Mi permetto di intervenire esclusivamente per introdurre una possibilità di interpretazione di tipo, se vogliamo, più educativo pedagogico.
Ci sono studi recenti, soprattutto in ambito francese (gli studi sulla "gestione mentale" che si rifanno ad Antoine de La Garanderie), che permettono di comprendere molti cosiddetti disturbi dell'attenzione come modalità di apprendimento legate a determinati canali di organizzazione delle "immagini" mentali.
Nornalmente (cioè nella stragrande maggioranza delle persone), le modalità di costruzione di immagini mentali (che non ha nulla a che fare con la percezione, ovviamente, ma con la costruzione di "immagini" interne, che costituisce la base, a sua volta, per le operazioni mentali più complesse, come la comparazione, la classificazione, etc.) sono di tipo visivo e uditivo. Solo subordinatamente di tipo motorio (e cinestesico).
Alcuni bambini, invece (ma anche diversi adulti, e io sono uno di questi...), presentano una netta dominanza motoria nella rielaborazione mentale (nella costruzione di immagini mentali). Questi bambini riescono a costruirsi bene delle "immagini" mentali solo attraverso l'accompagnamento del movimento. Nella misura in cui gli si inibisce il movimento si preclude loro (o si riduce) anche la possibilità di rielaborazione mentale (un adulto "motorio", ad esempio, può benissimo tenere un discorso pubblico senza problemi, a patto che, contemporaneamente, possa tenere in mano il microfono e manipolarlo... se lo costringete a parlare con il microfono fisso, gli renderete difficile l'organizzazione dei processi mentali e questo potrebbe anche significare che farà fatica a tenere un discorso in pubblico... se non, forse, manipolando una penna, mentre parla...).
Il bambino di cui si parla, a prima vista, sembra un bimbo che ha una modalità di rielaborazione prevalentemente motoria e, forse, uditiva (mi sembra di ricordare che tende a ricordare a memoria le cose e a ridirle).
In questi casi, il lavoro da compiere (educativamente) è quello di "disciplinare" l'aspetto motorio, senza eliminarlo (come mi sembra che tu abbia compreso intuitivamente, facendolo, ad esempio, camminare nella stanza, mentre impara le tabelline), favorendo, contemporaneamente, l'utilizzo maggiore della modalità uditivo-verbale (che sembra presente), che rappresenta, indubbiamente, una modalità più accettabile dal contesto esterno.
Questa, ovviamente, è solo un'ipotesi da tenere presente.
Chi volesse approfondire la prospettiva della "gestione mentale" e le sue implicazioni in campo educativo (soprattutto nei casi di bambini con presunti problemi di attenzione) può iniziare visitando il seguente sito:
Co-nai-sens - La Gestion Mentale,
:skunk: