale), l'A.P.C (associazione psicologia cognitiva).
Rispetto il gran numero di libri di Freud letti in tre anni universitari, in cui hai constatato la sua mancanza di coerenza, premesso che Freud è stato un fondatore e come tale, una mente geniale per i suoi tempi, e che il suo pensiero, è stato portato molto avanti nel tempo, forse confondi la capacita' di dare spazio a sempre continue evoluzioni, anche in contraddizione con quanto sostenuto in precedenza, del proprio pensiero, con una incoerenza teorica e clinica.
A meno che tu non ti riferisca ad aspetti specifici della sua teoria a cui sai dare un contenuto e sostanza, come per coloro che sono in grado di fargli critiche costruttive, posso dirti che sei esami di psicologia dinamica, sono davvero poco per dare un giudizio definitivo su di lui e sui suoi allievi, che non nomini. Cosi' per fare un adeguato paragone con la figlia Anna.
Poi, un'opinione o un'antipatia personale, sono un discorso altro e qd, piu' o meno condivisibili.
Cmq, essendo appunto personali, sempre rispettabili.
Cosi' come il tentativo fatto da qualcuno di dare qualche suggerimento.
Spero che i libri ed i siti che ti ho indicato, possano esserti di aiuto nel fornirti qualche indicazione sull'ambito di tuo interesse che è esso stesso piuttosto variegato e complesso, pur presentando forti punti di convergenza.
Ciao
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agnesetiziana
L'uomo non è un calcolatore!
Anch'io sono per l'approccio cognitivo comportamentale e non perchè renda tutto più semplice, ma perchè lavora sulla "costruzione" (non so se va bene come termine, ma non me ne viene uno più adatto al momento) della consapevolezza. Credo che si basi più o meno sul concetto di "se conosci il problema puoi analizzarlo, capire cosa c'è dietro e affrontarlo con la consapevolezza di quello che c'è adesso e di quello che ci sarà in futuro".
Inoltre non è detto che per forza la terapia c-c abbia una durata più breve di quella psicoanalitica. Dipende sempre dal paziente, dal problema e dai meccanismi difensivi e relazionali che si creano nel setting terapeutico.
Siamo tutti in grado di dire che l'uomo non è un calcolatore perchè sembrerebbe anti-intuitivo il contrario ma le radici concettuali di tale orientamento si fondano sull'analogia mente-computer e sui più recenti sviluppi del connessionismo.Io non nego l'assoluta utilità e validità di un approccio (anzi ad un livello strettamente pratico sarei per un'integrazione di intuizioni e metodi) ma bisogna sapere con cosa si ha a che fare.Spesso viene sbandierata ai quattro venti la scientificità o ''praticità'' dell'orientamento di cui prima rispetto al ''rimuginare ossessivo'' della psicoanalisi:ma siamo sicuri che sia questa la strada?Dipende appunto da ciò che si cerca:fuori e dentro di noi.
Saluti,
Luigi
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sisi del libro citato da angelocollev ho sentito parlare molto :asd:
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per rosa di maggio : io non volevo assolutamente dispregiare un genio e un innovatore , ho solo sottolineato il fatto che per molte facolta' e docenti FREUD E' la psicologia , per molti psicologia e' SOLO psicoterapia freudiana e questo non e' giusto nei confronti delle altre correnti !!ho criticato la visione chiusa e unilaterale del mio precedente programma di studi , 6 esami forse sono molti ma ci sono molti altri studenti come me , laureati come me che di esami di dinamica ne hanno fatto appena 1!! ma questo mi porterebbe ad aprire il punto che initalia laureati nella stessa disciplina non parlano la "stessa lingua" .. non vorrei andare OT
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demetra83
per rosa di maggio : io non volevo assolutamente dispregiare un genio e un innovatore , ho solo sottolineato il fatto che per molte facolta' e docenti FREUD E' la psicologia , per molti psicologia e' SOLO psicoterapia freudiana e questo non e' giusto nei confronti delle altre correnti !!ho criticato la visione chiusa e unilaterale del mio precedente programma di studi , 6 esami forse sono molti ma ci sono molti altri studenti come me , laureati come me che di esami di dinamica ne hanno fatto appena 1!! ma questo mi porterebbe ad aprire il punto che initalia laureati nella stessa disciplina non parlano la "stessa lingua" .. non vorrei andare OT
Non era chiaro, da come avevi posto il discorso; non so se è un problema della tua facolta' e di qualche altra; ad es., a Parma, esiste solo l'approccio cognitivo-comportamentale, in pratica, come studio, essendo il Presidente della Facolta' ed insegnante F. Moderato, per cui, persone che vorrebbero piu' conoscenze psicodinamiche, si trovano decisamente svantaggiate. Pero', hanno la tranquillita' circa cio' che verra' chiesto loro, come trattamento, test e tipi di indagini, all'eds. Anche a Firenze, c'è una grande corrente cognitivo-comportamentale, mentre a Trieste, c'è una lunga tradizione di psicologia sperimentale. A Roma, c'è una tradizione variegata, inizialmente psicodinamica e sistemico-relazione, ora sempre piu' cognitivista. Ma la psicologia generale, è una cosa diversa dalla psicologia clinica, anche se pure qui, un po' ovunque, si possono privilegiare, da parte dei prof., piu' un certo tipo di testi che altri, ma siamo cmq, in due settori diversi ed è strano che anche se da voi c'è una tradizione psicodinamica freudiana, da cio' che dici, che non vengano insegnati wundt ed i predecessori, Watson, Wolpe, Skinner, Bandura, e tutti gli altri, oltre tutta la tradizione neuropsicologica, almeno negli studi dei processi cognitivi come la memoria, ad es. Come vedi, da cio' che ho detto sopra su varie citta' che conosco, purtroppo, un po' ovunque, ci sono dei limiti, sta poi a noi, essere capaci di guardare oltre per riuscire a confrontare e decidere serenamente cosa fa piu' per noi.
Ma che hanno fatto i tuoi prof., per farti tanto arrabbiare? Non vi hanno mai parlato di comportamentismo, cognitivismo e delle loro evoluzioni? Della psicologia della gestalt, della epistemologia genetica ed altro?:mumble:
Forse tu consideri molti i tuoi esami di dinamica rispetto all'indirizzo che avevi scelto, che magari era clinica e comunita', non so? Ed avevi aspettative diverse? O avevi, nel programma, un orientamento nettamente cognitivo che non è stato rispettato?:medito::medito::mano:
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luigi '84
E 6 esami ''inerenti'' la psicologia dinamica sarebbero troppi?...Per carità,la psicologia non è solo Freud, ma ''Freud come evento'' è una delle cose più importanti che ci siano mai accadute. Freud è un genio e la psicoanalisi è un'opera d'arte, con buona pace di tutti quei 'geni formidabili' che hanno risolto il mistero del mondo nella formula 'stimolo-risposta'.Bisogna vederci chiaro e capire cosa si ha in mente:la domanda fondamentale,che generalmente nelle università si preferisce non affrontare, in fondo è una:che cos'è la psicologia?Se per me l'uomo è un calcolatore allora farò bene a tenermi alla larga da ogni tormento e abbracciare l'idea che come risolvo una moltiplicazione così risolvo una nevrosi ma se sono consapevole di tutti i limiti dell'umana ragione allora mi affiderò pure alle elucubrazioni spesso tormentate di chi, non soddisfatto da una semplice formula, ha deciso di fare dell'uomo il suo personale e più autentico mistero.
Saluti,
Luigi
si ma è erroneo anche perdersi in contorti viaggi nell'inconscio, la soluzione ai problemi interpersonali è molto più semplice di quel che si pensi
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Ne sono convinto...ma a volte non sono solo problemi interpersonali quelli che appassionano (da patire) l'anima...ripeto che conta ciò si cerca.
D'altro canto aveva ragione Jung quando durante i suoi ritiri a Bollingen pensava:
''...le cose semplici rendono l'uomo semplice.E quanto è difficile essere semplici''.
Saluti,
Luigi
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perrosa di maggio: certo li ho fatti esami di comportamentismo, bandura , skinner , ma .. come dire "di sfuggita" :look: non sono arrabbiata con i miei prof (alcuni sono stati bravissimi) mi dava solo fastidio che fossero altri a decidere per me tutto qua
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si ma è erroneo anche perdersi in contorti viaggi nell'inconscio, la soluzione ai problemi interpersonali è molto più semplice di quel che si pensi
Da ammazzarsi dalle risate, complimenti! :asd:
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infatti, sono ancora in dubbio se diventare psicoterapeuta, oppure darmi al cabaret:D
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infatti, sono ancora in dubbio se diventare psicoterapeuta, oppure darmi al cabaret:D
Per la psicoterapia non saprei... Quanto al cabaret che dire, hai stoffa!! :asd:
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grazie caro, ti inviterò presto alla prima:approved:
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grazie caro, ti inviterò presto alla prima:approved:
Non mancherò!! :iwashere:
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bella primavera
grazie caro, ti inviterò presto alla prima:approved:
Non me la voglio perdere la tua prima al cabaret, applaudito da ikaro;:yahoo: posso avere l'invito?:)
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la prima sto pensando di farla al senato...più comici di quelli:asd:
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Originalmente inviato da
bella primavera
la prima sto pensando di farla al senato...più comici di quelli:asd:
Ottima idea, pero' li' sarebbero comici se non fossero drammatici; è li' che vuoi portare un'ondata di vero cabaret?:P
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Originalmente inviato da
demetra83
perrosa di maggio: certo li ho fatti esami di comportamentismo, bandura , skinner , ma .. come dire "di sfuggita" :look: non sono arrabbiata con i miei prof (alcuni sono stati bravissimi) mi dava solo fastidio che fossero altri a decidere per me tutto qua
Ciao, purtroppo il fatto che sono gli altri a decidere per te all'Universita', è piuttosto frequente, non credere e poco piacevole.
Ti volevo dire, dato che ho visto che stai a Siena, a due passi da Firenze, che li' c'è IPSICO, con il relativo sito: Psicoterapia cognitivo comportamentale - Firenze - Terapia cognitiva e comportamentale - Psicologo e psicoterapeuta cognitivo cognitivista ed invece, a Roma, mi sono ricordata che c'è il laboratorio di Scienze Comportamentali Walden, di cui trovi il sito e l'Istituto Miller (idem), che ora non saprei se hanno diramazioni e dove in altre citta'.
Ciao:)
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Originalmente inviato da
demetra83
ciao sono laureata alla triennale di caserta all'indirizzo clinico .. vorrei fare la specialistica in cognitiva o clinica la mia indecisione e' data dal mio futuro vorrei fare la psicoterapeuta (come tanti lo so..) ad indirizzo cognitivo comportamentale , sono sempre stata scettica sull approccio freudiano , penso che pochi possano permettersi una terapia duratura (sia a livelli economici e psicologici) . vorrei avere chiarimenti su questo oerientamento :
in cosa consiste esattamente ?
se mi iscrivo a clinica o a cognitiva mi precludo una scuola di specializzazione ?
siate rudi vorrei sapere se e' possibile costi e accessi difficolta' e luoghi dove poi poter fare la specializzazione
ho sempre avuto le idee chiare fin dalle medie ma adesso mi sento ad un bivio :mumble:
tempo fa mi consigliarono psicologia del lavoro per trovare piu' occupazione perche di terapeuti in tutte le salse ce ne sono tanti .. ci avevo anche pensato ma perche' non fare quelo che mi piace ?? io voglio andare avanti al massimo resto a fare la cameriera :look::aaaa: ma almeno non ho rimpianti grazie a tutti
Non so come si possa pensare di risolvere un problema della mente in poco tempo!
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Riferimento: chiarimenti sulla psicoterapia cognitiva comportamentista
per rosa di maggio : grazie mille :hug: vado a dare un occhiata
p.s sono a firenze quindi la cosa e' ancora piu' semplice :approved:
per libellula : scusa non ho colto il senso :mumble: sara' che a forza di pensare mi sono rinco..:sbonk:
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Originalmente inviato da
demetra83
per rosa di maggio : grazie mille :hug: vado a dare un occhiata
p.s sono a firenze quindi la cosa e' ancora piu' semplice :approved:
per libellula : scusa non ho colto il senso :mumble: sara' che a forza di pensare mi sono rinco..:sbonk:
Volevo rispondere alla tua affermazione : "penso che pochi possano permettersi una terapia duratura".
Questa è una delle critiche più gettonate alle terapia psicoanalitica:
Il fatto che duri troppo tempo!
Secondo me per risolvere un problema della mente è necessario tantissimo tempo, quindi diffido da terapie che durano solo pochi mesi.
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Riferimento: chiarimenti sulla psicoterapia cognitiva comportamentista
haa hai sollevato una questione che mi sta a cuore , dunque come in tutte le cose il troppo stroppia secondo me , a mio parere ci sono disturbi che influenzano l'andamento della vita quotidiana di una persona in cui c'e bisogno di una certa "urgenza" diciamo cosi' nel risolvere il problema , in modo che questa persona possa svolgere le normali attivita' quotidiane (non dimentichiamo che in alcune patologie e' un lusso persino andare da soli dal terapeuta o fare qualsiasi altra cosa che per noi sembra scontata) , ci sono altri disturbi invece nel quale e' "ESSENZIALE" andare in fondo al problema e che quindi necessitano di una terapia analitica approfondita , sono a favore delle vie di mezzo , in sintesi ad ogni caso il suo giusto tipo di approccio :sisi:
non mi piace vedere antagonisti psicoterapeuti freudiani vs cognitivi comportamentali ... bensi' sarebbe bella una collaborazione rispettosa :)
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Citazione:
Originalmente inviato da
demetra83
haa hai sollevato una questione che mi sta a cuore , dunque come in tutte le cose il troppo stroppia secondo me , a mio parere ci sono disturbi che influenzano l'andamento della vita quotidiana di una persona in cui c'e bisogno di una certa "urgenza" diciamo cosi' nel risolvere il problema , in modo che questa persona possa svolgere le normali attivita' quotidiane (non dimentichiamo che in alcune patologie e' un lusso persino andare da soli dal terapeuta o fare qualsiasi altra cosa che per noi sembra scontata) , ci sono altri disturbi invece nel quale e' "ESSENZIALE" andare in fondo al problema e che quindi necessitano di una terapia analitica approfondita , sono a favore delle vie di mezzo , in sintesi ad ogni caso il suo giusto tipo di approccio :sisi:
non mi piace vedere antagonisti psicoterapeuti freudiani vs cognitivi comportamentali ... bensi' sarebbe bella una collaborazione rispettosa :)
Mi preoccupa questa urgenza. Perchè chi va dallo psicologo non può fare una vita normale? Bisogna ammettere che quando si risolvono problemi con questa urgenza, il sintomo sicuramente scompare ma probabilmente dopo un po' di tempo ne compare un altro.
Il mal di testa si può risolvere con un'aspirina, ma dietro al mal di testa si può trovare una sinusite, un raffreddore, un cancro, un'ipertensione. E se viene curato con urgenza solo il sintomo senza capirne la causa cosa può succedere?
Non si può trascurare la casua del problema e per comprendere tale causa ci vuole tempo.
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Originalmente inviato da
libellula89
Mi preoccupa questa urgenza. Perchè chi va dallo psicologo non può fare una vita normale? Bisogna ammettere che quando si risolvono problemi con questa urgenza, il sintomo sicuramente scompare ma probabilmente dopo un po' di tempo ne compare un altro.
Il mal di testa si può risolvere con un'aspirina, ma dietro al mal di testa si può trovare una sinusite, un raffreddore, un cancro, un'ipertensione. E se viene curato con urgenza solo il sintomo senza capirne la causa cosa può succedere?
Non si può trascurare la casua del problema e per comprendere tale causa ci vuole tempo.
Scusami, ma purtroppo, ci sono anche casi in cui una urgenza esiste e chi va dallo psicologo-psicoterapeuta, purtroppo, non riesce a fare una vita normale (non so poi se intendi un'accezione particolare, con qs concetto), per cui necessita per poter anche eventualmente accedere ad una migliore comprensione del problema che lo affligge, di un sollievo dapprima sintomatico, altrimenti non riesce neppure ad uscire o a fare moltissime altre cose; o ne fa altre di sintomatiche (nel senso che la fanno soffrire molto).
Premesso questo, ci sono forme attualmente di terapie cognitive che -vedi Liotti ed una parte di Guidano- che lavorano anche con la personalita' in termini di Teoria dell'Attaccamento, significato personale ed altro.
Cmq, conoscendola e condividendola, posso dirti che non sempre si puo' lavorare con psicoanalisi o psicoterapie psicoanalitiche nell'immediato di un a sintomatologia molto pressante e che magari, lo si puo' fare o in collaborazione, stabilendo dei tempi o successivamente.
Quindi, talvolta, ci vuole una via di mezzo, almeno per un periodo, che non escluda neppure se la gravita' lo richieda, l'utilizzo per brevi periodi e sotto stretta collaborazione con lo psichiatra, dei farmaci.
E' vero sia quello che dici tu, sia quello che dice Demetra, tenendo poi conto che attualmente ci sono anche forme di psicoterapie psicoanalitiche diverse;
pero' è cmq strano che se uno non si pone almeno qualche domanda, scelga di andare dallo psicologo, non pensi?
Riprendo un concetto che era stato espresso da un'altra parte da Willy61: a volte, uno ha bisogno di cure, a volte la sua puo' essere, come per molti di noi, "una ricerca di senso"; allora, il discorso puo' essere diverso.
Diritti d'autore dell'ultimo concetto, di Willy61.
Ciao