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La Spiritualità, L'Uomo, Dio e le religioni...
Come consigliato dal nostro Esimio Moderatore :lode: :smile: mi accingo ad aprire questa nuova discussione.
Citazione:
Originalmente inviato da
Biz
Ciao a tutti i partecipanti a questo thread :smile:
Alcune considerazioni:
1) Ringrazio chi ha scritto per la compostezza con cui ha espresso le proprie opinioni su un argomento spinoso. E' un thread molto bello di confronto, devo dire.
2) Invito i partecipanti a questo thread di concentrarsi unicamente sulla questione del cristianesimo e a non sforare in altre religioni, questo perchè l'intento del thread starter ( a seguito di pm) era di trattare un unico argomento, che già è ampio di per sè: se vi va potete aprire un thread per parlare delle altre religioni (incluso il cristianesimo ovviamente) per confrontarle e continuare il dibattito
Ne vogliamo parlare?
Io sono nata e cresciuta in una famiglia fortemente Cristiana e fortemente Cattolica.
Ma la mia Spiritualità è germinata, è cresciuta e si è evoluta in una direzione completamente diversa...o meglio...in un contensto più ampio.
Un po' per le esperienze vissute...un po' per la voglia di sapere, conoscere, confrontarmi...
Come ho detto più volte SO che siamo Dio...intendendo con questo che siamo frammenti e parti intengranti di una Fonte di Amore e Consapevolezza dal quale siamo "partiti" un giorno e alla quale ritorneremo.
Ma mi trovo spesso in disaccordo con alcune strumentalizzazioni e distorsioni che la sete di potere e di monopolio umano non risparmiano a quella che dovrebbe essere una via che unisce piuttosto che dividere.
Tutte le religioni, la storia e le civiltà riportano lo stesso concetto di fondo, pur con diverse sfumature, e parlano di una Verità che si scorge a tratti tra le manomissioni e gli interventi dell'uomo.
Voi come la pensate?
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Riferimento: La Spiritualità, L'Uomo, Dio e le religioni...
Argomento interessante.
Io sono nato in un ambiente cristiano ma non fortemente cattolico, abbastanza "liberi pensatori" e devo dire che leggendo la bibbia negli anni e vedendo traduzioni varie e altri testi ritenuti "apocrifi" ne sono venute fuori delle incongruenze anche all'interno degli stessi testi ufficiali che traducevano in modo totalmente diverso gli stessi passi...
Ne approfitto per ripostare il link che avevi messo nell'altra discussione, che è interessantissimo e offre un bel quadro di info.
'+'
Io non sò quanti e quali siano queste Entità più propriamente Divine, ma credo che sia importante seguire la propria evoluzione e cercare il contatto con tali Entità non è certo da scoraggiare :)
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Riferimento: La Spiritualità, L'Uomo, Dio e le religioni...
Anche io sono nato in un ambiente cristiano.. ma non fortemente cattolico... scuola elementare e asilo nido dalle suore... Mentre asilo e medie e anche superiori in scuole statali, di ispirazione fortemente atea..
Mi ritengo un cristiano credente laico... Il che non e' una contraddizione....Credo in Dio perche' e' una cosa che sento e che non mi spiego e ne mi viene voglia di cercare di spiegarla... Non credo invece nel suo tramite terrestre che sento portatore piu' di regole, di burocrazia, leggi, divieti che di Amore, Tolleranza, Rispetto.....
Sono straconvinto che ci sia un Dio.. ma che solo una casualita' geografica faccia si che sia quello descritto e portato avanti dalla Chiesa...
Ad ogni modo sono convinto che la religiosita', il credo e la spiritualita' sia un fattore talmente intimo che trascende tutto il resto e dipende fortemente dagli ambienti sociali, relazionali dove si cresce....
Le grandi religioni monoteiste si somigliano molto... hanno tutte un unico Dio e dei valori principi ben precisi... determinati dal contesto e dalla cultura di provenienza....
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Riferimento: La Spiritualità, L'Uomo, Dio e le religioni...
Duccio, io invece ho fatto il contrario:
asilo, elementari e medie in una scuola...atea :look:
Superiori dalle suore :asd:
Comunque...ricordo una suora in gambissima, che ci faceva l'ora di religione.
Fu la prima persona che trovai a parlarmi di un Gesù essere umano, prima che Dio.
La prima persona che trovai disposta a confrontarsi con me su questo argomento.
Ancora ci sentiamo e ogni tanto ci vediamo...tempo e soldi permettendo (perchè ora è stata trasferita a Roma ). Sono stata a trovarla ad aprile e le ho regalato il bellissimo testo dei Vangeli Apocrifi della edizione Einaudi ;)
Ecco...sembra strano a volte come gli stessi "Cristiani" non comprendano una cosa fondamentale:
che sia esistito Gesù (o meglio Johsua Ben' Joshep...ovvero Gesù figlio di Giuseppe) è fuori d'ogni dubbio.
Ma che questi sia diventato un idolo da pregare al quale offrire doni e sacrifici alla stessa stregua degli dei pagani, che sia il salvatore che agisce per loro mentre se ne stanno seduti ad aspettare...beh, francamente non lo condivido.
(una delle tante cose che non condivido :asd: )
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Riferimento: La Spiritualità, L'Uomo, Dio e le religioni...
sono nata in una famiglia cattolica e per niente praticante
frequentavo un po' la parrocchia perchè nel mio paesello altro non c'era che quello
poi al liceo, in coincidenza con lo studio della filosofia, è iniziata per me una grossa crisi "religiosa" che, attraverso una lunga ricerca, mi ha portata all'ateismo
avevo solo 16 anni e forse una mente un po' troppo spericolata :asd: però per me è stato un momento di grande crescita e non lo rinnego
non ho mai amato l'immanentismo di alcun genere (Ale va, non volermene :hug: ), "credo" nella trascendenza prima ancora di credere che esisto :asd:
la trascendenza non è solo di Dio, ma anche degli uomini e delle cose e tiene alla larga lo spiritualismo...
a 20 anni per una serie di coincidenze sono piovuta mio malgrado (non avevo ben capito dove cavolo stavo andando) in un convento di suore ad Assisi
devo dire che ho sempre conservato grande interesse e simpatia per il fenomeno religioso (accanita lettrice, nonchè turista del genere), in particolare per i francescani, ma vi garantisco che appena ho messo piede lì ho iniziato a pensare a come fuggire... io e la mia amica avevamo prenotato anche a Perugia per Umbria Jazz!
adesso non sto a raccontarvi tutto (tipo che sono stata accolta da favola che se ho detto di essere atea etc.)... però... ecco... non so come .... la trascendenza ha bussato
i francescani mi hanno accompagnato sempre da allora
è stato un cammino lento
andavo in chiesa prima o dopo le messe, poi un giorno ci sono finita per caso e così ho ripreso ad andarci
un cammino lento... dicevo...
una serie di momenti formativi
poi l'iscrizione in Azione Cattolica alla bellezza di 23 anni, un gruppo che non amavo affatto e poi è diventato parte di me
e poi l'impegno come educatrice dei giovani etc.
oggi non ho più ruoli ma una vera e propria famiglia, e poi il parroco è diventato mio padre spirituale ed è un'esperienza che mi sta rimettendo in sesto
la preghiera ogni giorno... è qualcosa di cui non mi stanco mai
un mio ex compagno di liceo sgrana ancora gli occhi...
e perplessità sulla fede, sulla Chiesa, nessuno te le toglie
ma è anche un segno di maturità saperle vivere, anche quando pesano
e poi la fede è un dono e non si giudica dall'esterno (come l'ateismo, come insegna il buon Bruno Forti) e questa è la prima condizione della laicità
è difficile essere laici e credenti oggi, credenti laici e di sinistra oggi, però si può
la fede cristiana è incontro con una Persona e non con un'Entità astratta
non credo che tutte le religioni portino da una parte, ma mai ho pensato che gli altri fossero in fallo
i punti di raccordo vanno cercati in ambito civile, non religioso, sarebbe un'inutile zuppa tiepida
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Riferimento: La Spiritualità, L'Uomo, Dio e le religioni...
A me stupisce sempre il vedere il Cristo e Dio non come Padre e "fratello maggiore", non come persone ma come entità distanti di cui avere paura e offrire appunto sacrifici...e che sacrifici!
Preghiere come se fossero tiranni da temere, preghiere per non cadere in un inferno di torture che stando alla loro stessa fede è la dimora di chi NON vuole essere elevato ma anzi desidera attivamente il male...
una paura del giudizio, della valutazione, che è la prima fonte di ogni riflessione...
Non posso negarlo, i voti in generale li trovo quanto di più "estraneo" ad un concetto di spiritualità.
E' un concetto molto forte, me ne rendo conto, per chi ha a cuore persone che saranno anche molto forti e caritatevoli e perchè no, anche illuminate da uno Spirito Divino.
Ma non posso vedere in una rinuncia, in un negare una parte di sè e del mondo da vivere e confrontarsi, qualcosa di positivo.
E' come se qualcuno mi dicesse " voglio scoprire la libertà stando chiuso in gabbia".
Benissimo, fai pure la prova, fai la tua esperienza col contrasto...ma quella gabbia in cui stai per tutta la vita ti dona PER TUTTA LA VITA qualcosa da imparare, o diventa solo un segno di obbedienza fine a se stesso?
Non faresti qualcosa di più utile dando i tuoi doni al mondo, invece di ritirarti da esso?
Idem per il sesso, è davvero qualcosa di cosi anti spirituale? Cosi tanto per cui la generazione di una nuova vita dipenda da essa?
Che la gioia e il piacere siano per forza tentazioni maligne? In nome di che, a beneficio di cosa?
Non riesco a far conciliare una onesta e piena ricerca spirituale con rinuncie e controsensi.
Non stò dicendo che nessun sacerdote cattolico o frate possa essere una buona persona e anzi un maestro spirituale.
Lo può essere eccome, ma la strada che ha scelto è in contrasto con la vita "di mondo" , con il vivere qui e ora, con il vivere la creazione pienamente, con l'interazione.
Gesù non fece certo cosi, e nemmeno i suoi discepoli.
A che serve tanto martirio, tanta negazione?
A che cosa vorrei sapere tanto...
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Riferimento: La Spiritualità, L'Uomo, Dio e le religioni...
Consulente, ti garantisco che conoscendo i religiosi da vicino avrai tutta un'altra idea
è un mondo vario, anche pieno di contraddizioni, come tutti i mondi
il mio primo impatto è stato proprio questo: sono stata io, atea, a scoprirmi "bigotta", se non altro per i miei pregiudizi nei loro confronti
e ho trovato persone aperte reali, pienamente se stesse
nessun desiderio di martirio e tanta concretezza, tanta vera amicizia
poi è chiaro che non tutti sono uguali, ma invito tutti a farlo quest'esperimento
come in ogni altra circostanza, tutto sta nell'essere fortunati e beccare le persone giuste, che sappiano dare anche una buona testimonianza
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Riferimento: La Spiritualità, L'Uomo, Dio e le religioni...
Beh chiaraaaa potresti dirmi tu intanto in base alla tua esperienza quali dona e ricchezze porta il loro stile di vita, ricchezze che non sarebbe possibile ottenere altrimenti, e se questo stile di vita garantisce migliori risultati spirituali dello stare in mezzo alle genti.
Mi interesserebbe davvero :sisi:
Ripeto però: non volgio dire che NON ci siano benefici o qualità che si sviluppino in questo stile di vita, anzi, solo...non sò, mi viene un istintiva risposta di rifiuto, come se avessero tagliato fuori il resto del mondo, quando potevano loro per primi donare tanto e andare in mezzo alle genti.
Mi farebbe molto piacere se contrapponessi la tua esperienza alla mia visione, davvero :)
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Riferimento: La Spiritualità, L'Uomo, Dio e le religioni...
io sono convinta che posseggono doni non comuni, ma questo è un altro discorso
il punto è che non è affatto vero che siano "fuori dal mondo" perchè vivono una serie relazioni amplissima (pure troppo, dico io)
lo "stare nel mondo", al netto delle considerezioni sui religiosi, non è questione di quante persone incontri, o se esci la sera, ma di quale disposizione d'animo hai, quanta passione hai per la vita e per gli uomini (e ti garantisco che ne hanno tanta)
io non cambierei mai la mia suor B, 40 anni, vestito marrone portato con eleganza senza pari, con una delle tante donne "di mondo" che mi circondano
e poi una volta ho conosciuto una clarissa (clausura, baby!)
trasudava pienezza di vita, contentezza per la sua scelta, apertura al mondo intero
una persona davvero ricca, ecco, questo è il termine giusto
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Riferimento: La Spiritualità, L'Uomo, Dio e le religioni...
SIcuramente hanno ogni diritto di fare la loro vita come meglio credono, l'importante è che ne siano soddisfatti.
Disgraziatamente, non riesco a coglierne però i valori.
Forse sono troppo legato all'immagine del pellegrino che incontra le genti, che comunica col mondo intero.
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Se n'era già parlato, ma ribadisco il mio background :)
Vengo da un ambiente misto :asd: mamma cattolica, babbo... mhm diciamo che ha una sua spiritualità ma non è al centro della sua vita, e soprattutto non somiglia a quella cattolica :asd: per il resto, in famiglia e tra gli amici ho dei bigotti, dei comunisti, dei religiosi, degli atei, persone di altre religioni, suore di clausura, vescovi, comboniani, gente che dice di essere cristiana e non si comporta come tale, gente che dice di non esserlo e invece secondo me piacerebbe molto a Cristo :lol:
E io? Beh io sono andata a catechismo e ho avuto tutti i sacramenti, ho fatto la chirichetta per molti anni da piccola (so che in alcune chiese non si può! Da noi si), vado alla Messa tutte le domeniche perchè canto nel coro e a volte suono l'oboe, ma sono agnostica.
Ero molto credente fino a qualche tempo fa (anzi ero persino intollerante!) ma ora boh... non riesco a coniugare le mie convinzioni di vita con l'esistenza di un Dio e di una vita ultraterrena, faccio proprio fatica ad accettarlo. E comunque di certo non sono cattolica, anzi sono pure anticlericale (non credo nel Papa ad esempio) :asd: cristiana invece mi piace definirmi a volte, perchè credo nella figura di Cristo e nei suoi insegnamenti anche se svincolato dalla divinità. Non credo nella Trinità.
Mi affascinano tutte le religioni. I riti, le storie, i perchè di ogni culto. Soprattutto cattolicesimo (dal punto di vista soprattutto formale/culturale), ebraismo e induismo.
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Riferimento: La Spiritualità, L'Uomo, Dio e le religioni...
Arrivo da due atei...sposati in comune.
Non mi hanno battezzata perchè giustamente hanno pensato "sceglierà lei quando sarà grande".
Ho scelto di non farlo.
Sinceramente non me ne è mai fregato niente.
Ho fatto religione soltanto alle elementari perchè era obbligatorio, ma non c'ho mai capito niente.
Preferivo giocare.
Dalle medie in poi non ho fatto + nulla.
Indifferenza totale.
Però in compenso ho 3 zie suore :)
Vorrebbero farmi prendere la giusta via....ma non c'è mai stato verso. ehehehe
Ciao ora devo scappare! :ciao:
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Riferimento: La Spiritualità, L'Uomo, Dio e le religioni...
Brava Ale che hai aperto questo thread!
La mia esperienza l'ho già descritta nell'altro, ma per riassumere...sono cresciuta in una famiglia moooolto cattolica e dopo una bruttissima esperienza di punto in bianco ho deciso che non credevo più in Dio...avevo circa 11-12 anni, poi riflettendo sulla questione con la mia testa, senza che nessuno mi influenzasse, sono giunta lentamente alla conclusione che qualcosa c'è, anche se non so bene chi è e com'è.
Credo che le religioni, tutte, monoteiste e non, siano la formulazione concreta di qualcosa di astratto e inafferrabile (ricordate l'ineffabilità dantesca?), e sono tanto diverse nei loro aspetti "accessori" perchè i popoli e le epoche sono diversi, ma mi sembra di poter riscontrare in ogni tipo di culto una radice comune, un qualche elemento unificante.
Sulla possibilità di svelare quella radice, di raggiungere quel "qualcosa", sono molto scettica, propendo più per l'idea che, in certe circostanze, alcune persone possano intuire, intravvedere la verità delle cose...ma una conoscenza certa, il dare nome e cognome a Dio, non mi convince.
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Riferimento: La Spiritualità, L'Uomo, Dio e le religioni...
Ciao a tutti.
Ho conosciuto il Forum, non molto tempo fa, per una serie di coincidenze, che, a volte, capitano nella vita di una persona e che, poi, ti lasciano il dubbio che si trattasse di semplici coincidenze...
Mi sembra (da diversi post letti qua e là, nell'ambito di diversi 3d) che questa discussione sia giunta proprio al momento opportuno.
Rispetto alle questioni poste da Alessia Va, la mia esperienza è stata abbastanza complessa.
Da piccolo sono cresciuto in un ambiente religioso. Da giovane ho partecipato, con convinzione, a gruppi e movimenti cattolici. Ho anche fatto studi di teologia, che ho condotto avanti per anni, insieme a quelli di filosofia in cui ho preso la prima laurea.
La crisi col cattolicesimo è stata, fondamentalmente, di tipo dottrinale. Ad un certo punto della mia esperienza, non era più concepibile, per me, la versione della divinità di Cristo sostenuta dalla chiesa.
Cristo, per me, era un grande Maestro che, meglio di altri ha manifestato le nostre radici divine. Ma non riuscivo più a comprendere come potesse essere Dio (seconda persona della santissima trinità), in maniera radicalmente diversa da come avrebbe potuto esserlo chiunque di noi.
Pur allontanandomi dalla chiesa cattolica, non ho, però, mai smesso di credere in Dio.
Gli incontri culturali che ho avuto modo di fare mi hanno aiutato, in quella fase della mia vita, a non mettere in alternativa la prospettiva filosofica verso cui mi stavo orientando (il costruttivismo radicale) con una tensione profondamente spirituale.
Tre maestri mi sono stati di aiuto in ciò:
Milton Erikson mi ha insegnato a non ridurre la mente alla mente logica e argomentativa.
H. Von Foerster mi ha insegnano che il costruttivismo radicale non conduce al disimpegno etico e sociale, ma a una maggiore assunzione di responsabilità, in quanto il nostro destino coincide con ciò che oggi siamo in grado di costruire.
Infine, Gregory Bateson, oltre che ad insegnarmi una corretta epistemologia (differenza di livelli logici, attenzione alle dimensioni contestuali, etc.), mi ha insegnato a mantenere lo sguardo aperto verso quei terreni della conoscenza, ancora inesplorati dalla mente umana, dove anche gli angeli hanno timore di avventurarsi.
Da alcuni anni, infine, le ricerche che sto conducendo sulle terapie energetico-vibrazionali mi hanno portato ad incontrare tradizioni e, soprattutto, Maestri spirituali, ora per me molto importanti, che mi hanno fatto capire che, al di là delle religioni storiche, c'è un filo “dorato” che percorre tutte le tradizioni culturali e porta verso le medesime acquisizioni spirituali.
Ora, se dovessi sintetizzare la mia posizione attuale, riporterei pari pari un brano di un Maestro, da poco scomparso dalla dimensione terrena (si potrebbe dire, in altri termini, che ha raggiunto il Mahasamadhi), che ho riportato anche in un altro 3d:
“IO SONO L'IO SONO
IO NON SONO il corpo.
Il corpo è il veicolo
dell'Anima
IO NON SONO l'emozione.
IO NON SONO il pensiero.
Il falegname non è il mobilio.
Le emozioni e i pensieri
sono prodotti dell'Anima.
IO NON SONO la mente.
L'utente del computer
non è il computer.
La mente è solo un sottile
strumento dell'Anima. IO SONO l'Anima.
IO SONO un essere spirituale di
Intelligenza Divina,
Amore Divino e Potere Divino.
IO SONO Uno con la mia Anima
Superiore;
IO SONO L'IO SONO
IO SONO Uno con
la Scintilla Divina che è in me.
IO SONO un Figlio di Dio.
IO SONO connesso a Dio.
IO SONO Uno con Dio.
IO SONO Uno con il tutto”
(Da: Master Choa Kok Sui, L'esistenza di Dio è auto-evidente, Eifis Editore)
Un abbraccio a tutti e un grazie particolare ad Alessia per aver iniziato questa discussione.
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Riferimento: La Spiritualità, L'Uomo, Dio e le religioni...
Appena qualche mese fa mi sono sbattezzata o meglio ho fatto richiesta di annotazione della mia apostasia al parroco della chiesa in cui fui battezzata. In realtà il battesimo è un atto incancellabile per il solo fatto che è avvenuto (non intendo in senso spirituale ma semplicemente burocratico^^). Più precisamente, ciò che ho richiesto è stato di annotare sul registro dei battezzati la mia volontà di non far più parte della chiesa cattolica. Ad oggi, quindi, sono ufficialmente scomunicata latae sententiae.
In realtà si è trattata più di una scelta "politica" che non spirituale, se così si può dire. Non ho mai dato importanza e attribuito nessun valore al battesimo ricevuto. Dio e Chiesa per me sono due questioni separate; sbattezzarmi per me ha significato semplicemente uscire da una comunità umana di cui ho sempre condiviso poco e niente.
Dio è un altro discorso. Voglio sperare che se esista non sia così spudoratamente "umano" da perdersi in certe formalità.
Ora come ora della questione "Dio" non mi preoccupo più di tanto forse perché convivo benissimo con l'idea di avere solo questa vita... :asd:
Scherzi a parte, condivido l'idea feuerbachiana secondo cui il discorso dell'uomo su Dio non sia nient'altro che il discorso dell'uomo su se stesso, un'antropologia ancora inconsapevole.
Si può dire che io abbia un'enorme fiducia (fede?) nell'Uomo (me compresa :asd: ), in questo mondo e tutto ciò che ne fa parte, nelle infinite potenzialità ancora inespresse e che ricerchiamo chissà dove, in quanto proiettate fuori, anzi sopra, di noi.
Se tutto questo vogliamo chiamarlo Dio.....
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Riferimento: La Spiritualità, L'Uomo, Dio e le religioni...
Citazione:
Originalmente inviato da
saretta85
condivido l'idea feuerbachiana secondo cui il discorso dell'uomo su Dio non sia nient'altro che il discorso dell'uomo su se stesso, un'antropologia ancora inconsapevole.
Entro certi limiti, concordo. Il discorso su Dio è sempre un discorso fatto da uomini e, in quanto tale, è soggetto ai condizionamenti storici e culturali. Parlo di Dio, ma, in realtà, parlo di me. Fin qui ti seguo.
Quello su cui non concordo sarebbe la conclusione (che mi sembra tu non trai, comunque): allora Dio non è altro che una proiezione dell'uomo.
Sono abituato a distinguere il "discorso su Dio" da "Dio", si tratta di due ordini logici diversi di ragionamento.
Può essere vero che il discorso su Dio sia un discorso umano, ma questo, se dice molto sull'umo che lo produce, non può dire più di tanto su Dio (neppure che non esiste).
Per motivi che ho già espresso in un'altra discussione, penso che l'esistenza Dio sia autoevidente.
Quello che non è evidente è, invece, il ruolo che permettiamo a Dio di avere nella nostra vita.
Il problema, cioè, non è mai Dio, secondo il mio modo di vedere. Il problema è sempre il senso che l'uomo intende dare alla propria esistenza.
Storicamente, le persone che ho conosciuto, che dicono di avere incontrato Dio, possono essere classificate, fenomenologicamente, in due gruppi.
C'è chi l'ha incontrato attraverso l'incontro con persone, in una comunità storica. In questo caso, Dio lo incontri per gli effetti che ha su altri. Potresti avere sempre il dubbio che Dio non c'entri e che si tratti semplicemente di rapporti umani vissuti "umanamente" (e già sarebbe molto).
O, seconda possibilità, c'è chi Dio lo ha incontrato in un percorso interiore. In questo caso, lo sperimenti dagli effetti che produce in te e nei tuoi rapporti esterni. Puoi sempre avere il dubbio che si tratti di autosuggestione.
La certezza è sempre la certezza derivante da un'esperienza, non il risultato di un ragionamento, che può essere contestato. Non per nulla, si parla di "fede".
Per quanto mi riguarda, ho seguito entrambe le vie. La prima mi ha deluso. La seconda ancora no. Anzi, mi ha fatto recuperare, rispetto alle relazioni, molte cose che avevo dimenticato. E tutte hanno a che fare con la ricerca.
Penso che, umanamente, possiamo considerarci tutti come viandanti che percorriamo una strada comune, pur avendo, alle spalle, concezioni ed esperienze diverse. Ciascuno ha la propria meta e i propri obiettivi di apprendimento. La mia meta e i miei obiettivi di apprendimento possono essere diversi da quella degli altri.
Nel momento, però, che percorriamo la medesima strada, ci possono essere scambi, condivisioni che possono permetterci di condividere dei pezzi di verità, dei significati parziali, storici, senza eccesive pretese.
Ma sono questi scambi, credo, che possono permettere a ciascuono di noi, a ciascun viandante, di trovare la propria via personale verso l'apprendimento e la realizzazione. E ciò indipendentemente dal nome che ciascuno dà a Dio. E anche indipendentemente dal fatto che qualcuno preferisca un destino di ontologica solitudine. Le nostre preferenze determinano la nostra strada di apprendimento. Non determinano l'essere di Dio.
Buon riposo a tutti.
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Riferimento: La Spiritualità, L'Uomo, Dio e le religioni...
Niente da dire: mi trovo concorde in pieno con te Hermes ^_^
Per me il discorso finale si è ridotto a questo: ho pregato, e ho sentito uan risposta, sia intellettuale, un discorso che ho verificato essere vero, sia emotivo, emozioni e sensazioni , come se qualcuno mi comunicasse.
Mi è successo anche con le persone, di "sentire" il loro affetto, le loro emozioni, sentirle addosso.
Di fronte a logica e sentimento, alla percezione cosi chiara che certe cose non potevano mai venire da me, io sarei a questo bivio: o sono schizofrenico o Dio esiste.
Per cosa ho optato credo sia palese :look: :lol:
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Riferimento: La Spiritualità, L'Uomo, Dio e le religioni...
ciao!!! ieri avevo visto questa discussione...la trovo molto interessante e mi piacerebbe potervi partecipare...ma siccome voglio gustarmi i precedenti post con calma adesso devo proprio lasciarvi, e rimandare questo momento a dopo...spero di poter dire la mia e imparare da voi.
Al momento vi saluto e vi auguro una bella giornata...non solo in senso meteo.
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Ci diamo una mano a vicenda, si.
Questo cammino è come essere pescatori di girini, che si ritrovano su una zattera in mezzo agli oceani, dove le cose più piccole sono BALENE e li leviatani svettano come nuvole nel cielo.
"E come caspita faccio a prendere ste cose?!" viene da dire.
Cosi come le goccie formano l'oceano: un passo dopo l'altro, un "morsetto" dopo l'altro.
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Citazione:
Originalmente inviato da
Hermes Ankh
Ora, se dovessi sintetizzare la mia posizione attuale, riporterei pari pari un brano di un Maestro, da poco scomparso dalla dimensione terrena (si potrebbe dire, in altri termini, che ha raggiunto il Mahasamadhi), che ho riportato anche in un altro 3d:
“IO SONO L'IO SONO
IO NON SONO il corpo.
Il corpo è il veicolo
dell'Anima
IO NON SONO l'emozione.
IO NON SONO il pensiero.
Il falegname non è il mobilio.
Le emozioni e i pensieri
sono prodotti dell'Anima.
IO NON SONO la mente.
L'utente del computer
non è il computer.
La mente è solo un sottile
strumento dell'Anima. IO SONO l'Anima.
IO SONO un essere spirituale di
Intelligenza Divina,
Amore Divino e Potere Divino.
IO SONO Uno con la mia Anima
Superiore;
IO SONO L'IO SONO
IO SONO Uno con
la Scintilla Divina che è in me.
IO SONO un Figlio di Dio.
IO SONO connesso a Dio.
IO SONO Uno con Dio.
IO SONO Uno con il tutto”
(Da: Master Choa Kok Sui, L'esistenza di Dio è auto-evidente, Eifis Editore)
Un abbraccio a tutti e un grazie particolare ad Alessia per aver iniziato questa discussione.
:lode:
E' bellissima...
E hai fatto bene a riportarla perchè nell'altro 3d me l'ero persa!! :smack:
Grazie...
Citazione:
non ho mai amato l'immanentismo di alcun genere (Ale va, non volermene ), "credo" nella trascendenza prima ancora di credere che esisto ]
Chiaretta, e come potrei volertene? :hug:
Anche perchè non mi identifico con l'immanentismo...ne penso che possa essere, cio' che sento, che sperimento e vivo, essere classificato in alcun modo.
Ho notato che è questo che fa "infastidire" le persone "bigotte" (diciamo cosi).
Perchè non riescono a classificarmi...a loro volta...e non comprendono il perchè dica cose che condividono mentre ne dico altre che paiono loro una bestemmia :smile:
Eh che non lo faccio apposta, semplicemente è cosi.
Ho imparato, nella vita, a dare ascolto alla mia Anima, a Me Stessa, ad usare quello che Sento dentro come il metro di giudizio migliore.
Cosi prendo, da ogni pensiero, ed esperienza tutto cio' che Sento e che mi fa "vibrare" qualcosa dentro, indistintamente...cosi trovo spunti molto profondi e saggi nella bibbia, come nel corano, come nei principi del buddismo, e cosi come in alcune pratiche dell'induismo o negli insegnamenti dei maestri orientali, o dei grandi pensatori occidentali...
In ogni Uomo esiste un Germe di Dio.
E in ogni Uomo che parla di Dio, Dio parla, attraverso quell'Uomo.
Ma sempre valutando, considerando, ascoltando...dentro di me.
Perchè siamo Uomini appunto...calati in una condizione materiale che limita la nostra scintilla divina...
E siccome spesso l'Uomo si fa corrompere dal potere e dal denaro...beh come ho già detto più volte, questi si insinuano nelle religioni e tra le migliori intenzioni, dunque bisogna sempre fare attenzione, scremare e distinguere...
Riguardo ai religiosi...
Ho una cugina suora, due altri cugini frati francescani e come dicevo...amicizie tra suore e sacerdoti.
Questo non significa ne che sono totalmente d'accordo con la loro scelta e con i principi della chiesa ne che non approvo la vita che conducono.
E' una loro scelta e la rispetto.
Certamente una scelta che io non farei.
E trovo riduttivo che si parli di due estremi: essere "gente di mondo" piuttosto che condurre una vita "monastica".
Non è necessario essere di mondo e uscire tutte le sere e fare una vita sociale intensissima...per Vivere nel Mondo.
Cosi come non è necessario aderire a dei voti offrendosi alla chiesa (e scrivo volutamente chiesa...perchè prendere i voti significa servire la chiesa degli uomini piuttosto che aderire a un progetto divino...) per vivere portando Dio dentro di noi e con noi nelle cose che facciamo.
Possiamo vivere la nostra Natura di Esseri Divini semplicemente vivendo la nostra vita.
Dando maggior importanza a certe cose piuttosto che ad altre...
Non smettendo mai di ricercare il contatto con la nostra Vera Essenza e quindi con Lui...
Crescendo ogni giorno in Conoscienza, Coscienza e Amore.
Spero, con tutto il cuore, che un giorno non ci sarà più bisogno di religiosi...
Ma non perchè non ci sarà più bisogno di Dio.
Semplicemente perchè avremo capito come trovarlo.
:smile:
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Riferimento: La Spiritualità, L'Uomo, Dio e le religioni...
Citazione:
Originalmente inviato da
consulente_
Ci diamo una mano a vicenda, si.
Questo cammino è come essere pescatori di girini, che si ritrovano su una zattera in mezzo agli oceani, dove le cose più piccole sono BALENE e li leviatani svettano come nuvole nel cielo.
"E come caspita faccio a prendere ste cose?!" viene da dire.
Cosi come le goccie formano l'oceano: un passo dopo l'altro, un "morsetto" dopo l'altro.
Lo scenario del "cammino" io me l'immagino in termini un pò diversi.
Lo immagino più simile alle strade di Arles in un caldo giorno di mercato.
Odori diversi che si mescolano e, a volte, inebriano, gerghi più vari che ti colpiscono da ogni dove, genti di ogni razza e provenienza che puoi incontrare o da cui ti puoi allontanare.
Un certo senso di inquietudine per il diverso, ma anche tantissime possibilità di incontri positivi.
Un luogo in cui ti puoi soffermare per approfondire legami nati casualmente. Così come puoi ripartire, con nuovi compagni, per percorrere, insieme, un tratto di strada.
Da tutti puoi imparare e a tutti puoi dare qualcosa.
In questo percorso, senza eccessive ansie e tormenti (non senza qualche inquietudine), puoi imbatterti, fra un incontro e un altro, nel "fatto che non era necessario", nella "maglia rotta" (per usare i termini del mio poeta preferito) che ti apre un varco verso nuove intuizioni che hanno, forse, a che fare con un senso più compiuto del tuo viaggio.
Allora, il tuo cuore si apre e puoi riprendere il cammino con nuova consapevolezza. Perché hai acquisito un'idea più precisa di dove provieni e di dove stai andando.
Come lo sai che si tratta di una nuova consapevolezza? Lo sai.
Come dicevi tu qualche post fa: è un qualcosa che "si sente".
Tutto ciò mi fa venire in mente le parole ironiche dette da un mio compagno, quando ero più giovane e ancora partecipavo ai riti cattolici: "per voi cristiani, Dio è come la "puzza". Vi si attacca addosso e non ve la togliete più".
E allora io pensavo: non si dice che i santi "odorano" di Dio?.
Sono cambiate le situazioni, ma anche ora continuo a pensare che certe cose si sentono con una forma di conoscenza che è più simile a quello che alcuni chiamano "sensibilità psichica" e che le scelte fondamentali della vita si fanno non solo in base a ragionamenti, ma attraversoquello che potrebbe essere detto "intuito".
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Alessia Va
:lode:
Ho imparato, nella vita, a dare ascolto alla mia Anima, a Me Stessa, ad usare quello che Sento dentro come il metro di giudizio migliore.
Cosi prendo, da ogni pensiero, ed esperienza tutto cio' che Sento e che mi fa "vibrare" qualcosa dentro, indistintamente...cosi trovo spunti molto profondi e saggi nella bibbia, come nel corano, come nei principi del buddismo, e cosi come in alcune pratiche dell'induismo o negli insegnamenti dei maestri orientali, o dei grandi pensatori occidentali...
In ogni Uomo esiste un Germe di Dio.
E in ogni Uomo che parla di Dio, Dio parla, attraverso quell'Uomo.
Ma sempre valutando, considerando, ascoltando...dentro di me.
Perchè siamo Uomini appunto...calati in una condizione materiale che limita la nostra scintilla divina...
E siccome spesso l'Uomo si fa corrompere dal potere e dal denaro...beh come ho già detto più volte, questi si insinuano nelle religioni e tra le migliori intenzioni, dunque bisogna sempre fare attenzione, scremare e distinguere...
:smile:
Non avrei saputo dirlo meglio!
:mano::approved:
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Mi ha sempre affascinato la Quabalah.
L'idea di un percorso, di un "arca" che guida dalla materialità a Dio e che manifesta Dio sin nella materialità con i suoi percorsi e vie, la trovo tra le cose più affascinanti.
Logica e intuito sono messi appunto nello stesso asse, come opposti di uno spettro.
Ma ciascuno di essi è un espressione dell'intelligenza, ciascuno ha qualcosa da offrire.
Secondo me il punto non è affidarsi ad uno invece che ad un altro, ma ARRICCHIRE lo spettro con le gradazioni.
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Ciao a tutti! Questo è un argomento che mi è sempre piaciuto tanto (ma che ho sempre avuto modo di trattare poco) perchè io amo Dio e sono sicura che sia lo stesso in tutte le fedi. Dico "fedi" e non "religioni" perchè spesso nelle "religioni" c'è di mezzo lo zampino dell'uomo che non sempre è conforme alla "fede" a cui la relizione fa riferimento.
Io mi definisco cristiana, ma nel senso che seguo Cristo e tutto ciò che dice (o meglio ci provo). Il resto non mi interessa molto. La mia legge è il Vangelo e non tanto quello che dice la Chiesa.
Però scrivo Chiesa in maiuscolo perchè io nonostante tutto credo nella Chiesa e nel loro potere, un po' meno in quello che dice. Mi spiego meglio.
Io sono cattolica praticante, vado a Messa ogni domenica, ricevo l'Eucarestia e insegno catechismo. Però non sono bigotta nel senso che non seguo a priori ciò che la mia Chiesa dice solo perchè l'ha detto lei. Prima di tutto faccio riferimento a quello che ha detto Cristo e poi cerco di valutare se quello che ha detto la Chiesa sia coerente o no con quello che dice lui. Perchè la chiesa è fatta dagli uomini e spesso sbaglia, spesso interpreta male (o meglio diversamente da me) e addirittura (purtroppo) spesso è corrotta.
Ricevere l'Eucarestia mi fa stare bene, ne ho bisogno, anche quando e SOPRATTUTTO quando non sono degna... non si è mai degni, però quando si è meno degni si ha ancora più bisogno di Lui. "Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati" ha detto una Persona saggia... per questo non credo a nessun tipo di scomunica o allontanamento dalla Chiesa: è Dio che decide, non il papa :) e anzi se uno è "peccatore" anzichè allontanarlo lo si deve avvicinare!
Le vostre testimonianze mi sono piaciute molto... esperienze diverse, religioni diverse ma stesso credo e stesso sentimento bellissimo di sentire l'amore di Dio, proprio come lo si sente delle persone che ci vogliono bene, e non siamo pazzi: Dio c'è!
Il mio ragazzo è ateo e dice che ammira chi ha fede perchè sta bene, lui invece non sente niente. Chissà, forse in qualche modo è una ricerca di Dio... e allora in qualche modo è fede... non so bene come interpretarla...
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Alessia Va
Ho notato che è questo che fa "infastidire" le persone "bigotte" (diciamo cosi).
Perchè non riescono a classificarmi...a loro volta...e non comprendono il perchè dica cose che condividono mentre ne dico altre che paiono loro una bestemmia :smile:
Eh che non lo faccio apposta, semplicemente è cosi.
Ho imparato, nella vita, a dare ascolto alla mia Anima, a Me Stessa, ad usare quello che Sento dentro come il metro di giudizio migliore.
Cosi prendo, da ogni pensiero, ed esperienza tutto cio' che Sento e che mi fa "vibrare" qualcosa dentro, indistintamente...cosi trovo spunti molto profondi e saggi nella bibbia, come nel corano, come nei principi del buddismo, e cosi come in alcune pratiche dell'induismo o negli insegnamenti dei maestri orientali, o dei grandi pensatori occidentali...
In ogni Uomo esiste un Germe di Dio.
E in ogni Uomo che parla di Dio, Dio parla, attraverso quell'Uomo.
Ma sempre valutando, considerando, ascoltando...dentro di me.
Ti devo proprio straquotare, perchè mi ritrovo tantissimo nelle tue parole.
Mi sembra che in ognuna delle moltissime formulazioni che l'uomo ha dato del trascendente ci sia uno spunto, un aspetto, qualcosa da cogliere e da assimilare, ma l'importante è farlo con la propria testa.
Non che aderire in toto a una particolare confessione religiosa sia sbagliato, ma mi sembra quantomeno ingenuo aderirvi in maniera acritica, senza dare ascolto alla propria anima, come hai detto tu.
Eppure per molte persone è più facile se a dettare la verità è qualcun altro, e questo proprio non riesco a capirlo, addirittura parlando con alcuni ragazzi mi sono arrabbiata perchè, finchè si trattava del COME ci si avvicina a Dio sembravano sapere tutto, ma se io chiedevo il PERCHE' di quella particolare scelta, di quel particolare culto, di quella verità, si ritraevano, andavano in tilt.
Non mi dicevano "Perchè è la verità che ho scelto in base a questo e questaltro" ma "è così e basta."
Per questo mi sono allontanata dal cattolicesimo e ultimamente anche dal cristianesimo, perchè mi ha dato la sensazione di qualcosa di precostituito, confezionato, sul quale non si possono apportare modifiche.
Ovvio che si tratta di una mia personale percezione!
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consulente_
Mi ha sempre affascinato la Quabalah.
L'idea di un percorso, di un "arca" che guida dalla materialità a Dio e che manifesta Dio sin nella materialità con i suoi percorsi e vie, la trovo tra le cose più affascinanti.
Logica e intuito sono messi appunto nello stesso asse, come opposti di uno spettro.
Ma ciascuno di essi è un espressione dell'intelligenza, ciascuno ha qualcosa da offrire.
Secondo me il punto non è affidarsi ad uno invece che ad un altro, ma ARRICCHIRE lo spettro con le gradazioni.
Concordo con te, consulente. I termini (se ti riferivi a ciò) che io ho utilizzato (sensibilità psichica e intuito) non vanno intesi, come spesso avviene, in alternativa alla razionalità e alla logica.
Li utilizzo come li utilizzava un grande Maestro contemporaneo (si chiamava Baba Bedi; in Italia è conosciuto perché è il padre della terapia vibrazionale) che individuava, come specifico dell'Uomo, rispetto a tutti gli altri esseri viventi, l'emergere di quella dimensione che si potrebbe chiamare Scintilla divina: la Scintilla divina, in noi, secondo Baba Bedi, si esprime attraverso: la Sensibilità psichica (che ci consente forme di conoscenza diverse da quelle gestite dalla mente ordinaria e ci guida verso le scoperte spirituali, in consonanza con il progetto dell'Anima superiore), la Coscienza etica (che ci avverte quando qualcosa, nel nostro comportamento, non è in coerenza con il progetto dell'Anima) e l'Intuito (che ci indica la scelta appropriata, al momento giusto).
Lungi da me voler contrapporre logica e intuito.
Anche prima di conoscere i significati che ho espresso sopra, la mia formazione batesoniana me lo avrebbe impedito (Gregory Bateson ha sempre sostenuto che separare e contrapporre logica e intuizione, razionalità ed emozione... è una mostruosità e produce mostruosità). :mano:
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Il viaggio dell'Anima
Ora vi faccio una domanda:
Avete mai avuto l'impressione di essere già vissuti, in altri luoghi, epoche e "corpi"?
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No, ma l'idea della reincarnazione mi ha sempre colpito.
Sarebbe sensato in effetti se attraverso più vite fossimo in grado di volta in volta di perfezionarci e supplire alle nostre mancanze.
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Io...non lo sò.
ricordo che ci sono stati momenti in cui ho visitato dei luoghi che m ifacevano un effetto particolare, un senso di deja vù molto forte...però erano posti che...avevo visto in sogno ^ ^;
Credo anche io nella reincarnazione, ci sono passi anche nel nuovo testamento che lasciano aperta questa interpretazione, a prescindere da tutte le discussioni del passato in merito.
Diciamo che per ora mi considero un anima nuova :P
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Dio non esiste.
Dio non ha creato il mondo.
L'uomo ha creato Dio perché è miserabile.
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Cercatore
Dio non esiste.
Dio non ha creato il mondo.
L'uomo ha creato Dio perché è miserabile.
Che dono della sintesi! Potresti approfondire?
Praticamente l'uomo si è inventato il trascendente per dare a qualcuno la responsabilità delle cose terrene? Possibile.
Possibile anche che l'uomo abbia tentato di dare nome a qualcosa che non riesce a descrivere ma che tuttavia sente come presente.
Faccio fatica a credere che tutta l'umanità si sia autosuggestionata...
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aMara835
Faccio fatica a credere che tutta l'umanità si sia autosuggestionata...
Da piccola cosa ti hanno costretto a fare? Andare in chiesa, il catechismo, la morale, ogni insegnamento era farcito delle "loro" idee.
Non "tutta l'umanità", ma "ogni singolo".
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aMara835
No, ma l'idea della reincarnazione mi ha sempre colpito.
Sarebbe sensato in effetti se attraverso più vite fossimo in grado di volta in volta di perfezionarci e supplire alle nostre mancanze.
Infatti.
Molto più sensato che l'idea di un paradiso o di un inferno ipotetici...
Per quanto mi riguarda ho accumulato ricordi precisi nel corso della mia vita.
Esperienze che mi hanno convinto che l'Anima non si incarna una sola volta ma più volte e con lezioni precise da apprendere di volta in volta.
Del resto nella stessa religione cristiana dei primi secoli questo concetto era predicato e sostenuto.
Solo in seguito la chiesa, per questioni legate al potere e al dominio delle folle volle eliminarla dalla propria dottrina.
Del resto la stessa Anima deve apprendre, di vita in vita, a passare dalla paura del potere di un dio esterno e vendicatore, alla consapevolezza che sono le azioni compiute e le scelte prese che ci portano o meno ad evolvere.
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Cercatore
Da piccola cosa ti hanno costretto a fare? Andare in chiesa, il catechismo, la morale, ogni insegnamento era farcito delle "loro" idee.
Non "tutta l'umanità", ma "ogni singolo".
Quello che mi è stato insegnato da bambina l'ho dolorosamente rigettato, e dopo questa devastante pars destruens sono passata cautamente a una pars construens basata su di me, sui miei pensieri, su ciò che IO sento e credo.
Il Dio dei cristiani? Non è quello in cui credo io.
Io credo nell'esistenza di qualcosa che non ha un nome, ma c'è, perchè può essere intuito, non conosciuto, sia chiaro!
E se mi si viene a dire che la mia intuizione non è una prova dell'esistenza di Dio, rispondo che è una prova per me.
Confondere il dogma con la fede è un errore tanto comune quanto pericoloso.
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Cercatore
Dio non esiste.
Dio non ha creato il mondo.
L'uomo ha creato Dio perché è miserabile.
W il rispetto per i credenti sei un vero campione eheheh :tajo::tajo:
Millenni di storia, di spiritualità, di persone che testimoniano e vivono...ma la verità l'ha cercatore :sisi: :lol:
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ehilà!!!
qualche giorno fa ho scritto che avrei cercato di dire la mia qui, a proposito della questione spiritualità----ma non ne ho avuto tempo e in realtà nemmeno tanta voglia....in realtà, per correttezza più che per par condicio, non ho scritto nemmeno sull'altro 3d, quello sulla religione cristiana.
Vorrei dirvi che ho apprezzato alcune delle cose scritte qui, ma non al momento non trovo modo di contribuire alla discussione in modo costruttivo. Mi chiedo, in realtà, a cosa potrebbe servire raccontarvi la mia esperienza di spiritualità....mi sembra una cosa talmente personale che mi sembra anche strano condividerla...
eccezion fatta per qualche sparuto brandello, che ho già esternato nel 3d aperto da Azzurra, non credo di aver molto da dire.
Non scrivo nè qui, nè lì, ma leggo le vostre opinioni con grande rispetto.
Mi sento a disagio a parlare della mia fede...anche perchè non amo parlarne, ma dimostrarla con ogni gesto che faccio...con il mio approccio alle persone.
Ho sentito di fare questa puntualizzazione perchè non vi ho lasciati in tredici...solo che non ho contributi da dare...al momento....
a presto...
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Morgana :hug:
Anche non dicendo nulla si dice qualcosa :sisi: contrariamente a quello che si pensa...
:ot: bellissimo avatar :cute:
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Alessia Va
Il viaggio dell'Anima
Ora vi faccio una domanda:
Avete mai avuto l'impressione di essere già vissuti, in altri luoghi, epoche e "corpi"?
Non solo l'impressione, ma la certezza soggettiva.
Il problema, per me, non è tanto la certezza dell'esperienza, ma il senso profondo della stessa, in quanto implica prendere posizione sulla questione controversa della "reincarnazione".
Da un punto di vista razionale, attualmente, utilizzo tale concetto come un concetto euristico, per spiegare una serie di fenomeni altrimenti per me incomprensibili.
Da un punto di vista dell'esperienza soggettiva, ho avuto, al riguardo, una storia lunga e travagliata.
Per molto tempo ho rigettato l'ipotesi della “reincarnazione” in quanto credevo di ritrovare, nella concezione di una ”scintilla divina” che si sperimenta nella materia una concezione di stampo gnostico e neoplatonico (filosofie al tempo distanti dalla mia formazione culturale), che ha in sé insita una concezione negativa della corporeità. La corporeità è vista come luogo di prova, di esercizio, non come vera patria.
Inoltre (ero ancora cattolico praticante), l'idea di un uomo come “scintilla divina” era una concezione che sembrava rifiutare il concetto di creaturalità. Una creatura non può essere identica al creatore.
Nella concezione cristiana, l'essenza spirituale è, comunque, creata. E' ad immagine di Dio, ma è creata. Che “è ad immagine di Dio” vuol dire che è chiamata ad essere come Dio l'ha pensata. Come potrebbe essere l'Idea di Platone in campo filosofico.
La religiosità si fonda sul riconoscimento di essere creature chiamate alla pienezza, a partecipare alla pienezza divina, ma creature.
C'è un'alterità incolmabile fra creatore e creatura. Anche se l'Amore tende a colmare l'abisso.
Solo più tardi, l'incontro con tradizioni culturali diverse, le esperienze di meditazione e contemplazione mi hanno consentito di comprendere tutto ciò in senso diverso.
Il senso diverso è che non si deve pensare al passato, ma al futuro, in prospettiva.
“Tu sei” vuol dire “tu sei chiamato ad essere”.
“Tu sei scintilla di Dio” non vuole dire che tu, in origine, sei come Dio, ma che tu sei chiamato a partecipare all'essenza di Dio che è Amore. E' nel tuo destino di creatura realizzarti in una comunione perfetta col creatore.
Il “paradiso terrestre” non è una condizione che può essere posta in un passato storico. E' la condizione alla quale siamo chiamati. Logicamente, si intende, non storicamente. Siamo chiamati ad essere come siamo stati concepiti nella mente di Dio.
Ma siamo creature libere. E la libertà esige il tempo e l'esperienza del limite.
Il paradiso non poteva essere un prima, ma solo un poi. L'esito di un'esperienza.
Cristo rappresenta la piena realizzazione dell'ideale cui siamo tutti chiamati: l'uomo che è in comunione inscindibile con Dio.
Padre – Figlio – Spirito.
Dio è un Dio che genera. La generatività è un elemento essenziale dell'idea di Dio. Dio ama la creatura che genera. Per questo è Padre. Ma, da buon padre, vuole che la creatura generata sia libera di accettare questo amore..
Il Figlio è la piena realizzazione dell'essere umano, secondo la libertà dei figli di Dio.
Lo Spirito è la Potenza divina che tutto penetra. Il Principio fecondatore. La Luce che tutto illumina, La Potenza che tutto risana.
Il Figlio è legato al Padre con il legame dello Spirito.
Per lo Spirito, si può parlare di “Scintilla divina”. L'essere umano partecipa dello Spirito divino.
L'essere non è Dio, ma lo Spirito divino innalza lo spirito umano ad altezze sconosciute.
La creazione, l'atto di creazione si esprime storicamente attraverso diverse dimensioni.
L'essere umano si caratterizza perché è un'unità inscindibile di Spirito e carne (materia).
Lo Spirito costituisce l'impronta divina, il progetto originario, il sistema operativo, per così dire, dell'essere umano. Il corpo è l'hardware, ciò che permette l'espressione nel tempo e nello spazio.
Il corpo è vibrazione di particelle. Quando la vibrazione è inferiore, si ha una materia più densa. Man mano che cresce la vibrazione, cresce anche l'immaterialità (si parla di anima vegetativa, etc.). Ma si tratta, comunque, di materia.
Lo Spirito è altro dalla materia. E' una sostanza diversa.
L'uomo è fatto di materia e di Spirito.
Gli Angeli, secondo la tradizione, sono fatti solo di Spirito.
Gli esseri inanimati sono fatti solo di materia.
Gli esseri animati, diversi dall'uomo, sono fatti di di materia vibrante che chiamiamo anima.
Ma fra l'anima degli animali (che è materiale) e lo Spirito dell'uomo c'è una cesura.
Come essere animato l'uomo è contraddistinto dall'identità materiale, carnale.
Io, Hermes, sono Hermes e non posso essere, carnalmente, altro... Non posso sicuramente essere vissuto 500 o 1000 o 2000 anni fa. L'essere animato è unico, irripetibile... e muore, si dissolve dopo la morte. Permane solo come ricordo, come identità mnemonica. Come software animico, per così dire.
Come Spirito, l'uomo è contraddistinto dall'identità della sostanza spirituale, che è, sì, personale (perché creata), ma non è storica, non muore con la morte fisica... è immortale.
Può esprimersi anche attraverso diverse identità storiche, materiali e animiche. In questo senso, si può parlare, per me, di "reincarnazione", non in altro senso.
Queste identità, dopo la morte fisica, continuano come grumi di ricordi. Io sono io, ma sono tanti.
L'unicità è rispettata. Lo Spirito personale è unico, in quanto creato. Le varie forme storiche (materiali e animiche) sono uniche.
Le diverse esperienze storiche fanno parte dell'identità dello Spirito come sostanza (qualcuno parla di Anima superiore).
Più avanti, se avrò tempo e può interessare a qualcuno, posso sviluppare il discorso. Ciao a tutti. :medito: :ciao:
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Hermy, ti leggo sempre con piacere ma c'è un punto che vorrei chiederti...sulla non esistenza.
Come la vedi un anima che consciamente desidera l'autodistruzione, il dissolvimento?
La mia visione personale è che ad un certo punto l'involuzione faccia "allontanare" quello spirito sino a lasciare un "softwere " molto base ma senza più applicazioni...come un hd formattato.
Che ne dici?
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Hermy, ti leggo sempre con piacere ma c'è un punto che vorrei chiederti...sulla non esistenza.
Come la vedi un anima che consciamente desidera l'autodistruzione, il dissolvimento?
La mia visione personale è che ad un certo punto l'involuzione faccia "allontanare" quello spirito sino a lasciare un "softwere " molto base ma senza più applicazioni...come un hd formattato.
Che ne dici?
La metafora che usi, consulente, è molto interessante. Con il tuo quesito ci inoltriamo in pieno in quella zona problematica in cui (come diceva il mio maestro G. Bateson) anche gli angeli temono di avventurarsi.
Io posso provare solo a dire quello che ho estratto dalle mie esperienze attuali, senza alcuna pretesa.
Se pensi a Dio come a una Mente, l'angelo, l'uomo, l'animale e la pietra possono essere considerati come cellule diverse di questa mente. Anche la cellula è una piccola mente. C'è una struttura che le connette. La singola mente fa parte della più grande Mente Divina.
Le vie che connettono l'angelo alla Mente Divina non sono le stesse che connettono l'uomo o la pietra, anche se, in certi casi, queste vie possono intrecciarsi.
Il male, il "peccato" è quando la singola mente si distacca dai circuiti della Mente... e si isola.
Se vuoi, per usare una metafora analoga alla tua, è come se il software della mente si fosse escluso dalle connessioni con il Sistema Operativo.
Al medesimo istante, si danna.
Il diavolo è un angelo che si è isolato, ha pensato di potere funzionare con il proprio software, distaccato dal Sistema Operativo, e si è dannato.
Ma questa operazione, essendo la Mente un sistema complesso, funziona come una specie di virus (per restare in metafora) che tende a sconnettere il software di altre menti dal Sistema Operativo. Il potere diabolico si esprime come potere di isolare la singola mente dal flusso vitale dei circuiti della Mente.
Chi si isola avvizzisce. E' come un albero senza radici. Un fiore senza linfa.
Non mi stupisco che, in simili condizioni, la mente (non quella che alcuni chiamano l'Anima superiore) tenda all'autodistruzione.
Ma spesso l'autodistruzione può essere considerata un grido, un'estrema nostalgia di riconnessione... estrema perché, essendo la mente completamente invasa dal virus, l'ultima possibilità di riconnettersi è proprio, per rimanere in metafora, la riformattazione del sistema.
Lo penso come un gesto che esprime nostalgia di Dio, della connessione con la Mente vitale. :medito: